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venerdì 5 dicembre 2014

Scoperta Organizzazione Dedita A Truffe Informatiche (Phishing)

Dai carabinieri di Genova è stata scoperta una organizzazione specializzata nelle truffe informatiche che è riuscita a carpire dati sensibili a oltre 60 persone e a guadagnare oltre 200 mila euro attraverso pagamenti fasulli e intromissioni nei conti correnti.
La truffa veniva architettata tramite Phishing(che consiste nel cercare di ingannare la vittima convincendola a fornire informazioni personali sensibili per poi utilizzarle per fini illeciti).
Diverse persone residenti nelle Marche sono state denunciate a piede libero per introduzione abusiva nei sistemi informatici, frode informatica, riciclaggio e sostituzione di persona.
Secondo quanto ricostruito dalle forze dell'ordine costoro avrebbero truffato con questa tecnica più di 60 persone in diverse regioni di Italia.
Nel corso delle indagini sono stati sequestrati anche due server e diverso denaro contante.


TRUFFA
Con i soldi rubati dai conti postali delle ignare vittime, l’organizzazione sgominata dai carabinieri comprava auto di lusso e frequentava i locali esclusivi della riviera romagnola.
Sarebbero in tutto sette i denunciati, ovvero due donne e cinque uomini.
Attraverso un software, i due organizzatori della truffa telematica avevano acquisito indirizzi mail a caso e attraverso server stranieri mandavano e-mail con il logo delle Poste italiane.
Nella missiva veniva chiesto di inserire i dati delle carte di credito e i codici di sicurezza.
Una volta inseriti, l’organizzazione prelevava piccole somme, dai cento ai duecento euro, e le trasferiva in conti intestati a persone a cui avevano rubato l’identità.
Con quei conti i sette facevano partite a poker con altre carte intestate a loro complici e facevano finta di perdere, trasferendo così le somme perse agli altri membri.
Così facendo 22 persone si sono ritrovate indagate perché titolari, a loro insaputa, delle carte dove transitavano i soldi illecitamente prelevanti dai conti postali.
Le vittime dell’organizzazione sarebbero 66 e il giro d’affari scoperto ammonterebbe a 200 mila euro.
Ma secondo gli inquirenti, le persone truffate potrebbero essere molte di più.

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