giovedì 12 febbraio 2026

Televendite e Truffe Con Prefissi 144, 166 e 899 (Anni 90)

Negli anni ’90, in Italia (e in parte anche in altri Paesi europei) si diffusero molte truffe (televendite) e pratiche commerciali scorrette legate ai numeri telefonici a sovrapprezzo, in particolare quelli con prefissi 144, 166 e soprattutto 899. Si trattava di un fenomeno enorme che coinvolse milioni di persone, quando non esistevano abbonamenti "flat" (costo fisso) ma si pagava scatto alla risposta e in base ai minuti di conversazione. Arrivavano bollette anche da centinaia di migliaia di lire, talvolta milioni di lire. Le sedi erano fittizie e in molti casi non c'era alcun premio.


PREFISSI A TARIFFAZIONE SPECIALE: 144, 166, 899
144: servizi informativi, giochi, quiz (spesso registrati quindi non live).

166: assistenza, "servizi vari", talvolta dirottamenti.

899: intrattenimento, giochi a premi (spesso registrati), cartomanzia, chat vocali.

Il costo era al minuto e in alcuni casi non chiaramente dichiarato quindi addebitato direttamente sulla bolletta Telecom.


TV LOCALI ANNI 90
La gran parte delle TV locali degli anni ’90 letteralmente riuscivano a mantenersi attive grazie agli 899. Senza quelli, molte avrebbero chiuso dopo pochi mesi. Il modello economico delle TV locali era basato sugli 899. Sino a fine anni ’90 il mercato pubblicitario locale era debole con costi di trasmissione molto alti. Le emittenti avevano costi elevati per palinsesti poveri, personale ridotto e ascolti notturni quasi nulli. Gli 899 e prefissi simili risolvevano gran parte di questi problemi perchè bastavano poche chiamate per produrre elevati guadagni. Di solito una società esterna forniva: grafica, voce e numero 899. La TV locale trasmetteva il contenuto e incassava una percentuale (circa 30-50%), il resto finiva al provider / società del quiz. Inoltre, come detto, le TV locali avevano buchi enormi di palinsesto dalle 23:00 alle 06:00 con bassissimi ascolti e nessuna pubblicità.
Gli 899 con un costo di produzione prossimo allo zero, permettevano trasmissione continua e incasso proporzionale alle chiamate. Una di queste trasmissioni (cartomanzia, quiz, chiamate per compagnia/relazioni) permetteva di pagare l’intera giornata di trasmissione, coprire affitto, ripetitori, personale. Si diffondono format tipici con immagine statica + voce, cartomanzia in studio con un telefono e giochi interattivi senza interazione reale. Quando arrivarono le prime restrizioni, gran parte di queste emittenti fallirono, altre diventarono televendite, cartomanzia pura o canali fantasma.

Personaggi TV locali (televendite, cartomanti, sensitivi, predizioni, truffe varie):
-Wanna Marchi (televendita di prodotti dimagranti quali pillole e creme, arrestata per bancarotta fraudolenta).
-Stefania Nobile (figlia di Wanna Marchi).
-Mario Pacheco Do Nascimento (anche lui faceva parte delle trasmissioni di Wanna Marchi e veniva spacciato per mago, estrazione di numeri per lotterie varie. Arrestato poi per frode).
-Roberto "Baffo" Da Crema (televendita).
-Alcide Golinelli (televendita).
-Alessandro Orlando (televendita di tappeti persiani).
-Iranian Loom (televendita di tappeti persiani).
-Walter Carbone (televendita).
-Sergio Baracco (televendita di gioielli).
-Caterina Noello (televendita di gioielli falsi o di valore inferiore a quelli pubblicizzati).
-Concetta Mobili (televendita di mobili).
-Chef Tony (televendita di coltelli miracoli, "Miracle Blade").
-Roberto Artigiani (televendita, tra le altre cose, di console cinesi pirata e altre aggeggi tecnologici tra cui "magici" rasoi).
-Mamma Franca (televendite pellicce).
-Maurizia Paradiso (televendite hot e conduzione di programmi eroticx).
-Lea di Leo (programmi eroticx e sexy quiz).
-Sandra Milo (previsione di numeri e lotterie).
-Nascia Prandi (cartomante).
-Famoso Iole (cartomante, arrestata per aver venduto "magici" talismani a prezzi esorbitanti).
-Mago Nicola (mago, arrestato più volte per truffa).
-Lady Barbara (veggente).
-Mamma Orsola (maga).
-Giancarlo Giacomini (sensitivo).
-Gennaro D'Auria (cartomante).
-Rita Russo (cartomante/sensitiva).
-Pierre la Sultana (cartomante e trasmissioni hot).
-Rowena (cartomante).
-Cleo il "santone" di Avella (mago).
-Profeta Francois (mago).
-Mister Zabottino (mago).
-Mago Gabriel (mago).
-Divino Otelma (mago).
-Anna Maria Galanti (maga).
-Nicoletta Paciaroni (maga).
-Lello il sensitivo (sensitivo).
-Absea (sensitivo).
-Mago di Sanremo (magia nera).
-Fratello Diego (curatore di malattie, profeta ed esorcista).
-Aleff (demonologo).


QUIZ FASULLI
Una delle truffe più famose era quella dei quiz fasulli. Venivano proposti quiz apparentemente semplicissimi, dove completare le parole o rispondere a semplici domande. Nel peggiore dei casi, cadeva la linea o si rimaneva in attesa o ancora il quiz non era live (quello che si vedeva in TV era già stato registrato). In altri casi, la risposta sembrava ovvia, ma non veniva mai considerata corretta e il sistema rispondeva con messaggi tipo: "Risposta errata, ritenta", "Sei vicino alla soluzione", etc
Si utilizzavano risposte non intuitive, modificate a discrezione (tipo "apparecchio fonico" al posto di "telefono") o comunque arbitrarie per evitare che qualcuno indovinasse davvero. L'obiettivo reale era tenere l’utente in linea il più possibile. 
I quiz e i servizi venivano pubblicizzati tramite TV locali (soprattutto notturne), riviste e giornaletti, teletext, spot radiofonici, volantini, etc Essi promettevano: vincite enormi (automobili, milioni di lire) ma con premi mai realmente assegnati (o distribuiti a prestanomi) e probabilità di vincita falsate. Tecniche diffuse erano musichette e voci registrate che dicevano di rimanere in linea, a causa di alto traffico o problemi tecnici. 


CARTOMANZIA, AMORE E FORTUNA
Oltre ai quiz, altri programmi noti erano inerenti astrologia, numerologia, cartomanti e consulenze personali. Venivano vendute come: aiuto psicologico, consigli sentimentali e soluzioni a problemi seri.
Anche in questi casi, l’obiettivo era allungare la conversazione e spesso si sfruttava la fragilità emotiva del chiamante tramite frasi del tipo "qualcuno ti ostacola", "vedo un blocco", "servono altre carte", etc
Vengono utilizzati talismani ed altri oggetti "divinatori". In alcuni casi vengono predetti anche numeri per il Lotto.


TELEVENDITE
In questi casi non si parla di numeri ad alta tariffa ma di vendita (a prezzi maggiorati) di mobili, gioielli ed altri oggetti sempre su reti locali. Anche se alcuni, sono stati anche condannati per truffa. 


MECCANISMO DELLE CHIAMATE
Quando si chiamava un numero 144 / 166 / 899, la chiamata passava da Telecom Italia e veniva instradata a un provider di servizi a valore aggiunto che poi la girava alla società del quiz.

Il costo veniva diviso:
-una parte a Telecom.
-una parte alla società.

Guadagno aumentava con l'aumento dei minuti della chiamata. La maggior parte dei quiz non aveva persone reali, ma: IVR (Interactive Voice Response), sistemi a risposta vocale o DTMF (tastiera).
Il sistema riconosceva solo input predefiniti e ignorava tutto il resto. Le risposte corrette potevano essere cambiate in tempo reale, disattivate quando troppe persone si avvicinavano e valide solo in una fascia oraria. Anche rispondendo a caso, il sistema parlava di "risposta quasi giusta".
A volte alcuni premi venivano realmente assegnati ma a vincere era un dipendente, un conoscente o una persona irrintracciabile. Quando iniziarono ad arrivare i primi reclami causa truffe varie, Telecom stornava solo parzialmente le bollette.


CONSEGUENZE LEGALI
Molti casi non portarono a condanne penali perché il quadro normativo era arretrato la truffa era mascherata da "gioco". Inoltre le le società sparivano rapidamente o erano intestate a residenti all'estero non identificati.


E LO STATO?
Allo Stato, per anni, convenne far finta di non vedere, a causa di vuoti normativi, interessi economici, limiti tecnologici e cultura dell’epoca. Nei primi ’90, i numeri a sovrapprezzo erano una novità e la legge non li definiva come: gioco d’azzardo, lotteria o truffa in senso classico.
Venivano considerati come "servizi a valore aggiunto". La SIP prima, Telecom poi, era controllata dallo Stato. Ogni chiamata 144/166/899 generava entrate enormi. Lo Stato incassava direttamente o indirettamente (tasse, canoni, concessioni). Lo Stato inoltre non aveva competenze tecniche e non capiva come funzionavano: IVR, instradamenti e revenue sharing. Le società sfruttavano sedi estere, scatole vuote e cambi continui di nome. Le prime delibere furono timide, piene di eccezioni e facilmente aggirabili. Lo Stato iniziò a muoversi quando i reclami diventarono di massa, i media nazionali portarono alla ribalta il fenomeno e comparvero bollette da milioni di lire. Inoltre arrivarono i primi suicidi e drammi familiari legati a debiti. A quel punto, il costo politico superò il beneficio economico ed intervenire divenne inevitabile. Questo caso dimostra come lo Stato tende a intervenire solo quando: un danno diffuso diventa visibile, misurabile e mediaticamente ingestibile.

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