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mercoledì 11 novembre 2015

La Storia Della Enron: Truffa e Bancarotta (1985-2001)

Oggi farò un post un po' diverso dal solito: parlando della truffa architettata dalla Enron.
La Enron era una società americana che vendeva energia.
Sicuramente tra le multinazionali più importanti dell'epoca, fallì improvvisamente nel 2001.
All’inizio la società si occupava di Gas e Petrolio (Northern Natural Gas Company fondata addirittura nel 1932), poi, nel 1979 venne ri-organizzata e chiamata InterNorth sino al nome Enron (1985).
Ed è appunto a circa a metà degli anni ’80, quando un certo Kenneth Lay arrivò ai vertici della società che tutto cominciò a cambiare.
Infatti il signor Lay, verso la fine degli anni ’80, assunse: Jeffrey Skilling.
Il motto della Enron era: "Ask Why?" ("Chiedi perché?)
Ironia della sorte, centinaia di migliaia di persone, ancora oggi, si stanno chiedendo il perché siano state coinvolte nella più colossale truffa di tutti i tempi.


LE TRUFFE DI SKILLING: MARK TO MARKET
Fu proprio Jeffrey Skilling ad avere le idee vincenti che, in effetti, misero la Enron in cima al mondo della finanza.
Prima cambiò tipologia di prodotto: invece che produrre solo energia, l’avrebbero rivenduta, comprando elettricità dai produttori e rivendendola ai consumatori per diventare il primo fornitore di energia degli Stati Uniti.
La seconda idea di Skilling, fu di inventare un sistema di fatturazione chiamato Mark-To-Market.
In pratica il Mark-To-Market funziona così: io vendo, in un anno, 100 prodotti che al momento hanno un valore di 10 dollari l'uno, però, a mia discrezione, decido che alla fine dell’anno successivo riuscirò a vendere 1000 unità al valore di 25 dollari l’una, quindi posso già inserire le mie previsioni di guadagno nei libri contabili.
Ovviamente nessuno andrà a vedere se davvero alla fine dell’anno avrò venduto quelle 1000 unità a 25 dollari l’uno, ma andranno tutti a vedere che il mio resoconto sarà di 25000 dollari invece di 1000.
Il che per una multinazionale quotata in borsa significa che le azioni cominceranno a crescere in modo vertiginoso.
Skilling, un sistema di questo tipo, fu in grado di farlo approvare dal governo.
La Enron, grazie anche ai rating estremamente positivi delle società che rilasciavano relazioni sul valore delle aziende come la Arthur Andersen, era considerata forte e solida.
La Enron gonfiò così i suoi registri contabili e le azioni volarono, tanto che per tutti gli anni ’90 cominciarono a fluttuare tra gli 85 e i 100 dollari ad azione.
Una costanza di prezzo mia vista in finanza.


CENTRALE ELETTRICA IN INDIA
Le altre pensate di Skilling furono di far costruire una centrale elettrica in India, con un investimento di 1 miliardo di dollari.
L’annuncio di questo nuovo, modernissimo, fantasmagorico, incredibile impianto, fece vendere un sacco di altre azioni, facendole salire ulteriormente di prezzo.
La centrale elettrica della Enron, in India, ora è una vera e propria cattedrale nel deserto (abbandonata al suo destino).


SOCIETA' FANTASMA
Poi c’erano tutte le società fantasma che la Enron fondava dal nulla.
Società gestite da gente inesistente con nomi inventati.
Queste società nascevano dal nulla in paese esteri con poco controllo e venivano acquisite dalla Enron con finte transazioni.
Oppure queste società decidevano di comprare dalla Enron: navi, magazzini, container, macchinari e qualsiasi cosa risultasse intestata alla Enron con altrettanto finte, ma contabilizzate, transazioni che andavano ad alimentare l’enorme buco di bilancio che Lay e Skilling stavano facendo.
In realtà la Enron non guadagnava niente e le vere entrate che provenivano dalla compravendita di energia, venivano intascate dai dirigenti della società.


PARADISI FISCALI E FRODI
Le società "fantasma" legate alla Enron erano, tra l'altro, site in paradisi fiscali.
Le società erano in totale 881, di cui più di 600 nelle isole Cayman.
In questo modo la Enron, teoricamente sottoposta a severi controlli, riuscì ad evadere una parte considerevole delle sue tasse ed a gonfiare i profitti, mantenendo così stabile il valore delle sue azioni anche nei periodi di crisi.
L'episodio più significativo avvenne nel 2000, quando una tassa di 112 milioni di dollari si trasformò in un credito di 278 milioni.
Un aiuto in queste attività venne fornito dalla Arthur Andersen, una multinazionale statunitense specializzata nella certificazione dei bilanci (David Duncan, verrà accusato nel 2002 di aver distrutto documenti riguardanti alcune delle attività della Enron).


LE BANCHE E LE AZIONI
In questo circolo vizioso di denaro fantasma, entrarono pure le banche, le più grosse d’America, che avvallarono con prestiti la loro economia creativa di Lay, Skilling e soci, mentre proponevano investimenti sulla Enron ai loro clienti, forti del fatto che le società di rating sfornavano relazioni positive.
Verso al fine degli anni ’90 la Enron contava 20 mila dipendenti.
I dipendenti ad un certo punto, viste le azioni che aumentavano sempre di più iniziarono a chiedere aumenti venendo in parte pagati in denaro e in parte in azioni della società vincolate.
Poi furono invitati ad investire i loro fondi pensione nelle azioni della Enron.


IL RANK AND YANK
Skilling poi s'inventò il Rank And Yank.
In pratica ogni dipendente veniva giudicato dai propri colleghi con un voto da 1 a 5, chi aveva il voto peggiore veniva licenziato.
Il fatto è che il 20% dei dipendenti sarebbe stato comunque licenziato e rimpiazzato.
Chi rimaneva era premiato in modo esageratamente eccessivo con denaro e altri bonus come elicotteri ed aerei.
A nessuno in realtà importava molto dei metodi applicato perché i soldi giravano, le azioni erano ancorate a prezzi esorbitanti e tutti ci guadagnavano, dal primo all’ultimo dei dipendenti.
La Enron era considerata così solida e promettente che addirittura Bill Clinton rischiò di mettere un embargo al Mozambico se il governo di quel paese non avesse permesso alla Enron di far passare un oleodotto attraverso lo stato.
E sempre a causa della Enron gli Stati Uniti si rifiutarono di sottoscrivere il Trattato di Kyoto.


FILM IN STREAMING TRAMITE BANDA LARGA E "CRISI" ENERGETICHE
Solo che a un certo punto Lay e Skilling si accorsero che il buco da più di 1 miliardo di dollari era un po’ difficile da colmare, soprattutto quando gli investitori sanno che il patrimonio societario si aggira intorno ai 100 Miliardi di dollari.
Quindi si sono dovuti inventare altro per raggranellare soldi.
Prima si inventarono una banda larga che avrebbe permesso di vedere i film in streaming, stiamo ancora parlando della fine degli anni ’90, in un accordo con il colosso del noleggio Blockbuster.
Banda larga che funzionava solo nelle simulazioni, ma che all’atto pratico si rivelò una truffa.
Blockbuster rifiutò l’accordo, ma intanto le azioni Enron erano salite perché la gente aveva già sottoscritto i contratti.
Poi, alle strette, si inventarono la crisi energetica in California: per un anno intero la Enron, fornitore di energia elettrica per quello stato, staccò la corrente qua e là, facendo così aumentare il costo al dettaglio a livelli improponibili.
Nel Novembre 1999, in seguito alla deregulation, lanciò le transazioni via Web e, a causa appunto delle frequenti interruzione di fornitura di energia elettrica, le tariffe aumentarono fino a 30 volte.
Solo nell’anno 2000 la Enron guadagnò 30 milioni di dollari.
Questo Cash Flow fu dirottato in Società off shore create apposta per drenare gli enormi guadagni di quei folli anni.


LA BANCAROTTA (2001)
La bancarotta arrivò come un fulmine a ciel sereno, improvvisamente.
Al punto tale che quando la situazione non era ancora nota, tutti per giorni, si chiesero com'era possibile che una delle multinazionali più importanti (e ricche) al mondo dichiarasse bancarotta da un giorno all'altro.
L’inizio della fine cominciò quando la giornalista Behany McLean scrisse un articolo intitolato: "Le azioni della Enron sono sopravvalutate?".
Poi il Wall Street Journal, che negli ultimi quattro mesi del 2001 con diversi scoop costrinse la Enron a uscire allo scoperto: il 28 agosto, il quotidiano finanziario accusava l’azienda di non fornire informazioni adeguate sui suoi conti; il 17 ottobre lo stesso giornale rivelava la possibile riduzione di valore di 1.2 miliardi di dollari; l’indomani denunciava le transazioni equivoche con società partner attraverso le quali alcuni dirigenti di Enron si erano arricchiti (e avevano occultato il vero indebitamento del gruppo).
E fu la fine di tutto.

Gli investitori si accorsero che la Enron non aveva mai fatto vedere realmente il bilancio societario né i libri contabili.
Improvvisamente le azioni Enron vennero considerate spazzatura e passarono, nel giro di pochissimo tempo, da quasi 90 dollari a 30 centesimi, con il conseguente strascico di gente rovinata, suicidi e grossa sfiducia nelle banche e negli investimenti che queste proponevano.
La Enron dichiarò bancarotta il 2 dicembre 2001.
20 mila dipendenti persero il posto di lavoro da un giorno con l’altro, mentre i capi della Enron, Skilling, Lay e tutta la prima cerchia di fedelissimi, sentendo puzza di brucciato avevano già venduto le loro azioni in tempi non ancora sospetti(per 275 milioni di dollari), accumulando patrimoni personali di qualche centinaio di milioni di dollari.
I loro ex dipendenti invece si trovarono senza stipendio, senza pensione e con un sacco di azioni che non valevano la carta su cui erano stampate.


GLI STRASCICHI NEGLI ANNI SUCCESSIVI
Kenneth Lay fondatore ed ex presidente venne condannato a 40 anni di carcere.
Morì tuttavia d’infarto nel luglio 2006 mentre stava disperatamente patteggiando 25 anni di carcere dietro collaborazione e rimborso di quanto guadagnato con l’Insider Trading.
Jeffrey Skilling, ex amministratore delegato è stato condannato a 24 anni e 4 mesi di carcere a al rimborso di 26 milioni di dollari al fondo pensione dei lavoratori Enron.
Andrew Fastow, ex CFO nonché ideatore della rete di società off shore, venne condannato a 10 anni di carcere e a 23.8 milioni di dollari di multa.
Ben Glisan Jr., ex tesoriere, fu il primo dirigente messo in prigione alla scoperta dello scandalo.
Paula Rieker, ex direttrice finanziaria è stata giudicata colpevole di Insider Trading e condannata a 10 anni di carcere, a 1 milione di dollari di multa e al divieto di incarichi presso amministrazioni di interesse pubblico.
Richard Causey, ex amministratore delegato è stato condannato per frode a 7 anni di prigione a al pagamento di 1.25 milioni di dollari.
Altre decine di manager collegati con le società Offshore della Enron e con società di trading nel settore dell’energia, sono stati condannati e imprigionati da vari tribunali degli Stati Uniti.
Nel giro di 5 anni, la giustizia americana ha chiuso tutti i processi nei confronti delle persone coinvolte nel Crack della Enron.
L'Arthur Andersen, infine, nel 2002 fu perseguita per certificazione di bilanci falsi e ostruzione alla giustizia a causa della distruzione di tutta la documentazione degli Audits della Enron.
La Società fu costretta dalla SEC (organo di vigilanza della Borsa statunitense) a rimettere le licenze e i diritti di praticare la professione di Certificazione di bilanci.
L’Arthur Andersen ha perso tutti i suoi clienti e sono in corso oltre 100 cause civili per danni morali intentate da altrettante aziende da loro certificate.
Il fallimento della società ha comportato il licenziamento di 28.000 impiegati negli States e di altri 85.000 nel resto del mondo.

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