Visualizzazioni Totali

TRA I PRIMI IN ITALIA A PARLARE DI BITCOIN (DAL 2012!): PER ESSERE SEMPRE AGGIORNATI SULLE NOVITA' TECNOLOGICHE DEL WEB SEGUITE LA PAGINA FACEBOOK (LINK A SINISTRA)
Visualizzazione post con etichetta Economia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Economia. Mostra tutti i post

giovedì 18 maggio 2023

Alcune Nozioni Di Economia: GDP, Bond, Indicatori, Tassi, Cicli

La macroeconomia studia tutti quei fattori che influenzano l'andamento di un sistema economico: aziende, imprese, lavoratori e relazioni con il resto del mondo. Come queste forze interagiscono tra di loro? Attività economica mira alla produzione di beni e servizi, all'aumento dell'occupazione e alla diminuzione della disoccupazione (il tasso è dato dalla % di disoccupati sulla forza lavoro), alla stabilità dei prezzi (determinati da domanda/offerta e dall'inflazione che misura la variazione annuale dei prezzi di beni e servizi). 


FORZA ECONOMICA: GDP
GDP (PIL in italiano) misura la forza economica di un paese in un certo intervallo temporale (reddito prodotto da una nazione, produzione, domanda/spesa per beni e servizi). GDP può essere nominale (non tiene conto dell'inflazione) o reale (rapporto tra i due moltiplicato per 100 ci dà il "deflatore", ovvero il tasso di inflazione annuo) e dipende dal rapporto tra domanda aggregata (comprendente spese di famiglie ed imprese) ed offerta aggregata (produzione). La forza di uno Stato viene misurata dalla sua fiatcurrency: maggiore è il suo potere di acquisto, tanto migliore è la sua economia (almeno teoricamente). Una fiat può rafforzarsi quando le esportazioni di quel paese sono maggiori delle importazioni e viceversa (indebolimento rispetto alle concorrenti da cui si importa). La valuta di riserva a livello mondiale è il dollaro americano quindi la banca centrale americana (Federal Reserve) può influenzare la macroeconomia modificando i tassi di interesse e l' inflazione (immissione di nuova moneta) portando variazioni di domanda per beni e servizi, occupazione/disoccupazione, produzione industriale, entrate fiscali, etc Se il dollaro si rafforza, di solito gli altri asset (a maggior ragione se speculativi) si indeboliscono (perchè i tassi di interesse aumentano scoraggiando i prestiti ed acquisti) e viceversa (se vengono incoraggiati gli investimenti, il dollaro si indebolisce). Un altro parametro che influenza la produzione di un paese è la forza lavoro (occupazione vuol dire "più spesa" in linea teorica, alto tasso di disoccupazione "meno spesa e meno produzione"). 
Errori a livello comportamentale sia negli investimenti che a livello di trading derivano spesso dalla psicologia umana: si parla di "Bias" (errori sistematici, ad esempio dopo aver acquistato un asset si tende a notare solo gli aspetti positivi o solo quelli negativi) ed "Euristiche" (il nostro cervello tende a semplificare troppo un problema affidandosi sull'emotività e non sulla ragione/statistica/matematica, a livello di trading lo si può semplificare da concetti quali FOMO che porta a rischio esagerato, entrate in anticipo/ritardo, uscite in anticipo/ritardo, cambio improvviso di strategie durante Trading/investimento, etc).


COME LE COMMODITIES INFLUENZANO LA PRODUZIONE DI UN PAESE
Commodities sono beni esauribili/limitati che influenzano la produzione di un paese. Sostanzialmente si tratta di materie prime naturali (carbone, gas, petrolio, metalli tipo oro, argento, platino, rame, nichel e minerali) ed agricole (grano, soia, frutta, verdura, caffè, mais, zucchero, etc). 

-Metalli: ferro
-Prodotti agricoli: legno
-Energia: petrolio (che è non rinnovabile quindi molto richiesto. Esso riguarda i trasporti e mobilità generale quindi influenza costi di produzione e la spesa dei consumatori)

Il prezzo delle materie prime è correlato positivamente con l'inflazione (ovvero se i beni aumentano di prezzo, vale la stessa cosa per le materie prime perchè la produzione sarà più costosa) e di solito anticipano gli aumenti dei prezzi di altri beni. Ad esempio quelli agricoli dipendono anche dal clima, oltre che dalla domanda globale. Materie prime sono molto utilizzate anche a livello industriale.
Correlato alle materie prime c'è il mercato immobiliare (che rappresenta circa la metà della ricchezza mondiale), in quanto esso dipende dalla produzione di ferro, legno, acciaio, rame, etc Quando quest'ultimi aumentano, anche l'immobile aumenta di prezzo (ciò riduce la domanda che si ripercuote sulla ricchezza del paese). Il motore principale di questo mercato sono i mutui che permettono di acquistare il bene (essi sono influenzati dalla ricchezza di un paese, dall'inflazione e dai tassi di interesse). Se un paese sta messo bene economicamente con i salari in aumento, le persone possono chiedere mutui con maggiore facilità, invece una situazione incerta porta all'aumento del costo del credito per chiedere il prestito e a maggiore difficoltà nel pagare le rate e i relativi interessi.
E' possibile investire nel mercato immobiliare:
1) Comprando una casa
2) REIT (Real Estate Investment Trust) e la sua variante italiana SIIQ (Società di investimento immobiliare quotata in Borsa) sono azioni di società esposte direttamente al mercato immobiliare e che pagano dividenti (generalmente derivanti dagli affitti e dalla compra-vendita di immobili) a chi ci investe
4) ETF immobiliare (panieri di più asset esposti su azioni e società che investono nel mercato immobiliare)
5) Crowdfunding (raccolta di capitali attraverso un fondo su piattaforme online. Si tratta sostanzialmente di un unione di risorse per finanziare un immobile. Non è quindi un investimento diretto ma su una società che si occupa della costruzione o riqualificazione di un immobile. Si riceve un interesse passivo proporzionale al capitale investito con un tasso variabile o fisso. Guadagno dipende dal successo avuto dalla società che si è finanziato)


BOND
Un altro fattore da considerare è il mercato delle obbligazioni (Bond): prestito dei fondi degli investitori ad uno stato (o ente pubblico), in cambio di un interesse. I bond hanno scadenza da 2 a 30 anni: se il prezzo di un Bond sale, il suo rendimento scende (e viceversa). 
Quelli a lunga scadenza hanno rendimenti maggiori (perchè è presente maggior rischio). Se nel breve vengono alzati i tassi, vengono aumentati anche i tassi sui rendimenti a breve termine portando al crollo dei prezzi. Invece a lungo termine, i Bond sono influenzati da inflazione, tasso di crescita/ricchezza di un paese, etc  Quando il Bond arriva a scadenza, l’emittente lo riacquista per il suo valore nominale. Il rapporto tra rendimenti offerti a breve scadenza e quelli a lungo termine fornisce la curva dei rendimenti che può essere:
-crescente (crescita del mercato ed inflazione limitata)
-piatta (situazione incerta di mercato con i bond a breve che crescono più velocemente di quelli a lunga scadenza)
-decrescente (rallentamento economico e probabile recessione. Investitori richiedono tassi maggiori per investimenti a breve termine)


CICLI DI RIPRESA (ESPANSIONE) E CONTRAZIONE (RECESSIONE)
I cicli sono fatti da ripresa/espansione (crescita del GDP a causa della classe imprenditrice quindi di innovazione, secondo Schumpeter. Innovazione porta competitività e concorrenza) e contrazione/recessione (appiattimento del margine competitivo). Questi cicli dipendono da relazioni tra stati, politica, bolle speculative, tassazioni, etc 
Sostanzialmente la ripresa economica dipende dallo sviluppo produttivo che aumenta le vendite aumentando occupazione e reddito e, a sua volta, capacità di spesa. In questi casi c'è tanta richiesta di materie prime portando a crescita a livello economico. Con il passare del tempo, tuttavia, avviene saturazione dell'offerta da parte della domanda con conseguente aumento di prezzi e di inflazione. Le banche centrali intervengono per limitare la bolla, a causa dell'eccessivo ottimismo delle masse (portando a sbilanciamenti economici). L'azione per frenare la domanda è la contrazione di moneta che frena gli investimenti, ciò influenza negativamente la produttività e le finanze diminuendo profitti ed occupazione (capacità di spesa ridotta). Il ciclo che aveva portato all'espansione, invertita la tendenza e tornato in contrazione, si ribilancia.
Per recessione ci si riferisce ad un periodo di diminuzione dell’attività economica in cui l’economia di un paese attraversa una riduzione della produzione, dell’occupazione, della spesa delle famiglie e degli investimenti per un prolungato periodo di tempo. In genere, una recessione viene definita come un calo del GDP (PIL) per più di 2 trimestri consecutivi. La recessione può essere causata da diversi fattori, come una diminuzione della domanda per beni e servizi, una riduzione dei prezzi delle materie prime o una crisi finanziaria. Essa può avere un impatto significativo sulla vita delle persone, portando a un aumento della disoccupazione, dell’insicurezza economica e della povertà. 

La crisi del 1929 venne provocata dall’eccessiva speculazione in Borsa, l’aumento del debito personale e il crollo dei prezzi agricoli, che hanno creato un’instabilità economica crescente. Il crollo della Borsa di New York il 24 ottobre 1929, noto come "Giovedì nero", ha portato ad una recessione economica globale durata per anni fino alla seconda guerra mondiale. In quel giorno, i principali titoli segnarono -50%.

La crisi del 1987 nota anche come Black Monday, è stata causata principalmente da una bolla speculativa alimentata da una serie di fattori, tra cui il rapido aumento dei tassi di interesse e l’aumento delle quotazioni azionarie. Il crollo è avvenuto il 19 ottobre 1987 portando una riduzione significativa del valore dell’indice Dow Jones (un indice che ad oggi misura 30 titoli azionari quotati a New York: American Express, Coca Cola, Cisco, IBM, Intel, JPMorgan, McDonald's, Walt Disney, Microsoft, Goldman Sachs, Dow, J&J, etc).

La crisi asiatica del 1997-1998 ebbe inizio nel luglio 1997, quando la Thailandia dovette svalutare la propria valuta, il baht, dopo la fuoriuscita di investimenti stranieri. Questo evento innescò una serie di crisi finanziarie in molti paesi tra cui l’Indonesia, la Corea del Sud e la Malesia. La crisi fu causata principalmente dall’eccessivo indebitamento delle banche e delle imprese locali, l’eccesso di speculazioni sul mercato immobiliare e finanziario, e una serie di fattori macroeconomici. Ciò portò a una recessione economica in molti di questi paesi.

La crisi del 2000-2001 è stata provocata dalla bolla delle DotCom, cioè l’euforia dei mercati per la tecnologia e l’improvvisa crescita delle aziende internet che si diffusero negli anni 90. Molti investitori investirono in quelle aziende con la speranza di ottenere guadagni rapidi, ma molte di queste aziende non avevano un modello di business sostenibile quindi sono crollate. In particolare il NASDAQ era l’indice di mercato azionario dominante per le aziende tecnologiche a metà degli anni '90. La bolla esplose nel 2001, quando le azioni tecnologiche iniziarono a crollare rapidamente in seguito alla percezione che molte di queste aziende non erano redditizie e non avevano prospettive di crescita.
Inoltre, gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001 a New York causarono ulteriori ripercussioni sui mercati finanziari globali. La Borsa venne chiusa per una decina di giorni.
La crisi del 2008 è stata causata principalmente dal crollo del mercato immobiliare statunitense, con un alto numero di prestiti ipotecari a rischio e una speculazione eccessiva in questo settore. 
Molti prestiti furono erogati a persone con basso reddito o crediti cattivi. Le istituzioni finanziarie avevano concentrato eccessivamente i loro investimenti sui mutui a rischio e sui prodotti derivati ad essi collegati. La creazione di prodotti finanziari complessi e a rischio ha causato disastri, non solo negli Stati Uniti, ma in tutto il mondo, portando a una crisi finanziaria globale.
Ciò ha portato ad un default di molti istituti finanziari (incapacità di onorare i propri obblighi finanziari secondo gli accordi stabiliti) e una forte diminuzione dei valori degli asset finanziari, che ha avuto un impatto globale sulla stabilità economica.
La crisi si protrasse anche negli anni successivi, in particolare nel 2011 in Europa dove ebbe un impatto particolarmente significativo, visto che molte economie videro forti ripercussioni sulla crescita economica e l’occupazione. In quegli anni la Grecia fu uno dei paesi più colpiti dalla crisi, con un alto debito pubblico. Nel 2010 fu necessario un salvataggio finanziario da parte dell’UE e del FMI per evitare il default dello Stato.
Qualsiasi ciclo è sempre governato dalla variabile temporale. Le oscillazioni di ogni (macro)ciclo sono date dalla sommatoria dei cicli minori (nelle sue fasi di espansione/contrazione). Sussiste sincronicità nei massimi e minimi: più i cicli confluiscono in un determinato punto, più il movimento (trend) sarà accentuato (il punto non deve essere preciso al millimetro o cadere per forza in un determinato giorno, si sta parlando di cicli quindi di fenomeni macro a livello temporale e di analisi). Durata ed ampiezza di un ciclo sono spesso proporzionali. I cicli vanno da 3-11 anni (Kitchin-Juglar) a 50 anni (Kondrat'ev).


CORRELAZIONI
Spesso si crede di investire in qualcosa di diversificato ma gli andamenti delle varie economie sono per lo più correlati: sussiste una correlazione positiva (se due asset class salgono e scendono insieme), negativa (se non sono correlati) o inversa (uno sale e l'altro scende). Il range del "coefficiente di correlazione" varia da 1 (positiva), passando per 0 (non correlato) e sino -1 (correlazione inversa). Ad esempio Bitcoin è fortemente correlato al S&P500 (è un indice che segue l'andamento di prezzo di 500 aziende USA), non è invece correlato al dollaro (DXY confronta il dollaro con la sterlina inglese, euro, yen, franco svizzero, dollaro canadese e corona svedese). Si noti come BTC è inversamente correlato con il dollaro, Tbill (titoli di stato e buoni del tesoro) ed anche con l'oro (stranamente). Invece è correlato positivamente con tutte le equity e in particolare con l'S&P500 (che ovviamente, seguendo l'andamento di BTC, non è correlato al dollaro e all'oro). Asset alternativi come BTC, in un portafoglio, dovrebbero essere scorrelati da tutto il resto (affinchè sia ben diversificato).


VARIABILI ECONOMICHE
Abbiamo variabili di flusso (oscillazioni in un intervallo di tempo), reali (variazioni su base temporale), di stock (quantità disponibile di un certo bene) e nominali (rapportato al valore corrente).
Queste sono rapportate al GDP (come già detto, ricchezza di un paese sottoforma di beni e servizi, detto PIL in italiano), inflazione (costo di beni e perdita di valore della valuta fiat in caso di valori crescenti), tassi d'interesse (% applicata a prestiti o investimenti) e politica monetaria della banca centrale.


INDICATORI
Questi dati vengono rapportati in un preciso momento o in un intervallo di tempo. Si parlerà di "lagging" (eventi già avvenuti, ad esempio l'aumento di inflazione si riferisce ai mesi precedenti), "coincident" (dati attuali/live, ad esempio il prezzo di un asset in quel momento) e "leading" (indica una situazione che deve ancora verificarsi o ne fa una previsione tipo il PMI, cioè prova ad anticipare tendenze future dell'economia riguardante occupazione, produzione industriale, acquisti, andamenti dei prezzi, etc Un valore oltre 50 indica crescita economica, sotto i 50 invece una contrazione). Di solito S&P500 viene confrontato con USIRYY ovvero l'inflazione (evento già avvenuto quindi indicatore di ritardo che reagisce successivamente a livello grafico, seguendo poi il trend del S&P500) e con il PMI (evento futuro quindi indicatore di anticipo, a livello grafico).


INFLAZIONE
Indicatore inerente la variazione del livello di prezzi in un paese e può essere moderata, galoppante ed iperinflazione. Prevista ed imprevista. Essa dipende dalla domanda e dai costi. I prezzi aumentano se il sistema produttivo riesce a soddisfare la domanda, l'aumento dei costi di produzione viene riversato sugli acquirenti. Il metodo di calcolo si basa sul CPI (Consumer Price Index), ovvero sull'andamento dei prezzi di beni di consumo (vestiti, bevande, cibo, giochi, etc). Chiaramente ogni bene avrà un "peso" diverso sull'influenza di questo indice. Per "non core" si riferisce al valore su tutti i beni e servizi, invece "coreCPI" esclude costo di energia e cibo (perchè tende ad escludere il settore maggiormente speculativo). Con l'aumento dei prezzi, i bond (obbligazioni) hanno meno potere di acquisto quindi i rendimenti sono minori, allo stesso modo le aziende riducono le vendite quindi le loro azioni scendono. Se c'è deflazione aumenta il potere di acquisto della moneta, i tassi vengono ridotti e il bond aumenta di valore (le aziende hanno maggiori utili quindi le loro azioni generalmente si comportano meglio). L'aumento del tasso di disoccupazione riduce l'entrate, capitali sul mercato quindi riduce spesa e domanda portando l'inflazione a scendere. Gli immobili aumentano di prezzo all'aumentare dell'inflazione, a causa dell'aumento dei costi delle materie prime. Tuttavia l'inflazione è combattuta aumentando i tassi di interesse che riduce prestiti e domanda per nuovi mutui quindi diminuendo la liquidità diminuisce anche la domanda verso gli immobili e relativi prezzi.
Un altro dato da menzionare per il calcolo è il PCE (Price Consumption Expenditure) che rappresenta un indice che traccia il prezzo di un paniere di beni di consumo (durevoli tipo automobili/elettrodomestici, non durevoli tipo abbigliamento/benzina e servizi pubblici/sanitari/trasporti/ristorazione) a seconda degli interessi dei consumatori. Infine il PPI (Produce Price Index) rappresenta il prezzo della produzione (variazione di prezzi per beni e servizi prodotti). In Europa il confronto viene fatto con l'HICP che compara prezzi di beni di consumo tra i vari paesi dell'EU, tenendo anche conto del peso di spesa di ogni singolo paese (ovvero la rilevanza è variabile).


DEFLAZIONE
Ci si riferisce al calo generale dei prezzi di beni e servizi quindi ad un aumento del potere di acquisto della valuta nel tempo. In questo caso si ha una contrazione dell'offerta di moneta con beneficio per i consumatori. Ciò porta una diminuzione dei prezzi dei beni. Debitori ed investitori soffrono questa situazione, in quanto i primi dovranno ripagare un prestito ad un prezzo più alto (la moneta presa in prestito è diventata più forte), invece gli investitori vedono i loro investimenti diminuire di valore. Essa riduce investimenti ed accesso al credito, portando i consumatori a provare ad acquistare beni sempre a prezzi inferiori (la domanda non soddisfa l'offerta quindi i beni vengono ulteriormente scontati,, sino al crollo della produzione e dell'occupazione).


STAGFLAZIONE
Ci si riferisce alla diminuzione della produzione e ad un aumento della disoccupazione con inflazione crescente con la domanda che supera l'offerta (ciò è in controtendenza perchè un aumento della disoccupazione porta una riduzione del potere di spesa e se la produzione si abbassa dovrebbe esserci un equilibrio dei prezzi, sicuramente non un aumento). Essa può essere causata da fattori esterni quali dazi e sanzioni con aumenti di disoccupazione (riduzione del potere di spesa) e allo stesso tempo di prezzi quindi inflazione (riduzione del potere di acquisto).


BANCHE CENTRALI E LORO OPERAZIONI CON LE BANCHE COMMERCIALI E L'ECONOMIA
Il loro principale scopo è l'emissione di moneta mantenendo il tasso di inflazione attorno all'1.5-2%, mantenere il tasso di occupazione elevato e garantire la stabilità dei prezzi. Una maggiore offerta di moneta può stimolare un'economia in difficoltà ma può portare anche ad un'elevata inflazione. Stampa di moneta non aumenta in modo automatico la quantità di soldi per i cittadini ed imprese perchè sono sempre i tassi di interesse e le condizioni di mercato a portare maggior domanda per prestiti (quindi incentivi a spendere portando all'eventuale crescita economica).

Le banche centrali comunque controllano:
-tassi d'interesse
-operazioni di mercato aperto (OMO): compravendita di titoli di stato per regolare l'offerta di moneta a disposizione 
-riserve bancarie
-LTRO (offerta di prestiti a lungo termine della banca centrale alle banche commerciali, con tassi d'interesse agevolati per migliorare la disponibilità di credito delle stesse)
-REPO (contratti di riacquisto ed impegno a rivenderli in futuro ad un prezzo leggermente più alto: ciò porta liquidità perchè le banche commerciali ricevono contante immediato per adempiere alle loro necessità)
-inverse REPO (contratti di riacquisto inverso: ovvero vendita di titoli con l'impegno di riacquisto in futuro ad un prezzo leggermente più alto. Ciò diminuisce liquidità dal mercato perchè le banche commerciali acquistano questi titoli)
-quantitative easing (vengono acquistati in modo regolare titoli di Stato e di debito per stimolare l'economia. La riduzione del tasso di acquisto di titoli di stato è detta "tapering". Sostanzialmente la banca centrale crea nuova moneta, con questi soldi compra titoli soprattutto di Stato dalle banche e dai mercati. Le banche commerciali ricevono liquidità in cambio dei titoli. Avendo più liquidità, le banche possono prestare di più e i tassi di interesse scendono rendendo i prestiti più economici. Imprese e famiglie prendono più prestiti, aumentano investimenti, consumi e crescita economica. Gli investitori, con tassi bassi, cercano rendimenti più alti. Salgono prezzi di azioni, obbligazioni, Bitcoin e altri asset)
-quantitative tightening (avviene dopo fasi espansive e serve a normalizzare il balance sheet, limitando la condizione di bolla a causa del facile accesso al credito generato dalla situazione precedente: viene ridotta la quantità di moneta sul mercato quindi la banca centrale smette di comprare titoli o li rivende. La moneta in circolazione diminuisce e le banche commerciali hanno meno liquidità.
Prestare diventa più costoso e selettivo, i tassi di interesse salgono rallentando prestiti e mutui. Investimenti e consumi diminuiscono quindi i mercati finanziari rallentano)

Il tasso d'interesse americano è noto come Federal Funds Rate e riguarda il prestito di denaro tra banche per soddisfare le proprie esigenze di riserva (overnight: prestiti di brevissima durata, solitamente una sola notte). Questo tasso di interesse è determinato dal mercato mediante operazioni di aggiunta/sottrazione del denaro all'offerta, la FED cerca di allineare il Federal Funds al tasso d'interesse prefissato. Essa non paga interessi sulle riserve depositate presso le banche commerciali quindi per quest'ultime non c'è un vantaggio nell'avere grandi riserve. Se una banca commerciale A con riserve del 20% vuole prestare un 5% ad un'altra banca B con riserve del 10%, il costo overnight sarà del 10% annuo. Se il tasso target è inferiore/superiore a quella % viene aggiunta/sottratta moneta. Se il target è dell'7%, verrà aumentata la riserva di liquidità per le banche commerciali e l'offerta di moneta. La banca centrale acquisterà titoli di stato e di debito sul mercato aperto da altre nazioni, da investitori, etc Questa liquidità acquisita da privati, verrà depositata nelle banche commerciali aumentando le loro riserve e modificando il tasso overnight (abbassamento del tasso dove vengono prestate queste riserve quindi il costo della moneta). Se invece vengono venduti i titoli di stato, vengono ridotte le riserve e la domanda di prestito portando all'aumento del tasso overnight e del costo della moneta.
La banca centrale può acquistare un titolo per rivenderlo in futuro (REPO) ad un certo prezzo (più interessi), cercando di aumentare la quantità di denaro nel sistema (abbassamento dei tassi di interesse incentivando investimenti e prestiti). Invece nel reverse REPO viene venduto un titolo di stato per ridurre la quantità di denaro sul mercato (i tassi salgono e ciò disincentiva spese ed investimenti) e si impegna nel riacquisto in futuro ad un determinato prezzo.
Maggiore quantità di denaro nelle banche commerciali abbassa il costo della moneta (tassi decrescenti), invece minor quantità di denaro alza i tassi d'interesse. Va inoltre distinta la moneta "reale" (di cittadini ed imprese) da quella "bancaria". La prima permette la crescita economica ed è  regolata dai governi aumentando/diminuendone il quantitativo mediante incentivi/tasse (se il comparto produttivo non è sufficiente a soddisfare la domanda, abbiamo un aumento del costo di beni e servizi), aumenta crescita economica ma anche inflazione (essa è rappresentata dalla liquidità di cittadini ed imprese nei depositi bancari; nuova liquidità è prodotta dalle banche commerciali portando all'inflazione. Gli eccessi di liquidità sono bilanciati con investimenti in asset più rischiosi a maggior rendimento quindi un forte aumento di moneta vede gli asset più rischiosi, quali azionario e soprattutto criptovalute, performare meglio). La seconda, ovvero la moneta bancaria, viene utilizzata dalle banche commerciali per compiere operazioni commerciali e non alimenta la crescita economica. 


RIEPILOGO DIFFERENZE TRA POLITICA ESPANSIVA E RESTRITTIVA
Politica Monetaria Espansiva (riduzione dei tassi)
1) Effetti Positivi:
-Stimolazione della Crescita Economica: riducendo i tassi di interesse e aumentando l'offerta di moneta, si incoraggia la spesa dei consumatori e gli investimenti delle imprese.
-Riduzione della Disoccupazione: maggiore spesa e investimenti possono portare alla creazione di posti di lavoro.
-Prevenire la Deflazione: mantenendo l'inflazione a livelli desiderati.

2) Effetti Negativi:
-Rischio di Inflazione Eccessiva: troppa liquidità nell'economia può portare a un aumento eccessivo dei prezzi.
-Deprezzamento della Valuta: una maggiore offerta di moneta può ridurre il valore della valuta nazionale, rendendo le importazioni più costose.
-Bolle Speculative: tassi di interesse bassi possono incoraggiare investimenti rischiosi e creare bolle speculative nei mercati degli asset.

Politica Monetaria Restrittiva (aumento dei tassi)
1) Effetti Positivi:
-Controllo dell'Inflazione: riducendo l'offerta di moneta e aumentando i tassi di interesse, si può frenare l'inflazione e mantenere la stabilità dei prezzi.
-Rafforzo della propria Valuta: tassi di interesse più alti possono attrarre investimenti stranieri, rafforzando la valuta nazionale.
-Stabilità Finanziaria: aiuta a prevenire bolle speculative e squilibri economici a lungo termine.

2) Effetti Negativi:
-Rallentamento della Crescita Economica: tassi di interesse più alti e una minore offerta di moneta riducono la spesa dei consumatori e gli investimenti delle imprese.
-Aumento della Disoccupazione: la riduzione della domanda aggregata può portare a una diminuzione delle assunzioni e a licenziamenti.
-Rischio di Recessione: se applicata troppo aggressivamente, una politica restrittiva può portare l'economia in recessione.

venerdì 20 maggio 2016

L'Approccio Lean Startup Di Eric Ries e Steve Bank

Studiata e pensata nel 2008 da Eric Ries ed ispirata a Steve Bank.
Ma cosa è esattamente la metodologia Lean Startup?
Alla base di tutto il lancio di progetti innovativi, riducendo tempi e costi e quindi la possibilità di finire in bancarotta (è detto anche "Approccio Leggero/Agile").
A grandi linee questo metodo si fonda sul Lean Manufacturing, ovvero il metodo sviluppato da Toyota nei primi anni 70 in Giappone per ottimizzare il ciclo di produzione.
Con la visione di Eric Ries, il principio della riduzione degli sprechi acquisisce nuove sfumature di significato: la visione fondamentale è che l’innovazione più efficiente è quella di cui c’è un reale bisogno da parte degli utenti.
Tutto quello che non serve a soddisfare velocemente un reale bisogno di mercato è uno spreco.
Potrà sembrare banale come concetto ma lo spreco maggiore è creare un prodotto che nessuno vuole, e che quindi non apporterebbe nessun miglioramento significativo al suo contesto di riferimento.
Il Lean Manufacturing è quindi il primo dei pilastri su cui appoggia l’approccio Lean Startup.
Detto in parole povere, un simile approccio, serve ad evitare di spendere un sacco di soldi e tempo per un qualcosa che poi a conti fatti non funziona o è poco utile a livello di mercato.


MVP
In prima approssimazione, il processo prevede lo sviluppo di un prodotto/servizio almeno nelle sue caratteristiche minimali (il Minimum Viable Product), il quale deve essere “fatto provare” al consumatore finale prima del suo arricchimento e della sua commercializzazione su larga scala. Questa metodologia è decisamente interessante soprattutto per lo sviluppo di applicazioni web.
In questo caso si evita di creare una vera e propria azienda (con tutti gli investimenti di startup che questo comporta), senza aver prima testato le reali prospettive di mercato.
Nel caso in cui si decida di sviluppare prodotti tradizionali, ovviamente, alcuni tipi di investimenti devono comunque essere fatti, a prescindere dalla volontà di “produrre” il prodotto.
I principi del Customer Development sono comunque assolutamente validi anche in questi casi, perchè inducono l’imprenditore a cambiare e migliorare il proprio approccio di business passando da una logica orientata al prodotto ad una orientata al cliente, nel quale si va incontro ai reali bisogni del mercato e quindi a più alte e durature possibilità di successo.


CUSTOMER DEVELOPMENT
Una seconda caratteristica molto importante, si riferisce al processo di Customer Development, formalizzato da Steve Blank 11 anni fa (2005).
In poche parole l'aspetto più rischioso non è la tecnologia, bensì il mercato.
Prima di intraprendere il processo di sviluppo del prodotto innovativo, una startup ha il bisogno primario di attuare strategie strutturate e ripetibili per individuare e comprendere i propri clienti.
Un passaggio chiave dell’applicazione del metodo Lean Startup è infatti quello di alimentare un flusso continuo di feedback tra la startup e i suoi clienti durante il processo di sviluppo del prodotto, per garantire un apprendimento costante e verificare ogni singola ipotesi alla base dell’idea del business.
Nell’ottica della riduzione degli sprechi, tutto ciò deve avvenire il più possibile in una fase iniziale dello sviluppo del prodotto, e a volte addirittura prima che il prodotto stesso venga realizzato.

Le 14 regole di Steve Blank:
1) Regola 1
Non esistono dati di fatto nei vostri piani: occorre scoprirli attraverso il confronto con il mercato (qualsiasi idea iniziale va confrontata con il mercato).

2) Regola 2
Connettere Customer Development e sviluppo Agile (bisogna sempre tenere in considerazione gli input e i feedback dei clienti per incorporarli in un prodotto che itera il Minimum Viable Product e si sviluppa attorno alle sue funzionalità fondamentali)

3) Regola 3
Sbagli e errori costituiscono parte integrante del progetto (l’apprendimento è parte del processo. Gli errori e gli insuccessi ne sono parte integrante. La procedura corrette è condurre esperimenti e testarne le ipotesi. Quando gli esperimenti restituiscono un esito negativo si deve impostare la prossima mossa iterando grazie all’apprendimento ottenuto. Questo processo ciclico si applica alle funzionalità, ai prezzi e ad ogni componente del business model)

4) Regola 4
Iterare continuamente ed eseguire cambi di direzione nel caso: pivot (iterare significa ripetere un processo finché non si raggiunge uno scopo predefinito. Questo significa progettare degli esperimenti, testarne gli esiti, trarne degli insegnamenti, e se l’esperimento è validato, proseguire con i passi successivi. Al contrario occorre ripetere il processo imprimendo un cambio di direzione)

5) Regola 5
Utilizzare un Business Model Canvas (documenta le ipotesi  all'inizio del progetto e tenda di confermarle o meno. Nessun Business Plan sopravvive al primo contatto con il cliente. Ogni imprenditore deve accettare che un Business Plan contiene una serie di ipotesi non verificate)

6) Regola 6
Progettare esperimenti e test per validare le ipotesi (per mitigare gli insuccessi le ipotesi iniziali devono essere validate)

7) Regola 7
Identificare i mercati di riferimento, i quali definiscono le regole del gioco (ogni mercato è diverso dall'altro. Un progetto che va bene in X nazione, potrebbe non andare bene in un altro mercato essendo già esistente. La tipologia di mercato influenza e definisce il comportamento della startup, dalla tipologia di clienti fino alle attività di acquisizione e investimento)

8) Regola 8
Le metriche per una startup sono diverse da quelle per aziende, imprese e società esistenti (per metriche ci si riferisce al controllo e alla misurazione delle performance economiche e delle dinamiche operative della startup)

9) Regola 9
Velocizza i processi decisionali, il tempo per ciclo iterativo, il ritmo (le decisioni devono avvenire velocemente e in itinere, affrontando un certo livello di incertezza e rischio. Con queste premesse, risulta fondamentale concentrarsi su decisioni reversibili e non permanenti, che mantengono la startup su un grado di flessibilità tale da permettere di riconsiderare le scelte fatte. Insomma scelte sempre flessibili e non drastiche)

10) Regola 10
Passione (senza voglia e senza un team motivato, la startup rischia di essere morta già dal primo giorno)

11) Regola 11
I ruoli professionali di una startup sono diverse da quelle di un’azienda consolidata (le startup necessitano di individui a loro agio con stress, continui cambiamenti e mancanza di certezze)

12) Regola 12
Conserva le disponibilità economiche per il momento giusto (preservare le risorse economiche durante la fase di ricerca del modello di business per poi, una volta trovato e validato, spendere e investire al fine di crescere velocemente. Occore minimizzare gli sprechi ed evitare di commettere errori ciclici)

13) Regola 13
Comunicare e condividere ciò che si apprende

14) Regola 14
Il successo del Customer Development inizia con il coinvolgimento in prima persona dell’imprenditore nel processo di sviluppo mercato (ogni componente del team deve essere cosciente della differenza metodologica sostanziale tra il Customer Development e l’eseguire un Business Plan. Il Customer Development supporta la ricerca del Business model in tempo reale, iterando ed eventualmente cambiando direzione intrapresa)


BUSINESS PLAN: CAUSA DI FALLIMENTO?
Blank ha anche osservato quali fossero le cause di fallimento più frequenti per le startup e ha avuto l’intuizione di come queste in realtà non fossero quasi mai legate a caratteristiche del prodotto.
Da qui, l’intuizione di analizzare meglio l’approccio “classico” di Product Development, per capire quali fossero i problemi.
Tale approccio di avvio di un’impresa prevede un percorso “a cascata” che attraversa nell’ordine una serie di fasi: punto di partenza è la stesura del Business Plan, che viene proposto agli investitori. Segue l’organizzazione del team, il quale procede a sua volta alla creazione del prodotto, che viene poi immesso sul mercato.
Blank osserva che in questo approccio deve esserci qualcosa che non funziona, visto che secondo le statistiche il 75% delle nuove imprese falliscono.
La sua conclusione è che il Business Plan non sia lo strumento più adatto ad un business in fase di avvio: secondo Blank, infatti, esso raramente sopravvive al primo contatto con i clienti.
Il motivo è da ricercare prima di tutto nella pretesa di fare delle previsioni a lungo termine (il Business Plan prevede un piano quinquennale): il mercato oggi non consente più approcci del genere, è in continua evoluzione, e un piano del genere “è fantascienza”.


CICLO DI APPRENDIMENTO "LEAN"
Ciò che viene “costruito” ad ogni ciclo è una soluzione, un esperimento che ha lo scopo di testare in fretta, sul mercato, gli aspetti dell'offerta (MVP).
Bisogna evitare di pensare al “prodotto finito” e orientarsi piuttosto verso l’idea di MVP, un prodotto minimo che porta un valore, realizzato nel minor tempo possibile e che possa essere testato per restituire dati.
Il test di questa soluzione produce dati concreti, che l’imprenditore confronta con metriche adeguate stabilite in precedenza: questo confronto fa emergere nuove informazioni  che solo l’imprenditore e il suo team possiedono e che alimentano il vantaggio competitivo, tradotto dalla startup in benefici esclusivi per il proprio mercato.
A questo punto il ciclo ricomincia, per testare un nuovo aspetto dell’idea o modificare l’esperimento in caso i risultati non siano soddisfacenti.
Lo scopo dell’approccio Lean Startup è accorciare il più possibile questo ciclo, per velocizzare l’apprendimento, avvicinarsi maggiormente ai reali bisogni dei clienti, innovare di più e sprecare di meno.
Ricapitolando o spiegando in maniera semplice:
1) Costruisci il tuo prodotto (o servizio) il più velocemente possibile
2) Misura i risultati in maniera da avere dati utilizzabili per migliorare
3) Impara dai dati(dalle statistiche) come migliorare il tuo prodotto
4) Ripeti da capo il ciclo
Questo ciclo deve essere realizzato rapidamente.
Così minimizzi i costi, riduci il rischio, cresci più velocemente, fornisci prodotti e servizi migliori.


APPROCCIO "LEAN" DI BLANK
1) Delineare le ipotesi.
Piuttosto che perdere mesi di ricerca e progettazione per scrivere un intricato Business Plan pluriennale, i founder devono concentrarsi sul fatto che ciò che davvero conta è il primo giorno in cui testeranno la propria idea e le proprie ipotesi a riguardo: lo strumento più adatto è il Business Model Canvas, un diagramma che mostra come l’impresa crea valore per sè e per i propri clienti.
2)Ascoltare i clienti.
Secondo Blank le startup devono seguire il modello di Customer Development: esso consiste nell’incontrare i propri clienti e testare le proprie idee ed ipotesi.
Con l’aiuto dei feedback ricevuti, i founder devono costruire in tempi brevi il “Minimum Viable Product“, la prima versione del prodotto, e immetterlo sul mercato per ricavare ulteriori feedback dai clienti.
In questa fase, sono fondamentali la velocità e l’approccio “Agile“, che consentono di individuare eventuali modifiche da apportare (per le piccole modifiche si parla di iterazioni, per quelle più sostanziali di pivot).
3) Sviluppo rapido.
Lo sviluppo “Agile” lavora di pari passo con quello “Customer” garantendo un processo di sviluppo del prodotto iterativo ed incrementale che elimina gli sprechi di tempo e risorse tipici dei piani di produzione pluriennali.
Si tratta in sostanza del processo che consente alla startup di creare il Minimum Viable Product con cui affacciarsi al mercato.
Questa metodologia Lean consente di ridurre le probabilità di fallimento delle startup: ciò significa creare nuovi posti di lavoro che possano sostituire quelli eliminati dalle grandi aziende operative.


PROGETTO UTILE O MENO?
In poche parole un'idea per essere concretizzata, deve rispondere a queste problematiche.
1) esiste o meno
2) è sentito dal target individuato
3) è sufficientemente forte da portare con sé il bisogno di essere utilizzata

Alimentare un flusso continuo di feedback tra la startup e i suoi clienti durante il processo di sviluppo del prodotto, per garantire un apprendimento costante e verificare ogni singola ipotesi alla base dell’idea del business.
Il primo ciclo build-measure-learn, avviene proprio in questa prima fase e ha come obiettivo l’esplorazione e la validazione del problema o bisogno che sta alla base dell’idea.
Solo una volta appurata l’esistenza del bisogno si procede con le fasi successive di creazione e testing della soluzione sino alla riduzione di sprechi scongiurando il rischio di produrre un qualcosa che nessuno vuole.


ESIGENZE DI MERCATO
Osservazione attenta del mercato e comprensione delle esigenze dei potenziali clienti (feedback reali da loro).
In poche parole mettere di fronte al consumatore un prototipo del servizio per verificare se viene apprezzato perché risponde ad una sua qualche esigenza rilevante.
Solo in seguito, in base ai feedback, si potrà scegliere il modello di business con eventuali test per quanto riguarda i costi.
Si chiude con strategie di marketing e con la creazione dell'azienda.


MOTIVI DI FALLIMENTO DELLE AZIENDE SECONDO BLANK
-In primis i tempi di sviluppo troppo lunghi.
-Costi troppi elevati, sia per raggiungere i primi clienti che per risollevarsi in caso di difetti e problemi del prodotto.
-Numero limitato di persone disposte ad assumersi il rischio di fondare una startup o di lavorare al suo interno.
-L’attuale struttura del settore del capitale di rischio, in cui poche imprese sono costrette ad investire grosse somme di denaro per ritorni economici significativi.

Secondo Blank, l’approccio Lean è in grado di ridurre innanzitutto primi due vincoli: le imprese che interagiscono con i propri clienti hanno a disposizione dei feedback per mettere sul mercato un prodotto più adatto ai loro bisogni, e i cicli di sviluppo fondati sull’interazione sono più veloci ed economici rispetto a quelli basati sui sistemi tradizionali.
Sono anche altre le tendenze attuali che aumentano la disponibilità ad investire nella creazione di nuove startup: prima di tutto la diffusione di software open source e servizi cloud, che non costringono più le aziende a dotarsi di stabilimenti propri per la produzione di prodotti hardware.
In secondo luogo, si assiste ad un’importante tendenza di decentramento riguardo al sistema di accesso ai finanziamenti: l’ecosistema attuale vede la nascita di business angel e venture capital ovunque, non occorre più stabilirsi nella Silicon Valley per ottenere un finanziamento per la propria startup.

lunedì 28 marzo 2016

La Truffa Di Nick Leeson e Il Fallimento Della Barings Bank (1995)

James Reason: "Mi capitava spesso di parlare con i banchieri di rischi ed incidenti ma loro pensavano che mi stessi riferendo a persone che volevano sparargli agli stinchi. In seguito hanno capito il significato della parola rischio che era sempre vicina al nome di Nick Leeson"

La Barings Bank era la più vecchia banca d'affari londinesi quando nel 1995 fallì miseramente dopo più di 200 anni di storia. Protagonista di questa catastrofe fu Nick Leeson appunto. Leeson nacque a Watford nel 1967 e fu assunto dalla Barings nei primi anni 90 come agente di borsa e fu, successivamente, trasferito in Asia per operare sui futures nel SIMEX, il Singapore International Monetary Exchange. I futures sono contratti negoziabili e standardizzati quindi intercambiabili tra di loro. Gli audaci investimenti iniziali del giovane Leeson avevano procurato buoni guadagni alla banca, tanto che gli fu data ampia libertà nella gestione delle sue operazioni finanziarie. Tuttavia la pacchia durò poco.


L'INIZIO DELLA FINE
Il 17 luglio 1992 è il giorno che può essere considerato come l’inizio della fine.
In questa data Nick, per nascondere un investimento sbagliato di qualche migliaio di sterline, creò un conto segreto chiamato “error 88888” (in Cina l'8 è un numero fortunato) dove iniziò ad occultare le perdite (essendo il responsabile di questo settore quindi controllore di sè stesso aveva campo libero).
Nick riuscì così a falsificare i rapporti inviati ai suoi superiori ed a nascondere le perdite sempre più ingenti. A fine 1992 le perdite coperte erano di circa 2 milioni di sterline che nel 1994 superarono i 200 milioni. Leeson, in questo periodo, maturò delle aspettative rialziste sulla borsa di Tokyo ed incrementò gli investimenti (a valori futuri) per salvarsi in calcio d'angolo ed attenuare le perdite.
Fu una scelta tragica. Nel gennaio del 1995 nella disperata ricerca di recuperare e sanare le perdite appunto, Leeson tentò il tutto per tutto. Assunse un’ingente posizione al rialzo sul Nikkei (segmento della borsa di Tokyo) sfruttando contemporaneamente futures e opzioni per massimizzare l’effetto leva: le cose andarono bene per pochissimo tempo. Incurante del pericolo che stava correndo, senza alcuna morale e prudenza, Leeson il 16 gennaio incrementò ulteriormente la posizione mettendosi contro il trend ribassista in atto. Come si suol dire...piove sul bagnato perchè il 17 gennaio 1995 l’Asia venne scossa dal violento terremoto di Kobe, avvenimento che fece crollare il mercato quindi la borsa nei giorni successivi. A nulla servirono gli ultimi tentativi di Leeson di puntare ancora sul mercato al rialzo: il Nikkei era ormai crollato. Successe l’irreparabile: Leeson aveva perso qualcosa come 827 milioni di sterline, una perdita non più sanabile. Tutto ciò, all'insaputa della banca, che non si era accorta delle perdite esorbitanti che il suo trader aveva accumulato dal 1992 al 1995.


LA FUGA E L'ARRESTO
A questo punto però Leeson accortosi della gravità della situazione, disperato, lasciò un biglietto con scritto “mi dispiace” e tentò la fuga. Malesia, Brunei ma venne arrestato poco tempo dopo in Germania. Verrà condannato a 6 anni e mezzo di carcere per manomissione di documenti e frode. Il 26 febbraio 1995 la Barings Bank dichiarò bancarotta e fallì, volatilizzando i risparmi di migliaia di professori, impiegati, militari e pensionati che avevano comperato obbligazioni della Barings rassicurati dalla solvenza e dall’immagine conservatrice della Banca.



ALTRE CLAMOROSE E STORICHE TRUFFE/FRODI ALLE BANCHE
La Truffa Informatica Di Stanley Mark Rifkin: Ingegneria Sociale (1978)
Vladimir Levin e La Truffa Informatica Alla Citibank (1994)
Societe Generale e La Truffa Di Jerome Kerviel (2008)

In questo articolo imparerai cosa sono le Opzioni Binarie, qui tutti i Tipi Di Opzioni Binarie e i Vantaggi e Gli Svantaggi Delle Opzioni Binarie.

lunedì 21 marzo 2016

Vladimir Levin e La Truffa Alla Citibank (1994)

Due decenni fa, un gruppo di intraprendenti criminali guidati da un giovane programmatore informatico di San Pietroburgo (Russia) penetrò nei sistemi elettronici di una grande banca degli Stati Uniti e all'insaputa di tutti iniziò a rubare soldi.
Nessuna rapina "fisica" o pistola puntata facendo irruzione nella banca: fu una delle prime rapine "informatiche" di tutti i tempi.
Si trattava della Citibank.
Furono rubati circa 10 milioni di dollari.


L'ATTACCO ALLA CITIBANK
Il tutto iniziò nel luglio del 1994, quando alcuni clienti delle banche aziendali scoprirono che dai loro conti scomparivano soldi: in totale 400.000$.
Una volta che i funzionari della banca si resero conto del problema, contattarono immediatamente l'FBI.
I criminali guadagnarono l'accesso sfruttando principalmente reti di telecomunicazioni e compromettendo dunque la sicurezza di ID e password.
L'agente speciale Andrew Black, che nel 1994 faceva parte della FBI, scoprì che una parte del denaro spostato illegalmente fuori dalla banca era finito in diversi conti bancari di persone residenti a San Francisco.
Ad agosto del 1994, riuscì infatti ad identificare due proprietari dei conti bancari, appartenenti ai cittadini russi Evygeny e Ekaterina Korlokova (che appunto vivevano a San Francisco).
Infatti Ekaterina tentò di prelevare fondi da uno dei conti (i soldi erano stati trasferiti dalla Citibank alla Bank Of America e poi in 5 conti a San Francisco ed 1 a Buenos Aires).
Black andò subito ad arrestarla e chiese di suo marito ma Evygeny era volato in Russia, lasciando alla giovane moglie il compito di ritirare i fondi illegali dai loro conti bancari.
Ekaterina, accettò di collaborare nell'inchiesta, riuscendo a convincere il marito a tornare negli USA, dove fu subito arrestato (anche lui accettò di collaborare).
Black e la FBI iniziarono il monitoraggio dei conti, identificando 40 transazioni illegali da fine giugno a ottobre (soldi che si spostavano in conti bancari all'estero. Il denaro in particolare era stato spostato da Citibank a conti in Finlandia, Russia, Germania, Paesi Bassi, Stati Uniti, Israele e Svizzera).


VLADIMIR LEVIN
I due come detto collaborarono e dissero che l'operazione di Hacking era condotta da un Hacker russo chiamato Vladimir Levin che lavorava per la AO Saturn (una società commerciale).
La FBI iniziò a raccogliere prove contro Levin, pare che lui reclutasse altre persone come corrieri e li pagasse per prelevare i fondi rubati (che poi erano trasferiti in conti personali).
Anche i servizi segreti russi cominciarono a lavorare con quelli americani seguendo appunto lo spostamento dei soldi e monitorando Levin.
Nel marzo 1995, Levin venne attirato a Londra (non si sa con quale pretesto), dove fu arrestato e poi estradato negli Stati Uniti.
Si è dichiarato colpevole nel gennaio 1998.
Levin ammise di aver hackerato i conti dei clienti della Citibank per effettuare trasferimenti sui suoi conti.
Alcuni portavoce della Citibank dissero che Levin guadagnò l'accesso al sistema di gestione finanziaria della società sfruttando account validi che non erano protetti da crittografia, secondo altri c'era qualche complice di Levin nella banca stessa.
Secondo la teoria più accreditata, Levin era in grado di intercettare le telefonate dei clienti Citibank rubando quindi numeri di conto e PIN per perpetrare le già citate transazioni fraudolente.
Levin venne dichiarato colpevole davanti alla corte federale con l'accusa di cospirazione e frode informatica.
Inoltre ricevette tre anni di carcere e una multa da 240.000 dollari.
Insieme a lui vennero arrestati Vladimir Voronin (accusato pure lui di frode), Yekaterina Korolkova e suo marito Yevgeny Korolkov (rinviato a giudizio).
Ci furono altri arresti nei Paesi Bassi e in Israele.


SVILUPPI SUCCESSIVI
Dopo che la Citibank si vide compromesso il suo sistema di sicurezza, essa inizierà ad usare la Dynamic Encryption Card, un token di autenticazione fisica.
Dopo il suo arresto, nel 1995, i membri anonimi di gruppi Hacker di San Pietroburgo affermarono che Levin non aveva le capacità tecniche per entrare nei sistemi di Citibank ma aveva ricevuto i dati di accesso venduti allo stesso per 100 dollari.
Nel 2005 un presunto membro del primo gruppo hacking di San Pietroburgo, affermò di essere uno degli originali penetratori della Citibank.
Sotto il nome di Arkanoid pubblicò un memorandum sul sito Provider.net.ru dedicato al mercato delle telecomunicazioni.
A suo dire Levin era una sorta di amministratore di sistema ordinario che era riuscito a mettere le mani su dati già pronti per poi sfruttarli.
Arkanoid ha sottolineato che tutte le comunicazioni sono state effettuate sul network X.25, senza usare Internet.
Il gruppo di Arkanoid nel 1994 trascorse diverse settimane esaminando a distanza la struttura delle reti della banca.
I membri del gruppo una volta penetrati all'interno installarono nel sistema software ed altri tools, passando inosservati dal personale della banca.
Nessuno di loro aveva intenzione di fare una rapina o cose del genere, infatti ad un certo punto si fermarono, sino a che qualcuno dopo un po' di tempo vendette appunto diverse credenziali d'accesso allo stesso Levin.


ALTRE CLAMOROSE E STORICHE TRUFFE/FRODI ALLE BANCHE
La Truffa Informatica Di Stanley Mark Rifkin: Ingegneria Sociale (1978)
Nick Leeson e Il Fallimento Della Barings Bank (1995)
Societe Generale e La Truffa Di Jerome Kerviel (2008)