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venerdì 14 gennaio 2011

La Storia Di Napster (1999-2001)

Ideato nel 1999 da Shawn Fanning e Sean Parker fu un sistema rivoluzionario per quanto riguarda lo scambio di files.
Napster era basato su un sistema di server centrali che mettevano in contatto i vari i user per lo scambio di files di qualsiasi tipo.
Stessa sorte toccò a programmi di file sharing simili a Napster ovvero Audiogalaxy e Kazaa.


LA NASCITA: 1999
Fanning ai tempi era un diciottenne della Northeastern University di Boston, nell’estate del 1999 realizzò appunto con l’aiuto di Sean Parker,  il sogno di tutti gli appassionati di musica.
Aveva creato Napster, il primo sistema peer-to-peer per la condivisione di file, mp3 musicali principalmente.
Gli sviluppatori di software di questo tipo avevano compreso che l'unico modo affinchè questi fossero difficilmente controllabili era rivoluzionare il sistema dei server (un pò quello che successe con eMule).
Con Napster era un po’ come avere a disposizione un intero negozio di musica, dove le canzoni invece che sugli scaffali si trovano sui computer degli utenti del programma, cui si aveva accesso passando da una server centrale.
Tutto completamente free.


I PROBLEMI LEGALI: 2001
Proprio nel periodo di maggiore successo, nel 2001, arrivò la notizia che la creazione di Fanning avrebbe dovuto chiudere i battenti, almeno per i contenuti coperti da copyright.
L’accusa era partita poco dopo la creazione del programma e arrivava direttamente dalla Record Industry Association Of America, l’associazione dei produttori discografici statunitensi, che nel dicembre del 1999 aveva citato Napster per violazione dei diritti d’autore, accusandolo di trasmettere il messaggio che la musica dovesse essere libera e gratuita.
Subito dopo era arrivata anche la denuncia del gruppo dei Metallica, che avevano accusato Napster di diffondere la loro “ I Disappear” prima ancora del lancio ufficiale.
All’inizio le accuse funzionarono in realtà come una vetrina pubblicitaria, aiutando a diffondere Napster tra gli appassionati di musica, soprattutto tra i ragazzi.
La difesa di Napster di fronte alle accuse fu troppo debole.
Il fatto che Fanning fosse riuscito a promuovere la diffusione della musica non importava.
E neanche il tentativo di far passare la sua creatura come qualcosa che in realtà apparteneva agli utenti, perché erano loro a trasferirsi i file, che non erano quindi in possesso di Napster stesso.
La tattica insomma cercava di far passare tutti colpevoli per non colpevolizzare nessuno.
Non funzionò: a marzo del 2001 per Napster arrivò l’ordine di rimuovere i file coperti da copyright, e a luglio dello stesso anno l’ordine di chiudere i battenti per i server di Fanning.
Per pagare i debiti dei copyright, Napster provò a rifarsi il look e a farsi pagare il servizio.
Non funzionò, e il tentativo successivo fu quello di vendere l’intero pacchetto.
Napster chiuse andando in liquidazione (sul sito apparve la scritta “Napster was here”).


L'INSEGNAMENTO
Nel frattempo, però, la sua esperienza aveva fatto scuola e avrebbe dato il via alla nascita di programmi di filesharing come Kazaa e eMule.
E dalle sue ceneri sarebbe nata, nel 2013, un’omonima piattaforma di musica in streaming.
Del tutto legale.
Per molti, Napster continuò a vivere anche dopo la prima chiusura ma la sua fine è fatta coincidere appunto con la sua nuova apertura e quindi con la sua divenuta a pagamento.

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