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mercoledì 27 febbraio 2019

TG Soft Scopre Una Backdoor In Github (Operazione Pistacchietto)

La campagna di spionaggio denominata "Operazione Pistacchietto" riguarda una backdoor italiana diffusasi inizialmente nel 2016 ed attiva ancora oggi.
Ad individuare il trojan sono stati gli analisti di TG Soft, software house veneta  specializzata nella realizzazioni di antimalware della linea Vir.IT.
La diffusione della minaccia avviene tramite mail con link che inviterebbero a visitare un dominio italiano, dal quale si viene invogliati a scaricare un file per un (presunto) aggiornamento Java chiamato WIN.bat.
Piuttosto che scaricare una versione aggiornata di Java, Win.bat ha l’obiettivo di contattare la pagina github.com/pistacchietto/Win-Python-Backdoor: esso include documenti e fogli di calcolo con macro malevole, il suddetto Win.bat e altro ancora.
Il listato Batch scarica i diversi componenti della backdoor sul sistema, e la componente principale della minaccia è un eseguibile (wup1.exe) che l’antivirus Vir.IT identifica come Backdoor.Win32.Pistacchietto.A (hash MD5: DD58EAB17F853A4C26B49FCE21B53A38).
La backdoor è in grado di comunicare con tre diversi domini di comando & controllo localizzati in Italia (sui server di Aruba, Wind e Cloudflare).
Una volta infettato il sistema, il trojan è in grado di eseguire nuovi file, chiudere processi, dare privilegi di accesso ad altri utenti e molto altro ancora. Il malware usa tool legittimi come wget per raggiungere i suoi scopi malevoli.
Non è chiaro, al momento, se il bersaglio della backdoor sia un’organizzazione o un soggetto specifici o se si tratti piuttosto di un progetto malevolo ancora in fase di evoluzione, la cosa certa è che dietro dovrebbe esserci un italiano o un gruppo d'italiani.
L'analisi completa della minaccia e il meccanismo di attacco lo trovate descritto sul sito ufficiale del team di ricerca: TG Soft

lunedì 17 luglio 2017

Cuffie ed Auricolari Spiano Gli Utenti?

QuietComfort 35, QuietControl 30, SoundLink Around, Ear Wireless Headphones II, SoundLink Color II, Sound Sport Pulse Wireless, Sound Sport Wireless: sono tante le cuffie prodotte dalla Bose, finite sotto investigazione, in quanto spierebbero gli utilizzatori.
Più precisamente, Bose Connect è l’applicazione che permette di controllare con uno smartphone le cuffie Bluetooth prodotte dal colosso dei dispositivi audio.
Ma allo stesso tempo, il software raccoglierebbe dati sensibili senza il consenso degli utenti.
Si parla d'informazioni quali tracce audio ascoltate.
Per questo motivo, Kyle Zak, un cliente statunitense, ha avviato una class action contro l’azienda del Massachussets.
Bose avrebbe creato profili dettagliati degli utenti, con tanto di ascolti e abitudini, per poi condividerli con altre aziende.
In particolare con Segment (società di San Francisco, che si occupa di analisi e trattamento dei dati), espressamente citata dall’accusa.
Per l’accusa, raccogliere informazioni basate su canzoni e ascolti, significa entrare all’interno della dimensione privata del soggetto: «Le playlist personali (dischi, trasmissioni radiofoniche e podcast) forniscono un’incredibile quantità di dati sulla personalità, sulle abitudini, sulle opinioni politiche e sulla stessa identità personale dell’utente».
Insomma, il tema del trattamento dei dati personali da parte degli oggetti connessi, torna ancora una volta nei tribunali degli Stati Uniti.

venerdì 24 febbraio 2017

Cosa Sono I Dead Drops? Differenza Tra Dead Drops Reali e Virtuali

La Steganografia è una tecnica che permette di nascondere un messaggio all'interno di un altro messaggio.
In genere, un messaggio (di solito cifrato) viene codificato sotto forma di minuscole modifiche ai colori dei pixel di una foto digitale, o come noise impercettibile (all'orecchio) in un file audio.
Per chiunque altro il file è semplicemente una canzone, ma mittente e destinatario sanno che contiene un messaggio nascosto.
E' stato dimostrato che i terroristi usano questo tecnica.
In particolare si parla di "Dead Drop", reali o virtuali.


DEAD DROP REALI
Ad esempio quelli reali prevedono di nascondere l'oggetto "camuffato" in un dato posto, conosciuto solo da mittente e destinatario.
Ad esempio Robert Hanssen comunicava con i suoi coordinatori russi senza incontrarsi mai, ma lasciavano messaggi, soldi e documenti l'uno per gli altri dentro sacchetti di plastica sotto un ponte.
Il coordinatore di Hanssen lasciava un segnale in un luogo pubblico (un segno tracciato con il gesso su un palo segnaletico) per indicare che c'era un pacco da ritirare.
Successivamente Hanssen andava a ritirarlo.
Questo è quel che si intende per "Dead Drop", metodo di spedizione utilizzato sul Deep Web ad esempio.
Esso offre molti vantaggi rispetto ad un incontro di persona.
In primis le persone comunicanti non vengono mai viste insieme nè devono darsi appuntamento. Terzo, e più importante: non è necessario che una delle persone sappia chi è l'altra (un grande vantaggio se una di loro viene arrestata).
Si parla quindi di comunicazioni completamente anonime e asincrone.


DEAD DROP ELETTRONICI
Usare la steganografia per nascondere un messaggio in un'immagine e pubblicarlo sul Web è l'equivalente ciberspaziale di un "Dead Drop".
Per tutti gli altri è solo un'immagine, ma per il destinatario è un messaggio che attende di essere decodificato.
Come Hanssen sapeva di avere un pacco da ritirare quando vedeva il segno di gesso, così un terrorista virtuale deve sapere dove cercare il messaggio (non si può pretendere che lo cerchi in ogni immagine).
Ci sono molti modi per realizzare questo fine: la data e l'ora del messaggio, una parola insolita nella riga dell'argomento, etc
Risultato: il mittente può inviare un messaggio senza mai comunicare direttamente con il destinatario. Fra loro non ci sono e-mail, login remoti, messaggi istantanei, chat: esiste solo un'immagine pubblicata in un luogo pubblico che viene poi scaricata da chiunque abbia abbastanza interesse per il suo argomento (cioè sia terzi estranei allo scambio di messaggi, sia il destinatario del messaggio segreto).


DIFESA
Sostanzialmente si cercano modifiche nell'andamento del traffico di dati rilevando quelle che contengono minuscole modifiche ai bit di ordine inferiore.
Se una persona usasse la stessa immagine per trasmettere più di un messaggio, l'NSA potrebbe notarlo.
Se non è così, probabilmente non c'è nulla che l'NSA possa fare.
I Dead Drop, sia reali sia virtuali, non possono essere evitati.


USB DEAD DROP
Negli ultimi anni si è diffuso un sistema di File Sharing offline basato proprio su questo concetto.
Si tratta semplicemente di chiavette USB che contengono files (foto, video, documenti, musica, etc) di ogni tipo e vengono abbandonate quà e là in giro per la città.
Chiunque è in grado di caricare/scaricare files.
Ovviamente ci sono pro e contro, ad esempio chiunque può cancellare tutti i dati formattando il drive, oppure può crittografarli con una chiave segreta.
Possono essere inseriti anche Malware, Trojan o Keylogger al drive.