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mercoledì 29 gennaio 2014

Statistiche Velocità Internet In Italia e Nel Mondo (2014)

Rispetto al secondo trimestre 2013, i mesi estivi dell’anno non hanno dato scossoni alle tendenze in corso riguardo le velocità di connessione.
La velocità media di connessione stimata in Italia è stata di 4,9 Megabit al secondo, ovvero risultato simile al dato primaverile, che significa un incremento del 24%(rispetto a tutto l'anno).
L’incremento, però, non colma neppure lontanamente il ritardo rispetto ai Paesi asiatici ma neanche rispetto ad altre nazioni europee.
Tra questi, i Paesi Bassi si confermano i più veloci, con i loro 12,5 Megabit.
Nel mondo prosegue la corsa della Corea del Sud, con 22,1 Megabit, che lascia al terzo posto Giappone e Hong Kong.
Sarà un caso che in Asia, anzi proprio in Corea, risiedono alcune tra le più grandi produttrici di smartphone?
Samsung domina il mercato con oltre il 30% delle vendite e Lg resta tra i primi cinque con una quota intorno al 4%.


DIFFUSIONE SMARTPHONE
Già oggi, gli smartphone rappresentano il 25-30% di tutte le sottoscrizioni alla telefonia mobile e rappresentano oltre la metà (55%) dei telefoni cellulari venduti nel terzo trimestre 2013.
Anche il tipo di traffico online sta cambiando fisionomia, un cambiamento che coinvolge trasversalmente dispositivi fissi e portatili.
Secondo i dati Ericsson, il traffico generato da video cresce del 55% ogni anno ed entro cinque anni costituirà più del 50% del traffico dati mobile, mentre i social network e i servizi web equivarranno a circa il 10% ciascuno.
Secondo la ricerca le SIM sono destinate a raggiungere quota 9,3 miliardi entro il 2019, di cui più del 60% , vale a dire 5,6 miliardi, saranno sottoscrizioni a smartphone.
Le reti WCDMA/HSPA copriranno il 90% della popolazione mondiale entro il 2019, favorendo l’esperienza degli utenti che utilizzano uno smartphone.
Inoltre, circa i due terzi (65%) della popolazione mondiale saranno coperti da reti 4G/LTE.


VELOCITA' INTERNET MOBILE
L’Italia non è tra le migliori, neppure sul fronte mobile: la velocità media di connessione offre sbalzi tra i 9,5 e gli 0,6 Mbps.
Ben lontani i valori massimi registrati in Europa, misurati in 49,8 Mbps, ma anche i minimi, calcolati in 2,4 Mbps da Ericsson.
Se si parla di banda larga su rete fissa, a livello globale Akamai ha rilevato che la sua adozione (calcolata a partire da 10 Mbps) ha fatto un balzo del 31%, raggiungendo il 19% complessivo.
Quasi superfluo precisare il primato della Corea del Sud, con una crescita al 70%.
In questa classifica virtuosa, il nostro Paese si infila per il rotto della cuffia tra i 55 Stati di tutto il mondo considerati.
Sono 48 quelli che hanno registrato un aumento significativo della banda larga: fanalino di coda è proprio l’Italia con un rialzo dello 0,5%, che porta a un modesto 3,7 % di adozione sul totale della popolazione.
Niente a che vedere con l’impennata del 394 % in Kazakistan, che però ci resta alle spalle con il 2,3 % finale.
Se la cavano meglio di noi anche i più vicini europei. A nord e a est si registrano gli incrementi maggiori nella diffusione della banda larga: guidano, anche in questo caso, Paesi Bassi (+45%), seguiti da Danimarca (+38%), Belgio (+36%), Repubblica Ceca (+31%), Svizzera (+6,7%) e Lettonia (3,7%).


ATTACCHI INFORMATICI
L’Italia si sbarazza della maglia nera almeno nelle statistiche che riguardano gli attacchi informatici. Solamente lo 0,7% delle aggressioni informatiche parte dai nostri confini, mentre la Cina si conferma capitale degli hacker malintenzionati, con il 35% di attacchi generati.
La segue, a buona distanza, l’Indonesia (20%), che registra una virtuosa retrocessione di quasi venti punti rispetto ai dati del trimestre precedente, secondo i quali era prima con il 38%.
La terza piazza è però occidentale, aggiudicata agli Stati Uniti con l’11%.
L’Europa, invece, aumenta le sue percentuali come vittima: Akamai attesta un aumento degli attacchi sul vecchio continente del 22%.
Infine i tentativi di sabotaggio informatici su aziende e privati statunitensi è scesa del 18%.
I casi sono due: o l’Europa è diventata più interessante per i pirati di tutto il mondo, oppure siamo stati individuati come anello debole e i cugini oltre oceano hanno alzato difese più difficili da valicare.
 

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