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sabato 27 febbraio 2016

L'Evoluzione Del Mercato Musicale Su Internet: Mp3, Store Online e Streaming

L'Mp3 nasce nel 1993, in poche parole "snelliva" il Wav dei CD che conteneva frequenze non udibili dall'orecchio umano.
I bitrate (qualità della musica per dirla in parole povere) disponibili sono: 32, 40, 48, 64, 80, 96, 112, 128, 160, 192, 224, 256 e 320 kbit/s, e le frequenze campionate disponibili sono 32, 44,1 e 48 kHz.
La frequenza di campionamento a 44,1 kHz è quasi sempre utilizzata per i CD audio, mentre i 128 kbit/s sono il minimo affinchè si possa etichettare la traccia ascoltata come di "buona qualità".


REAL AUDIO, LIQUID AUDIO, MUSIC BOULEVARD E CDNOW
Forse non tutti sanno che il concetto di streaming non nasce di certo negli ultimi anni con Spotify o Deezer ma è molto più vecchio.
Basti dire che già nel nel 1994 esisteva un servizio del genere gestito da Progressive Networks (fondato a Seattle da Rob Glaser, ex di Microsoft).
Si trattava però di files Real Audio ascoltabili tramite Real Player che però "scomparivano" dalla cronologia dopo l'ascolto.
Il servizio era molto diffuso, basti dire che anche le Webzine (per esempio Addicted To Noise) usavano frammenti di Real Audio nelle loro pagine.
Nel 1997 Progressive Networks divenne Real Networks.
In contrapposizione con Real Audio, c'era Liquid Audio che permetteva il Download di brani musicali protetti (tecnologia poi adottata anche da iTunes Music Store della Apple).
Questo servizio fu soppiantato non solo dai files Real Audio ma anche dai WMA e WAV ascoltabili con Windows Media Player e fallì nel 2002 (verrà acquistato da Alliance Entertainment diventando Liquid Digital Media).
Un altro rivenditore era Tower Records divenuto online retailer nel 1995 e defunto nel 2006.
Anche Music Boulevard fu fondata nel 1995 (da Telebase Systems), supportata dalla label N2K, nel 1997 divenne uno dei primissimi siti ad offrire download diretti di brani musicali protetti.
Nel 1998 CDnow iniziò la vendita di CD online, in seguito la stessa acquisterà Music Bourlevard e a sua volta verrà rilevata da Bertelsmann e venduta ad Amazon nel 2000.
La novità risiedeva non solo nella vendita dei CD ma anche nel fatto che era possibile ascoltare un'anteprima delle tracce, prima di comprare il disco.


L'AVVENTO DEL FILES SHARING
A fine anni 90 abbiamo la diffusione dei primi servizi di files sharing che permettevano di scaricare gratuitamente Mp3: su tutti Napster ed Audiogalaxy.
Poi arriveranno GnutellaKazaaSoulseek e molti altri.
In poche parole CD originali (o masterizzati) venivano "rippati": cioè gli Mp3 erano estratti e poi immessi su questi circuiti illegali.
Per combattere la diffusione di Mp3 illegale, a dicembre del 1998 la RIAA sostenuta dalle 5 Major (BMG, Sony, Universal, Warner Bros, EMI), annunciò il Secure Digital Music Initiative (alternativa al Mp3): in poche parole si trattava di musica codificata e criptata.
Fu un clamoroso buco nell'acqua.
Sempre nello stesso periodo, in piena epoca di diffusione degli Mp3 illegali, Diamond Multimedia lanciò uno dei primi lettori Mp3 portatili (Rio PMP300), vennero denunciati dalla RIAA per favoreggiamento alla pirateria.
La Diamond Multimedia uscirà comunque vittoriosa dal processo: da lì a poco saranno tanti i lettori Mp3 ad essere immessi sul mercato.

I PRIMI STORE ONLINE DI MUSICA
Forse il primo store di musica online fu eMusic: fondato nel 1998 a New York.
L'idea era quella di offrire musica a pagamento (abbonamento mensile che permetteva il download di un certo numero di tracce).
eMusic riuscì a stringere accordi con molte etichette indipendenti.
Ad oggi questo store può vantare un catalogo con oltre 23 milioni di Mp3.
Vitaminic invece è stata la prima società a livello europeo a creare una comunità interamente dedicata alla musica in formato digitale e a sviluppare un’ampia gamma di servizi ad essa collegati per un’utenza business.
Vitaminic venne fondata il 21 aprile 1999.
L'idea simile a quella di eMusic era quella di vendere musica 24 ore su 24.
Il nome stesso faceva riferimento alla musica come condizione «energizzante» della vita ovvero la musica come «vitamina» della vita.
Inizialmente la Società acquisiva contenuti musicali da artisti senza contratto, una piattaforma quindi per la promozione e distribuzione della musica che poteva essere gestita completamente online.
I musicisti potevano avere un rapporto diretto con il pubblico e promuovere e vendere musica in formato digitale, caricando sul sito i propri brani in formato digitale che potevano essere pre-ascoltati (streaming) e prelevati (download) da utenti di tutto il mondo.
Il modello di business originario di Vitaminic era basato, secondo i piani della Società, proprio sui ricavi derivanti dalla pubblicità e, solo in via secondaria, dalla distribuzione dei propri contenuti e della relativa infrastruttura tecnologica (mettendo a disposizione soluzioni tecniche per siti web) e dal commercio elettronico.
Per questo motivo, l’architettura dei siti del network Vitaminic è stata fondata fin dall’inizio sul concetto di community.
Come detto però il sito non poteva contare su accordi con le Major.
Vitaminic chiuse il 2000 con ricavi consolidati per 3,6 miliardi di lire, ma anche con una perdita netta di gruppo di 48,3 miliardi.
In seguito la società di Torino siglò partnership strategiche con la Sony Music Entertainment, con Domino, Record Group e Global Music Network e con BMG(che diede appunto la possibilità di distribuire online i titoli del suo catalogo).
Ad ogni modo gli accordi con le Major sono limitati e le perdite sempre più ingenti: tant'è vero che la società di lì a poco fallisce e verrà acquisita nel 2003 da Buongiorno SPA.


LA PRIMA RADIO ONLINE CREATA DAL MUSIC GENOME PROJECT: PANDORA
Pandora invece fu una delle primissime radio online (2000).
Una volta registrati il sito permette agli utenti di creare delle stazioni radio virtuali: si parte da un brano e il sistema ne ricerca altri simili.
Il sistema sfrutta appunto l'algoritmo (creato appositamente dal Music Genome Project) che ricerca brani simili a quello segnalato dall'utente, e quindi riproduce musiche che piacciono all'ascoltatore.
L'algoritmo elaborato dal Music Genome Project analizza 400 diversi parametri del brano inserito dall'utente, che deve essere presente e catalogato nell'archivio di Pandora.
La playlist che viene elaborata può essere quindi ascoltata come una radio (ovviamente i brani possono essere skippati e l'utente può segnalare quella traccia come "gradita" o "non gradita". Servirà in futuro a riproporre le musiche di maggiore gradimento).
Poiché l'algoritmo seleziona i brani in base alle caratteristiche musicali e non in base alla popolarità dell'artista o delle vendite di questo, il servizio di Pandora è molto apprezzato dagli utenti, in quanto ha la capacità di "consigliare" in maniera del tutto automatica brani possibilmente poco conosciuti che però corrispondono o si avvicinano alle preferenze dell'utente.
Il servizio non arrivò mai in Italia per problemi di licenze ed ancora oggi è attivo solo negli USA, Nuova Zelanda ed Australia.


L'AVVENTO DELLA MUSICA IN STREAMING
Nel 2001 Listen.com (acquistata dalla già citata Real Networks nel 2003) annunciò Rhapsody: uno dei primi servizi di streaming a pagamento (abbonamento mensile che permetteva l'ascolto di musica illimitata).
Rhapsody anticipò di poco Napster.
Si, proprio il servizio di file sharing che nel 1999 aveva permesso la diffusione di musica gratis, dopo la chiusura forzata nel 2001, era ritornato nel 2003 legalizzato: cioè era possibile ascoltare la musica ma a pagamento.
Per citare altri servizi simili(abbonamento mensile per ascoltare musica in streaming): Yahoo! Music Unlimited arrivò nel 2005 (chiuso nel 2007), Spotify nel 2006, Deezer nel 2007, Rdio nel 2010, Google Play Music nel 2011, Tidal nel 2014, Apple Music nel 2015.


LAST.FM E MYSPACE
Un altro servizio musicale degno di menzione è Last.fm: lanciato nel 2002.
La caratteristica principale del sito è quella di costruire un profilo per ogni utente, gruppo, artista, album o canzoni che si vengono a creare.
Le statistiche sono aggiornate in tempo reale: in particolare, il sito prevede statistiche di artisti e tracce più ascoltate dell'ultima settimana, degli ultimi tre mesi, sei mesi, dodici mesi o dal momento della registrazione.
Nel 2003 invece nacque MySpace, ovvero un social network che permetteva di caricare foto, musica e video.
Molti artisti divennero famosi grazie a Myspace: ovvero sfondarono su internet prima che i loro dischi venissero immessi sul mercato.
L'avvento di Social quali Facebook, Twitter o Youtube ha decretato il fallimento di MySpace.


L'IPOD, L'ITUNES STORE, L'AMAZON STORE E I SISTEMI DI PROTEZIONE
Oltre ai lettori Mp3 che si stavano diffondendo sempre più, Creative Technology lanciava sul mercato Nomad Jukebox configurabile con Windows, invece nel 2002 il Nomad Zen.
Si trattava di un lettore audio digitale.
Nell'ottobre del 2001 grazie a Steve Jobs arrivò l'iPod dell'Apple, inizialmente compatibile solo con i MAC e configurabile da lì a breve con il nascente iTunes.
Il formato era l'AAC (Advanced Audio Copy) compatibile solo con MAC ed iPod.
Era diciamo un formato "esclusivo" dell'Apple, visto che la concorrenza vendeva WMA protetti.
Grazie a MusicMatch l'iPod finiva pure sul rivale dell'Apple: Windows di Microsoft (il loro primo lettore audio, arriverà solo nel 2006: lo Zune).
Nel 2002 le Major modificarono il Red Book per evitare che i CD fossero trasformati in Mp3, nel mentre però (2003) Jobs apriva l'iTunes Store che permetteva la vendita di musica online.
Grazie agli accordi con le Major, era possibile comprare un album intero a 9.99 dollari ma anche tracce singole a 0.99 centesimi.
Tra 2003 e 2008 in piena epoca file sharing, la RIAA e le Major provarono la carta del Digital Rights Managements (DRM) cioè tracce musicali protette per cercare di limitare la duplicazione, la masterizzazione dei dischi e l'ascolto sui dispositivi portatili.
In particolare nel 2005 Sony e BMG per combattere la pirateria infilarono nei loro CD dei Rootkit (sistema XCP) che avevano come scopo quello di nascondere la presenza del DRM (usato ovviamente per impedire la duplicazione dei loro dischi).
Fu Mark Russinovich (un informatico) ad accorgersi del fattaccio: cioè dopo aver ascoltato i dischi incriminati, il computer veniva infettato dal Rootkit.
I CD "infetti" vennero ritirati dal mercato.
Il primo vero negozio online di Mp3 (con accordi con le Major) arrivò nel 2007 (Amazon) senza DRM o protezioni.
Nel 2009 i DRM scomparvero anche dall'iTunes Store, la musica quindi poteva essere duplicata e masterizzata senza problemi.


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