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mercoledì 16 dicembre 2015

La Storia Della Computer Grafica e I Film Di Successo

La Computer Grafica fu finanziata dalle forze armate degli USA durante il decennio dei 50.
Durante uno di questi progetti, denominato "Whirlwind", fu osservato come questi elaboratori avessero particolari capacità grafiche e potessero quindi trasformare dati numerici in informazioni grafiche aprendo in questo modo la strada alla nascita della computer grafica.
Del resto la Computer Grafica, altro non è che la manipolazione d'immagini tramite un computer.
Tuttavia dovranno passare diversi anni prima che queste potenzialità grafiche si trasformino nelle prime applicazioni pratiche.
Tra le prime società a raggiungere risultati significati troviamo la Boeing Company e la Bell Telephones negli anni 60.
Inizialmente vengono realizzate brevi sequenze animate usate per simulare in modo tridimensionale alcune condizioni in campo aeronautico.
Nei laboratori della Bell, Edward Zajac trasforma uno studio sul comportamento dinamico di un satellite intorno al sole in un breve film di quattro minuti denominato “Simulation Of a Two-Gyro, Gravity-Gradient Attitude Control System” (1963), questo filmato è la prima animazione mai realizzata con un computer.
Un altro pioniere del campo è Ken Knowlton che, dopo essere riuscito a scomporre un’ immagine in un mosaico di unità discrete e a registrarle in base alla loro luminosità, scrive un linguaggio di programmazione, denominato “Beflix”, con cui è possibile visualizzare su schermo sequenze animate di immagini precedentemente memorizzate.
In campo cinematografico già da tempo si guardava con interesse alla precisione offerta dai computer nel controllo di dispositivi meccanici per l’applicazione generalizzata di tecniche per il fotomontaggio e la fusione di immagini diverse.
E difatti Con Pederson e Doug Trumbull nel 1968 realizzano la celebre sequenza dello stargate nel film “2001:Odissea nello spazio” di Stanley Kubrick; le tecniche utilizzate nel film rappresentano una pietra miliare della storia del cinema e degli effetti speciali.
Inizialmente sino a metà anni '90, la Computer Grafica sfruttava prevalentemente la tecnologia Bitmap (due dimensioni) poi, l'evoluzione della tecnologia ha reso possibile il 3D, fatto di poligoni, marchi, loghi, grafica coordinata o modelli sempre più perfezionati, ombreggiati e animati.
Il realismo di certi film o videogames è, oggi, quasi indistinguibile dalla realtà.


I FILM IN COMPUTER GRAFICA: L'EVOLUZIONE
Il primo film che ha utilizzato la grafica digitale è stato "Westworld", una pellicola del 1973.
Il primo regista a credere nel computer fu George Lucas per la saga di "Star Wars": nel 1977 infatti, lo utilizzò per controllare i complessi movimenti delle telecamere durante le riprese delle battaglie (si trattava, ancora, di piccoli spezzoni ovviamente).
È invece negli anni 80 che, abbandonati i limiti dei monitor bicromatici ambra, i produttori di effetti speciali hanno iniziato ad adottare l'uso estensivo di modelli tridimensionali texturizzati: tra le prime grandi produzioni che hanno integrato intere sequenze di grafica computerizzata sulla pellicola spiccano il fantascientifico "The Last Starfighter", "Labyrinth" e "Tron".
Sull'onda di nuove tecnologie immesse sul mercato, la seconda metà degli anni 80 vede l’esplosione della grafica computerizzata nel mondo del cinema.
Negli anni precedenti erano state simulate la luce, le proprietà fisiche e il comportamento nello spazio dei più svariati oggetti, in questi ultimi anni si punta all’iperrealismo del movimento, dei capelli, dei muscoli, dell’espressione e persino del corpo umano.
Fa da spartiacque con la prima metà degli anni 80 anche la nascita della giovanissima società canadese Softimage (1986) di Daniel Langlois autore del primo cartoon con figura umana, Tony de Peltrie (1985).
A partire dagli anni 90 c'è poi stata una vera e propria rivoluzione.
L'uso di varie tecnologie produttive e filmiche interamente digitali ha portato a "Jurassic Park", il primo prodotto hollywoodiano che riuscì a lasciare gli spettatori col fiato sospeso, catturati dall'eccezionale realismo degli enormi dinosauri ricostruiti al computer.
Tecniche di ripresa come il "motion capture" (usato nelle simulazioni sportive e non solo) hanno poi contribuito ulteriormente alla diffusione della grafica digitale.
Senza scordarci, ovviamente, di "Terminator II".
Tuttavia solo con "Toy Story(Il Mondo Dei Giocattoli)" di John Lasseter, il primo lungometraggio totalmente sintetico(e d'animazione) che nel 1995 guadagna un Oscar per gli effetti, la Disney entra a pieno ritmo, in accordo con la Pixar, nella progettazione di cartoon tridimensionali.
Un altro punto-chiave per capire l'evoluzione della cinematografia digitalizzata è la trilogia di "Matrix", che agli inizi del nuovo millennio ha inaugurato l'uso di elaboratori elettronici per modificare l'aspetto e le azioni degli attori tramite il cosiddetto Bullet Time (slow motion).
"Final Fantasy" uscito nel 2001 è stato il primo lungometraggio fotorealistico interamente generato in computer grafica e ha avuto il primato del film più costoso ispirato a un videogioco ma fu un grosso insuccesso commerciale.
Altra fondamentale tappa la trilogia del "Signore Degli Anelli".
"Avatar", uscito nel 2009, ha segnato una tappa importante per quel che concerne effetti visivi e tecniche di ripresa.
James Cameron ha svelato che il film è stato ritardato per consentire alla tecnologia di rendere al massimo la sua visione, che includeva CG fotorealistica, illuminazione di aree enormi come la giungla di Pandora e l'utilizzo di una motion-capture avanzatissima capace di cogliere le performance espressive degli attori, che sul set indossavano appositi caschi dotati di una piccola telecamera posizionata di fronte ai loro volti.
In modo tale da trasferire il 100% delle prestazioni fisiche degli attori alle loro controparti digitali.

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