venerdì 9 gennaio 2026

Alcuni Usi Alternativi Di Polymarket: Hedging (Predizioni)

Polymarket, per chi non lo conoscesse, è un mercato di previsione dove puoi predire eventi politici, sportivi, economici, cripto, etc Semplicemente carichi USDC da qualsiasi network (poi arrivano su rete Polygon) e puoi predire, se entro X data, quell'evento si verificherà oppure no. Ci sono ovviamente anche altri prediction market quali Kalshi e Limitless. Qui riporto alcuni usi collaterali futuri di Polymarket e dei mercati di previsione portati alla luce da a16z all'Hackaton. Utilizzabili da aziende e multinazionali. 


ENTERPRISE HEDGING
Le aziende potrebbero coprirsi da rischi politici o economici tramite i mercati di previsione. Oggi un’azienda non può assicurarsi facilmente contro eventi come:

"Il Congresso approverà un dazio del 40% sui chip elettronici?"
"Ci sarà una crisi nel mercato cinese?"

Qui si propone di trasformare queste incertezze in costi prevedibili. Il sistema crea una copertura sintetica: ad esempio, se un CFO teme una perdita di $5M in caso di dazio, il sistema compra o vende shares su mercati correlati (dazi, geopolitica, produzione, etc.) in modo da compensare quel rischio (scommettendo ad esempio sul rialzo di una materia prima o sulla crisi di una nazione: se si verifica l'evento perdo con l'azienda ma guadagno con la previsione). Le imprese potranno comprare una forma di "certainty-as-a-service", rendendo gestibili eventi politici o macroeconomici imprevedibili.
 

BORROWING AGAINST YOU BASKET OF PREDICTIONS
L'idea alla base è usare le proprie posizioni nei mercati di previsione come collaterale per ottenere prestiti. Normalmente, se hai comprato shares "YES" o "NO" su Polymarket (ad esempio "Trump vincerà nel 2028?"), quelle quote valgono di più o di meno a seconda delle probabilità di vittoria. Tramite ciò, potresti usare tutto il tuo portafoglio di previsioni come garanzia, non solo una singola posizione. Questo riduce il rischio di perdita se una previsione si muove contro di te. La valutazione del rischio avverrebbe off-chain con EigenCompute e verrebbe verificata on-chain tramite Trusted Execution Environments (TEE) che garantisce l’integrità. Sostanzialmente di creerebbe un sistema di prestiti e yield farming basato su previsioni future.


BAYESIAN ARBITRAGE VAULT FOR CROSS EVENT MISPRICINGS
Tramite arbitraggio on-chain si potrebbero sfruttare disallineamenti di prezzo tra eventi correlati. Il motore Bayesiano analizza relazioni probabilistiche tra eventi apparentemente indipendenti (es. "inflazione > 2%" ↔ "Fed taglia i tassi"). Quando le probabilità implicite dei mercati divergono troppo da quelle previste dal modello, il sistema effettua trades automatici per aumentare il profitto. Un hedge fund decentralizzato potrebbe trovare profitti sistematici derivanti da inefficienze lente a correggersi.


FINDING HIDDEN LINKS ACROSS PREDICTION MARKET EVENTS
L'idea è collegare mercati di previsione siloed (separati) per capire le correlazioni tra eventi. I traders spesso vedono solo un mercato ("chi vincerà le elezioni?") ma non come questo si collega ad altri ("politiche fiscali", "borsa", "inflazione"). Il sistema usa strumenti statistici e machine learning:

- Correlazione di Pearson: misura relazioni lineari.
- Regressione lineare: per stimare effetti diretti.
- Clustering su embedding: per trovare mercati simili.

Serve per creare portafogli diversificati, coperture incrociate o strategie macro. In pratica una rete di eventi collegati dove interpreti come un cambiamento in un mercato (es. tensioni geopolitiche) influisce su altri (es. energia, politica, economia).


STOCK INSIGHTS 
In questo caso si potrebbero collegare i mercati di previsione con la finanza tradizionale. Un sistema AI analizza:

- Le probabilità di Polymarket (es. “Recessione nel 2025 al 20%”).
- News finanziarie e sentiment.
- Spread di mercato e dati macro.

Poi produce analisi sintetiche per titoli azionari ("se le probabilità di recessione salgono, probabilmente X stock scenderà" oppure "se il dollaro si indebolisce, BTC sale" ). Diventa una sorta di Bloomberg con intelligenza predittiva, rendendo l’analisi più accessibile e quantitativamente fondata. Sostanzialmente collegare le previsioni collettive con investimenti nella finanza tradizionale.

martedì 6 gennaio 2026

La Storia Del Controverso Paranoia.com e Il Redirect Sul Sito Disney (Anni 90)

In questo articolo I Siti Internet Più Spaventosi e Strani Del Web erano stati riportati siti misteriosi ma anche controversi. Mancano i due principali: Rotten e Paranoia.com. Paranoia.com nasce tra la fine del 1994 e il 1995 agli albori di Internet: un’epoca con assenza di regolamentazioni sul contenuto online. Il dominio fu acquistato dal programmatore e appassionato di Internet noto come "KevinTX", che desiderava creare una piattaforma digitale basata sulla libertà di espressione e sulla condivisione di idee senza barriere imposte da governi.
Nel 1995 KevinTX pubblicò un post sul sito (intitolato "Thoughts on Paranoia and the Internet") in cui descriveva la missione di Paranoia come un luogo "not-for-profit" per connettere persone attraverso contenuti generati dagli utenti, sostenendo finanziariamente il progetto di tasca propria e credendo profondamente nell'importanza di uno spazio Internet libero.
Nel pieno del boom di Internet, Paranoia.com ospitava centinaia di pagine costruite dagli utenti che coprivano argomenti da cultura pop (ad esempio Weird Al Yankovic, The Simpsons, giochi a tema Star Trek, etc) a riflessioni su Internet stessa. Era, in alcuni sensi, un precursore dei forum moderni e dei blog personali. Tuttavia, l'assenza di moderazione portò il sito a ospitare anche contenuti molto controversi o estremi, tra cui:

- Materiale sulla cannibal*smo.
- Guide su violenza e illegalità.
- Pr*stituzione e assunzione di dr*ghe.
- Se**ualità esplicita e pagine provocatorie.
- Argomenti legati alla pe**filia.
- Assistenza al suic*dio perchè la specie umana deve estinguersi (Church Of Euthanasia).
Questi contenuti, accessibili a chiunque sulla rete, causarono la fama sinistra di Paranoia.com come luogo inquietante e poco regolamentato del web degli anni ’90.


IL DECLINO A FINE ANNI 90
Con il crescere del traffico e dell’ampiezza dei contenuti, Paranoia.com divenne difficile da gestire per un solo individuo. La manutenzione del server e la moderazione dei contenuti divennero problematiche. Entro la fine degli anni ’90 il progetto iniziò a collassare e il sito fu gradualmente abbandonato.
Verso il 1999 molte pagine cessarono di essere aggiornate, e entro il 2000 comparve un messaggio che indicava la chiusura e invitava l’utente a cercare informazioni altrove. Oggi il sito originale non è più accessibile, tuttavia sono visionabili alcune pagine su Web Archive (Paranoia) schiacciando semplicemente sui giorni del calendario e poi sullo snapshot (è possibile anche modificata l'anno del calendario dal 1996 al 1999).


ACQUISIZIONE DELLA DISNEY
Dopo il fallimento del progetto originale, digitando paranoia.com si veniva indirizzati a un portale francese legato a Excite Europe (un marchio europeo di servizi Internet che offriva email, notizie, meteo e un motore di ricerca). Questo indica che il dominio era stato venduto o ceduto per altri usi dopo la chiusura del progetto originale. Pochi anni dopo, nei primi anni 2000, il dominio iniziò a redirect verso Go.com, il portale operativo legato alle proprietà web di Disney e dei suoi partner.
Secondo ricerche WHOIS, il dominio oggi è registrato da ABC, la storica emittente televisiva statunitense controllata da Disney. Digitando paranoia.com nel browser, gli utenti vengono automaticamente reindirizzati alla homepage di Disney (disney.com). Non è mai esistito un film, serie o media contemporanei con quel titolo generico. Il dominio venne acquistato senza volerne fare un uso attivo. Una possibile spiegazione emersa nelle discussioni online e nelle indagini storiche è che paranoia.com potrebbe esser stato acquisito da società legate a Disney nel corso di grandi fusioni e acquisti degli anni 2000, in particolare quando Disney comprò il canale Fox Family Channel (poi ABC Family). Alcuni domini associati a progetti multimediali e show della rete passarono alla Disney come parte dell’accordo. Una delle teorie individuate dagli appassionati è che fosse destinato in origine a un programma televisivo chiamato Paranoia o ad un ipotetico show interattivo con sito Internet, ma questo non fu mai realmente sfruttato e il dominio è semplicemente rimasto parcheggiato tra i possedimenti Disney. Il dominio oggi è come detto semplicemente un redirect verso Disney.com, perché la Disney (tramite ABC) possiede il nome e lo mantiene come dominio registrato, anche senza un uso attivo evidente. Rimane curioso che una compagnia così grande e con un’immagine pubblica basata sull'intrattenimento sia proprietaria di un dominio con una storia così tanto controversa negli anni 90.