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domenica 11 febbraio 2018

La Storia e La Leggenda Dell'Errore 404: Pagina Non Trovata


"404 Not Found - The requested URL was not found on this server"

Intorno all’errore 404, ovvero quella schermata di avviso abbastanza fastidiosa che compare quando state cercando di aprire una pagina di un sito ma la risorsa in questione non viene trovata, sono nate un bel po' di leggende.
Sostanzialmente il messaggio di errore c'indica che l’indirizzo richiesto (digitato) non è stato trovato sul dato server.


PERCHE' 404? I CODICI DI STATO HTTP
La storia ufficiale e più credibile riguarda il World Wide Web Consortium, ovvero chi si occupa di definire gli standard grazie ai quali il Web funziona, che ai tempi predispose una serie di possibili messaggi di comunicazione tra il computer che richiede una pagina web e il server su cui questi documenti sono archiviati.
Esistono diversi gruppi di messaggi, ciascuno identificato con codici a tre cifre inizianti con un numero che va da 1 a 5 (1xx Information, 2xx Success, 3xx Redirezione, 4xx Client Error, 5xx Server Error).
Ad esempio:
100 Continue
101 Switching Protocols
102 Processing
E così via.
Sono 51 errori numerati, di cui ben 21 nel 4xx (che comprende anche la 404).
Quest'errore quindi non sarebbe altro che un numero progressivo capitato in modo casuale.

Robert Cailliau (pioniere con Berners-Lee della struttura ipertestuale che ha condotto al Web): "Quando scrivi il codice per un nuovo sistema, non perdi troppo tempo a scrivere lunghi messaggi per le situazioni in cui rilevi un errore. Anche perché, al tempo, conveniva risparmiare spazio e i messaggi lunghi non erano pratici allo scopo. I geek moderni non sanno più cosa significhi programmare con 64k di memoria. Per questa ragione trovare degli intervalli numerici per indicare gli errori rappresentava la soluzione ottimale. Gli errori del client erano catalogati nell’intervallo “400” e quindi “404” fu un’assegnazione per “non trovata” (“Not found”)"


SOFT 404 ERRORS
Alcuni siti Web afflitti da questi errori spesso rispondono con il codice "200 OK", segnalando falsamente che la pagina è stata caricata correttamente: questo è noto Soft 404.
Questi tipo di errori sono problematici per i metodi automatici  del motori di ricerca, essendo difficile scoprire se il collegamento è funzionante o meno.
Alcuni motori di ricerca, come Yahoo, utilizzano processi automatizzati per rilevare i Soft 404.
I Soft 404 possono verificarsi a seguito di errori di configurazione quando si utilizza un determinato software server HTTP, ad esempio con il software Apache, quando un documento (specificato in un file .htaccess ) viene specificato come percorso assoluto (ad esempio http: //darkspace.com/error.html) piuttosto che un percorso relativo (/error.html).
Alcuni server proxy generano un errore 404 quando l'host remoto non è presente, piuttosto che restituire il codice corretto (5xx).
Ciò può confondere i programmi che si aspettano e agiscono su risposte specifiche, in quanto non è più possibile distinguere facilmente tra un Web server assente e una pagina Web mancante su un sito regolarmente presente.
Nel luglio 2004, il gruppo di telecomunicazioni britannico BT Group ha implementato un sistema di blocco dei contenuti (Cleanfeed), che restituisce un errore 404 a qualsiasi richiesta di contenuto identificato come potenzialmente illegale dall' Internet Watch Foundation.
Altri ISP restituiscono un errore "proibito" HTTP 403 nelle stesse circostanze.
La pratica di impiegare errori falsi 404 come mezzo per nascondere la censura è stata segnalata anche in Tailandia e in Tunisia.
In Tunisia scoprirono questo giochetto e crearono un personaggio immaginario chiamato "Ammar 404 " che rappresenta "il censore invisibile".


LA LEGGENDA RIGUARDO IL CODICE 404
Chiudiamo infine con una storia divertente: la leggenda vuole che il codice per questo tipo di errori non sia casuale.
Gli eventi risalgono alla notte dei tempi di Internet, quando al CERN (Svizzera) si stava lavorando per progettare quello che oggi conosciamo come World Wide Web.
Queste persone avevano configurato una rete interna di computer su cui testare il loro lavoro e, come immaginerete, non tutto filava liscio come l'olio.
Talvolta capitava che alcune pagine web non venissero trovate, perché l’indirizzo di rete a cui cercarli era sbagliato, oppure perché quelle pagine non esistevano del tutto.
A quanto pare, il database in cui erano archiviati tutti i documenti si trovavano in un computer dentro una stanza al quarto piano dell’edificio, la stanza numero 404.
Quindi, quando i documenti richiesti non si trovavano, il messaggio standard era “Room 404: file non found”.
Quindi oggi, in caso di errore, un messaggio standard abbastanza simile viene presentato automaticamente da ciascun server, ovvero dal computer che “fisicamente” ospita i file che costituiscono un sito internet.

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