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sabato 26 dicembre 2015

Arrivano I Droni Armati Anche In Italia: Predator e Reaper

E' a pochi chilometri da Foggia e dal Golfo di Manfredonia, Aeroporto militare di Amendola, la base dove partono gli Aeromobili a Pilotaggio Remoto, meglio conosciuti come Droni.
Si tratta dei velivoli Predator e Reaper, un concentrato di tecnologia avanzata e avionica, professionalità e intelligence.
Tante missioni: dal monitoraggio delle barche dei pirati al largo della Somalia, all’operazione Mare Nostrum in Afghanistan segnalando tutte le attività sospette sino alle operazioni anti-ISIS.
Un’attività molto intensa ma limitata inizialmente solo alla sorveglianza e alla raccolta d’informazioni d’intelligence senza poter effettuare azioni d’attacco come quelle effettuate dai Droni delle forze armate statunitensi e britanniche.
A bordo parabole, sensori, telecamere e fotocamere, ma mai armi.


SORVEGLIANZA
I posti di blocco dei miliziani che controllano le strade dell'Iraq settentrionale, le officine in cui preparano le loro armi, le installazioni petrolifere che finanziano le attività terroristiche ed infine l'addestramento dei combattenti.
Questo è il monitoraggio dei Droni.
Una delle missioni affidate all'Aeronautica è proprio ricostruire “i modelli di vita”: serve ad esempio per capire quali villaggi hanno aderito allo Stato islamico spontaneamente e quali invece siano controllati militarmente.
Le ricognizioni dei Predator contribuiscono anche agli attacchi, condotti dai caccia di altre nazioni.


DRONI ARMATI
Tuttavia da Washington a fine ottobre, è arrivata la notizia di una decisione storica: gli USA hanno autorizzato la vendita all’Italia dei kit di armamento per i droni Reaper (i Predator rimarranno solo per il monitoraggio).
L’aeronautica italiana aspettava questa risposta da quattro anni.
A richiedere una fornitura di ordigni destinati i Droni fu infatti la stessa Difesa Italiana.
Decisione storica perchè dopo USA(ovviamente) e Gran Bretagna, anche l'Italia potrà contare su Droni armati.
Il governo statunitense acquisterà da General Atomic e poi rivenderà all’Italia 156 missili Hellfire, 20 bombe laser GBU-12, 30 bombe GBU38 JDAM e altri armamenti.
Il tutto per un contratto stimato inizialmente in 129,6 milioni di dollari (119 milioni di euro).
Così l’Italia potrà armare 2 Droni Mq-9 Reaper (9 volte più potenti dei più conosciuti Predator) con 14 missili terra-aria e 2 bombe per ogni missione.
Alle munizioni però dovranno aggiungersi altri 30 milioni di euro per l’addestramento del personale e l’aggiornamento del software impiegato.
I velivoli armati avranno un'apertura alare di oltre 20 metri ed una velocità superiore ai 400 km/h.


BASI MILITARI
In Italia sono due le base militari dei Droni: Amendola in provincia di Foggia e Sigonella in provincia di Catania.
Ma è soprattutto sulla Puglia che vorrebbe puntare l’Aeronautica facendo dell’Amendola il più importante aeroporto militare italiano.
Per ristrutturazioni della pista, ora i Droni si trovano in provincia di Catania ma presto torneranno in Puglia.
A Catania sono schierati anche i Global Hawk americani.
Gli Stati Uniti lanciano Droni armati anche dalle basi in Turchia, Etiopia, Kuwait, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Gibuti.
Inoltre, la CIA, gestisce due basi per operazioni hunter killer in Arabia Saudita ed Afghanistan.
Nel 2014, Predator e Reaper hanno volato per 369.913 ore, sei volte quanto registrato nel 2006, secondo le statistiche ufficiali dell’Air Force.


IL NEMICO: I MISSILI
Uno dei problemi principali dei Droni da battaglia è l’affidabilità.
Circa 150 Predator acquistati dall’Air Force sono andati perduti in incidenti.
I Droni volano generalmente ad altitudini superiori ai 18mila piedi, al riparo dalle armi di piccolo calibro della fanteria, ma non dalle batterie missilistiche degli eserciti.
Proprio il 17 marzo scorso, l’Air Force ha perso contatto con un Predator durante una sortita notturna in Siria.
Quello, però, non era un raid contro i combattenti dello Stato islamico, ma una missione di sorveglianza in una delle roccaforti di Assad.
I media siriani, mostrando le immagini del relitto ed un’etichetta con su scritto General Atomics, produttore del Predator, parlarono di “aereo ostile abbattuto”.

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