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mercoledì 1 giugno 2016

L'Evoluzione Dei Computer: Dai Greci Al Nuovo Millennio

L'Abaco, seppur meccanico, è considerato il più antico strumento di calcolo usato dall'uomo risale ancor prima dell'epoca dei greci e dei romani.
Era utilizzato per operazioni aritmetiche ovviamente (formato da delle linee che contenevano dei sassolini).
Fu inventato nel 2500 a.C. dai Sumeri.
In seguito vennero costruite molte macchine che riguardavano principalmente l'astronomia e la navigazione marittima.
La Macchina di Anticitera, dal nome dell'isola dell'Egeo (Grecia) dove è stata ritrovata, è un congegno meccanico del primo secolo a.C. capace di riprodurre il moto del Sole e dei principali astri per determinare le loro posizioni astronomiche.
Nella concezione di Computer secondo molti fu questo il primo della storia.
Era ovviamente perfettamente funzionante visto che quando venne ritrovata c'erano segni di diverse riparazioni.
In poche parole si trattava di una specie di planetario dotato di ingranaggi dentati: era utilizzato per calcolare le fasi lunari, predire i movimenti dei pianeta, l'alba, il tramonto e così via.
Nalla metà del 1600 il matematico inglese William Oughtred costruisce il regolo calcolatore, che facilita l’esecuzione delle operazioni matematiche.
Poco dopo nel 1942 il francese Blaise Pascal costruisce la Pascalina, una scatola metallica capace di eseguire operazioni di somma e sottrazione sino ad un massimo di 12 cifre.
Era l'antesignana delle moderni calcolatrici.
Seguendo questa filosofia, 20 anni dopo Leibniz realizza una macchina capace di moltiplicare e di dividere.
Nell'Ottocento viene creato il codice binario, che usa solo le due cifre 0 e 1 per eseguire tutti i calcoli, dall’irlandese George Boole.
Nel frattempo nel 1837 Charles Babbage progetta la Macchina Analitica (Analytical Engine), il primo calcolatore programmabile in senso moderno.
Anche se non è mai stato realizzato un prototipo completo è la prima macchina con un'unità di memoria e un'unità di calcolo.
Doveva essere alimentata da un motore a vapore, leggere i dati delle schede perforate, elaborarli ed appunto memorizzarli sulla scheda di memoria.
Circa 5 anni dopo lo stesso Babbage cercò progettare una macchina che poteva fare calcoli e stampare tabelle matematiche.
Era il Difference Engine, peccato che non vedrà mai la luce.


GLI ANNI DELLE GUERRE
A fine ottocento Hermann Hollerith brevetta l'uso di schede perforate fatte funzionare attraverso circuiti elettrici, chiusi in corrispondenza dei fori della scheda, e fonda una società che in seguito diventerà la IBM.
Enigma invece fu una macchina elettro-meccanica inventata nel 1918 ed utilizzata dai tedeschi durante le guerre per cifrare e decifrare messaggi. 
Nata da un tentativo di commercializzazione poi fallito, fu ampiamente utilizzata dal servizio delle forze armate tedesche durante il periodo nazista e della seconda guerra mondiale. 
La presunta indecifrabilità furono le maggiori ragioni del suo ampio utilizzo.
Visivamente si trattava di una specie di macchina da scrivere con due tastiere (di cui una luminosa), ad ogni modo l'operatore riceveva il messaggio scritto. 
Via via che premeva sulla tastiera una lettera del medesimo, sulla "tastiera luminosa" compariva la corrispondente lettera cifrata e l'operatore la registrava su un foglio. 
Al termine della cifratura il foglio sul quale era stato scritto il messaggio cifrato veniva consegnato al marconista che lo trasmetteva (via radio). 
Analogamente si procedeva in decrittazione: l'operatore di Enigma riceveva il messaggio cifrato, lo "batteva" sulla tastiera effettiva e le lettere in chiaro comparivano via via sulla "tastiera luminosa".
La decrittazione dei messaggi cifrati con Enigma fornì per quasi tutta la seconda guerra mondiale importantissime informazioni alle forze alleate (Gran Bretagna, Polonia e Francia).
Infatti nel 1932 cominciarono gli studi per costruire una macchina che fosse in grado di decrittare i messaggi, esattamente nel 1938 vide la luce il calcolatore Bomba, il cui nome deriva dal ticchettio emesso dagli ingranaggi in movimento, simili per l'appunto al timer di un ordigno.
Fu come detto messo a punto durante la Seconda Guerra Mondiale da un gruppo di informatici e crittografi del controspionaggio polacco, per decifrare le comunicazioni belliche dei tedeschi, criptate con il codice Enigma.
In seguito fu la volta del calcolatore a valvole denominato Colossus, concepito sempre nel pieno dei combattimenti della Seconda Guerra Mondiale da un gruppo di matematici e ingegneri inglesi con una missione precisa: decodificare le comunicazioni segrete tra Hitler e i suoi generali.
Il suo contributo alla vittoria finale fu così importante che alla fine della guerra Churchill lo fece distruggere e impose il segreto di Stato sull'intera vicenda: nessuno doveva sapere come gli alleati avevano vinto la battaglia dell'informazione.
E' stato necessario attendere gli anni '70 perché l'esistenza del misterioso computer venisse alla luce.
Nel 1939, il governo inglese aveva riunito i più brillanti matematici delle due università, tra i quali il leggendario Alan Turing, padre dell'intelligenza artificiale.
Il loro compito era quello di decifrare le comunicazioni dell'esercito nemico.
I tedeschi, per criptare le trasmissioni, utilizzavano ai tempi la Lorenz SZ42, in grado di generare un numero di chiavi di codifica nell'ordine di 10131, cioè 10 seguito da 130 zeri: praticamente indecifrabile.
Almeno così credevano loro.
Già nel 1940 gli inglesi avevano cominciato a intercettare dei segnali criptati.
Decifrarli, però, si era rivelato più difficile del previsto.
Tra di loro si trovava anche un matematico, Max Newman, meno dotato a livello di capacità di calcolo mentale dei suoi colleghi.
Per compensare questo handicap Newman pensò di automatizzare la decodifica dei messaggi tramite un'apparecchiatura elettronica e, messo a punto il progetto, lo presentò a un geniale ingegnere del laboratorio delle poste britanniche, Tommy Flowers, che in nove mesi riuscì a realizzare un calcolatore a valvole in grado di effettuare calcoli matematici ad una velocità impensabile per quei tempi.
A causa delle sue dimensioni venne battezzato Colossus.
Nel Natale del '43 la macchina venne trasferita a Bletchley Park.
Il computer decifrò il suo primo messaggio, con estrema facilità, nel gennaio del '44 e non fu mai più spento fino alla fine della guerra.
Questo calcolatore aveva una memoria volatile di appena 25 bit, ma la sua logica binaria era particolarmente adatta per decodificare i testi cifrati dalla macchina di Lorenz e riduceva i tempi da diverse settimane a pochi giorni.
Il successo del sistema fu tale che ben presto altri nove computer a valvole vennero costruiti tra il gennaio e il giugno '44.
Gli inglesi, grazie a Colossus, sono riusciti a decifrare tutti i codici segreti tedeschi in un solo anno e lo storico Harry Hinsley valuta che le informazioni raccolte in questo modo hanno permesso di ridurre la durata della guerra di almeno due anni.
Nel mentre, lontano da territori di guerra, usciva nel 1936 Alan Turing progettò la sua Turing Machine (riconosceva le proposizioni, eseguiva funzioni in più step e li registrava su nastro per analisi successive), nel 1938 invece nacque lo Z1 (in grado di svolgere solo alcune operazioni matematiche. Memoria 176 bit), a cui seguirono lo Z2 e Z3.
Nel 1942 uscì invece l'Atanasoff–Berry Computer (detto anche ABC), il primo calcolatore con sistema binario.
Nel 1943 vide la luce l'Aiken-IBM Automatic Sequence Controlled Calculator (meglio conosciuto come Harvard Mark I), ovvero uno dei primi computer digitali elettromeccanici della storia.
Il Mark I, lungo una ventina di metri, venne completato nel gennaio 1943 dall'università di Harvard.
L'importanza storica dell'Harvard Mark I è notevole in quanto alcune caratteristiche della sua architettura hardware sono utilizzate ancora oggi!
Il Mark I poteva memorizzare 72 numeri di 23 cifre decimali ciascuno.
Eseguiva tre addizioni o sottrazioni al secondo, una moltiplicazione in 6 secondi, una divisione in 15,3 secondi ed un logaritmo oppure una funzione trigonometrica in poco più di un minuto.
Inoltre leggeva le sue istruzioni su delle schede perforate e poi passava alla successiva.
Questa separazione dei dati e delle istruzioni è conosciuta come Architettura Harvard.
Nel 1945 venne ideato lo Z4: si tratta del primo computer commerciale al mondo.
Fu installato nel politecnico di Zurigo, in Svizzera, e fu utilizzato, tra le altre cose, per lo sviluppo della diga Grande Dixence.
ENIAC che sta per Electronic Numerical Integrator And Computer, l'Eniac, completato nel 1946 e costato quasi mezzo milione di dollari, è stato il primo supercomputer della storia.
Era composto di 18mila valvole e 1.500 relais e occupava una stanza lunga 30 metri e larga 9.
All'Harvard Mark I seguirono nel 1947 l'Harvard Mark II, nel 1949 l'Harvard Mark III e nel 1952 l'Harvard Mark IV.
Nel 1948, sviluppato dall'università di Manchester, vide la luce la Manchester Automatic Digital Machine (detta anche Manchester Mark 1): fu uno dei primi computer a programma memorizzato.
Un programma scritto per cercare i numeri primi fu eseguito senza errori sulla macchina nell'arco di 9 ore nella notte tra il 16 e il 17 giugno 1949.
Veniva utilizzata anche una memoria per salvare sia il programma che i dati.
Nello stesso anno Kilburn creò un computer intorno alla nascente tecnologia a valvole, chiamato Baby (velocità di calcolo di 1,1 ms per istruzione).
Sempre per motivi bellici, nel 1951, vide la luce Whirlwind.
Tra le sue caratteristiche innovative il fatto che dovesse rispondere ai comandi in tempo reale: per ottenere tale risultato si usò per la prima volta il calcolo a bit paralleli.
Inoltre eseguiva 16 calcoli in parallelo, mentre gli altri computer del momento usavano parole da 48 o 60 bit, calcolate in sequenza.
Questo computer fu anche il primo a usare memoria magnetica, dalla quale discendono gli hard disk e la memoria USB odierne.


ANNI POST GUERRA: 50, 60 E 70
Nel 1956, siamo sempre nel MIT americano, viene progettato il TX-0 ("Transistorized Experimental Computer Zero").
Come si evince dal nome fu il primo PC ad usare i transistor, con una frequenza di riferimento pari a 5 MHz.
Simile al Whirlwind, ma dalle dimensioni nettamente più contenute.
Venne utilizzato anche per studi sull'intelligenza artificiale negli anni 60.
Nello stesso anno vide la luce anche 305 RAMAC (IBM), primo PC ad usare un hard disk per la memorizzazione dei dati.
Questi progenitori degli Hard Disk superavano il mezzo metro, esso aveva in totale 50 dischi e poteva ospitare 5 milioni d parole a 7 bit, vale a dire circa 5 megabyte.
Due bracci si muovevano su e giù per selezionare il disco giusto e leggerne le tracce con una velocità di trasferimento di circa 8,8 Kb/s.
Simile al TX-0 e progettato da un'azienda attiva ancora oggi (DEC), il PDP-1 aveva uno strano monitor circolare CRT con un diametro da 9,3 pollici e una risoluzione pari a 1024x1024 pixel a 20.000 punti al secondo.
La sua potenza grafica diede l'idea ad alcuni sviluppatori che era possibile sfruttarla anche per intrattenere la gente: da qui nasce Spacewar.
Nel 1965 venne creato il PDP-8.
Questo minicomputer era progettato per essere economico e dalle dimensioni contenute (almeno per l'epoca).
Al lancio costava 18.000 dollari, per rendere un'idea nel 1964 vennero prodotti gli IBM System/360 che avevano prezzi che oscillavano da poco più di 200.000 dollari sino a 2 milioni di dollari (questo device IBM fu il primo a permettere la lettura di Floppy Disk).
Commercialmente il PDP-8 fu un grande successo, e con quasi 50.000 unità vendute fu il primo computer a potersi definire un prodotto di massa.
Nel 1966 vennero prodotti i computer della serie SDS Sigma.
Prima macchina a 16 bit, sino ai 32 bit di SDS Sigma 7 (l'unico competitore ai tempi, per quanto riguarda i computer dell'IBM in particolare del 360).
Questi PC, in particolare Sigma 7, furono i computer utilizzati per la prima comunicazione ufficiale su ARPANET nel 1969.
Nel 1968 Hewlett Packard (HP) e in particolare il consulente Tim Osborne ideò HP 9100A.
Questa macchina non utilizzava circuiti integrati e venne spacciata per calcolatrice per ragioni di marketing.
Adottando soluzioni tecniche(memorie) già usate da Olivetti e coperte da brevetto, HP accettò di pagare 900.000 dollari di risarcimento extragiudiziale all'azienda italiana.
Il successo di questa macchina è stato tale da giustificarne la produzione di una generazione successiva, la cosiddetta serie HP 9800.
Anche se i lavori terminarono nel 1971, il progetto iniziale che porterà alla nascita di Programma 101 della Olivetti è datato 1966.
Era dotato di un linguaggio di programmazione con condizioni logiche, una memoria interna ed un sistema di salvataggio su unità magnetica.
La P101 era stata sviluppata per essere economica e facile da usare, le applicazioni su cartolina magnetica non richiedevano la conoscenza del linguaggio di programmazione.
Il Micral N uscito nel 1973 in Francia, grazie ad André Truong Trong Thi e François Gernelle, fu uno dei primi modelli a usare un microprocessore Intel, l'8008.
Grazie a questo chip il Micral N costava l'equivalente di circa 10.000 euro moderni.
Il marchio Micral fu successivamente comprato da Bull, che lo usò fino al 1989 per i suoi PC.
Anche se mai commercializzato e prodotto in tiratura limitata (1500/2000 esemplari) come si fa a non citare lo Xerox Alto uscito nel 1973 al Palo Alto PARK?
Ok era più una workstation ma le novità sono da urlo.
Con lo Xerox Alto nasce infatti l'interfaccia grafica di tipo WIMP (con le finestre per intenderci), usata ancora oggi.
Ma molte altre furono le innovazioni implementate per la prima volta su un computer, come ad esempio la tecnologia Ethernet o l'introduzione del primo Mouse (a 3 tasti).
Veniva fornito con un monitor, una tastiera, una minitastiera a 5 tasti ed appunto il mouse.
La metà circa dei 2000 esemplari prodotti nel corso degli anni furono utilizzati alla Xerox Corporation, i rimanenti invece regalati alle università e centri di ricerca degli Stati Uniti dando il là all'industria informatica dei decenni seguenti.
Per la verità il progetto del primo mouse è ancora più vecchio: risale al 1968 e nello specifico a Douglas Engelbart che con il suo NLS (oN Line System) crea il primo puntatore della storia, interfacce grafiche e si sente parlare per la prima volta di ambienti virtuali.
L'NLS era una rete di computer di "conoscenza ed archiviazione".
Al fallimento del progetto, la gran parte di quegli ingegneri confluiranno nel progetto Xerox Alto appena menzionato.
Uscito nel 1975, l'Altair 8800 (MITS) fu uno dei prodotti che ne favorì il decollo (basato sul microprocessore Intel 8080).
Perchè venne scelto il nome Altair? La figlia 12enne dell'ideatore Solomon era appassionata di Star Trek, il nome fu ispirato alla puntata "Il Duello" (Spock e Kirk, obbligati a un duello mortale. L'Enterprise era inizialmente sulla rotta che portava al pianeta Altair 6).
Distribuito in kit o già montato, l'Altair vendette diverse migliaia di esemplari solo nel primo mese.
Era comunque piuttosto difficile da usare, e non c'era interfaccia se non gli interruttori e i diodi sul pannello frontale.
L'Altair è noto anche per aver fruttato all'azienda il suo primo contratto di fornitura insieme a Microsoft (all'epoca Micro-Soft), che fornì il linguaggio di programmazione, vale a dire Altair BASIC.
Anche l'Apple entra finalmente in gioco quando Steve Wozniak, prendendo ispirazione dall'Altair 8800, riuscì appunto a creare Apple 1.
Steve era riuscito a includere tutti i componenti del PC su un'unica scheda madre, mentre l'Altair ne richiedeva almeno cinque.
L'Apple I poteva collegarsi anche ad un comune televisore da usare come schermo.
Apple riuscì a venderne 200 prima di annunciare il modello successivo, vale a dire l'Apple II.
L'Apple I usava una CPU a 8 bit MOS 6502 da 1 GHz, progettata da alcuni elementi della squadra che aveva progettato il microprocessore a 8 bit Motorola 6800 nel 1974.
Nel 1976 Cray Research progettò il Cray-1, all'epoca il super-computer più potente del mondo.
Era anche il primo a usare l'elaborazione vettoriale, grazie alla quale si può applicare lo stesso comando, o istruzione, a un grande insieme di dati.
Questo nuovo approccio nel progettare i processori ebbe un grande impatto sul settore, e alla lunga portò alla nascita della prima GPU, nel 1990.
Nel 1977 uscì il Commodore PET (Personal Electronic Transactor) che conteneva un processore MOS 6502 a 8 bit impostato a 1 MHz, tra 4 e 8 KB di RAM, 19 KB di ROM e uno schermo monocromatico.
Nella confezione c'era anche una tastiera e il registratore a cassette per l'archiviazione.
Fu un grande successo (anche per il costo: poco meno di 500 dollari).
Nello stesso anno uscì l'Apple II.
Simile al modello precedente ma capace di leggere anche da un floppy da 5,25 pollici, oltre alle tradizionali cassette.
Poteva anche mostrare le linee di comando a colori, e anche in questo fu il primo.
Fu il prodotto principe di Apple per molto tempo, e furono numerosi i modelli che si susseguirono (II Plus, IIe, etc.) fino agli anni 90 quando questa linea fu abbandonata.
Viene lanciato anche VisiCalc, software di fogli elettronici.
Atari, ai tempi, non era immessa solo nel mondo dei videogiochi ma produsse anche l'Atari 400 e Atari 800.
Il primo del 1977 era una macchina di fascia bassa presentata come console da gioco ibrida, mentre il secondo era un vero e proprio PC.
I due modelli erano molto simili tra loro: entrambi usavano il processore MOS 6502B a 1,8 Mhz, 8 KB di RAM e altrettanti di ROM, ma mentre l'800 aveva una tastiera completa e la possibilità di aumentare RAM e ROM, il 400 ebbe più successo.
Si poteva collegare a un televisore, sul quale poteva mostrare 348 pixel per linea e 16 colori: il circuito video poteva gestire anche diverse animazioni, necessarie per i giochi.
Nel 1977 viene lanciato anche il TRS 80 (Tandy RadioShack) che costava molto meno di Apple II e Commodore PET (circa 10mila unità in un mese).
Tuttavia verrà ricordato come Trash 80 per via della scarsa qualità dei materiali con cui era stato costruito.
Nel mentre in Inghilterra NASCOM Microcomputers lanciava il kit di montaggio NASCOM 1, una tastiera completa che grazie ad un terminale VDU usava le normali TV come monitor.
Grazie a Wireless World (rivista) vennero venduti 12mila terminali NASCOM 1.
1 anno e mezzo dopo arrivò NASCOM 2 ma stavolta le vendite andarono molto male e la società dedicata Marshall dichiarò bancarotta.
Nel 1978, in Giappone, vide la luce Sharp MZ 80K l'azienda (che produceva semiconduttori) era ovviamente titubante nel comprare microprocessori di terze parti ma non aveva il tempo di produrne uno proprio: così strinse un accordo con Zilog per il chip Z80 (la cui vendita però era vietata negli USA).
Sharp sono coloro che portarono la prima TV in Giappone nel 1953, il primo forno a microonde nel 1961 e il primo calcolatore a transistor 3 anni dopo.
Tornando negli USA, nel 1979 Texas Instruments lanciò il TI 99/4: prezzo super competitivo, almeno in teoria.
L'idea era di guadagnarci sul software.
Tuttavia l'integrazione con le TV dell'epoca fallì quindi furono costretti ad aggiungere un costoso monitor che faceva lievitare il prezzo ad oltre 1.100 dollari.
Un altro difetto era la piccolissima tastiera e l'impossibilità per chiunque di produrre periferiche e software per il TI 99/4.
Sempre nello stesso anno la società immise sul mercato Speak And Spell che aiutava i bambini a pronunciare le 200 parole più utilizzate (fu il primo congegno mai creato a riprodurre la voce umana).
La Tangerine Computer Systems nel 1979 lanciò Microtan 65 venduto come kit o già assemblato: a 69 o 79 sterline ma con una piccolissima e limitata tastiera ed un'uscita TV (senza monitor ovviamente).


ANNI 80
Gli anni 80 si aprono con il botto, anzi con la rivoluzione.
Sino ad allora i computer avevano prezzi proibitivi sia che fossero venduti come kit che già assemblati (tranne il Microtan 65 come abbiamo visto).
Con il Sinclair ZX80 dell'inglese Clive Sinclair (progettato da Jim Westwood) cambia tutto.
Il prezzo è talmente competitivo (da 79 dollari a 99 dollari per quello già assemblato) che i PC diventano oggetti di consumo ed ormai accessibili a tutti.
Questo fu infatti il primo "Home Computer": ne vennero venduti oltre 100.000 esemplari nel giro di 1 anno e mezzo.
La scheda madre conteneva: 1 KB di RAM, una ROM da 4 KB contenente il sistema operativo della macchina, il linguaggio di programmazione Sinclair BASIC ed un editor, un modulatore video ed un'interfaccia per un registratore a cassette (l'unica memoria di massa supportata di serie dallo ZX80).
La CPU scelta era lo Zilog Z80A a 3,25 MHz, anche se la maggior parte delle macchine montava il µPD780C.
Il Sinclair ZX80 si collegava ai normali televisori dell'epoca, non aveva audio però e l'unica modalità video che supportava era quella testuale monocromatica.
Nonostante una tastiera difficile da utilizzare e prestazioni che all'epoca non erano di certo il top, fu un grande successo ed uno dei PC più importanti di tutti i tempi.
Ne uscì una versione, sotto certi versi, riveduta e corretta nel 1981: il Sinclair ZX81.
Dalle maggiori capacità ovviamente e con un prezzo ancora minore (da 49 dollari sino ai 100 negli USA), anche se per la verità la macchina soffriva di fastidiosi bug sia a livello di calcoli che hardware.
Ad ogni modo, uno dei supercomputer Cray-1 usato dai militari francesi per effettuare analisi dei test nucleari di Mururoa e conservare informazioni sulle bombe atomiche francesi venne "bucato" da tre giovani Hacker con un semplice Sinclair ZX81.
In seguito (1982) uscirà lo ZX Spectrum (a colori con 16 o 48 KB di RAM, ebbe l'importanza di dare il là ai microdive che leggevano e scrivevano su cassettine).
Nel 1980 esce anche l'HP 85 che presentava un registratori incorporato ed una CPU completamente nuova: ad 8 bit ma sfruttando più registri contemporaneamente lavorava sino a 64 bit d'informazioni alla volta (l'HP 85 era conosciuto anche come Capricorn).
Sempre nel 1980 l'Acorn lancia l'Atom: case paicevole, BASIC, grafica impressionante e bassi costi.
Utilizzava un chip grafico 6847 che però forniva il coloro solo per le TV americane (NTSC), invece le TV inglesi essendo in formato PAL ricevano colori monocromatici.
Nello stesso anno il gigante dell'informatica IBM fiutò il successo dei personal computer e accolse la sfida immettendo sul mercato: IBM PC 5150.
IBM formò una squadra d'ingegneri che aveva il permesso di violare le regole per lo sviluppo, e arrivare così più velocemente al prodotto finito.
Il PC andava contro molte delle procedure standard di IBM.
Non era basato su hardware IBM, ma su componenti di diversi fornitori: Intel 8088 come processore e sistema operativo Microsoft.
IBM organizzò infatti diversi incontri segreti con quelli della Microsoft per discutere del software (BASIC compreso).
La società aveva bisogno anche di un sistema operativo ma Gates non trattava ancora ciò, così mise a capo del team, Gary Kildall (creatore del CP/M).
Quest'ultimo era fuori quando la IBM gli fece visita, così Gates assunse Tim Patterson (che aveva sviluppato un proprio OS per Intel 8086) e comprò il suo OS lanciandolo nel PC IBM come MS DOS versione 1.
Ad ogni modo, seguendo quanto fatto dall'IBM, qualunque azienda poteva produrre periferiche compatibili o scrivere programmi senza pagare diritti di alcuni tipo.
Il 5150, usava un processore Intel 8088 a 4,77 MHz, due dischetti da 5,25 pollici e 16 o 64 KB di RAM.
Il linguaggio di programmazione usato era il BASIC e il sistema operativo il PC-DOS.
Visto che chiunque poteva creare un clone IBM (comprando gli stessi componenti), la società fece coprire il codice di controllo del BIOS (proteggendolo con tanto di copyright).
Qualche anno dopo uscirà il 5170, più potente migliorato con 256 kb di RAM (1984).
Sempre nel 1981 la Xerox commercializza lo Xerox Star: riprendendo molti concetti dello Xerox Alto.
Interfacce grafiche, finestre, sistemi di puntamento, mouse, tastiera, rete ethernet quindi PC connessi tra di loro.
La rivoluzione, contrariamente a quello che si racconta, è qui.
Nello stesso anno esce BBC Micro che supportava anche il teletext, c'erano due modelli: A e B (che variavano per caratteristiche tecniche ed ovviamente prezzo).
Vennero venduti oltre 2 milioni di BBC Micro in tutto il mondo, inoltre in 7 scuole su 10 in UK veniva utilizzato a livello didattico.
Si ricorda anche lo spettacolare gioco 3D Elite.
Vecchi calcolatori, primi PC moderni, qualche super computer ma i PC portatili?
Bene, il primo tentativo commerciale fu l'Osborne 1: costruito da Adame Osborne, usava un processore Zilog Z-80 da 4 MHz, un clone più veloce e meno costoso dell'Intel 8080.
Come l'Apple Macintosh, inoltre, l'Osborne 1 era molto influenzato dalle rivoluzioni impartite dagli Xerox.
Si trattava di un computer che potremmo definire portatile, inoltre introdusse anche il software SuperCalc.
Venduto a 1.795 dollari con software che valeva la stessa cifra!
In pratica si pagava solo il software o il PC perchè in realtà entrambe le cose costavano il doppio.
Ad ogni modo, il fallimento di quest'azienda fu incredibile: quando l'Osborne 1 era sul mercato, la società cominciò a pubblicizzare e a parlare dell'Osborne Executive (successore, a loro dire, molto più avanzato).
I negozianti, dal canto loro, smisero di comprare il modello vecchio in attesa del nuovo.
Le vendite dell'1 crollarono e rimasero in stock molti modelli invenduti.
La società chiuse per bancarotta nel 1983.
Quest'ultima nel 1976 aveva creato il Notetaker, un prototipo di computer portatile che, come l'Alto, non arrivò mai nei negozi.
Confrontare l'Osborne 1 ai moderni notebook fa quantomeno strano, in ogni caso: aveva un piccolissimo schermo monocromatico da 5 pollici, pesava una decina di KG e non aveva batteria.
Uscito nel 1982 il Commodore 64 fece storia negli anni 80 con la sua tipica tastiera nella quale erano contenuti tutti i componenti.
Utilizzava un processore MOS 6510, con una velocità pari a circa 1 MHz.
Il Commodore 64 offriva grafica e audio di ottima qualità (per questo aprì le porte ad una produzione esagerata di videogiochi) e il circuito video MOS VIC-II poteva mostrare immagini con una risoluzione pari a 320x200 e fino a 16 colori.
L'azienda riuscì a vendere questo computer a meno di 600 dollari, un prezzo molto basso (ZX80 e 81 a parte).
Il C64 fu un successo commerciale enorme: in 4 anni se ne vendettero oltre 2 milioni all'anno (un terzo di tutto il mercato dei personal computer dell'epoca).
Nel luglio del 1982 in Inghilterra vide la luce grazie a Grundy Business, il NewBrain.
Si trattava di un computer portatile grande più o meno come un libro al costo di 233 dollari e 32 kb di RAM espandile sino a 2 mb.
Nello stesso anno uscì il Compaq Portable, PC portatile, che anche se costava molto più dell' Osborne 1 (circa il doppio, ovvero 3.500 dollari) trovò un immediato successo commerciale.
Pesava circa 12,5 Kg (poco più dell'Osborne 1) e aveva uno schermo CRT da 9 pollici.
Compaq strinse inoltre una partnership con Intel con la quale si garantiva le prime consegne dei nuovi prodotti, e questo accordo incluse gli 80286 e 80386, che Compaq ottenne prima di IBM.
Simile al TRS 80, in Galles nel 1982 venne prodotto il Dragon 32 da parte dell'azienda produttrice di giocattoli Dragon Data: prezzo 199 sterline (40mila unità vendute in poco tempo, i successivi modelli Dragon 64 e 6809 portarono però alla bancarotta la società, poi acquistata da Eurohard).
Ricordate l'IBM che aveva costruito la sua macchina prendendo un po' da quà ed un po' da là e poi aveva protetto il tutto tramite copyright? Be' l'azienda Compaq nacque con il preciso compito di creare un clone IBM.
Big Blue aveva coperto il BIOS e senza di ciò non era possibile carpirne i segreti.
Allora, anzichè copiarlo illegalmente, Compaq riuscì a creare un clone perfettamente funzionante e compatibile grazie all'Ingegneria Inversa.
L'idea era di prendere spunto dal codice e capire come la macchina funzionasse e poi di scrivere il proprio codice da zero.
Così nacque il Portable Computer Mark I che costò 1 milione di dollari!
128 kb di RAM, Floppy da 5.25, processore Intel 8088 e 2999 dollari di costo.
Si trattava del primo clone legale d'IBM.
In seguito arrivarono i modelli Mark II e Mark III, nonchè il primo clone IBM Desktop chiamato DeskPro.
Ad ogni modo da quest'esempio...molte altre società seguirono questa "strategia", Apple esclusa.
Da menzionare anche l'ACE prodotto da Jupiter Cantab sempre in Inghilterra, importante perchè fu il primo personal home ad impiegare il Forth come linguaggio di programmazione (ogni macchina ai tempi era fornita di Basic, il Forth invece era 3 volte più veloce ma difficile da apprendere. Comunque le modeste caratteristiche hardware permisero d'immettere la macchina sul mercato ad un prezzo molto competitivo: 90 sterline. Poi si potevano aggiungere accessori quali monitor, pacchetti di memoria e tastiere complete).
Nel 1983, la Apple, lanciò sul mercato Lisa.
Fu davvero così rivoluzionario come si tramanda? Visto lo Xerox Star direi di no.
L'interfaccia grafica del Lisa nacque dopo che la Apple strinse un accordo con la Xerox che permetteva agli ingegneri Apple di visitare lo Xerox PARC.
Fu al PARC che gli ingegneri Apple e Steve Jobs videro per la prima volta lo Xerox Alto, il primo computer con una interfaccia grafica, il mouse e la metafora della scrivania.
Nonostante molti pensino che il Lisa sia il primo computer dotato di interfaccia grafica (GUI) e mouse ad essere venduto sul mercato, questo in realtà non è vero come abbiamo visto.
Il primo fu il già citato Xerox Star (uscito 2 anni prima).
Il Lisa rimane comunque il primo computer dotato di interfaccia grafica ad entrare nelle case della gente comune (all'epoca Microsoft aveva un semplice sistema operativo a riga di comando, il famoso DOS e la Xerox costruiva invece sistemi destinati alle aziende).
Il Lisa era dotato di 1 MB di RAM e di 2 floppy disk drive da 5,25", chiamati "Twiggy".
Lisa era l'acronimo di "Local Integrated System Architecture" (per ironia della sorte era il nome anche della figlia maggiore di Jobs).
Oric 1 uscì nel 1983, esso integrava un'interfaccia monitor RGB ed un'interfaccia stampante Centronics.
RAM 16 o 48 kb con potenti altoparlanti ed un prezzo da 100 sterline a 170.
Il nome era l'anagramma di Micro, senza "M" iniziale.
Nel 1983 uscì Aquarius 1 della Mattel (si, proprio l'azienda di giochi).
La società da tempo aveva promesso di immettere periferiche IntelliVision sul mercato ma tra un rimando e l'altro venne investigata e condannata per frode.
La risposta della società fu appunto la realizzazione di alcuni computer, tra cui il citato Aquarius I che integrava numerose periferiche, tra cui un mini-expander con 2 controlli manuali e 2 cartucce.
Il PC fu comunque un clamoroso flop, per le scarse caratteristiche hardware, il lancio del sequel venne annullato e l'anno successivo la Mattel Electronics (anche per via del crollo del mercato videoludico) chiuse i battenti.
Sempre l'Acorn Computers che produsse il BBC Micro, lanciò nel 1983 l'Electron ad un prezzo di 199 sterline.
32 kb di RAM con chip ULA per ridurre i costi di produzione.
L'Acorn comunque produsse molti più modelli di quelli che riuscirà a vendere, nonostante una campagna pubblicitaria da 4 milioni di sterline del comico scozzese Stanley Baxter.
Sony HB-75 HitBit uscito nel 1983, supportava il nuovo standard Microsoft MSX per i computer a 8 bit (interfaccia utente e MS-DOS. Processore Zilog Z80, video di Texas Instruments, audio di General Instruments, slot cartucce, 32 kb di ROM con MSX Basic).
MSX stava per Microsoft Extended (l'X era il nome di una società a caso che utilizzava lo standard) ed ovviamente i produttori avrebbero dovuto procurarsi tutte le licenze Microsoft per aderire allo standard portando le loro macchine ad un livello di compatibilità molto alto.
Quando al computer di Sony, oltre alle canoniche uscite stampanti ed unità a cassette (64 kb di RAM), era presente una trackball e persino un controllo infrarossi per i giochi.
Sempre aderente a questo standard si può citare anche lo SpectraVideo SVI-738, progettato con unità floppy e per essere un portatile.
L'anno del Macintosh è il 1984.
Questo computer era rivoluzionario per quanto riguardo l'utilizzo di interfacce grafiche sempre più simili a quelle moderne.
Arrivavano così anche le icone, finestre e menù sempre più simili a quelli odierni ed il mouse (ad un tasto).
La GUI era mostrata su uno schermo da 9 pollici in bianco e nero, con una risoluzione pari a 512x342 pixel.
Il Macintosh era notevole anche per la sua potenza, grazie alla CPU Motorola 68000 (8 MHz), 128 kb di RAM, 400 kb di ROM e il drive da 5,25 pollici.
Apple spese 500mila dollari per lo spot pubblicitario che comparve tra una pausa e l'altra del Superbowl 1984 tra LA Raiders e Washington Redskins (esso rappresentava un'atleta russa che corre nell'inquietante terra del romanzo "1984" di George Orwell).
Decine di milioni di americani videro la pubblicità ed Apple rientrò tranquillamente nella sua spesa iniziale.
Costava 2.495 dollari.
Da sottolineare che Adobe produsse il PostScript permettendo alle stampanti laser di funzionare con assoluta efficienza.
Il MAC era una ventata d'aria fresca e si distaccava dal conformismo dell'IBM PC e dei suoi cloni legali e non.
Nello stesso anno la britannica Amstrad, produsse il memorabile Amstrad CPC464.
CPC sta per Colour Personal Computer, lo schermo infatti era a colori e oltre a quello c'era anche un processore Zilog Z-80 a 8 bit che funzionava a 4 Mhz, con 64 KB di RAM da cui la seconda parte del nome.
Tutti componenti stavano dentro alla tastiera e al monitor.
Quest'ultimo poteva funzionare in tre modalità: 1600x200 e 16 colori, 320x200 in 4 colori, o 640x200 in due colori.
L'Amstrad CPC464 era compatibile inoltre con un altro computer molto popolare all'epoca, cioè lo ZX Spectrum di cui abbiamo già parlato prima.
Inoltre erano entrambi inglesi come detto.
Sempre nel 1984, Sinclair immise sul mercato il QL (Quantum Leap).
Esso cercava d'imitare lo Xerox Star ma usando tecnologie moderne ed abbassando il prezzo a 399 dollari.
Vennero lanciati anche diversi software: Quill (elaboratore testi), Abacus (foglio elettronico), Easel (pacchetto grafico) ed Archive (database).
Le capacità multitasking di questo PC anticiparono di circa 10 anni il mercato, l'hardware era altrettanto buono considerato il prezzo molto competitivo.
Molto bello anche lo spot di lancio con Sir Clive Sinclair che faceva un enorme salto sulle macchine dei rivali.
L'anno successivo, 1985, Commodore mise in commercio l'Amiga 1000.
CPU Motorola 68000 (7 MHz circa), chipset grafico che poteva mostrare 600x256 pixel e 16 colori. Era anche un ottimo computer per quanto riguarda l'audio, con canali a 8 bit.
L'Amiga 1000 contava anche su un sistema operativo avanzato, Amiga OS: era un software a 32 bit che poteva eseguire il multitasking, in una GUI a colori con finestre e icone.
Il prezzo era di 1295 dollari.
L'ultimo esemplare Amiga è datato 1994.
Sempre nel 1985 uscì l'Amstrad PCW 8256: floppy da 3, monitor e venduto anche con stampante.
Il PCW ebbe grande successo vendendo oltre 1 milione di esemplari, poi vennero prodotti l'8512 e il 9512.
La linea terminò nel 1998 con il PCW-16.
Curiosamente il nome originale era WPC (World Processing Computer) ma per evitare ironie sulle donne poliziotto britanniche (Women Police Constables) vennero mischiate le lettere (PCW).
L'IBM PS/2 uscito nel 1987 usava un'architettura proprietaria, e tra le sue innovazioni si trovavano un BIOS protetto, usabile solo sotto licenza.
Tecnicamente, il PS/2 era un buon computer, ma i concorrenti e i clienti di IBM non lo apprezzarono particolarmente, probabilmente per via dei costi e del successo ormai consolidato del PC.
Il PS/2 aveva anche un proprio sistema operativo, OS/2, che era stato sviluppato insieme a Microsoft. Non ebbe un'interfaccio grafica fino al 1988, quando si trovò a competere con Windows 2.0.
Il PS/2 fu un fallimento commerciale, ma diverse delle sue caratteristiche finirono per diventare colonne portanti dei PC, come le porte PS/2 per tastiera e mouse, o l'interfaccia VGA.
Nel 1988 non si può non citare il NeXT Cube, prodotto dall'azienda di Steve Jobs dopo che aveva abbandonato l'Apple.
Si trattava di una workstation di alti livelli per i tempi (destinata al mercato didattico), Jobs venne anche denunciato dall'Apple stessa perchè aveva trafugato il loro dipartimento didattico.
Comunque 8 mb di RAM, dischi magneto-ottici riscrivibili per un prezzo di 6500 dollari.
Siamo nel 1989, dopo i primi tentativi d'inizio anni 80 per quanto riguarda i PC portatili, Poqet immise sul mercato Poqet PC che pesava appena mezzo chilo, era spesso tre centimetri e grande quanto una busta.
Il Poqet PC aveva un processore 80C88 a 7 mhz.
E poi 512 KB di RAM e 640 KB di ROM, che conteneva BIOS, MS-DOS e alcune applicazioni.
Lo schermo DTSN aveva una risoluzione pari a 640x200 pixel.
Era alimentato da due pile AA, che duravano circa 20 ore con un uso intensivo.
A parte le dimensioni da record, il Poqet introdusse anche le schede di memoria.
Usava un formato che sarebbe poi diventato PCMCIA, per schede che contenevano sia la RAM per i dati utenti quanto la ROM per i programmi aggiuntivi.


ANNI 90
Il PDA (Personal Digital Assistant) prodotto dalla società inglese Psion fu un ottimo successo.
Questo apparecchio era ancora più piccolo del Poqet PC e pesava la metà, con una CPU meno potente, la NEC V30H.
Anche lo schermo era più piccolo, con una diagonale da 5 pollici e una risoluzione pari a 240x80 pixel.
Nonostante tutto il Psion Series 3 aveva tutte le funzioni di un PDA: rubrica, agenda, calcolatrice, elaboratore di testi, fogli di calcolo e scrittura a mano.
Due anni dopo, la CPU e la risoluzione del display raddoppiarono di potenza.
Nel 1991 è lanciato sul mercato HP 95LX primo pocket computer MS-DOS prodotto dalla Hewlett-Packard.
Ha una CPU NEC V20, come sistema operativo MS-DOS versione 3.22 e Lotus 1-2-3 preinstallato. Altri software nella ROM comprendono una calcolatrice, un programma di comunicazione e un semplice editore di testo.
Include una pila a bottone per il backup se le due pile stilo principali si scaricano.
Come memoria di massa il HP95LX ha uno slot PCMCIA, che può contenere una RAM card statica. Fornito anche di porta seriale e ad infrarossi.
IBM nel 1992 lanciò il marchio ThinkPad.
Tra i primi tre modelli ce n'era uno da 10 pollici senza tastiera, il ThinkPad 700T.
La versione di fascia alta, il 700C, aveva un processore realizzato da IBM (486SLC, 25 MHz) e uno schermo da 10,4" VGA a colori (il primo sul mercato).
ThinkPad 755CD fu il primo computer portatile con lettore CD integrato.
Il marchio ThinkPad, insieme a tutta la divisione personal computer, fu venduta a Lenovo nel 2005.
L'Apple Newton, in particolare con il MessagePad, anticipò gli iPad.
Newton OS funzionava su diversi dispositivi di Apple, Sharp, Motorola.
Il dispositivo offriva molte innovazioni, ma quella più rilevante era senz'altro il riconoscimento della scrittura manuale tramite il touchscreen.
Il primo modello usava un processore ARM 610 a 20 MHz con 640 KB di RAM.
Era hardware abbastanza potente per l'epoca, ma il Newton finì per rivelarsi un fallimento commerciale.
I primi MessagePad avevano un'autonomia scarsissima e la scrittura manuale un vero e proprio incubo.
IBM nel 1997 con la progettazione di Deep Blue voleva rendere il computer intelligente quanto gli essere umani.
E per dimostrare che era possibile, ne costruì uno capace di battere il migliore scacchista al mondo.
Deep Blue sfidò Garry Kasparov e perse il primo match nel 1996, ma poi si rifece l'anno successivo dopo un rilevante aggiornamento.
La configurazione vincente, detta Deeper Blue, consisteva in un totale di 30 processori IBM P2SC (Power2 Single Chip) a 120 MHz e 480 coprocessori specializzati.
La sua potenza di calcolo arrivava a 11,38 GFLOPS.
IBM manteneva la sua leadership, Apple invece dopo la dipartita di Steve Jobs a metà anni 80 era sempre più in crisi.
Punto di svolta proprio il 1997 quando Steve Jobs tornò a guidare l'azienda che aveva fondato e decise di cambiare tutto.
Con un'abile mossa di furbizia Jobs riuscì a ricevere investimenti, che paradossalmente arrivarono proprio dal "rivale" Microsoft che accettò anche di creare una versione di Office per Mac.
Nell'agosto del 1998 poi Steve Jobs presentò il primo iMac, il cui design all-in-one eliminava quasi tutti i cavi di un computer.
Il primo modello aveva un veloce processore G3, rete a 100 MBps, un grande schermo ad alta definizione, lettore CD e porte USB.
Intravedendo il futuro mancava il lettore di floppy disk.
Il nuovo ciclo dell'Apple (con tutto ciò che ne consegue negli anni successivi e sino ai giorni nostri), inizia da qua.


NUOVO MILLENNIO
Tra un sistema operativo e l'altro, nel 2001 Microsoft decise d'introdurre l'idea di Microsoft Tablet PC.
Non inventò niente, essendo un'idea vecchia come il mondo però formalizzò il tutto.
Sistema operativo: Windows XP.
Il processore x86 imponeva batterie molto pesanti e anche lo schermo LCD da usare con il pennino pesava un po' più della media.
Anche per queste ragioni il progetto naufragò, perché non riuscì ad essere un dispositivo facilmente trasportabile.
Nel 2004 edito da HP esce HP Compaq TC 1100 questo tablet fu un enorme successo commerciale.
Il TC 1100 basato sulla piattaforma Intel, è stato commercializzato utilizzando i processori Pentium M ULV con frequenza 1.0, 1.1 ed 1.2 GHz.
Commercializzato con 256 o 512 MB di RAM, il sistema supporta fino a due GigaByte di RAM.
Lo schermo, in vetro temperato antigraffio, è da 10,2 pollici ed il digitalizzatore attivo, prodotto dalla giapponese Wacom, supporta 256 livelli di pressione.
Dopo il Tablet PC fu la volta del Microsoft Ultra Mobile PC (UMPC) e poi del Mobile Internet Device (MID), prodotto fallimentare dell'Intel.
Il MID tuttavia spinse Intel a sviluppare il processore Atom, che permise ad Asus di creare il famoso Asus Eee PC.
Montava Windows XP e poi 7, questi PC miravano a rendere più trasportabili i computer e a ridurre i consumi.
Serie 700 sino a X101/H/CH.
Nasceva così il Netbook, in varianti da 7 o 10 pollici: una nuova categoria di computer portatili che rivoluzionò il mercato e tutti i produttori seguirono presto l'esempio di Asus e di Intel, tranne Apple.
Apple appunto trovò la formula vincente per il Tablet: Apple iPad nel 2010.
I progressi tecnologici compiuti con gli smartphone (iPhone) aiutarono molto Steve Jobs e i suoi collaboratori: processori ARM ad alte prestazioni, schermi più sottili e batterie migliori erano ormai prodotti comuni, e gli ingredienti base per la nuova ondata di prodotti.
Apple ebbe anche l'intelligenza d'imparare dagli errori di Microsoft, e così invece di usare una versione modificata di Mac OS scelse di usare iOS per l'iPad (un sistema operativo creato apposta per l'hardware usato e già testato sull'iPhone).
Anche le applicazioni erano state programmate apposta e non adattate (in quanto prodotte per essere usate da mouse e tastiera).
Il successo dell'iPad fu strabiliante.
Negli ultimi anni sarebbe quantomeno inutile riportare tutti i vari super computer che si succedono però mi sento di citarne due in particolare: in primis il supercomputer Watson.
Sistema d'intelligenza artificiale costruito dalla IBM e capace di rispondere a delle domande.
Già nel 2010 era in grado di partecipare a giochi e quiz.
L'altro invece si chiama Tianhe2 ed è, ad oggi, il supercomputer più potente al mondo.
Sviluppato presso l’Università Nazionale per la Tecnologia della Difesa Cinese ed è in grado di ottenere prestazioni doppie rispetto al vecchio detentore del titolo mondiale di supercomputer più potente del mondo (Titan) classificandosi quindi al primo posto della classifica mondiale Top500.
Si tratta di un supercomputer costituito da migliaia di processori Intel Xeon e coprocessori Xeon Phi basati su architettura denominata MIC.
Questa tecnologia risponde all’esigenza di avere altissime prestazioni, ma con una efficienza energetica elevata.
Questo supercomputer, denominato anche “Milky Way 2” ovvero via lattea, è utilizzato per complesse simulazioni matematiche, in ambito meteorologico, fisico e aerospaziale.
Il futuro potrebbe riservarci il perfezionamento dei Computer quantistici, perfezionamento in quanto già esistenti: D-Wave ed IBM (Computer Quantistici).



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