L' australiano Peter Scully, considerato uno dei trafficanti di bambini e stupratori più efferati e depravati al mondo, ha sorriso dopo essere stato condannato all'ergastolo in un tribunale delle Filippine.
Il tutto mentre lasciava il tribunale cittadino di Cagayan de Oro nella provincia meridionale delle Filippine (nel nord di Mindanao), insieme alla sua ex fidanzata e complice Carme Ann Alvarez (anche lei condannata a vita).
Il 55enne australiano deve affrontare altri 60 capi d'accuse per omicidio di minori, torture e violenze nei confronti di bambini di circa 12 mesi.
Compreso l'abuso di due giovani ragazze, per le quali Scully avrebbe fatto scavare le proprie tombe, prima di averle filmate mentre venivano violentate.
Il giudice Jose Escobido ha dichiarato Scully colpevole di traffico di esseri umani e di 5 casi di stupro.
Il procuratore regionale sostituto Merlyn Uy ha coinvolto anche Liezel Margallo, altri accusati e vittime.
Il governo delle Filippine aveva in precedenza considerato di reintrodurre la pena di morte per Scully, accusato già di frode in Australia nel 2011 e poi fuggito a Mindanao, dove avrebbe attirato i bambini poveri con denaro e doni.
Il sito di notizie Rappler riporta che Scully avrebbe abusato di bambini a Mindanao, dopo aver filmato i crimini e venduto i video a clienti in Europa sul Deep Web.
Il Dipartimento di Giustizia delle Filippine ha anche riferito che nel 2016 Scully era impegnato in operazioni di Cybersesso, usando bambini di età inferiore a 12 anni e un bambino di un anno.
La polizia inoltre ha scavato nel pavimento di una casa dove Scully risiedeva, lì l'australiano avrebbe seppellito i bambini che aveva violentato.
Le autorità hanno 45 testimoni nel caso di diverse ragazze, tra cui Daisy e Queenie.
I video degli abusi sono stati caricati a pagamento su siti delle Darknet tra il 2011 e il 2014.
Dopo la produzione di un video scioccante di torture e abusi, il tristemente famoso Daisy's Destruction, la polizia iniziò le ricerche per l'ideatore del video.
Peter Gerard Scully venne arrestato a casa sua nelle Filippine nel febbraio 2015.
Invece ora è arrivata la sentenza definitiva: ergastolo a vita.
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domenica 9 settembre 2018
sabato 8 aprile 2017
Il Rapporto Meter Contro La Pedofilia (Deep Web)
Il rapporto semestrale Meter Onlus (contro la pedofilia) ha messo in evidenza che negli ultimi 6 mesi i pedofili hanno lasciato i social network (circa 3000 segnalazioni in meno rispetto all'anno passato), scegliendo forme più sofisticate per scatenare le loro perversioni: il Deep Web.
Le foto sarebbero 1.946.898, in netto aumento rispetto al 1.180.909 di un anno e mezzo fa.
I video rilevati erano 76.200 nel 2015, ora sono 203.047 (3 volte di più).
La condivisione avviene tramite servizi come Dropfile che consente lo scambio temporaneo di file rendendo il materiale disponibile per un tempo limitato (al massimo 24 ore).
Poi si cancella, senza lasciare tracce.
Molto utilizzato anche iCloud: le segnalazioni totali sono 314 contro le 80 del Report 2015.
Nel novembre del 2016, Meter segnala un indirizzo .onion di pedopornografia contenente 82.046 video pedopornografici (quasi 500mila download).
A marzo 2017 sullo stesso portale sono presenti 109.535 video: in 4 mesi sono stati caricati 27.489 video e 685.590 utenti li hanno scaricati.
I protagonisti sono bambini tra 0 e 3 anni, sino ad un massimo di 13.
NAZIONI PEDOFILE
Tonga (4.156 segnalazioni), seguita da Russia (635) e Nuova Zelanda (312) sono le nazioni che hanno subito le maggiori segnalazioni.
In questa triste classifica anche la Slovacchia.
L’Italia si ferma a quota 15.
Per le Americhe: Colombia, Groenlandia, Canada (22, 16, 4).
Asia: India, Iran, Giappone (56, 16, 5).
Africa: Libia, Gabon, Mauritius (167, 43, 32).
Oceania: Tonga, Nuova Zelanda, Palau (4.156, 312, 62).
Facendo un podio dei continenti, la testa è dell’Oceania (4.613), seguita da Europa (868) e Africa (259).
Senza voler demonizzare nessuno (perchè tutto il mondo è paese), questi dati riguardanti Oceania e in particolare Tonga (senza scordarci di Australia e Nuova Zelanda), malgrado le ridotte dimensioni rispetto ad altri continenti, non devono sorprendere.
Ad esempio in Australia si parla infatti di 4500 accuse di pedofilia in 35 anni, accuse inerenti solo preti (più precisamente 1880 sacerdoti implicati, circa il 7%).
Inoltre non va dimenticato che il terribile Peter Scully è australiano, idem Matthew Graham e Grant McCoole.
Tutte persone arrestate ed implicate in casi di CP sul Deep Web.
Tutte persone con collegamenti con l'Oceania.
Le foto sarebbero 1.946.898, in netto aumento rispetto al 1.180.909 di un anno e mezzo fa.
I video rilevati erano 76.200 nel 2015, ora sono 203.047 (3 volte di più).
La condivisione avviene tramite servizi come Dropfile che consente lo scambio temporaneo di file rendendo il materiale disponibile per un tempo limitato (al massimo 24 ore).
Poi si cancella, senza lasciare tracce.
Molto utilizzato anche iCloud: le segnalazioni totali sono 314 contro le 80 del Report 2015.
Nel novembre del 2016, Meter segnala un indirizzo .onion di pedopornografia contenente 82.046 video pedopornografici (quasi 500mila download).
A marzo 2017 sullo stesso portale sono presenti 109.535 video: in 4 mesi sono stati caricati 27.489 video e 685.590 utenti li hanno scaricati.
I protagonisti sono bambini tra 0 e 3 anni, sino ad un massimo di 13.
NAZIONI PEDOFILE
Tonga (4.156 segnalazioni), seguita da Russia (635) e Nuova Zelanda (312) sono le nazioni che hanno subito le maggiori segnalazioni.
In questa triste classifica anche la Slovacchia.
L’Italia si ferma a quota 15.
Per le Americhe: Colombia, Groenlandia, Canada (22, 16, 4).
Asia: India, Iran, Giappone (56, 16, 5).
Africa: Libia, Gabon, Mauritius (167, 43, 32).
Oceania: Tonga, Nuova Zelanda, Palau (4.156, 312, 62).
Facendo un podio dei continenti, la testa è dell’Oceania (4.613), seguita da Europa (868) e Africa (259).
Senza voler demonizzare nessuno (perchè tutto il mondo è paese), questi dati riguardanti Oceania e in particolare Tonga (senza scordarci di Australia e Nuova Zelanda), malgrado le ridotte dimensioni rispetto ad altri continenti, non devono sorprendere.
Ad esempio in Australia si parla infatti di 4500 accuse di pedofilia in 35 anni, accuse inerenti solo preti (più precisamente 1880 sacerdoti implicati, circa il 7%).
Inoltre non va dimenticato che il terribile Peter Scully è australiano, idem Matthew Graham e Grant McCoole.
Tutte persone arrestate ed implicate in casi di CP sul Deep Web.
Tutte persone con collegamenti con l'Oceania.
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