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mercoledì 14 ottobre 2015

La Truffa Informatica Di Stanley Mark Rifkin (1978)

Tra le truffe informatiche più grandi di tempi, c'è sicuramente quella perpetrata da Stanley Mark Rifkin nel 1978.
Non è proprio una truffa informatica, essendo avvenuta senza l'ausilio di computer, quindi andrebbe più propriamente etichettata come "telematica".
Ad ogni modo Rifkin nel 1978 si trovava a Los Angeles e transitava dalla sala telex(il terminale con la macchina da scrivere, l'evoluzione del telegrafo insomma) ad accesso limitato dell'ormai defunta Security Pacific National Bank(acquisita dalla Bank Of America nel 1992), dove transitavano trasferimenti monetari di parecchi miliardi di dollari al giorno.
Lavorava per una ditta che svolgeva back-up dei dati, nel caso in cui il computer centrale
fosse saltato, perciò era informatissimo sulle procedure di trasferimento (compreso la modalità d'invio dei soldi da parte dei funzionari).
I cassieri autorizzati ai bonifici ricevevano tutte le mattine un codice giornaliero.
Gli impiegati di quell'ufficio, per evitare di memorizzare ogni giorno il nuovo codice, lo riportavano su un foglietto che appiccicavano in un punto visibile.
Rifkin, quel giorno, venne con l'idea precisa di dare un'occhiata a quel foglietto.
Integrato il back-up dei dati al sistema, diede un'occhiata al foglietto ed uscì.
In seguito puntò dritto verso la cabina del telefono, dove infilò la monetina e fece il numero della sala.
Si spacciò per Mike Hansen, dipendente dell'ufficio estero della banca.

"Ciao, sono Mike Hansen dell'ufficio estero" disse alla giovane che rispose.
Lei gli domandò il suo numero di interno.
Essendo informato della procedura standard, Stanley rispose subito: "286".
"Bene, e il codice?"
Rifkin un po' sorpreso, rispose imperturbabile: "4789", poi diede istruzioni per trasferire
"10.200.000 dollari esatti" tramite la Irving Trust Company di New York alla Wozchod Handels Bank di Zurigo dove aveva già aperto un conto.
Allora la giovane disse che andava bene, e che le serviva solo il numero di transazione tra un ufficio e l'altro.
Rifkin non aveva previsto quella domanda durante le sue ricerche, ma riuscì a non farsi travolgere dal panico,
si comportò come se fosse tutto normale e rispose al volo:
"Aspetta che controllo e ti richiamo subito".

Dopodiché cambiò di nuovo personaggio per telefonare a un altro ufficio della banca, stavolta sostenendo di essere un impiegato della sala telex, ottenne il numero e richiamò la ragazza.
Qualche giorno dopo Rifkin volò in Svizzera, prelevò i soldi e consegnò 8 milioni a un'agenzia russa in cambio di un sacchetto di diamanti, poi tornò in patria, passando attraverso la dogana con le pietre nascoste nella cintura portamonete.
Aveva fatto la più grossa rapina in banca della storia, senza pistole, addirittura senza computer.
Aveva sfruttato le debolezze umane, l'arte del raggiro e dell'inganno.



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