Visualizzazioni Totali

IL MIGLIOR BLOG TECNOLOGICO DEL WEB: PER ESSERE SEMPRE AGGIORNATI SULLE NOVITA' DEL BLOG DA OGGI CI TROVATE ANCHE SU FACEBOOK! (LINK A SINISTRA)

venerdì 14 settembre 2012

Multe Per File Sharing (Joel Tenenbaum e Gli Altri Casi)

Vediamo i casi più eclatanti di multe per file sharing(pirateria):

2003(Boston, USA)
Si chiama Joel Tenenbaum ed è un giovane salito agli onori della cronaca per essere una delle persone più multate per aver scaricato e condiviso musica. La sua condanna è il pagamento di 675mila dollari per aver utilizzato il noto client Kazaa per condividere 31 canzoni in formato mp3 protette da copyright.
La vicenda risale al 2003, oggi il giovane che ha 28 anni ha ricevuto la conferma (quasi) definitiva della sua colpa.
Al giovane è stata infatti vietata la possibilità di rivolgersi alla Corte Suprema contro la sanzione già inflitta in seguito al processo.
La legge prevede che il massimo risarcimento per ogni canzone possa essere pari a 150mila dollari, nel caso di Tenenbaum si tratta di 22.500, cifra che secondo il giudice non è esagerata. Va ricordato che nel 2009 la multa inflitta è stata ridimensionata a 67.500 dollari.
La scelta del giudice rimane comunque molto contestata. Quella di accusare il singolo utente è inoltre una pratica a cui generalmente le major non ricorrono più, preferendo colpire i siti e i client accusati di incentivare la diffusione di materiale illegale.
Lo scontro si è spostato perfino contro aziende come nel caso di Google che ha dovuto “patteggiare” accettando dei filtri nelle ricerche per ostacolare la rintracciabilità di materiale coperto da copyright.
Quale sia l’esito della sentenza ancora non è dato sapere.


2008(Milano, Italy)
Due persone sono state coinvolte in un'operazione della Guardia di Finanza contro il file sharing illegale di musica su internet e sono state condannate a Milano per violazione della legge sul diritto d'autore.
Il Gip, Clementina Forleo, ha emesso il decreto penale che condanna i due indagati alla pena di 3 mila euro di multa.
Lo rende noto la Fimi, la Federazione industria musicale italiana.
I due soggetti sono stati condannati poichè - come scritto nel provvedimento emesso dal gip, viene reso noto - con piu' azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, senza averne diritto, mettevano a disposizione del pubblico, immettendole in un sistema telematico, mediante programma file sharing 'Direct Connect' opere dell'ingegno protette da copyright''.
Alla condanna si aggiungono anche le sanzioni amministrative irrorate dal Prefetto di Milano.
Uno dei due condannati ha presentato opposizione al decreto penale.


2009(Minnesota, USA)
"E' un verdetto scioccante e mostruosamente eccessivo" lamentano gli avvocati di Jammie Thomas-Rasset, che difendono la ragazza dalle pretese di varie major tra cui Sony BGM Music, Interscope Records, Warner Bros e Capital Records, tutte rappresentate in giudizio dalla potentissima RIAA, l'associazione dei discografici americani.
"E' come se l'imputata si fosse piazzata all'angolo di una strada per regalare ai passanti 150 CD" affermano invece i legali dell'associazione, caricando il conto per il danno economico subito dai loro rappresentati; dimenticando per altro che nessuno è mai riuscito a dimostrare un benché minimo collegamento tra la pirateria e il calo della vendite dei supporti "regolari".
Era già stata condannata in primo grado al pagamento di 220 mila dollari d'ammenda, con giudizio di un paio d'anni addietro e poi annullato. La malcapitata si è vista infliggere una pena pecuniaria di 80 mila dollari per ogni brano, nonostante che in casi consimili la cifra dovrebbe oscillare, a seconda della gravità dell'infrazione, tra i 750 e i 18.000 dollari.
Nel merito, la RIAA commenta favorevolmente la sentenza, ricordando che la donna non aveva mai voluto trovare una "transazione amichevole" e che comunque risultavano scaricate oltre 1700 opere protette, condivise con circa due milioni di persone attraverso il programma di file sharing Kazaa.
Al di là della sentenza, che si è voluta eclatante, altrettanto irrisolto si presenta il problema di capire come e perché si permetta ai privati di tracciare la connessioni in tecnologia peer to peer, con buona pace dei diritti costituzionali sulla riservatezza dei dati personali soltanto per favorire gli interessi economici dei soliti pochi e noti privilegiati.


2010(Locarno, Suisse)
Due anni fa venne condannata una diciottenne del Locarnese  per aver violato online la legge federale sul diritto d'autore, diffondendo a milioni di potenziali utenti sui circuiti peer-to-peer di eMule e Bearshare 270 film e oltre 4.200 brani musicali, causando perdite stimate in 13.500 franchi ai titolari dei diritti. Secondo i promotori dell’accusa, la pena ammonta a 900 franchi, con 30 aliquote (pari ciascuna a un giorno di guadagno dell'imputato) sospese con la condizionale.


2011(Stockholm, Sweden)
Un ventiseienne di Uppsala, città che dista poco meno di 70 chilometri da Stoccolma, è stato condannato per aver condiviso illegalmente 33 canzoni coperte da copyright. La multa di 2.000 SEK ($ 307 USD) è nettamente inferiore ai precedenti degli Stati Uniti.


2011(Salerno, Italy)
Multa da 22 milioni di euro a carico di un dj arruolato «a nero» al Nero Vittoria(Salerno) per la serata di martedì 8 marzo 2011. Il ragazzo è stato trovato in possesso di 150mila file musicali formato mp3 che sarebbero serviti nel corso della festa, scaricati da internet in violazione della normativa sul diritto d’autore. Registrazioni cosiddette «private» che sarebbero invece state messe a disposizione di un pubblico locale.


2012(Belfort, France)
Per la prima volta in Francia, un navigatore di internet e' stato condannato per aver scaricato illegalmente sul suo computer alcuni brani musicali dal web.
Si tratta di due canzoni di Rihanna, secondo quanto riferito dal quotidiano regionale Le Pays.
L'uomo, una quarantina d'anni, residente a Lepuix-Gy, presso Belfort (Francia dell'est), dovra' pagare una multa di 150 euro.
L'internauta aveva gia' ricevuto piu' volte delle mail di avvertimento per altre infrazioni alla legge contro la pirateria su internet Hadopi (dal nome dell'Autority per la protezione dei diritti su internet creata nel 2009 durante la presidenza di Nicolas Sarkozy). A scaricare i brani era stata in realta' la moglie dell'internauta, ha precisato quest'ultimo durante l'udienza, ma la linea internet era comunque intestata a lui. l'Hadopi (Haute Autorité pour la diffusion des oeuvres et la protection des droits sur l'Internet) è un'istituzione che si occupa dell'applicazione dell'omonima legge introdotta tre anni fa in vigore dal 2010 dedicata al diritto d'autore. La normativa è stata al centro di polemiche in quanto prevede una "disconnessione forzata" per coloro che violano il copyright in tre passaggi.
Un utente scoperto a scaricare file protetti da copyright sarà prima avvisato via e mail in caso di persistenza della violazione riceverà allora una lettera raccomandata, e poi, come ultimo avviso, sarà invitato a comparire davanti a un giudice che deciderà un'eventuale multa o la disconnessione forzata.

Nessun commento:

Posta un commento