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venerdì 7 novembre 2014

Chiuso Silk Road 2.0 ed altri 410 Siti Sul Deep Web (Onymous)

Pare che nella giornata di ieri la FBI abbia chiuso circa un terzo dei mercati neri del Deep Web(stima ovviamente tra quelli più "popolati").
Il sequestro principale, riguarda quello di Silk Road 2.0, il noto sito online dove si vendevano droghe e altre merci o servizi illeciti, nato sulle ceneri del primo Silk Road, chiuso dalla stessa FBI proprio un anno fa, il primo ottobre 2013.


CHIUSO SILKROAD 2.0, HYDRA E CLOUD 9
Per il primo Silk Road fu arrestato Ross Ulbricht, il trentenne americano, residente a San Francisco, accusato di essere il boss della Via della Seta, noto online come Dread Pirate Roberts.
Questa volta, a finire in prigione, è stato Blake Benthall, 26 anni, nickname Defcon, residente a San Francisco, considerato il capo di Silk Road 2.0.
E che, secondo alcune notizie delle ultime ore, avrebbe confessato la propria colpevolezza.
Benthall che, accusato di associazione a delinquere per traffico di stupefacenti e riciclaggio, hacking,  traffico di documenti contraffatti, rischia tanti anni di carcere.
Ciò comunque sembra essere legato a un’operazione più vasta, nome in codice Onymous, che ha visto il coordinamento di FBI, HSI, ICE, Europol e di diverse altre agenzie investigative.
Nelle ore precedenti era uscita anche la notizia dell’arresto di due sospetti a Dublino.
Del resto sull’avviso di sequestro apposto sulla home di Silk Road campeggiano diversi loghi, tra cui quello dell’Europol.
Ci sarebbero stati 17 arresti di venditori e amministratori di mercati neri.
Oltre a 410 servizi nascosti tirati giù.
Inoltre sono stati sequestrati l’equivalente di 1 milione di dollari di Bitcoin e 180mila euro in soldi, droghe, oro e argento.
Chiusi anche Hydra e Cloud 9, che mostrano lo stesso avviso di sequestro(questi 3 siti contenevano circa il 33% di tutte le intersezioni sui bazaar più rinomati).
Ieri erano offline erano anche mercati come BlueSky, Pandora, Alpaca, The Hub.
È però la chiusura di Silk Road 2.0 a fare più notizia.
In primo luogo perché era il terzo mercato nero del Deep Web per quantità di traffici(11mila), subito dopo Agorà(15mila) ed Evolution(16mila).
E poi perché era il diretto discendente di Silk Road, di cui non solo portava l’ingombrante nome ma da cui rivendicava la filiazione diretta, al punto da aver esibito, all’atto di nascita, un avviso di scherno rivolto alla stessa FBI. “Questo Hidden Service è nato di nuovo” diceva l’homepage di Silk Road 2.0, sorto poche settimane dopo la chiusura dell’originaria Via della Seta.
Silk Road 2.0 avrebbe generato, secondo le stime degli inquirenti che si riferiscono al settembre 2014, 8 milioni di dollari di vendite al mese, e avrebbe avuto 150mila utenti attivi.
Fu lanciata nel novembre 2013 da un amministratore che si faceva chiamare Dread Pirate Roberts, proprio come l’originale di Silk Road, il quale a dicembre, forse perché spaventato, avrebbe passato le consegne a un tale Defcon, cioè l’arrestato Blacke Benthall.


GLI ERRORI
Anche in questo caso non è chiaro come sia stato localizzato il server di Silk Road 2.0 che era un sito nascosto sulla rete Tor.
Tuttavia, dalla lettura degli atti di indagine sembrerebbe che Benthall abbia commesso, proprio come Ross Ulbricht, molti errori.
Il principale sembra essere stato l’utilizzo della propria mail personale blake@benthall.net per registrare i server usati per Silk Road 2.0.
Un agente infiltrato, infiltrato fin dalla nascita di Silk Road 2, avrebbe avuto addirittura accesso al panel di amministrazione del sito.
Ma gli errori non finiscono qui: Benthall si sarebbe anche inoltrato sul proprio account Gmail dei thread di Silk Road.
Sarebbe entrato nel panel di amministrazione del sito da un IP di un hotel dove stava e in cui aveva lasciato tracce coi suoi profili social.
Avrebbe dato nell’occhio cambiando agli exchange molti Bitcoin in dollari per comprarsi una Tesla, una auto elettrica di lusso, da 127mila dollari.

Si legge in una nota della FBI: “Detto chiaramente: Silk Road, in qualsiasi sua forma, è la strada (road) verso la prigione. Quelli che si nascondono dietro a una tastiera alla fine saranno trovati”.


EVOLUTION ED AGORA'
Rimangono dunque questi due bazaar i principali e più grandi del Deep Web.
Questi due presentano innegabili vantaggi rispetto a Silk Road: mettono in vendita armi di ogni genere, fucili d’assalto compresi e non hanno mai subito attacchi informatici significativi.
Agora è in flessione rispetto ad inizio 2014 e la ragione è da spiegarsi nella crescita vertiginosa di Evolution, che a maggio non superava le 5.500 offerte.
Questo market ha dalla sua una maggiore affidabilità (è online il 96% del tempo contro l’81% di Agora), commissioni più basse (3% contro il 5% di Silk Road) e soprattutto più sicurezza e molta meno morale.
Silk Road poteva infatti farsi vanto di un etica, pur operando nella totale illegalità: escludendo gli stupefacenti, che comunque sono più del 90% del volume di affari e vengono giustificati con «il fondamentale diritto umano alla libertà di scelta», è assolutamente vietata la vendita di tutto ciò che possa causare o abbia causato vittime.
Al contrario su Evolution non ci sono regole.
Per il resto, vale tutto: un utente può comprare a 2.500 euro un Uzi, la pistola mitragliatrice in dotazione all’esercito israeliano, così come riciclare denaro sporco con un compenso al facilitatore del 25 per cento. Con un click e 12.000 euro, si recuperano i documenti per emigrare in Europa con un falso passato da perseguitato politico specifica il rivenditore che garantisce «la cittadinanza entro sei mesi», mentre bastano 4.500 euro per creare una società offshore e anonima in un paradiso fiscale e 700 euro per ricevere a casa 4.000 dollari falsi in banconote da 20 di ottima qualità, considerando il 99,6% di feedback positivi.
Ma se tutto ciò si poteva trovare anche su altri mercati già esistenti, sono invece una novità il kit, in sconto a 1.500 euro, per clonare i bancomat, che comprende lettore di schede da sostituire all’originale e telecamera nascosta, o la possibilità di ingaggiare, per una cifra tra i 200 e i 1.000 euro a seconda della difficoltà dell’operazione, un hacker che violi un database, non importa a quale scopo.
Il fondatore di Silk Road ripeteva continuamente di «non tollerare alcuna truffa, perché noi non siamo criminali ma rivoluzionari che vogliono sovvertire un sistema economico»: su Evolution invece un elenco di cinque milioni di indirizzi mail da inondare di posta indesiderata è in vendita a meno di 400 euro, ed è addirittura stata creata una apposita categoria per le frodi, dove si offrono account Paypal pronti per essere ripuliti così come portafogli digitali, appena “scippati”, rigonfi di Bitcoin.
Più della varietà dell’offerta, infatti, è la sicurezza ad essere il punto di forza di Evolution, che ha dimostrato di saper eccellere dove Silk Road aveva fallito: proteggere ciò che più conta, il denaro degli utenti, nella terra di nessuno dei mercati neri. Il sito infatti è stato il primo ad adottare su larga scala il sistema multi-signature per i pagamenti: non più semplici depositi di garanzia, ma una “serratura” a più mandate che dà il via al pagamento solo quando almeno due delle tre parti tra venditore, acquirente e intermediario, solitamente un membro dello staff, acconsentono ognuno attraverso una doppia chiave.
Evolution è poi al riparo dalla maggior parte dei dDoS, gli attacchi informatici che mirano a interrompere gli accessi generando una quantità non assolvibile di richieste di collegamento: esiste infatti una rete di dieci domini alternativi appositamente creati per le emergenze.

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