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domenica 10 giugno 2018

Per Il Mining Dei Bitcoin, Futuro Nel Fotovoltaico?

Il protocollo Bitcoin prevede un'elaborazione dati dispendiosa, il cosiddetto mining, perché computer e server devono eseguire calcoli via via più complessi (in base al valore della moneta) per registrare i blocchi di transazioni e creare nuova moneta.
Si parla di consumi di circa 7-8 TWh l’anno di elettricità e questa cifra è destinata ad aumentare rapidamente.
Proprio per questi motivi, secondo Tam Hunt, un esperto americano di rinnovabili e di fotovoltaico in particolare, sarebbe vantaggioso sfruttare l’energia da fotovoltaico per alimentare i processi di mining; il solare stesso diventerebbe una risorsa aggiuntiva di profitto per i cosiddetti miners.
Come si sa, in alcune situazioni, il fotovoltaico è in grado di generare elettricità a costi inferiori rispetto alle fonti tradizionali, soprattutto nei grandi parchi FV realizzati in zone semidesertiche con elevato irraggiamento solare.
La finalità, a questo punto, sarebbe duplice: da un lato, mitigare l’impatto ambientale, in termini di emissioni inquinanti associate ai combustibili fossili, del data-mining, dall’altro, assicurare una produzione elettrica a basso costo alle attività informatiche.
Le compagnie di mining, dovrebbero stipulare contratti PPA (Power Purchase Agreement) con gli operatori del FV, in modo tale da impiegare tutta l’energia rinnovabile per “alimentare” gli algoritmi e prelevare elettricità dalla rete solo quando è necessario.
Un’altra possibilità di ottenere guadagni aggiuntivi, spiega Hunt, è assorbire per il data-mining l’energia generata in eccesso dalle fonti rinnovabili nelle ore centrali della giornata, spesso ceduta sul mercato dai produttori a prezzi negativi per evitare il blocco totale degli impianti eolici e solari.
Il fotovoltaico, in definitiva, sarebbe utile per incrementare la potenza di calcolo del sistema Bitcoin, ma anche per tagliare i costi energetici delle aziende specializzate in questo settore.
In Moldavia la sfida ecosostenibile è stata già accolta, visto che il paese è tra i più all'avanguardia in Europa nell'Ict (Information And Communications Technology) e da tempo in prima linea per progetti innovativi nel campo delle fonti energetiche alternative. Protagonista della svolta green delle valute digitali è Consulcesi Tech, che ha realizzato il più grande impianto fotovoltaico del Paese. Una struttura ecosostenibile al 100% destinata alla "mining farm" più estesa di tutta la Moldavia.
Realizzato nella capitale moldava, presso l'Accademia delle Scienze, grazie all'installazione di oltre tremila pannelli fotovoltaici l'impianto permetterà di risparmiare ogni anno 550 tonnellate di CO2 e 240 TEP (tonnellate equivalenti di petrolio).
La nuova frontiera dunque è l'eco-mining.

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