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mercoledì 26 novembre 2014

Creare Macchine Virtuali ed Avviare Vecchi Sistemi Operativi: VirtualBox (Guida)

VirtualBox ti permette di installare ed eseguire diversi sistemi operativi all'interno di Windows.
Un eccellente software di virtualizzazione, free e in italiano.
A cosa serve?
Per testare giochi, programmi o navigare su siti che non consideri affidabili, ma eviti di farlo perché temi di compromettere la stabilità del tuo sistema Windows.
Altre volte ti capita di voler provare un nuovo sistema operativo, come Linux, ma ti fermi perché non sai come fare un dual boot o non vuoi formattare l'hard disk.
In altri casi ancora puoi ritornare nel passato installando Windows 95 e simili.


FUNZIONAMENTO
Con Oracle VM VirtualBox potrai creare facilmente una macchina virtuale grazie a un wizard pratico e completamente in italiano.
Puoi installare diversi sistemi operativi, da MS-DOS fino a Windows Vista, senza dimenticarci di Linux e altri OS minori.
Per farlo avrai bisogno solo di un CD/DVD o di una ISO del sistema che vuoi montare.
Dopo le operazioni di installazione sarai pronto per lavorare, e non avrai nemmeno la necessità di creare, per esempio, una nuova connessione a Internet.
VirtualBox configurerà automaticamente il sistema virtuale con le impostazioni della macchina reale.
Il consumo di memoria RAM rispetto a programmi come VMware è molto limitato.
In confronto a quest'ultimo, però, VirtualBox non permette di trascinare i file dalla finestra guest al computer host e viceversa.


COMPATIBILITA'
VirtualBox può essere installato su macchine Windows, Linux oltre che sui sistemi Mac OS X ed è in grado di offrire il supporto per un gran numero di sistemi operativi "guest" tra i quali Windows nelle versioni NT 4.0, 2000, XP, Server 2003, Server 2008, Server 2008 R2, Vista, Windows 7, DOS/Windows 3.x, Linux con kernel 2.4-2.6 e, nello specifico, tutte le versioni di Ubuntu, Debian, SUSE, Mandriva e Fedora, le più recenti di Red Hat, Solaris ed OpenSolaris.


INSTALLAZIONE E GUIDA ALLA VIRTUALIZZAZIONE
Per prima cosa: Download VirtualBox
Dopo aver scaricato ed installato VirtualBox sul proprio sistema, è possibile avviare il software accedendo al menù Start, Programmi, Sun xVM VirtualBox, VirtualBox.
Al primo avvio del programma, sarà richiesto di compilare il modulo di registrazione: lasciando disattivata la casella Non usare queste informazioni per contattarmi, si potranno ricevere via e-mail aggiornamenti.
Come primo passo, creiamo una nuova "macchina virtuale" cliccando sul pulsante Nuova della barra degli strumenti.
Comparirà, a questo punto, una procedura guidata che richiederà il nome da assegnare alla macchina virtuale in procinto di creazione ed il sistema operativo che si intende installare.
Il tipo di sistema operativo specificato non è vincolante: viene utilizzato solo per facilitare l'identificazione, da parte dell'utente, della macchina virtuale da eseguire, di volta in volta.
Attraverso la finestra seguente è invece possibile indicare il quantitativo di memoria RAM da riservare per il funzionamento della macchina virtuale e del sistema operativo in essa installato.
A seconda del sistema che si esegue nella macchina virtuale, è bene scegliere un valore di memoria RAM adeguato.
La schermata successiva permette di specificare se debba essere creato un disco fisso virtuale.
Per procedere, è necessario cliccare sul pulsante Nuovo.
La procedura passo-passo offrirà la possibilità di creare un'unità disco ad "espansione dinamica" oppure di dimensione fissa.
Nel primo caso, il "file contenitore" che verrà creato sul disco fisso "fisico" e che ospiterà il contenuto dell'unità virtuale crescerà di dimensioni all'aumentare degli elementi in essa memorizzati, fino a raggiungere la massima capienza indicata.
Nel secondo caso, invece, VirtualBox allocherà sul disco fisso fisico tutto lo spazio specificato come dimensioni del disco virtuale.
Mediante la finestra successiva, è possibile introdurre il nome da assegnare al file d'immagine dell'unità disco virtuale nonché la sua capienza massima.
Dopo aver cliccato sul pulsante Termina, il nome del disco virtuale comparirà nel menù a tendina Hard disk di avvio.
Premendo ancora Avanti quindi Termina, VirtualBox completerà la procedura di creazione della macchina virtuale.


AVVIO DA FILE ISO
VirtualBox rende molto semplice l'operazione che permette di avviare un'immagine ISO senza doverla necessariamente masterizzare su supporto CD o DVD.
Ricorrendo ad uno strumento opensource qual è VirtualBox, è possibile testare l'immagine ISO di un CD di boot prima ancora di masterizzarla assicurandosi così che funzioni alla perfezione.
Cliccando sul pulsante Impostazioni del programma quindi sulla voce CD/DVD ROM, è possibile fare in modo che la macchina virtuale "veda" il contenuto di un file ISO come se si trattasse di un'unità CD o DVD "fisica".
Per far ciò, basta spuntare la casella Monta lettore CD/DVD, selezionare File immagine ISO, cliccare sul piccolo pulsante a destra del menù a tendina (Seleziona), su Aggiungi quindi fare doppio clic sul file ISO scaricato da Internet.
Nel caso in cui non si volesse "montare" un file ISO ma si desiderasse fare in modo che la macchina virtuale si appoggi al CD/DVD installato fisicamente sul personal computer, sarebbe sufficiente optare per Lettore CD/DVD dell'host.
A questo punto, è possibile avviare la macchina virtuale cliccando sul pulsante Start, visualizzato nella finestra principale di VirtualBox.
Per impostazione di default, ogni qualvolta si seleziona la finestra di VirtualBox "contenente" la macchina virtuale, il controllo del mouse della tastiera passerà alla "virtual machine" stessa.
Per tornare al sistema "host", è sufficiente servirsi dell'apposito tasto di sblocco che, di default, è il tasto CTRL di destra (posizionato alla destra della barra spaziatrice).


SISTEMA OPERATIVO NELLA MACCHINA VIRTUALE
Per installare un sistema operativo sulla macchina virtuale appena generata, è necessario tornare nella finestra Impostazioni di VirtualBox quindi selezionare l'unità CD/DVD ROM "fisica", collegata al personal computer "reale", che si desidera impiegare (opzione Lettore CD/DVD dell'host).
A questo punto, inserendo il CD d'installazione del sistema operativo nel lettore quindi avviando la macchina virtuale (pulsante Start), avrà inizio la procedura di setup.
E' importante sottolineare come, sempre facendo riferimento alla finestra Impostazioni, sia possibile modificare la capienza dei dischi virtuali, regolare la memoria RAM utilizzabile dalla macchina virtuale, collegare altre unità disco virtuali, abilitare la sezione audio, modificare le regolazioni delle schede di rete virtuali e delle porte USB. Agendo sulla finestra Impostazioni, insomma, l'utente può definire nel dettaglio la configurazione del sistema virtuale che verrà rilevato dal sistema operativo in esecuzione sulla "virtual machine".
Le impostazioni di Virtualbox consentono di "montare" il contenuto di un'immagine ISO così come se fosse un normale CD ROM.


BACKUP
Infine da ricordare che tutte le macchine virtuali create, possono essere oggetto di backup.
Una volta che si è creato e configurato una "virtual machine" secondo le proprie specifiche esigenze, è sempre bene crearne una copia mettendo da parte, in una cartella separata, tutti i file che la compongono.
Il backup può essere agevolmente effettuato quando il software per la virtualizzazione non è in esecuzione.
Si tratta di un ottimo espediente per ripristinare rapidamente una macchina virtuale nel caso in cui quella in uso dovesse corrompersi o divenire lenta in seguito all'installazione di programmi od all'effettuazione di interventi di test.

I Processori Skylake Arriveranno Nel 2015

Nel 2015 dovrebbero essere lanciati processori Intel di dodicesima generazione e basati su un'architettura 12 nanometri, gli Skylake.
Ovviamente ciò si tradurrà in un abbattimento dei costi: più un processore è piccolo e più se ne possono produrre su un unico wafer di Silicio.
Non si sa ancora molto, la cosa certa è che l'intenzione è quella di ridurre i consumi grazie ad una maggiore efficienza e alla concentrazione di diversi sottosistemi all'interno della sola CPU, realizzando quindi un System On A Chip (SoC).
Proprio il fatto che i processori saranno molto più piccoli, ciò si tradurrà in una minore dissipazione di calore quindi di risparmio energetico.
Nel corso dei primo trimestre del 2015 Intel renderà disponibile agli sviluppatori una piattaforma mobile Skylake di tipo reference, da utilizzare per sviluppare nuove soluzioni e mostrata durante il Keynote di apertura dell'IDF 2014.
In particolare è stata dimostrata una tecnologia di ricarica wireless che può venir utilizzata per svariate tipologie di dispositivi, compreso anche un sistema portatile, che gli sviluppatori potranno adottare in varie tipologie di propri sistemi così da ridurre la dipendenza dal tradizionale collegamento via cavo dei dispositivi.
Verrà invece abbandonata l'integrazione del cosiddetto Fully Integrated Voltage Regulator (FIVR), che nella precedente architettura Haswell era stato integrato direttamente nel die della CPU, mentre con Skylake tornerà a essere posizionato sulla scheda madre, al fine di contenere i consumi del processore.
Altre caratteristiche prevedono il supporto fino a 20 linee PCI Express 3.0 e quello ai nuovi standard PCI Express 4.0
Con Skylake probabilmente Intel abbandonerà le soluzioni Dual Core per la fascia bassa, rendendo i 4 Core lo standard minimo, per poi prevedere configurazioni fino a 8-12 core per le fasce più alte.

Arrivano Le Chiamate Vocali Su WhatsApp


Voci e rumors si susseguivano da un po’, ma ora pare davvero imminente l’arrivo delle chiamate vocali su WhatsApp, la novità già annunciata dal creatore della chat, il miliardario Jan Koum, all’ultimo Mobile World Congress di Barcellona.
Secondo quanto riporta il sito Ndtv Gadgets, con l’ultimo aggiornamento dell’app per iOS (il sistema operativo su cui girano gli iPhone), rilasciato l’8 settembre, agli utenti che non lo hanno già fatto viene chiesto di abilitare l’accesso al microfono, così da potere accedere al servizio di telefonate via internet.
Koum aveva annunciato che la novità sarebbe stata disponibile prima per iPhone e per Android e poi, in un secondo momento anche per Balckberry, Nokia e Microsoft.
Nel messaggio pop up che compare agli utenti di iPhone e iPad si legge:

«WhatsApp richiede l’accesso al microfono per inviare messaggi vocali, registrare video con il sonoro e ricevere chiamate vocali»

Con le chiamate vocali, WhatsApp diventerebbe anche un software Voip, offrendo così un servizio simile a Skype e ad altre applicazioni analoghe.
Le chiamate vocali dovrebbero essere lanciate nel 2015.
La stessa Facebook, che nel febbraio scorso ha annunciato l’acquisizione di WhatsApp per 19 miliardi di dollari, ha già introdotto la possibilità di fare chiamate vocali via Internet con i propri contatti.
A fine agosto l’app contava 600 milioni di utenti attivi al mese, solo ad aprile il contatore aveva registrato 500 milioni di utenti attivi.
Nessuna novità invece sull’introduzione degli annunci pubblicitari sull’app, che secondo Koum non sarebbe gradita dagli utenti. Decisione che potrebbe non resistere a lungo, vista la volontà di Mark Zuckerberg di far fruttare al massimo l’ecosistema delle sue applicazioni.

martedì 25 novembre 2014

Account Di Facebook, Instagram e Twitter Clonati Dagli Spambot

Dopo Facebook e Twitter, pare che anche su Instagram stia dilagando la fastidiosa piaga degli account rubati o clonati.
Le foto sono le stesse, i messaggi anche, ma non è il tuo account.
I colpevoli di questa nuova frode informatica sono dei programmi automatici, chiamati Spambot, che copiano automaticamente tutte le informazioni presenti su account del social network fotografico generandone una copia ma con nome falso.
Tra l'altro pare che segnalando l'account clone agli admin di Instagram, la risposta sia grossomodo questa:

"Grazie per la vostra email. Purtroppo non siamo in grado di rimuovere l'account da te segnalato. Togliamo solamente gli account che agiscono in modo da indurre in errore o che confondono o ingannano gli altri".

Come sarebbe?
E' vero, Instagram è un'applicazione molto gettonata, quindi diventa difficile controllare tutti gli utenti, ma almeno nei casi di segnalazione evidente di furto di account o di duplicazione del medesimo, dovrebbe prendere provvedimenti.
Instagram si difende sostenendo che "Per limitare lo spam che trovate sulla nostra piattaforma, vietiamo la creazione di account fraudolenti e utilizziamo una serie di sistemi per bloccare gli account sospetti utilizzati per lo spam. Puoi anche segnalare questi account usando gli appositi link di report che forniamo sulle nostre applicazioni e sul sito".


MERCATO NERO E VENDITA DEGLI ACCOUNT
Come per Twitter e Facebook, esiste un mercato nero di fan e follower anche per Instagram.
Se si è in cerca di notorietà sui social network, in breve tempo e senza particolari sforzi, si possono acquistare in massa nuovi falsi fan.
I prezzi vanno dai 3 dollari per 100 follower a 30 dollari per 1.000, dipende dal venditore.
A differenza di Twitter il mercato di account cloni di Instagram si basa principalmente sui “mi piace”.
Gli acquirenti possono essere celebrità “minori”, fotografi professionisti che pensano di dare una scossa al proprio business aumentando la loro visibilità, consulenti nel campo dei social media che vogliono apparire o persone particolarmente egocentriche.
 Questi tipi di account si possono riconoscere facilmente dalla disparità tra follower e following: seguono molti profili, ma pochissime persone seguono loro.
Costruire una schiera di falsi utenti sui social network per poi venderla è molto difficile se si vuole farlo manualmente.
Farlo con uno Spambot è semplicissimo.
Il programma copia automaticamente tutto ciò che è presente su un profilo esistente rendendolo più realistico e anche più vendibile sul mercato nero.
Ma anche gli Spambot sbagliano.
Oltre alle foto, i “bot” copiano anche i tag generati dalle persone.
Se l’utente a cui è stato clonato il profilo inserisce nelle foto dei tag con i nomi dei propri amici di Instagram anche il profilo falso lo farà segnalando così la sua esistenza.


Di Quali Argomenti Parlare Nei Video Di Youtube?

Visto canali ormai diventati noti e con milioni di scritti, la domanda che tutti si pongono è: è possibile guadagnare con Youtube?
Si, è possibile ma ovviamente non è facile.
Ma quali video usare per guadagnare con Youtube?
Dunque la prima cosa da fare è scegliere il tema del canale.
Vediamo i casi di successo.


PRIMO VIDEO E L'ACQUISIZIONE DI GOOGLE
Il 23 aprile 2005, un ragazzo di nome Jawed Karim decise di riprendere e pubblicare sul web un video dove veniva immortalato davanti ad alcuni elefanti mentre discuteva sulla lunghezza delle proboscidi di questi ultimi. Quel giorno venne caricato su Youtube il primo video.
Oggi quel video ha più di 11 milioni di visualizzazioni e quel ragazzo non era un tipo qualsiasi.
Era uno dei tre fondatori di YouTube e quel suo video, lungo appena 19 secondi, è entrato di prepotenza nella storia, insieme al sito su cui fu caricato.
Nell’ottobre 2006 Youtube veniva acquistato da Google, più affamata che mai di nuove idee come quella. Ecco la svolta per i tre fondatori.
YouTube inizia a totalizzare profitti.
E quei video non sono più solamente fini a se stesso, atti a soddisfare una propria passione.
Con un po’ di genialità, passione e volontà si possono far  fruttare queste clip, arrivare ad avere un reddito anche di 3/4 milioni di euro l'anno.


CASI DI SUCCESSO: VIDEOGAME
Felix Kjellberg o meglio conosciuto come PewDiePie(nome d’arte con cui un ragazzo di 24 anni) decise nel 2010 di caricare sul tubo dei video dove giocava i videogiochi dell’epoca.
Il 2 ottobre del 2010 Felix iniziò la sua scalata verso i piani alti del social network delle immagini.
Passati quattro anni, catapultati nel 2014, è lui il numero 1 del tubo, il più visualizzato con oltre 29 milioni di click e una media di 2.5 milioni a video.
Con questi numeri la partnership con il sito di filmati più famoso al mondo divenne un gioco da ragazzi e verso la metà del 2011, con quasi 1 milione di “follower”, scattò l’accordo.
Così PewDiePie, così come ogni altro Youtuber “abile e originale”, cominciò a guadagnare ufficiosamente 3 dollari ogni 1000 visualizzazioni (circa 2.30 euro al cambio).
Migliaia di persone hanno seguito le orme di PewDiePie, riprendendosi davanti alla console intente a giocare parlando con i visualizzanti, quasi fossero amici in attesa del proprio turno per prendere in mano il controller. Inutile dire che seppur non raggiungendo i livelli di Felix, questi canali riscuotono tutt’ora molto successo, anche in Italia.
Favij, all’anagrafe Lorenzo Ostuni, ragazzo diciannovenne originario di Borgaro Torinese che in tre anni, dall’apertura del suo canale a oggi ha totalizzato più di un milione di iscritti e ha all’attivo più di 400 video(la media di 5 a settimana).
La formula è la stessa di PewDiePie, riproposta nella nostra lingua: videogioco a schermo intero e il suo volto rilegato in uno dei quattro angoli dello schermo, più piccolo.
Qui si parla di oltre 280 milioni di click.
Nei suoi video lo si trova alle prese con Pacman o Il Signore degli Anelli.
A tutto schermo il videogioco e in alto a sinistra la sua faccia, contornata dalle immancabili cuffie.
A decretare il successo sono stati i suoi commenti che permettono a tutti d'immedesimarsi nel gioco.
Molti under 18 lo amano, tanto che sono stati organizzati due raduni (ad Ascoli e Ancona) con migliaia di persone, ma come tutte le star del web è molto discussa.
Nonostante le critiche per la poca originalità è uno dei pezzi da 90 di YouTube Italia.
Ma il fenomeno Youtube non si ferma di certo all’ambito dei videogiochi.


MAKEUP E TRUCCHI
Si può citare anche ClioMakeUp della bellunese Clio Zammatteo che ha iniziato la propria carriera su YouTube prima di approdare sul canale Real Time nel 2012.
Nel giro di tre anni ha avuto un boom di visualizzazioni su YouTube Italia, confermando, il suo, come uno dei canali più visti dalle nostre parti, con quasi duecento mila visualizzanti.
Altri numeri rispetto allo svedese PewDiePie, ma abbastanza da assicurare alla truccatrice più seguita d’Italia uno stipendio relativamente basso, più di 1000 euro mensili (per oltre 150.000 followers), ma comunque impensabile per tanti altri Youtuber.
Oppure CutePieMarzia.


FUMETTI, TAGLIO DI CAPELLI, ETC
I personaggi che popolano Youtube non si limitano però ai soli videogiochi e trucchi, possiamo trovare video che riguardano qualsiasi attrazione: dai fumetti, capeggiati qui in Italia dal canale di Dario Moccia, pisano con oltre 190.000 iscritti che ha fatto della propria passione per i fumetti (in particolar modo a quelli orientali) il suo cavallo di battaglia, all’estetica con migliaia di canali dedicati a taglio di capelli, ricostruzione unghie in gel e tutto ciò di cui una donna (ma anche un uomo) possa aver bisogno per sentirsi bene con se stesso.


PARODIA E COMICITA'
Troviamo i canali dedicati alle parodie e alla comicità in generale.
In testa a questa categoria “iPantellas”, duo che qualche mese fa sbarcò anche su Italia 2 girando una serie di cortometraggi ironici di circa 50 minuti l’uno.
Willwoosh, nome reale Guglielmo Scilla, sbarcato invece al cinema con alcuni film (“Matrimonio a Parigi”, “10 regole per farla innamorare”) e Frank Matano, pseudonimo di Francesco Matano, famoso per i suoi scherzi telefonici che lo hanno trasportato con forza nel mondo dello spettacolo, mettendolo prima nei panni di uno dei conduttori del programma “Le Iene” nel 2009 e poi regalandogli un programma tutto suo nel palinsesto Sky intitolato “Sky Scherzando?”.


ORIGINALITA'
Anche in questi ultimi esempi, come per il milionario (in ambito views) Favij, le critiche non mancano.
Poca originalità.
Copia e incolla da canali americani e inglesi di contenuti.
Eccessiva demenzialità.
Insomma, di risvolti negativi ce ne sono, eppure sono tanti i ragazzi (ma non solo) partiti da zero, con solamente una mezza idea, che sono riusciti a ritagliarsi una fetta nell’enorme torta-YouTube.
Chi con risultati economici astronomici e invidiabili, chi racimolando semplicemente qualcosa in più oltre agli spiccioli dell’occupazione principale.
In un momento di profonda crisi come quella che stiamo attraversando un lampo di genio (brillante o meno che sia) che riesca ad “acchiappare”, quindi, può cambiare le sorti lavorative dei giovani italiani.
Cosa serve? Una telecamera, un PC e un programma di editing video.
E magari un po' di originalità.

Come Guadagnare Con Youtube (Guida)

Forse non tutti lo sanno ma Youtube non è un semplice archivio Video, esiste infatti un programma di affiliazione denominato YouTube Partner Program che permette l’inserimento di pubblicità nei video quindi di guadagnare.
Per essere accettati nel programma, occorre avere un discreto numero di view e tanti video caricati sul canale.
Ovviamente i video devono essere originali e personali(se sul vostro canale pubblicate canzoni di terzi o predate video qua e la in giro per il web, lasciate perdere. Non vi accetteranno mai).


APERTURA DEL CANALE E DIVENTARE PARTNER
Per avviare il tuo canale devi creare il tuo account su Google.
Dalla pagina di inizio di Google ottieni la tua Gmail.
Grazie all’email di Google puoi crearti il tuo profilo su Google Plus.
Ora che possiedi un account Google Plus, accedendo a YouTube ti ritrovi collegato con il tuo stesso profilo. Hai un tuo canale YouTube pronto per essere utilizzato: puoi commentare, inserire i tuoi video e interagire con la comunità di YouTube.
Se in passato con Youtube stesso ci sono stati dei problemi(chiusura del canale), ti consiglio di creare uno da 0.
Fatto ciò devi iniziare a pubblicare video quindi contenuti.
Solo in seguito potrai chiedere l'affiliazione.


TITOLI, DESCRIZIONI E TAG
Per quanto riguarda i contenuti, prima di tutto, è importante fare attenzione alle parole inserite nel titolo, il quale deve risultare accattivante ma chiaro:
- E' preferibile inserire le parole chiave nella parte iniziale
- Scegliete bene la lunghezza in modo che nello stream non venga tagliato

Anche la cura della descrizione di ogni video è fondamentale, in quanto, nei risultati di ricerca, descrive quello che l’utente visualizzerà, se deciderà di approfondire.
Come per il titolo, è preferibile concentrare i concetti più importanti nella parte iniziale perché sarà quella visualizzata nella pagina dei risultati ed immediatamente sotto ai video nella pagina di visualizzazione.
Consiglio di inserire i link ai social network connessi al canale e alle playlist correlate o ai contenuti simili, di inserire un un contatto mail, specificando se dedicato solo alle richieste di aziende o se aperto a tutti gli utenti.

I TAG rappresentano un ulteriore elemento chiave per creare dei buoni contenuti.
Vanno inseriti nell’apposita area, in quanto YouTube, come Google, predilige testi scorrevoli e “naturali”, non elenchi di parole sconnesse tra loro.
La pertinenza con ciò che il video comunica ed con tutti gli elementi testuali è fondamentale.
Per facilitare il processo di indicizzazione è consigliabile inserire la trascrizione del video ( i sottotitoli) che permette di “chiarire” il contenuto del filmato.
La “channel authority” va sempre tenuta sotto controllo grazie alle statistiche, perché rappresenta un fattore importante per apparire tra i primi risultati.
Teniamo costantemente monitorati, quindi, il numero di iscritti, di video e di ore di video visualizzati.
Le playlist possono fare molto per il successo di un video. In che modo?
Consiglio, quindi, di inserire il video in una playlist che abbia nel titolo delle parole interessanti in termini di ricerca ed altri video molto seguiti.
Per avere successo non è sufficiente concentrarsi sulle parole chiave.. è importante fare attenzione al coinvolgimento generato dal video prodotto, attraverso il numero di visualizzazioni, la variazione di tale dato nel tempo e, ancora più rilevante, il numero di minuti medio di visualizzazione (per quanto tempo gli utenti rimangono “incollati” al video?).

Fondamentale è mantenere il canale dinamico attraverso i commenti. In che modo?
- Commentando in maniera intelligente gli altri video dei canali di cui facciamo parte.
- Rispondendo a tutti i commenti che vengono inseriti per i nostri video
- Monitorando e bloccando lo spam tra i commenti

Similmente ai commenti è utile tenere sotto controllo i “like/dislike” che i propri video ricevono, parallelamente alla frequenza con la quale altri utenti li inseriscono tra i preferiti.


CREARSI UN PROPRIO PUBBLICO
Nei primi tempi non preoccuparti ai guadagni e come monetizzare il tuo canale.
Se non hai un discreto numero di visualizzazioni non perdere tempo, ma dedicati a creare la tua audience.
Questa fase può durare molto tempo.
Come realizzare i tuoi video? Ovviamente dipende dal tipo di video che hai in mente di creare.
Se sei un cantante e vuoi creare il video musicale la qualità conta e avrai bisogno di una buona videocamera e una post produzione.
Se vuoi creare dei tutorial per aiutare le persone a ritrovare la fiducia in se stessi ti basterà una semplice webcam.
Dopo aver girato il video devi montarlo.
L’insieme di tecniche che permettono di ricavare dal video grezzo il risultato finale si chiama post-produzione.
Da un filmato lungo ore potete ricavare dei mini video di soli 5 minuti.
Tagli, montaggi, effetti sonori, il campo è immenso e anche qui il limite è la vostra fantasia.
Ok, ora avete dei video belli, interessanti e divertenti.
Iniziano ad arrivare le prime visualizzazioni.
Cosa fare per monetizzare il proprio lavoro?


MONETIZZAZIONE
Il programma di partnerhip con YouTube basato sulle visualizzazioni e la vendita diretta dei propri servizi grazie alla visibilità ottenuta su YouTube.
Oppure, se sei abbastanza bravo e fortunato, magari verrai notato da grosse aziende.
Se pensi di ottenere il successo dopo 10 video caricati, allora forse è meglio desistere e cambiare obiettivo. YouTube ha delle potenzialità enormi, ma senza costanza raggiungerai al massimo poche centinaia di visualizzazioni.
Questo è il vero e solo segreto per avere successo su YouTube: credere fortemente nel proprio progetto, essere sicuri del proprio valore e non mollare mai.
Forse impiegherai un anno o più.
Forse dovrai caricare 100 video o 250, non si sa.
Per chiedere l'affiliazione devi collegarti alla pagina principale dello YouTube Partner Program e cliccare sul pulsante Get Started per accedere al modulo attraverso il quale inoltrare la richiesta per diventare partner di YouTube.
Il link è questo: Partnership Youtube
Nella pagina che si apre, compila tutti i campi del modulo che ti viene proposto con le tue informazioni personali e rispondi alle domande che si trovano sotto la dicitura Contenuti video.
Devi specificare in che settore operi, quanti video hai creato e perché sei interessato a diventare partner di YouTube (le risposte obbligatorie sono quelle con l’asterisco rosso).
Infine, digita una breve presentazione di te e dei progetti che intendi portare su YouTube nel campo di testo grande che si trova in fondo alla pagina, metti il segno di spunta accanto alla voce Monetizza con gli annunci e clicca sul pulsante Rileggi il modulo per visualizzare un riepilogo delle informazioni inserite ed inoltrare la tua richiesta.


GUADAGNARE CON LE PUBBLICITA'
Se tutto va per il verso giusto e vieni accettato nel programma dei partner di YouTube, hai la possibilità di guadagnare con YouTube inserendo delle pubblicità nei video che pubblichi sul tuo canale.
I video, come detto, devono essere originali al 100% e non violare nessuna regola né di copyright né di comportamento, altrimenti non verranno pubblicati.
Per attivare i banner pubblicitari nei tuoi video, devi mettere il segno di spunta accanto alle voci Rivendica questo video e Consenti pubblicità In-Stream per questo video durante il processo di upload e poi selezionare il tipo di pubblicità da visualizzare nel filmato.
Prima di essere disponibili al pubblico, i filmati con pubblicità devono essere approvati da YouTube (possono volerci dalle 12 alle 48 ore).
Puoi anche attivare la pubblicità sui video caricati sul tuo canale prima di diventare partner, recandoti nelle loro impostazioni, mentre per la ricezione dei pagamenti devi avere un account Adsense attivo.
I pagamenti vengono inviati sotto forma di assegno bancario al raggiungimento della soglia minima di 100 dollari entro 60 giorni dall’ultimo giorno del mese a cui fanno riferimento.


GUADAGNI
La domanda da un milione di dollari è: quanto si guadagna?
Dipende da tantissimi fattori.
Inoltre i guadagni dipendono dalle vendite pubblicitarie, dal periodo, dalla stagionalità (a dicembre i picchi sono alti, a gennaio bassi).
Tramite la partnership con YouTube si guadagna nel pubblicare annunci pubblicitari sui tuoi video e si ricevono pochi centesimi ogni click.
Equivalente al sistema di guadagno di Adsense.
I guadagni diventano interessanti a patto di avere un buon numero di visualizzazioni.
Tuttavia, qualsiasi sia il numero di visualizzazioni ottenute, per guadagnare grazie alle visualizzazioni, devi attivare il tuo canale per la monetizzazione accettando le norme e regole di YouTube e sottoporre i tuoi video alle regole del copyright.


CONSIGLI FINALI
1) Partecipa alla discussione, commenta i video altrui, fatti conoscere (l’obiettivo è creare interazione e stimolare il coinvolgimento dell’audience attraverso commenti, like e condivisione sui social network)
2) Sii paziente, non scoraggiarti subito: i guadagni, se lavori bene, arriveranno ma dopo tempo
3) Originalità
4) L'argomento deve appassionarti: dimentica i soldi
5) Ottimizza i tuoi video tramite tag e parole chiave
6) Pubblico e condivisione (un video su YouTube non raggiunge solo gli utenti YouTube. Spesso infatti, i video vengono condivisi su altri social network e diventano virali.
Non solo da parte degli utenti, la condivisione parte direttamente anche dagli Youtuber stessi)

sabato 22 novembre 2014

Cos'è e Come Funziona Cleverbot

Cleverbot è un’applicazione creata da R.Carpenter informatico britannico. Lo stesso che ideò Jabberwacky, un'altra applicazione/intelligenza artificiale simile ideata nel 1981 ma lanciata nel 1997 su internet. Cleverbot studia come mimare delle conversazioni umane comunicando con gli umani.
Nel primo decennio della sua esistenza, dopo essere stata inventata nel 1988, Cleverbot tenne migliaia di conversazioni con Carpenter e i suoi colleghi. Dal 1997, anno in cui fu lanciato sul web, il numero delle conversazioni ha superato i 70 milioni.


TEST DI TURING
Cleverbot ha partecipato a un test di Turing insieme con degli umani durante il festival Techniche 2011 all'IIT Guwahati in India, il 3 settembre 2011. Cleverbot è stato giudicato essere al 59,3% umano. Gli umani partecipanti hanno raggiunto il 63,3%. Un punteggio del 50% o superiore è spesso considerato un superamento del Test. Cleverbot si differenzia dai tradizionali chatterbot per il fatto che l’utente non tiene una conversazione con un programma che risponde direttamente a un testo inserito.
Invece, quando l’utente inserisce il testo, l’algoritmo seleziona in anticipo delle frasi provenienti dai database delle conversazioni precedenti.


DIFETTI
Ovviamente i Test di Turing si basano su conversazioni di base. I chatterbot non vengono messi in "difficoltà". Usando Cleverbot ci si accorge che più lungo è il discorso e maggiori saranno le difficoltà per il bot. Idem quando si utilizzano numeri o semplici operazioni matematiche. O quando gli si chiede di giocare a qualche gioco. Insomma non vi resta che provare: Cleverbot

venerdì 21 novembre 2014

Sito Russo Hackera Webcam (Insecam)

Nei giorni scorsi il sito Vice ha lanciato un'interessante inchiesta, secondo la quale un sito russo può hackerare una webcam "spiando" le abitazioni di ignare famiglie.
Dunque se avete installato in casa vostra telecamere con connessione a internet, magari per riprendere il giardino di casa oppure per tenere sott'occhio la cameretta dove dormono i vostri figli, se non avete predisposto una password tutto ciò che avviene nell'intimità del vostro appartamento può finire in Rete, su appositi siti dedicati proprio al "voyerismo".
Basta fare clic sui link dei video per violare la privacy altrui e dare una sbirciatina "in diretta".
Il sito spia si chiama Insecam.
Gli hacker sono riusciti ad appropriarsi del segnale di telecamere a circuito chiuso e ne stanno riversando il contenuto in pubblico: scene private, di gente che lavora, parla, litiga, tutto viene buttato alla rinfusa, nello streaming live.
Vittime di questa sbalorditiva violazione della privacy sono migliaia di privati cittadini di mezzo mondo, soprattutto negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, in Francia e in Italia.
Ma oramai si stanno accavallando scene provenienti da decine di Paesi, incluso Nicaragua, Pakistan, Kenya, Paraguay e Zimbabwe.
I video sono divisi per categoria e per nazione (oltre 600, ad esempio, le telecamere accessibili sotto la voce Italia): una specie di Youtube che si fa beffe della privacy di tutto il globo.
In cambio del "servizio" offerto, i gestori del sito guadagnano attraverso i pop up e i banner pubblicitari che compaiono ai frequentatori.
La soluzione è quella di dotare di password di sicurezza le proprio telecamere.
Ma la maggioranza delle persone non lo fa.

mercoledì 19 novembre 2014

Cos'è e Come Funziona Facebook At Work

Pare che Facebook, sulla scia di LinkedIn, stia segretamente lavorando su un nuovo sito web chiamato "Facebook At Work", che consentirebbe agli utenti di "discutere con i colleghi, entrare in contatto con professionisti, inviare file e collaborare su documenti".
Inoltre si parla di altre funzionalità quali Cloud e Mail.
Il mese scorso, Facebook ha annunciato un utile netto quasi raddoppiato a 802.000.000 dollari (640.000.000 euro) e un incremento dei ricavi del 59%.
"Continueremo a preparare il futuro, investendo in modo aggressivo. Abbiamo una lunga strada davanti a noi", ha dichiarato Mark Zuckerberg.

Facebook, che ha ormai 1.35 miliardi di utenti mensili attivi in tutto il mondo, ha presentato anche un programma che permette agli utenti di chattare anonimamente in "stanze", come nelle "chat room" virtuali degli albori di internet.
Il social sta anche testando una funzionalità che consente agli utenti di effettuare acquisti online semplicemente premendo un tasto "Buy".
Il mese scorso, Facebook ha completato l'acquisto di WhatsApp per quasi 22 miliardi dollari.

Facebook durante i suoi dieci anni di vita ha cambiato totalmente il modo di comunicare degli utenti in rete. Ma ha anche aperto una serie di questioni relative alla privacy.
Tra gli episodi capitati agli iscritti anche i licenziamenti a causa di foto e commenti postati sul social network. Difficile infatti tenere separate i diversi ambiti della propria vita con una pagina sola.
Inoltre per evitare che i dipendenti “perdano tempo” durante le ore di lavoro, molte aziende hanno bloccato la possibilità di usare i social network dai computer aziendali.
Facebook at Work potrebbe dunque costituire un’alternativa importante e uno sdoppiamento dei profili, uno per la vita “privata” e uno per quella professionale.

venerdì 14 novembre 2014

Convengono Gli Operatori Mobili Virtuali?

Oltre ai classici operatori di telefonia Mobile(Wind, TIM, etc) da qualche anno si stanno diffondendo anche moltissimi operatori virtuali, come Nòverca, DigiTel, SAMTEL, Poste Mobili, DIGI Mobil, etc
Queste società offrono servizi di telefonia mobile senza possedere una propria rete o una licenza per l’uso delle frequenze, affittando quindi l’infrastruttura da un’operatore mobile reale, cioè da TIM, Vodafone, Wind o 3 Italia.
Esistono in realtà diverse tipologie di operatori virtuali che si differenziano a seconda della complessità dei servizi che offrono e dal grado di indipendenza dal carrier di riferimento.
La storia italiana degli operatori di telefonia virtuali è abbastanza recente.
Il primo ad affacciarsi sul mercato ed a rompere così il monopolio dei grandi quattro operatori, è stato CoopVoce nel giugno del 2007, seguito a ruota, pochi mesi dopo, da PosteMobile.
Da allora il fenomeno è esploso con alterne fortune: molti sono infatti gli operatori virtuali che hanno chiuso la loro attività nel giro di poco tempo.
Attualmente in Italia ci sono ancora moltissimi operatori virtuali, molti di loro però di piccole dimensioni, nati magari per soddisfare specifiche esigenze territoriali o target aziendali.
Tra gli operatori virtuali più grandi, quelli cioè che spiccano per quantità di clienti e per qualità dei servizi, si evidenziano: PosteMobile, Nòverca, Fastweb Mobile, ERG Mobile, Carrefour UNO Mobile e Coop Voce.


CARATTERISTICHE
Il punto di forza di questa particolare categoria di operatori è la possibilità di proporre tariffe convenienti che in alcuni casi possono risultare molto più interessanti rispetto a quelle dei quattro grandi della telefonia mobile italiana. La possibilità di offrire tariffe low cost è da ricercarsi nel fatto che un operatore virtuale non deve sopportare i costi delle infrastrutture che pesano invece molto sui bilanci degli operatori reali.
Ecco perché il fenomeno degli operatori virtuali non è visto molto bene in generale dai grandi operatori.
Un operatore virtuale può infatti aggredire immediatamente e più facilmente il mercato rispetto ad un operatore reale che invece deve investire molto a monte nelle infrastrutture, riversando poi i costi sugli utenti finali in modo progressivo.
Però esiste anche un rovescio della medaglia: ovvero un operatore virtuale non potrà mai offrire la stessa qualità e quantità di servizi di un operatore reale.
Per esempio, parlando di connettività, è raro vedere un operatore virtuale che possa offrire lo stesso livello di qualità in termini di velocità rispetto all’operatore reale a cui si appoggia.
Anche sui servizi voce la qualità in alcuni casi potrebbe essere inferiore, gli operatori virtuali spesso dispongono di una priorità inferiore sui ripetitori rispetto ai clienti dell’operatore reale di riferimento.
Questo ovviamente non va assolutamente a sminuire la qualità generale degli operatori virtuali, ma è bene ricordare che si sta parlando sempre di aziende che affittano infrastrutture altrui, delle quali non hanno controllo diretto, e che quindi non potranno mai disporre dello stesso trattamento.


COME FARE IL PASSAGGIO?
O si va in un negozio/ufficio fisico o è possibile farlo direttamente online.
Insomma dipende dall'operatore.
Ovviamente sarà possibile conservare il proprio numero.
Dati richiesti: carta d'identità, SIM e tipo di cellulare.
Molti di questi, in attesa del passaggio(che potrebbe impiegare anche qualche giorno), offrono un numero temporaneo(per l'attesa).

Qui trovate tutte le novità: Operatori Virtuali