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domenica 24 gennaio 2016

La Storia Di MySpace: Il Successo, Il Samy Worm e Il Declino

Prima di Facebook, Twitter, Instagram, Ask.fm, Snapchat, etc c’era praticamente solo lui: MySpace.
E anche se in maniera meno appariscente rispetto ad oggi, anche sul vecchio e glorioso “posto per gli amici” era possibile “entrare in contatto” con celebrità più o meno famose.
O imbattersi in profili di chi lo sarebbe diventato nel giro di qualche anno.
MySpace venne creato da Tom Anderson nel 2003: la prima richiesta d’amicizia che arrivava non appena iscritti era proprio la sua.
Non c’erano ancora l’iPhone né YouTube né Twitter, il social web era appena nato.
Principalmente focalizzato sulla musica, era gradevole da guardare e usare e molto personalizzabile.
MySpace oggi esiste ancora ma ovviamente non è più il social che tra 2005 e 2008 era uno dei posti sul web in cui bisognava esserci, forse il primo social network dal successo planetario che ha dato anche notorietà a star della musica(non ancora affermatesi sul mercato).
Utilizzato moltissimo come pagina web personale e blog, modificabile grazie all’uso dell’HTML, MySpace ha iniziato a perdere colpi proprio mentre nasceva Facebook: tra concorrenza, errori manageriali e di sviluppo.
Nonostante questo, per diverso tempo il sito ha continuato ad essere una vetrina per i gruppi musicali, per via della possibilità di caricare file mp3 che, nei primi tempi, era preclusa ai social network concorrenti.


IL SAMY WORM DI MYSPACE CHE CAMBIO' IL WEB (2005)
Ma MySpace fece "storia" anche per quanto riguarda l'evoluzione della sicurezza informatica.
Infatti Samy Kamkar, fanboy di MySpace nel febbraio 2006 venne condannato a 3 anni di libertà condizionata, al pagamento danni e all'allontanamento da Internet.
Perchè?
Nel 2005 era riuscito a disseminare la stringa di testo "but most of all, Samy is my hero" su milioni di profili utente MySpace.
La sua abilità lo rese famoso: Samy Worm è considerato "il primo Worm Web 2.0".
In meno di un giorno, divenne "amico" nonché "eroe" di più di un milione di persone su quello che all'epoca era il social network più popolare di tutti: MySpace.
Era la mezzanotte del 4 ottobre 2005 a Los Angeles, quando Kamkar, immise in rete quello che venne battezzato come "Samy Worm".
All’epoca, MySpace concedeva agli utenti ampia libertà di personalizzazione, ammettendo l'utilizzo di un codice HTML aggiuntivo per produrre profili coloratissimi.
Gli utenti avevano poche scelte a disposizione nel campo upload foto ma anche in quello delle "relazioni".
C'era solo un menu con delle opzioni standard: sposato, single, coinvolto in una relazione e poco altro.
Kamkar, che era fidanzato, voleva che venisse visualizzato "coinvolto in un rapporto focoso"
Riuscì nell'intento di aggiungere quest'opzione, al che si si accorse che poteva modificare qualsiasi cosa o quasi.
Durante la settimana successiva, Kamkar lavorò a uno script invisibile per utenti, che avrebbe costretto chiunque avesse visitato il suo profilo ad aggiungerlo come amico.
Inoltre sotto la categoria "eroi" sarebbe stata visualizzata la frase: "ma più di tutti, è Samy il mio vero eroe" Kamkar si rese conto che se lo script avesse colpito solamente i visitatori della sua pagina avrebbe raggiunto poche persone, così lo programmò in modo tale da auto-replicarsi sul profilo dei visitatori.
A quel punto, aveva creato un Worm auto-replicante.
"Quando ho scritto il Worm, inizialmente non era un vero e proprio Worm. Stavo solo cercando di migliorare il mio profilo MySpace..." dichiarò Kamkar.
L'intenzione quindi era solo di diventare più popolare, e farsi bello sotto gli occhi degli amici per la sua abilità.
Il codice aggiungeva il suo profilo nella lista "amici" di chiunque lo visitasse, con la conseguenza di disseminare ovunque il link alla sua pagina e rendere lui stesso estremamente popolare in breve tempo.
“Credevo che in un mese avrei ricevuto 100 richieste di amicizia.
Alcuni si sarebbero lamentati, io gli avrei tolti dagli amici e fine. Niente di che."
Già il mattino seguente si svegliò invece con 200 richieste di amicizia.
Fu allora che andò in paranoia, perché il Worm si stava diffondendo molto più velocemente di quanto pensasse.
Poco più tardi, le richieste erano raddoppiate continuando ad aumentare in maniera esponenziale.
A quel punto, Kamkar sostiene di avere spedito una mail anonima a MySpace, segnalando il Worm e specificando un metodo per fermarlo ma nessuno rispose.
Alle 13:30, aveva accumulato più di 2.500 amici e oltre 6.000 richieste .
"La cosa andò fuori controllo. La gente mi scriveva dicendo di avermi segnalato come "hacker" perché si era ritrovata il mio nome nella lista degli eroi personali. A quanto pare la gente si stava incazzando perché, anche se mi toglieva dagli amici, visualizzando la pagina di qualcun altro o la propria venivano re-infettati dal Worm".
Dopo qualche ora, Kamkar aveva ricevuto quasi un milione di richieste di amicizia .
Poco prima che MySpace andasse offline, la quantità di richieste oltrepassò il milione.
La società venne costretta a lasciare il sito offline per capire cosa stava succedendo ed eliminare il Worm.
Non c'era niente che avrebbero potuto fare a quel punto: una volta immesso il Worm era già troppo tardi, visto che si diffondeva da solo.
Dopo qualche ora il sito ritornò online.
Il profilo di Kamkar era stato eliminato.
Kunal Anand, che un paio di mesi dopo l'incidente divenne direttore della sicurezza di MySpace, dice che al momento in cui il “Samy Worm” colpì, la compagnia non disponeva di un team di sicurezza e non aveva nessuna idea di cosa fare per difendersi.
Nessuno aveva mai avuto a che fare con qualcosa di simile.
Fu un momento di svolta per l'intera industria del Web.
Il Worm di Kamkar, nonostante la sua rapida diffusione, era innocuo: quello che faceva era semplicemente ottenere richieste di amicizia e aggiungere qualche riga sui profili delle persone infette.
La tecnica di attacco utilizzata dal giovane hacker è nota come cross site scripting, spesso abbreviata in XSS, che prevede l’immissione di codice malevolo in un sito costringendolo ad eseguirlo assieme al browser adoperato dagli utenti.
"All’epoca si sottovalutò questo genere di vulnerabilità. Sapevamo che ogni sito aveva questo falla, ma nessuno aveva davvero dimostrato sul serio come sfruttarla," ha raccontato Grossman.
"Samy lo ha fatto, cambiando per sempre l'industria."
Negli anni seguenti, i siti web e i browser si sono aggiornati per fronteggiare il cross site scripting.
Nonostante le sue intenzioni innocue e il post che aveva pubblicato sul suo blog per spiegare perché aveva creato il Samy Worm, Kamkar finì ugualmente nei guai con la legge.
Sei mesi dopo aver diffuso il virus, i Servizi Segreti e la Electronic Crimes Task Force della Polizia di Los Angeles ottennero un mandato per perquisire il suo appartamento e il suo ufficio.
Le autorità sequestrarono il suo portatile, tre computer e altri dispositivi come dischi rigidi.
Il procuratore distrettuale di Los Angeles prese provvedimenti nei suoi confronti, accusandolo di reati informatici, in particolare di aver infettato sistemi informatici con un virus, secondo il codice penale della California.
"È stato spaventoso" ricorda Kamkar.
"Non avevo nemmeno il diploma, quindi ero davvero nei guai se mi portavano via i computer. Erano praticamente tutto quello che avevo."
Per un anno intero, l’avvocato di Kamkar e i pubblici ministeri lavorarono alla negoziazione di un patteggiamento. Kamkar non finì in prigione, ma si dichiarò colpevole e venne condannato a tre anni di libertà vigilata praticamente senza accesso al computer.
Gli era consentito utilizzare un solo computer sorvegliato dalle autorità che non forniva accesso a internet, ricorda Kamkar.
Tre anni dopo l’attacco, nel 2008, la sua pena venne sospesa.
La prima cosa che fece, ha ricordato l’hacker, è stata quella di dirigersi all’Apple Store di Santa Monica e acquistare un portatile.
Poi andò nel più vicino Starbucks per connettersi a internet .
Ma dopo tre anni offline, "non sapevo nemmeno dove andare", dice.
Perciò visitò un paio di siti, non MySpace, dice ridendo, trascorse dieci minuti su internet e poi se ne andò a trovare alcuni amici .


L'EVOLUZIONE: LA PERSONALIZZAZIONE DELLE PAGINE E LA CRISI
Negli anni la navigazione attraverso MySpace divenne sempre più difficoltosa a causa della possibilità di personalizzare l'aspetto della propria pagina utilizzando il linguaggio HTML.
Tali personalizzazioni erano rese possibili grazie ad alcuni siti esterni che, una volta selezionate le modifiche desiderate, restituivano stringhe HTML da copiare nelle informazioni di profilo.
Tuttavia, questo, fu probabilmente croce e delizia: infatti: molte pagine, alla loro apertura, richiedevano il caricamento di immagini, video, slideshow, lettori multimediali e altre applicazioni, aumentando la richiesta di banda(che comunque si stava diffondendo a grande velocità in tutto il mondo).
Pertanto, nel 2009, ci fu una sorta di "azzeramento " dei profili, che, da quel momento, risultarono più omogenei a livello grafico.
Paradossalmente, i nuovi profili risultarono ancora più lenti (a causa di un maggior uso del plugin flash) e difficili da utilizzare, causando un'ulteriore migrazione verso altri social network e il progressivo abbandono di Myspace.
Il calo vero e proprio è iniziato dal 2008 in poi dove MySpace ha iniziato a perdere audience e utilizzatori fino ad essere completamente eclissato da Facebook, Instagram e company.
La sede italiana chiuse nel 2009.
Dopo aver chiuso il 2010 con pesanti passivi, nel giugno 2011 News Corporation vende per circa 35 milioni di dollari(pochissimo) alla Specific Media, specializzata in pubblicità online.
Il 15 giugno 2013 Myspace riapre con un design rinnovato e migliorato, con la possibilità di ascoltare musica gratis dopo essersi registrati e di aprire la propria stazione radio.
I cambiamenti grafici hanno comunque confuso gli utenti.
Come detto per un po’ MySpace è stato il social network per i musicisti: la possibilità i caricare brani e playlist è una funzione che Facebook non ha.
Ma la nascita di Spotify ha cancellato anche questa possibilità.
Ormai è fuori moda.


LE FOTO DEGLI ALBORI RIEMERSE DOPO ANNI
Con il passare degli anni e con la diffusione dei social che oggi vanno per la maggiore, molti hanno dimenticato MySpace, ma MySpace non ha dimenticato i suoi utenti ed ha provato più volte a rilanciarsi.
Ad esempio a giugno 2014 gli iscritti ricevettero un’email con quest’oggetto “Le tue foto sono tornate. Cos’era bello, cos’era figo e ciò a cui pensavi”.
E di seguito una compilation delle proprie immagini caricate sul sito.
Sono foto di più 10 anni fa che sono rimaste congelate(dimenticate) sui server del social network.
Quelli di MySpace parlarono di “una strategia di marketing personalizzata per tornare in contatto con i nostri utenti”.
Ma molti videro in ciò un’invasione della privacy: infatti per eliminare le foto ormai dimenticate gli utenti dovevano tornare a fare il login all'interno del sito.
Altri ritengono sia stato una specie ricatto per riguadagnare un po’ della fama perduta: guarda cosa abbiamo online su di te.
La frase più ricorrente sui social network fu: “Quindi MySpace esiste ancora?”.
Le immagini tornate a nuova vita erano state “sequestrate” nel 2011 quando MySpace, in piena crisi, dovette sospendere le attività.
Poi a gennaio 2013 provarono a sfruttare Justin Timberlake come testimonial.
Ma senza successo: chi aveva un profilo deserto si accorse che lo stesso rimaneva tale: non c'era nessuna interazione.
Comunque quello che si può dire è che i selfie sono nati proprio qui.
Tra le immagini ormai dimenticate, molte catturano adolescenti con una fotocamera compatta davanti allo specchio (i cellulari con fotocamera erano ancora poco diffusi).
Questo selfie ante litteram serviva come immagine del profilo e, nel gergo dell’epoca, era noto come “foto alla MySpace”.
MySpace, un po' come la piattaforma blog Splinder, vittima dell'evoluzione ed ormai destinato all'oblio?

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