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sabato 18 marzo 2017

Catene Di Sant'Antonio: Cosa Sono e Chi Ci Guadagna

L'espressione “Catena di Sant’Antonio” è vecchia come il mondo: sostanzialmente, in origine, si trattava dell’usanza di spedire a più persone una lettera anonima che invitava alla recitazione di una serie di preghiere con lo scopo di salvare il mondo.
Queste preghiere avrebbero avuto successo solo se il destinatario avesse poi a sua volta inviato la stessa lettera a un tot numero di persone, le quali a loro volta avrebbero dovuto seguire tutta la trafila: il tutto sotto minaccia di sventure tremende che sarebbero accadute a chi avesse interrotto la “catena”.
Siamo negli anni 50.
Le richieste di denaro arrivarono in seguito.
Tornando molto più indietro nel tempo, pare che Sant’Antonio Abate, scrisse una lettera al duca di Egitto, per intimargli di interrompere le persecuzioni contro i Cristiani, altrimenti la punizione di Dio lo avrebbe ucciso.
Per far sì che la sorte gli fosse favorevole, il duca veniva esortato a spedire la stessa missiva a tutti gli altri notabili che come lui vessavano i credenti.
Il duca d’Egitto ignorò l’avvertimento e cadde vittima del proprio cavallo, che lo disarcionò e lo uccise.
Come accade nell’era dell’Internet, queste catene sono spesso accompagnate da minacce di sventure sempre più terribili per coloro che interrompono la catena, testimoniate da personaggi (ovviamente fasulli) citati con tanto di nome, cognome e luogo di residenza dei quali il mittente narrava le dolorose e raccapriccianti conseguenze a cui erano giunti causa l’interruzione della catena.
Ma più precisamente il nome deriva dallo stesso Santo che intimava le persone che avevano ricevuto del bene a fare altrettanto: ognuno avrebbe dovuto fare del bene ad altre 5 persone e così via.


L'EVOLUZIONE
L’evoluzione, oggi, comporta la libera diffusione di messaggi virali che raggiungono ogni piattaforma social e non: mail, SMS, Social Network, Telegram, WhatsApp, etc.
Appelli per bambini malati di tumore, leucemia, in cerca di donatori di sangue, allarmi per virus informatici, promesse di guadagni facili.
A rendere apparentemente credibili questi messaggi è l’inserimento di allarmi a tutela di bambini, animali, donne e anziani messi in pericolo da situazioni reali (anche se in realtà assurde ed assolutamente inventate).

"Giralo per favore. Bimbo 17 mesi necessita sangue gruppo B positivo per leucemia fulminante, fai girare l’'SMS per favore è urgente. Inviala a tutti i tuoi numeri è importantissimo"

Il risultato è un allarmismo, costruito facendo leva sul senso di colpa che l’utente ingenuo proverebbe se non contribuisse ad allertare a sua volta i propri contatti.
Nel peggiore dei casi, a farne le spese sono ignari personaggi esistenti di cui vengono diffuse foto e generalità, che si ritrovano al centro di indagini e di situazioni grottesche.
Come si sarà capito, queste catene vengono confezionate dagli spammers, per collaudare i propri sistemi di distribuzione delle pubblicità indesiderate.
A volte però la diffusione di queste catene nasce anche da persone ignare del fine che c'è dietro o comunque viene distorta dal passaparola.
In casi come questi il danno è involontario ma è reale, perché in queste catene confluiscono centinaia di indirizzi di e-mail di destinatari, che vengono poi raccolti dagli spammer.
Infine, ma non per minore importanza, ci ritroviamo Catene di Sant’Antonio in cui viene richiesto l’investimento di una somma di denaro all’interno di un gruppo di persone: tale somma avrà un suo percorso che ritornerà all’investitore in forma moltiplicata.
Si parte da 5 euro come investimento (ad esempio) e poi tramite un sistema ingegnoso con tanto di elenchi e nomi da depennare dallo stesso (generalmente il primo della lista, aggiungendo in coda il proprio nome), si dovrebbe arrivare a somme da capogiro (cioè in base alle mail inoltrate ognuno dei contatti investirà X soldi, depennerà il primo nome nell'elenco ed aggiungerà il proprio nome in coda e così via. Gli ultimi pagano i primi della lista).
Questo almeno in teoria.
In realtà, a guadagnarci, saranno solo i primi 2 o 3 che hanno iniziato la catena.


CHI C'è DIETRO?
In casi rari, si è riusciti a risalire al creatore della catena.
È successo, per esempio, con quella del 1997 che prometteva un compenso in denaro, offerto da Microsoft, per chiunque inoltri la catena a un certo numero di contatti: la catena sarebbe infatti un test di Internet Explorer.
Questa fu ideata da Bryan Mack, all’epoca studente nell’Iowa, per parodiare le offerte per fare soldi in fretta su Internet che spopolavano già allora.
Mack la inviò per scherzo ai propri amici, che la diffusero a macchia d’olio.
Alcuni la presero sul serio e da lì nacque il mito.


VARIANTE DELLO SCHEMA PONZI
Esistono inoltre tantissime varianti di catene di Sant’Antonio ma la più famosa è sicuramente lo “Schema Ponzi“.
Si tratta di un idea di Charles Ponzi, italiano immigrato in america, che aveva ideato un modello economico di vendita truffaldino che prometteva alle sue vittime dei forti guadagni a patto che questi ultimi avessero reclutato dei nuovi “investitori”, a loro volta vittime di questa truffa.
Coinvolse 40 mila persone e partendo da una cifra di 2 dollari arrivò ad incassarne 15 milioni.

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