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sabato 21 luglio 2018

Vendite Per 3,4 Miliardi Di Dollari Nell'Amazon Prime Day 2018

Lunedì, proprio in occasione del Prime Day 2018, il proprietario di Amazon Jeff Bezos è diventato l’uomo più ricco della storia recente, con un patrimonio di 150 miliardi di dollari: e la società ha raggiunto una capitalizzazione azionaria di 888 miliardi di dollari, seconda soltanto ad Apple, con i suoi 940 miliardi.
Malfunzionamenti del sito a parte (forse per via proprio dei tanti accessi), il Prime Day è stato un grandissimo successo quest'anno.
Già dopo le prime 24 ore c'erano state vendite per un miliardo di dollari (3,4 miliardi il totale).
In totale oltre un milione di offerte in tutto il mondo, più di 100 milioni di prodotti acquistati.
Con questi numeri, l'azienda ha fatto sapere di aver superato il Cyber Monday, il Black Friday e il Prime Day precedente dell'azienda.
Sulla scia del boom delle vendite, il colosso di Jeff Bezos sale in Borsa.
I titoli salgono dello 0,24% e aggiornano i nuovi record storici.
Sconti dal 20 all'80%.
I bestseller di tutto il mondo sono stati i dispositivi Echo, cioè gli assistenti virtuali da salotto sviluppati da Amazon, e più in genere i dispositivi per la casa intelligente del colosso di Seattle, ne sono stati venduti un milione.
Tra i 17 paesi dove è avvenuto lo shopping c'è anche l'Italia: tra i prodotti più venduti nel nostro paese ci sono le pasticche per lavastoviglie e il Fire TV stick, la chiavetta di Amazon per accedere ai contenuti TV.
Best seller l'elettronica, con il televisore Toshiba 4K Ultra HD da 50 pollici che è andato presto esaurito.
Sono andati forti anche gli alimentari: Tea Forté, una delle aziende leader sul sito, operativa nel settore casa e cucina, che qualche ora fa si è affrettata a dichiarare come «questo Prime day è stata la nostra giornata migliore di sempre. Nelle ore di punta la gente comprava un prodotto ogni due secondi».
Whole Food Market, rete americana di supermercati bio acquisita un anno fa da Amazon, ha permesso, assicura il gruppo, di far risparmiare milioni ai clienti, tramite un buono dello stesso valore della merce acquistata in negozio da spendere online.

mercoledì 18 luglio 2018

Multa Per Google Per Aver Monopolizzato Il Mercato Con Android

La Commissione UE ha inflitto una nuova multa record a Google, la più alta mai comminata.
Si parla di 4,34 miliardi di euro per aver abusato della posizione dominante del suo sistema operativo Android.
Dal 2011 Google ha imposto "restrizioni illegali" ai produttori di apparecchi Android e operatori di telefonia mobile per consolidare la sua posizione dominante nel campo della ricerca Web.

"Android ha creato più scelta per tutti, non meno: un ecosistema fiorente, innovazione rapida e prezzi più bassi sono le caratteristiche classiche di una forte concorrenza. Faremo appello contro la decisione della Commissione"

L'anno scorso la UE inflisse a Google una multa, allora record, di 2,4 miliardi di euro per aver favorito il suo servizio di comparazione di prezzi Google Shopping a scapito degli altri competitor. Le indiscrezioni della mattinata, prendevano proprio come riferimento la sanzione per Google Shopping, il sistema di comparazione di prezzi che limitava la concorrenza degli altri attori del mercato, dicendo che sarebbe stata superata.
Se confermata questa seconda sanzione, il conto a questo punto salirebbe a 6,7 miliardi.
Le indagini condotte dall'Antitrust di Bruxelles accusano Google di essersi servita di Android come cavallo di Troià per imporre i suoi prodotti di ricerca sui dispositivi mobile, monopolizzando gli introiti delle pubblicità che arrivano sui nostri smartphone.
Google avrebbe imposto ai produttori di preinstallare l'applicazione Google Search e la sua applicazione di browsing (Chrome) come condizione per la concessione della licenza relativa al portale di vendita di applicazioni di Google (Play Store).
In secondo luogo "ha pagato alcuni grandi produttori e operatori di reti mobili affinché preinstallassero a titolo esclusivo l'applicazione Google Search sui loro dispositivi" e da ultimo "ha impedito ai produttori che desideravano preinstallare le applicazioni Google di vendere anche un solo dispositivo mobile intelligente funzionante con versioni alternative di Android non approvate da Google".
Google avrebbe utilizzato android come veicolo per consolidare il dominio del suo motore di ricerca. Queste pratiche hanno negato ai concorrenti la possibilità di innovare e competere nel merito. E hanno negato ai consumatori europei i vantaggi di una concorrenza effettiva nell'importante sfera mobile.
Google ha costruito un impero sulla pubblicità online.
Basta pensare che nel 2018 genererà un terzo di tutta la pubblicità mobile del mondo, secondo la ricerca di eMarketer, con una possibilità di registrare 40 miliardi di dollari di vendite fuori dagli USA.
Secondo Gartner, Android nel 2017 ha dominato il mercato della telefonia cellulare con una quota dell’85,9%: l’anno scorso sono stati venduti circa 1,3 miliardi di telefoni con Android contro i circa 215 milioni che girano con iOS e 1,5 milioni che utilizzano altri sistemi operativi.
La multa rappresenta il 5% del fatturato totale della società, che è calcolato per Alphabet, società madre di Google, in 110,9 miliardi di dollari nel 2017, ovvero 94,7 miliardi di euro.

Convoluzione, Cross-Correlazione ed Auto-Correlazione Dei Segnali (Aleatori)

Nell'elaborazione di segnali quando si parla di correlazione, ci si riferisce alla misura di quanto due segnali hanno proprietà comuni, cioè di quanto si assomigliano, in funzione di un loro ritardo reciproco nel tempo.
Essa ci dà un’indicazione diretta del tempo di ritardo tra i due segnali.
Si parla di cross-correlazione, ovvero a quella misura di similitudine tra due segnali (a seguito di una funzione spostamento o di una traslazione temporale applicata ad uno di essi).
Una funzione invece è detta d’autocorrelazione, quando fornisce la misura di quanto un segnale si correli con se stesso, ritardato ovviamente di un certo tempo tau (senza il ritardo il segnale rimarrebbe uguale a sè stesso).
Va da sè che l'autocorrelazione non è nient'altro che una correlazione incrociata di un segnale con sè stesso.


SEGNALI DETERMINATI ED ALEATORI
Un segnale si dice determinato, quando si conosce perfettamente l’andamento nel tempo.
I segnali aleatori o casuali sono caratterizzati da proprietà statistiche, ad esempio la probabilità che in certo istante di tempo le ampiezze istantanee siano inferiori ad un certo valore.
I segnali facenti parte di un sistema di telecomunicazioni, non sono noti a priori e quindi sono da considerarsi sempre aleatori.
In pratica sia i segnali che i disturbi ricevuti non sono mai prevedibili.
Tuttavia essi presentano delle proprietà statistiche regolari, quali ad esempio, la potenza media, la distribuzione delle potenze istantanee delle ampiezze e la distribuzione della potenza alle varie frequenze etc.


AUTOCORRELAZIONE E CONVOLUZIONE
Di solito, le correlazioni sono operazioni che si fanno su grandezze aleatorie dove assumono un significato statistico.
Per segnali determinati il risultato dell’autocorrelazione fornisce solo il contenuto energetico del segnale.
L’autocorrelazione per segnali determinati può essere definita come una convoluzione.
Si tratta di un'operazione tra due funzioni di una variabile che consiste nell'integrare il prodotto tra la prima e la seconda traslata di un certo valore.
Ad esempio un'ombra (di una sedia, tavolo, etc) è la convoluzione della forma della fonte di luce che sta proiettando l'ombra dell'oggetto illuminato e l'oggetto stesso.
Una foto sfuocata è la convoluzione dell'immagine a fuoco con la forma del diaframma.
In acustica, un'eco è la convoluzione del suono originale con una funzione geometrica che descrive i vari oggetti che stanno riflettendo il segnale sonoro.
L''output (risposta) di un sistema dinamico lineare (stazionario) è la convoluzione di un input con la risposta impulsiva del sistema.
Tornando all’autocorrelazione è evidente che essa sui segnali periodici non ha molto senso, poiché un segnale sinusoidale è sempre identico alla sua replica ritardata di un multiplo intero di periodo T.
L’autocorrelazione invece per i segnali aleatori è molto importante, poiché ci fornisce una misura della regolarità del processo.
Ritardando un segnale, che contiene numerose componenti di disturbo, possiamo verificare se esistono delle periodicità nell'andamento.
L’autocorrelazione fornisce l’informazione relativa alle variazioni sull’asse dei tempi.
La funzione d’autocorrelazione ci fornisce il segnale voluto pulito dal rumore.
Nel caso di caratteristiche di rumore a larga banda, la funzione d’autocorrelazione può dare un’informazione sulla larghezza di banda del segnale.
Sia per i segnali determinati che casuali va considerato che la densità spettrale di un segnale è la trasformata di Fourier della funzione di autocorrelazione.
Tramite l' FFT ("Trasformata di Fourier Veloce"), la funzione di autocorrelazione può essere ottenuta facilmente dalla trasformazione inversa dello spettro di potenza (si tratta di un algoritmo che permette di ridurre di migliaia di volte l'elaborazioni di una classica Trasformata di Fourier).
La trasformata inversa di uno spettro di potenza rappresenta l’autocorrelazione del segnale.


sabato 14 luglio 2018

Arriva L'Amazon Prime Day: Come Controllare Le Offerte

Nel 2018, per il quarto anno consecutivo, torna l'Amazon Prime Day 2018: cioè 36 ore di grandi sconti su Amazon.
Una finestra di tempo nella quale comprare migliaia di prodotti di ogni genere a prezzi stracciati.
La data è lunedì 16 luglio e 17 luglio (si comincia a mezzogiorno del 16 e si finisce alla mezzanotte del 17 luglio).
Sono previste offerte giornaliere e offerte lampo ogni 5 minuti.
Queste offerte però sono riservate solo ai clienti del servizio Prime.
Quindi per poter accedere alle offerte è necessario creare un account Amazon Prime (costa 4,99 euro al mese o 36 euro l’anno ma per i nuovi iscritti c’è la possibilità di fare 30 giorni di prova gratuita). L'iscrizione dà diritto a consegne in un giorno (anche il sabato), resi gratuiti e streaming illimitato su Amazon prime video.


TIPI DI OFFERTE
Prima di tutto ci sono le offerte in evidenza, le migliori in assoluto, che vengono mostrate nella parte alta della pagina offerte Prime Day.
Poi ci sono le offerte lampo che durano un periodo di tempo limitato, ma sono centinaia per offrire la più ampia disponibilità di scelta.
Infine, le Prime Member Promotions, promozioni con una % di sconto o uno sconto fisso su una ampia selezione di prodotti/brand.
Cioè ci saranno offerte di Amazon Brands, con saldi fino al 20% su articoli AmazonBasics, sconti su Amazon Music, Twitch Prime, con il quale Amazon propone agli appassionati di videogame un gioco gratuito al giorno fino al 18 luglio, letture Prime e Kindle Unlimited.
In ogni caso va ricordato che la rapidità è tutto, le offerte-lampo sono decisamente le migliori ma anche le più brevi e sfuggevoli.
I ribassi Amazon li fa uscire ogni 5 minuti.
Se il prodotto non è più disponibile poi, è possibile iscriversi alla lista d’attesa per tentare di nuovo.
E infine cercare di concludere l'acquisto entro 15 minuti per essere sicuri della disponibilità dell'articolo.

Per i ribassi potete controllare sul sito: Keepa (Migliori Offerte Amazon)

Dal Linguaggio Macchina All'Assembly: Istruzioni Principali

Per rendere più facile la vita al programmatore, ad ogni istruzione linguaggio macchina (ovvero una lunga sequenza di 0 ed 1) è stato dato un nome simbolico mnemonico.
L'insieme dei codici mnemonici prende il nome di linguaggio "assembly".
Il programma in assembly può essere scritto con un qualsiasi editor di testo (come il blocco note di Windows).
Tramite un programma assemblatore (assembler) poi si convertono le istruzioni assembly in codice macchina direttamente eseguibile.
Per ogni istruzione assembly esiste una sola sequenza binaria in codice macchina.
In generale un programma scritto in linguaggio macchina usa poca memoria, è veloce nell'esecuzione perchè può accedere completamente alle risorse fornite dal micro.
Ovviamente l'assembly ha diversi svantaggi, che sono di solito quelli che spingono ad utilizzare linguaggi di alto livello come il C, Cobol, Fortran o il Basic: i programmi sono più difficili da scrivere, interpretare e correggere, richiedono molte istruzioni anche per effettuare operazioni semplici, ed è molto difficoltoso effettuare calcoli.
In questo articolo (assolutamente non esaustivo) vedremo le principali istruzioni assembly.


HARDWARE
Essendo l'assembly strettamente legato all'hardware, le sue istruzioni risentono dei limiti (o delle potenzialità) offerte dall'hardware stesso.
Una minima conoscenza dell'hardware è quindi indispensabile.
Ad esempio micro con architettura a 8 bit possono lavorare direttamente solo con numeri rappresentabili in 8 bit (valori compresi tra 0 e 255).
Hanno inoltre una memoria per le istruzioni del programma separata dalla memoria dati (RAM).
La prima è di tipo flash, riprogrammabile elettricamente.
La RAM invece contiene tutte le informazioni di lavoro necessarie durante l'esecuzione del programma, ma a differenza della prima si cancella ogni volta che il computer viene spento.
In questi micro ogni cella della RAM può essere pensata come un registro a 8 bit in cui salvare e leggere i nostri dati.
Le locazioni di memoria, sia programma che dati, hanno un indirizzo crescente che parte da 0.
In particolare le prime locazioni della RAM prendono il nome di SFR (special function registers), e servono per controllare il funzionamento dell'hardware.
Attraverso i registri della sezione SFR si possono anche attivare ed usare le diverse periferiche interne, come i timers, il convertitore analogico/digitale (ADC), la memoria EEPROM, etc
Le aree di memoria su cui si può agire da programma sono i registri della memoria dati e il registro accumulatore W, che non fa parte dell'area dati ma è un ulteriore registro hardware specializzato, usato nelle operazioni aritmetico logiche.
La RAM è inoltre suddivisa in due o più banchi quindi durante l'esecuzione di un programma è importante sapere sempre quale banco si sta utilizzando.


LINGUAGGIO MACCHINA E ASSEMBLER
Il linguaggio macchina è quanto di più vicino ci sia all'hardware.
Dal punto di vista fisico ogni istruzione è una sequenza binaria di livelli elettrici in grado di attivare in modi differenti i circuiti interni.
Le istruzioni assembler sono solo una forma mnemonica comoda per descrivere  le sequenze binarie che danno luogo alle funzioni logiche che vogliamo far eseguire al micro, tra tutte quelle che è fisicamente in grado di eseguire.
Le istruzioni sono le operazioni elementari che è possibile usare per manipolare i bit delle sue informazioni in modo da arrivare al risultato voluto.
In particolare però le istruzioni aritmetiche considerano effettivamente i registri come byte (8 bit)  che contengono un valore numerico da 0 a 255 codificato in forma binaria.


SISTEMA DECIMALE, BINARIO, ESADECIMALE
Riguardo al sistema usato, al posto del canonico sistema decimale con potenze di 10 (1, 10, 100, etc) abbiamo potenze di 2 (1,2,4 etc) e le cifre invece di poter assumere valori da 0 a 9 possono essere solo 0 e 1 (da qui il nome bit: binary digit).
La cifra meno significativa è chiamata D0 o bit 0  (LSB) e ha peso 1, quella più significativa è chiamata  D7 o bit 7 (MSB) ed ha peso 128.
Si può calcolare che se tutti i bit fossero a 1 la somma darebbe esattamente 255, cioè il massimo valore codificabile con 8 bit.
Abbiamo una terza rappresentazione quella esadecimale che è molto usata perché una cifra (digit) esadecimale rappresenta esattamente 4 bit binari (un nibble).
Con due cifre esa da 00 a FF si rappresenta l'intero range di valori codificabili con 8 bit (1 byte).
Le cifre possono assumere tutti i valori compresi tra 0 e 15, e i valori tra 10 e 15 vengono indicati con le lettere dalla A alla F.
L'esadecimale è molto usato per rappresentare in modo compatto i valori binari contenuti in memoria e il valore degli indirizzi di memoria, e anche perché permette di passare rapidamente alla notazione binaria.
In questo caso si tratta solo di convenzioni (come lo sono anche quelle dei linguaggi di alto livello, come il C, C++, Cobol, Java, Javascript, Fortran, etc) create per facilitarci la lettura dei valori e la scrittura del programma, i circuiti del micro a livello fisico lavorano solo e sempre con livelli binari, cioè assenza o presenza di tensione.


ASSEGNAZIONE DI VALORI
La prima importante categoria di istruzioni è composta perciò da quelle istruzioni che permettono di assegnare valori ben precisi ai registri, e di spostare questi valori da un registro all'altro.
Per esempio l'istruzione

       MOVLW    174

fa assumere all'accumulatore W il valore 174 (binario 10101110).
Siccome l'assemblatore accetta anche numeri scritti direttamente in binario o in esadecimale è possibile scrivere anche:

       MOVLW    10101110B
       MOVLW    0xAE
       MOVLW    0AEh

Il PIC 16F628 nel banco RAM 0 dispone di un'area dati liberamente usabile per memorizzare i propri valori, quest'area parte dall'indirizzo  32 (20h). Quindi se supponiamo che sia attivo il banco 0 e vogliamo trasferire il contenuto dell'accumulatore nella cella (registro) 32 dobbiamo scrivere:

       MOVWF    32

Sarebbe molto scomodo però doversi ricordare a memoria gli indirizzi di tutte le celle che ci interessa usare, per facilitare il compito l'assemblatore accetta la definizione di un nome simbolico per i valori e gli indirizzi usati nel programma tramite la "direttiva di compilazione" EQU:

     DARKSPACE  EQU      32

     MOVWF    DARKSPACE

In questo modo è possibile assegnare un nome comodo da ricordare (DARKSPACE) ad ogni cella.
Come si può vedere non esiste alcun modo per assegnare in un colpo solo un valore ad un registro, ma occorre sempre passare per l'accumulatore usando quindi due istruzioni.



ESEMPIO PROGRAMMA
La prima parte del programma è detta header e contiene informazioni specifiche per l'assemblatore.
Il programma vero e proprio è composto solo dalle 6 righe centrali racchiuse tra la testata e l'end finale. Nella testata si indica all'assemblatore il tipo di micro usato, la base di default in cui vanno considerati scritti i numeri, si include un file di definizioni EQU che permette di assegnare automaticamente un nome a tutti i registri di uso comune (come per esempio TRISB e STATUS), si definisce la configurazione hardware per il funzionamento del micro (in questo caso per esempio si predispone il funzionamento con clock interno a 4MHz, 16 pin di I/O e WDT disattivato).
Org 0 indica l'indirizzo di partenza a cui andranno caricate le istruzioni nella memoria programma (il micro all'accensione inizia ad eseguire le istruzioni partendo dall'indirizzo 0), e l' END finale indica all'assemblatore la fine del programma.

    PROCESSOR 16F628
    RADIX  DEC
    INCLUDE "P16F628.INC"
    __CONFIG  11110100010000B
    ORG  0

    BSF STATUS,RP0; Attiva banco 1
    CLRF TRISB; Rende PORTB un'uscita
    BCF STATUS,RP0; Ritorna al banco 0
    MOVLW 10101110B; Carica 174 nell'accumulatore
    MOVWF PORTB ; Mandalo sui pin di uscita
    SLEEP; Stop programma

    END

Se il programma funziona, appena si fornisce alimentazione i LED devono accendersi coerentemente al valore binario impostato in W, rammentando che la cifra meno significativa (LSB) si trova sul pin RB0, mentre quella più significativa (MSB) su RB7.
Un gruppo di 4 bit si chiama nibble.


ISTRUZIONI
L'istruzione SWAPF scambia tra di loro i 4 bit meno significativi di un registro con quelli più significativi.
Anche in questo caso il risultato può essere rimesso nel registro di partenza oppure in W a seconda del valore che si da al parametro d.
Le istruzioni MOVLW e MOVWF non alterano il flag Z.
L'istruzione MOVF invece modifica il flag Z, che risulta settato (s=set=1) se il valore caricato è 0, e resettato (c=clear=0) negli altri casi.
Una MOVF può trasferire il valore nella stessa locazione da cui viene letto, il suo valore perciò non cambia, ma, visto che il flag Z viene modificato, è un modo rapido per verificare se contiene zero.
L' istruzione SWAPF scambia i nibbles (i 4 bit superiori e i 4 bit inferiori) di un registro, e deposita il risultato nell'accumulatore o nella locazione stessa da cui è stao prelevato.
Le istruzioni CLRF e CLRW permettono un caricamento diretto del valore 0 in una locazione dati o nell'accumulatore.

ADDLW  n  C Z  W = W + n
ADDWF  reg,d   C Z d = W + (reg)
SUBLW  n  C Z W = n - W
SUBWF  reg,d  C Z d = (reg) - W
INCF   reg,d    Z d = (reg) + 1
DECF   reg,d    Z  d = (reg) - 1

La seconda grande categoria di istruzioni è quella aritmetica, grazie ad esse il micro ha la possibilità di effettuare dei calcoli o di confrontare dei valori.
I PIC delle famiglie 12F e 16F sono in grado di sommare, sottrarre, incrementare e decrementare valori a 8 bit (compresi tra 0 e 255).
La prima, somma semplicemente un valore "n" (compreso tra 0 e 255) all'accumulatore W.
La seconda invece somma l'accumulatore con un registro, e il risultato viene come sempre posto dove specificato con il parametro d.
Le istruzioni di sottrazione sono un pò diverse da quelle di altri tipi di assembly, infatti qui è sempre l'accumulatore ad essere sottratto:

      SUBLW 15           significa: W = 15 - W
      SUBWF DARKSPACE,W      significa: W = DARKSPACE - W
      SUBWF DARKSPACE,F      significa: DARKSPACE = DARKSPACE - W

Le ultime due istruzioni (INCF e DECF) incrementano o decrementano di 1 il valore contenuto nel registro specificato, il risultato viene posto dove specificato con d.
Queste istruzioni settano flag Z se il risultato dell'operazione è 0.

   MOVLW   200       Carica 200 nell'accumulatore
   MOVWF   DARKSPACE    Lo mette nel registro DARKSPACE
   MOVLW   170       Carica 170 nell'accumulatore
   ADDWF   DARKSPACE,W   Lo somma con il valore di DARKSPACE
   MOVWF   PORTB     Lo manda sui pin di uscita

Per quanto riguarda le istruzione logiche:

ANDLW  n  Z  W = W AND n
ANDWF  reg,d   Z  d = W AND (reg)
IORLW  n  Z  W = W OR n
IORWF  reg,d  Z  d = W OR (reg)
XORLW  n  Z  W = W XOR n
XORWF  reg,d  Z d = W XOR (reg)
COMF   reg,d  Z  d = NOT (reg)

Queste istruzioni sono quelle che forse più assomigliano alle funzioni svolte dai comuni circuiti logici, ed in effetti a livello hardware si comportano proprio come delle semplici porte logiche che operano sui bit dei registri o dell'accumulatore.
Tutte le istruzioni a parte l'ultima richiedono due operandi su cui effettuare l'operazione logica.
Gli operandi possono essere l'accumulatore e un valore numerico diretto "n", oppure l'accumulatore e un registro, in questo caso  naturalmente va specificata la destinazione con il parametro d.
Sfruttando le caratteristiche dell'operazione logica XOR è possibile evitare l'uso di registri temporanei e ridurre le istruzioni necessarie solamente a 3:

   XORWF   DARKSPACE,F
   XORWF   DARKSPACE,W
   XORWF   DARKSPACE,F

La prima non altera il valore di W, ma in DARKSPACE si viene a trovare il risultato di DARKSPACE XOR W. La seconda effettua di nuovo uno XOR tra W e DARKSPACE, il risultato è perciò complessivamente DARKSPACE XOR W XOR W, cioè il valore inizialmente contenuto in DARKSPACE, che viene tenuto in W. Infine si effettua un terzo XOR tra DARKSPACE (che contiene sempre l'iniziale DARKSPACE XOR W) e W che contiene il valore iniziale di DARKSPACE, il risultato dell'operazione è complessivamente DARKSPACE XOR W XOR DARKSPACE, che è perciò il valore iniziale di W che viene salvato in DARKSPACE.
Così facendo i due valori hanno così cambiato di posto.
Sfruttando lo stesso principio è possibile anche scambiare tra di loro il valore di due registri (cioè REG1 e REG2) senza usarne altri di appoggio:

   MOVF    REG1,W
   XORWF   REG2,F
   XORWF   REG2,W
   XORWF   REG2,F
   MOVWF   REG1

Infine vediamo le funzioni RLF, RRF, BCF e BSF:
RLF   reg,d   C  d = rlf (reg)
RRF   reg,d  C   d = rrf (reg)
BCF   reg,b Bit b di (reg) = 0
BSF   reg,b Bit b di (reg) = 1

Le istruzioni RLF e RRF ruotano rispettivamente a sinistra o a destra i bit contenuti in un registro.
Il risultato è depositato nell'accumulatore o nel registro stesso, la rotazione avviene sempre attraverso il flag C.
La RRF funziona nello stesso modo, solo che la rotazione avviene nell'altro senso.
Queste istruzioni permettono di risolvere e semplificare numerosi problemi, per esempio legati al controllo di ogni singolo bit di un registro, alla serializzazione dei bit durante una trasmissione o al loro riassemblaggio in ricezione. Inoltre va ricordato che spostare a sinistra o a destra di una posizione i bit di un registro equivale rispettivamente a moltiplicare o dividere per 2 il suo valore numerico.
Le ultime due istruzioni permettono di resettare (BCF) o settare (BSF) un qualsiasi bit di un qualsiasi registro lasciando invariati gli altri. Questo permette per esempio di usare i singoli bit di un registro come 8 semplici memorie a due stati, ottenendo così un grande risparmio nell'utilizzo di registri.

giovedì 12 luglio 2018

Come Recuperare La Password Di Accesso Su Windows 10

Grazie all'aggiornamento "Fall Creators Update" di Windows 10, il recupero della password di accesso è più facile rispetto alle versioni precedenti.
Se si dimentica il PIN o la password di accesso e si sta utilizzando un account Microsoft, infatti, è possibile, direttamente dalla schermata di blocco, avviare la procedura di recupero, utilizzando gli indirizzi email di backup o il numero di telefono (impostati nelle opzioni di sicurezza).
Basta schiacciare sulla riga dov'è scritto "password" o "PIN" dimenticato.
La procedura guidata chiederà poi di confermare l'indirizzo email dell'account Microsoft e di compilare il CAPTCHA anti-robot.
Nella schermata successiva è possibile indicare l'indirizzo email di recupero, alternativo a quello Microsoft di cui non si ricorda la password, per ricevere il codice di reset.
Premendo sul pulsante con la freccia verso il basso si può anche scegliere di ricevere il codice tramite SMS sul numero di telefono fornito oppure di utilizzare un'applicazione Authenticator, se è stata attivata la verifica in due passaggi per l'account Windows e Microsoft.
Una volta ricevuto il codice, si può creare una nuova password e accedere al PC .
Nel caso non si abbia ancora configurato un sistema di recupero efficiente della password dell'account Microsoft, conviene farlo subito, andando alla pagina delle opzioni di sicurezza, dove è possibile aggiungere un indirizzo di riserva ed un numero di telefono.
Dunque sarà facile accedere ai PC di ignari utilizzatori? La risposta è no.
Questa procedura infatti non funziona se si utilizza un account locale oppure se il PC a cui si vuol accedere utilizza un account Microsoft che non possiamo resettare per la mancanza di opzioni di recupero (per esempio se non è nostro).

lunedì 9 luglio 2018

Facebook Introduce Il Badge "Fan Più Attivo" Sulle Pagine

Facebook ha introdotto una novità: dopo il badge storico dei profili verificati, qualche settimana fa è stato introdotto quello di Top Fan ("Fan Più Attivo") di una pagina.
Si tratta di un utile strumento sia per admin delle pagine sia per gli utenti che interagiscono con la pagina.
Un elemento distintivo quindi che dà importanza agli utenti maggiormente attivi.
Un algoritmo calcola infatti il numero di commenti, reactions e condivisioni che vengono effettuate su una pagina, oltre a quante volte la visualizziamo e per quanto tempo.
Sarà direttamente Facebook a notificare all’utente che ha ottenuto il badge.
Gli utenti  potranno liberamente decidere se far visualizzare a tutti il loro status, che comparirà sotto forma di stellina e scritta "Fan Più Attivo" oppure potranno decidere di nasconderlo.
Per gli amministratori saranno sempre visibili gli utenti con il badge.
Ovviamente ci guadagna anche Facebook: avere sotto mano gli utenti Top Fan di una pagina gli permetterà di proporre delle sponsorizzazioni "ad hoc".
Restano un mistero le modalità di attribuzione del badge: a quanti fan verrà rilasciato e quante interazioni servano per diventare Top Fan.

domenica 8 luglio 2018

Come Configurare Un Bot Per Facebook Messanger (Chatfuel)

Creare un bot per Facebook consente di rendere automatiche le interazioni con un soggetto.
Tramite questi codici è possibile interagire senza la presenza umana, in modo del tutto automatico. Con un chatbot è possibile rispondere a domande e richieste automaticamente e se si possiede una pagina dove si vende e non si è momentaneamente disponibili, l'utilità balza subito all'occhio.
Anche perchè è possibile tenerlo attivo 24 ore su 24.


CHATFUEL
Uno dei più semplici da configurare è Chatfuel.
A questo proposito, colleghiamoci sul sito Chatfuel e clicchiamo sul pulsante blu al centro: Get Started For Free (assicuriamoci di essere loggati su Facebook).
Clicchiamo dunque sul pulsante rosso Create a new bot e attendiamo qualche secondo.
Per connettere il bot che stiamo creando al nostro account sul social network, clicchiamo sul pulsante Connect To Page situato in alto a destra.
Compariranno tutte le pagine Facebook che gestiamo tramite il nostro account, selezioniamola.
Cominciamo con il configurare qualche piccola impostazione in Chatfuel: rechiamoci all’indirizzo Dashboard Bots e clicchiamo sull’icona delle impostazioni relativa al bot e selezioniamo la voce Rename per assegnargli un nome.
Fatto ciò clicchiamo sul pulsante Done.


COLLEGAMENTO DELLA PAGINA
Colleghiamo ora la pagina Facebook al servizio online che ospiterà il nostro bot e che lo manterrà in funzione 24 ore su 24.
Sempre dal sito precedente, clicchiamo sul bot e selezioniamo il pulsante Welcome message a sinistra per scrivere un messaggio di benvenuto da mostrare ai clienti.
A destra appaiono alcuni messaggi di default: modifichiamo il primo ed eliminiamo gli altri (o se vogliamo, lasciamoli).
Per cancellarli basta passarci sopra col mouse, cliccare sul cestino e Delete.
I messaggi predefiniti possono essere modificati a piacimento.
Con Add Button possiamo inserire alcune informazioni come numeri di telefono o indirizzi Web che preferiamo mostrare.


MODIFICA DEI MESSAGGI
Dobbiamo ora modificare i testi dei messaggi che vengono visualizzati dal cliente.
Andiamo su Default Answer e cancelliamo i messaggi preimpostati lasciandone solo uno e andiamo a modificarlo come vogliamo (possiamo anche inserire più messaggi).
I blocchi permettono invece di creare delle risposte più articolate, accompagnate da immagini singole, risposte testuali, etc.
Nella sezione Automate rechiamoci in Group Of Content Blocks e clicchiamo sul pulsante + per aggiungere un blocco.
Il blocco creato viene chiamato Untitled block 1: selezioniamolo, assegniamogli un nome (nella barra posizionata in alto) e aggiungiamo una “tessera” dalla sezione Add a Cart.
Scegliamo la sezione Gallery, che nel nostro esempio mostrerà alcuni prodotti che un tipico negozio può mostrare all’utente che lo richiede.
Alla schermata che appare carichiamo una foto, un titolo, un sottotitolo e un URL.
Ora facciamo in modo che se l’utente scrive in chat la parola “X”, il bot risponderà “Y”.
Clicchiamo sulla sezione Set Up All e modifichiamo le impostazioni di default.
Vedremo la pagina divisa in due: nel menu di sinistra digitiamo una (o più) parola chiave; a destra selezioniamo Bot Replies With Block e richiamiamo il blocco creato prima (al posto di Block, possiamo inserire anche un semplice testo).
Dal menu di sinistra di Chatfuel portiamoci nella sezione Broadcast e clicchiamo su Deliver Your Message Now.
In Add A Card selezioniamo Text e scriviamo un messaggio da inviare a i nostri utenti.
Scritto il testo, clicchiamo col tasto rosso Send per inviarlo.
Dopo qualche secondo il messaggio verrà inviato.
Possiamo anche scegliere a chi inviare il messaggio, ad esempio a coloro che vivono in una zona con un determinato fuso orario (timezone) oppure a tutti coloro che si chiamano “Andrea”.
Per fare ciò sempre in Deliver Your Message Now, selezionare Attribute nel primo campo in alto e Firrst name nel secondo.
Nel terzo campo dovremo operare le scelte: is not (“non è”), is (“è”) o starts with (“inizia con”); mentre in value inseriamo ad esempio Andrea.
In questo modo invieremo il messaggio solo a coloro che si chiamano Andrea e che hanno chattato con il nostro bot.
Ci manca soltanto da aggiungere una tessera: ad esempio quella Image, che ci permetterà di inviare una foto (a nostra scelta) a tutti coloro che soddisfano la regola che abbiamo creato (nell’esempio a tutti coloro che si chiamano Andrea).
Clicchiamo quindi su Upload Image.
Terminato il tutto, clicchiamo Send per spedire il messaggio.


MESSAGGI AUTOMATICI
Se dopo che il cliente ha parlato con il bot vogliamo inviargli un messaggio automatico, possiamo farlo nella sezione Add A Trigger. Impostiamo quindi a chi vogliamo inviare il messaggio, in Trigger After scegliamo First Interaction e in Send time selezioniamo un orario a piacere.
Per inviare messaggi in date e orari prestabiliti andiamo in Schedule For Later e selezioniamo un programma.
Clicchiamo On per attivarlo e selezioniamo a quale categoria di persone inviarli.
In Message Type specifichiamo la tipologia (ad esempio Update) e selezioniamo giorno, ora e timezone; in Repeat specifichiamo se rispedire il messaggio con una certa periodicità.
Per completare selezioniamo una tessera.
Se vogliamo essere più dettagliati nei messaggi facendo riconoscere al bot nome, genere etc.
dell’utente che ci contatta, basterà scrivere all’interno della tessera Text la dicitura {{first name}} seguito dal messaggio, in questo modo il bot risponderà inserendo il nome vero e proprio di chi lo contatta.
Abbiamo anche {{gender}} per il genere (maschio o femmina) e {{timezone}} per riconoscere
il fuso orario.
Per conoscere la lista intera delle diciture digitiamo le parentesi grafe {{ e attendiamo la comparsa automatica della lista.
In Message Type possiamo selezionare il tipo di messaggio che vogliamo inviare, come
Update per includere info promozionali, Shipping per mostrare informazioni su un prodotto


ALTRE FUNZIONI
Nel menu laterale troviamo: People, che dà consigli riguardo il servizio Chatfuel; Configure, che permette di settare alcune impostazioni (come il nostro fuso orario o la possibilità di passare all’account Pro, che tra le caratteristiche permette di avere info dettagliate sul nostro pubblico); Grow, che contiene gli strumenti che permettono di far crescere il nostro bot;
Analyze, che raccoglie le statistiche del nostro bot (come gli utenti totali o attivi).

giovedì 5 luglio 2018

Guida All'Overclock Della Scheda Video (Mining Bitcoin e Criptovalute)

Oltre al Timing della Memoria, è possibile adottare altri accorgimenti per migliorare le prestazioni del mining.
Si può infatti agire sull'overclock della scheda video, scaricando MSI Afterburner (Download).
Prima di fare ciò si consiglia di aggiornare i driver della scheda video.
Sostanzialmente va aumentato il "memory clock" (frequenza a cui lavora le RAM delle schede video).
Per altri casi basta aumentare il valore di pochi MHz, ai nostri fini invece potete provare a step di 25 o 50 MHz (tipo progressione geometrica: 25, 50, 75, 100 e così via).
Aumentate e, di volta in volta, controllate la stabilità di sistema facendo girare il software di mining (controllando le Temperature che non devono essere più alte di 70°).
In caso abbiate problemi abbassate di 25, sino a trovare il punto di stabilità.
Va aumentato anche il "core voltage" (espresso in %) che rappresenta il voltaggio usato dalla scheda durante i carichi di lavoro.
Contemporaneamente a questi test, per abbassare il consumo energetico, potrete diminuire leggermente il "core clock" (in particolare la frequenza della GPU) e il "power limit".
In questi casi si parla di abbassamenti di poche unità.
Insomma va trovato il giusto compromesso.
Vi ricordo che non esistono configurazioni ad "hoc" ma dipende dalla vostra scheda video, inoltre si consiglia la modifica solo ad utenti abbastanza esperti.

martedì 3 luglio 2018

Arrestato L'Admin Di Dream Market: OxyMonster

Gal Vallerius, franco-israeliano, conosciuto anche come "OxyMonster" su Dream Market (attivo dal 2013), si era recato negli Stati Uniti per partecipare a una gara di barba e baffi in Texas, ma è stato arrestato prima di arrivarci (ad Atlanta).
Gli agenti americani hanno fermato Vallerius sequestrando il suo portatile, trovando installato il software TOR, le credenziali di accesso a Dream Market, una chiave di cifratura e 500.000 $ in Bitcoin.
Vallerius si è dichiarato colpevole e ha ammesso di essere OxyMonster, uno degli admin del mercato nero online Dream Market, per evitare di ricevere una condanna fino a 20 anni di reclusione.
Al tempo dell’arresto di Vallerius, Dream Market contava 94mila inserzioni, di cui 47mila di sostanze illegali.
Oggi, le inserzioni sono oltre 120mila e quelle dedicate a sostanze psicoattive 63mila.
Vallerius avrebbe iniziato la sua carriera come venditore di Ossicodone e Ritalin.
Successivamente sarebbe poi diventato moderatore senior e avrebbe svolto funzioni da amministratore, svolgendo un ruolo critico nel “sostenere transazioni illecite, come il traffico di narcotici e il riciclaggio dei ricavati”.
Un moderatore in questi siti si occupa di dirimere le dispute fra compratori e venditori, facendo da escrow e bannando eventuali scammers (truffatori).
L'errore più grave (da principiante) è stato che tra le informazioni messe sul forum del sito era indicato un indirizzo Bitcoin per mandare mance a mod, admin e founder.
Gli investigatori si sono messi ad analizzare le transazioni in entrata e in uscita da questo indirizzo e hanno notato che alcune andavano a finire in alcuni wallet, portafogli, controllati da un francese di nome Vallerius sul sito Localbitcoins.
A quel punto gli agenti hanno cercato i profili social, Instagram e Twitter, del sospettato, notando molte somiglianze col modo di scrivere di OxyMonster.
L’uso di alcune parole, la punteggiatura, il doppio punto esclamativo, l’impiego frequente di punti interrogativi, etc
L’errore che ha fatto è stato dunque pubblicare l' indirizzo di un suo wallet Bitcoin sul profilo di OxyMonster, tramite il quale si è potuti risalire a spostamenti di Bitcoin sul sito Localbitcoins.
Gli inquirenti quindi hanno effettuato una analisi stilometrica per vedere se lo stile di scrittura di OxyMonster fosse simile a quello di Vallerius ed effettivamente erano molto simili (frequenza d’uso di alcune parole, doppi punti esclamativi, etc).
La prova definitiva è risultata essere il suo portatile, come visto in precedenza.
La sentenza giudiziaria è attesa per settembre ma l’uomo ha assunto un atteggiamento subito collaborativo per evitarsi il rischio di 20 anni di carcere.