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giovedì 15 gennaio 2026

La Storia Del Primo Troll Italiano Su Internet: Ciro "Karus" Ascione

I troll (disturbatori telematici) nascono all'albori di Internet negli anni 90, il loro scopo è sempre stato quello di seminare il caos e far litigare la gente (flame) nei gruppi di discussione: newsgroup, chat, forum, blog e in anni recenti commenti sotto i video Youtube/TikTok. Tra i troll più famosi italiani c'è Ciro "Karus" Ascione (segnalato poi ai provider di internet e sospeso pare da Telecom prima di cambiare operatore telefonico). Su Amazon trovi il libro con tutte le sue chat e modi di trollare utilizzati da fine anni 90 sino al 2006: Troll. Come ho inguaiato Internet (2006).

Tra le sue trollate più grandi:

1) Lo spoiler in un gruppo di discussione (non moderato) su Usenet di Star Wars-La Minaccia Fantasma nel 1999: "lo sapete che nel nuovo Star Wars muore Qui-Gon Jinn?" che portò a litigi, flame, minacce di morte verso l'autore. Al punto che il gruppo di discussione venne chiuso e gli autori dello spoiler (tra cui un altro famoso troll, ovvero "Mist") vennero bannati dal CGN.

2) La crociata contro i videogame ad agosto 1999: in questo caso, Karus prese di mira gli amanti dei videogame creando un'associazione cattolica chiamata Borromeo che invadeva newsgroup e forum scrivendo articolati messaggi mettendo in cattiva luce i videogames e facendo incazzare tutti i fans. I post contenevano fraintendimenti ed evidenti errori tipo traduzioni italiane di nomi di videogames "Super Mario Bros" diventava "Super Fratello Mario 64" o "Combattimento Mortale" per "Mortal Kombat"). Anche in questo caso, gli utenti "trollati" e accecati dalla rabbia trasformarono i gruppi di discussione in un campo da battaglia di insulti.

3) False prove di maturità nel 2006/07: con la diffusione dei forum e di blog nei primi anni 2000, Karus si accorse che molti utenti ogni anno cercavano online le tracce della maturità, prima dell'esame di stato. Così nel 2007 li accontentò creando tracce "fake" ad hoc e diffondendole online (il servizio finì anche al TG5). Molti studenti provarono a svolgere le tracce, prima di rendersi conto che all'esame di stato, le tracce erano ovviamente diverse.

4) La morte di Marge Simpson nel 2008: questa fake news inerente la morte della mamma di Bart Simpson venne fatta circolare su Facebook, diventando virale a causa delle testate che parlavano di cultura generale (Libero.it) e anime che facevano "copia e incolla" di quello che trovavano online senza verificare le fonti (problema presente ancora oggi).

5) Il portale trash Trashopolis: questo blog raccoglieva video (reali) di personaggi trash ma in mezzo a questi ne venne creato uno sulla famosa leggenda metropolitana di "Cicciolina e il cavallo", a causa della diffusione del falso video, Cicciolina nel 2017 denunciò Google per 70 milioni di dollari. 


sabato 20 dicembre 2025

I Troll Più Famosi Della Storia: Usenet, Forum, Blog

Anche se già nei forum di BBS e IRC negli anni ’80-’90 avvenivano liti, flame e sfide "lurker vs troll" (semplici spettatori contro disturbatori), ma spesso non furono concepiti come drama a sé stanti perché la cultura web non aveva ancora un linguaggio per definirli formalmente. In seguito negli anni 90, con la diffusione di internet (usenet, chat, forum, blog e social), son nati i primi disturbatori seriali (troll) e "drama". Vai anche qui: Messaggi Su Internet: Tra Troll, Spam, Vandali ed Insulti Online.


INTERNET DRAMA
The Church Of The SubGenius
Satira pseudo-religiosa precedente al web, ma esplosa online. Influenza enorme su ironia e trolling meta.

A Rape in Cyberspace (LambdaMOO, 1993)
Un evento in un MUD (mondo virtuale di testo) in cui un utente fece compiere ad altri avatar atti non consensuali tramite uno script. Scatenò discussioni etiche e regolamentazioni della comunità virtuale, venendo raccontato come dramma culturale dell’internet primordiale. 

Meow Wars (Usenet, 1996-1998)
Una delle prime flame war su larga scala nella storia di Internet: una guerra di post ripetuti con la parola meow su gruppi Usenet, nata da una provocazione studentesca e degenerata in mesi di spam e disruption di gruppi. È citata come evento pionieristico di trolling collettivo che ha portato server a cambiare regole per fermare abusi. 

Maddox / The Best Page in the Universe
Sito satirico creato nel 1997 da George Ouzounian con liste di cose "che fanno schifo", insulti iperbolici. Immensa influenza su umorismo edgy dei primi anni web. Anticipa il rage comic e il trolling.
Col tempo Maddox entra in conflitti pubblici con ex collaboratori. Cause legali e meltdown online ne danneggiano la reputazione. Da icona ironica a caso-studio di implosione online.

Scientology vs Usenet (fine anni ’90)
La Chiesa di Scientology combatté gruppi di utenti su alt.religion.scientology con spam, messaggi irrilevanti e intimidazioni per soffocare le critiche, generando un enorme caos nei newsgroup. Questo fu uno dei primi casi di dramma istituzionale vs comunità online. 

Zombocom.com (1999)
Promette tutto, non offre nulla. Satira perfetta dell’hype tecnologico della dot-com bubble.
Nessuna vera "misfatta": è trolling concettuale puro. È ancora online ed è diventato un simbolo di web assurdo. Dimostra che il nonsense può essere memorabile.

Goatse / Tubgirl (Usenet)
Shock meme nati tra fine anni ’90 e Usenet. Usati come "trappole" per scioccare utenti ignari.
Parte della cultura shock-value pre-social media. Non erano battute, ma test di resistenza psicologica. Diventarono sinonimo di trolling crudele. Hanno contribuito alla nascita di trigger warning e moderazione moderna.

Encyclopaedia Dramatica (inizi anni 2000)
Sebbene non un singolo evento, fu uno dei primi siti dedicati esplicitamente a documentare e alimentare drama, troll, meme e flame war, diventando un archivio controverso di conflitti di Internet e generatori di situazioni controverse. 

Bonsai Kitten (2000)
Hoax su un presunto metodo per coltivare gattini in vasi. Scatenò indignazione globale e proteste. Dimostra la potenza del fake prima dei social.

Zalgo (primi 2000)
Meme di testo corrotto e horror nonsense. Nasce come inside joke su forum e imageboard.

Il Star Wars Kid e i primi viral drama (2003)
Il video di Ghyslain Raza girato e diffuso senza consenso fu uno dei primi casi virali di umiliazione pubblica, con milioni di visualizzazioni e massiccio bullismo attorno alla persona protagonista (spesso incluso nei racconti di cyberbullying). 

Fandom Flame War e Comunità LiveJournal (anni 2003–2007)
Nei primi anni 2000, le comunità fanfiction e fandom su LiveJournal si trasformarono in luoghi di drama organizzato, dove gli utenti litigavano su creator, contenuti, persone e dinamiche sociali interne.

Bert is Evil
Manipolazione fotografica virale che finì involontariamente su media arabi. Esempio di troll che sfugge di mano e ha conseguenze reali.

Shitposting: Time Cube (Gene Ray)
Sito di Gene Ray con ossessione pseudo-scientifica. Sosteneva l’esistenza di 4 giornate simultanee.
Insultava scienziati, studenti e lettori. Testo caotico, maiuscole, colori aggressivi. È diventato culto ironico del nonsense involontario. Ha influenzato lo shitposting moderno.

Llama Song / Badger Badger Badger
Animazioni ripetitive e irritanti. Non troll diretti, ma test di resistenza mentale collettiva.


TROLL
Mr. Bungle (Usenet troll)
Uno dei primi troll classici di Usenet. Postava messaggi deliberatamente assurdi per innescare flame infiniti. Ha contribuito a definire il termine trolling come "gettare l’amo".

Serdar Argic
Negazionista del genocidio attivo su Usenet. Usava spam ideologico e provocazioni sistematiche. Esempio precoce di trolling politico organizzato.

Kibo (James Parry)
Figura leggendaria di Usenet. Scrittura brillante, sarcasmo sofisticato, flame intelligenti. Dimostrava che il trolling poteva essere performativo e verbale.

Something Awful (Lowtax, 1999)
Organizzò raid coordinati su altri forum e community online. Qui nasce il concetto di lolcow: persona che viene derisa e trollata. Cultura cinica, sarcasmo estremo, linguaggio aggressivo. Ha influenzato 4chan e gran parte della meme culture moderna. Lowtax è poi caduto in disgrazia per scandali personali e gestione tossica.

Ciro "Karus" Ascione
Troll su Usenet che spoilerò un film di Star Wars nel 1999, trollò i gamers con "Associazione Borromeo" (faceva raid nei forum con messaggi che indicavano quanto fossero diseducativi i videogames), trollò gli studenti della maturità 2006/07 "spoilerando" false tracce online e che annunciò la "morte" di Marge Simpson nel 2008. Per approfondire: La Storia Del Primo Troll Italiano Su Internet: Ciro "Karus" Ascione

Ken M (The Internet’s Nicest Troll)
Ken M è un troll emerso nei commenti di Yahoo News (anni 2010). Fingeva ingenuità assoluta, facendo domande assurde ma educate. Il suo stile confondeva lettori e faceva esplodere flame infiniti. Non insultava: lasciava che fossero gli altri a perdere la pazienza. È diventato famoso quando BuzzFeed e altri media hanno raccolto i suoi post. Ha ridefinito il trolling come performance non aggressiva.
La misfatta principale: accendere flames, far litigare masse di utenti senza violare le regole.

Chris-Chan
Caso estremo di persona diventata "lolcow" permanente. Iniziò su forum come Sonic fan e webcomic amatoriale. Subì manipolazioni, trolling coordinato e doxxing. La community partecipò attivamente al deterioramento della situazione. È oggi esempio di fallimento etico dell’internet-spettacolo.

giovedì 10 luglio 2025

Personaggi, Spammers e Criminali Nati Su Internet (Storie)

Dalla nascita di Internet (pubblicazione del primo sito web nel 1991) ne è passato di tempo e in quasi 35 anni sono nato personaggi che poi sono rimasti nella storia: non solo hacker ma anche spammers, inventori di protocolli e tecnologia. Inoltre sono stati diffusi tanti misteri tra guide, video, canali, etc Vediamo alcuni dei personaggi più noti su Internet.


PERSONALITA' NATE SU INTERNET
-Dark Avenger: fu dei primi autori di virus informatici negli anni '90. Originario della Bulgaria, ha creato virus per MS-DOS, tra cui uno che si autoriproduceva più rapidamente dopo ogni infezione (Worm).
La sua identità non è mai stata scoperta. Per storie di centinaia di hacker vai qui: Crittografia e Storie Di Hacker

-Guccifer / Guccifer 2.0: Hacker (il primo è rumeno, il secondo sospettato di essere legato alla Russia) noto per aver trafugato email di politici e celebrità. Ha avuto un ruolo nell'interferenza alle elezioni USA del 2016.

-The Shadow Brokers: gruppo che ha rubato e pubblicato strumenti di hacking della NSA (incluso EternalBlue, poi usato per attacchi come WannaCry). Responsabili indiretti di uno degli attacchi ransomware più devastanti della storia.

-Jolly Roger / Anarchist Cookbook: manuali "fatti in casa" distribuiti online per creare bombe, droghe, trappole e altro. Il più noto è "The Anarchist Cookbook" (1971), ma le versioni PDF digitali circolavano selvaggiamente nei primi anni 2000. Fortemente criticato e spesso associato a gruppi estremisti o casi di violenza. I libri sono stati spesso rimossi ma si sa bene che il P2P è duro da combattere.

-Matti Haapoja: creatore di guide su come sparire dalla società "How to disappear completely", cancellare la propria identità, vivere "off the grid". Alcuni contenuti vengono considerati borderline o potenzialmente illegali. 

-Satoshi Nakamoto: inventore/inventori anonimi del protocollo Bitcoin. A distanza di oltre 16 anni, la loro identità rimane un mistero.

-Geronimo Stilton: personaggio anonimo e immaginario protagonista di una fortunata serie di libri. Nei libri, però, Geronimo Stilton è presentato come l'autore stesso delle storie. Fu tra i primi autori (nei primi anni del 2000) a creare eBook.

-Jon Slot: inventore di un fantomatico sistema di compressione/codifica.

-John Titor: presunto viaggiatore nel tempo proveniente dall'anno 2036 che comparve su alcuni forum tra il 2000 e il 2001.

-Sanford Wallace ("Spamford Wallace"): conosciuto come il "Re dello Spam", ha inviato milioni di email di spam e manipolato sistemi come MySpace. È stato condannato e ha ricevuto multe da milioni di dollari.

-Valentin Mikhailyn: spammer famosissimo tra fine anni 90 e primi anni del 2000. Se avevi una casella di posta elettronica all'epoca, difficilmente non hai ricevuto almeno una mail da lui.

-The Nigerian Prince (truffa 419): personaggio fittizio dietro a milioni di email di truffa in cui si promette un'eredità in cambio di dati bancari.

-Weev (Andrew Auernheimer): Hacker e troll molto noto, legato ad Anonymous e alla comunità alt-right. Ha un passato controverso, tra hack, cause legali e dichiarazioni razziste.

-Lake City Quiet Pills: redditor che, secondo alcune teorie, usava un sito di "immagini divertenti" come copertura per un'organizzazione paramilitare o di sicari. È diventata una leggenda del web investigata da utenti per anni.

-Mister Metokur / Internet Aristocrat: YouTuber noto per aver attaccato comunità online, evidenziato assurdità o comportamenti tossici. Molto controverso, legato anche ai movimenti anti-SJW e a Gamergate.

-Max Headroom Incident: non relazionato ad Internet in senso stretto ma gli autori del famoso hack nel 1987 ad una TV di Chicago non furono mai individuati.


-Parker Wright: autore di video misteriosi e criptici inerenti paranormale.

-"Red Room": stanze virtuali nel Dark Web in cui si commettono torture in livestreaming.

-Sad Satan: video disturbanti e misteriosi inerenti il gioco più spaventoso di sempre.

-Cicada 3301: organizzazione misteriosa comparsa con enigmi criptici su Internet dal 2012. I puzzle coinvolgevano criptografia, arte, TOR, libri oscuri. Nessuno sa chi ci fosse dietro.



MEME
-Hide the Pain Harold: uomo (András Arató) diventato famoso per le sue foto stock in cui sorride con un'espressione "sofferente". È diventato simbolo di meme sull'insoddisfazione mascherata da un sorriso.

-Ken Bone: uomo qualunque diventato virale durante un dibattito presidenziale USA nel 2016 per il suo maglione rosso e l’aspetto da "bravo ragazzo".

-Salt Bae (Nusret Gökçe): macellaio turco divenuto famoso per il modo teatrale con cui sala la carne.

-The "Disaster Girl": una bambina fotografata davanti a una casa in fiamme con un sorrisetto malizioso. L'immagine è diventata un meme iconico.

-Pepe The Frog: rana verde (o viola) con corpo umano diventata virale su Internet. E' stata presa dal fumetto Boy's Club ed ha visto anche il lancio di una memecoin (token) a suo nome e di migliaia di cloni minori.

-Slender Man: figura alta e senza volto, nata su internet nel 2009 da un concorso di Photoshop. È diventato protagonista di storie horror, giochi e persino cronaca nera.

-Shrek (riemerso come meme): anche se è un personaggio di DreamWorks, su Internet è diventato un fenomeno ironico (Shrek is love, Shrek is life).

-Sir Daniel Fortesque (dal videogame Medievil): scheletro cavaliere che è tornato "cult" grazie a Internet e ai gamer nostalgici.

-Bad Luck Brian: meme di un ragazzo con l’apparecchio e l’aria da nerd, usato per rappresentare situazioni sfortunate.

-Boxxy: ragazza iperattiva e caotica diventata famosa con video su YouTube nel 2008. È considerata un’icona della "pre-YouTube mainstream era".

venerdì 17 agosto 2018

La Falsa Lettera Del Padre Di Marta Danisi (Ponte Morandi, Genova)

Le fake news, le catene di Sant'Antonioil business e l'astio politico non si fermano neanche durante le tragedie.
Come tutti saprete il Ponte Morandi a Genova è crollato, portandosi con sè 39 vittime e dai 10 ai 20 dispersi (oltre ad un numero imprecisato di feriti).
Eppure, sui social, lo sciacallaggio è sempre in agguato.
Gira da qualche ora su Facebook una lettera scritta dal padre di una delle vittime di Genova (Marta Danisi).

"Ricevo e condivido, tra le lacrime, questo struggente grido di dolore di un genitore.
❤️
<<Scrivi quando arrivi>>

“Mi avevi pregato tanto per andare in Sardegna col tuo fidanzato. Ti avevo detto che, fosse stato per me, non ci saresti andata. Però poi ho visto il tuo sorriso mentre programmavi i tuoi itinerari di viaggio, le escursioni, le giornate al mare. Ti ho detto di sí. Dovevi tornare a casa e raccontarmi come fosse stato. Dovevi dirmi che quel ragazzo ti aveva chiesto di sposarlo sulle note di quella canzone che cantavi sempre sotto la doccia, quella che hai messo anche oggi, prima di uscire. Prima di dirmi che mi volevi bene, stringendomi in un abbraccio. Tu con la tua testa sulla mia spalla e io con le mie mani ad accarezzarti quei capelli che non pettinavi mai. “Papà sono ricci.” E non era vero che “ogni riccio, un capriccio”. Per ogni tuo riccio si scatenavano dieci tempeste. Però eri buona. Eri tanto buona. Eri tua madre, senza la sua paura di vivere, con tanta voglia di guardare le cose belle del mondo.
Ti ho dato un bacio sulla fronte “scrivi quando arrivi, prima di prendere il traghetto”. “Scrivi quando arrivi”, era il mio dirti che ti volevo bene, che ero un papà preoccupato, ma felice di vederti felice a tua volta.

Poi ho sentito un boato, forte. Ho pensato a cosa potesse essere stato, ho cercato risposte, poi la notizia. Il ponte crollato, le vittime, era un inferno, dicevano. Ho sperato che mi chiamassi piangendo, dicendomi: “hai visto papà, c’è stato un crollo, ma io sono stata fortunata, avevo già attraversato il ponte” Avrei puntato il dito contro i politici corrotti, la scarsa manutenzione, la noncuranza di chi aveva compiuto una tale mattanza, ma avrei ringraziato di vedere di nuovo i tuoi occhi nocciola.
Ho sperato che tra quei morti non ci fossero i vostri nomi. Ho sperato di non vedervi ridotti ad una riga su un quotidiano.
Vorrei sapere di chi è la colpa, chi si è portato via le tue mani affusolate o le tue magliette sempre a maniche corte. Chissà cosa hai provato. Chissà come ti stava il terrore addosso.
Mai avrei pensato di poter avere cucita su di me la consapevolezza che fosse finita e che non avresti avuto più possibilità dalla vita. Niente laurea. Niente nuovi posti del mondo da fotografare, niente più “ti scrivo quando arrivo, papà”.

E mi chiedo come staranno gli altri genitori. Come starà chi ha perso il figlio senza una parola di cortesia. O un marito, una madre, un pezzo di cuore.

Mi chiedo perché. Perché tu. E non ottengo risposte se non un disperato silenzio. Ho pianto. Ho fatto scorrere quelle lacrime che tu mi recriminavi. Mi faccio pervadere dal dolore consapevole che non ti vedrò più. Consapevole che non ti accompagnerò all’altare. Consapevole che qualcuno, magari un padre come me, ha ignorato il problema per anni e ora parla di vincoli europei, governi precedenti e altre idiozie, cercando invano qualcuno contro cui puntare il dito, mentre ha addosso l’odore di morti che continuano ad aumentare. Consapevole che non ci sarai. Mai più.
Voglio che tu sappia che sono fiero di essere tuo padre. Fiero di averti avuta accanto. Fiero dei tuoi abbracci che mi hanno fatto diventare un uomo migliore. Fiero di averti accompagnata nelle tue piccole vittorie e nelle tue grandi sconfitte. Sono fiero di averti vista crescere. Con una morsa al cuore per non poterlo fare più.
E mentre c’è chi dal posto caldo dietro la propria scrivania discute sui vaccini, gli immigrati, le famiglie arcobaleno, mentre l’Italia crolla a pezzi, io piango chiedendo a Dio la forza per svegliarmi domani e vivere con la tua stessa volontà. Riposa in pace figlia mia.
Scrivi quando arrivi, in paradiso
Scrivi quando arrivi.

Per sempre tuo,
papà"

Si tratterebbe di una fake news ed una missiva assolutamente falsa che contiene le stesse parole di una vecchia lettera che riguardava una delle vittime del Bataclan (la strage di Parigi nel 13 novembre 2015).
In questi casi si parla di simulazioni letterarie.
Parte di quella missiva copiata (che potrete trovare trascritta quilettera vittima Bataclan):

"Dovevi tornare a casa e raccontarmi come fosse stato. Dovevi dirmi che Thomas ti aveva chiesto di sposarlo sulle note di quella canzone, se così possiamo chiamarla, che mettevi sempre quando litigavamo. Quella che hai messo anche stasera. Prima di uscire. Mi chiedo perchè. Perchè tu"

Più altri passaggi leggermente modificati ma sostanzialmente derivanti della stessa bufala.
Scrivere una lettera del genere citando una vittima appena morta sotto le macerie del Morandi, firmata da un padre (per di più morto quando lei aveva 14 anni) è quello che più si avvicina al concetto di bastardaggine ingiustificata e vigliacca.
Non si può parlare neanche di goliardata ma piuttosto di oltraggio alla memoria di una giovane vittima di una tragedia, segno dei tempi (cupi, bui e decadenti) della nostra nazione.
A chiarire l’impossibilità della veridicità di quella lettera è lo zio della giovane vittima: "Il papà di Marta, Antonio, è morto all’età di 41 anni per un tumore".
Nella lettera sono tanti i punti che non coincidono con la vita di Marta: la giovane non è genovese, ma siciliana, non stava partendo per la Sardegna e, soprattutto, era orfana di padre da molti anni.
Marta Danisi, 29 anni, siciliana, e il fidanzato Alberto Fanfani, anche lui ritrovato sotto le macerie.
I due ragazzi avevano accompagnato la mamma di lei all’aeroporto di Genova, dopo che aveva trascorso qualche giorno con loro ad Alessandria.
I due ragazzi si erano conosciuti tra le corsie dell’ospedale di Cisanello dove entrambi lavoravano, poi si sono trasferiti insieme ad Alessandria e nel 2019 avrebbero dovuto sposarsi.
Per quale ragione il popolo del Web ha creato una missiva del genere?
Una lettera ricca di spunti e critiche verso la politica italiana.
Una lettera da migliaia di condivisioni, in alcune parti toccante (come abbiamo visto scopiazzata da un'altra missiva di qualche anno fa), in altre intrise di astio politico.
Ma sui social, si sa, la condivisione è quasi compulsiva, soprattutto quando c’è da far circolare l’indignazione a buon mercato (e le catene di Sant'Antonio).
Ma la storia della falsa lettera deve far riflettere, tutti, su come ormai le informazioni arrivino ai cittadini.
Le fake news invece tempestano le bacheche Facebook, facendo spesso leva su rabbia ed indignazione colpendo i sentimenti di chi, naturalmente, è sensibile ad una tragedia come quella di Marta (e delle altre vittime) che ha scosso l’Italia.
Una lettera all’apparenza scritta da un padre, molto poetica e toccante, in cui vengono elencati tre o quattro aspetti del recente dibattito politico che si fissano facilmente in testa.
Attaccare chi si è occupato di vaccini, immigrati, diritti ai gay fa capire che c'è qualcosa di creato a tavolino.

sabato 4 agosto 2018

Cos'è Pastebin e Qual è La Sua Utilità?

Pastebin conosciuto anche come Nopaste venne inventato nel 2002 ed è considerato come un enorme contenitore di testi (testo normale o formattato). Paste vuole dire "incollare". Il suo sviluppo fa parte della preistoria di Internet, essendo stato sviluppato a fine anni 90, malgrado ciò è utilizzato ancora oggi. Questo servizio nacque dall'esigenza di dover incollare grossi testi sui canali IRC.
Non essendo un qualcosa di permesso dalla netiquette delle Chat (proprio perchè tanti links, lunghi testi o parti di codice avrebbero interrotto il normale flusso delle conversazioni degli utenti) si fece di necessità virtù inventando questo servizio (sostanzialmente era concesso rimandare a questo sito, piuttosto che incollare tutto il testo in pubblico rischiando il ban dal canale).


L'UTILITA' DEL SERVIZIO
Pastebin è come detto anche un contenitore di links e talvolta password/dati sensibili (anche se è assolutamente sconsigliato pubblicare questo tipo di contenuti). La grande fruibilità dipende dal fatto che è possibile inviare "new paste" senza essere registrati. Viene anche utilizzato  per copiare ed incollare parti di codice da inviare ad un amico. I vantaggi di ciò è che si può indicare il linguaggio di programmazione del codice che si sta incollando, ottenendo così la formattazione automatica.
In questo modo non si perde la formattazione del testo e si mantengono tutti i parametri che si avevano nel compilatore (formattazione del testo compreso colori, variabili e quant'altro).
Pastebin è quindi un'ottima risorsa per scambiarsi informazioni in breve tempo perchè appunto non prevede la registrazione (anche se, registrandosi, tutti i propri paste rimangono facilmente visitabili. Diverso il discorso per gli utenti non registrati, essendoci la necessità di salvare il link suddetto).
Si può anche impostare il tempo che il testo deve rimanere online (se per sempre, qualche giorno o per qualche minuto), si può  decidere la visibilità del file (in questo modo testi di una certa importanza potranno essere visualizzati solo da chi possiede una password univoca) e il nome della lista (per facilitare eventuali ricerche dai motori di ricerca).
Come detto non è richiesta nessun tipo di registrazione e di verifica di identità, una volta inserito il testo, per non perdersi la pagina è necessario copiarsi il link da qualche parte.
Se invece effettuate la registrazione (gratuita), avrete tutti i vostri testi a portata di mano e potrete cancellarli e modificarli in qualunque momento.
Sito ufficiale: Pastebin


PROBLEMI
Ovviamente ci sono anche contro: lo spam e principalmente il phishing (non riuscendo i bot a distinguere i contenuti leciti da quelli malevoli). Proprio questo problemi hanno portato i gestori di Pastebin ad inserire dei controlli sulla piattaforma (in origine assolutamente anonima e decentralizzata).

mercoledì 18 aprile 2018

Combattere Lo Spam Con Spamnesty e Chatbot

Lo Spam esiste dalla notte dei tempi d'internet: spam pubblicitario, truffe e quant'altro.
In parole povere si tratta di messaggi indesiderati, con cui si può fare ben poco.
Questo termine nasce in un pub nel 1998, quando i camerieri presentavano continuamente pietanze non richieste a base di Spam (carne speziata in scatola).
A livello informatico, questa pratica è ben più vecchia, basti dire che già nel 1978 Gary Thuerk inviò la prima catena di mail Spam (per pubblicizzare i computer della sua azienda) attraverso Arpanet: 400 indirizzi, gli fruttarono vendite per 12 milioni di dollari!
Secondo Bill Gates il fenomeno sarebbe scomparso nel giro di pochi anni (era il 2004).
I numeri invece oggi sono spaventosi: vengono inviate circa 90 miliardi di mail di Spam al giorno, per un guadagno di 20 miliardi di dollari.
Inoltre queste mail sono i principali vettori di Malware e furti d'identità.


SPAMNESTY E CHATBOT
Al giorno d'oggi è possibile usare le mail di Spam ricevute per contrastare gli spammers stessi.
La soluzione è Spamnesty (spa.mnesty.com), cioè un servizio che risponde automaticamente allo spam usando identità inventate e fa quindi perdere tempo ai truffatori che credono di dialogare con una vittima.
Usare Spamnesty è molto semplice: inoltrate le mail truffaldine che ricevete a sp@mnesty.com e Spamnesty toglierà il vostro indirizzo e ne userà uno suo.
L’unica precauzione che dovete avere è quella di rimuovere eventuali informazioni personali presenti nel corpo della mail prima di inoltrarla.
Spamnesty genera una conversazione con il truffatore e vi manda un link che vi permette di seguirla in tempo reale man mano che si evolve.
Ciò serve a rendere più oneroso il lavoro dei truffatori, rendendolo più complicato.
In alcuni casi si arriva alla ventina di messaggi scambiati inutilmente, tra truffatori spammers e mail inventate da questo servizio.
Un altro metodo prevede l'utilizzo di un chatbot che appunto inneschi con lo spammer di turno, una conversazione infinita.
Basterà dirottare la mail di spam ricevuta a: me@rescam.org

domenica 8 ottobre 2017

La Soluzione Contro Lo Spam: LibraEsva

Secondo il portale specializzato Virus Bulletin, i filtri antispam Libra ESVA sono tra i migliori
disponibili sul mercato e garantiscono un elevato livello di protezione da spam fraudolento quale
Phishing, Malware, Trojan, Ransomware come Wannacry e simili.
Si parla di circa il 99,99% di spam bloccato.
Il servizio si avvale di ben tre software antivirus:
BitDefender, ClamAV e AVIRA.
È possibile acquistare vari pacchetti Libra ESVA Shared Email, ognuno dei quali garantisce protezione per un numero variabile di caselle di posta elettronica.

Queste le caratteristiche:
-IP Reputation italiana
-URL Sandbox
-Alert utente Anti-Phishing
-Categorizzazione delle tipologie di allegato
-Possibilità di bloccare file eseguibili contenuti in archivi compressi
-Normalizzazione delle email con eliminazione del contenuto attivo
-Content filter efficace con possibilità di configurazioni specifiche
-Regole di controllo su header, oggetto e corpo della mail
-Whitelist e blacklist sia a livello di dominio e singola mailbox
-Controllo sulla fuga di dati e informazioni (DLP)
-Mantenimento della posta in caso di fault del server
-Instradamento della posta differenziato per dominio e/o server
-Compatibile con servizi di posta cloud come Office 365
-Stesse features per le versioni On Premise e in Cloud

Sito ufficiale: LibraEsva

sabato 18 marzo 2017

Catene Di Sant'Antonio: Cosa Sono e Chi Ci Guadagna

L'espressione “Catena di Sant’Antonio” è vecchia come il mondo: sostanzialmente, in origine, si trattava dell’usanza di spedire a più persone una lettera anonima che invitava alla recitazione di una serie di preghiere con lo scopo di salvare il mondo. Queste preghiere avrebbero avuto successo solo se il destinatario avesse poi a sua volta inviato la stessa lettera a un tot numero di persone, le quali a loro volta avrebbero dovuto seguire tutta la trafila: il tutto sotto minaccia di sventure tremende che sarebbero accadute a chi avesse interrotto la “catena”. Siamo negli anni 50.
Le richieste di denaro arrivarono in seguito. Tornando molto più indietro nel tempo, pare che Sant’Antonio Abate, scrisse una lettera al duca di Egitto, per intimargli di interrompere le persecuzioni contro i Cristiani, altrimenti la punizione di Dio lo avrebbe ucciso.
Per far sì che la sorte gli fosse favorevole, il duca veniva esortato a spedire la stessa missiva a tutti gli altri notabili che come lui vessavano i credenti. Il duca d’Egitto ignorò l’avvertimento e cadde vittima del proprio cavallo, che lo disarcionò e lo uccise. Come accade nell’era dell’Internet, queste catene sono spesso accompagnate da minacce di sventure sempre più terribili per coloro che interrompono la catena, testimoniate da personaggi (ovviamente fasulli) citati con tanto di nome, cognome e luogo di residenza dei quali il mittente narrava le dolorose e raccapriccianti conseguenze a cui erano giunti causa l’interruzione della catena.
Ma più precisamente il nome deriva dallo stesso Santo che intimava le persone che avevano ricevuto del bene a fare altrettanto: ognuno avrebbe dovuto fare del bene ad altre 5 persone e così via.


L'EVOLUZIONE
L’evoluzione, oggi, comporta la libera diffusione di messaggi virali che raggiungono ogni piattaforma social e non: mail, SMS, Social Network, Telegram, WhatsApp, etc. Appelli per bambini malati di tumore, leucemia, in cerca di donatori di sangue, allarmi per virus informatici, promesse di guadagni facili. A rendere apparentemente credibili questi messaggi è l’inserimento di allarmi a tutela di bambini, animali, donne e anziani messi in pericolo da situazioni reali (anche se in realtà assurde ed assolutamente inventate).

"Giralo per favore. Bimbo 17 mesi necessita sangue gruppo B positivo per leucemia fulminante, fai girare l’'SMS per favore è urgente. Inviala a tutti i tuoi numeri è importantissimo"

Il risultato è un allarmismo, costruito facendo leva sul senso di colpa che l’utente ingenuo proverebbe se non contribuisse ad allertare a sua volta i propri contatti.
Nel peggiore dei casi, a farne le spese sono ignari personaggi esistenti di cui vengono diffuse foto e generalità, che si ritrovano al centro di indagini e di situazioni grottesche.
Come si sarà capito, queste catene vengono confezionate dagli spammers, per collaudare i propri sistemi di distribuzione delle pubblicità indesiderate. A volte però la diffusione di queste catene nasce anche da persone ignare del fine che c'è dietro o comunque viene distorta dal passaparola.
In casi come questi il danno è involontario ma è reale, perché in queste catene confluiscono centinaia di indirizzi di e-mail di destinatari, che vengono poi raccolti dagli spammer.
Infine, ma non per minore importanza, ci ritroviamo Catene di Sant’Antonio in cui viene richiesto l’investimento di una somma di denaro all’interno di un gruppo di persone: tale somma avrà un suo percorso che ritornerà all’investitore in forma moltiplicata. Si parte da 5 euro come investimento (ad esempio) e poi tramite un sistema ingegnoso con tanto di elenchi e nomi da depennare dallo stesso (generalmente il primo della lista, aggiungendo in coda il proprio nome), si dovrebbe arrivare a somme da capogiro (cioè in base alle mail inoltrate ognuno dei contatti investirà X soldi, depennerà il primo nome nell'elenco ed aggiungerà il proprio nome in coda e così via. Gli ultimi pagano i primi della lista). Questo almeno in teoria. In realtà, a guadagnarci, saranno solo i primi 2 o 3 che hanno iniziato la catena.


CHI C'è DIETRO?
In casi rari, si è riusciti a risalire al creatore della catena. È successo, per esempio, con quella del 1997 che prometteva un compenso in denaro, offerto da Microsoft, per chiunque inoltri la catena a un certo numero di contatti: la catena sarebbe infatti un test di Internet Explorer. Questa fu ideata da Bryan Mack, all’epoca studente nell’Iowa, per parodiare le offerte per fare soldi in fretta su Internet che spopolavano già allora. Mack la inviò per scherzo ai propri amici, che la diffusero a macchia d’olio.
Alcuni la presero sul serio e da lì nacque il mito.


VARIANTE DELLO SCHEMA PONZI
Esistono inoltre tantissime varianti di catene di Sant’Antonio ma la più famosa è sicuramente lo “Schema Ponzi“. Si tratta di un idea di Charles Ponzi, italiano immigrato in america, che aveva ideato un modello economico di vendita truffaldino che prometteva alle sue vittime dei forti guadagni a patto che questi ultimi avessero reclutato dei nuovi “investitori”, a loro volta vittime di questa truffa.
Coinvolse 40 mila persone e partendo da una cifra di 2 dollari arrivò ad incassarne 15 milioni.

martedì 3 gennaio 2017

Il Mail Bombing Di Johnny [X]Chaotic Ai Politici (1996)

Uno dei primi attacchi (storici) di Mail Bombing, attraverso sottoscrizioni non volute (List Linking) fu perpetrato da un Cracker conosciuto con lo pseudonimo di Johnny [X]Chaotic.
Era l'agosto del 1996 e i sistemi antispam erano quello che erano.
Questa pratica consisteva nell'utilizzare particolari tool che permettevano l'invio massivo di migliaia di mail, utilizzando link di mailing list a sottoscrizione.
Si trattò di un attacco davvero di larga scala, basta dire che vennero colpiti tantissimi politici, grossi uomini d'affari e altri individui.
Queste vittime furono iscritti iscritti (a loro insaputa) a mailing list di siti (Usenet) e spammers su Internet.
Il sistema era (anzi è) ovviamente irreversibile: una volta iniziato l'attacco da parte degli spammers infatti non si ha più nessun controllo per poterlo arrestare.
L'invio di pubblicità sarà sempre destinato ad aumentare e mai a fermarsi.
L'abile sistema generò, per ogni casella mail, oltre 20.000 messaggi in un solo weekend.
Come prassi, grandi quantitativi di e-mail vennero inviati ad ogni singolo destinatario provocandone l'intasamento della casella di posta.
Inutile dire che al di là dell'impossibilità di utilizzare la casella di posta elettronica, ci furono anche altre conseguenze quali l'impossibilità di usare la connessione Internet, il rallentamento e il crash dei server impegnati nella scansione antispam e antivirus dei messaggi stessi.
Insomma, anche se molto diverso, sostanzialmente si trattava di un vero e proprio attacco DDoS.
[X]Chaotic pubblicò anche un manifesto in rete che spiegava perché aveva scelto ciascun obiettivo.
Il responsabile di questo attacco non fu mai individuato.

lunedì 19 dicembre 2016

Spammers Più Famosi Di Tutti I Tempi

Dal database Rosko (Register Of Known Spam Operations) di Spamhaus si può notare che gli spammers più noti provengano da paesi quali Russia, USA, Canada e Cina.
In generale farmaci, servizi bancari, porno e qualche truffa sono i servizi offerti più gettonati.
Già, ma come fanno ad ottenere la nostra e-mail? Basta ricopiare le mailing list che non cancelliamo mai quando spediamo ad un amico scherzi o barzellette. Oppure cadere nel tranello di rispondere ad un'offerta gratuita. O ancora registrarsi ad un dato sito che, in qualche clausola in sede di registrazione, permette di "vendere" il nostro indirizzo a terzi. Blood e compagni riescono anche a fregare gli anti-spam che sono programmati per mandare subito al cestino le e-mail contenenti la parola Viagra, ma non se viene usato lo stratagemma di scrivere la stessa parola lasciando uno spazio vuoto dopo ogni lettera, come V I A G R A.


SPAMMERS PIU' FAMOSI DI TUTTI I TEMPI
Blood conosciuto anche come "Alexander Mosh", "AlekseyB" e "Alex Polyakov" è uno specialista in farmaci per uso sessuale maschile come il Viagra e in pedopornografia.
Il russo Leo Kuvayev (detto "BadCow"), prediligeva invece il software (ora è in carcere per truffa, per diffusione di Virus tramite la Botnet Storm e soprattutto nel 2012 è stato dichiarato colpevole di abusi su minori) mentre il connazionale Ibragimov gli antivirus.
Canadian Pharmacy viene invece dall'Ucraina, diffonde decine di milioni di messaggi di spam al giorno utilizzando tecniche di Botnet. 
Dante Jimenez / Mirando Invest manda spam inerenti armi, anche qui Spam tramite Botnet.
Yair Shalev, Darrin Wohl e Dan Abramovich lavorano insieme, citati per frode nel 2014.
iMedia Networks di Michael Lindsay offre addirittura servizi di spam-hosting e Botnet.
Michael Boehm utilizza invece VPS automatizzati di hosting e di domini IP.
Peter Severa / Peter Levashov invece scrive e vende l'accesso a spamware e Botnet che diffondono Virus e Spam.
Yambo Financials ucraino, esperto di messaggi inerenti animali, incesto,-porno, software pirata e prodotti farmaceutici.
Michael Persaud altro spammer americano di un certo livello, recentemente perquisito dall'FBI.
Jagger Babuin / BHSI spammer rumeno che ora vive a Vancouver BC.
Conosciuto anche come spammer "Dr Oz".
Anni fa lo spammer americano Alan Ralsky si vantò in un'intervista online di inondare le e-mail di mezzo mondo, e gli utenti d'internet per tutta risposta gli inviarono alla casella postale indicata decine di migliaia di messaggi. E se fosse stata una trappola? Ad ogni modo il buon Ralsky è stato arrestato più volte per spamming selvaggio e soprattutto frode, ora è a piede libero dal 2012.
Ne abbiamo citati un bel po', ovviamente manca Valentin Mikhaylin a cui è stato dedicato un articolo a parte.

venerdì 16 dicembre 2016

La Storia Di Spamhaus e I Problemi Con E360, Nic.At e Cyberbunker

Spamhaus (The Spamhaus Project) nasce a Londra nel 1998 grazie a Steve Linford.
Si tratta della principale organizzazione nella lotta mondiale contro lo Spam (provider antispam), le sue liste DNSBL sono usate dalla maggior parte degli ISP mondiali e bloccano ogni giorno milioni di email al secondo.
Se il vostro mail server dovesse finire in queste blacklist, non sarete più in grado di inviare mail a quasi il 100% degli indirizzi mondiali.
 I metodi che utilizza Spamhaus per collezionare informazioni sono molti ma uno dei più potenti sono le spamtraps, ovvero indirizzi email dismessi da molto tempo o inesistenti che però ricevono email non richieste.
Recentemente Spamhaus ha spiegato il pericolo dell’inviare messaggi transazionali a liste di utenti che non vengono sottoposte costantemente a pulizia.
Un indirizzo email può diventare in qualsiasi momento una spamtraps ma prima di questo “mutamento” c’è un periodo di congelamento che dura da un minimo di 6 mesi ad un massimo di due anni.
Durante questo periodo tutte le email verso quell’indirizzo o quell’intero dominio vengono respinte (si otterrà un errore di timeout).
Altre tecniche utilizzate da Spamhaus sono l’utilizzo di domini simili a domini famosi o la registrazione di domini scaduti, sui quali vengono poi attivati degli indirizzi email.
E’ molto importante sapere che non tutte le spamtraps accettano email e che il loro comportamento può variare anche nel corso del tempo o a seconda della server/IP che le invia.
In ogni caso spamhaus registra i tentativi di invio anche se l’email viene respinta e se questi continuano nel tempo l’IP del server viene inserito in blacklist (e lì siete nei guai, come si sarà capito).
Spamhaus precisa infine che l’invio di una email, o comunque poche email per un periodo di tempo limitato, a delle spamtraps non fa scattare i meccanismi che inseriscono l’indirizzo in blacklist.
Solo l’invio prolungato nel tempo porta ad un inserimento in blacklist di un IP.
Dal canto loro, i server delle società finiti in questa poco nobile lista, rispondono generalmente con attacchi DDoS, cercando di creare problemi alla società londinese anti-spam.


LA CAUSA LEGALE CON E360
Nel 2006 e360, società americana, si ritenne danneggiata dall'inserimento dei propri dati nello Register Of Known Spam Operations (ROKSO), il database gestito da Spamhaus che raccoglie quelli che definisce "spammatori professionisti", riconosciuti tali da almeno tre diversi provider.
Come si sarà capito, chi viene inserito in ROKSO di fatto perde la possibilità di raggiungere in modo efficiente i propri clienti via email, in quanto i dati provenienti da ROKSO sono integrati nei sistemi antispam di molti provider e usati per contribuire a diminuire lo spam in arrivo nelle mailbox degli utenti.
Qui potrete accedere alla ROKSO List (Spamhaus Project)
Per questo e360, ritenendo del tutto legittimo il proprio impiego dell'email, aveva chiesto ad un tribunale dell'Illinois di condannare Spamhaus al pagamento di 15 milioni di dollari di danni, 11,715 milioni per interferenza nelle proprie operazioni commerciali e a 40mila dollari di spese legali.
Spamhaus da parte sua, ritenendo illegittimo il procedimento, in quanto Spamhaus ha sede nel Regno Unito e non nell'Illinois, non si è proprio presentata al processo, spingendo così il giudice a riconoscere a e360 gli 11,715 milioni di dollari.


LE DIATRIBE CON NIC.AT
Nel giugno 2007 Spamhaus chiese al provider austriaco nic.at, di sospendere un certo numero di
domini, sostenendo che erano stati registrati in forma anonima per perpetrare phishing bancari.
Nic.at respinse la richiesta sostenendo che avrebbero infranto il diritto di "democrazia" austriaco, anche se effettivamente quei domini erano stati registrati sotto falso nome.
Il phishing selvaggio continuò, quindi Spamhaus decise di mettere il server di posta di nic.at nella loro lista nera di spam, infine tutti i domini di phishing in questione vennero eliminati.


BLOCCO DI IP DI GOOGLE DOCS
Nell'agosto 2010 Spamhaus aggiunse, alcuni indirizzi IP usati da Google Docs, alla sua lista di spam, etichettando Google Docs come una grande fonte di spamming incontrollata.
Google risolse rapidamente il problema e Spamhaus lo rimosso dall'elenco.
Anche se inizialmente (erroneamente) venne riportato che erano stati bloccati anche i server di Gmail.


L'ATTACCO DDOS DA RECORD DI CYBERBUNKER
Cyberbunker è un hosting provider che ospita qualsiasi tipo di servizio (tranne CP e terrorismo), esso era situata in un bosco dentro un ex bunker della NATO (bunker nato durante la Guerra Fredda, preso dalla società ma poi abbandonato nel 2013, anche se c'è chi dice che venne abbandonato 10 anni prima essendo ormai pieno di rifiuti).
Nel 2002 scoppiò un incendio nel luogo in cui operavano.
Dopo che venne spento l'incendio, venne scoperto che, oltre ad esservi servizi di hosting, vi era anche un laboratorio di MDMA (di cui 3 persone arrestate).
Ma gli attriti con Spamhaus nascono nel 2011, quando la società pensò bene di mettere in blacklist gli IP di Cyberbunker.
Come si sa, Cyberbunker vive di spam (ospitavano anche i server di Pirate Bay), per questo si è vista dimezzare i suoi introiti e ha quindi deciso di passare al contro-attacco perpetrando un colossale attacco DDoS che ha raggiunto un peak di 300 Gb/s (la media di questo tipo di attacchi è circa 6 volte inferiore).
Così si pensò (in realtà non fu mai dimostrato chi ci fu dietro a quest'attacco record, poi superato qualche anno dopo da un attacco DDoS da 400 Gb/s).
Quelli di Cloudflare dichiararono che l’attacco subito da Spamhaus era un DDoS di tipo Layer 3.

"E’ il più grande attacco denial of service pubblicamente annunciato nella storia di Internet" 

La vulnerabilità usata per effettuare questo attacco DDOS fu il DNS reflection.
Nel caso specifico di Spamhaus, è stata inviata una richiesta al ripe.net per avere i DNS aperti. Successivamente sono stati spoofati gli IP di Cloudflare dati a Spamhaus e messi come sorgenti delle richieste DNS.
I DNS aperti hanno risposto con il loro DNS zone file generando complessivamente un attacco da 75 Gbps di traffico medio.
La richiesta fatta era stata di soli 36 bytes.
La risposta generata verso l'IP è stata amplificata di 100 volte diventando di 3.000 bytes
Per cercare di confondere ulteriormente le cose, hanno creato un rumore di fondo per confondere il vettore principale di attacco.
Lo hanno fatto utilizzando dei pacchetti Ack spoofati come per il DNS reflection questa volta però il volume generato è rimasto lo stesso perché la banda dei pacchetti è simmetrica alla banda di di chi li ha generati.

martedì 20 ottobre 2015

Messaggi Su Internet: Tra Troll, Spam, Vandali ed Insulti Online

L'interazione tra fornitori di contenuti e lettori, si fa sempre più complicata. L’azione di troll, il proliferare di spam, haters, volgari, risse ed insulti tra utenti che non danno alcun valore aggiunto alle discussioni stanno spingendo molti media a mettere in dubbio l’utilità delle sezioni commenti, in certi casi arrivando a eliminarle dai propri siti.
Per un approfondimento: Chi Sono I Troll?, I Troll Più Famosi Della Storia: Usenet, Forum, Blog e La Storia Del Primo Troll Italiano Su Internet: Ciro "Karus" Ascione.

Lo stesso accade, da tempo, anche su molti canali Youtube dove i commenti non a caso...sono disabilitati. Quello che le testate vogliono fare è spostare il bacino di utenti sui Social Network, non che lì comunque si sia a riparo da troll e da commenti indiscreti. Da alcuni anni Facebook si è attivata per ripulire le bacheche da bufale, spam, vandalismi e contenuti che possano dare fastidio agli utenti.
Pare anche che Facebook abbia deciso che è giunta l’ora di intervenire anche sui commenti: limitandone il numero, a partire da quelli superflui (“wow!”, “bello!”, “brutto!”).
Anche per non ripetere gli errori di MySpace, simbolo per antonomasia del social network condannato all’estinzione dalla trasformazione delle proprie bacheche in deposito di spam, troll e commenti inutili.


LE REAZIONI
Secondo la Columbia University: “Vanno trattati con la stessa considerazione dei contenuti scritti dai giornalisti”. Motherboard ha invece alzato bandiera bianca, annunciando la decisione di cancellare la sezione commenti. “In origine sembrava che i commenti potessero potenziare i contenuti online”, scrive il caporedattore Derek Mead . “Poi la diffusione di battute usa-e-getta e interventi a casaccio ha reso tutto inutile. Potremo offrire un servizio migliore ai lettori se concentreremo le risorse su un miglior lavoro giornalistico, invece che sul moderare una sezione sperando in un marginale incremento di commenti utili”. Secondo uno studio della University Of Wisconsin-Madison i commenti arroganti e incivili arrecano troppi danni alla comunicazione. Dicevo anche di Youtube, infatti il noto Youtuber PewDiePie, fu costretto a bloccare per un mese i commenti sul suo canale. Ma non solo. Molti video calcistici o comunque che potrebbero portare a "risse" o ad accese discussioni online hanno appunto i commenti disabilitati.


GLI STUDI SU TROLL ED HATERS
Sul tema dei commenti online si discute in realtà già da anni perchè il Troll o il vandalo d'Internet è sempre esistito. Parallelamente alla diffusione di smartphone e social network e all’evoluzione di una conversazione che si è pian piano aperta a miliardi di persone, sono fioccati gli approfondimenti sul fenomeno, spesso di natura psicologica. “Perché su Internet siamo tutti così arrabbiati? ” si chiedeva il Scientific American nel 2012. Tra le risposte c’era quella di Edward Wasserman, docente di etica giornalistica alla Washington University, che puntava il dito contro i media e i talk show, responsabili di “aver insegnato alle persone il modo sbagliato di parlare e confrontare le idee diverse”.
La teoria del “più urli, più convinci” è stata ripresa dal New Yorker nel 2013 (“La psicologia dei commenti online ”) mentre l’anno successivo il Guardian (“Dietro i commenti online: la psicologia dei troll su Internet ”) ha sottolineato come il problema sia diffuso anche in ambienti non dipendenti dall’influenza dei media tradizionali. Lo studio di Erin Buckles (University Of Manitoba) chiamato “Trolls Just Want To Have Fun” un gioco di parole con la celebre canzone di Cindy Lauper ha evidenziato correlazioni significative tra i tratti della tetrade oscura e il comportamento dei troll.
Chi si diverte a provocare flames online, disturbando le conversazioni e insultando gli altri utenti, avrebbe delle caratteristiche psicologiche che ricadono nella cosiddetta tetrade oscura: machiavellismo (volontà di manipolare e ingannare il prossimo), narcisismo (egotismo e ossessione per sé stessi), psicopatia (mancanza di rimorso ed empatia) e sadismo (piacere per le sofferenze altrui).
Inoltre gli scienziati hanno scoperto un nesso tra questi lati oscuri della personalità e il tempo complessivo passato dagli utenti a commentare i contenuti online. Gli psicologi hanno identificato i troll tramite un questionario che chiedeva ai partecipanti quale fosse il comportamento che tenevano sulle piattaforme di commento. Le risposte possibili erano cinque: “discutere di temi che mi interessano”, “chiacchierare con gli altri utenti”, “fare nuove amicizie”, “trollare” o “altro”. Solo il 5.6% degli intervistati ha effettivamente dichiarato di fare parte della categoria dei troll; il 41.3% degli utenti, inoltre, ha affermato di far parte della categoria dei non-commentatori. I troll, dunque, come già sospettato, sono una minoranza rispetto ai commentatori, e un gruppo ancora più sparuto rispetto all’intera comunità di navigatori. I ricercatori, poi, hanno cercato di elaborare quindi tracciare un ritratto della personalità dei troll. Molti di loro hanno dichiarato di “provare piacere nel far del male agli altri giocatori nei videogame online” e che “più è interessante e seguita una discussione, più è soddisfacente dar fastidio”, atteggiamenti correlati con sadismo, psicopatia e machiavellismo.
“Sia i troll che i sadici provano gioia per la sofferenza degli altri”, racconta Buckels. “I sadici vogliono solo divertirsi e Internet è il loro grande parco giochi”.

venerdì 5 giugno 2015

La Storia Di Tommaso Tozzi e Del Netstrike (Cos'è e Come Funziona)

Il Netstrike era una forma di protesta molto in voga nell'internet degli anni 90.
Prima dell'estate del 1995 in un'area messaggi del network ECN qualcuno scrive un messaggio in cui invita a fare uno sciopero reale.
Al messaggio rispondono altri che aggiungono altre scritte "Sciopero" che alla fine diventano innumerevoli per la felicita' di tutta la mailing list.
Il primo Netstrike "ufficiale" risale al 1995, porta la firma di Tommaso Tozzi(membro co-fondatore  del newsgroup Cyberpunk e della rete Cybernet).
Sito ufficiale: Tommaso Tozzi
Nell'estate del 1995 Tozzi manda un messaggio a Mafalda Stasi riguardo le pratiche di protesta in rete conseguenti ai test nucleari francesi a Mururoa.
In tale messaggio Tozzi discute con Mafalda Stasi sul fatto che da tutto il mondo stanno avvenendo delle pratiche di spamming contro il governo francese, ovvero spedizione in massa di email verso la casella postale del governo francese per intasarne la mailbox.
In occasione di tale messaggio per la prima volta Tozzi introduce l'idea di uno sciopero in rete fatto con la forma del Netstrike.
Il 17 agosto del 1995 Tozzi spedisce un messaggio nella lista telematica "Idee in movimento" della rete Cybernet, cui la BBS era collegata.
In tale messaggio Tozzi per la prima volta spiega quello che sarà il meccanismo generale dei Netstrike e propone di realizzare il primo Netstrike mondiale contro i test nucleari a Mururoa.
Nel messaggio Tozzi definisce la pratica con il nome "Cyber strike".
In seguito sarà lui stesso a modificare il nome nell'ormai noto "Netstrike".

"per boicottare un server per un breve periodo di tempo è sufficiente organizzare un grande gruppo di persone e chiedere loro di intasare il server collegandosi simultaneamente al server. Il boicottaggio dovrebbe essere pubblicizzato, reso pubblico e spiegatene le ragioni. Essi dovrebbero funzionare come "sit in" che bloccano il traffico"

L'idea alla base del Netstrike è quella di far convergere su un sito web un numero di utenti tale da creare un rallentamento nell'accesso al sito stesso e la logica cui si ispira è quella dei sit-in di strada che hanno l'effetto di rallentare il traffico di uomini e mezzi.
L'obiettivo è quello di manifestare il proprio dissenso in maniera simbolica, spesso in concomitanza con proteste di altra natura, nelle strade, nelle scuole e negli uffici pubblici.
Come i sit-in di strada anche i sit-in virtuali "non provocano danni" e, come quelli, inducono i passanti a porsi delle domande per il fatto stesso che ci sono, per avviare una comunicazione con i passanti stessi e destare l'attenzione dei media.
Quello che conta in un Netstrike insomma, non è l'efficienza tecnica ma l'efficacia simbolica e comunicativa.
Nei Netstrike il blocco totale del sito è solo un effetto collaterale della protesta che ha invece il suo primo obiettivo nel far conoscere alle comunità presenti in rete un problema ignorato o distorto dagli organi di informazioni ufficiali.
Nei Netstrike quello che più conta è la comunicazione dei motivi e degli obiettivi della protesta affinché le persone possano prendere coscienza di fatti gravi come la violazione dei diritti nel proprio paese o all'altro capo del mondo.
È ovviamente fondamentale investire il massimo delle proprie energie a sensibilizzare il maggior numero di persone coinvolgendole nell'evento.
A quale scopo? Affinchè la notizia circoli e sia discussa nel maggior numero di luoghi possibili.
Il Netstrike reale non è verso il sito, ma altrove.
Esso è indirizzato ai media che devono essere costretti a presentare la notizia per far sì che se ne discuta.
Dunque l'obbiettivo non è bloccare un sito per un'ora, anzi se ciò non succede è forse meglio.


IL PRIMO NETSTRIKE DELLA STORIA: 1995
Il 21 dicembre 1995 l'Associazione Culturale Strano Network organizza secondo il meccanismo descritto sopra il primo Netstrike mondiale contro dieci indirizzi, per protestare contro gli esperimenti nucleari francesi a Mururoa.
Tra le persone cui Strano Network spedisce il comunicato vi sono gli invitati al convegno Metaforum II e la mailing list Nettime.
Dieci siti del governo francese vengono sensibilmente ingolfati ed il loro funzionamento rallentato da migliaia di net-manifestanti da tutto il mondo, attraverso un concentramento simultaneo dell'attività di molti browser su uno stesso sito.
Il "Netstrike" è la dimostrazione di come la tecnologia telematica fornisca forme nuove anche alla protesta sociale e politica.
Questo è il messaggio che Strano Network diffuse:

Istruzioni per l'uso: 
- Diffondi e promuovi questo messaggio. 
- a) Il giorno 21-12-1995 dalle 18:00 alle 19:00 (data e oracambiano a seconda del fuso orario; consulta la tabella n.2  in fondo al messaggio) collegati ai siti web del governo francese (vedi elenco indirizzi nella tabella n.1 in fondo al messaggio, oppure ritaglia e usa l'home page che trovi  nella tabella n.3 in fondo al messaggio). 
 b) Ripeti l'operazione piu' volte (a intervalli di pochi secondi) per un'ora. 

Una manifestazione di 1000, 10.000, 100.000 utenti in fila uno dietro l'altro in un corteo globale nei cavi dei siti internet del governo francese. 
Il risultato di tale sciopero sara' quello di paralizzare per un'ora l'attivita' in rete del governo francese. 

BOICOTTIAMO LE ISTITUZIONI GOVERNATIVE FRANCESI! 

Il governo francese mostrando un totale disprezzo per il proprio popolo, per la comunita' internazionale, per la gente comune che vorrebbe crescere i propri figli in un mondo migliore: 
- prosegue i suoi esperimenti nucleari nel Pacifico; 
- continua ad utilizzare il nucleare "civile" come principale fonte energetica; 
- continua a perpetrare i suoi progetti di "ristrutturazione sociale" nonostante l'eccezionale partecipazione dei 
francesi alle manifestazioni di protesta. 
Per questo intendiamo togliere, anche se solo parzialmente e solo per periodi limitati, alle istituzioni governative francesi i privilegi a cui tanto tengono tutti i potenti, i signori della guerra, della fame dell'ingiustizia sociale: 
l'accesso ai sempre piu' potenti mezzi comunicativi e ai canali informativi, quegli stessi privilegi che vengono 
negati alla stragrande maggioranza della popolazione mondiale. 
Continueremo le nostre azioni con ogni mezzo necessario, utilizzando strumenti perfettamente legali, anche se presto i potenti della Terra, che disprezzano la volonta' dei popoli dovranno rendersi conto di quanto potenti possano essere simili mezzi. 

Questo e' il primo, ma non sara' l'ultimo degli scioperi che promuoveremo in rete. 
Se vuoi essere contattato per le prossime iniziative spedisci un messaggio al seguente indirizzo: 

Strano.Network@vttvnet.trident.nettuno.it 

con subject: Net'Strike 
e come testo del messaggio il tuo indirizzo internet 

Attacco comunicativo globale - Massive Comunicative Attack Strano Network 


ALTRI NETSTRIKE CELEBRI
A gennaio del 1996 Strano Network organizza un Netstrike contro il Governo Messicano per protestare contro le politiche nel Chiapas.
A maggio del 1996 viene organizzato con successo un Netstrike da Strano Network contro il sistema della giustizia americana per protestare in favore di Mumja Abu Jamal.
Il server della Casa Bianca si ingolfa fino a bloccarsi del tutto per circa 12 ore.
A settembre del 1998 nel Festival di Ars Electronica a Linz in Austria, Riemens ed altri organizzano una sezione denominata "Info War": è uno degli incontri che contribuisce a diffondere a livello internazionale le pratiche dell'hacktivism.
Per tale occasione l'Electronic Disturbance Theatre realizza il software floodnet per fare i Netstrike.
Quello di settembre del 1998 è uno dei Netstrike meno riusciti.
È il Netstrike globale contro il Pentagono e la Borsa delle Merci di Francoforte promosso dall'Electronic Disturbance Theatre con una forte partecipazione italiana.
Il Netstrike non riesce in quanto i promotori consigliano di utilizzare una applet java che viene a sua volta sfruttata da una contro-applet java del Pentagono per mandare in crash la maggior parte dei pc partecipanti all'azione.
Nel maggio 1999 Netstrike contro la guerra nella ex-Jugoslavia.
Il Netstrike tecnicamente non riesce ma la notizia circola molto sui giornali.
È uno di quei casi in cui comunque il netstrike raggiunge lo scopo di far parlare di un determinato argomento.
Nel giugno 2000, malgrado una apparente scarsa partecipazione, il Netstrike per bloccare il sito dell'Ocse riesce e il sito risulta inaccessibile anche per le 12 ore successive.
È uno di quei casi in cui viene proposta una nuova tecnica per portare avanti il Netstrike: concentrare l'attenzione sul locale motore di ricerca per impegnare le risorse della macchina e renderla inutilizzabile.
Questa tecnica nel frattempo viene adottato da numerose organizzazioni per gli obiettivi più disparati (contro la Siae, ma anche contro la vivisezione!) non solo in Italia (fra gli ultimi realizzati quello di Avana contro la censura in Rete), ma in tutto il mondo (Asia soprattutto.) come forma di mobilitazione dai toni più o meno accesi e con risultati alterni.


MA ERA LEGALE?
Carola Freschi dice:
"Il Netstrike è una manifestazione di massa di dissenso civile pienamente legittima e legale! È un'azione assolutamente legale perchè metaforicamente è come se un giornale, una radio o una televisione andassero in tilt perchè non sono in grado di soddisfare un improvviso aumento di richieste della propria utenza; nessuno mette in atto alcun sistema di boicottaggio ma tutt'insieme, sommando l'azione legittima e legale di navigare sullo stesso sito alla stessa ora, rendono visibile un'espressione di dissenso.
"Da un punto di vista giuridico, i promotori del Netstrike si richiamano al diritto di sciopero e al corteo pubblico pacifico.
Il tipo di 'intralcio' creato dal corteo virtuale, diversamente per esempio dall'invio simultaneo di lettere o e-mail, è funzionale alla visibilità dell'azione per quanti cercano di entrare nel palazzo di fronte al quale si svolge la manifestazione.
La garanzia che questo effetto venga ricollegato a un'azione di protesta pacifica viene cercata attraverso una copertura adeguata da parte dei media, la circolazione di informazione su mailing list, newsgroup, indirizzari e-mail; ma gli elementi chiave per la riuscita dell'azione sono individuati non solo nelle sue condizioni tecniche, ma anche nel suo retroterra organizzativo (un aspetto importante che garantisce la simultaneità dei collegamenti è il prospetto dei fusi orari), nella creazione di una rete di soggetti interessati alla protesta, nel coordinamento con altre azioni in contemporanea sul territorio.
Il Netstrike è, di fatto, una forma di protesta che produce esiti a partire dal coordinamento di singoli individui, indipendentemente dalla loro appartenenza a organizzazioni e, soprattutto, in assenza di un controllo organizzativo sull'azione.
Il Netstrike rappresenta una proposta, una sperimentazione, un tentativo in questa direzione, verso forme di partecipazione e di impegno civile che passino per l'agire degli individui.
A questi la rete, soprattutto attraverso nuove forme di relazioni comunitarie, potrebbe forse restituire una dimensione di azione come individui 'sociali', al posto della condizione di individui 'atomizzati' o perché totalmente isolati rispetto a riferimenti di tipo collettivo, o perché del tutto intrappolati nelle dinamiche massificanti delle organizzazioni di tipo verticistico (T.Tozzi, in "Strano Network", Netstrike, No Copyright, etc., AAA Edizioni, 1996, p.15.)".

mercoledì 11 febbraio 2015

La Polizia Postale Vigila Sul Jihad e il Terrorismo

In alcune nazioni europee negli ultimi tempi si è materializzato l’incubo del terrorismo islamista.
Da questo momento è allarme rosso in tutte le Capitali europee.
E siccome il web è il luogo dove si dibatte e si lanciano messaggi, ecco che gli operatori del Servizio polizia postale e delle comunicazioni si ritrovano in prima linea.
Al Viminale da un mese è all’opera 24 ore su 24 un nucleo di 20 specialisti, capaci di muoversi tra i siti Internet, ma allo stesso tempo ottimi conoscitori dell’arabo e pratici di ogni sfumatura che connota i gruppi jihadisti.
In questo lasso di tempo sono stati identificati ben 400 tra siti, blog, forum, pagine di social network, video che inneggiano al Jihad(guerra santa) e che costituiscono una seria minaccia per il nostro Paese e non solo. Anche il social network domanda e risposta, Ask.fm, è stato scandagliato in lungo e largo.
Girava voce che diversi adolescenti di 14-15 anni facevano notare la presenza di ordigni in diverse città italiane, da Roma a Venezia da Milano a Reggio Calabria e Palermo.
Secondo il nucleo operativo sicuramente si trattava di “ragazzate”, ma di questi tempi nessuna minaccia può essere trascurata e così attraverso il territorio, gli autori delle frasi sono stati rintracciati e convocati in questura assieme ai genitori.
I cyber-poliziotti preferiscono seguire l’attività dei siti pericolosi piuttosto che farli chiudere.
Pare una scelta investigativa intelligente, forse anche obbligata.
Nel Jihad virtuale in prevalenza si parla arabo, con le immaginabili complicazioni legate ai tanti dialetti.

«Una volta venuta alla luce una traccia da seguire, sarà compito della Digos svolgere le necessarie attività investigative, come nel caso dello studente turco Furkan Semih Dundar espulso dal nostro Paese nelle scorse settimane. 
E’ un compito delicato e il peso della responsabilità a volte diventa difficile da sostenere. Hai sempre paura che qualcosa ti sfugga, e il pensiero ricorrente è che magari nel momento in cui ti stacchi dal computer per andare via, proprio là, nel Deep Web si sta materializzando una nuova minaccia».  

giovedì 18 dicembre 2014

Come Bloccare Le Chiamate Di Televendita e Pubblicitarie

Ricevete continuamente chiamate da numeri strani? 0999920, 0999922, 0999923, 0999924, etc ?
Chi sono? Molti si spacciano per l'Enel, altri per il gas, altri ancora vi proporranno strani abbonamenti, vincite (fasulle) di automobili, vacanze da sogni.
Non ne potete più?
Da qualche anno(2011), i possessori di una linea telefonica, possono iscriversi al Registro delle Opposizioni, per non ricevere più telefonate indesiderate di telemarket e servizi promozionali.
Sito: Registro Delle Opposizioni

L'iscrizione vale per tutte le telefonate finalizzate alla vendita e alla promozione di prodotti, oppure a sondaggi d’opinione di qualsiasi tipo e da parte di chiunque.
I consumatori che desiderano dire stop a questi scocciatori, devono necessariamente iscriversi al Registro; altrimenti, per legge, sarà valida la regola del tacito-assenso.
L’iscrizione è gratuita e a tempo indeterminato.
Chi si è iscritto al Registro, cioè, non potrà più essere contattato per telefonate promozionali e sondaggi telefonici, fino all’esplicita revoca dell’iscrizione.
L'iscrizione decorre dal giorno successivo alla ricezione della richiesta, ma gli operatori hanno a disposizione 15 giorni per avvalersi dell'elenco, per cui si potrebbe essere "disturbati" anche per 15 giorni dopo la richiesta.
Chi è proprietario di più linee telefoniche non può fare un'unica iscrizione, ma deve iscrivere al Registro ciascuna linea.
Quando si cambia numero, l'iscrizione decade automaticamente, per cui va fatta l'iscrizione del nuovo numero.


PROCEDURA DA SEGUIRE
Per prima cosa dovrete scaricare: Il Modulo Del Registro Opposizioni
Compilare il modulo direttamente al computer, servendosi degli appositi spazi.
Selezionare l'opzione "Iscrizione" sotto la quale va riportato il numero (o i numeri) per i quali effettuare l'iscrizione al registro.
Dopo aver completato la compilazione e controllato che non ci siano errori, salvare il file pdf.
Inviare un messaggio email all'indirizzo abbonati.rpo@fub.it , allegato il file pdf suddetto.

Il testo della mail potrebbe essere tipo questo:
Oggetto: Richiesta iscrizione al Registro Pubblico delle Opposizioni
Testo:
Spett.Gestore del Registro Pubblico delle Opposizioni,
allego alla presente il modulo di richiesta di iscrizione al Registro.
Cordiali saluti
Nome Cognome
Indirizzo completo

Successivamente (bisogna aspettare qualche giorno), si riceverà un messaggio email con la conferma della presa in carico della richiesta e il codice utenza associato alla propria numerazione.
Nei giorni seguenti, è possibile verificare lo stato della propria richiesta andando sul sito del Registro Pubblico delle Opposizioni, nell'Area Abbonato, alla voce Consultazione stato.

venerdì 4 luglio 2014

Infezione Da Shampoo Nivea? Si Tratta Di Una Bufala (Facebook)

Non preoccupatevi, se vi farete la doccia usando lo shampoo Nivea (o un qualunque altro shampoo in commercio) non svilupperete la mostruosa escrescenza che sta girando ultimamente su Facebook.
Né contrarrete temibili infezioni.
Il motivo è semplice: il fantomatico ascesso, lungi dall'essere una pericolosa malattia cutanea causata da chissà quali sostanze chimiche, è un fotomontaggio bello e buono, che accosta alla pelle di un uomo l'immagine di un Fiore Di Loto.
Una bufala in piena regola e pure venuta male: un inganno di cui non vi riportiamo neppure il link perché, seguendolo, si finisce in una serie di pagine di dubbia provenienza e piene di spyware o malware pericolosi per la sicurezza del vostro pc.
Ed ovviamente del video, alla fine, neanche l'ombra.
Il fiore photoshoppato, tra l'altro, è una pianta conosciuta in tutta l'Asia per le sue proprietà benefiche, antidiarroiche ed antinfiammatorie.
Il fantomatico sito che dovrebbe mostrare il video tenta invece di infettare il visitatore con un malware(Mal/FBScam-D).
Tra l'altro noterete anche il pessimo italiano con il quale è scritto il messaggio(segno che i criminali/burloni non sono italiani).
Dunque non cedete alla tentazione di cliccare sui video-shock (i truffatori contano proprio su questo), ma bloccateli e cancellateli».


LA VERA STORIA DELLA BUFALA "INFETTIVA"
Prima di Facebook, le bufale si diffondevano sul web in modalità differenti(mail ad esempio).
Il messaggio originale circola in vari formati dai primi anni del 2000.
In quel caso, però, non si parla di un'infezione da shampoo, bensì da indumenti.
Una delle prime fu quella di una foto che mostrava una strana eruzione cutanea sul seno di una donna.
Secondo il post, tale antropologa Susan McKinley tornò a casa da una spedizione in Sud America, e notò una strana eruzione cutanea sul seno sinistro.
Nessuno sapeva cosa fosse.
Decise di consultare un medico dopo che l'infezione iniziò a procurarle dolori intensi.
Il medico, non conoscendo la gravità esatta della malattia, le prescrisse antibiotici e creme speciali.
Poichè il dolore non cessava e l'infezione iniziò a sanguinare, decise di fasciarsi il seno.
Dopo altre consultazioni specialistiche riuscì prendere appuntamento con un noto dermatologo, e una volta tolte le bende la terribile sorpresa.
Delle larve crescevano e si dimenavano all'interno dei pori del suo seno.
Al termine della storiella il messaggio esorta i lettori a fare attenzione agli indumenti che si acquistano e di lavarli bene prima di indossarli.
Anche in questo caso comunque, si tratta di un fake dal quale la nuova bufala di Facebook ha preso ispirazione.

sabato 1 febbraio 2014

Cos'è La Truffa Di Valentin (Scam)

La truffa di Valentin è un raggiro informatico diffusasi a fine anni 90 (nel novembre del 1999) da uno spammer russo residente a Kaluga che si presentava col nome Valentin Mikhaylin (poi cambiato in Valentin Mikhailyn, Walentin Mihailin e simili). Questa truffa rientra nel genere delle Truffe Nigeriane


COME FUNZIONAVA IL RAGGIRO
Tramite la tecnica dello spam venivano inviate migliaia di e-mail che presentano una storia dolorosa: Valentin afferma di essere molto povero, di avere una madre (di nome Elena) malata e di non riuscire a sopportare il terribile inverno russo, per cui chiede dei soldi da inviare ad un indirizzo privato, o l'invio di CD musicali per poterli scambiare con denaro. Bisogna intanto premettere che in Russia non esiste nessuna casa priva di riscaldamento dato che è diffuso un sistema di riscaldamento centralizzato a livello di quartiere: questa metodologia, unita all'abbondanza di gas naturale e petrolio del paese, consente di fornire alle abitazioni il riscaldamento invernale ad una cifra che si aggira sui 10-15 dollari a stagione. A Kaluga, come si può facilmente verificare presso un qualunque sito Internet di meteorologia, l'inverno non è affatto gelido come lo dipinge Valentin.
Già soffermandosi attentamente su questi due aspetti si poteva notare lo stile iperbolico dello spammer, volto ad impietosire il pubblico occidentale al fine di ottenere illecitamente denaro.
Come detto, lo scopo di Valentin era commuovere gli internauti; chi abbocca riceve una risposta nella quale la richiesta di aiuto, inizialmente sotto forma di viveri e coperte, diventa una richiesta di denaro da inoltrare tramite Western Union o simili (perché è più efficace e in Russia si compra meglio, dice lui).


VALENTIN A 11 ANNI
Incredibile la variante che mandò quando aveva 11 anni(!!!) a 1700 indirizzi europei, firmandosi come un ufficiale militare: "noi, ufficiali di Kozelsk, abbiamo deciso di far esplodere missili nucleari nei grandi centri politici, militari e industriali dell'Europa occidentale perché siamo stanchi di vedere che i nostri figli si suicidano, che le nostre madri e i nostri padri muoiono di fame". L'appello provocò la comprensibile reazione delle ambasciate di Stati Uniti e Austria. Intervenne il Ministero degli Interni russo e la cosa sfociò in un processo e in una perizia psichiatrica (risultò che era sano di mente).
Il processo si concluse con un'amnistia perché Valentin era minorenne all'epoca dei fatti.


WALENTIN
Nel 2006 Valentin tornò in azione, stavolta con il nome di "Walentin", con truffe basate sullo stesso meccanismo: il motivo del cambio del nome è da ricercare nella sua intenzione di non farsi trovare nelle ricerche compiute su Google dagli utenti insospettiti dai suoi messaggi.


"L'AMICA" DI VALENTIN: ELENA
Nel 2007 ulteriore cambio di identità: l'appello rimane nella sostanza identico ma cambia la firma che diventa Ms.Elena (proprio come la madre di Valentin) Galitsina e l'indirizzo viene modificato nella via ma non nella città. Dunque come mittente "Elena" (elenag@eposta.ru o elenafed@eposta.ru o altri indirizzi), come già avvenuto nel 2007, e l'indirizzo è sempre di Kaluga, ma con una via differente da quella di Valentin: "Ulica Kirova 25-54".
Stavolta c'è una novità: l'appello contiene un link a una foto di "Elena", dove però non c'è nulla.

Hi, My name is Elena, I am 31 year and I live in Russian province. I work in library and I use computer after work when it possible. I finded your address in internet and I decided to write you this letter. I have 7-year daughter Angelina, her father abandoned us and we live with
my mother. Due to the financial crisis in our country my mother lost job and our
situation became very difficult. The prices for gas is very high in our region and we cannot use it to heat our home anymore. The winter is coming and weather become colder each day. We worry if the
temperature will below 0 degrees in our home, we will not be able to survive. For heating our home during winter we need portable stove which give heat from burning wood. We have many wood in our region, but we cannot buy the stove in local market because it costs equivalent of 193 Euros and very
expensive for us. If you have any old portable stove and you don't use it anymore, we will be very happy if you can donate it to us and organize transport of its to our address. We are located 200km from Moscow. This ovens are different, they made from cast iron and weight about 100kg. I downloaded our picture to free website and you can see it at:
http://elenaga.nextmail.ru/ourpicture.jpg
It is not of very good quality, but it will give you idea how we look. I pray for your help.
Elena.


ELENA CON LA MIA FAMIGLIA
Nel 2009 la firma dell'appello diventa "Elena with my family" e la richiesta (ad un primo approccio) non fa più riferimento al trasferimento di denaro ma all'invio di una stufa.
Si tratta probabilmente di un sistema per garantire un maggior numero di contatti tramite e-mail e che si tramuta poi in una richiesta di denaro.


LE INCONGRUENZE
Le mail di Valentin, se analizzate nel corso della loro evoluzione, erano (e sono) contraddittorie: inizialmente si presentò come professore ed in seguito come studente di biologia.
Questo perché egli aveva notato che la figura del docente, che di norma vive degnamente grazie allo stipendio, non commuoveva come quello dello studente, che appare al grande pubblico più povero e patetico. Ovviamente Valentin non ha mai provato la veridicità delle sue affermazioni e non ha mai risposto alla richiesta di invio di foto. Inoltre, rifiutava qualunque cosa oltre a soldi e vestiti, inclusi oggetti potenzialmente utili per la madre malata come dei potenti farmaci. Lo scambio di dischi musicali russi con dischi occidentali generava più di un sospetto, visto che la povertà gli avrebbe comunque dovuto rendere difficile comprare CD locali. A seguito delle segnalazioni di numerosi utenti, a Valentin vennero chiusi numerosi account su diversi server per invio troppo massiccio di posta elettronica. Questo indicava che, nonostante la povertà sbandierata ai quattro venti, Valentin non aveva problemi a trovare mezzi informatici sofisticati ed adeguati allo scopo.
Sempre lo stesso Attivissimo, attraverso una approfondita indagine ed avendo numerosi contatti con il truffatore, arrivò a capire meglio i meccanismi di questa truffa e a scoprire tramite un sito internet russo che Valentin è stato in carcere in seguito ad una condanna per calunnia.
Valentin stesso, dopo la pubblicazione di una prima inchiesta, è diventato aggressivo minacciando denunce, compiendo attacchi informatici e diffamazione nei confronti del giornalista informatico.