Visualizzazioni Totali

IL MIGLIOR BLOG TECNOLOGICO DEL WEB: PER ESSERE SEMPRE AGGIORNATI SULLE NOVITA' DEL BLOG DA OGGI CI TROVATE ANCHE SU FACEBOOK! (LINK A SINISTRA)

martedì 28 luglio 2015

Tor Hackerato Da Hacker Cinesi?

Tor, sin dagli albori della sua creazione ma direi in generale ancora oggi, è conosciuto come il browser web più sicuro in circolazione, quello che permette a chiunque di navigare in rete conservando il proprio anonimato.
Se nel recente passato la NSA ha dimostrato come fosse possibile ingannare gli utenti fingendosi nodi verificati del sistema, circa 1 mese fa son stati hacker cinesi a dare un altro pesante colpo alla "cipolla" più famosa del Deep Web.
L’obiettivo è stato quello di tracciare le attività di giornalisti e lettori di particolari portali web, dichiaratamente ostili al governo cinese.
Secondo quanto si legge sul New York Times, gli hacker sono riusciti ad eludere due dei principali strumenti di sicurezza utilizzati su internet: le VPN e Tor appunto.
Entrambi sono il punto fermo di quelli attivisti che tentano di bypassare il cosiddetto Great Firewall, ovvero lo scudo telematico cinese che impedisce, ad esempio, di navigare su Google e accedere ad app e siti dell’azienda di Mountain View.
Nel mirino degli hacker almeno 15 portali, inclusi Baidu e Alibaba, dove anche i dati degli utenti di Tor potevano essere rubati e decriptati, stando al Times, grazie ad un exploit che sfrutta una vulnerabilità dei server cipolla mai patchata.
Grazie a questo bug i criminali sarebbero riusciti a iniettare codice maligno nei siti di informazione più popolari tra gli attivisti così da infettare il browser e rendere trasparenti le informazioni di navigazione.

Il Browser Hornet: Più Veloce e Sicuro Di Tor?

Tor che permette di navigare sia sul Clear Web che sui siti Onion, ad oggi, è probabilmente il browser più sicuro.
Tuttavia sembra ormai imminente l’arrivo di un browser anonimo ad altissima velocità chiamato Hornet che permetterebbe di navigare ad una velocità di ben 9300Mbps tutelando la privacy.
Tor utilizza la crittografia end-to-end, che permette di mascherare l’identità di un individuo creando una connessione anonima, essa è applicata innumerevoli volte durante la navigazione e questo fa sì che i caricamenti delle pagine siano lenti.
Inoltre, la potenza della rete Tor si basa sul numero di sistemi connessi, difatti spesso la navigazione risulta difficile.
Hornet invece, si basa sul protocollo di onion routing a bassa latenza, quindi adotta un sistema di comunicazione che riesce a gestire l’encrypt dei dati ad una velocità molto maggiore, potendo così generare traffico anonimo ad alte prestazioni.
Questa rete è stata costruita dal ricercatore Chen Chen della Mellon University.
L’obiettivo è quello di creare un’alternativa alla rete Tor più efficiente, più stabile, più veloce e meno suscettibile agli attacchi hacker che di solito vengono utilizzati per smascherare gli utenti connessi a Tor.

sabato 25 luglio 2015

Chris Roberts Hackera Aereo In Volo

Due mesi fa Chris Roberts, ricercatore di sicurezza di professione, tramite il suo profilo Twitter lasciava intendere di aver hackerato il sistema di un aereo di un volo della United Airlines in servizio da Chicago.
Alla fine del volo, al suo arrivo a Syracyuse, Roberts aveva trovato l’FBI ad attenderlo.
Dopo un’accurata perquisizione l’uomo era risultato in possesso di un computer e di una chiavetta Usb.
Ma non solo, i sistemi del posto da lui occupato risultavano manomessi.
Roberts venne arrestato.



CHE C'E' DI VERO?
In prima battuta la sua storia aveva suscitato molti dubbi.
Impossibile secondo alcuni “bucare” il sistema di sicurezza di un aereo.
Roberts avrebbe spiegato di aver hackerato i sistemi di un aereo tra le 15 e le 20 volte tra il 2011 e il 2014. In un’occasione l’esperto di cybersicurezza sarebbe riuscito a prendere il controllo del motore di un aereo su cui viaggiava dando al computer di bordo il comando “Clb”, ovvero “climb”, cioè prendere quota.
Il comando è stato eseguito da uno dei motori del velivolo e di conseguenza l’aereo «si è spostato lateralmente durante uno di questi voli», riporta sempre il documento.
Roberts ha detto di essere a conoscenza di “falle” nei sistemi informatici di tre modelli Boeing e di un modello Airbus.

"Negli ultimi 5 anni, il mio unico interesse è stato quello di migliorare la sicurezza degli aeromobili", ha scritto in un tweet in sua difesa lo stesso ricercatore, sostenendo che i federali abbiano "compresso in maniera errata tutta la storia"

Inoltre, l’esperto ha hackerato i sistemi di intrattenimento di bordo prodotti dalle compagnie Thales e Panasonic.
Lo scorso aprile un rapporto degli investigatori del Government Accountability Office, un’agenzia del governo federale americano, spiegava che centinaia di aerei di linea in tutto il mondo sono a rischio hacker, soprattutto quelli di ultima generazione, poiché i loro computer possono essere violati o messi fuori uso attraverso la rete wi-fi messa a disposizione dei passeggeri.
Inoltre nel report viene descritto un processo secondo cui è possibile accedere ad una scatola situata in prossimità del sedile con cui collegarsi tramite un cavo Ethernet modificato.
Da qui si accede direttamente all'IFE utilizzando nomi utente e password "generici".
La parte più dibattuta però la seguente: l'FBI sostiene che Roberts sia stato in effetti in grado di passare dall'IFE alle altre reti più "sensibili" dell'aereo, fra cui quelle legate alla gestione dei motori con cui è possibile addirittura impartire leggere deviazioni sulla rotta del volo.
Molti esponenti esperti in sicurezza, ma non tutti, hanno risposto con molto scetticismo alle affermazioni di Roberts, e tuttora le indagini della FBI non sono concluse.
Ma Roberts sembra continuare per la sua strada: la sua azienda ha perso un round di finanziamenti in seguito al clamore scoppiato nei notiziari per l'avvenimento sul volo United, costato alla stessa il licenziamento di dodici impiegati (pari alla metà dell'intero staff).
Nel frattempo United ha creato un programma di ricerca dei bug che offre miglia gratis a chi aiuta a rintracciare eventuali vulnerabilità di sicurezza.

Identificare Numeri Che Non Si Conoscono Con Hello

Hello è la nuova app sviluppata dal team di Messenger che prova a risolvere un problema che si perde nella notte dei tempi: quello delle chiamate anonime(cioè numero visibile ma non si sa a chi appartiene).
Con questa app potrete dunque identificare i numeri che non conoscete e spaere a chi appartengono.
Sfruttando le informazioni a disposizione su Facebook e incrociando i dati con quelli del dispositivo dell'utente chiamante, l'app rivela l'identità di chi sta chiamando, anche se il numero non è presente nella rubrica telefonica.
Naturalmente vengono visualizzate solo le informazioni già condivise su Facebook dall'utente chiamante.
L’idea è quella di avere un’app costantemente interfacciata coi nostri contatti di Facebook, capace di fornirci informazioni dettagliate e complete su chi ci sta chiamando, anche se si tratta di un numero che non abbiamo in rubrica.
Ad esempio ad un numero sconosciuto potrebbe corrispondere il profilo e la foto di qualcuno con il quale abbiamo decine di amici in comune.
Oltre a consentire il riconoscimento di chi chiama, l'app permette di bloccare le chiamate indesiderate, ma anche la ricerca di numeri di persone o di attività, funzione, quest'ultima, che si intreccia con la volontà di Facebook di diventare un punto di riferimento anche nelle attività di ricerca di luoghi di interesse.
L'app è già scaricabile su Play Store ma solo per utenti degli Stati Uniti, del Brasile e della Nigeria.
La ricerca dei numeri e l'identificazione delle persone dipende dalle policy utilizzate dagli utenti nel condividere i propri dati.
Se il chiamante li condivide con gli amici, questi saranno le uniche persone che vedranno i suoi dati.
L'app permette di collegare all'account diversi numeri di telefono.
Se si usano più telefoni contemporaneamente, le altre persone sapranno così che siamo sempre noi a chiamare.

Come Risalire AI Numeri Sconosciuti: Tellows

Tellows è un'app innovativa, collegata con l'omonimo catalogo online, che classifica i numeri telefonici.
Serve soprattutto per bloccare gli scocciatori: ovvero televendite.
Per fornire il servizio di cui sopra, l’app si appoggia alle informazioni raccolte dall’omonima community Tellows.it e grazie ad esse “Tellows” consentirà all’utente di sapere ancora prima di rispondere se la chiamata in entrata è di tipo promozionale o più in generale non desiderata.


CATALOGO NUMERI
Attraverso l’insieme dei giudizi espressi degli utenti della community, infatti, per ciascun numero telefonico viene calcolato un punteggio ( “Tellows Score”) che ne rivela immediatamente il grado di serietà.
Per pervenire a questo risultato, l’app salva i contatti nella rubrica, raccogliendo all’interno tutti i numeri telefonici con i punteggi più alti (e meno seri) 7, 8 e 9.
Ogni numero è classificato secondo una categoria, ad esempio: Pubblicità, Truffa, Numero serio, etc
Quando uno di questi numeri chiama sul vostro mobile, verrete avvisati in tempo reale sul display del vostro cellulare, grazie ad indicazioni riguardanti nome e categoria del mittente.
Fatto questo, quando l’utente riceve una chiamata da parte di uno di questi numeri, l’app (se presente) segnala sin dal primo squillo il punteggio assegnato dalla community, lasciando agevolmente capire all’utente se rispondere o meno.
Nel caso in cui l’utente riceva una chiamata da parte di un numero sconosciuto, al termine della chiamata potrà copiarlo dalla propria lista di chiamate per poi inserirlo nella ricerca di Tellows, una volta lanciata l’app.
Fatto questo, all’utente verrà proposta la pagina della community inerente il numero in questione, tramite la quale potrà vedere i commenti degli altri utenti, il tipo di numero telefonico, la provenienza e il motivo delle chiamate.
Nel caso in cui, invece, non siano già presenti informazioni sul numero sconosciuto, questi potrà iniziare a mettere in guardia gli altri utenti con i propri commenti e segnalandolo in caso di “pericolo”.
In questo modo, quindi, si potrà contribuire attivamente all’espansione delle informazioni della community per far migliorare progressivamente il servizio.
Play Store: Tellows Download

Quando è La Donna A Fare Il Primo Passo: Bumble App

Whitney Wolfe, dopo che nel 2012 era stata tra le fondatrici di Tinder, ha pensato bene nel dicembre 2014 di creare anche Bumble, una app "ispirata" sempre da Tinder(per la verità, app ormai funestata da profili fake).
Con qualcosa in più.

"Le donne oggi stanno prendendo il controllo di ogni aspetto della loro vita. Siamo indipendenti nelle carriere, nell'educazione ma quando si tratta di incontri continua a vigere una sorta di regola non scritta che ci vuole sedute ad aspettare che qualcuno ci scelga. Perché?  E' controproducente. Le donne vogliono fare il primo passo e andare oltre ma è la società e la paura di essere percepite come "disperate" o " troppo avanti" che le spinge a tornare indietro. Fare il primo passo fa sentire una donna più sicura, confidente, e le permette di portare la conversazione nella direzione che desiderano. Bumble è una piattaforma utile a uomini e donne allo stesso modo.
Se l'uomo vuole parlarci, Bumble non glielo permette. Bumble è una sorta di muro di vetro che cerca di cambiare le dinamiche con la speranza di creare esperienze positive, corrette e apprezzate".


IL FUNZIONAMENTO DI BUMBLE
Stesso meccanismo di selezione: gli iscritti cercano il partner scorrendo una serie di fotografie proposte in base alla geolocalizzazione e solo in caso di gradimento reciproco possono avviare una conversazione in chat.
Su Bumble però il primo passo, il primo "messaggio", lo possono scrivere solo le donne.
E per farlo hanno a disposizione un tempo massimo di 24 ore dopo il quale la connessione tra i due scompare.
A gli uomini la possibilità di estendere un match al giorno per altre 24 ore.
Nei primi sei mesi di vita la start-up ha messo in contatto oltre 20 milioni di persone...Tinder ne collega 26 milioni al giorno e in Italia l'app è stata scaricata da circa 10mila utenti.
La mission di Bumble è quella di aiutare gli iscritti a creare rapporti più sicuri, decentralizzando l'uomo dal gioco della conoscenza si abbassa l'ansia del rifiuto e la pressione della performance.
In un certo senso si spinge la donna a prendere il controllo della situazione fino a sentirsi più sicura.
Sito Ufficiale: Bumble

La Droga Con La "F" Di Facebook: Pericolosa e Mortale

Da qualche mese, precisamente a Budapest(in Ungheria), circola una strana droga che presto potrebbe arrivare in tutta Europa.
Oltre ad essere particolarmente pericolosa, ha un segno particolare ed inequivocabile, ovvero una lettera f che riprende chiaramente il simbolo di Facebook.
Ovviamente non ha nessuna attinenza con i proprietari di Facebook ma è solo una riproduzione.


PILLOLA MOLTO PERICOLOSA
Questa pillola azzurrina, che circola nelle discoteche e per le strade ungheresi, è sotto i riflettori delle autorità in Ungheria.
Sconvolge il ciclo circadiano, porta difficoltà di deambulazione, allucinazioni e morte.
Questo è l’identikit dell’ultima arrivata tra le nuove droghe sintetiche, in continuo divenire anche per sfuggire alla tracciabilità.
I suoi componenti non sono ancora noti, ma è certo che le dosi contenute nella pillolina con la f sono massicce e particolarmente pericolose, come è certo che contiene anche oppiacei e cannabioidi.
Parrebbe che oltre 15 persone che hanno assunto una pillola con la f sono finite in ospedale con sintomi gravi e sottoposti a terapia intensiva.
Secondo i medici ungheresi uno degli aspetti più inquietanti è rappresentato dalla durata di sintomi, soprattutto per quanto riguarda le allucinazioni, che hanno condotto già alcuni pazienti in reparto psichiatrico con importanti sintomi psicotici.
Nella terra magiara l’eroina e le metanfetamine sono sempre più rare, in compenso il problema della droga è quanto mai urgente, con interi quartieri divenuti fucine di spaccio e nuove droghe continuamente in fieri.
Il motivo della scelta di riprendere una delle icone del cyberspazio in una droga è chiaramente quello di farsi notare da una generazione di giovanissimi per i quali i social media sono chiaramente un simbolo.
I produttori di stupefacenti, e in particolare di ecstasy, non sono nuovi all’utilizzo di simboli o brand famosi, arrivando talvolta a imprimere sulle pastiglie personaggi dei fumetti, marchi automobilistici e ora anche icone tecnologiche.

lunedì 20 luglio 2015

La Grecia Adotta Il Bitcoin? Limiti e Vantaggi

Per via della crisi che ha colpito la Grecia, nelle 3 settimane passate l'unico bancomat funzionante ad Atene sarebbe stato quello che permetteva l’acquisto dei Bitcoin, la moneta virtuale che non ha istituti centrali di emissione diversi da Internet.
Da fine giugno, da quando le banche in Grecia sono state chiuse ed è stato imposto il Capital Control, non era più possibile effettuare transazioni digitali e/o acquistare servizi in rete.
Chi possiedeva un account collegato a un conto greco (o a una carta di credito riconducibile a un conto greco) non poteva più comprare nulla in rete.
Dunque i servizi di PayPal da conti bancari greci, così come le operazioni transnazionali non erano più disponibili.
Nessun disservizio dunque per i turisti stranieri.
Ma per i greci pagare online era diventato praticamente impossibile.
Come detto con la serrata degli istituti di credito reperire liquidità in Grecia era diventato sempre più difficile e tra turisti e utenti si stanno diffondendo informazioni su come fare acquisiti o far circolare capitale dentro e fuori il territorio utilizzando sistemi di pagamento virtuali.
E quale miglior soluzione, se non il Bicoin? Una moneta senza banche centrali né emittenti certificati e che, grazie al trading online, può essere convertita in valute “reali” (dollari, sterlina, etc) arrivando a controvalori da capogiro: oltre 5 miliardi di dollari solo nel 2013.
Inoltre con questa moneta è ormai possibile fare acquisti online (siti appositi ma anche Amazon, eBay, etc) o pagare tasse universitarie (come succede già in Cipro, a Nicosia).


IL BITCOIN IN GRECIA?
Non a caso nelle settimane passate, il picco di accesso e di transazioni è avvenuto proprio dalla penisola ellenica.
E' ovviamente difficile ipotizzare che i problemi della Grecia vengano risolti dal Bitcoin, tuttavia essendo il loro numero limitato e la loro domanda molto alta, variazioni al rialzo possono solo significare un boom di utilizzo della moneta stessa.
Circa 1 mese fa, in concomitanza con la pubblicazione delle dichiarazioni del ministro greco delle finanze Yanis Varoufakis sul fatto che Atene non avrebbe proposto una nuova lista di riforme a Bruxelles per trovare un accordo anti default, il Bitcoin ha visto salire le sue quotazioni schizzando a 257 dollari(un aumento del 20% negli ultimi 30 giorni).
I greci, ormai da tempo, hanno iniziato a valutare sistemi alternativi di investimento o di protezione dei propri risparmi, o di ciò che ne resta.
Sicuramente la versione attuale di Bitcoin non è una alternativa valida per una nazione.
Al momento il protocollo impone un massimo di circa 7 transazioni per secondo.
L'attuale versione di Bitcoin non potrebbe oggi sostenere la globalità del traffico di un paese come la Grecia con 11 milioni di abitanti che evidentemente necessita di una infrastruttura preparata a gestire un numero di transazioni decisamente superiore.
Tuttavia questo è un falso problema, visto che il numero di transazioni potrebbe essere modificato.
Varoufakis individua tre caratteristiche utili delle monete matematiche: trasparenza, efficienza e zero costi di transazione.
E' invece notizia delle ultime ore che le banche greche riapriranno i loro uffici al pubblico.
Il massimo prelievo possibile è di 420 euro alla settimana, da oggi anche in un'unica soluzione e non più solo a "colpi" di 60 euro al giorno, come era stato invece concesso nelle tre settimane di chiusura degli istituti.


IL BITCOIN SALVA CRISI NEL FUTURO?
Per la sua architettura, il Bitcoin e in generale le monete virtuali, potrebbero un giorno risolvere le crisi monetarie.
Lo scrive il Wall Street Journal, notando che "il problema fondamentale della Grecia è che non può uscire dal suo buco nero finanziario stampando moneta. Siccome il trasferimento di fondi fuori dal paese è stato congelato e c'è un severo limite a quanto denaro i greci possono prelevare al bancomat ogni giorno, il rischio che molte imprese finiscano in bancarotta e le famiglie non riescano a far fronte alle necessità quotidiane è quanto mai reale".
I Bitcoin ovviamente non possono al momento essere d'aiuto perché per averli occorre prima comprarli con gli euro e nessun greco ora userebbe i pochi euro a disposizione per acquistare valuta virtuale.
Tuttavia, la loro tecnologia apre inimmaginabili possibilità per il futuro di qualunque scambio economico che avvenga tra persone o imprese.
Yanis Varoufakis aveva scritto sul suo blog più di un anno fa che, se la Grecia voleva creare una propria moneta per sostituire l'euro, poteva usare la tecnologia dei Bitcoin per forgiare una valuta il cui valore sarebbe stato garantito dal futuro introito fiscale del governo.
In Grecia, molte aziende stanno facendo quello che spesso si fa in tempi di crisi monetaria: pagano fornitori e dipendenti in "pagherò" cioè promesse di restituire il debito non appena le banche sbloccheranno i soldi dell'azienda".
Secondo Michael Casey, consulente senior adviser del MIT Media Lab sulle criptovalute, la tecnologia dei Bitcoin può essere usata per emettere "pagherò" con un nuovo meccanismo chiamato “Sidechains”.
Con la tecnologia attuale, le transazioni in Bitcoin o simili sono registrate su un registro digitale principale (il Blockchain).
Questo registro non viene conservato da un ente centrale, ma è distribuito su una rete globale di computer: non esiste quindi un'autorità centrale che regola o verifica le transazioni e il sistema funziona a prescindere da chiunque lo usi, non occorre la verifica di terze parti.
Ciò rende il sistema enormemente più veloce e meno costoso di quello tradizionale.
Il meccanismo Sidechains è la principale tra le tecnologie emergenti che potrebbero sostituire il blockchain. Ciò fa anche intuire che, se il Bitcoin non è semplicemente una moneta, ma un protocollo e una piattaforma, i sistemi e le applicazioni che gli sviluppatori possono creare sono teoricamente senza limiti.
Le criptomonete che rappresentano una porzione degli asset del paese manterrebbero il loro valore finché le persone crederanno nel valore di quegli asset.
In futuro, invece, i token digitali potrebbero essere usati in modo permanente per formare un sistema simile al vecchio baratto (il sistema cui si finisce spesso per ricorrere quando si verifica una crisi monetaria).

“Il motivo per cui il baratto non è efficiente è che non si può tagliare un cavallo in due in cambio di un pugno di frecce o simili”, spiega Casey.
Invece dei cripto-token, sorta di "buoni digitali", che rappresentano ciascuno una porzione di un asset, possono essere divisi all'infinito.

"Nessuna tecnologia può risolvere i problemi creati da una cattiva gestione o da sistemi che non funzionano", scrive il Wall Street Journal.
"Ma la cosa più entusiasmante della tecnologia dei Bitcoin è il potenziale di rendere veramente democratico il modo in cui il denaro viene creato. E questo, secondo molti, è il cuore del dibattito sulla Grecia e sul destino dell'intera Unione europea".

domenica 19 luglio 2015

La Leggenda Di Polybius: Il Gioco Maledetto

Negli anni uscirono i primi computer o console se così le vogliamo definire: stiamo parlando di ZX Spectrum e del mitico Commodore 64, versioni avanzate dei più limitati ZX81 e VIC20.
E in questo contesto che imperversavano anche le sale giochi: proponendo voluminosi cabinati.
L'interfaccia utente di quelle macchine da gioco era costituita da uno schermo e un numero limitato di colori, da una leva e un paio di pulsanti, oltre ai classici tasti per la selezione di una partita per uno o due giocatori. Inoltre, in bella vista, la fessura per inserire i gettoni ovviamente.
I videogiochi erano accusati di provocare danni alla salute, attacchi di epilessia, dipendenza psicologica, alienazione dal mondo reale.
Inoltre, se si considera che l'ambiente delle sale giochi, frequentate da un gran numero di ragazzi, poteva attirare anche generi di persone poco raccomandabili, è chiaro che la diffidenza attorno a questi locali e ai videogiochi con i loro cabinati non poteva che aumentare.


IL MISTERO DI POLYBIUS
In questa cornice si colloca una delle leggende metropolitane più oscure che abbiano interessato il mondo dei giochi elettronici: Polybius, appunto, il misterioso gioco psichedelico.
Il nome deriverebbe da "Poly-bios", una combinazione di parole che significherebbe "multi-vita" secondo una traduzione letterale.
Si racconta che questo cabinato comparve nel 1981 in un sobborgo di Portland, la città più importante dell'Oregon.
La tiratura fu davvero limitata: un esemplare, forse due.
Si dice che, appena fu installato, cominciò ad attirare lunghe file di giocatori, alcuni dei quali divennero davvero incalliti, catturati in modo irresistibile dalle caratteristiche ipnotiche del gioco.
A quanto si racconta, i giovani che si cimentavano in Polybius sperimentavano successivamente fenomeni di amnesia, dimenticando il loro nome e dove abitavano, e soffrivano di inquietanti incubi notturni.
Si narra di alcuni soggetti che, a causa di quegli orribili sogni, si svegliavano in piena notte in preda a deliri.
Si ritenne plausibile che il gioco fosse stato sviluppato da qualche fantomatico gruppo di ricerca governativo, naturalmente segreto, che aveva utilizzato particolari tecniche per analizzare e modificare il comportamento umano.
Queste voci vennero alimentate da un presunto gestore di una sala giochi in cui era stata ospitata una delle due macchine su cui era eseguito Polybius.
Si racconta, inoltre, che le macchine venissero occasionalmente visitate da degli uomini in nero intenti a raccoglierne i dati e a testarne gli effetti stupefacenti


IL GIOCO
Secondo le descrizioni, il gioco era decisamente insolito: uno sparatutto statico ma dai contenuti astratti e con alcuni enigmi da risolvere.
Altri parlano di un Action fantasy.
Il gioco utilizzava stimoli luminosi intermittenti, effetti psichedelici e messaggi subliminali visivi e sonori non percepiti in modo conscio dai giocatori.
In alcuni livelli erano presenti solo linee nere e altri oggetti del gioco, flash velocissimi e messaggi ambigui.
I messaggi trasmessi erano piuttosto inquietanti: per esempio, uno di essi ripeteva "Suicide Yourself", ovvero "Suicidati".
Si dice che uno dei giocatori più incalliti, all'epoca un ragazzo, sia diventato uno dei più feroci oppositori all'uso dei videogiochi.
Dalla sua testimonianza sappiamo che i due cabinati di Polybius sono scomparsi dopo poco più di un mese dalla loro prima apparizione e nessuno ne ha più sentito parlare.
Vista la limitata diffusione, non sorprende che non siano mai state trovate le sue ROM o i sorgenti del programma.
In una delle (presunte) immagini rimaste si deduce che lo sviluppatore del gioco fu una fantomatica società "Sinneslöschen"(Sudamericana) che secondo traduzioni non propriamente letterali dal tedesco suona come "cancellazione dei sensi" o "privazione sensoriale".
Ogni fatto presentato si è diffuso come un'eco che, amplificata e trasformata da nuovi racconti, ha acquisito una forma quasi definitiva che comunque si accresce sempre di altri contributi.
Perciò non è facile capire quale sia l'origine della leggenda e quanto ci sia di vero.


LE TESTIMONIANZE DELL'ESISTENZA?
Nel 2006 Steven Roach scrisse su "coinop.org" e raccontò del suo coinvolgimento nello sviluppo del gioco.
Affermò di aver voluto tentare nuovi effetti grafici, ma che questi avrebbero causato crisi epilettiche in persone sensibili agli effetti luminosi intermittenti.
Di conseguenza il gioco venne ritirato, la casa produttrice fallì e il programma venne azzerato.
Nel 2011 venne rinvenuta una possibile macchina di Polybius a Newport, nell'Oregon.
Uno sconosciuto disse che il gioco era riconoscibile dal nome presente sul lato scritto con uno stile simile a quello di Pac-man.
La cabina sparì poco tempo dopo che la sua esistenza era stata rivelata.

sabato 18 luglio 2015

Quanti Utenti Sono Connessi Ad Internet Nel Mondo?

Ralph Straumann e Mark Graham, ricercatori dell'Oxford Internet Institute, hanno disegnato una sorta di cartina geografica dove viene messo in relazione l'uso d'internet quindi il numero di utenti connessi nel mondo.
Il tutto in proporzione.
Qui trovate l'indagine svolta e la mappa ad una risoluzione maggiore: Oxford University (Utenti Connessi Ad Internet)
Ad esempio si può notare quanto grande sia la Gran Bretagna rispetto ai paesi nordici ma anche rispetto agli USA per dire.
Infatti di realizzare una mappa geograficamente proporzionata, i  ricercatori allo Oxford Internet Institute, ne hanno disegnata una in cui i paesi sono in scala a seconda del numero di utenti internet che hanno.
I dati sono visualizzati tramite un cartogramma esagonale, in cui ogni piccola formina esagonale rappresenta all’incirca 470,000 utenti internet.
Le tonalità più scure segnalano un consumo di internet maggiore da parte delle popolazioni, quelle più chiare un consumo inferiore.
I paesi che hanno meno di 470.000 utenti internet sono state eliminate dalla mappa direttamente.
La mappa è l’aggiornamento di un progetto fatto dai ricercatori stessi nel 2011.
Questi dati invece sono riferiti al 2013, ottenuti dalla World Bank.
Come parte del suo progetto sui Worldwie Governance Indicators, la World Bank ha tenuto d’occhio il numero degli utenti internet per ogni paese, dagli anni Novanta.
È interessante scoprire che solo in Asia ci sono 1.24 miliardi di utenti internet, ovvero il 46 percento del numero mondiale di utenti.
L’America Latina e i Caraibi hanno quasi lo stesso numero di utenti degli Stati Uniti, 287 milioni contro 297 milioni, rispettivamente.
Nonostante ci siano molte persone in Cina che non hanno mai usato internet, questo paese conta ancora 600 milioni di persone che usano internet intensamente.
La cosa che fa più riflettere, però, è sapere che ancora oggi, solo poco più del 30% dell’umanità ha accesso a internet.
Il resto è ancora al "buio".