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giovedì 12 febbraio 2026

Epstein è Satoshi Nakamoto? Chi C'è Negli Epstein Files?

Nelle ultime settimane, a causa di una grossa campagna mediatica, molti si sono chiesti se Jeffrey Epstein è Satoshi Nakamoto: inventore di Bitcoin. Tuttavia come vedremo sotto, questi leak consistono in milioni di pagine di mail e documenti governativi pubblicati all'inizio di febbraio 2026, relativi a contatti mail e indagini su Jeffrey Epstein ("Epstein Files"), il finanziere americano morto nel 2019 e condannato per gravi reati (tra cui traffico di esseri umani, abusi, CP e cospirazione). Bitcoin e Criptovalute sono nulla a confronto con la lunga lista di personalità, registi e politici coinvolti. La pubblicazione copre sia gli aspetti criminologici, contatti, incontri, cene e investimenti nei settori finanziario e tecnologico.


PERCHE' EPSTEIN E' COSI' CONTROVERSO?
Epstein è stato accusato da tante ragazze (molte minorenni) di:
-Adescamento con promesse di soldi o lavoro.
-Abusi nelle sue case (Florida, New York, New Mexico) e nella sua isola privata "Little Saint James" ai Caraibi (dove pare incontrasse anche complici federali, politici e gente di fama internazionale).
-Gestione di un sistema organizzato di reclutamento (le vittime portavano altre ragazze).
-Pagamenti in contanti dopo gli abusi.

Nel 2008 Epstein fu arrestato in Florida ma trovò un accordo controverso con la procura: si dichiarò colpevole solo per reati minori, scontando circa 13 mesi in carcere con permessi giornalieri di uscita (probabilmente un accordo in cambio della protezione dell'identità di complici federali e politici). Jeffrey infatti frequentava presidenti ed ex presidenti USA, politici, CEO di grosse aziende, miliardari, premi Nobel, accademici, celebrità, registi, etc 
Molti di loro, oggi, negano qualsiasi coinvolgimento in attività illegali, ma il fatto che Epstein avesse accesso a così tante figure potenti ha alimentato sospetti su possibili ricatti, complicità e coperture politiche. Questo caso mediatico è diventato il simbolo di corruzione, impunità di potenti e fallimento del sistema giudiziario. Morì nel 2019, poco dopo esser stato arrestato, in circostanze misteriose (forse suicxdio, alcuni dicono omicidio a causa delle tante persone famose coinvolte e non, altri dicono che non sia mai morto).

Condanne penali: J.Epstein (colpevole), G.Maxwell (complice).

Altri nomi citati a causa di incontri e scambi di mail sono: Principe Andrew Windsor (accusato civilmente da Virginia Giuffre ma non colpevole penalmente, lui ha negato ogni coinvolgimento), J.Luc Brunel (agente per recluta delle modelle), Leslie Wexner (ex cliente finanziario di Epstein e manipolato finanziariamente da lui), Bill Clinton (compare solo nei Flight Logs e in foto in piscina ma decenni prima delle accuse), Elon Musk (solo contatti via mail), Donald Trump (frequentazione sociale negli anni 90 ma non c'entra nulla con i traffici), Richard Branson (a suo dire incontri aziendali), Alan Dershowitz (accusato da una vittima, controversia risolta senza condanna penale), Bill Gates (probabilmente mail false), Leon Black (a causa di consulenze fiscali), Ehud Barak (ministro israeliano, incontri di natura politica/filantropica), Sarah Ferguson (citata in alcune mail ma non c'è evidenza di alcun illecito), Lord Mandelson (Epstein ha effettuato pagamenti su suoi conti), Steve Bannon (ex consigliere di Trump, scambi di mail per trovare una strategia per riabilitare l'immagine di Epstein), Miroslav Lajcak (ministro degli esteri slovacco, non incolpato penalmente ma scambio di mail), Howard Lutnick (visita sull'isola malgrado anni fa avesse negato di esserci andato), Larry Summers (contatti tramite mail dove criticano Trump), Steve Tisch (il coproprietario dei NY Giants afferma di una breve frequentazione ma non è mai andato sull'isola), Brett Ratner (il regista ha confessato 1 solo incontro con Epstein), Peter Attia (scambi di mail volgari), Casey Wasserman (scambi di mail con la condannata Maxwell), Sergey Brin di Google (presunte cene e visita sull'isola), Noam Chomsky (contatti tramite mail dove pare difendere Epstein), Brad Karp (contatti tramite mail), Deepak Chopra (scambi di mail), Fabrice Aidan (all'epoca lavorava per l'ONU e pare che inviasse ad Epstein documenti confidenziali e rapporti interni, nonchè che organizzasse cene e incontri con politici internazionali).
Per approfondire: Who is in the Epstein files?

In generale, molti politici compaiono in contesti sociali o filantropici, accademici e premi Nobel per finanziamenti a progetti scientifici, CEO e imprenditori per relazioni finanziarie e celebrità quali Rula Jabreal, Julian Schnabel e Peggy Siegal per partecipazione a eventi o contatti sociali.


COLLEGAMENTI CON GLI INVESTIMENTI E IL MONDO DELLE CRIPTOVALUTE
Epstein era attivo nel settore finanziario fin dagli anni '80 come consulente finanziario e come protettore dei clienti vittime di frode. In seguito fondò una startup israeliana e una società che aveva come asset sottostante i mutui, anziché azioni e obbligazioni, quindi non sorprende che sia stato anche un investitore attivo nel nascente settore di Bitcoin e delle criptovalute dal 2014 in poi.

Punti chiave e connessioni (sia reali che false) trapelati nelle ultime settimane dai "File Epstein" nel settore delle criptovalute:
- L'email che J. Epstein inviò a G.Maxwell nel 2008 è falsa (dato che il dominio a cui era indirizzata, "terramar.org", è stato creato nel 2012, quindi non esisteva ancora nel 2008). In ogni caso, nella mail ci si riferisce alla già citata in precedenza Ghislaine Maxwell (sua collaboratrice e arrestata nel 2021), non a Gregory Maxwell (che è uno sviluppatore di Bitcoin). 

- Anche Michael Saylor (uno dei più grandi believer di Bitcoin) è presente nella lista (ma in un contesto diverso e in ogni caso precedente alla sua fama nel settore delle criptovalute) e Kevin Warsh (l'ex governatore della Federal Reserve noto per la sua posizione pro-Bitcoin appare nella lista degli invitati del 2010, ma senza prove di legami diretti con le attività di Epstein nel settore delle criptovalute. Tra l'altro, Warsh dovrebbe essere rieletto a capo della Fed nel 2026, avendo ricevuto l'approvazione di Trump).

- Nel 2014, Epstein ha investito 3,2 milioni di dollari in Coinbase nel round di Serie C (meno dell'1% della società) insieme a Brock Pierce (co-fondatore di Tether e presidente della Bitcoin Foundation nel 2014). Epstein ha poi venduto quella quota nel 2018.

- Nello stesso anno, Epstein tentò di investire in Blockstream, fondata da Adam Back (menzionato nel whitepaper da Satoshi e tra le persone più influenti nel mondo Bitcoin). Tuttavia, sembra che non ci sia mai stato alcun collegamento (come dimostra uno scambio di email con l'altro co-fondatore di Blockstream, Austin Hill, nel mezzo di una disputa su possibili investimenti anche in Ripple e Stellar).

- Un'altra situazione controversa è la donazione di 850.000 dollari fatta da Epstein nel 2015 a Joichi Ito, direttore del MIT Media Lab che gestisce licenze software open source. Il MIT riuscì ad integrare alcuni dev dalla Bitcoin Foundation all'epoca finita in bancarotta (organizzazione no-profit fondata nel 2012 che pagava gli sviluppatori e che è fallita nel 2014 a causa di arresti e alcune controversie interne: i legami di Charlie Shrem con Silkroad, poi arrestato, Mark Karpeles, CEO di Mt. Gox, e Peter Vessenes, che fece causa a Karpeles per il furto di Bitcoin da Mt. Gox. Tutte queste controversie portarono al fallimento della Foundation). Tra questi dev Bitcoin il più famoso a lavorare poi per il MIT fu Gavin Andresen (il famoso sviluppatore che andò all'incontro con la CIA e che in seguito diede origine alla leggenda metropolitana secondo cui la CIA fosse dietro Bitcoin). Questa donazione al MIT, tuttavia, era nota già dal 2018 e dal 2019 (come si può vedere su alcuni articoli su Internet), quindi anche se qualcuno la sta spacciando come "scoop", sono fatti risaputi da 7-8 anni che non hanno mai avuto ribalta mediatica (tranne adesso, in questa propaganda che qualcuno ha creato ad hoc).

 
CONSIDERAZIONI FINALI
Epstein ovviamente non è Satoshi Nakamoto. Ci sono evidenze di un suo interessamento al nascente settore Bitcoin e Criptovalute, tuttavia come visto ad inizio articolo, le sue radici abbracciavano praticamente tutti i settori (non solo finanziari ma anche politici). Inoltre alcune narrative fuoriuscite in queste settimane sono completamente errate in quanto, molte persone ancora oggi confondono l'holding dell'asset BTC con il controllo della rete. È necessario distinguere il "prezzo" (influenzato dai grandi holders) dal "controllo tecnico del protocollo" (il consenso è distribuito). Questo è un concetto molto diverso dal Proof of Stake (dove i grandi holders possono anche controllare tecnicamente il protocollo tramite votazioni DAO). Bitcoin dipende dal suo algoritmo di consenso e, tra l'altro, è open source (quindi sempre verificabile). Una persona non può controllare la rete: né Epstein all'epoca, nè FBI, né la CIA, né Michael Saylor, né nessun altro. In realtà, le conoscenze di Epstein erano più radicate in ambienti politici e di Hollywood.

martedì 3 giugno 2025

Chi è Satoshi Nakamoto? Codice, Stile Di Scrittura, Fuso Orario (2008-2011)

Il mistero che circonda Satoshi Nakamoto, inventore di Bitcoin, probabilmente rimarrà per sempre irrisolto. Proviamo comunque a fare luce, cercando di trovare tracce ed evidenze.
Nella tabella finale riporterò i principali papabili che potrebbero essere Satoshi Nakamoto. Coloro/colui che inventò il protocollo di Bitcoin non è mai stato individuato ed è scomparso da Internet (forum) nel 2011. Inoltre i BTC minati e presenti nei suoi address non si sono mai mossi da lì (oltre 1 Milione di BTC). 


HAL FINNEY
Hal Finney fu il primo a ricevere la transazione da Nakamoto, se è vero che per "test" quasi chiunque avrebbe utilizzato un suo stesso address, dall'altro lato però non sarebbe stata una mossa intelligente inviare ad un indirizzo di identità poi nota. Lo stile di scrittura tra Finney è diverso da Satoshi (confrontando i suoi paper con il whitepaper di Bitcoin), va comunque sottolineato che Finney soffriva di SLA e morì quando Satoshi scomparve da Internet e dal protocollo Bitcoin. Tuttavia alcuni scambi di mail dimostrano come i 2 si scambiassero messaggi da anni (improbabile siano stati creati artificialmente per simulare 2 identità diverse).


NICK SZABO
Idee e concetti chiavi di Nick Szabo, nonchè stile di scrittura, sono molto simili a Satoshi Nakamoto. E' il candidato più sospetto, anche perchè pur avendo negato lo ha sempre fatto in modo evasivo. Non ci sono comunque evidenze (mail o attività dimostrabili) malgrado il suo protocollo Bit gold del 1998, anticipa molti concetti poi sviluppati con Bitcoin: decentralizzazione, proof of work, trustless, timestamp server e cash elettronico. Fu anche coniatore del termine "smart contract". Le analisi stilometriche mostrano una forte somiglianza con Nakamoto (seppur principalmente autore di un inglese britannico, in molte mail c'è anche lo stile americano di Szabo, forse cambiare stile di scrittura più volte fu una scelta deliberata). Il whitepaper di Bitcoin è simile agli scritto di Szabo per logica, definizioni numerate, esempi teorici e strutture giuridiche. Lo stile è molto simile ma non identico al 100%. Apparentemente non partecipò ai primi anni dello sviluppo di Bitcoin.


ADAM BACK
Adam Back fu l'Inventore di Hashcash (sistema PoW citato nel whitepaper) ed esperto cypherpunk. Comunica con Satoshi nei primi tempi e il suo nome “Adam Back” è menzionato da Satoshi nel whitepaper. Poco probabile che si auto-citi così ma non è da escludere possa essere stato nel team. Lo stile tecnico è comunque differente.


ALTRI SOSPETTI
Altri assolutamente da citare son Wen Dai citato nel whitepaper, inventore di b-money, stile, idee e teoria affini. Non fu comunque coinvolto nel codice. Len Sassaman, esperto di crittografia, morto più o meno quando Satoshi scomparve. Infine ipotesi speculativa Paul Le Roux, criminale esperto di crittografia, reti anonime. Tuttavia non ci sono prove linguistiche.


IPOTESI TEAM
Non è da escludere un team formato da Szabo (teorico e ideatore del whitepaper), Finney (sviluppatore e tester inziale) e Back (esperto di comunicazioni e del Proof Of Work). Ciò spiegherebbe 3 concetti chiave di Bitcoin: codice informatico, sistema decentralizzato e economia. I post e le risposte di Satoshi suggeriscono orari compatibili con il fuso orario britannico o della costa est americana. Alcuni periodi di attività intensa coincidono con vacanze statunitensi, compatibile con Szabo e Finney. Colui che scriveva su BitcoinTalk (utilizzando evidentemente TOR, VPN e Gateway anonimi) concentra la maggior parte dei post fra le 09:00 e le 18:00 UTC, con "pause" fra mezzanotte e le 08:00 UTC. Le analisi reali mostrano un pattern molto simile, compatibile con il fuso US-Eastern (o UK).
E' curioso che gli ideatori avessero adottato tutte queste precauzioni di anonimato (visto che non potevano sapere che poi Bitcoin sarebbe diventato quello che è oggi) ma va ricordato che i fondatori di E-gold (2007), Liberty Reserve (2006-2013) e DigiCash (anni ’90) finirono incriminati. Chi progettava "denaro digitale" contro il sistema sapeva di rischiare sequestri e cause penali, questo può spiegare tutte queste precauzioni nel provare a non lasciare tracce.
Nell'ottobre 2008 avvenne la pubblicazione del whitepaper, poco dopo che Szabo aveva ri-pubblicato il suo post su Bit gold. Nel gennaio 2009 venne minato il primo blocco (Genesis Block). Apparentemente il codice non sembra scritto da un puro accademico (come Szabo), ma piuttosto da un developer abituato a costruire software pragmatico (Finney è il candidato perfetto per la parte tecnica del client iniziale).




Nome Motivazioni a favore Motivazioni contrarie
Nick Szabo



Ideatore di Bit gold (valuta decentralizzata nata poco prima di Bitcoin), linguaggio tecnico simile, stile accademico affine

Nega pubblicamente, nessuna prova tecnica diretta, inglese USA


Hal Finney


Primo ricevente BTC, esegue primo software, esperto C++

Ha email/testimonianze che indicano Satoshi come altro individuo

Adam Back

Inventore di Hashcash, esperto crypto, menzionato nel whitepaper
Menzionato da Satoshi stesso, mai coinvolto nel codice

Wei Dai


Ideatore di b-money, citato nel whitepaper, idee simili

Citato in terza persona, mai coinvolto pubblicamente nel progetto

Gavin Andresen

Contatto diretto con Satoshi, poi dev principale


Coinvolto solo dopo 2010, stile tecnico molto diverso

Dorian Nakamoto

Stesso nome, vicino a Finney geograficamente


Nessuna competenza tecnica, nega ogni collegamento

Paul Le Roux


Background tecnico e criminale compatibile, uso di crittografia e anonimato


Nessun legame linguistico o codice, ipotesi solo speculativa


Craig Wright


Si dichiara Satoshi, mostra documenti (contestati)



Prove false e contraffatte, smentito in tribunale 


Neal King


Domina tecnica e linguistica simile, uno dei registranti del dominio bitcoin.org

Ha negato, nessun legame diretto con codice o mining

Len Sassaman

Cypherpunk, esperto crittografia, morto poco prima della scomparsa di Satoshi

Nessuna prova tecnica diretta, ma stile compatibile

Martii Malmi

Contributore finlandese al codice Bitcoin dal 2009, giovane e molto attivo

Troppo giovane per concepire da solo l’architettura, non autore del whitepaper

giovedì 14 dicembre 2023

COPA Denuncia Craig Wright: Cosa Succederà Al Nome Bitcoin? (2024)

Il 15 gennaio 2024 il founder di Bitcoin SV (Craig Wright) dovrà difendersi nel processo contro il COPA. Questo processo potrebbe essere molto importante per il futuro copyright del nome e marchio di Bitcoin. COPA (Cryptocurrency Open Patent Alliance ) è un conglomerato di aziende che fanno parte del settore cripto (Coinbase, Kraken, Microstrategy, Uniswap, etc) e ne fanno il suo interesse. Come saprai invece, Craig Wright è un informatico australiano founder di Bitcoin SV (fork nato nel 2019 da Bitcoin Cash). Lui afferma di essere Satoshi Nakamoto. COPA nel 2021 ha deciso di portare in tribunale Craig Wright. Sul sito di BSV si legge che:

1) BSV (Satoshi Vision) è l'originale BTC (a loro dire sarebbero stati BTC e BCH a forkare dal protocollo nativo BSV)
2) Crag Wright sarebbe Satoshi Nakamoto quindi il creatore di BTC (a suo dire le uniche due persone che avrebbero potuto confermarlo sono H.Finney e D.Kleiman entrambi morti)

In realtà Wright non è mai riuscito a dimostrare di essere Satoshi. Tutti i documenti che ha presentato sono stati falsificati, così come non è mai riuscito a segnare una transazione dal famoso address con 1 milione di BTC (blocco genesi) nè a scrivere con l'account originale di Satoshi sul forum BitcoinTalk. Conosciamo meglio Wright ed alcune delle cause che lo hanno riguardato negli anni.
Puoi leggere alcune inchieste su Craig Wright e la presunta identità come padre di Bitcoin qui (ancora prima della nascita di Bitcoin SV, ovvero nel 2015): Chi è Satoshi Nakamoto? Craig Wright è L'Inventore Di Bitcoin?



LA CAUSA A KLEIMAN
Nel 2018 Kleiman (ex sviluppatore) ha fatto causa a Wright chiedendogli una parte dei BTC del blocco genesi (1 milione), se è vero che lui è Satoshi Nakamoto. Wright tramite una serie di mail false si difese dicendo che il contribuito di Kleiman allo sviluppo di BTC era stato abbastanza blando quindi non gli spettava nulla.


LA CAUSA A BITCOIN.ORG
Wright ha fatto in seguito (2019) causa al sito di Bitcoin.org perchè aveva a suo dire infranto il copyright pubblicando il whitepaper di Bitcoin che apparteneva a lui. Wright vinse il processo in UK perchè aggiunse sul whitepaper "Satoshi Nakamoto AKA Craig Wright". Nessuna controparte si presentò per difendere Bitcoin. La causa ha valenza solo in UK.


111.000 BITCOIN SOTTRATTI A WRIGHT?
Nello stesso anno (2019), lo stesso informatico australiano ha fatto causa a 16 dev Bitcoin in quanto aveva perso 111.000 a causa dell'hack di Mt.Gox. Anche Peter McCormack (podcast) che lo aveva diffamato e chiamato truffatore viene portato in tribunale. Wright vinse la causa (perchè nessuno si presentò in tribunale) anche senza aver portato prove che dimostrassero che fosse Satoshi Nakamoto. 


LA CAUSA PERSA CONTRO L'UTENTE HODLONAUT
Questo utente su Twitter che aveva dato il via anche all'iniziativa della torcia di Lightning Network (dove Satoshi passavano da una persona all'altra) aveva più volte appellato Wright come scammer. Il founder di BSV individuata l'identità di Hodlnaut (Magnus Granath) lo portò in tribunale (2019) ma questa volta Wright perse la causa in Norvegia (2022) per presentazione di documenti falsi (creati utilizzando sistemi operativi e software dell'epoca ma che non esistevano quando nacque l'originale whitepaper di BTC).


ALTRE DIATRIBE SU TWITTER
Wright ha litigato con molti utenti su Twitter insultandone diversi. Questo portò anche al delisting di BSV da Binance per comportamento poco etico. Per conoscere meglio il personaggio, informatico australiano dibattè con un utente che andò contro un pensiero di Wright citando una frase scritta sul whitepaper di BTC ed uscì questa discussione (che poi Wight ha cancellato).


LE CAUSE A KRAKEN E COINBASE
Anche CZ (ex CEO di Binance) e V.Buterin (founder di Ethereum) hanno più volte etichettato Wright come "impostore". Wright ha deciso di opporsi a una serie di sviluppatori di Bitcoin, Bitcoin Cash (BCH) e persino Bitcoin SV. Lo studio legale Ontier ha dichiarato che Tulip Trading Limited (TTL), controllata da Wright, richiede che gli sviluppatori consentano alla società di “riottenere l’accesso e il controllo del suo wallet Bitcoin”, presumibilmente rubato a Wright nel febbraio 2020, del valore di quasi 5 miliardi di dollari.
Gli exchange Kraken e Coinbase sono stati denunciati per il delisting di BSV e per aver listato BTC che apparterrebbe a lui. Questo avvenne nel 2019.  In particolare proprio questa diatriba su nome, proprietà intellettuale, uso di software (mining) porterà al processo COPA (2021). Calvin Ayre, un altro grande sostenitore di Bitcoin SV, ha commentato la mossa legale della COPA, definendola un regalo di Natale per Wright.


COPA DENUNCIA CRAIG WRIGHT
Il COPA nella causa iniziata nel 2021 e che dovrebbe concludersi nel Q1 2024 si dibatte per dimostrare che:
1) Craig Wright non è Satoshi Nakamoto
2) Anche se lo fosse, non ha alcun diritto su nome e copyright su whitepaper
3) Chiedono di poter utilizzare comunque il nome di BTC in quanto negli anni lo stesso Bitcoin è stato modificato tramite upgrade
La FUD che si è sparsa riguardo questa causa dipende dal fatto che se COPA perdesse, Wright potrebbe richiedere la rimozione di BTC (e BCH) da tutti gli exchange, cercando anche di "interrompere" la libera circolazione in quanto il software sarebbe di sua proprietà. La possibilità che questo accada è prossima allo 0, tuttavia la gente poco informata (proveniente da altre community Crypto ed haters di Bitcoin) stanno facendo FUD dicendo che Bitcoin potrebbe subire flash crash e crolli perchè non sarebbe più l'originale ma un fork di Bitcoin SV. Va appunto considerato che seppur BTC sia lento negli sviluppi negli anni ha portato diversi upgrade al codice "originale", inoltre il software di mining è open source. 

giovedì 26 dicembre 2019

Il Mistero Di Satoshi Nakamoto: Craig Wright e Il Tulip Trust

L'identità di Satoshi Nakamoto, il presunto creatore del Bitcoin, è sempre stata avvolta nel mistero. In passato, si erano fatti molti nomi, tra cui quello di Craigh Wright che inizialmente aveva sempre negato. In realtà ora l'imprenditore australiano pare abbia fatto marcia indietro affermando di essere in possesso di un documento che dimostrerebbe che Satoshi Nakamoto, in realtà, è proprio lui.
Infatti, esiste un articolo consultato da Wright il 1 maggio 2008, ovvero circa sei mesi prima della pubblicazione del whitepaper di Bitcoin, in cui si parla di Tominaga Nakamoto, che visse tra il 1715 e il 1746 nella terra del Sol Levante. Nel succitato articolo si legge: "Nakamoto è l'Adam Smith giapponese" (Adam Smith è considerato da molti come il padre dell'economia moderna). L'imprenditore australiano ha quindi spiegato di aver scelto il "cognome" Nakamoto per omaggiare Tominaga. Per quanto riguarda il "nome" Satoshi, invece, Wright ha affermato di averlo scelto perché in giapponese significa "apprendimento intelligente".
Ora però i ruoli si sono invertiti in tutti i sensi perchè Wright viene accusato di essersi inventato la storia di Satoshi Nakamoto per interessi personali.
Ci sono anche altri indizi: in un post di agosto 2008 sul proprio blog, l'australiano afferma che presto presenterà una criptometa.  C'è poi un altro elemento: Wright sul suo blog chiede agli utenti di scrivergli usando una chiave di cifratura PGP che sembra portare al nome di Nakamoto. La chiave infatti riconduce all'indirizzo satoshin@vistomail.com, molto simile al satoshi@vistomail.com usato da Nakamoto. Il quarto elemento è un altro post in cui Wright affermava l'imminente uscita della moneta e quel messaggio oggi è stato cancellato.
In uno scambio con l'amico David Kleiman, Wright gli chiede di prendere il controllo della Tulip Trust, un fondo di 1,1 milioni di Bitcoin (pari a 400 milioni di dollari), lo stesso identico ammontare di criptomoneta in mano a Nakamoto. Un altro documento legale mostra la liquidazione di una delle tante aziende fondate da Wright, la Hotwire, nata nel 2013 grazie a 23 milioni di dollari in Bitcoin provenienti dalle tasche dell'australiano.
Wright comunque, in seguito, è stato denunciato dalla famiglia Kleiman (Dave Kleiman fu uno dei primi sviluppatori della Blockchain e morto nel 2013) e costretto a restituire 500.000 Bitcoin (3,7 miliardi di dollari, circa il 50% del totale).
La famiglia Kleiman, guidata dal fratello di David, Ira Kleiman, ha avviato il caso qualche tempo fa accusando Wright del furto di centinaia di migliaia di Bitcoin (dal valore di 5 miliardi di dollari) in seguito alla morte dello sviluppatore.
Satoshi, Kleiman e Wright dovrebbero essere stati i 3 ideatori della Blockchain ma alla morte di Kleiman e scomparso nel nulla Nakamoto...Wright si appropriò di tutti i soldi, dicendo di essere Nakamoto in persona. Ma non è mai stato creduto nonostante gli indizi visti prima e malgrado nel 2019 abbia registrato il copryright di Bitcoin negli USA (a suo nome).
Wright non ha mai dimostrato ufficialmente di essere realmente Satoshi Nakamoto. Basterebbe che facesse una transazione usando la chiave privata che sappiamo essere di Nakamoto (ossia quella legata al primo portafoglio di Bitcoin esistente); niente del genere, a oggi, è stato fatto da Wright, il che lascia intendere che lui non sia Nakamoto, al di là del copyright statunitense.
È noto che Satoshi Nakamoto abbia minato gli origin block della blockchain di Bitcoin, i cosiddetti blocchi Satoshi, quindi in quell' indirizzo dovrebbero trovarsi un numero alquanto significativo di Bitcoin. Più precisamente, si suppone che il minatore (o minatori) dei primi blocchi abbia accumulato appunto 1.1 milione di Bitcoin sparsi in uno o più indirizzi e che questi siano al sicuro nel Tulip Trust che si sbloccherà nel 2020. Questo Tulip Trust potrebbe risolvere il mistero.
Il 3 gennaio 2009, alle 19:15, fu minato il primo blocco di BTC e questo ha comportato anche l’invio del premio, cosiddetto Coinbase, di 50 Bitcoin. Insieme a questa transazione era stato inviato un messaggio relativo proprio alla data di invio con il titolo della prima pagina del Times.
Per recuperare tutte le informazioni relative a quello che è l’address di Satoshi Nakamoto dobbiamo partire dal primo blocco, ovvero il numero 0, quello chiamato genesi.

Il testo del messaggio della relativa transazione diceva (dice):

"The Times 03/Jan/2009 Chancellor on brink of second bailout for banks?"

Quando viene minato un nuovo blocco, vengono anche generati i nuovi Bitcoin, all’epoca 50, ed ovviamente serve un indirizzo per riceverli.

Questo è il primo indirizzo utilizzato da Satoshi Nakamoto: Blockchain (Indirizzo Prima Transazione Bitcoin, Gennaio 2009)
Anche qui si può verificare il tutto: Blockchair

Si può notare che contiene 68 Bitcoin (circa 450mila euro) ed ha uno storico con quasi 1900 transazioni tutte solo in entrata. Interessante notare che questo wallet sia attivo ancora oggi (nel momento in cui scrivo, l'ultima ricezione risale a 10 ore fa). Perché comunque ci sono solo 68 Bitcoin?
La risposta è da ritrovarsi nel blocco numero 1, che fu minato 6 giorni dopo il blocco genesi, ovvero il 9 gennaio 2009, alle 3:54. In questo caso, ovviamente, troviamo un indirizzo diverso, che ricevette altri 50 BTC come premio. A seguire sono stati minati altri blocchi, quindi elargite altre ricompense quà e là su altri indirizzi. Probabilmente da persone diverse.

mercoledì 3 ottobre 2018

Quanti Bitcoin Possiede Satoshi Nakamoto?

Satoshi Nakamoto, l'inventore dei Bitcoin, è sicuramente una delle persone più ricche del pianeta.
Non si sa comunque se si tratti di un'unica persona, più persone o di un'organizzazione l'unica certezza che costui avrebbe minato migliaia di criptomonete quando in pochi ne conoscevano l'esistenza. Quante, esattamente? A fare i conti ci ha provato, nel 2013, un esperto argentino di blockchain, Sergio Demian Lerner.
Partendo dalle mosse di chi ha chiuso i primissimi "blocchi", Lerner ha stimato che Nakamoto abbia generato 980.000 Bitcoin.
Al picco raggiunto dalla criptovaluta (19.700 dollari a fine 2017) si parlava di una fortuna pari a 19,3 miliardi di dollari.
Abbastanza per portare Nakamoto in 44esima piazza nella classifica dei più ricchi al mondo stilata da Forbes.
La ricchezza, però, fluttua.
Perchè appunto il valore dei Bitcoin è variabile.
Ad oggi si parlerebbe di 6,03 miliardi di dollari (infatti da fine 2017 il valore dei Bitcoin è di circa un terzo).
Secondo Bloomberg Jeff Bezos di Amazon con un patrimonio di 161 miliardi di dollari sarebbe il più ricco al mondo.
Segue l'eterno Bill Gates di Microsoft con 97,4 miliardi (dal 1995, solo 6 volte è capitato che Gates non chiudesse al primo posto) e Warren Buffett con 88,20 miliardi di dollari.
Facendo un rapido calcolo, patrimonio alla mano di Bezos, affinchè Nakamoto divenga il più ricco al mondo il valore odierno dei Bitcoin dovrebbe aumentare di 26 volte (cioè passare dai 6.500 dollari di oggi a poco meno di 169.000 dollari).

venerdì 1 settembre 2017

Le Origini Di Bitcoin: Da Dove Nasce e Perchè?

Le radici di Bitcoin o meglio il primo embrione può esser fatte risalire al 1982, quando apparve la prima descrizione di un sistema crittografico per effettuare pagamenti non tracciati redatta da David Chaum, un ingegnere informatico specializzatosi in crittografia. Da essa, Chaum stesso realizzò nel 1990 una prima implementazione funzionante del sistema da lui ideato denominata eCash.
Lui introdusse anche il concetto di moneta anonima digitale e dei sistemi reputazionali basati su pseudonimi. Ecco quindi che nei primi anni 90 iniziarono ad essere attivi soprattutto nella Silicon Valley diversi gruppi di sostenitori della crittografia come mezzo di cambiamento politico e sociale.


LA RIVOLUZIONE GIAPPONESE
All’inizio degli anni ’90, i ricercatori della Nippon Telegraph And Telephone Corporation (NTT) Tatsuaki Okamoto e Kazuo Ohta descrivono un sistema rivoluzionario:

1) La sicurezza del sistema deve essere indipendente dalle condizioni fisiche del sistema stesso e deve consentire al denaro di essere trasferito attraverso la rete
2) Non deve essere possibile clonare il denaro
3) Nessuno può essere in grado di tracciare il rapporto tra un utente e i propri acquisti
4) Le transazioni devono poter svolgersi anche online
5) Il denaro può essere inviati ad altri utenti
6) Il denaro può essere suddiviso in unità più piccole

I sistemi ideati da David Chaum soddisfano solo alcuni di questi requisiti.
Questo paper è tornato attuale molti anni dopo la sua pubblicazione perché, essendo stato scritto da autori giapponesi, si è cercata una connessione con Satoshi Nakatomo, il misterioso creatore di Bitcoin.


TIM MAY, LA CRITTOGRAFIA E I PROTOCOLLI
Nel 1992 venne fondato il movimento Chyperpunk che diffondeva una mailing list in cui venivano discussi temi legati alla crittografia, alla matematica e all'informatica.
Uno dei fondatori del movimento fu Tim May che lavorò a lungo alla Intel come ingegnere elettronico dove, in qualità di capo della ricerca, risolse problemi di un certo rilievo nell'ambito dell'affidabilità dei circuiti integrati. May diede una impronta particolare al movimento, contribuendo a creare un ponte ideale tra il mondo della crittografia e l'anarchismo, ovvero il Cripto-Anarchismo, sorta di spazio virtuale in cui realizzare i principi dell'anarchismo.
May consolidò la parte concettuale del movimento pubblicando nel 1992 il manifesto del Cripto-Anarchismo e, nel 1994, il "Cyphernomicon", vera e propria summa dei principi teoretici.

May: "Proprio come la tecnologia della stampa ha modificato e ridotto il potere delle corporazioni medievali e la struttura del potere sociale, allo stesso modo anche i metodi di crittografia altereranno fondamentalmente la natura delle grandi imprese e l'interferenza del governo nelle transazioni economiche. In combinazione con i mercati emergenti dell'informazione, la cripto-anarchia creerà un mercato liquido per ogni tipo di materiale che può essere trasferito in parole e immagini"
La crittografia e i protocolli digitali avrebbero permesso non solo lo scambio di informazioni riservate (fondamentale per le monete virtuali e non solo) ma anche la stipula, la verifica e il rispetto di veri e propri contratti tra soggetti anonimi indipendentemente da enti terzi.


NICK SZABO, GLI SMART CONTRACT E LA CATENA
Riguardo il concetto di Smart Contract e Blockchain non si può che citare Nick Szabo, un informatico di origine ungherese esperto di crittografia. Nel 1993, anche se la prima descrizione completa è datata 1997 (First Monday, Vol.2 N.9 ), Szabo ebbe l’idea d'inserire in device fisici componenti hardware e software che ne potevano modificare il funzionamento sulla base di condizioni previste nelle clausole di un contratto. Il concetto di Smart Contract si compone di tre parti: l’espressione di una logica contrattuale come codice di un programma, la rappresentazione degli eventi che attivano la logica come messaggi inviati al programma stesso, un meccanismo che regoli trasferimenti di denaro da un punto all’altro. L’esecuzione di un programma per computer è oggettiva, nel senso che in base all' input avrò un certo risultato. In altre parole, una volta che un contratto è diventato uno Smart Contract e i contraenti concordano nell’accettarne le clausole, gli effetti non sono più legati alla loro volontà.
Affinché il tutto funzioni, sono necessarie delle garanzie: che il codice non venga modificato, che i messaggi provengano da chi deve inviarli, che l’avviamento venga disabilitato.
Tradizionalmente la fiducia nell’efficacia di un contratto viene garantita da una terza parte, un intermediario che si pone tra i contraenti e che naturalmente viene retribuito per i suoi servizi.
Anche le borse oggi possono essere viste come piattaforme per l’esecuzione di Smart Contracts standardizzati che comportano lo scambio di prodotti finanziari. La diffusione di questi sistemi ha creato la Blockchain. Essa altro non è che un libro replicato su una rete di nodi paritari dove sono registrati in modo indelebile le informazioni di proprietà di uno o più asset.
L’immodificabilità dei record è garantita da tecnologie crittografiche e dal fatto che, una modifica, per essere accettata (per esempio un trasferimento di proprietà di un asset), deve essere confermata dalla maggioranza dei nodi della rete. Oltre che come libro mastro, una Blockchain può però anche agire come piattaforma di esecuzione di operazioni. Quella dei Bitcoin ad esempio esegue del codice che effettua i trasferimenti di proprietà dei Bitcoin da un wallet all’altro sulla base di un input proveniente dall’esterno (un messaggio da un utente). Già così com’è, quindi, l’infrastruttura Bitcoin può essere usata per effettuare il trasferimento di fondi (in Bitcoin) previsto per esempio dalle clausole di uno Smart Contract eseguito da qualche altra parte. Di più, l’architettura software di Bitcoin permette di associare ad un indirizzo una piccola quantità di dati (metadati) che possono essere usati per descrivere un “asset” diverso da un Bitcoin e le istruzioni per il trasferimento di quell’asset da un indirizzo ad un altro. I vantaggi di realizzare gli Smart Contracts su una Blockchain sono notevoli.
Innanzitutto, si ottiene la registrazione del contratto su un libro mastro che ne garantisce l’immodificabilità. In secondo luogo, la Blockchain garantisce con sistemi crittografici estremamente robusti che i messaggi che costituiscono l’input del programma/smart contract vengano effettivamente da chi è autorizzato a mandarli (ogni messaggio è firmato). Questo fa sì che una infrastruttura di Smart Contracts possa avere aderenti che non si conoscono tra di loro e non si fidano l’un l’altro senza la necessità di un intermediario che dia fiducia a tutti.
Szabo presenta il progetto “Bit Gold”, il quale non ha successo, ma anticipa l'embrione del futuro Proof Of Work (pur non utilizzando questo termine), ovvero un meccanismo che consente di coniare moneta (virtuale) risolvendo un problema crittografico e affrontando così dei costi reali (dovuti al consumo di energia della CPU). Nel lavoro di Szabo è presente anche il concetto di chain (catena) che lega la verifica di ogni una transazione alla successiva. Anche altri concetti utilizzati in Bit Gold vengono ripresi anni dopo da Bitcoin, tanto da far pensare che sia lo stesso Szabo ad aver ideato anche quest’ultimo sistema.


DOUGLAS JACKSON E L'E-GOLD
L'E-gold viene lanciato nel 1996 da Douglas Jackson. Il denaro elettronico in circolazione è garantito da lingotti d’oro, d’argento e di platino inizialmente depositati in una banca in Florida, successivamente a Londra e Dubai. La moneta ha un discreto successo, tuttavia negli anni 2000 numerosi attacchi informatici vengono portati a segno contro i titolari dei conti in E-Gold.
Sono principalmente attacchi di Phising. L'E-gold viene anche utilizzato come oggetto di truffe basate sul classico schema Ponzi e diventa pure il metodo di trasferimento di moneta preferito dai trafficanti di numeri di carte di credito, visto che per aprire un conto in E-Gold è possibile utilizzare pseudonimi.
Tutte questi fattori, uniti all’intervento dell’FBI e dei servizi segreti statunitensi, decretano la fine del progetto di Jackson, che nel 2007 viene incriminato per diversi reati, tra cui l’esercizio senza licenza dell’attività di trasmissione di denaro.


ADAM BACK E IL PROOF OF WORK
Nel 1997 Adam Back con il suo algoritmo Hashcash fornisce un'importante funzione di Mining per le criptovalute: nasce ufficialmente il Proof Of Work (il Bitcoin utilizzerà appunto questo sistema).
In realtà il sistema inizialmente viene utilizzato come filtro-antispam.
Per il Bitcoin, questo sistema, impedirà l' "avvelenamento" delle transazioni e della catena.


WEI DAI, LA NON TRACCIABILITA' E LA DECENTRALIZZAZIONE
Nel 1998 Wei Dai (forse uno pseudonimo) parlava di un protocollo "che consente ad un gruppo di pseudonimi digitali non tracciabili di effettuare vicendevolmente pagamenti in denaro e di assicurare il rispetto di contratti senza aiuti esterni". Ispirato dal lavoro di Tim May, Wen Dai iniziava così il proprio articolo:

Wei Dai: "Una comunità è definita dalla cooperazione dei suoi partecipanti, e una cooperazione efficace richiede un mezzo di scambio (denaro) e una modalità per far rispettare i contratti. Tradizionalmente questi servizi sono sempre stati erogati da un governo o da istituzioni da esso sponsorizzate dal governo e unicamente nei confronti di entità legali. In questo articolo ho descritto un protocollo con cui questi servizi possono essere forniti a delle entità non tracciabili"

L'idea di Wei Dai contiene l'ossatura quasi completa del protocollo sul quale da lì a poco verrà implementato Bitcoin. Sostanzialmente si parla di una rete decentrata non tracciabile, in cui i mittenti e destinatari di denaro sono identificati solo da chiavi pubbliche e ogni transazione è firmata digitalmente.
Inoltre fa dei ragionamenti su come creare un meccanismo di emissione di denaro collegato a un qualche onere computazionale da assolvere.
Su un post su un forum (1998), Wei Dai descriverà due protocolli:
Nel primo protocollo, ogni partecipante gestisce un proprio separato database su quanti soldi appartengono ad ogni pseudonimo, e l’oggetto di questo protocollo è il modo nel quale questi conti correnti vengono aggiornati.

-Creazione di denaro:
Chiunque può creare denaro rendendo pubblica (broadcasting) la soluzione di un problema computazionale fino a quel momento irrisolto. 
La sola condizione è che deve essere facile determinare quanto sforzo computazionale occorre per risolvere il problema e, in caso contrario, la soluzione non deve avere un valore né pratico né intellettuale. 
Il numero di unità monetarie creato è uguale al costo dello sforzo computazionale in termini di un paniere di beni. 
Per esempio, se un problema richiede 100 ore ad essere risolto nel computer che lo risolve più convenientemente, e ci vogliono 3 panieri standard per acquistare 100 ore di funzionamento di quel computer nel mercato libero, allora sulla diffusione della soluzione di quel problema ognuno accrediterà al mittente 3 unità nel proprio database.

-Trasferimento di denaro:
Se Alice (il detentore dello pseudonimo K_A) vuole trasferire X unità d denaro a Bob (detentore dello pseudonimo K_B), essa diffonde il messaggio “Io K_A consegno X unità di denaro a K_B”.
In seguito a questo messaggio broadcast, ciascuno sottrae nel proprio database X unità dall’account di K_A e somma X unità al conto di K_B, a meno che questo non crei un bilancio negativo peer K_A, nel qual caso il messaggio viene ignorato.
-Applicazione dei contratti:
Un contratto valido deve includere un massimo di risarcimento in caso di fallimento di ogni parte contrattuale. 
Deve anche contemplare una (terza) parte che eseguirà un arbitrato nel caso di contestazioni.  
Tutte le parti di un contratto, incluso l’arbitro, devono inviare in rete le loro firme digitali del contratto prima che questo possa essere considerato valido. 
Al momento della diffusione in rete del contratto e delle firme digitali, ogni partecipante addebita nel proprio database al conto di ciascun partecipante il massimo del sua quota massima di risarcimento e accredita su un conto speciale che si identifica con l’hash sicuro del contratto, la somma dei risarcimenti massimi di tutte le parti. 
Il contratto diviene efficace se gli addebiti funzionano su tutte le parti contrattuali senza che si verifichi un bilancio negativo per nessuno, caso nel quale il contratto viene ignorato e tutti i conti correnti vengono ripristinati al valore precedente (rollback). 
Un esempio di contratto dovrebbe essere simile a questo:
K_A acconsente di consegnare a K_B la soluzione del problema P prima delle 00:00:00 del 01/01/2100,
K_B acconsente di pagare K_A 100 bitcoin (UM, unita di moneta) prima delle 00:00:00 del 01/01/2100,
K_C acconsente di svolgere un arbitrato in caso di contestazione.
K_A acconsente di pagare a K_B un massimo di 1000 bitcoin in caso di fallimento [non consegna]
K_B acconsente di pagare a K_A un massimo di 200 bitcoin in caso di fallimento [non vuole più la soluzione].
K_C acconsente di pagare [a chi?] un massimo di 500 bitcoin in caso di fallimento [non raggiunge l’accordo].

-Conclusione dei contratti:
Se un contratto di conclude con una disputa, ogni parte invia in rete un messaggio firmato “Il contratto con firma digitale SHA-1 H si conclude senza risarcimenti” o anche “Il contratto con firma digitale SHA-1 H si conclude con i seguenti risarcimenti…”. In seguito alla diffusione di tutte le firme, ogni partecipante accredita nel proprio database nel conto corrente di ogni parte l’importo del suo massimo risarcimento, cancella l’account (fittizio) del contratto, quindi accredita o addebita al conto di ciascuna delle parti contrattuali secondo lo schema di risarcimento, se ce n’è uno.

-Applicazione dei contratti:
Se le parti contrattuali non trovano un accordo su una conclusione appropriata anche con l’aiuto di un arbitro, ogni parte invia in rete una proposta di risarcimento/sanzione e ogni argomento o evidenza che deponga in suo favore. Ogni partecipante fa una determinazione in merito agli effettivi risarcimenti / sanzioni e modifica di conseguenza i conti correnti delle parti nel proprio database.

SECONDO PROTOCOLLO
Nel secondo protocollo, i conti correnti di ciascuno sono localizzati in un sottoinsieme di partecipanti (che chiameremo server d’ora in poi) invece che nel database di ciascun partecipante. 
Questi server sono collegati da una rete di trasmissione di tipo Usenet. 
Il formato dei messaggi di transazione trasmessi su questo canale rimane lo stesso del primo protocollo, ma i partecipanti ai quali è arrivato il messaggio broadcast devono verificare che il messaggio è stato ricevuto e correttamente elaborato su un sottoinsieme casuale di questi server.
Poiché i server devono possedere un certo grado di affidabilità, è necessario un meccanismo per mantenere la loro onestà. 
Ad ogni server viene richiesto di accreditare una certa quantità di denaro su un conto corrente speciale, denaro potenziale per ricompense o multe in caso di buona o cattiva condotta. 
Inoltre, ogni server periodicamente deve periodicamente pubblicare i propri database e registrare su di essi le operazioni di creazione di denaro e le attribuzioni di denaro ai partecipanti. 
Ogni partecipante deve verificare che il bilancio del proprio conto corrente sia esatto e che la somma dei bilanci non sia maggiore della quantità di denaro creata. 
Questo impedisce ai server, anche in caso di collusione totale, di aumentare l’immissione di denaro costantemente e senza costi. 
Nuovi server possono anche usare i database pubblicati per sincronizzarsi con gli altri server.
Il protocollo proposto in questo articolo permette a entità pseudonime non identificabili (non rintracciabili) di cooperare tra loro più efficientemente fornendo loro un mezzo di scambio e un metodo per applicare i contratti. Il protocollo può probabilmente essere reso più efficiente e sicuro, ma io spero che questo sia un passo verso la realizzazione della cripto anarchia come possibilità pratica come anche teorica.

-Appendice A: una creazione di denaro elettronico alternativa
Uno degli aspetti più problematici nel protocollo di b-money è la creazione del denaro. Questa parte del protocollo richiede che tutti i detentori di un conto si accordino e decidano sul costo di computazioni particolari. Sfortunatamente, poiché la tecnologia dei computer tende ad avanzare rapidamente e non sempre pubblicamente, questa informazione potrebbe essere non disponibile, inaccurata o obsoleta, circostanze che possono causare seri problemi al protocollo.
Così, vi propongo un’alternativa al subprotocollo di creazione del denaro, nel quale ogni proprietario di un conto (tutti, nel primo protocollo, oppure i server, nel secondo protocollo) si accordino e decidano invece sulla quantità di denaro da creare una volta ogni periodo, con il costo che viene determinato a mezzo di un’asta. 
Ogni periodo di creazione di denaro viene così suddiviso in quattro fasi:
1) Pianificazione
I possessori di un conto calcolano e negoziano con gli altri una somma ottimale di denaro da fornire per il prossimo periodo. Sia che raggiungano o meno il consenso, essi inoltrano nella rete (broadcast) la loro quota di denaro creata e ogni calcolo macroeconomico fatto a supporto delle previsioni
2) Offerta
Chiunque voglia creare denaro binario immette nella rete un’offerta nella forma <x, y>, dove x è la quantità di denaro che vuole creare e y è un problema irrisolto appartenente ad una predeterminata classe di problemi. Ogni problema in questa classe deve avere un costo nominale (ad esempio in MIPS/anno) sul quale ci sia un consenso generale.
3) Calcolo
Dopo aver visto le offerte,  coloro che le hanno lanciate possono ora risolvere i problemi e pubblicare in rete le soluzioni
4) Creazione del denaro
Ogni possessore di un conto, accetta le offerte più alte (tra coloro che le hanno effettivamente pubblicate in rete) in termini di costo nominale per unità di denaro binario creato, e le accredita sui conto degli offerenti corrispondenti.


BITCOIN
Nel 2008 uno sviluppatore che si fa chiamare Satoshi Nakamoto pubblica il whitepaper del protocollo Bitcoin. Il 3 gennaio 2009 nasce la rete Bitcoin e vengono generate le prime valute.
Se pensate alle caratteristiche di Bitcoin (rete P2P, semi-tracciabilità, sistema decentralizzato, transazioni quasi anonime, crittografia, firme digitali, chiavi, Proof Of Work, Blockchain, moneta generata da costi computazionali) si spiega perchè i citati in precedenza sono stati fondamentali. Qualcuno di questi potrebbe essere Satoshi Nakamoto ma ad oggi la sua identità rimane un mistero.

lunedì 10 febbraio 2014

La Storia Di Bitcoin: Cosa Sono e Chi Li Ha Inventati?

"Divenni famoso come l'inventore dei Bitcoin, chi mi trattò da criminale, chi come un eroe, io preferii sparire nel nulla"

BTC è una moneta elettronica creata nel 2009 da un anonimo (Satoshi Nakamoto), implementando un'idea dello stesso autore presentata su Internet a fine 2008 mediante Bitcoin: A Peer-to-Peer Electronic Cash System. Il nome Bitcoin si riferisce anche al software open source progettato per implementare il protocollo di comunicazione e la rete peer-to-peer che ne risulta. A differenza della maggior parte delle monete tradizionali, Bitcoin non fa uso di un ente centrale: esso utilizza un database distribuito tra i nodi della rete che tengono traccia delle transazioni, e sfrutta la crittografia per gestire gli aspetti funzionali come la generazione di nuova moneta e l'attribuzione di proprietà dei Bitcoin. Si capisce quindi che questa moneta consente il possesso ed il trasferimento semi-anonimo delle monete. L'infrastruttura per utilizzare i propri BTC possono essere salvati su uno o più personal computer sotto forma di "Wallet", o mantenuti presso terze parti (sconsigliabile) che svolgono funzioni simili ad una banca (servizi online). Gli stessi possono essere trasferiti attraverso Internet verso chiunque disponga di un "indirizzo Bitcoin". La struttura peer-to-peer della rete Bitcoin e la mancanza di un ente centrale rende impossibile per qualunque autorità, governativa o meno, di bloccare la rete, sequestrare Bitcoin ai legittimi possessori o di svalutarla creando nuova moneta.


CARATTERISTICHE DEL BITCOIN
1) Assenza di una banca centrale
2) Assenza di moneta fisica
3) Nessun costo aggiuntivo per scambiare Bitcoin, a parte fee di rete
4) La quantità di Bitcoin che possono circolare è limitata: 21Milioni (il mining terminerà nel 2140)


STORIA DEL BITCOIN
L’inventore di Bitcoin é un personaggio misterioso che si faceva chiamare Satoshi Nakamoto.
La sua identità, ammesso che si tratti di una sola persona e non di una organizzazione, rimane ancora avvolta nel mistero. Si può però ipotizzare che chi abbia creato la moneta fosse stato spinto dalla crisi finanziaria del 2008, infatti, solo 1 anno dopo sono stati “minati” i primi 50 BTC.
Satoshi Nakamoto però, nella primavera del 2012, scomparve da internet, in precedenza infatti le sue apparizioni erano relative ai forum del settore, ora invece Satoshi non partecipa a nessuna discussione e rimane nell’anonimato più totale.


FLUTTUAZIONI
Prima di tutto bisogna precisare che non c’è nessuno che ha il controllo dei Bitcoin.
Il codice è pubblico, tutti sanno cosa ci sta dietro ma nessuno può manipolarlo. La loro quotazione è frutto del mercato: domanda ed offerta. Sicuramente molte persone hanno fatto soldi ma la crescita del valore è stata solo positiva perché ha alimentato l’interesse ed ha fatto aumentare il numero di utilizzatori Qualche tempo fa 1 BTC veniva scambiato per un controvalore di 100 dollari statunitensi, ultimamente, prima della flessione che ha interessato la moneta, il valore era salito a 1200 dollari. Questo significa che per acquistare 1 BTC erano necessari addirittura 1200 dollari.
Ne consegue che il valore dei Bitcoin esistenti è salito a quasi 10 miliardi di dollari (market cap).


COME RICEVERE BITCOIN
Teoricamente bastano due semplici step:
1) Creazione portafoglio Bitcoin: per creare il proprio portafoglio Bitcoin basta scaricare un software sul proprio computer dal sito bitcoin.org 
2) Ricezione su indirizzo pubblico: il secondo passo, è la ricezione dell’indirizzo Bitcoin, un indirizzo personale che comprende una serie alfa numerica che va da 34 a 36 caratteri, con cui poter ricevere ed inviare BTC


COSA SONO I BTC?
Il numero di BTC è stata programmato per diminuire nel tempo, con un dimezzamento (Halving) del loro numero ogni 4 anni circa, fino ad arrivare a zero, in modo tale che non verranno creati più di 21 milioni di Bitcoin in totale. A partire dal 28 novembre 2012, la ricompensa è passata a 25 Bitcoin per blocco e così sarà per i successivi 4 anni.
Man mano che la ricompensa diminuisce nel tempo, gli utenti saranno motivati a contribuire con le loro capacità di calcolo con nodi che convalidano blocchi guadagnando sui costi delle transazioni.
La rete Bitcoin crea e distribuisce in maniera completamente casuale un certo ammontare di monete all'incirca sei volte l'ora, nei confronti di chi tiene abilitata l'opzione "mina Bitcoin" nel proprio client.
L'attività di generazione di Bitcoin viene spesso definita come "mining", un termine analogo al gold mining (estrazione di oro). La probabilità che un certo utente riceva la ricompensa in criptovaluta dipende dalla potenza computazionale che aggiunge alla rete, relativa al potere computazionale della rete nella sua interezza. Inizialmente il client ufficiale permetteva l'estrazione dei Bitcoin, sfruttando la CPU per svolgere i calcoli invece con l'aumentare della potenza di calcolo totale della rete, questa funzionalità è diventata inutile, in quanto antieconomica, ed è stata rimossa.
Oggigiorno esistono dei programmi specializzati che inizialmente sfruttavano la potenza delle GPU per lo svolgimento dei calcoli e sempre più spesso si appoggiano a schede dedicate (FPGA e ASIC).
Tutti i nodi della rete competono per essere i primi a trovare una soluzione per un problema crittografico che riguarda un blocco candidato, un problema che richiede un gran numero di tentativi per risolverlo. Quando un nodo trova una soluzione valida, l'annuncia al resto della rete e richiede la proprietà di un nuovo blocco di Bitcoin. I peer che ricevono la soluzione del nuovo blocco la verificano prima di accettarla e poi aggiungerla alla catena.
I nodi possono usare la CPU del loro client oppure avvantaggiarsi delle loro GPU mediante software più sofisticati. Gli utenti possono anche generare Bitcoin in maniera collettiva associandosi ad una Mining Pool. Dal punto di vista operativo, il Mining non è altro che quell'operazione che consiste nel trovare la soluzione ad un problema matematico: individuare un numero (nonce) tale che l'hash SHA-256 del blocco sia inferiore ad una soglia data (difficoltà variabile). Infatti, per fare in modo che un blocco venga generato ogni 10 minuti, ogni nodo in maniera individuale modifica la difficoltà del problema che prova a risolvere ogni 2 settimane, in accordo con la capacità computazionale complessiva della rete peer-to-peer. Ricapitolando i BTC sono delle stringhe alfanumeriche uniche e criptate gestite da una rete informatica realizzata attraverso il coinvolgimento di migliaia e migliaia di computer. Ogni persona può partecipare alla creazione e alla gestione dei Bitcoin condividendo nella rete la potenza di calcolo del proprio computer. Questa attività viene definita con il termine di mining.
La generazione di Bitcoin consiste fondamentalmente nell’indovinare dei numeri.
Vi è una competizione ogni dieci minuti e il primo che individua i numeri giusti guadagna un po' di Bitcoin. Perciò maggiore è la potenza di calcolo condivisa con la rete più alta è la probabilità di minare in modo proficuo.


COSA ME NE FACCIO?
Secondo Business Insider, un uomo e il proprio figlio, avrebbero venduto una Porsche ad un uomo d’affari per 300 Bitcoin, ai tempi 39.000 dollari.
La transazione, seppure insolita, si é svolta in modo semplice ed immediato: l’acquirente ha inviato un delegato per il ritiro della vettura restando in contatto telefonico con il venditore, il tutto è durato 30 minuti. Sono diversi inoltre i negozi online che danno la possibilità di acquistare beni e servizi pagandoli in Bitcoin. Volendo, attraverso il sito Pizzaforcoins.com, si può ordinare la pizza pagandola in Bitcoin. In alternativa si possono scambiare Bitcoin con: Euro, Dollaro USA, Dollaro canadese, Sterlina, Franco svizzero, Dollaro australiano e Rublo russo


BANCOMAT PER BITCOIN
In futuro ci saranno anche bancomat Bitcoin. Jeff Berwik, co-fondatore di BitCoin ATM ha dichiarato che i primi 2 bancomat saranno istallati a Cipro e a Los Angeles. Ovviamente il bancomat non distribuirà Bitcoin in quanto la moneta é e rimarrà virtuale, ma, mostrando il proprio codice alla macchina, si potranno inserire monete fiat scambiandole con Bitcoin. Inoltre, se necessario, i Bitcoin potranno essere convertiti in fiat negli sportelli bancomat.