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venerdì 23 gennaio 2026

Quando L'Oro Venne Confiscato: Differenze Con Bitcoin

In alcune nazioni, in particolare negli USA, in passato l’oro venne confiscato o reso illegale da possedere per i cittadini privati. L’esempio più noto è appunto quello degli Stati Uniti negli anni ’30 quando venne proclamato il "Gold Confiscation Act" (1933). Durante la Grande Depressione (Crollo Di Wall Street, 1929), il presidente Franklin D. Roosevelt emanò l’Ordine Esecutivo 6102:

"Forbidding the Hoarding of Gold Coin, Gold Bullion, and Gold Certificates within the Continental United States"

Questo decreto vietava ai cittadini americani di detenere oro (monete, lingotti o certificati d’oro) al di sopra di una piccola quantità (circa 100 dollari dell’epoca). I cittadini furono obbligati a consegnare il proprio oro alla Federal Reserve in cambio di dollari al prezzo fissato di 20,67 USD per oncia. Poco dopo, il governo rivalutò l’oro a 35 USD per oncia, di fatto svalutando il dollaro e aumentando il valore delle riserve auree federali. L’obiettivo era stabilizzare l’economia e controllare la massa monetaria, poiché allora il dollaro era ancora legato al gold standard (cioè convertibile in oro).

Chi non consegnava l’oro rischiava:
- fino a 10 anni di prigione.
- una multa fino a 10.000 dollari (equivalente a centinaia di migliaia di dollari oggi).
- entrambi le pene.

Erano esenti: monete d’oro da collezione, quantità modeste, gioielli e ornamenti personali e l'oro usato in attività industriali. Le persone spesso nascondevano l’oro in casa, in giardini o nei muri, e molti ritrovamenti di "oro del 1933" avvengono ancora oggi. Il cittadino si recava in banca con il proprio oro che veniva pesato e registrato. In seguito veniva emesso un certificato di deposito o direttamente banconote equivalenti. Le banche trasferivano poi l’oro alla Federal Reserve, che lo depositava nel U.S. Treasury (Tesoro federale). Come detto, nel gennaio 1934, con il Gold Reserve Act, Roosevelt rivalutò ufficialmente l’oro da 20,67 a 35 dollari per oncia. Questo significava che chi aveva già consegnato l’oro perse circa il 40% del potere d’acquisto potenziale. Lo Stato ottenne un enorme profitto contabile, aumentando le proprie riserve e potendo emettere più dollari (poiché il dollaro era ancora legato all’oro). Il possesso privato di oro rimase illegale fino al 1974, quando il presidente Gerald Ford abolì il divieto. Dal 1° gennaio 1975, gli americani poterono di nuovo acquistare e possedere oro liberamente.


ALTRI ESEMPI
Anche il Regno Unito (anni ’60 e ’70) introdusse restrizioni sul possesso e l’esportazione di oro per motivi di controllo valutario. In Australia (1959–1976) era vietato detenere oro senza autorizzazione del governo. Anche in Italia, durante guerre o crisi, il possesso di oro venne fortemente regolato e tassato.


SAREBBE POSSIBILE FARLO CON BITCOIN?
Uno Stato potrebbe emanare una legge che vieti, limiti l’uso o la detenzione di Bitcoin (come fece con l’oro). Già oggi alcuni Paesi lo hanno fatto, ad esempio:

- Cina: vietato il mining.
- Algeria, Marocco, Nepal, Bangladesh: Bitcoin formalmente illegale.
- USA, Francia, Italia, Spagna, Danimarca, etc: legale ma controllato aumentando la tassazione.

Quindi uno scenario legale di "divieto" è possibile, specie in caso di crisi finanziaria. Tecnicamente però Bitcoin non si può confiscare facilmente. A differenza dell’oro (fisico e tracciabile), Bitcoin è digitale e decentralizzato e nessuna banca centrale lo controlla.
Le chiavi private non possono essere recuperate o sequestrate senza la collaborazione del proprietario. Se conservi Bitcoin in un wallet non custodial, lo Stato non può prelevarli né bloccarli come un conto bancario. Questo rende una "confisca generalizzata" molto difficile dal punto di vista tecnico, a meno che le persone conservino Bitcoin su exchange regolamentati (che possono ricevere ordini di blocco), oppure lo Stato obblighi per legge alla consegna con minacce e sanzioni. Invece di confiscare direttamente, i governi potrebbero:
- Rendere illegale l’uso o il commercio (cioè vietare i pagamenti o gli scambi in BTC) ma sarebbe non applicabile mediante scambi privati (P2P).
- Imporre una tassazione punitiva o obbligo di conversione in valuta nazionale.
- Offrire una finestra legale per "cambiare" Bitcoin con una CBDC (valuta digitale statale), come "compensazione".
In pratica più un Paese diventa controllato, più è facile esercitare pressione legale, ma con Bitcoin un vero sequestro tecnico come nel 1933 con l'Oro è altamente improbabile, a meno di minacce, sanzioni e uso della forza.

giovedì 15 gennaio 2026

La Storia Del Primo Troll Italiano Su Internet: Ciro "Karus" Ascione

I troll (disturbatori telematici) nascono all'albori di Internet negli anni 90, il loro scopo è sempre stato quello di seminare il caos e far litigare la gente (flame) nei gruppi di discussione: newsgroup, chat, forum, blog e in anni recenti commenti sotto i video Youtube/TikTok. Tra i troll più famosi italiani c'è Ciro "Karus" Ascione (segnalato poi ai provider di internet e sospeso pare da Telecom prima di cambiare operatore telefonico). Su Amazon trovi il libro con tutte le sue chat e modi di trollare utilizzati da fine anni 90 sino al 2006: Troll. Come ho inguaiato Internet (2006).

Tra le sue trollate più grandi:

1) Lo spoiler in un gruppo di discussione (non moderato) su Usenet di Star Wars-La Minaccia Fantasma nel 1999: "lo sapete che nel nuovo Star Wars muore Qui-Gon Jinn?" che portò a litigi, flame, minacce di morte verso l'autore. Al punto che il gruppo di discussione venne chiuso e gli autori dello spoiler (tra cui un altro famoso troll, ovvero "Mist") vennero bannati dal CGN.

2) La crociata contro i videogame ad agosto 1999: in questo caso, Karus prese di mira gli amanti dei videogame creando un'associazione cattolica chiamata Borromeo che invadeva newsgroup e forum scrivendo articolati messaggi mettendo in cattiva luce i videogames e facendo incazzare tutti i fans. I post contenevano fraintendimenti ed evidenti errori tipo traduzioni italiane di nomi di videogames "Super Mario Bros" diventava "Super Fratello Mario 64" o "Combattimento Mortale" per "Mortal Kombat"). Anche in questo caso, gli utenti "trollati" e accecati dalla rabbia trasformarono i gruppi di discussione in un campo da battaglia di insulti.

3) False prove di maturità nel 2006/07: con la diffusione dei forum e di blog nei primi anni 2000, Karus si accorse che molti utenti ogni anno cercavano online le tracce della maturità, prima dell'esame di stato. Così nel 2007 li accontentò creando tracce "fake" ad hoc e diffondendole online (il servizio finì anche al TG5). Molti studenti provarono a svolgere le tracce, prima di rendersi conto che all'esame di stato, le tracce erano ovviamente diverse.

4) La morte di Marge Simpson nel 2008: questa fake news inerente la morte della mamma di Bart Simpson venne fatta circolare su Facebook, diventando virale a causa delle testate che parlavano di cultura generale (Libero.it) e anime che facevano "copia e incolla" di quello che trovavano online senza verificare le fonti (problema presente ancora oggi).

5) Il portale trash Trashopolis: questo blog raccoglieva video (reali) di personaggi trash ma in mezzo a questi ne venne creato uno sulla famosa leggenda metropolitana di "Cicciolina e il cavallo", a causa della diffusione del falso video, Cicciolina nel 2017 denunciò Google per 70 milioni di dollari. 


lunedì 12 gennaio 2026

"Una Possibilità Per Olivia": Si Tratta Di Una Truffa?

Sui social ormai da anni gira una truffa che sfrutta l'emotività umana facendo leva sulle malattie. Vi è infatti una presunta organizzazione benefica chiamata World Champions, che raccoglie donazioni attraverso una campagna pubblicitaria su Facebook e Instagram. Il post sponsorizzato (per arrivare a più persone possibili) ritrae una bambina di nome Olivia, afflitta, da una serie di pericolose malattie. E' presente anche un gruppo su Facebook chiamato "Una possibilità per Olivia" (ovviamente creato dai truffatori stessi). La bambina appare senza capelli, triste e con drammatiche descrizioni in ogni foto e video. Il nome inoltre non è stato scelto a caso perchè ci sono davvero delle associazioni benefiche (reali) con questo nome, ad esempio "Help Olly Onlus". Ci sono anche altri casi inerenti leucemia e tumori di bambine con questo nome. 
Questa truffa invece, sfrutta i bambini malati di cancro e compare in più nazioni: dall'Italia alla Russia, passando per Ucraina e Israele. La bambina sembrerebbe sana e per simulare le calvizie sono stati fatti dei fotomontaggi. Gli annunci pubblicitari rimandano poi ad un sito Web della presunta associazione Go World Champions ma non ci sono riferimenti chiari a registro legale, numeri di ONG riconosciute, trasparenza sui progetti o conti certificati. Il testo è generico e non fornisce prove di legittimità.


SITO WORLD CHAMPIONS
In una delle pagine del sito (fermo a due anni fa dall'ultimo aggiornamento) è possibile partecipare ad una raccolta fondi, una tantum o mensile. Al di là della scelta, sembra che in automatico viene sottoscritto un abbonamento mensile. Gli utenti che hanno lasciato una somma di denaro, hanno riferito che prima della cancellazione di un abbonamento non sottoscritto, sono servite diverse email. Ad oggi, i criminali sfruttando il nome di Olivia ha raccolto quasi 600mila.
Il sito è stato registrato il 24 dicembre del 2020 su un server russo: il Registrar of Domain Names REG.RU LLC a nome di Alexander Sambul, residente nella città Rosh HaAyin, in Israele. Non risulta corrispondere a nessun nominativo o ONG, impegnato in enti di beneficenza riconosciuti. Uno degli indirizzi IP associato al dominio risulterebbe associato ad un sito pornx cinese, siti commerciali e certificati SSL di altre entità. 
Il sito descrive la missione dell’organizzazione di curare i bambini afflitti da brutti mali in Israele presso l'Ichilov Hospital di Tel Aviv. Tuttavia, da fonti ufficiali dell'ospedale consultate, non risulta alcuna collaborazione "World Champions". 
In Israele è presente un’organizzazione registrata come אלופי העולם (ע״ר), traducibile in inglese come World Champions (R.A.), numero 580716371, sul portale ufficiale Guidestar Israel.  Cercando l’indirizzo, si scopre che corrisponde a un hotel. La scheda Guidestar riporta: anno di fondazione 2021, un solo dipendente, sette soci (dati 2023). Una fonte open-data israeliana indica per il 2022 un volume economico di 11.345.460 NIS, pari a oltre 3 milioni di euro. Nel 2023 la società di sicurezza informatica Avast aveva parlato di World Champions e la definì "una truffa che sfrutta le emozioni umane e l’innato desiderio di aiutare gli altri" condividendo foto e video di bambini sofferenti. All’epoca il protagonista un bambino di nome Semion, alla ricerca di un aiuto finanziario urgente per le cure.  Sempre la stessa azienda, già nel 2022, aveva individuato la medesima truffa, che portava il volto di un’altra bambina "Alexandra", poi "Lisa". 
Avast allora affermò: "Sebbene non ci sia modo di sapere chi sia realmente questa bambina, quale sia la sua situazione o le circostanze della sua famiglia, sappiamo per certo che si tratta di una truffa e che gli oltre 640.000 dollari già raccolti non saranno destinati alle cure. La nostra ricerca ha scoperto un'intera serie di video che presentano la stessa bambina, con appelli in francese, portoghese, spagnolo, arabo ed ebraico. Abbiamo anche trovato video con appelli simili, ma con bambine diverse". Anche il sito israeliano Maakav (maakav.org.il), ha riportato la presunta frode. Questa inchiesta collega per la prima volta la macchina delle raccolte fondi a un nome preciso: Ruslan Gliner. Secondo i giornalisti israeliani, un presunto medico di nome Gliner avrebbe aperto a Mosca una falsa filiale dell’ospedale Ichilov. In realtà non è un medico, non risulta nel database del ministero della Salute israeliano, e si presenta come esperto di logistica del turismo medico. Nella sede attribuita alla presunta filiale compaiono diverse società riconducibili a Gliner, alcune segnalate dal ministero della Giustizia per violazione del copyright, una indebitata e posta in esecuzione.  Oltre alle truffe sui social, Gliner guadagna centinaia di migliaia di dollari anche tramite questa struttura parallela. Nel 2022 la falsa filiale, secondo i colleghi di Maakav, ha incassato circa 240.000 dollari solo dalle visite preliminari dei cittadini russi. I fondi, come documentato dai giornalisti israeliani, finiscono sul conto privato di Ruslan Gliner. Tutte le transazioni note convergono sullo stesso numero personale. Nel 2021 la World Champions ha dichiarato al Registro delle Associazioni di aver raccolto circa 428.000 euro. Di questi, 298.600 euro sono stati spesi in pubblicità e branding, 77.980 euro sono destinati davvero ai bambini, ed è pari al 18% del totale. Il resto si disperde in spese non documentate.


COME SMASCHERARE QUESTE TRUFFE
Prima di donare, ricerca su Google, il nome e verifica se ci sono articoli che ne parlano.
In ogni caso, un’organizzazione indica sempre:

- ragione sociale completa.
- paese di registrazione.
- numero di registrazione (ONG / ONLUS / charity number).

Inoltre ci sono sempre sezioni indicanti "chi siamo", "legal", "trasparency", etc Fasi vaghe tipo "We are a global organization helping children" sono grosse bandiere rosse.
Quando viene dichiarato di essere: ONG, una fondazione o una charity, copia nome + numero e cercali su Google insieme a: registry, official register e ONG register. Altri campanelli d'allarme sono: dominio creato da pochi mesi, proprietario completamente nascosto e server in paesi diversi da quelli dichiarati.

venerdì 9 gennaio 2026

Alcuni Usi Alternativi Di Polymarket: Hedging (Predizioni)

Polymarket, per chi non lo conoscesse, è un mercato di previsione dove puoi predire eventi politici, sportivi, economici, cripto, etc Semplicemente carichi USDC da qualsiasi network (poi arrivano su rete Polygon) e puoi predire, se entro X data, quell'evento si verificherà oppure no. Ci sono ovviamente anche altri prediction market quali Kalshi e Limitless. Qui riporto alcuni usi collaterali futuri di Polymarket e dei mercati di previsione portati alla luce da a16z all'Hackaton. Utilizzabili da aziende e multinazionali. 


ENTERPRISE HEDGING
Le aziende potrebbero coprirsi da rischi politici o economici tramite i mercati di previsione. Oggi un’azienda non può assicurarsi facilmente contro eventi come:

"Il Congresso approverà un dazio del 40% sui chip elettronici?"
"Ci sarà una crisi nel mercato cinese?"

Qui si propone di trasformare queste incertezze in costi prevedibili. Il sistema crea una copertura sintetica: ad esempio, se un CFO teme una perdita di $5M in caso di dazio, il sistema compra o vende shares su mercati correlati (dazi, geopolitica, produzione, etc.) in modo da compensare quel rischio (scommettendo ad esempio sul rialzo di una materia prima o sulla crisi di una nazione: se si verifica l'evento perdo con l'azienda ma guadagno con la previsione). Le imprese potranno comprare una forma di "certainty-as-a-service", rendendo gestibili eventi politici o macroeconomici imprevedibili.
 

BORROWING AGAINST YOU BASKET OF PREDICTIONS
L'idea alla base è usare le proprie posizioni nei mercati di previsione come collaterale per ottenere prestiti. Normalmente, se hai comprato shares "YES" o "NO" su Polymarket (ad esempio "Trump vincerà nel 2028?"), quelle quote valgono di più o di meno a seconda delle probabilità di vittoria. Tramite ciò, potresti usare tutto il tuo portafoglio di previsioni come garanzia, non solo una singola posizione. Questo riduce il rischio di perdita se una previsione si muove contro di te. La valutazione del rischio avverrebbe off-chain con EigenCompute e verrebbe verificata on-chain tramite Trusted Execution Environments (TEE) che garantisce l’integrità. Sostanzialmente di creerebbe un sistema di prestiti e yield farming basato su previsioni future.


BAYESIAN ARBITRAGE VAULT FOR CROSS EVENT MISPRICINGS
Tramite arbitraggio on-chain si potrebbero sfruttare disallineamenti di prezzo tra eventi correlati. Il motore Bayesiano analizza relazioni probabilistiche tra eventi apparentemente indipendenti (es. "inflazione > 2%" ↔ "Fed taglia i tassi"). Quando le probabilità implicite dei mercati divergono troppo da quelle previste dal modello, il sistema effettua trades automatici per aumentare il profitto. Un hedge fund decentralizzato potrebbe trovare profitti sistematici derivanti da inefficienze lente a correggersi.


FINDING HIDDEN LINKS ACROSS PREDICTION MARKET EVENTS
L'idea è collegare mercati di previsione siloed (separati) per capire le correlazioni tra eventi. I traders spesso vedono solo un mercato ("chi vincerà le elezioni?") ma non come questo si collega ad altri ("politiche fiscali", "borsa", "inflazione"). Il sistema usa strumenti statistici e machine learning:

- Correlazione di Pearson: misura relazioni lineari.
- Regressione lineare: per stimare effetti diretti.
- Clustering su embedding: per trovare mercati simili.

Serve per creare portafogli diversificati, coperture incrociate o strategie macro. In pratica una rete di eventi collegati dove interpreti come un cambiamento in un mercato (es. tensioni geopolitiche) influisce su altri (es. energia, politica, economia).


STOCK INSIGHTS 
In questo caso si potrebbero collegare i mercati di previsione con la finanza tradizionale. Un sistema AI analizza:

- Le probabilità di Polymarket (es. “Recessione nel 2025 al 20%”).
- News finanziarie e sentiment.
- Spread di mercato e dati macro.

Poi produce analisi sintetiche per titoli azionari ("se le probabilità di recessione salgono, probabilmente X stock scenderà" oppure "se il dollaro si indebolisce, BTC sale" ). Diventa una sorta di Bloomberg con intelligenza predittiva, rendendo l’analisi più accessibile e quantitativamente fondata. Sostanzialmente collegare le previsioni collettive con investimenti nella finanza tradizionale.

martedì 6 gennaio 2026

La Storia Del Controverso Paranoia.com e Il Redirect Sul Sito Disney (Anni 90)

In questo articolo I Siti Internet Più Spaventosi e Strani Del Web erano stati riportati siti misteriosi ma anche controversi. Mancano i due principali: Rotten e Paranoia.com. Paranoia.com nasce tra la fine del 1994 e il 1995 agli albori di Internet: un’epoca con assenza di regolamentazioni sul contenuto online. Il dominio fu acquistato dal programmatore e appassionato di Internet noto come "KevinTX", che desiderava creare una piattaforma digitale basata sulla libertà di espressione e sulla condivisione di idee senza barriere imposte da governi.
Nel 1995 KevinTX pubblicò un post sul sito (intitolato "Thoughts on Paranoia and the Internet") in cui descriveva la missione di Paranoia come un luogo "not-for-profit" per connettere persone attraverso contenuti generati dagli utenti, sostenendo finanziariamente il progetto di tasca propria e credendo profondamente nell'importanza di uno spazio Internet libero.
Nel pieno del boom di Internet, Paranoia.com ospitava centinaia di pagine costruite dagli utenti che coprivano argomenti da cultura pop (ad esempio Weird Al Yankovic, The Simpsons, giochi a tema Star Trek, etc) a riflessioni su Internet stessa. Era, in alcuni sensi, un precursore dei forum moderni e dei blog personali. Tuttavia, l'assenza di moderazione portò il sito a ospitare anche contenuti molto controversi o estremi, tra cui:

- Materiale sulla cannibal*smo.
- Guide su violenza e illegalità.
- Pr*stituzione e assunzione di dr*ghe.
- Se**ualità esplicita e pagine provocatorie.
- Argomenti legati alla pe**filia.
- Assistenza al suic*dio perchè la specie umana deve estinguersi (Church Of Euthanasia).
Questi contenuti, accessibili a chiunque sulla rete, causarono la fama sinistra di Paranoia.com come luogo inquietante e poco regolamentato del web degli anni ’90.


IL DECLINO A FINE ANNI 90
Con il crescere del traffico e dell’ampiezza dei contenuti, Paranoia.com divenne difficile da gestire per un solo individuo. La manutenzione del server e la moderazione dei contenuti divennero problematiche. Entro la fine degli anni ’90 il progetto iniziò a collassare e il sito fu gradualmente abbandonato.
Verso il 1999 molte pagine cessarono di essere aggiornate, e entro il 2000 comparve un messaggio che indicava la chiusura e invitava l’utente a cercare informazioni altrove. Oggi il sito originale non è più accessibile, tuttavia sono visionabili alcune pagine su Web Archive (Paranoia) schiacciando semplicemente sui giorni del calendario e poi sullo snapshot (è possibile anche modificata l'anno del calendario dal 1996 al 1999).


ACQUISIZIONE DELLA DISNEY
Dopo il fallimento del progetto originale, digitando paranoia.com si veniva indirizzati a un portale francese legato a Excite Europe (un marchio europeo di servizi Internet che offriva email, notizie, meteo e un motore di ricerca). Questo indica che il dominio era stato venduto o ceduto per altri usi dopo la chiusura del progetto originale. Pochi anni dopo, nei primi anni 2000, il dominio iniziò a redirect verso Go.com, il portale operativo legato alle proprietà web di Disney e dei suoi partner.
Secondo ricerche WHOIS, il dominio oggi è registrato da ABC, la storica emittente televisiva statunitense controllata da Disney. Digitando paranoia.com nel browser, gli utenti vengono automaticamente reindirizzati alla homepage di Disney (disney.com). Non è mai esistito un film, serie o media contemporanei con quel titolo generico. Il dominio venne acquistato senza volerne fare un uso attivo. Una possibile spiegazione emersa nelle discussioni online e nelle indagini storiche è che paranoia.com potrebbe esser stato acquisito da società legate a Disney nel corso di grandi fusioni e acquisti degli anni 2000, in particolare quando Disney comprò il canale Fox Family Channel (poi ABC Family). Alcuni domini associati a progetti multimediali e show della rete passarono alla Disney come parte dell’accordo. Una delle teorie individuate dagli appassionati è che fosse destinato in origine a un programma televisivo chiamato Paranoia o ad un ipotetico show interattivo con sito Internet, ma questo non fu mai realmente sfruttato e il dominio è semplicemente rimasto parcheggiato tra i possedimenti Disney. Il dominio oggi è come detto semplicemente un redirect verso Disney.com, perché la Disney (tramite ABC) possiede il nome e lo mantiene come dominio registrato, anche senza un uso attivo evidente. Rimane curioso che una compagnia così grande e con un’immagine pubblica basata sull'intrattenimento sia proprietaria di un dominio con una storia così tanto controversa negli anni 90.