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giovedì 2 febbraio 2017

Dmitry Sklyarov, L'ElcomSoft e La Violazione Del DMCA (2001)

Il DMCA (Digital Millenium Copyright Act) è una legge che riguarda il diritto d'autore nell'era del digitale.
Tale legge regola i comportamenti nella fruizione delle informazioni attraverso i mezzi elettronici e pone numerose restrizioni nella condivisione delle stesse.
Sostanzialmente è vietato l'aggiramento delle misure di protezione tecnologiche, l'nfrazione dell'integrità della gestione delle informazioni relative al diritto d'autore, aggiramento di misure che inibiscono l'accesso non autorizzato a lavori protetti da diritto d'autore ed alla copia non autorizzata di lavori protetti da diritto d'autore.
Il DMCA proibisce la realizzazione e la vendita di apparecchiature o servizi che violano uno dei divieti sopra esposti.
Rimane da considerare la questione del Copyright Management Information (CMI).
Questo non è altro che una sorta di contrassegno elettronico contenente informazioni riguardanti il lavoro in questione, l'autore, il proprietario dei diritti ed altre informazioni similari.


DMITRY SKLYAROV E LA PRESUNTA VIOLAZIONE DEL DMCA
Dmitry Sklyarov era un programmatore russo, appassionato di crittografia.
I suoi studi lo condussero a sviluppare un algoritmo in grado di decrittare un formato protetto della Adobe.
La ditta in questione commercializzava un programma (Adobe eBook Reader) per la lettura dei libri elettronici (eBook).
In realtà ciò che si acquistava non era il libro in formato elettronico, ma il permesso di leggerlo.
Il file dei dati in se infatti era inutilizzabile, poiché crittografato.
Il meccanismo di «autorizzazione alla lettura» consiste in una serie di transazioni tra il server della libreria, il server di Adobe ed il computer dell'acquirente; dopo tali transazioni viene consentita la lettura del libro, ma solo ed esclusivamente sul computer attraverso il quale è stata effettuata la transazione.
Insomma si era vincolati a leggere il libro su un solo PC.
Dmitry, per conto della società ElcomSoft per cui lavorava in Russia, sviluppò un programma, l'Advanced eBook Processor, in grado di «aggirare le protezioni tecnologiche» usate dalla Adobe.
Questo programma era legale in Russia, nazione non soggetta al DMCA; pertanto la ElcomSoft commercializzò il prodotto via web.
Gli utenti, tramite questo programma, erano liberi di trasformare l'eBook in un formato più accessibile che poteva essere letto su di un qualsiasi computer.


LA CONTROMOSSA DELL'ADOBE: LA TRAPPOLA
La Adobe dal suo canto provo la controffensiva.
Acquistata una copia del programma, concluse che il programma violava ciò che era scritto nel DMCA, forse dimenticando che Dmitry ed i suoi datori di lavoro non vivevano negli Stati Uniti.
La FBI scoprì che Dmitry avrebbe dovuto varcare i confini statunitensi per partecipare ad una conferenza sulla sicurezza a Las Vegas, la DEF CON.
Ma come fare per arrestarlo?
Sklyarov non era imputabile negli Stati Uniti.
Però il russo avrebbe tenuto una relazione dal titolo «eBook Security: Theory and Practice» (La sicurezza dei libri elettornici: teoria e pratica).
Secondo il primo articolo del DMCA, tale relazione era punibile in quanto «diffusione di informazioni relative all'eventuale rimozione o alterazione del CMI».
Gli agenti dell'FBI aspettarono che Dmitry tenesse il suo discorso e, mentre si stava preparando per tornare a casa da moglie e figli, lo arrestarono seduta stante accusandolo di aver realizzato AEBPR, programma che aggirava il metodo di protezione usato dall'eBook di Adobe.
Venne accusato anche di aver contribuito alla vendita del prodotto da parte della ElcomSoft attraverso un sito web accessibile ai cittadini americani (quindi di cospirazione e commercio illegale) e di aver tenuto un discorso pubblico in cui venivano rivelate alcune caratteristiche dell'algoritmo di crittografia usato nel formato eBook della Adobe.
Era il 21 luglio 2001.
Partirono proteste degli utenti Internet, manifestazioni in piazza (a Boston e New York da Cyberattivisti americani) e crociate contro l'Adobe stessa che ben presto si accorse dell'errore commesso ma per il governo americano era ormai troppo tardi: rischiava 25 anni di carcere e 2 milioni e mezzo di dollari di multa.
In seguito comunque l'Adobe ritirò le accuse nei suoi confronti, ma nonostante ciò il giovane programmatore rimase detenuto fino al 6 agosto 2001, giorno in cui il legale della EFF (Electronic Frontier Foundation), Robin Gross, con Joe Burton, avvocato di fiducia di Dmitry, riuscirono ad ottenere per lui la libertà sotto cauzione, al prezzo di 50.000 dollari versati dalla ElcomSoft.
Gli venne però ritirato il passaporto quindi non potè ritornare in patria.
In seguito riuscirà a ritornare in Russia, a patto però di testimoniare contro la ElcomSoft, di modo tale che il governo americano potesse proseguire la causa intrapresa contro l'azienda.
Il processo si chiuse il 12 dicembre 2002: sia Dmitry che l'ElcomSoft furono prosciolti da ogni accusa.

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