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giovedì 9 giugno 2016

Bram Cohen e La Rivoluzione BitTorrent

"In termini di lavoro, ho sempre avuto un brutto atteggiamento, nel senso che non lavorerei mai in un posto dove mi viene richiesto di seguire orari di lavoro rigidi o seguire un codice di abbigliamento"


Bram Cohen, fondatore di CodeCon (incontri tra Hacker in California), ha iniziato a lavorare su BitTorrent nel 2001.
Dopo il rilascio di questa nuova tecnologia nell´estate del 2001, essa si diffuse fino a diventare uno dei metodi più autorevoli di distribuzione di file, in particolare tra i prodotti open source come Linux.
Il suo obiettivo era riuscire a creare un protocollo P2P che desse agli utenti la possibilità di scaricare file in maniera veloce e sicura, premiando quegli utenti che mantengono in condivisione i file anche dopo aver terminato il download.
La natura decentrata di BitTorrent permette ad un utente o una società di condividere i propri files senza bisogno di preoccuparsi di esigenze di larghezza di banda.
Ogni “client” che scarica un file dalla rete dona parte della propria banda (velocità) che, se sommata con tutti gli altri utilizzatori del software, facilita un bel po´ le cose.
Rendendo molto più veloce questo tipo di tecnologie.
Il client originario è chiamato BitTorrent.
Il più utilizzato, però, è µTorrent, client molto leggero e versatile (funziona sia su computer Windows che computer Macintosh).


CHUNKS E TIPOLOGIA DI UTENTI: PIU' VELOCITA' PER TUTTI
Il download prende avvio grazie ai file Torrent, ovvero file che contengono le informazioni necessarie per riuscire a connettersi alla rete di utenti Seed e Peer che condividono il file “ricercato”.
Il protocollo permette di scaricare il file contemporaneamente da più utenti, così da massimizzare la velocità di download.
Per fare questo, il file viene suddiviso in tante piccole parti (Chunks) scaricate da fonti diverse e poi rimesse assieme dal client BitTorrent utilizzato.
Un file di 50 mega potrebbe essere spezzettato in 25 parti da 2 mega l'una (per rendere l'idea).

Il protocollo si appoggia su una rete distribuita, nella quale come accennato prima gli utenti si distinguono in:
1) Seed
2) Peer
3) Leech

Il Seed è l’utente che possiede per intero il file e continua a condividerlo in rete.
Il Peer è l’utente che non possiede ancora il file completo ma condivide ugualmente in rete i pezzi che ha già scaricato.
Il Leech è colui che scarica solamente, non condividendo con nessuno i suoi file.


TRACKER
Invece quando si parla di Tracker, ci si riferisce ad un server in cui sono memorizzate numerose informazioni di carattere tecnico: tiene conto periodicamente in una tabella detta DHT (Distribuited Hash Table), di quanti e quali sono i Peer collegati ad un preciso Torrent e le relative informazioni sulla velocità, la frequenza di upload e download, lo stato di aggiornamento del Tracker etc
Ad ogni Torrent è associato il proprio Tracker: tanti files sono in download, tanti saranno i Trackers esistenti.
Ogni client deve collegarsi al Tracker periodicamente con lo scopo di scaricare o aggiornare la lista degli utenti che possiedono il file o parte di esso.
Dopo di che, le comunicazioni tra i vari client non avvengono con l’utilizzo di server (come avviene invece in eMule) ma in maniera diretta.
In questo modo è possibile raggiungere un numero molto superiore di fonti e ottenere una velocità di download imparagonabile.
Infatti a differenza di eMule, BitTorrent non usa alcun sistema di crediti e di code, ma crea contatti diretti tra i Peer.
Questo permette a BitTorrent di raggiungere velocità di download in costante aumento durante tutta la fase di scambio, raggiungendo velocità medie di molto superiori a quelle di eMule.
L’unico pregio di eMule, essendo fortemente legato ai server, è la presenza di un sistema di ricerca interno al programma.


OCCHIO AI FILES ILLEGALI
Ovviamente bisogna fare attenzione a ciò che si scarica perchè tra files legali ce ne sono moltissimi anche protetti da diritto d'autore quindi assolutamente illegali.
Negli anni, MPAA e RIAA che lottano contro la pirateria (a favore delle case discografiche) hanno portato avanti diverse campagne per sensibilizzare gli utenti all’acquisto di prodotti originali e scoraggiare il download di file protetti da copyright.
Nel contempo, portavano avanti anche battaglie legali contro provider e tracker Torrent.
La più celebre è quella condotta contro il Tracker svedese Pirate Bay.

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