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lunedì 6 giugno 2016

Ted Nelson, Il Progetto Xanadu e L'Ipetertesto (1967)

"La maggior parte delle persone sono matte, quasi tutte le autorità sono malvagie. 
Dio non esiste ed ogni cosa è sbagliata"


Il concetto di ipertesto poi diffusosi con l'avvento d'Internet a fine anni 80 e soprattutto nei 90 sembra un qualcosa di relativamente recente ma non è così.
Basti dire che già nel 1967 Ted Nelson ne parlava anticipando di molto la rivoluzione che ci sarà nei 90:  "l'ipertesto è la combinazione di un testo in linguaggio naturale con la capacità del computer di seguire interattivamente, visualizzandole in modo dinamico, le diverse ramificazioni di un testo non lineare, che non può essere stampato convenientemente con un impaginazione tradizionale".
Ma cos'è un ipertesto? E' un insieme di documenti che possano essere letti in modo non sequenziale, saltando da un punto all'altro per mezzo di parole chiave.
Insomma, anche se chi non è del campo non sa cos'è, viene usato tutti i giorni.


PROGETTO XANADU
Nelson intendeva creare un sistema/software per l'organizzazione di documenti interconnessi, in poche parole una rete globale per l'interscambio e la condivisione di testi ed informazioni, una sorta di "World Wide Web" degli anni 60/70.
Egli inoltre dichiarava la sua totale adesione alla visione del Memex di Bush (calcolatore con un sistema di archiviazione interno, anche se mai realizzato) e descriveva un sistema di strutturazione dei files dati chiamato ELF (Evolutionary List File) che rifletteva proprio l’organizzazione ipertestuale.
Nello schema di Xanadu, un database di documenti universale (docuverse) avrebbe permesso l’indirizzamento di qualsiasi frammento di qualsiasi documento.
In più Xanadu avrebbe mantenuto ogni versione di ogni documento
Nasceva in linea teorica il progetto Xanadu, ovvero un software che avrebbe dovuto gestire una rete di calcolatori estesa a tutto il pianeta e destinata all'archiviazione di testi e documenti:

"sotto la guida di idee che non sono tecniche ma letterarie stiamo implementando un sistema per la memorizzazione e il reperimento di testi collegati tra loro e visibili in finestre" ed ancora “siamo alla ricerca di metodi che ci consentano di manipolare, sempre che riusciamo a scoprire come definirla, la vera struttura di un testo. Ciò che noi forniremo è un servizio per immagazzinare e reperire porzioni arbitrarie di questa vera struttura. La struttura di cui stiamo parlando è la letteratura"
L'idea era quella di realizzare, servendosi della tecnologia, di un qualcosa che catalogasse o come meglio dire collegasse qualsiasi opera (letteraria o meno).
Come si sarà capito l'approccio di Nelson era più che altro teorico e solo in parte pratico.
In ogni caso il sistema si sarebbe dovuto sviluppare su due livelli: il piano dell'archiviazione logica e il piano dell'utente.
Il piano dell'archiviazione logica doveva rappresentare dati finali e collegamenti, cioè le collocazioni fisiche e gli indirizzi interni.
Il piano dell'utente invece il testo lineare e l'ipertesto.
L'ipertesto si sarebbe dovuto presentare come un documento a finestre e dunque attraverso una citazione esplicita o implicita è possibile approdare al testo cui si riferisce.
Xanadu nell'idee era quindi un sistema di ricomposizione ed archiviazione di materiali e documenti.
La ricomposizione però non altera l'integrità dei documenti di partenza, perché essa avviene esclusivamente attraverso indici, dunque, con Xanadu qualunque porzione di un qualsiasi lavoro può essere annotata, copiata, modificata senza che si perda il collegamento con la versione originale.
Quindi tutti i documenti risiedono su Xanadu, protetti dagli sguardi altrui finché l'autore non decide di renderli pubblici, cioè disponibili sull'intera rete.
Da qualsiasi documento si può passare a qualsiasi altro, seguendo qualsiasi tipo di associazione.
La scrittura avviene direttamente sul sistema, che salva ogni successiva versione del testo e che permette di citare qualsiasi altro documento presente sulla rete semplicemente aprendo una finestra ipertestuale su di esso.
Xanadu avrebbe dovuto implementare anche un meccanismo automatico di pagamento di diritti su tutti i documenti presenti nel docuverse.
Inoltre avrebbe dovuto esistere un meccanismo di “transclusione” che permettesse la citazione di un frammento di documento senza dover pagare diritti.


IL FALLIMENTO DEL PROGETTO
Xanadu rimarrà un progetto irrealizzato, da un lato a causa di una chiara carenza di tecnologie e conoscenze adeguate, dall'altro a causa dei limiti dello stesso Nelson (non certo un programmatore).
Nel 1994 decadrà per decisione dell'Autodesk, la società di software che ne ha finanziato le ricerche dalla seconda metà degli anni Ottanta.
Questo progetto, almeno sino al 1998, non giungerà mai a concretizzarsi.
Malgrado tutto le idee di Nelson, pur non portando direttamente a nulla di concreto sino agli anni 90, hanno avuto il merito di precorrere i tempi e fornire l'ispirazione per quella che diventerà "la grande rete".

Anche se Nelson non è mai stato d'accordo:
"L'HTML è esattamente ciò che volevamo evitare. Collegamenti che portano solo avanti, non puoi risalire alla fonte delle citazioni, non c'è una gestione delle versioni, non c'è una gestione dei permessi"

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