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giovedì 19 febbraio 2015

Tidal Arriva Anche In Italia (Differenze Con Spotify)

Tidal, il rivale di Spotify(per dirne uno), viene dal nord Europa e porta con sé un'arma da non sottovalutare: i file in qualità CD.
Laddove YouTube, Deezer e Spotify offrono MP3 a 320 kbps, Tidal fa un passo avanti e punta ai Flac e Alac a 44.1kHz(1.411 kbps) e 16 bit, formati lossless(non compressi) che offrono un'esperienza d'ascolto superiore.
Tidal già attivo in altre parti del mondo è stato lanciato ieri in Italia.
Come detto, trattasi di un servizio di streaming musicale dell’azienda svedese Aspiro.
Tidal è già disponibile dalla fine del 2014 nel Regno Unito, negli Stati Uniti e in altri paesi europei come Finlandia e Belgio.


DIFFERENZE AUDIO CON I CONCORRENTI
I più diffusi servizi di download (iTunes, Amazon) e di streaming (Spotify, Beats, Pandora) si basano su formati come mp3, aac o vorbis e usano una compressione “lossy”, che ha una velocità di trasmissione attorno ai 320 kpbs.
Con questi formati, che rendono i file meno pesanti e quindi più facili da archiviare, vengono tagliate alcune frequenze dell’audio originale.
I file lossless, al contrario, mantengono la qualità intatta.
La differenza qualitativa rispetto ai concorrenti è lampante ed emerge anche con apparati economici come un iPhone e gli auricolari in dotazione.
Il suono è più definito, profondo, nitido.
Tidal consente di diffondere la musica in Wi-Fi in tutta casa aprendo una sola app.
Notevole la lista di prodotti Wireless compatibili che include anche marchi di fascia altissima come Dynaudio, Linn, McIntosh, Meridian, MartinLogan, Sono, Denon e AudioQuest.
Dobbiamo però tenere conto che i file lossless sono molto più grandi degli mp3 (il rapporto è di uno a cinque) di conseguenza consumano più dati.


SIMILE A SPOTIFY
Dal punto di vista delle funzioni e dell’esperienza utente, Tidal invece è molto simile a Spotify.
È compatibile sia con Windows sia con Mac.
Prevede una versione desktop, una per i browser e una per i dispositivi mobili(Android compreso).
L’interfaccia di Tidal non ha ancora una versione italiana (per ora non è prevista, come ha confermato la portavoce dell’azienda, ma potrebbe essere introdotta se arriveranno molte richieste dagli utenti).


ARCHIVIO BRANI MUSICALI E PLAYLIST
Sfogliando il catalogo dei brani, non si notano grosse differenze: Tidal dichiara di avere una libreria di venticinque milioni di canzoni e, in sostanza, si trovano quasi tutti i pezzi che ci sono su Spotify o Google Music o Deezer.
I brani si possono anche scaricare e ascoltare offline, come su Spotify.
Inoltre Tidal offre circa 75mila video musicali e delle playlist più curate e originali.
Una serie di finestre ci offrono i consigli della redazione, playlist compilate da esperti di un certo filone musicale, offrono monografie su artisti e album iconici, presentano i pezzi più interessanti di un determinato periodo o ci fanno conoscere più da vicino i dischi del momento, trovando eventuali predecessori che li hanno influenzati.
Oltre ai brani in sé ci sono anche degli approfondimenti testuali (al momento in inglese), una chicca che gli ascoltatori più esigenti apprezzeranno di certo.


ABBONAMENTO
Tidal è fondato su un modello premium: non ha una versione gratuita (non c’è quindi la possibilità, come nel caso di Spotify, di usarlo gratis a patto di sopportare la pubblicità).
Costa 19,99 euro al mese, un prezzo più alto rispetto alla concorrenza (Spotify costa 9,99 euro al mese).
Per farla breve, con Tidal la musica si ascolta meglio, ma costa di più.
È un servizio pensato per gli appassionati, più che per l’ascoltatore medio.
Spotify ha aperto la strada a un nuovo mercato, ma ora deve confrontarsi con le prime avvisaglie di concorrenza.

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