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lunedì 10 ottobre 2016

Tecniche D'Indagine Polizia Postale e Reati Informatici

Gli innumerevoli criminali informatici hanno reso indispensabile la creazione di un nucleo di investigatori capaci di spiare, ingannare e localizzare tutti quegli utenti (criminali e non) che pensano che la Rete sia un Far West anonimo, senza regole.
Stiamo parlando della Polizia Postale, piccolo nucleo di quella Statale.
Per far fronte alle nuove tecnologie, tale organismo si evolve negli anni 90, per poi concretizzarsi nella nascita del Nucleo Operativo di Polizia delle Telecomunicazioni.
All'interno troviamo gente destinata all'amministrativo e quella con competenze investigative: all’interno di essa sono presenti 4 diversi tipi di specializzazione: dagli attacchi a sistemi informatici alla tutela del copyright, passando per pedofilia/pedopornografia ed e-commerce.
Gli agenti di questo corpo speciale hanno compiti dalla prevenzione alla repressione dei crimini postali e informatici, al controllo delle licenze radio-amatoriali, delle emittenti radio e televisive, al rispetto sulla normativa sulla privacy con particolare riferimento alle banche dati (anche per la individuazione di quelle abusive) sino alle norme contro lo sfruttamento della prostituzione minorile, della pornografia minorile.


UNITA' DI ANALISI DEL CRIMINE INFORMATICO
Per ricercare e sviluppare nuove strategie investigative in materia di computer crime e per tracciare i profili psicologici e comportamentali degli autori dei reati è stata creata l'Unità di Analisi del Crimine Informatico, diretta da uno Psicologo della Polizia di Stato, i cui componenti sono dotati di capacità specifiche in ambito tecnologico e psicologico.
Questo perchè la tipologia di criminale virtuale comprende al suo interno persone con un livello sociale e culturale medio-alto, tendenzialmente non violente, che hanno una ridotta percezione del crimine, dei danni che potrebbero causare e della possibilità di essere scoperti e denunciati.
Potrebbe essere lo studente modello o timido o la ragazza della porta acconto: tutte tipologie di persone che non sarebbero mai in grado di fare del male se avessero la loro vittima davanti.
Tutto questo si realizza, quindi, perché il soggetto agente ha una minore percezione dell'’illegalità e dei danni che il proprio comportamento può provocare, in quanto molti crimini informatici non sono percepiti come tali.
Del resto, la percezione quindi la possibilità di essere scoperto e denunciato, per costoro...è molto bassa: non ci si rende conto che la Rete è costantemente monitorata dalle Forze dell'’Ordine (sottocopertura e non).
Pedopornografia on line, pedofilia, truffe e frodi telematiche, hacking, attacchi informatici, produzioni di Malware e Virus, gigantesche Botnet, Spamming, Netstrike, Stalking, Pirateria Satellitare, informazioni illegali on line, violazione della privacy: questi sono solo alcuni dei reati perpetrati per via telematica e che la Polizia Postale si trova ogni giorno a dover fronteggiare, attuando tecniche investigative sempre più sofisticate.


REATI INFORMATICI
La polizia postale si confonde e confronta quotidianamente con criminali, Hackers, Crackers, terroristi, pedofili, truffatori telematici, personaggi spesso lontani dalle logiche criminali tradizionali.
Cambia anche la scena del delitto: criminale e vittima sono fisicamente lontani e spesso, addirittura, il crimine viene commesso da un Paese straniero.
Il computer può, quindi, anche essere utilizzato quale mezzo per la perpetrazione un delitto, come accade con le truffe o le frodi o i furti, anche quelli di identità.
La Rete può essere utilizzata anche in modo lecito da soggetti criminali o terroristi che ne sfruttano le potenzialità per migliorare l’'efficacia della propria azione nello scambio di informazioni, evitando, in tal modo, il contatto diretto.
Altro delitto è quello della violazione della privacy con cookies all'’insaputa del navigatore che ne tracciano le visite sul Web e, di conseguenza, i gusti.
I Keylogger per rubare password ed altre informazioni sensibili ed ovviamente lo spam.
Per combattere la pedofilia, vengono realizzati siti civetta su Internet o si attua uno scambio verbale tramite chat o e-mail, con la partecipazione alle stesse di agenti sotto copertura.
Anche la criminalità organizzata ha da tempo individuato nella telematica e in particolar modo su internet un efficace strumento per il riciclaggio del denaro sporco proveniente da svariate attività illecite.
I cartelli colombiani, che hanno esigenza di raccogliere in tutto il mondo il denaro sparso che hanno guadagnato vendendo droga, utilizzano una grossa rete di comunicazione per recuperare tale denaro sporco e farlo confluire verso i cosiddetti broker, cioè verso i propri intermediari finanziari, che poi a loro volta devono far confluire il denaro sporco verso banche non ufficiali gestite dai cartelli colombiani.
Alcuni gruppi utilizzano il Web per svolgere attività di proselitismo a bassi costi raggiungendo moltitudini di persone con i loro messaggi.
Nel caso delle sette sataniche o di gruppi razzisti, ad esempio, si assiste al prolificare di siti Web che offrono contenuti illegali talvolta ad alto rischio come violenza, esortazione al suicidio, esortazione all’odio razziale, etc
La rete è utilizzata anche per propagandare terrorismo internazionale e per la recluta di nuovi terroristi.


TECNICHE ED ATTIVITA' INVESTIGATIVE
I server dispongono di sistemi di “auditing” finalizzati alla registrazione di numerose attività svolte sugli stessi, sia per motivi diagnostici e di manutenzione, sia per motivi di sicurezza.
La registrazione delle attività avviene in maniera cronologica in specifici file detti “file di log”.
Dai files di log vengono estrapolati indirizzi IP, grazie all'aiuto di provider.
Data, ora, durata della connessione e come detto indirizzo IP (un codice numerico che consente di identificare un computer connesso a Internet) sono le informazioni più utili.
É così possibile ad esempio tenere traccia di ogni accesso e di ogni tentativo di intrusione al sistema, nonchè effettuare la ricostruzione di una sequenza di eventi dall´inizio alla conclusione degli stessi. Una delle prime operazioni svolte dall´Hacker su un server violato è proprio quella di alterare o eliminare i file di log in maniera tale da cancellare le tracce dell´intrusione e delle attività svolte sul server stesso.
Nel caso in cui questa operazione non fosse effettuata alla perfezione, sarebbero riscontrabili elementi, come ad esempio l´IP dinamico assegnato dal provider alla macchina dell´ Hacker, con il quale questo si è connesso al server da attaccare, tali da permetterne una facile identificazione. Disponendo di tali dati la polizia giudiziaria potrà richiedere all´ autorità giudiziaria l´emissione di decreti di acquisizione di file di log che andranno notificati al provider che ha assegnato l´IP "incriminato" o alla società che gestisce tale indirizzo, per ottenere i dati dell´ utente ed il "caller id" utilizzato nella connessione.
Se gli assegnatari di tali IP sono provider italiani, il reperimento delle informazioni avviene in modo agevole mediante il decreto di acquisizione dei files di log notificato allo stesso provider.
Se gli IP sono stati assegnati da fornitori di servizio Internet situati all’'estero, allora tale attività verrà demandata all'’INTERPOL.
Sono molte usate anche l'intercettazione di comunicazioni informatiche e telematiche, concesse con decreto motivato quando vi sono gravi indizi di reato e l'’intercettazione è assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione delle indagini.
La durata dell'’autorizzazione è di 15 giorni, con la possibilità di proroga da parte del GIP con decreto motivato per periodi successivi di 15 giorni qualora permangono contingenti esigenze investigative.
Duplicazione delle caselle di posta elettronica utilizzate dall'’indagato, per intercettare la posta.


SITI CIVETTA ED AGENTI SOTTOCOPERTURA
La Polizia Postale è l'’unica delegata all’'acquisto simulato di materiale, per scoprire chi realmente si nasconde anche dietro un sito contenente immagini o video pedo pornografici.
In tal caso, gli agenti aprono un conto corrente intestato ad una persona fittizia, facendosi poi rilasciare una carta di credito con la quale acquistano il materiale illecito.
Individuato il conto corrente incriminato ed acquisiti i files di log, le Forze dell’Ordine sono in grado di individuare il beneficiario delle transazioni effettuate.
L’'apertura di siti civetta simula perfettamente l'’identità di bambini, con le caratteristiche linguistiche e comportamentali di minori compresi tra gli 8 e i 13 anni (ma anche meno).
“Creato” il bambino virtuale da immettere in Rete, come esca ad eventuali molestie e/o tentativi di adescamento, si sono stabiliti gli ambiti delle indagini e le variabili da tenere sotto controllo.
Si è, infatti, convenuto un comportamento costante che il bambino deve tenere nei vari collegamenti, anche in presenza di molestie verbali: in tal caso il suo atteggiamento è caratterizzato da curiosità non eccessiva per continuare la conversazione.
A volte è lo stesso agente che si finge un bambino, per adescare eventuali pedofili.
Le forze dell'ordine possono anche diffondere/scambiare materiale di questo tipo su siti/forum specializzati (Deep Web soprattutto) per farsi accettare dalla community, adescando ed arrestando pedofili.
Il tutto tramite Ingegneria Sociale.


MONITORAGGIO TESTUALE TRAMITE SOFTWARE
Tramite specifici software, è possibile svolgere azioni di monitoraggio delle chat, finalizzata alla localizzazione di soggetti pericolosi.
Tale tecnica investigativa consiste sostanzialmente nella ricerca di brani di conversazione che presentano caratteristiche simili ad una serie di stringhe comunicazionali precedentemente impostate nel programma e che sono tipiche dei pedofili (parole del tipo sex-teen, pret-love, need-pics etc).
O sono usati per la ricerca di altre informazioni illegali o pericolose (ad esempio esortazioni al suicidio o violenza varia), proposte da sette sataniche o da gruppi terroristici, tramite l’impiego sempre di strumenti software di analisi testuale in grado di localizzare ed evidenziare tali informazioni, “pescandole” tra i moltissimi newsgroup che trattano problematiche esoteriche e pseudoreligiose presenti sul Web.
Tramite Web Spider o Web Crawler è possibile “scaricare” un intero sito Web per poi consultarlo senza essere collegato alla rete.
Venivano utilizzati Teleport Pro, WebZip, JOC Web Spider, etc.
Settato l'indirizzo, il software comincia a navigare sul sito come farebbe un utente qualsiasi, con la differenza che copia tutti i “link” che incontra.
In breve tempo avrà ricostruito l’intera struttura del sito, completa di immagini ed animazioni, sul vostro PC.
Lo spider può infatti andare in giro per la rete scovando siti con parole chiavi “sospette” allertando il team investigativo che lo utilizza.


PROVIDER
I provider sono obbligati, oltre a fornire l'indirizzo IP per l'identificazione (stesso discorso vale per chi fornisce Proxy per anonimizzare la connessione), anche a:
1) Segnalare al centro nazionale, qualora ne vengano a conoscenza, le imprese o i soggetti che diffondono, distribuiscono o fanno commercio, anche in via telematica, di materiale pedopornografico, nonché a comunicare senza indugio al Centro, che ne faccia richiesta, ogni informazione relativa ai contratti con tali imprese o soggetti.
2) Conservare per almeno 45 giorni il materiale oggetto della segnalazione.
3) Pagare una multa salata in caso di mancata segnalazione;
4) Adottare i filtri decisi dal ministero delle comunicazioni e dalle associazioni dei provider

Inoltre, è fatto obbligo ai gestori di sistemi di pagamento di segnalare alle banche o agli uffici postali l'uso di sistemi di pagamento per l'acquisto di materiale pedopornografico, al fine di convocare il cliente a fornire chiarimenti.
A grandi linee, anche se in modo più blando, anche per quanto riguarda eventuali violazioni del copyright.
Il tutto come detto tramite l'utilizzo di filtri che permettono di spiare l'utenza.


PROVE
Le prove vengono quasi sempre acquisite dal computer, visto come corpo di reato, o mezzo attraverso il quale si è perpetrato il reato, il cui esame potrebbe dimostrare il fatto criminoso nel suo complesso.
Ne consegue la necessità di valutare il ruolo del computer nell’'attività illecita perché il sequestro possa essere motivato.
Il computer può, quindi, essere solo il contenitore dentro il quale possono essere immagazzinate le prove del crimine.
Si pongono, infine, altri problemi: uno di ordine temporale, poiché non è sempre possibile analizzare sul posto un gran numero di dati, tra i quali anche quelli cancellati che dovranno essere ripristinati con particolari software.
L'identificazione di alcuni tipi di files diffusi on line dalla stessa polizia postale avviene tramite le impronte univoche di un determinato file (Hash).
L'hard disk può essere comunque il frutto dell’'attività criminale o uno strumento per la commissione del reato, per cui è previsto il sequestro dell’'intero hardware, qualunque sia il materiale contenuto. Una successiva analisi indagherà sulle risorse informatiche dell'’indagato.


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domenica 9 ottobre 2016

Tipi Di Virus Che Attaccano Centrali Nucleari

Il nome Stuxnet, ancora oggi, fa paura.
Frutto di una collaborazione nata nel 2006 fra gli Stati Uniti e lo stato di Israele, esso era indirizzato ad interferire col programma nucleare iraniano.
La particolarità di Stuxnet era la sua capacità di danneggiare direttamente le strutture fisiche tramite USB infette. Il primo bersaglio del Virus è stato l'impianto di Natanz (senza accesso ad Internet, tra l'altro), poi si è diffuso anche su Internet.
Sappiamo che l'infezione di Stuxnet è partita da cinque fornitori iraniani, di cui uno produceva componenti facenti parte delle centrali che il Malware aveva messo nel mirino.
Stuxnet pesava solo 0,5 Mega, sufficienti però a contenere tutto il codice malevolo per la diffusione e l'inibizione dei sistemi che gli capitavano a tiro.
Come detto, la centrale di Natanz non era collegata ad internet, ma l'abilità di Stuxnet gli ha permesso di eludere la protezione attuata dal governo iraniano, consentendogli di colpire anche sistemi di controllo non in reti WAN. Questo perché esso si diffonde tramite una flash drive USB, che deve fisicamente essere inserita nel computer per avviare l'infezione.
Stuxnet mise a segno non uno, ma ben quattro exploit cosiddetti zero-day, cioè vulnerabilità non note alle società di sicurezza.
La diffusione al di fuori di quella centrale sembra essere cominciata nel 2010, quando una compagnia bielorussa specializzata nella rimozione di malware ricevette una richiesta di assistenza, che all'apparenza sembrava non troppo particolare: il cliente dichiarò che la propria macchina si riavviava di continuo e chiese alla società di cercare di capire il perché.
Dopo le prime analisi, si scoprì che il virus aveva una firma certificata che gli consentiva di superare i controlli del sistema operativo senza troppi problemi. Il malware era proprio Stuxnet.


FLAME
Il precursore di Stuxnet è Flame, seppur fosse decisamente più grosso (20 Megabyte).
Anche questo sembrava essere stato sponsorizzato dal governo di una qualche nazione.
Flame non era però designato per distruggere impianti ma era semplicemente stato diffuso per spiare persone. Anch'esso si diffonde con la stessa metodologia di Stuxnet per l'infezione, e cioè a mezzo di chiavette USB contagiate e di reti di stampa.
Nonostante potesse sfruttare drive e l'interfaccia USB, Flame operò in un'altra maniera: esso era in grado di spacciarsi per un update di Windows 7, grazie a un falso certificato di autenticità, celando così la sua natura agli utenti.
Ad ogni modo, una volta che Flame bypassava le difese di un computer, esso faceva delle ricerche con keyword specifiche atte a trovare determinate informazioni in specifici documenti, il tutto senza essere scovato. I dati venivano inviati a poco a poco e non tutti in una volta, così che l'amministratore di sistema non potesse rilevare un utilizzo anomalo della banda di rete.
Un'altra delle caratteristiche distintive di Flame era quella di comunicare e di scambiare file con i dispositivi Bluetooth vicini.


GAUSS
Kaspersky creò un software per cercare algoritmi simili a quelli di Flame, che semplicemente tentava di individuare il suo codice ma su altre piattaforme oltre a quella Windows.
E' così che fu scoperto Gauss, un'altra variante di Stuxnet.
I suoi scopi erano legati alla sorveglianza di sospettati di cybercrimini, e poteva rubare password e file vari. Anch'esso era in grado di diffondersi tramite una chiavetta USB, come Flame e Stuxnet.
Quando un drive veniva inserito in un computer infettato da Gauss, esso prendeva tutte le informazioni dal dispositivo introdotto e le trasferiva al server designato alla raccolta (come una backdoor che comunica con l'attaccante).
Non appena Kaspersky mise in atto la stessa tecnica utilizzata con Flame, e cioè quella di deviare le informazioni presso i propri server e tentare di scovare il proprietario di quelli originali, i server di Gauss andarono offline.
Probabilmente i suoi autori avevano il sospetto che qualcuno fosse riuscito a smascherare le proprie intenzioni e, per non essere identificati, sono ricorsi al metodo più semplice ed immediato.
Gauss fu così bloccato.


DUQU
Questa è l'ennesima variante di Stuxnet, chiamata Duqu.
Principalmente si tratta di uno Spyware che sottrae dati sensibili tramite Keylogger.
Si diffonde tramite files jpg e si autodistrugge dopo 1 anno, non lasciando tracce.


SNAKE IN UCRAINA
Questo super Virus informatico, chiamato Snake, è stato scoperto in Ucraina.
Esso riesce a nascondersi molto bene e può restare inattivo anche per molti giorni, fino a che il “controllore” non decide di attivarlo.
Secondo le analisi esiste almeno dal 2010, ed è possibile collegarlo ad azioni criminali più che a scontri tra nazioni. In questo senso Snake si aggiunge a Stuxnet, Gauss e Flame.
Virus che possono rivelarsi davvero molto pericolosi proprio perché come armi digitali non c’è modo di controllarle. Una volta che sono in rete chiunque potrebbe prenderli e usarli a proprio vantaggio.


RAMNIT E CONFICKER ATTACCANO UNA CENTRALE NUCLEARE IN GERMANIA
Qualche mese fa alcuni dei sistemi informatici di un impianto di energia nucleare in Germania (che gestisce il combustibile) sono stati infettati da due famosi (e vecchi) Virus chiamati W32.Ramnit (collegato alla gigantesca Botnet Ramnit) e Conficker, scoperti per la prima volta nel 2010 e nel 2008, rispettivamente. I computer infettati controllavano “software di visualizzazione dati associati con gli strumenti per muovere le barre di combustibile nucleare” ed erano isolati da Internet.
I due Virus hanno effettivamente infettato i computer, ma non hanno potuto fare danni particolari perché non potevano entrare in contatto con i loro creatori via Internet, e i computer non avevano controllo su nessun processo critico.
Anche in questo caso sembra che la diffusione sia avvenuta tramite chiavette USB infettate.
Ma, se i sistemi di una centrale nucleare o qualsiasi altra infrastruttura critica sono così deboli da essere colpiti da Virus, sono potenzialmente attaccabili anche da chi ha intenzioni più sofisticate e potenzialmente dannose, come nel caso del recente blackout della centrale in Ucraina.
Il motivo per cui questi sistemi sono facilmente infettabili da vecchi Virus come W32.Ramnit e Conficker è perchè usano sistemi che non vengono aggiornati da almeno dieci anni.
Anche la centrale nucleare Ritka, distante 25 chilometri da Praga, è stata completamente mandata in tilt dai cracker (non si tratta di una centrale nucleare in senso stretto ma di un centro d'addestramento per far fronte a queste minacce). Per fronteggiare eventi di questo tipo, ma anche più gravi, l'israeliana Cybergym Europe ha organizzato un vero e proprio Centro di Addestramento, il primo europeo per reparti IT, attivi all'interno di infrastrutture a rischio. Sono in particolare i responsabili della gestione delle centrali nucleari che inviano i propri team nella Republica Ceca presso questa "residenza riservata", affinché possano prepararsi a sventare un attacco da parte di criminali informatici.


Per approfondire su alcune applicazioni tecnologiche inerenti la radioattività: 

sabato 8 ottobre 2016

La Storia Dei MUD: Multi User Dungeon & Multi User Dimension

MUD era il nome di un gioco nato nel 1979.
In realtà quando si cita questo nome ci si riferisce ad una vera e proprio corrente, per molti sarebbe l'acronimo di "Multi User Dungeon", mentre per altri di "Multi User Dimension".
In generale possono essere definiti MUD tutti quegli ambienti virtuali che è possibile esplorare interagendo con altri utenti (tipicamente chattando o combattendo) che sono connessi al server contemporaneamente a noi.
Si tratta dunque di una realtà virtuale accessibile tramite Internet.
I MUD possono essere testuali o grafici, essi utilizzavano terminali TELNET ed erano basati principalmente sui giochi di ruolo quindi orientati al combattimento, risoluzione di puzzles, magie e all’esplorazione di caverne (i Dungeon appunto) e mondi alla ricerca di tesori nascosti, altri ancora erano semplici chat o luoghi d'incontro.
Gli utenti si connettevano a questi MUD, oltre che per giocare, anche per socializzare.
Ogni utente controllava un proprio alter ego attraverso il quale camminava, parlava con altri personaggi, risolveva enigmi, evitava mostri e trappole.


ADVENTURE
La prima avventura dotata di parser testuale è stata creata da Will Crowther su un DEC PDP-10 agli inizi del 1970, essa fu in seguito ampliata e perfezionata da Don Woods alla Stanford University nel 1976, che decise di ambientare il gioco nell’universo Tolkeniano del "Signore degli Anelli" e di chiamarlo semplicemente Adventure.
Scopo di Adventure era quello di trovare un certo numero di tesori nascosti dando dei comandi a riga di comando in base alle descrizioni che di volta in volta il programma emetteva.


MUD
Dicevamo prima che l’aspetto caratterizzante dei MUD è sicuramente quello dell’interazione tra più persone.
Il primo gioco ad implementare questa caratteristica fu programmato in MACRO-10 il linguaggio macchina del DECsystem-KL10.
Il gioco venne chiamato MUD e all’inizio non era altro che una serie di locations (stanze) interconnesse tra loro che potevano essere esplorare per cercare altri utenti con cui dialogare.
In seguito vennero aggiunti determinati comandi ed armi in un file di testo.
In questo modo si poteva consentire a giocatori "particolari" di poter aggiungere di volta in volta le proprie definizioni di nuovi oggetti e di nuovi comandi.
Gli utenti con questi particolari poteri furono in seguito chiamati Wizard.
In seguito Richard Bartle sviluppò un sistema di punteggi, implementò l’utilizzo del mobilio e dei contenitori, fornì agli avventurieri degli enigmi da risolvere e degli obiettivi da raggiungere, perfezionò tutta la "fisica" del mondo simulato (come ad esempio il sistema di luci).
Il primo contatto con un giocatore esterno alla rete interna dell’università avvenne nella primavera del 1980, quando l’università del Essex si connetté all’allora ARPANET (l’infrastruttura portante che fece poi nascere Internet) e a JANET (il network accademico Britannico).


THE SCEPTER OF GOTH
The Scepter Of Goth, oltre ad essere il primo MUD ad essere scritto in C per poter funzionare su un sistema IBM XT, è anche l’unico progetto che può contendere a MUD1 il primato di primo mondo virtuale.
Il prototipo risale sempre al 1979.
Il programma inizialmente fu scritto in Basic (con alcune particolari routine in Assembler) e venne chiamato inizialmente Empire.


AMBERMUD E MUNDI
Un altro progetto nato a partire da MUD1 è AmberMUD.
Esso fu scritto da Alan Cox ,(a partire dal codice sorgente di MUD1) uno studente dell’università di Aberystwyth (da qui il nome del gioco) in Galles, e assiduo giocatore di MUD1.
MUNDI che, pur non essendo mai stato distribuito, è ricordato per essere il primo MUD ad essere espressamente creato cercando di ottimizzare le prestazioni di rete.


TINYMUD
Nonostante quindi già da meta degli anni ‘80 i MUD cominciarono ad essere giocati più o meno in ogni parte del mondo la vera esplosione dei MUD la si deve al progetto TinyMUD.
TinyMUD nacque dalla mente di James Aspnes, allora studente della Carnegie Mellon University.
Esso fu installato per la prima volta nel 1989 sulla porta 4201 della macchina "lancelot.avalon.cs.cmu.edu".
Nonostante le ovvie limitazioni del programma, Aspnes infatti decise inizialmente di abbandonare il progetto quando TinyMUD andò in crash superando i 32 megabyte imposti come limite sulla grandezza dei processi.
TinyMUD fu, insieme ai suoi derivati TinyMUCK e TinyMOO, uno dei sistemi MUD più popolari su Internet.
Con i server TinyMUD nacquero così le prime definizioni alternative al genere classico, si cominciò ad utilizzare dei termini come MUSH (Multi User SHared allucinations) e MOO (MUD Object Oriented).
TinyMUD infatti si distingueva dai suoi predecessori soprattutto per il fatto che il gameplay era più orientato alla comunicazione e alla creazione di mondi che non al combattimento e alla mera esplorazione di caverne.
Si ricorda anche TinyHELL.


LPMUD
Lars Pensjö, un ragazzo svedese, decise di scrivere un server che unisse i pregi di AmberMUD con quelli di TinyMUD.
Prese vita così LPMUD: sviluppato dapprima in C (su piattaforma System V usando IPC) fu poi riscritto interamente in C++ (per poterne sfruttare le caratteristiche Object Oriented).
Grazie a LPMUD i Wizards poterono finalmente costruire i propri mondi a proprio piacimento: non erano più limitati ad aggiungere qualche contenitore qua e là, ma adesso erano in grado di costruire case, strade, fattorie e tutto quanto gli venisse in mente.


FINE ANNI 90/INIZIO NUOVO MILLENNIO
In Italia il primo MUD si sviluppa negli anni 90: parliamo di Necronomicon, grazie a Videotel.
In anni relativamente recenti possiamo ricordare Threshold, TorilMUD, Achaea Dreams Of Divine Lands, Alter Aeon, IfMUD, Darkness Falls The Crusade.
Tutti questi sono della seconda metà degli anni 90.
Nel nuovo millennio si ricordino RuneScape, TriadCity, Wyvern e God Wars II.

venerdì 7 ottobre 2016

Come Eliminare I Files "Index.dat" Per Una Maggiore Privacy

I files Index.dat permettono di risalire alla cronologia delle vostre navigazioni su Internet o meglio ai percorsi di tutte le vostre navigazioni (indirizzi e documenti aperti).
Quindi cancellare la cronologia delle navigazioni o usare CCleaner non basta.
Inoltre, a lungo andare, occupano anche spazio.
Per eliminarli potrete utilizzare Index Dat Analyzer, cioè un programma che elimina i file index.dat.
I file Index.dat contengono i percorsi di tutte le nostre navigazioni in internet, i siti che abbiamo visitato, gli indirizzi e i documenti aperti.
Possiamo quindi capire che tramite questi file, chiunque potrebbe conoscere l'utilizzo che facciamo del computer.
Installato il programma che potrete scaricare qui: Index Dat Analyzer verranno mostrati automaticamente tutti i files e i percorsi presenti nei file index.dat del sistema quindi Cronologia, Cookies e file Temporanei.
Prima di avviare Index.dat Analyzer fate una pulizia di sistema con il programma CCleaner.
Nella lista è possibile vedere i siti che abbiamo visitato, la data e l'ora esatta di ognuno.
Facendo doppio click su un indirizzo, si apre questa finestra da cui è possibile selezionare l'indirizzo e copiarlo in memoria
Nella sezione Cache (area riservata del disco dove vengono memorizzati tutte le pagine visitate con i relativi contenuti, testi e immagini) è possibile visionare tutto il traffico generato.

mercoledì 5 ottobre 2016

Conviene Minare Bitcoin? Come Calcolare Il Guadagno

Per stimare i profitti derivanti dall'uso di Hardware predisposto per minare Bitcoin, si possono utilizzare dei tool online, ne vedremo due.
Per intanto facciamo un po' di familiarità con alcuni termini, citando più o meno tutti i parametri utili allo scopo (ovvero sapere se conviene minare o meno. Qui, lo preciso, generalmente si parla di Mining Pool ma credo si possano trarre utili indicazioni anche per determinati Hardware se si mina in singolo o per il Cloud Mining).

Hashrate=Un Hash è il problema matematico che il computer del minatore deve risolvere.
La Hash Rate è la velocità con cui questi problemi vengono risolti.
Maggiore è il numero dei minatori che si uniscono alla rete Bitcoin, maggiore è la fee (tariffa) da pagare nel Mining Pool.
Il tasso di Hash può anche riferirsi a prestazioni del singolo minatore.
Unità di misura: MH/s (Mega Hash al secondo), GH/s (Giga Hash per secondo), TH/s (Tera Hash al secondo) e anche PH/s (Peta Hash al secondo).

Block Reward=Ogni volta che un problema matematico è risolto, si creano una quantità costante di Bitcoin.
Il numero di Bitcoin generati per blocco si dimezza ogni 210.000 blocchi (4 anni circa).
Questo valore è variabile e diminuisce nel tempo.

Bitcoin Difficulty=Poiché la rete Bitcoin è progettata per produrre una quantità costante di Bitcoins ogni 10 minuti, la difficoltà di risolvere i problemi matematici deve aumentare in modo da adattarsi alla crescita.
In pratica questo significa che più minatori si uniscono, più diventa difficile in realtà minare Bitcoin.
Per ricavare questo valore variabile nel tempo: Difficulty (CoinDesk) o Bitcoin Difficulty

Pool Fees=Al fine di "estrarre" in comune con altri utenti, è necessario aderire ad una "miniera" (Mining Pool).
Ogni Mining Pool a cui si aderisce ha una tassa al fine di mantenere le operazioni da svolgere.
Una volta che il pool riesce a minare Bitcoin i profitti si dividono tra i membri del pool a seconda di quanto lavoro ogni minatore ha fatto (cioè in base all'Hashrate del singolo minatore).

Costo Elettricità(Corrente)=Minare Bitcoin provoca un elevato consumo di energia elettrica (Ampere, Kw/h).
Questo parametro di solito può essere trovato sulla bolletta mensile dell'ENEL.

Power Consumption(Watt)=Ogni apparecchio utilizzato (PC ad esempio), consuma una diversa quantità di energia.
Il consumo energetico è misurato in Watt.

Time Frame=Nel calcolare se minare è redditizio si dovrà definire un lasso di tempo.
Più si mina e (in teoria) più si guadagna.

Profitability Decline Per Year=Questa è probabilmente la variabile più importante, anche se la meno prevedibile.
Nessuno può realmente prevedere i minatori che aderiranno al network, così come nessuno può anche solo immaginare di prevedere quanto difficile sarà minare Bitcoin da qui a 8 mesi (abbiamo detto che il Bitcoin Difficulty varia nel tempo).

Conversion Rate=Dal momento che nessuno sa quanto varrà il BTC in futuro è difficile prevedere se il minare, in tempi abbastanza lunghi, sarà redditizio o meno e quindi altrettanto difficile è stimare il tasso di conversione.

Spiegati questi parametri, la calcolatrice per calcolare i profitti la trovate qui: Bitcoin Mining Calculator

BITCOIN WISDOM
Un altro tool online è: Bitcoin Wisdom

I primi 3 parametri da regolarizzare sono i "Mining Setting", ovvero:
1) Difficulty Increment: è come detto un coefficiente di difficoltà che varia in base al valore dei Bitcoin, indica appunto la difficoltà che si trova nel minare Bitcoin (per ricavare il valore: Difficulty (CoinDesk) o Bitcoin Difficulty ).
2) Poi abbiamo Electricity Price e Pool Fee (li abbiamo spiegati sopra).

Scendendo sotto:
Hashrate: basta inserire la potenza in GH/S del nostro Miner.
Hardware Price: Il prezzo in dollari del Miner.
Hardware power: Il consumo in Watt del Miner.
Start Date: Il ritardo in giorni dell'inizio del Mining, se avete intenzione di fare il calcolo dal giorno stesso inserite 1.
Le tre voci successive prevedono in ordine un costo di spedizione, un costo per rendere operativo il Miner e un costo mensile in dollari aggiuntivo.
Possono essere lasciate a 0 se non necessarie o ignote.

Dove leggo i risultati nel tempo? In Revenue, Profit e Return.

Lista Migliori Siti Cloud Mining

In quest'articolo trascriverò una lista di siti di Cloud Mining per minare Bitcoin in Cloud, non spendendo corrente e non rovinando il vostro hardware o comprando costosi macchinari.
Come detto nell'articolo apposito, non diventerete ricchi e il sistema presenta vantaggi e svantaggi.
Inoltre è sempre bene verificare l'affidabilità del sito (molti si basano su varianti dello Schema Ponzi quindi si può facilmente capire che il rischio SCAM/chiusura è sempre dietro l'angolo).
Questa è una semplice lista di siti che in passato hanno pagato ma prima d'iscrivervi e di spendere soldi, va sempre verificata l'affidabilità ricercando pareri su Google o su forum appositi.


LISTA SITI CLOUD MINING BITCOIN
CoinSpace
Cex
Gigahash
Genesis Mining
Hashflare
Coinomia
Bitcoremining
Cryptomining
Biteminer
Miningrigrentals
Ethasher
Oxbtc
Poolhash
Hashpoke
Bitzfree
Nicehash

Per altre monete:
Eobot



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Cos'è Il Cloud Mining e Come Funziona? Minare Bitcoin

Quando il Bitcoin era appena nato e il suo valore semiufficiale era più o meno di pochi dollari, l’attività di Mining poteva essere effettuata da singoli computer che sfruttavano la potenza della loro CPU.
Con tutto ciò che ne conseguiva a livello di riscaldamento hardware e consumo di energia elettrica dell'apparecchio (corrente).
Con l’aumentare della difficoltà di Mining, a causa della riduzione della dimensione dei blocchi (e del conseguente aumento di valore), sono nati ad esempio processori specializzati tipo l' ASIC.
Poco dopo è nato il concetto di “Mining Pool”, ovvero vere e proprie "miniere" composte da singoli utenti, in cui le risorse vengono messe in comune per aumentare la potenza di calcolo, spartendosi successivamente i ricavati in base alla potenza computazionale prestata dai singoli.
Nel mentre sono nati anche siti che permettono di guadagnare microbitcoin, risolvendo CAPTCHA:
Come Guadagnare Bitcoin Gratis 


CLOUD MINING
Per ovviare al surriscaldamento hardware e al consumo ingente di corrente (che supererebbe il guadagno ottenuto), il passo successivo è stato il Cloud Mining.
Il Cloud Mining consente di guadagnare con l’attività di Mining anche a coloro che non hanno intenzione di investire in risorse hardware e, soprattutto, non vogliono rischiare di ricevere salatissime bollette di energia elettrica.
In poche parole una volta registrati su un sito che svolge l’attività di Cloud Mining, si acquista la quantità di potenza elaborativa desiderata.
Il primo passo è fare diversi investimenti per poter comprare GHS (ossia velocità di calcolo, Hashrate).
Comprando più GHS (del resto con qialche GHS ci fate meno di nulla), riceverete sul vostro profilo l’unità di calcolo che produrrà per voi mBTC ogni giorno, che poi potrete prelevare o reinvestire sempre sulla piattaforma.
Come dice stesso il nome, i Bitcoin vengono minati in Cloud salvaguardando il vostro PC che non è direttamente connesso.
I siti che offrono questo servizio possiedono un gran numero di macchine per il mining ed offrono potenza di calcolo stipulando dei contratti (che possono avere durate diverse).
Ovviamente bisogna fare molta attenzione ai siti truffa che permettono di comprare potenza di calcolo, magari minano anche ma poi non vi pagano.
Ad ogni modo i Bitcoin minati vanno ad accumularsi sul balance, da cui si effettua il cashout sul nostro Wallet.
La difficoltà di minare dipende dal valore del Bitcoin, chi offre questi servizi scala i costi di hardware ed energia elettrica trattenendosi una % dal vostro "guadagno".
Per una lista di siti: Lista Migliori Siti Cloud Mining


CONSIDERAZIONI
Va tenuto conto che ci vogliono mesi, se non 1 anno, per rientrare nelle spese effettuate.
E ciò non è neppure detto che accada, così come è probabile che ci riusciate nel giro di 4 mesi e da lì iniziate a guadagnare qualcosa.
Le cose da premettere infatti sono:
1) C'è sempre una componente di rischio, essendo la criptomoneta non stabile
2) Anche se le cose andassero bene, non si diventa milionari, questo è certo

Un'altra considerazione da fare è che più potenza otterrete e maggiori sarà la risoluzione dei blocchi per la "produzione" di Bitcoin.
Questo è verissimo ma tendenzialmente ciò non porta ad un guadagno in proporzione.
Maggiore è la potenza di calcolo e maggiore sarà il consumo di energia elettrica ed hardware per chi gestisce il tutto in Cloud, ciò ovviamente si tradurrà in "fee" detratte più alte dal vostro guadagno.
Insomma è come un cane che si morde la coda: mi serve tanta potenza ma allo stesso tempo, oltre all'investimento maggiore, anche le tasse del sito di Cloud saranno più alte.
Invece un vantaggio di un sistema di questo tipo, oltre al fatto che non rischiate di distruggere le vostre macchine, è che molto spesso queste apparecchiature sono site in paesi dove l'energia elettrica costa di meno.


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martedì 4 ottobre 2016

Poca Privacy Su Windows 10? Come Rimediare

Non che il problema privacy sia esattamente una novità in casa Microsoft e in generale su social network e motori di ricerca ma su Windows 10 ce n'è davvero pochina.
Per intanto pare che il sistema operativo effettui scansioni del computer alla ricerca di eventuali giochi e software pirata.
Come per Windows 8.1, anche per il nuovo sistema operativo esistono due tipi di impostazioni (Express e Custom) durante la procedura di installazione.
Solo nel secondo caso, l’utente può scegliere le informazioni da inviare a Microsoft.
Le stesse opzioni (e altre) sono disponibili nella sezione Privacy delle Impostazioni.
Windows 10 non solo invierebbe i contenuti del disco ai server Microsoft, ma  condividerebbe i dati con MarkMonitor, un’azienda che combatte la pirateria informatica.
Pare che molti tracker Torrent impediscano l’accesso al sito agli utenti che usano Windows 10.
Secondo uno studio legale russo, Windows 10 raccoglie password, cronologia del browser, calendari, posizione geografica e registrazioni vocali, senza il consenso dell’utente.
Inoltre l'altro grande problema è l'assistente vocale: Cortana.
I dati raccolti e spediti ai server di Microsoft sarebbero con tanto di posizione geografica, vocale o touch, cronologia di navigazione Web e altri dati considerati come “telemetrici” secondo gli standard di Microsoft
Secondo EFF, la giustificazione di Redmond sulla raccolta anonima dei dati non è sufficiente, dato che la telemetria di Windows 10 non può essere disattivata né ridotta a livelli meno invasivi.
Redmond ha correlato la raccolta di dati al funzionamento degli aggiornamenti e delle patch, ma anche in tal caso il collegamento tra le due voci sembra discutibile secondo EFF, che punta il dito anche sulle modalità aggressive con cui Microsoft ha condotto l’offerta di aggiornamento gratuito a Windows 10 sulle versioni precedenti dell’OS, un comportamento che avrebbe assunto, secondo l’associazione, caratteristiche vere e proprie di “malware” e che ha scatenato infinite polemiche.
Microsoft chiude affermando che gli utenti possono scegliere come gestire i dati e cambiare le impostazioni.


MODIFICAZIONE PRIVACY
Prescindendo da software che fanno tutto in automatico (a volte però facendo "danni" e disabilitando cose che non vorremmo) e da modifiche nel registro di sistema, potrete aumentare la vostra privacy manualmente tramite semplici passi.
Per fare ciò:
1) Start/Impostazioni/Privacy
Qui disattivate cosa credete possa compromettere la vostra privacy.
2) Se non utilizzate Cortana, fate altrettanto: Start/Impostazioni e ricercate Cortana (e disattivatela).

domenica 2 ottobre 2016

Quanto Consumano Gli Apparecchi Elettronici? PC, TV, Ventilatori, etc

Come stimare facilmente (con una discreta precisione) il consumo di un dato apparecchio elettronico?
La cosa importante da verificare sono i Watt.
I Watt indicano la misura di potenza, invece il WH (Wattora) rappresenta la misura energetica.
Se un ventilatore ha una potenza massima di 160 W, mi basta moltiplicare questo valore per il numero delle ore che rimane acceso al giorno.
160 W (esempio) è il valore massimo, tenendolo chessò a 2 velocità di 3, i W diminuiscono (basta fare 160 diviso 3 per 2 e poi moltiplicare per il numero delle ore).
Il valore cosa indica? I Wattora (Wh) la misura di energia: in questo modo, siete riusciti a sapere quanta energia state consumando in X ore.
Adesso è necessario capire come stimare il costo.
Se ottengo che ne so 1350 Wattora al giorno, divido il risultato per 1000.
Un Kilowatt equivale a 1000 Watt, quindi questo passaggio è indispensabile per convertire i wattora in Kilowattora.
Fatta la divisione ottengo 1,35 Kilowattora al giorno (utile per rapportarli al costo dell'energia elettrica, essendo espressa in quest'unità di misura).
A questo punto conosci i Kilowattora (kWh) assorbiti ogni giorno dall'elettrodomestico.
Per sapere quanti ne consuma in un mese o in un anno, ti basta moltiplicare il dato per il numero dei giorni presi in esame.
Il costo dell'elettricità come detto è rapportato ai kWh.
Dovresti trovare questo dato sulla bolletta della luce.
A questo punto non ti resta che moltiplicare il costo di un Kilowattora per il numero dei kWh assorbiti e potrai stimare quanto dovrai pagare.
Se l'elettricità ha un prezzo di 18 centesimi/kWh, azionare il ventilatore ti costerà 0.18 euro moltiplicato per i kWh/all'anno calcolati prima.
Ricorda che questa stima si basa sui dati riportati dall'etichetta dell'elettrodomestico e che questi rappresentano l'assorbimento massimo.
Come detto usando un ventilatore a 2 velocità di 3, il consumo dei W è minore.


AMPERE, POTENZIALE E WATT
Alcune etichette non indicano i Watt ma la corrente, in tal caso devi cercare il valore degli Ampere, indicati con il simbolo "A".
I caricabatteria dei computer portatili possono riportare due valori di amperaggio: usa il dato che si riferisce all'intensità di corrente in entrata (I).
In Europa la tensione domestica è compresa fra 220 e 240 V (Potenziale).
Moltiplica il numero di Ampere dell'apparecchio con quello dei volt.
In questo modo ottieni i Watt, cioè la potenza elettrica.
Cioè Ampere per Volt uguale Watt.
A questo punto moltiplica il dato ottenuto per le ore del giorno in cui usi l'elettrodomestico.
Il dato della potenza indica solo quanta energia viene consumata dal dispositivo attivo, devi quindi moltiplicarlo per le ore giornaliere di utilizzo.
Anche qui dividi il dato per 1000.
In questo modo converti il numero in Kilowattora, poi puoi moltiplicare per i giorni/mesi/anno di utilizzo per sapere quanti Kilowattora totali hai speso.
Fatto ciò, anche qui, rapporta con il prezzo dei Kilowattora che trovi sulla bolletta dell'Enel.

Ad esempio, consumi di TV Samsung per un utilizzo medio di 4 ore giornaliere:

venerdì 30 settembre 2016

La Gerarchia Di Usenet (Deep Web)

Di Usenet se n'è spesso parlato qui sul blog, detto in parole povere si tratta di una rete decentrata, inventata per diffondere messaggi di testo e files. Usenet possiede un’architettura propria.
Consiste infatti di numerosi newsgroup (pochissimi gratuiti), dove gli utenti hanno la possibilità di leggere e scrivere messaggi. Se una persona desidera inviare un messaggio ad un’altra persona, questo viene dirottato attraverso tre Server, che lo rendono quindi accessibile a tutti. Contrariamente a ciò che si crede, Usenet non è una vera e propria rete in senso stretto nè una casella di posta elettronica. Usenet è un sistema indipendente, in grado di utilizzare diversi protocolli. Su Usenet è possibile contattare direttamente delle persone, per discutere vari argomenti. Usenet può essere particolarmente interessante per persone che desiderano discutere degli argomenti molto specifici (ma ormai per questo esistono da decenni i forum). E' possibile diffondere files nei vari newsgroup di Usenet, ad esempio, musica, immagini e qualsiasi genere di software e giochi.

Per leggere i newsgroup, molto usato era: Free Agent
L'architettura dei newsgroup è questa (Google acquisì per il Web l'archiviazione dei vecchi newsgroup di Usenet): Groups Google
Altri archivi di links: Eternal September Hierarchies


LA GERARCHIA DI USENET
I messaggi e i files su Usenet possono essere suddivisi in categorie, denominate a loro volta newsgroup (tipo i topic di un forum). Questi newsgroup possono essere di tipo "testi" o a "file".
Se sono orientati a file, sono binari e possiedono dei nomi, quali ad esempio alt.binaries.games.
Sopra i newsgroup è possibile suddividere Usenet in gerarchie. Alcune di queste gerarchie vengono più o meno controllate e soddisfano determinate direttive. Cioè comp.*, talk.*, soc.*, sci.*, humanities.*, misc.*, news.* e rec.*. La gerarchia alt.*, conosciuta per i suoi newsgroup alt.binaries.*, non viene invece controllata. La maggior parte dei newsgroup presenta il formato seguente: hierarchie.subhierarchie.thema, cioè, ad esempio, alt.binaries.games per un newsgroup di giochi orientato a file, permette appunto di scaricare giochi e quant'altro.
Inutile dire che ogni gerarchia (alt, biz, comp, etc) contiene centinaia di newsgroup (e quindi di link diversi. In rec potrò trovare da siti inerenti libri ad argomenti sportivi).
Tutti i newsgroup nascono nella gerarchia "alt" per poi essere smistati in una delle altre gerarchie.
Alcuni newsgroups rimangono sempre in alt. E' il caso dei newsgroups meno "nobili", non essendoci lì come detto alcuna censura. La gerarchia di sopra è l'originale, ovviamente con il passare dei decenni si è notevolmente espansa (la "It" classifica i newsgroup italiani).
Un esempio di contenuti Usenet, immessi sul Web: http://www.asstr.org/
Attraverso dei meccanismi di replica, i server si scambiano gli articoli(post) dei loro abbonati e fanno in modo che, dove non esistono, vengano anche costruite le stesse gerarchie tematiche e gli stessi thread che li contengono. Questo fa sì che grossomodo tutti i server abbiano quasi simultaneamente gli stessi contenuti e che le persone possano comunicare fra loro oltre il confine del server al quale sono abbonati, anche con persone di tutto il Mondo. La pubblicazione di messaggi verso i server Usenet è basata sul protocollo NNTP, e richiede da parte degli utenti l'uso sul proprio computer, sia per la pubblicazione che per la lettura, di applicativi specifici che lo supportino, detti News Client.
La gestione degli articoli sui server viene corrispondentemente gestita da applicazioni dette News Server. Esistono nel Mondo moltissimi newsgroup, ognuno dedicato a un argomento particolare.
Non esiste un numero "ufficiale" di newsgroup, dal momento che alcune gerarchie sono private e non vengono perciò propagate. ISC (Internet Systems Consortium) archivia tutti gli articoli di controllo per la creazione e la cancellazione dei newsgroup e mantiene aggiornato un file chiamato "active", che i gestori dei server news prendono come base per decidere quali newsgroup creare sulle proprie macchine. Al 10 giugno 2006 il file active reperibile presso ISC, contava 45 298 newsgroup..


NETIQUETTE
Essendo una rete decentralizzata, per usufruire di un servizio di qualità accettabile è necessario conformarsi a un comportamento di base che sia etico verso tutti gli utilizzatori.
Le regole di questo comportamento (nulla di diverso da quanto suggerisce il buon senso) sono state dapprima tramandate oralmente (in fondo l'anima di Usenet è la ripetizione) e poi raccolte in un documento chiamato netiquette. La netiquette proibisce l'utilizzo di linguaggio irrispettoso in conversazioni pubbliche, la spedizione di messaggi che possano causare la perdita di lavoro da parte di persone o danni finanziari, la spedizione di "catene di S. Antonio", l'invio di messaggi di massa senza selezionare con cura i destinatari 8cioè Spam), o qualunque altro atteggiamento che possa provocare la congestione della rete o interferire nelle attività degli altri utenti.
Un'altra delle regole principali per l'utilizzo dei newsgroup è il divieto di utilizzare questi mezzi per scopi commerciali: il concetto è che su Internet le aziende sono presenti, ma data la facilità di propagazione delle informazioni, deve essere l'utente a ricercare l'azienda o il servizio e non la ditta a tempestare l'utente con e-mail di propaganda per invitarlo all'acquisto dei propri prodotti.
Non seguendo queste regole si può essere malvisti all'interno dei gruppi di discussione o esserne addirittura banditi. La maggior parte dei gruppi Usenet è aperta in scrittura a chiunque e questo genera grandissime moli di traffico, da evitare assolutamente i messaggi off-topic (messaggi non aderenti all'argomento fissato per il gruppo); ovviamente a un messaggio pubblico è possibile rispondere in maniera pubblica mediante il gruppo di discussione stesso, oppure mediante posta elettronica in privato. La scelta di quale modalità utilizzare deve essere considerata di volta in volta secondo la natura della risposta, al riguardo si fa appello al buon gusto di ognuno. Anche il cosiddetto "quoting" (copia di parti del messaggio originale nelle risposte) deve essere utilizzato con parsimonia scegliendo le parti realmente significative e a cui si vuole dare una risposta; una copia integrale del messaggio originale, oltre a non invogliare alla lettura (rileggere più volte le stesse cose è sicuramente noioso) provoca immensi sprechi di spazio disco e di banda di trasferimento dati.
Molte volte è possibile produrre articoli che contengano informazioni interessanti per più gruppi di utenti, esiste quindi la possibilità di pubblicare lo stesso messaggio contemporaneamente su più newsgroup; questa operazione, chiamata crosspost, viene gestita dal newsreader, e, oltre a rendere automatico l'invio di un messaggio a gruppi multipli, facilita anche la lettura, in quanto permette al newsreader, in seguito alla lettura di un messaggio, di marcarlo come "read" (letto) in tutti i gruppi in cui è stato pubblicato. Il followup specifica dove debbano essere inviate le risposte pubbliche a un messaggio, per esempio, se il messaggio viene inviato a più di un gruppo è possibile richiedere che le risposte date su altri gruppi vengano automaticamente pubblicate anche in uno che si è abituati a leggere con maggiore frequenza. In alcuni gruppi esiste un maggiore controllo delle informazioni pubblicate: i messaggi immessi in questi gruppi, detti moderati, non appaiono se non vengono prima approvati dai rispettivi moderatori. Le regole con cui viene gestita la moderazione dei gruppi dipende dal gruppo stesso.


TRAFFICO
Nel corso del tempo, la quantità di traffico Usenet è aumentato. A partire dal 2010 il numero di tutti i messaggi di testo realizzati era di circa 1.800 nuovi messaggi ogni ora, con una media di 25.000 messaggi al giorno. Molto di questo aumento del traffico non riflette un aumento di utenti discreti o discussioni newsgroup, ma la combinazione di massiccia spamming automatizzato ed un aumento dell'uso di .binaries newsgroup contenenti files binari di grosse dimensioni.


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