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sabato 17 febbraio 2018

Alternative Al Bitcoin Sul Deep Web? Litecoin, Dash, Monero, Zcash ed Ether

Ormai da tempo sta crescendo l'insoddisfazione nei riguardi del Bitcoin (anche se oggi il valore è riaumentato toccando quasi gli 11mila dollari) e non solo nella vita di tutti i giorni ma anche sui mercati neri delle Darknet.
Pare che la criptovaluta di Satoshi Nakamoto stia perdendo la sua posizione di valuta nettamente numero uno nei mercati neri delle Darknet.
Basti dire che a fine 2017, la rete Bitcoin ormai sovraccarica, comportò commissioni anche di 52 dollari.
In media ogni persona spende sulle Darknet dai 50 ai 300 dollari con una singola transazione, dunque sotto Natale molta gente si è ritrovata con una commissione più costosa dell'intero importo dell' oggetto acquistato.
Un altro grave problema sono i ritardi nella conferma dei pagamenti.
Infatti per combattere i double spending attack, la maggior parte dei venditori sulle Darknet ha adottato una regola che richiede tre conferme prima di etichettare le transazioni come complete.
Per risolvere questi problemi (alti tassi di commissione e lentezza della rete), i venditori hanno iniziato ad accettare opzioni di pagamento alternative.
Ciò non vuol dire che il Bitcoin sta andando in pensione (rimane supportato dal 100% di market e venditori) ma che qualcuno sta offrendo anche soluzioni alternative.


ALTRE CRIPTOVALUTE USATE
Dopo il Bitcoin, la seconda valuta più utilizzata è il Litecoin (30% di tutti i fornitori accettavano il LTC) e Dash la terza valuta più popolare (20%) molto utilizzata soprattutto negli USA.
A livello europeo anche Monero si sta costruendo sempre più la sua nicchia ma è solo la sesta criptovaluta più utilizzata.
Infatti è preceduta (incredibilmente) dal Bitcoin Cash (13%) e da Ethereum (9%).
Il Litecoin è la seconda criptovaluta più vecchia dopo il Bitcoin.
Venne inoltre utilizzata su uno dei primi market accessibili solo con TOR (Atlantis).
Fu introdotta nel 2011 e negli intenti sarebbe dovuta essere una versione superiore al Bitcoin.
La tecnologia di base di Litecoin è quasi identica a quella di Bitcoin, ma migliorata, consentendole di condurre transazioni più velocemente, con conseguenti commissioni notevolmente inferiori e un numero maggiore di monete estratte.
Tuttavia, al di là di questi vantaggi, Litecoin non offre alcuna sicurezza aggiuntiva al suo utilizzatore. Come per il Bitcoin, le transazioni di Litecoin sono sicure sino ad un certo punto.
Dash invece altro non è che il vecchio sistema DarkCoin, capace di offrire transazioni anonime e super veloci.
Il problema è che si tratta di un sistema semi-centralizzato quindi le funzioni di anonimato possono essere disattivate dagli sviluppatori in un amen.
Monero si basa sul protocollo CryptoNight e possiede tecniche interessanti riguardanti l'offuscamento della Blockchain.
Monero è ritenuta una delle criptovalute più private, tanto da garantire anche un forte anonimato.
Essa ha avuto una rapida crescita di capitalizzazione di mercato (da 5 milioni US$ a 5 miliardi US$ ) e per volume di transazioni durante il 2016, in parte dovuta all'adozione da parte dei più grandi mercati Darknet, tra cui AlphaBay e Oasis Market.
Su Ethereum credo non ci sia molto altro da aggiungere, invece il Bitcoin Cash come tutti ricorderete è nato dall'Hard Fork dei Bitcoin (cioè dalla "rottura" della Blockchain).


CRIPTOVALUTE USATE IN EUROPA E NEI PAESI DI LINGUA INGLESE
Restringendo il discorso ai soli paesi europei e a quelli di lingua inglese (tipo gli USA), la criptovaluta alternativa più usata è Monero.
Seguono il Litecoin, Dash, Ethereum e Bitcoin Cash.

PAESI DELL'EST
Nell'Est Europa invece si preferisce pagare con i Litecoin, segue Dash, Bitcoin Cash, Ethereum, Zcash (ZEC) e Monero.
Due parole anche su Zcash: la sua particolarità è che è completamente anonima (zero knowledge).
Quando viene effettuata una transazione non si vedrà né la quantità di token trasferiti, né il destinatario, né il mittente.
L’unica cosa che sarà visibile sulla blockchain di ZCash (connessa a sua volta con quella di Ethereum) è una stringa di numeri e lettere casuali.
Tutte le informazioni sono criptate e i miner non possono visualizzare nessuna informazione, se non assicurarsi soltanto che non si verifichi il cosiddetto double-spending,

2 commenti:

  1. Ma formalmente ci sono gravi idiozie economiche in questo periodo, a cominciare dalle criptocurrency dedicate solo ad una attività, che quindi vanno contro il senso stesso di moneta per approdare al significato di gettone, all'idea stessa che la blockchain sia sicura, quando in realtà oramai forse il 75% dell'economia di una moneta come blockchain avviene tutta interna ai registri di un exchange, senza far uscire mai i bitcoin dai conti privati... cosa che richiederebbe per l'appunto l'utilizzo della vera blockchain.
    Non mi stupirei se sommando tutti i bitcoin detenuti da chi investe in questa moneta si scoprisse che attualmente exchange e market privati hanno distribuito più bitcoin di quanti la vera blockchain ne abbia all'interno. Tanto non c'è nessuno che controlla e la blockchain non funge al di fuori della blockchain stessa. Questo è il gravissimo errore commesso da Satoshi Nakamoto (non ha creato un market interno alla blockchain stessa).
    https://alla-ricerca-dei-soldi.blogspot.it/2018/01/il-grave-errore-di-satoshi-nakamoto-sui.html

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    Risposte
    1. Diciamo che tramite il TimeStamping e l'Hash Value dovrebbe essere possibile verificare che quell'insieme di dati esisteva in quel luogo e in quel preciso momento, senza possibilità di manipolazione (ciò è verificabile tramite la marcatura temporale).

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