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giovedì 16 aprile 2015

Cos'è e Come Funziona UberPop

UberPop è un sistema che permette a chiunque di registrarsi come autista con Uber e usare un veicolo privato per trasportare clienti del servizio.
Esso si aggiunge ai servizi già offerti da Uber: Uber Berlina Nera e Uber Van.
Nei normali servizi di Uber le auto sono guidate da autisti professionisti e con licenza.
UberPop, invece, offre un servizio formalmente simile a quelli di car pooling che permettono a chi si sta per mettere in viaggio con la sua macchina di trovare qualcuno con cui dividere le spese di pedaggio e benzina.
A mediare tra cliente e autista ci sarà sempre Uber, che si occuperà anche del pagamento della corsa e di garantire la qualità del servizio.


FUNZIONAMENTO
Quando si apre l’app di Uber, si deve selezionare l’opzione UberPop per essere messi in contatto con l’autista registrato che si trova più vicino in quel momento.
Le tariffe del viaggio vengono calcolate a tempo e sono decisamente più economiche delle normali tariffe di Uber: la corsa costa 0.49 euro al minuto con un prezzo base di 2.50 euro e una tariffa minima di 5 euro.
La differenza di prezzo è dovuta al fatto che le auto di UberPop non sono belle e curate come le berline usate per il normale servizio di Uber, e al fatto che gli autisti non sono professionisti.


DIVENTARE AUTISTI DI UBERPOP
I pre-requisiti sono:
– Avere un’auto intestata a proprio nome.
– Avere la patente da più di tre anni.
– Possedere un’auto immatricolata da non più di otto anni e con almeno 4 posti.
– Non avere avuto sospensioni della patente di recente.
– Non essere pregiudicati

Prima di essere abilitati come autisti di UberPop, inoltre, è necessario sostenere un colloquio con i responsabili del servizio.
Una volta abilitati, gli autisti di UberPop non hanno particolari vincoli: possono rendersi disponibili a lavorare quando preferiscono.
La tariffa trattenuta da Uber per la fornitura del servizio è di circa il 20 per cento.


PROTESTE, SEQUESTRI E CONFISCHE
Secondo i diffidenti mancano i requisiti tipici del trasporto pubblico, primo fra tutti l’obbligo di prestare il servizio a chiunque lo chieda.
Inoltre va ricordato che la caratteristica di Uber Pop è il fatto che a guidare è un comune automobilista.
È come detto una variante più recente del servizio Uber “classico” (denominato Black), un noleggio con conducente che, grazie alla possibilità di prenotare “al volo” tramite una app, diventa simile alla funzionalità dei taxi.
Uber ha incontrato quasi ovunque la resistenza dei tassisti, che hanno accusato il servizio di fare concorrenza sleale.
Anche a Roma e a Milano, le uniche due città italiane dove è attivo il servizio, i tassisti hanno vigorosamente protestato contro l’arrivo di Uber.
Anche UberPop, che offre viaggi a prezzi più bassi di quelli di Uber e quindi più concorrenziali nei confronti dei taxi tradizionali, ha causato diverse proteste: a Milano, il 10 maggio, i tassisti hanno fatto un giorno di sciopero.
Dopo le proteste, sono iniziate ad arrivare sequestri e confische.
La Prefettura ha firmato i primi tre provvedimenti che trasferiscono allo Stato la proprietà di altrettante auto convenzionate con UberPop.
Le auto sequestrate a conducenti convenzionati con UberPop sono 62, e tutti hanno presentato ricorso al giudice di pace.
Le sentenze sono per ora sette.
Sei dichiarano inammissibile il ricorso e definiscono quello di UberPop «servizio di taxi senza essere in possesso del prescritto titolo».
Vale a dire, la licenza.
Una sola sentenza accoglie il ricorso, e di conseguenza annulla il sequestro.
Paolo Sintoni, coordinatore dei giudici di pace, spiega: «L’unico caso in cui un giudice ha ritenuto di accogliere il ricorso è quello in cui il proprietario dell’auto era un soggetto diverso dal guidatore abituale.
Nel caso in cui invece proprietario e conducente siano la stessa persona, secondo l’ordinamento italiano, ci sono tutti i presupposti per disporre ed eventualmente confermare la confisca del mezzo».
Ora gli autisti che si sono visti confiscare l’auto dalla Prefettura dovranno fare nuovamente ricorso al giudice di pace, chiedendo l’annullamento del provvedimento.
A pagare loro le spese legali sarà Uber in Italia.


SERVIZIO ILLEGALE?
Circa un anno fa il ministro ai Trasporti, Maurizio Lupi, ha dichiarato il servizio «totalmente fuorilegge».
Ai cittadini che si improvvisano autisti per arrotondare il bilancio familiare viene contestato «l’esercizio abusivo della professione», un illecito amministrativo.
Lo spiega bene il comandante dei vigili, Tullio Mastrangelo: «Il servizio è totalmente illegale. Noi possiamo intervenire nella violazione amministrativa al codice della strada, perché bisogna avere una licenza per fare servizio di trasporto pubblico non di linea, e noi contestiamo questi illeciti quando qualcuno li pone in essere, in flagranza.
Sono autisti non abilitati, che guidano veicoli non abilitati al trasporto pubblico e senza l’assicurazione adeguata a portare in giro passeggeri. Chi sale a bordo di UberPop, lo fa a suo rischio».
I vigili, oltre a controllare e sanzionare, non possono far di più.
C’è chi pensa che solo un’azione civilistica sarebbe il modo per bloccare un servizio ritenuto da tutti «illegale».
Cioè una causa in tribunale per concorrenza sleale, con la quale una categoria che si ritiene lesa da «un esercizio abusivo della professione» fa istanza per un provvedimento d’urgenza (articolo 700 del Codice di procedura civile) per chiedere l’inibizione dell’attività ed, eventualmente, anche una richiesta danni.
Il clima di ostilità ha portato i vari autisti di UberPop alla decisione di far sedere il passeggero avanti per non dare nell'occhio e passare inosservati agli occhi dei taxisti inferociti.

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