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mercoledì 15 febbraio 2017

L'Attacco Dei Masters Of Downloading Al Pentagono (1998)

Nel 1998 il sistema informatico che controlla i satelliti della difesa USA venne violato da un gruppo di Hacker: i MOD (Masters Of Downloading/2016216).
I pirati hackerarono il sistema di difesa del Pentagono e, a loro dire, violarono il DEM (Defense Information System Network Equipment Manager), il software che gestisce la rete di satelliti militari statunitensi.
Questo sistema veniva usato per direzionare i missili, guidare le truppe a terra, spiare e controllare intere zone del pianeta.
La punta di diamante, insomma, della difesa americana.
Questo gruppo di Hackers era formato 15 persone: 8 americani, 5 inglesi e 2 russi.
In una serie di messaggi indirizzati a John Vranesevich, uno dei massimi esperti di sicurezza informatica, rivendicarono l'incursione nel sistema militare, esaltando la loro impresa:

"E' bello avere il controllo di un sistema grande e complesso come quello della difesa. Vorremmo solo che questa azione ricordasse al Dipartimento della difesa che noi possiamo mettere in crisi il loro network da una località remota, cioè da qualsiasi luogo sulla faccia della Terra.
I terroristi di tutto il mondo sarebbero interessati ai dati a cui possiamo accedere, e i governi li acquisterebbero con obiettivi di intelligence. Il DEM è molto pericoloso nelle mani sbagliate" 

Dal canto suo, seguì la decisione del Pentagono di isolare alcune postazioni di comando, dimostrando la loro insufficienza dal punto di vista della sicurezza informatica.
Pochi mesi prima c'era stato un altro attacco al Pentagono, in quel caso si trattava di due teenager californiani guidati da un diciottenne israeliano, Ehud Tenenbaum, detto "Analyzer", diventato una specie di eroe nel suo paese.

John Vranesevich dell'Antionline Website: "Il furto deliberato di software segreti mette questo gruppo su un piano completamente diverso"

Il Pentagono in seguito smentirà che il software violato fosse riservato o che potesse consentire agli Hacker di controllare i propri satelliti, ma ammise che una rete contenente informazioni sensibili era stata effettivamente violata.

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