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sabato 30 maggio 2015

Ergastolo Per Ross Ulbricht: Fondatore Di Silk Road (Storia)

Ross Ulbricht, il fondatore di Silk Road, è stato condannato all'Ergastolo negli USA.
Così si è conclusa la saga di Silk Road e di Dread Pirate Roberts, il pirata libertario che aveva creato nel 2011 uno dei più grandi mercati illegali del Web hostati su domini Onion ed accessibile solo tramite TOR.
Lui era una sorta di leader spirituale del mondo sommerso della Rete,  deregolamentato e libero.
Ma era anche il gestore di un mercato in crescita esponenziale che ha attirato l’interesse delle forze dell’ordine per via del numero elevatissimo di transazioni e per il giro di denaro.
Per i giudici quel pirata altri non era che il trentenne texano Ross Ulbricht.

Per approfondire:
Chiuso Silk Road
Ulbricht Accusato Di 6 Omicidi Rimane In Carcere
Ross Ulbricht Giudicato Colpevole (Silk Road)
Come è Stato Arrestato Ross Ulbricht (Silk Road)
Alex Bauer Racconta Ross Ulbricht (Silk Road)


LA SUA STORIA
Ross cresce ad Austin, in Texas.
Ama il surf ed è un ragazzo socievole e molto intelligente.
Appassionato di economia e in particolare alle teorie della cosiddetta scuola austriaca, che ruotano attorno al pensiero dell’economista Ludwig von Mises.
Tra i suoi principi fondanti c’è l’idea che ogni persona abbia pieno diritto su se stessa e sul proprio corpo e possa decidere liberamente se usare droghe o altro.
Ma Ulbricht è colpito anche da una variante specifica di questo pensiero, l’agorismo, sviluppato da Samuel Edward Konkin III, che formula l’idea di una controeconomia fatta di mercati liberi e volontari, come forma di resistenza al potere statale.
Così, a inizio 2011, Ulbricht, crea da solo un sito che dovrebbe incarnare la visione appena tratteggiata.
E che infatti, diversamente da molti siti oggi esistenti, si dà delle regole: no pedopornografia, no a cose che possono danneggiare altri, no a merci rubate.
La prima cosa che ci vende sono funghetti allucinogeni.
Diffonde il link al sito su alcuni forum, commettendo i primi errori, e lasciando delle tracce di sé che poi saranno utili agli investigatori.
Ma allora Silk Road era solo un esperimento sconosciuto.
Nel giro di pochi mesi però prende quota, arrivano compratori e venditori.
E a un certo punto Ulbricht decide di darsi una identità online: da anonino admin del sito diventa Dread Pirate Roberts, riprendendo la figura leggendaria di un pirata.
Leggendaria perché l’identità del pirata, oltre che misteriosa, viene passata di mano in mano.
Infatti fino al processo e ancora oggi molti addetti ai lavori ritenevano e ritengono che Dread Pirate Roberts fosse più di una persona.
Comunque diventa una sorta di guru spirituale.
Fonda anche, sul forum di Silk Road, una sorta di circolo culturale dei lettori, che suscita commenti entusiasti.
Arriva a rilasciare ai media interviste da rivoluzionario: “abbiamo vinto la Guerra alle Droghe”.
Il primo ottobre 2013, Ross Ulbricht viene arrestato in una biblioteca di San Francisco, mentre è collegato al pannello di amministrazione di Silk Road.
Che viene sequestrato dall’FBI.
Secondo gli atti d’accusa, nei suoi tre anni di vita Silk Road avrebbe visto passare 1.5 milioni di transazioni per un valore complessivo di 214 milioni di dollari.
Il 95 per cento di queste operazioni avevano a che fare con sostanze stupefacenti (si sono raggiunte le 13mila inserzioni), prevalentemente cannabis e LSD, anche se non mancavano eroina, cocaina, anfetamine.
Il sito prendeva fino al 10 per cento di commissione per le transazioni e gli investigatori hanno calcolato l’equivalente di 13 milioni di dollari che sarebbero stati intascati da Ulbricht.
 L’operazione Marco Polo, questo il nome dell’indagine durata anni, ha raccolto agenti dell’FBI, del Dipartimento per la sicurezza nazionale e della polizia postale americana, oltre al dipartimento antidroga di Baltimora.
Alla guida delle indagini l’agente Chris Tarbell.
Tarbell e la sua squadra avrebbero ottenuto l’indirizzo IP di Silk Road, normalmente nascosto attraverso TOR sfruttando errori di configurazione del sito.
E ne hanno poi individuato il server in Islanda.
Una volta ottenuto una copia dello stesso, dall’analisi dei log, dal registro dell’attività, sono risaliti a un indirizzo IP usato dall’amministratore del sito, cioè da DPR, per collegarsi.
L’IP non era della rete Tor, ma di un servizio di una VPN (Virtual Private Network).
A quel punto hanno ottenuto dal fornitore della stessa l’indirizzo IP effettivo da cui si connetteva l’amministratore, che riconduceva a un café di San Francisco.
Quasi in contemporanea si scandagliava il Clear Web, alla ricerca d'informazioni utili.
Tra queste una menzione su un forum risalente al 27 gennaio 2011, pochi giorni dopo il lancio del bazar.
Un utente di nome Altoid citava questo interessante servizio online per vendere e comprare in modo anonimo.
Su un altro sito, un omonimo Altoid, nel marzo 2013, in un altro forum chiedeva informazioni tecniche sui siti nascosti su TOR.
In questo secondo caso c’era una mail anche: ross.ulbricht@gmail.com
Per di più il nome Altoid era stato poi cambiato dall’utente in frosty, nick usato anche nel pannello di amministrazione di Silk Road, come ormai potevano vedere gli investigatori.
Una ricerca sul nome di Ulbricht avrebbe poi fatto saltare fuori non solo i suoi profili social in cui il giovane mostrava idee politiche non dissimili da Dread Pirate Roberts; ma anche una segnalazione del Dipartimento di sicurezza nazionale, che aveva intercettato dei documenti falsi inviati all’indirizzo di Ulbricht.
Agli agenti all’epoca il giovane aveva detto di non saperne niente.
Intanto Tarbell vede che il principale sospettato abita pura nelle vicinanze di quel cafè di San Francisco.
A quel punto l’obiettivo è sequestrargli il computer acceso per superare il muro della cifratura.
Iniziano a sorvegliarlo sia nella vita reale che nei suoi collegamenti online.
Possono infatti vedere quando DPR si collega a Silk Road.
Il piano è saltargli addosso mentre un infiltrato lo tiene collegato online.
E così avverrà.
Sul pc di Ulbricht si troverà anche un diario personale in cui il giovane parla delle sue attività nel bazar della droga.


I TENTATI OMICIDI E GLI AGENTI INFILTRATI
A Marzo 2013 su Silk Road compare un certo friendlychemist che dice di aver hackerato il pc di uno dei più grandi venditori di Silk Road sottraendo dati sensibili dei compratori.
Chiede un riscatto di 500mila dollari, altrimenti la fama di Silk Road sarà compromessa definitivamente.
Questi soldi gli servono per saldare dei conti "loschi" nella vita reale.
Ross riesce a mettersi in contatto con uno dei creditori (Redandwhite) che sembrerebbe far parte della gang americana Hells Angels.
Gli dice grossomodo che non gli dispiacerebbe che friendlychemist venisse fatto fuori e così i 2 si accordono sul prezzo.
150mila(omicidio non pulito) o 300mila(omicidio pulito), per Ross sono troppi essendosi accordato in passato con un killer per 80mila.
Alla fine i 2 si accordono per 150mila, friendlychemist vive in Canada (non si sa come questa informazione sia stata recepita).
La vittima vivrebbe con altri 3 complici, Ulbricht decide di farli fuori tutti.
Dopo 2 settimane Redandwhite scrive a Ross, dicendo che "il problema è stato risolto e non ricatterà più nessuno" invia anche una foto.
In Canada però pare non ci siano stati omicidi in quei giorni.
La cosa certa è che secondo la FBI effettivamente una transazione di 150mila dollari verso Redandwhite c'è stata: probabilmente Ulbricht è stato truffato.
L’operazione Marco Polo aveva diversi agenti sotto copertura dentro Silk Road.
Uno di questi, Carl Mark Force IV, online era noto come Nob, ed era diventato intimo e collaboratore di Dread Pirate Roberts.
Nob riesce a convincere a un certo punto un altro dei collaboratori online di Dread Pirate Roberts, anzi proprio un suo dipendente a libro paga, conosciuto online come Flush, a ricevere a casa una po' di droga. L’uomo, che si rivelerà essere Curtis Clark Green con problemi di dipendenza da antidolorifici e altre sostanze (il suo primo nickname usato su Silk Road, Chronicpain), cade nella trappola.
Viene arrestato appena riceve a casa sua il pacco con un chilo di cocaina.
E inizia a collaborare.
Anche perché viene fuori che Dread Pirate Roberts conosce il suo nome reale.
Infatti dai suoi collaboratori il “pirata” si faceva mandare una carta d’identità, come forma di assicurazione contro loro eventuali tradimenti.
Proprio uno di questi documenti, fra l’altro, successivamente trovato sul pc di Ulbricht, ha procurato a un altro amministratore australiano del forum di Silk Road molti mesi di prigione.
Dread Pirate Roberts viene a sapere dai giornali che il suo ex-impiegato Flush è stato arrestato in Utah. Pensa che possa dare informazioni su Silk Road; pensa anche, sbagliandosi, che abbia rubato dei soldi. Incarica e paga quindi Nob, l’agente infiltrato, di punirlo e minacciarlo.
Ma, dopo ulteriori consultazioni, non ben chiare, con altri online, sembra cambiare idea e decide per un’esecuzione.
E la commissiona allo stesso Nob, ovvero l’agente Force.
Il quale insieme ad altri e con la collaborazione dell’indagato Green orchestra quindi una finta morte.
Manda le foto a DPR, e DPR paga, senza sapere che i suoi soldi stanno andando al governo americano.
Il problema è che Force, insieme anche a un altro agente infiltrato su Silk Road, sta facendo il triplo gioco. Con altre identità nascoste ai suoi superiori da un lato tenta di ricattare Ulbricht ed estorcergli del denaro, fingendosi un ricattatore e facendogli credere di essere al corrente dell’uccisione di Green.
Dall’altro, riesce a convincere di nascosto Ulbricht a farsi trasferire 100mila dollari in cambio di informazioni sulla stessa indagine, dicendo di avere una talpa nella polizia.
Force, insieme all’altro agente, alla fine è stato indagato per vari reati, fra cui frode e riciclaggio.
I due sono anche accusati di aver rubato circa 1 milione di dollari in Bitcoin, a partire dalla stessa Silk Road, inclusi i soldi che Ulbricht pensava fossero stati rubati da Green.
Gli investigatori avrebbero poi trovato traccia di altri omicidi commissionati da Ulbricht contro un suo presunto ricattatore e contro chi viveva con lui.
Gli omicidi non sono mai stati commessi, non risultano a nessuno, l’ipotesi degli inquirenti è che, anche in quel caso come con l’ex-dipendente Green, l’uomo volesse veramente fare fuori delle persone, ma sia stato truffato da qualcuno che è scappato con i soldi (quindi Ulbricht sarebbe stato ingannato due volte sulla storia dei killer in affitto: una prima volta dal governo americano e una seconda dallo scammer citato in precedenza).
Invano, dopo che la storia degli infiltrati e delle loro manipolazioni è emersa nel marzo scorso, ovvero un mese dopo la sentenza di colpevolezza di Ulbricht, la difesa dal giovane ha chiesto di rivedere il processo.
E anche se probabilmente la difesa proverà a chiedere ancora un nuovo processo, anche se restano ancora molti dubbi e punti oscuri sull’intera indagine, così come su questi ultimi sviluppi, la strada di Silk Road e del suo fondatore sembra essersi fermata qua.
In una prigione americana.
Inotre nel dicembre 2013, in un’operazione internazionale, vengono arrestate altre tre persone collegate al primo Silk Road, tre ex moderatori.
Andrew Michael Jones (noto come Inigo) in Virginia(USA), Gary Davis (noto come Libertas) in Irlanda e Peter Phillip Nash (Anonymousasshit) in Australia.
Inigo e Libertas erano anche due degli amministratori del rinato Silk Road.


ERGASTOLO PER ROSS
Già a febbraio 2015, Ross, era già stato giudicato colpevole di sette capi d’imputazione legati al traffico internazionale di stupefacenti e al riciclaggio.
Contro di lui. come detto, sono state raccolte molte prove.
La tesi difensiva era che avesse sì fondato Silk Road, ma che non ne fosse più il responsabile.
L’ultima disperata carta Ulbricht se l’era giocata con una lettera al giudice, in cui si mostrava per la prima volta pentito e invocava clemenza e compassione.
Pur non rinnegando le sue idee libertarie, il giovane prendeva le distanze dal modo in cui aveva provato a concretizzarle.
“A quel tempo pensavo che le persone avessero il diritto di comprare e vendere quello che volevano almeno finché non facevano del male ad altri. Tuttavia ho imparato da allora che agire sulla base delle proprie convinzioni, senza prendersi il tempo necessario per pensare a fondo a quello che si fa, può avere conseguenze disastrose. Silk Road si è rivelata un’idea molto ingenua e dannosa di cui mi pento profondamente. Doveva essere qualcosa per dare alle persone la libertà di fare le loro scelte, di seguire la loro felicità comunque la intendessero. Quello che divenne poi, in parte, fu un modo comodo di soddisfare la propria dipendenza da sostanze”.
Venti anni o ergastolo, queste erano le alternative.
Uscire a 50 anni o mai.
“Ho avuto la mia giovinezza, dovete prendervi i miei anni di mezzo, ma per favore lasciatemi la vecchiaia. Lasciate una piccola luce in fondo al tunnel”, erano le ultime accorate frasi della lettera.
Ergastolo.
Che le cose si sarebbero messe male lo si era capito anche dalla lettera pre-sentenza inviata al giudice dalla pubblica accusa.
Nella missiva si chiedeva esplicitamente una pena lunga, oltre il minimo previsto (che era 20 anni), e tra le motivazioni erano indicate anche sei morti per overdose di cui l’accusa incolpava indirettamente Silk Road. Secondo il pm, infatti, il sito fondato e gestito da Ulbricht avrebbe alimentato nuovi consumatori di sostanze che in strada non avrebbero saputo dove sbattere la testa.

"L'obiettivo principale di Silk Road era di essere al di sopra della legge. Nel mondo che tu hai creato la democrazia non esisteva. Tu eri il capitano della nave, il Dread Pirate Roberts" ha detto il giudice che ha pronunciato la sentenza facendo riferimento al soprannome con il quale il 31enne era conosciuto su internet. "Non hai il profilo di un criminale, ma tu sei un criminale" ha continuato il giudice.
Ulbricht, come detto, poco prima della sentenza aveva detto al giudice di "essere una nuova persona, di essere cambiato" rispetto a quando gestiva il sito.
"Non credo tu sia conscio che con il tuo comportamento hai fatto male a tante persone, non so se tu hai rimorsi" ha risposto il giudice nel corso dell'udienza.


LA MORALITA' DI DREAD PIRATE ROBERTS
Per altro ci sono testimonianze che mostrano l’interesse di Dread Pirate Roberts per la cosiddetta politica di “riduzione del rischio”.
Come quella, acquisiti agli atti, del dottore spagnolo Fernando Caudevilla, che dispensava consigli ai consumatori di droga sul forum di Silk Road.
Il medico forniva questo servizio su base volontaria, ma come mi spiega via mail a un certo punto fu pagato da Dread Pirate Roberts 500 dollari a settimana per continuare a dare consigli agli utenti del sito su un consumo moderato, sugli effetti collaterali, le interazioni con altre sostanze o medicine e via dicendo.
Ma per l’accusa tutto ciò conta poco ovviamente.
Insomma, c’era la volontà di fare di Ulbricht un caso simbolo.


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