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venerdì 27 febbraio 2015

Videocamera Con Wi-Fi Integrato (SkyBell)

SkyBell è un campanello(se così lo possiamo chiamare) decisamente più evoluto rispetto a quelli tradizionali, in quanto consente di visualizzare ciò che sta accadendo all’ingresso dell’abitazione indipendentemente dal luogo in cui ci si trova, grazie all’accesso da remoto tramite un’applicazione disponibile per smartphone e tablet (Android e iOS).
Il cuore tecnologico del dispositivo è costituito dalla connessione wireless tramite la rete domestica, un sensore di movimento per rilevare la presenza di qualcuno (o qualcosa) nelle vicinanze della porta e una videocamera con visione notturna a infrarossi per trasmettere in tempo reale le immagini di ciò che succede. Tutto questo senza dimenticare il microfono e l’altoparlante integrati, che consentono di dialogare con i visitatori simulando di trovarsi all’interno della casa, allontanando così eventuali malintenzionati.
Il principio di funzionamento su cui è basato SkyBell lo avvicina ad altri prodotti simili, tipo Ring (Doorbot), oppure del modello 3G Door Phone di D-Link lanciato nel 2010.
Il prezzo di vendita è di 199 dollari, pari a circa 160 euro.

Chiusa La Botnet Ramnit

Pare che l'European Cybercrime Centre (EC3) dell'Europol guidata da soggetti privati quali Microsoft, Symantec e AnubisNetworks, ha condotto all'abbattimento della botnet Ramnit, una rete di PC zombie che nel giro di cinque anni aveva coinvolto oltre 3 milioni di macchine Windows.
I sette server che impartivano gli ordini ai computer infetti delle vittime sono stati sequestrati, ora sotto analisi per le indagini delle forze dell'ordine per l'individuazione dei responsabili della rete di cybercriminali.


WORM
Ramnit nasce come worm capace di diffondersi tramite allegati email e viene dapprima utilizzato per infettare il più alto possibile di macchine e trasformarle in bot.
Progressivamente il malware è mutato, con lo scopo di cominciare a sfruttare la botnet, oltre che costruirla: "Una volta acquisito il pieno controllo da remoto dei computer infettati dal malware,  i cyber criminali sottraevano informazioni relative ad account bancari, password di accesso alla posta elettronica nonché credenziali dei più noti social network".
Con l'obiettivo di individuare queste credenziali da mettere a frutto, il malware si è dotato di differenti moduli e funzioni distribuiti progressivamente dagli amministratori dei centri di comando e controllo, anche presi in prestito dal noto trojan Zeus.
 Le funzioni a disposizione dei cybercriminali andavano dal monitoraggio delle informazioni inserite dagli utenti in certi siti bancari alle web injection per modificare le pagine di detti siti e richiedere dati aggiuntivi, dai cookie sfruttabili per autenticarsi a nome dell'utente, alla scansione di certe directory dei PC che di solito ospitano dati sensibili, passando per l'appropriazione delle credenziali dalle applicazioni FTP al fine di propagare l'infezione attraverso i file condivisi.

MegaChat Sfida Skype (Chat Criptate)

Kim Dotcom, il discusso fondatore di Megaupload, ha infatti lanciato una nuova applicazione per le videochiamate online.
Si chiama MegaChat e non ha alcuna remora a dichiarare quale sia il suo obiettivo: diventare il nuovo standard del settore.
Esattamente come Skype, MegaChat consente di fare call in video e audio, ma con standard di sicurezza e privacy presentati come molto più elevati.
La nuova creazione di Kim Dotcom, infatti, sfrutta la crittografia end-to-end, uno standard di sicurezza digitale più elevato che garantisce maggiore protezione della privacy e dei dati degli utenti, un approccio che si sta espandendo anche tra i servizi di grande diffusione, come testimonia anche WhatsApp, che ha annunciato di volerlo adottare per la sua versione per Android.
Inoltre, il servizio è accessibile direttamente via browser, senza dover scaricare nulla: basta registrarsi su Mega e si otterranno, con l’account free, già 50GB di spazio di storage nella cloud e l’accesso al servizio chat.
Poi, basta aggiungere i contatti(altri utenti registrati su Mega) e si può iniziare la chiamata in audio e video.
Al momento, la chat testuale non è stata ancora attivata, ma lo sarà presto.


DIFFERENZE, FUNZIONI E PRIVACY
Come detto, la piattaforma utilizza un sistema chiamato "User Controlled Encryption": significa che la chiave di decrittazione viene fornita all'utente, il quale può poi inviarla al destinatario del messaggio per aprire i file. La segretezza piace molto agli utenti in tempi di Datagate, tanto che molti servizi popolari come WhatsApp si sono allineati su questa tendenza.
E, di recente, il premier britannico David Cameron ha minacciato di bloccare WhatsApp proprio perché in piena emergenza terrorismo la chat non può essere controllata dalle agenzie di sorveglianza.
Manca, al momento, la possibilità di inviare direttamente file al contatto con cui si sta parlando, ma è possibile condividere cartelle(tipo Dropbox).
La qualità audio/video, inoltre, sembrerebbe buona e non fa rimpiangere quella di Skype o di Google Hangout, nemmeno in fullscreen. .
Bene notare come in passato il sistema di Mega sia stato criticato da esperti di sicurezza informatica in quanto l’assenza di software da installare e altri aspetti non garantirebbero del tutto il grado di sicurezza promesso.
In occasione del lancio di MegaChat, Kim Dotcom ha annunciato un “security bounty” per chiunque volesse contribuire all’analisi e miglioramento della sicurezza del nuovo software.
Nel 2013 Skype, che è di proprietà di Microsoft, era finita invischiata nel caso Datagate proprio perché l’azienda di Redmond aveva collaborato con la NSA all’interno del programma Prism per consentire ai servizi Usa accesso alle comunicazioni video, violando la presunta riservatezza delle conversazioni degli utenti. Altre rivelazioni possibili grazie ai documenti leakati da Edward Snowden, pubblicate poi da Der Spiegel a fine 2014, hanno invece mostrato come la raccolta “sostenuta” di dati da Skype in tempo reale fosse iniziata già nel 2011.
Comunque i 50GB di storage gratuito offerti ai free user sono allettanti e, in effetti, poter videochattare direttamente dal proprio browser è davvero comodo.

lunedì 23 febbraio 2015

Come Aprire Un Negozio Su eBay (Guida)

eBay lo conoscono ormai tutti ed è facile comprare(basta avere un conto Paypal) ma se io voglio vendere?
Se voglio aprirmi un negozio online? Come si fa?
Come tutti saprete su eBay si vende un pò di tutto: a scarpe usate a vestiti, passando all’elettronica, agli strumenti musicali, dischi, foto, autografi e qualsiasi cosa vi venga in menta.
I negozi ebay sono molte volte delle vere e proprie estensioni di negozi esistenti “fisicamente” che vogliono espandere la loro clientela (e quindi i propri profitti) sul web senza tentare la strada (a volte molto più complessa) del sito in proprio: eBay ha sicuramente molta più visibilità e semplicità di utilizzo, basta in linea di massima registrarsi e iniziare a vendere (con le ovvie difficoltà che magari si hanno all’inizio se non si possiedono abbastanza feedback. I feedback garantiscono che il venditore sia "onesto").
Al giorno d'oggi sono molti i giovani che cercano di cimentarsi nel mondo del commercio partendo con un negozio eBay, visti anche i costi di apertura irrisori rispetto all’apertura di un vero e proprio negozio.
Qui trovi linee guida per aprire un negozio su eBay.
Ma come fare da un punto di vista burocratico e quali sono i costi?


TIPI DI NEGOZI
Per aprire un negozio su eBay è necessario pagare un’iscrizione mensile.
Per ogni oggetto messo in vendita viene applicata una tariffa d’inserzione e, al momento della vendita, una Commissione sul valore finale.
Rispetto alla pubblicazione di un singolo annuncio di vendita, l’iscrizione a un Negozio permette di ottenere delle riduzioni sulle tariffe d’inserzione nel formato Compralo Subito.
Il livello di sconto dipende dal tipo di negozio a cui decidiamo di iscriverci.

1) Il Negozio Base costa 19,95 euro al mese e può essere creato da tutti coloro che hanno un Account personale o business su eBay collegato a un conto PayPal.
2) Il Negozio Plus costa 39,00 euro al mese ed offre strumenti avanzati per accelerare l’incremento delle vendite.
3) Il Negozio Premium costa anch’esso 39,00 euro ma è riservato esclusivamente ai grandi store che hanno un bacino di utenza molto ampio.

Clicca quindi sulla voce aprire un Negozio eBay che si trova in basso e, nella pagina che si apre, metti il segno di spunta accanto alla voce relativa al tipo di negozio che vuoi aprire, digita il nome che vuoi assegnare al negozio nel campo
Scegli un nome per il negozio e clicca su Continua per avviare la creazione del tuo store su eBay.


PERSONALIZZAZIONE DEL NEGOZIO
Fatto ciò, segui la procedura guidata per personalizzare il tuo negozio dal punto di vista estetico e tutte le altre impostazioni relative alle merci e alle modalità di vendita.
Puoi anche impostare un periodo di chiusura del negozio nel quale gli acquirenti non possono fare acquisti perché tu non ci sei.
Una volta configurato il tutto, sei pronto per aprire un negozio eBay e iniziare a vendere la tua merce.
Tutte le operazioni di gestione e controllo degli oggetti possono essere fatte agevolmente dal pannello di configurazione interna del negozio.


PARTITA IVA
Per aprire un negozio eBay non è richiesta ufficialmente una Partita IVA, tuttavia se l'attività di commercio diviene continuata dovrai aprirne una, per non infrangere la legge quindi incorrere in sanzioni.
Dunque se l’attività commerciale di vendita di beni (sia essa fisica che digitale come nel caso di e-book o software) è abituale deve essere regolarizzata e quindi diventa obbligatoria l’iscrizione al Registro Imprese e conseguentemente l’iscrizione all’INPS (è la stessa Camera di Commercio a comunicare tali dati all’INPS) e il versamento dei contributi IVS commercianti.
Stessa cosa dicasi per l’apertura della sola partita iva e iscrizione alla gestione separata INPS: non è possibile regolarizzare il proprio negozio online in tale modo.
1) La Comunicazione Unica permette con una unico documento di aprire la partita iva, iscriversi al Registro Imprese, iscriversi all’INPS gestione commercianti; il costo per diritti varia tra 120 euro e 140 euro.
2) Il costo minimo per INPS commercianti è di 3.200 euro annui (in misura fissa).
Il costo per imposte varia, in base al regime contabile adottato: con il regime dei minimi è possibile pagare solo il 5% di imposte sul reddito netto.
E' necessario comunicare l’indirizzo web del negozio ebay solitamente al comune e all’Agenzia delle Entrate.

giovedì 19 febbraio 2015

Al Via L'Operazione DeathEaters Contro La Pedofilia (Anonymous)

Anonymous ha deciso di smascherare le reti dei pedofili del Regno Unito, in una giornata che sarà dedicata all' "Operation: DeathEaters" e che vedrà il collettivo (che negli ultimi giorni è impegnato anche in azioni di disturbo contro i siti Internet dello Stato Islamico), pronto a rivelare i segreti più torbidi del Paese.
La promessa è anche quella di dare al grande pubblico molte informazioni sullo scandalo della pedofilia a Westminster nei decenni passati, e solo marginalmente toccata da alcune inchieste pubbliche.
Un esponente di Anonymous che si fa chiamare con lo pseudonimo di Jake Davis ha detto a Sky News: "Le storie che stanno uscendo fuori sono storie di torture e di omicidi di bambini commesse da politici a cui abbiamo dato fiducia: tutto questo è inaccettabile".
Il centro investigativo contro la CP teme tuttavia che l´azione di Anonymous possa compromettere le indagini ed esporre a pericoli le vittime, ora cresciute.
Anche se, ha ammesso lo stesso Child exploitation and online protection centre (Ceop), un´azione strutturata degli hacker all´interno di certe regole potrebbe addirittura aiutare gli investigatori.
In contemporanea con l´iniziativa di smascheramento su Internet, gli attivisti di Anonymous distribuiranno volantini in molte citta´ del Regno Unito, incluse Londra, Leeds e Birmingham.

Snapchat Integra Discovery

Snapchat, il servizio di messaggistica istantaneo(con i messaggi che si "autodistruggono") sempre più popolare tra i giovani di tutto il mondo, da alcune settimane dispone del nuovo servizio Discovery.
A cosa serve questa nuova partnership? Consente di accedere a contenuti video e testuali di terze parti.
Questa nuova funzionalità consentirà agli utenti, grazie agli accordi raggiunti, di utilizzare i contenuti video e testuali “Premium” di colossi del calibro di Yahoo News, ESPN, National Geographic, MTV, Daily Mail, il tutto direttamente all’interno dell’applicazione.
Al momento la disponibilità dei contenuti varia di nazione in nazione ed è sopratutto dedicato agli utenti statunitensi, che potranno così apprezzare brevi clip realizzate dal canale tematico National Geographic od ascoltare i propri brani preferiti attraverso MTV, con la speranza che a breve i dirigenti di Snapchat, raggiungano accordi anche con società di contenuti italiane.


TERZA STARTUP PIU' PREZIOSA AL MONDO?
La nuova funzionalità Discovery non solo si potrebbe rivelare utile per gli utenti, ma segna un importante novità per l’azienda: attraverso questo servizio infatti, Snapchat per la prima volta cerca di monetizzare il proprio servizio.
Non tutti i contenuti forniti attraverso Discovery saranno infatti gratuiti, ma invece di chiedere il pagamento di abbonamenti o formule che comunque chiedano un esborso di denaro agli utenti, l’azienda ha preferito inserire annunci promozionali, all’interno dei contenuti forniti dai partner.
Snapchat è considerata dagli analisti di mercato, la terza potenza nel settore social network per le persone di età compresa tra i 18 ed i 34 anni, battuta solamente da colossi quali Instagram ed ovviamente Facebook. Ricordiamo poi che Snapchat aveva rifiutato un offerta di acquisizione proprio da parte di Facebook nel 2014, per una cifra vicina ai 3 miliardi di dollari, seguito poi da una cresciuta esponenziale dell’azienda che alla fine dello scorso anno ha raggiunto un valore stimato superiore ai 10 miliardi di dollari.
Snapchat però non è intenzionata a rallentare minimamente la propria crescita e forte della nuova modalità di monetizzazione appena introdotta, è intenzionata ora a raccogliere la somma di 500 milioni di dollari in finanziamenti, che porterebbero il reale valore dell’azienda ad una cifra vicina ai 19 miliardi di dollari, diventando così la terza startup per valore al mondo, alle spalle solamente del colosso del trasporto Uber (40 miliardi di dollari) e di Xiaomi (45 miliardi di dollari), con un valore quindi del tutto simile a quanto sborsato proprio da Facebook, per l’acquisizione di WhatsApp.

Tidal Arriva Anche In Italia (Differenze Con Spotify)

Tidal, il rivale di Spotify(per dirne uno), viene dal nord Europa e porta con sé un'arma da non sottovalutare: i file in qualità CD.
Laddove YouTube, Deezer e Spotify offrono MP3 a 320 kbps, Tidal fa un passo avanti e punta ai Flac e Alac a 44.1kHz(1.411 kbps) e 16 bit, formati lossless(non compressi) che offrono un'esperienza d'ascolto superiore.
Tidal già attivo in altre parti del mondo è stato lanciato ieri in Italia.
Come detto, trattasi di un servizio di streaming musicale dell’azienda svedese Aspiro.
Tidal è già disponibile dalla fine del 2014 nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in altri paesi europei come Finlandia e Belgio.


DIFFERENZE AUDIO CON I CONCORRENTI
I più diffusi servizi di download (iTunes, Amazon) e di streaming (Spotify, Beats, Pandora) si basano su formati come mp3, aac o vorbis e usano una compressione “lossy”, che ha una velocità di trasmissione attorno ai 320 kpbs.
Con questi formati, che rendono i file meno pesanti e quindi più facili da archiviare, vengono tagliate alcune frequenze dell’audio originale.
I file lossless, al contrario, mantengono la qualità intatta.
La differenza qualitativa rispetto ai concorrenti è lampante ed emerge anche con apparati economici come un iPhone e gli auricolari in dotazione.
Il suono è più definito, profondo, nitido.
Tidal consente di diffondere la musica in Wi-Fi in tutta casa aprendo una sola app.
Notevole la lista di prodotti Wireless compatibili che include anche marchi di fascia altissima come Dynaudio, Linn, McIntosh, Meridian, MartinLogan, Sono, Denon e AudioQuest.
Dobbiamo però tenere conto che i file lossless sono molto più grandi degli mp3 (il rapporto è di uno a cinque) di conseguenza consumano più dati.


SIMILE A SPOTIFY
Dal punto di vista delle funzioni e dell’esperienza utente, Tidal invece è molto simile a Spotify.
È compatibile sia con Windows sia con Mac.
Prevede una versione desktop, una per i browser e una per i dispositivi mobili(Android compreso).
L’interfaccia di Tidal non ha ancora una versione italiana (per ora non è prevista, come ha confermato la portavoce dell’azienda, ma potrebbe essere introdotta se arriveranno molte richieste dagli utenti).


ARCHIVIO BRANI MUSICALI E PLAYLIST
Sfogliando il catalogo dei brani, non si notano grosse differenze: Tidal dichiara di avere una libreria di venticinque milioni di canzoni e, in sostanza, si trovano quasi tutti i pezzi che ci sono su Spotify o Google Music o Deezer.
I brani si possono anche scaricare e ascoltare offline, come su Spotify.
Inoltre Tidal offre circa 75mila video musicali e delle playlist più curate e originali.
Una serie di finestre ci offrono i consigli della redazione, playlist compilate da esperti di un certo filone musicale, offrono monografie su artisti e album iconici, presentano i pezzi più interessanti di un determinato periodo o ci fanno conoscere più da vicino i dischi del momento, trovando eventuali predecessori che li hanno influenzati.
Oltre ai brani in sé ci sono anche degli approfondimenti testuali (al momento in inglese), una chicca che gli ascoltatori più esigenti apprezzeranno di certo.


ABBONAMENTO
Tidal è fondato su un modello premium: non ha una versione gratuita (non c’è quindi la possibilità, come nel caso di Spotify, di usarlo gratis a patto di sopportare la pubblicità).
Costa 19,99 euro al mese, un prezzo più alto rispetto alla concorrenza (Spotify costa 9,99 euro al mese).
Per farla breve, con Tidal la musica si ascolta meglio, ma costa di più.
È un servizio pensato per gli appassionati, più che per l’ascoltatore medio.
Spotify ha aperto la strada a un nuovo mercato, ma ora deve confrontarsi con le prime avvisaglie di concorrenza.

martedì 17 febbraio 2015

Interferenze TV-LTE (Come Risolvere Il Problema)

Le nuove applicazioni mobili (LTE, Long Term Evolution) usano delle frequenze che sono anche sfruttate dalle reti della TV digitale terrestre (DVB-T) e della TV digitale via cavo (DVB-C).
L'uso di dispositivi LTE, ad esempio tablet o smartphone LTE può quindi causare interferenze con il segnale della TV digitale terrestre o della TV digitale via cavo dell'utente stesso o dei suoi vicini, in caso di coincidenza delle frequenze.
Dunque se improvvisamente, il tuo televisore non riesce più a trasmettere alcuni o tutti i canali digitali terrestri, la colpa potrebbe essere delle interferenze LTE.


PROBLEMI D'INTERFERENZA
L’LTE, come detto, trasmettendo anche su frequenza 800 Mhz, la stessa utilizzata dai canali televisivi terrestri, può disturbarne la visione.
La possibile presenza di interferenze è legata a molteplici fattori.
Occorre considerare non solo la potenza del segnale DVB-C o DVB-T, ma anche la trasmissione e la ricezione del segnale LTE.
Molto importanti sono anche i servizi utilizzati, i cavi e le antenne.
Innanzi tutto può essere molto difficile individuare l'effettiva origine dell'interferenza.
In teoria è possibile che in un edificio con più appartamenti, alcuni di questi siano soggetti a interferenze e altri no.

Quali disturbi causano le interferenze?
-Totale mancanza di visione di tutti canali terrestri
-Visione parziale: si vedono solo alcuni canali
-Visione disturbata: squadrettamento, difetti nell’audio, etc.


CAPIRNE LE CAUSE
Possiamo schematizzare il tutto in due categorie:
1) Se le interferenze si presentano in un ambiente domestico nel quale è utilizzato un dispositivo terminale LTE, dovrebbe essere abbastanza semplice trovare un rimedio.
Innanzi tutto, il dispositivo LTE dovrebbe essere posizionato preferibilmente lontano dal punto di ricezione del segnale TV disturbato, oppure l'antenna dovrebbe essere spostate, possibilmente in un'altra stanza.
2) Se invece le interferenze appaiono all'improvviso senza che sia stato aggiunto un nuovo dispositivo LTE nell'ambiente domestico o che sia stata apportata alcuna modifica recente al sistema di ricezione, innanzi tutto occorre consultare il sito web dell'operatore di telefonia cellulare(il problema potrebbe essere esterno).
Di solito l'operatore fornisce aggiornamenti periodici relativi all'espansione della rete.
Ad esempio, è possibile che una nuova stazione base LTE sia stata installata nelle vicinanze.
Se il segnale LTE-800 è presente, l'interferenza è causata da una stazione base o da un dispositivo terminale LTE di un vicino.
In questo caso occorre contattare innanzi tutto le autorità competenti (agenzia per le comunicazione radio).
Se il segnale TV DVB-T viene ricevuto tramite un'antenna installata all'esterno, un tipo diverso di antenna potrebbe risolvere le interferenze causate dal segnale LTE-800 (sostituzione di un'antenna omni-direzionale con un'antenna direzionale).
Rispetto a un'antenna omni-direzionale con un'antenna direzionale, può essere allineata direttamente alla ripetitore di trasmissione DVB-T (questo tipo di intervento però non è di aiuto se il trasmettitore LTE è situato nella stessa direzione). Se il segnale DVB-T viene ricevuto tramite un'antenna interna, provare a cambiarne la posizione. Se la situazione non migliora, un'antenna direzionale può risolvere il problema.


COME RISOLVERE IL PROBLEMA
1) Come detto per prima cosa conviene telefonare al Numero Verde 800 126 126 gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni (FUB) per verificare se la propria zona di residenza è tra quelle soggette alle interferenze LTE
In alternativa si può anche visitare il sito dedicato  www.helpinterferenze.it

2) Se dopo la segnalazione ti comunicano che sei in una zona con le interferenze LTE, hai diritto all’installazione gratuita del filtro in grado di risolvere il problema.
Lo stesso servizio Help Interferenze ti invierà un tecnico che installerà il filtro sull’antenna.
Trattasi semplicemente i un filtro antidisturbo.
L’installazione del filtro sarà curata direttamente dal servizio Help Interferenze il quale ti invierà un tecnico, che provvederà ad installare il filtro alla tua antenna di ricezione terrestre.
Tale filtro è in grado di bloccare la ricezione dei segnali LTE che producono le interferenze.

La Storia Delle Pay TV: Stream, TelePiù, Sky

La prima società europea ad offrire un pacchetto di canali a pagamento fu la britannica Sky TV nel 1990.
Le trasmissioni avvenivano via satellite in analogico ed erano ricevibili in quasi tutta l’Europa.
La codifica veniva effettuata col Videocrypt, un sistema ibrido in cui lo scrambling veniva effettuato con la tecnica del cut and rotate, mentre la generazione, codifica e gestione delle relative chiavi avvenivano per mezzo di tecniche digitali .


LA RIVOLUZIONE DI MARKUS KUHN
Nel 1994, il tedesco Markus Kuhn, un giovane informatico esperto di sistemi per l’accesso condizionato, riuscì a mettere in chiaro l’intero bouquet in vari modi: operando sull’algoritmo di scrambling senza l’ausilio delle chiavi (in questo caso l’immagine veniva visualizzata solo in bianco e nero), con una smart card “clonata” che emulava perfettamente quella originale e, infine, sostituendo la smart card con un PC dotato di apposito software e collegato al decoder.
Kuhn diffuse i risultati della sua ricerca attraverso le BBS ed Internet, così il fenomeno della visione abusiva cominciò a prendere piede in tutta l’Europa occidentale.
Le conoscenze tecniche diffuse da Kuhn, stimolarono la creazione di diversi gruppi di studio delle codifiche delle TV a pagamento via satellite, che operavano a stretto contatto, scambiandosi i risultati delle loro ricerche.
La sinergia portò alla forzatura del sistema D2-MAC/Eurocrypt, utilizzato dall’operatore scandinavo Viasat e dal francese CanalPlus, nonostante cifrasse le chiavi col DES.


TRASMISSIONI DIGITALI
Nel 1996 cominciarono le trasmissioni digitali via satellite, causando un progressivo abbandono della tecnica analogica.
La prima società europea ad offrire un bouquet digitale a pagamento via satellite fu la francese Canal Satellite Numérique (CSN) del gruppo CanalPlus nel 1996.
Le trasmissioni venivano codificate col sistema Mediaguard realizzato dalla società SECA, appartenente allo stesso gruppo, riprendendo alcuni concetti del D2-MAC/Eurocrypt.
Seguirono, subito dopo, l’italiana D+ e la tedesca DF1 che codificavano le trasmissioni col sistema Irdeto.
Una prima contromisura fu la tecnica Reset (dei decoder) con il famoso messaggio "Please Insert Smart Card".


LA PIRATERIA COLPISCE ANCHE SECA
Nel 1998, dopo soli due anni dall'avvento della TV digitale a pagamento, la pirateria era già in grado di forzare tutte le codifiche.
La prima a cedere è stata Irdeto, seguita da Seca.
Il sistema di codifica SECA è stato originariamente utilizzato in Italia nel 1997 da Telepiù che, allora, era una società controllata da Canal Plus, la cui affiliata, Canal Plus Technologies, ha fornito il sistema.

La prima versione utilizzata da SECA era nota come SECA Mediaguard I, e, nel maggio 2002 , è stata rimpiazzata da SECA II.
Nel luglio 2003 Canal Plus Technolgies è stata acquisita da Thomson e nel gennaio 2004 il business è stato acquistato da Nagra.
La contromisura adottata dall'emittenti televisive era l'aggiornamento delle chiavi(key) che sostituivano, dopo un dato intervallo di tempo, quelle presente sulle smart card degli aventi diritto bloccando appunto quelle pirate.
I pirati allora svilupparono firmare per i decoder dell'epoca: stiamo ovviamente parlando del Gold Box della Phillips.


LA NASCITA SI SKY E IL DIGITALE TERRESTRE: 2006
SKY Italia è nata il 1 maggio 2003 dalla fusione di Telepiù(nata nel 1990) e Stream(nata nel 1997) ad opera del magnate Rupert Murdoch.
All'epoca Stream utilizzava i sistemi di codifica Irdeto, SECA ed NDS.
SKY ha abbandonato il sistema di codifica Irdeto nel febbraio 2004.
Il digitale terrestre si diffonde nel 2006 con il protocollo DVB-T.
Il numero degli abbonati a SKY ha superato i 3 milioni e 830 mila nel giugno 2006, con un incremento delle sottoscrizioni di oltre 1 milione e 900 mila famiglie nei primi due anni e mezzo di presenza sul mercato italiano.
Nel 2015 gli abbonati sono quasi 5 milioni(4.7 per la precisione, in calo rispetto ai 4.9 del 2012).
Il primo decoder Linux Based (Dreambox) si diffonde nel 2010, la novità risiedeva appunto nella presenza di un sistema operativo sul decoder, dando il via al card sharing con la diffusione delle C-LINE(condivisioni delle chiavi di codifica).

Scaricare Tutte Le Foto Di Un Profilo Twitter Con 1 Click

Se desideriamo salvare tutte le foto condivise dal nostro cantante preferito su Twitter è necessario, dopo aver selezionato il profilo, cliccare su ogni singola immagine, aprirla e salvarla.
Esiste però un modo per risparmiare tempo e scaricare tutte le immagini di un profilo Twitter con un semplice clic.
dhIMG Twitter è un software free che permette di scaricare in un click le immagini da un profilo di Twitter.
Questo strumento può essere estremamente utile se si vogliono eseguire il backup del profilo di Twitter e non si desidera salvare manualmente ogni immagine.
Il software funziona praticamente su qualsiasi computer che esegue Windows.


SCARICARE TUTTE LE FOTO IN UN CLICK
Per prima cosa: dhIMG Twitter Download
Estraiamo sul disco rigido l’archivio compresso dhlMG_Twitter.zip
Il programma non necessita di installazione: per avviarlo non dobbiamo fare altro che eseguire un doppio clic sul file dhIMG Twitter.exe
Digitiamo nel campo Step 1 il nome dell’account Twitter dal quale desideriamo scaricare le foto e successivamente su Find Images.
Dopodiché clicchiamo su Save to... e scegliamo la cartella nella quale il programma andrà a scaricare le immagini.
A questo punto non ci resta che premere il tasto RUN!
Il programma inizierà a scaricare automaticamente le foto del profilo Twitter nella cartella scelta.
Il tempo di download dipenderà, naturalmente, dal numero delle foto presenti sul profilo Twitter e dalla loro "grandezza".