I satelliti vengono messi in orbita per diversi motivi: telerilevamento, telecomunicazioni, etc
Per calcolarne le orbite e predirne i passaggi è fondamentale avere un navigatore e/o un’antenna GPS ma in realtà possiamo utilizzare anche il nostro computer grazie a GPRedict che è un software free.
Esso permette di avere una mappa dei satelliti in tempo reale e inoltre permette pure l’interfacciamento con gli Rtx radioamatoriali nonché i rotori d’antenna.
Una volta installato ed eseguito il programma per prima cosa dovremo collegarci a internet ed aggiornare la lista dei satelliti, accedendo in alto nei menù a tendina alla voce “Update TLE/From network” , una volta aggiornato l’elenco e i dati come detto avremo aperto il modulo(ovvero un raggruppamento di satelliti monitorati insieme appartenenti ad una specifica categoria) “Amateur” ma potremo aggiungere e modificare quanti moduli vogliamo.
Come si fa? Basta cliccare sulla piccola icona con triangolino in alto a destra indicata dalla feccia rossa e regolare il programma secondo le nostre preferenze agendo sulle varie voci di settaggio.
Per scaricarlo: GPRedict Download
CONFIGURAZIONE
Per prima cosa nella voce ”Ground Stations” cancelleremo quella di default (sample) per creare la nostra stazione di terra con i dati relativi alla nostra ubicazione, aggiornando la nostra posizione (cosa fondamentale se vogliamo intercettare dei satelliti).
Alla voce “List View” potrete scegliere i campi dati che vi interessano.
Per quanto riguarda l’interfacciamento con gli apparati radioamatoriali dovrete invece agire sulla voce “Interfaces” e settare a seconda dell’apparato che usate.
Il programma di default vi propone l’apertura del modulo”Amateur” ma voi potrete modificare o aggiungere nuovi moduli, ovvero gruppi di satelliti, aprendo la voce “Create a new module” e scegliendo dal menù proposto le categorie e i satelliti.
Naturalmente non esagerate nello scegliere tanti satelliti contemporaneamente perché troppi tracciati di orbite renderanno lento lento il vostro PC rendendo anche difficoltosa la lettura delle immagini.
Il vantaggio di questo programma è che una volta aggiornato il database come spiegato all’inizio, potrete anche disconnettervi da internet.
DATI DI OUTPUT
Otterremo una tabella con i gradi di azimuth per sapere con precisione tutti i passaggi del satellite.
Potremo anche sapere per quanto tempo sarà visibile.
Volendo l'app GQRX ci mostrerà lo spettro radio in tempo reale.
Per conoscere le frequenze andiamo su AmSat
EFFETTO DOPPLER
A causa di quest'effetto (per intenderci il suono del sirene sfrutta questo principio), la frequenza di trasmissione dei satelliti è in continuo cambiamento: man mano che si avvicinano le frequenze diventano più alte, quando si allontanano da noi diventano più basse.
Visualizzazione post con etichetta Satellite. Mostra tutti i post
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giovedì 14 dicembre 2017
lunedì 5 dicembre 2016
La Macchina Del Tempo Di Google: Earth Engine Timelapse
Google pochi giorni fa ha aggiornato Google Earth (Earth Engine Timelapse) aggiungendo quattro anni di nuove immagini e diversi petabyte di dati offrendoci una specie di macchina del tempo, che va dal 1984 al 2016.
Per chi non lo sapesse, Google Earth Engine è una piattaforma sviluppata insieme alla Carnegie Mellon University, che analizza e processa le fotografie satellitari del globo per offrirci una visione chiara dei cambiamenti, graduali o netti, che viviamo giornalmente nelle nostre città.
Timelapse, fu lanciato nel 2013, ci fa vedere com’è cambiato il mondo: le città e la loro urbanizzazione, la natura, i deserti, i fiumi, le montagne ed i ghiacciai.
Potrete zoomare o rimpicciolire l'area a vostro piacere, cercare una precisa città o quartiere.
Un lavoro incredibile e monumentale realizzato scattando circa 5.000.000 di immagini satellitari di tutto il mondo grazie al satellite NASA Landsat 8 lanciato in orbita nel 2013.
Le immagini prodotte sono state poi elaborate e sovrapposte per creare questi time lapse formati da 33 immagini, una per ogni anno.
Altre foto sono state scattate da Sentinel-2A (l'occhio dell'Esa sul mondo, parte del programma Copernicus) nel 2015 e 2016.
Per chi non lo sapesse, Google Earth Engine è una piattaforma sviluppata insieme alla Carnegie Mellon University, che analizza e processa le fotografie satellitari del globo per offrirci una visione chiara dei cambiamenti, graduali o netti, che viviamo giornalmente nelle nostre città.
Timelapse, fu lanciato nel 2013, ci fa vedere com’è cambiato il mondo: le città e la loro urbanizzazione, la natura, i deserti, i fiumi, le montagne ed i ghiacciai.
Potrete zoomare o rimpicciolire l'area a vostro piacere, cercare una precisa città o quartiere.
Un lavoro incredibile e monumentale realizzato scattando circa 5.000.000 di immagini satellitari di tutto il mondo grazie al satellite NASA Landsat 8 lanciato in orbita nel 2013.
Le immagini prodotte sono state poi elaborate e sovrapposte per creare questi time lapse formati da 33 immagini, una per ogni anno.
Altre foto sono state scattate da Sentinel-2A (l'occhio dell'Esa sul mondo, parte del programma Copernicus) nel 2015 e 2016.
venerdì 15 aprile 2016
La Storia Di Telespazio (Fucino Space Center)
Telespazio (conosciuto anche come Fucino Space Center), venne costruito negli anni sessanta per i primi esperimenti di trasmissioni televisive satellitari.
Il 18 ottobre 1961 infatti, la RAI ed Italcable (la società italiana di telecomunicazioni), costituivano la società "Telespazio”, aprendo così all’Italia le porte dello spazio.
L'obiettivo era quello di partecipare alla sperimentazione di nuove forme di telecomunicazione attraverso i satelliti artificiali.
Con la stazione sperimentale del Fucino (L'Aquila), già agli inizi degli anni '60 fu possibile effettuare le prime trasmissioni e ricezioni televisive intercontinentali, grazie al satellite Telstar.
Quando nel 1961 fu inaugurato, era unico al mondo nel suo genere e riuscì persino ad anticipare i centri spaziali statunitensi che videro la luce nel 1963.
La scelta della zona non fu casuale, ma avvenne a seguito di studi molto accurati da cui risultò l’ottima protezione naturale alle interferenze fornita dalle montagne che la circondano.
Nel 1962 la NASA firmò una specie di contratto (a fiducia) con Telespazio grazie al quale il mondo, nel 1969, poté seguire in diretta televisiva lo sbarco sulla Luna.
Si era già intuita le possibilità straordinaria offerta dalle moderne comunicazioni, che grazie ai satelliti potevano materializzare i sogni indicati nel 1945 dallo scienziato e scrittore di fantascienza Arthur Clarke.
Tre satelliti in orbita intorno alla Terra sul piano equatoriale e distanziati di 120 gradi avrebbero reso la comunicazione globale e istantanea.
Ed è quello che è accaduto.
ANNI 70
E' inoltre curioso ricordare, a testimonianza del grande impatto avuto sull’opinione pubblica dalle nuove comunicazioni satellitari, che il pallone usato dalla FIFA per i mondiali messicani del ’70 fu chiamato appunto “Telstar”, ispirato nel nome e nei colori dal satellite lanciato nel 1962 e che offrì l’opportunità storica di effettuare le prime trasmissioni telefoniche e televisive tra Europa e Stati Uniti.
Inizialmente la stazione era montata su tre furgoni, quindi di tipo mobile, per l'eventuale necessità di cambiare la posizione qualora la zona prescelta non fosse risultata idonea dal punto di vista elettromagnetico per interferenze varie.
Il 17 agosto 1967 entrava in servizio sull'area atlantica la prima grande antenna con diametro di circa 30 metri alla stazione del Fucino, nel frattempo dotata anche di nuove infrastrutture edilizie.
Negli anni 70 alle telecomunicazioni e al controllo in orbita dei satelliti si aggiunge l’osservazione della Terra.
Entra in attività un secondo centro spaziale a Gera Lario (Como) e Telespazio partecipa allo sviluppo del programma Sirio, il primo satellite italiano per telecomunicazioni lanciato nel ’77.
ANNI 80 E 90
Gli anni 80 e 90 sono caratterizzati per la messa in orbita dei nuovi satelliti italiani di telecomunicazioni Italsat.
Sono anche gli anni della televisione via satellite e dell’accrescimento delle capacità tecnologiche di Telespazio nel campo della gestione in orbita dei satelliti, con il nuovo satellite scientifico Sax. Anche l’osservazione della Terra conosce una nuova stagione, con l’utilizzo di sensori radar a bordo dei primi satelliti ERS (European Remote-Sensing satellite).
Nel 1991 entrava in servizio la prima rete chiusa con piccole antenne per un singolo grande utente: il progetto Argo per comunicazioni d'emergenza con antenne fisse e trasportabili per il Dipartimento della Protezione Civile, concepito e progettato dalla Telespazio. A questa sarebbero seguite molte altre reti chiuse per utenti pubblici e privati (banche, industrie, pubblica amministrazione) tutte realizzate e gestite dalla Telespazio attraverso un centro di controllo remoto presso la stazione del Fucino.
Nel 1994 viene creata anche una stazione a Matera.
In questo decennio alla Telespazio veniva affidato anche il controllo in orbita del satellite e la gestione delle stazioni di traffico per Telecom Italia.
OGGI
Oggi rimane tra i principali operatori al mondo nel campo dei servizi satellitari.
La società può contare su una rete internazionale di centri spaziali e teleporti dislocati nel Regno Unito, in Germania, in Francia, Spagna, Ungheria e Romania.
Nell’America Latina è presente in Brasile e Argentina, mentre negli Stati Uniti opera con Telespazio North America.
I servizi principali sono la gestione dei servizi di lancio e al controllo in orbita dei satelliti e i servizi di osservazione della Terra, ma il servizio più prestigioso, è sicuramente quello del coordinamento del sistema Galileo.
Con una superficie di circa 370.000 metri quadrati, sulla quale sono disposte un centinaio di antenne paraboliche, alcune con un diametro di oltre 30 metri, forse in un futuro neanche tanto prossimo le telecomunicazioni televisive saranno soppiantate dall'IPTV e dalle WebTV ma per quanto ci riguarda questo Teleporto ancora oggi può fregiarsi del titolo di primo e più importante centro spaziale civile al mondo.
Per approfondire: Nascita Delle Prime Pay TV, Problematiche Pay TV e Storia Dei Satelliti (TV).
Il 18 ottobre 1961 infatti, la RAI ed Italcable (la società italiana di telecomunicazioni), costituivano la società "Telespazio”, aprendo così all’Italia le porte dello spazio.
L'obiettivo era quello di partecipare alla sperimentazione di nuove forme di telecomunicazione attraverso i satelliti artificiali.
Con la stazione sperimentale del Fucino (L'Aquila), già agli inizi degli anni '60 fu possibile effettuare le prime trasmissioni e ricezioni televisive intercontinentali, grazie al satellite Telstar.
Quando nel 1961 fu inaugurato, era unico al mondo nel suo genere e riuscì persino ad anticipare i centri spaziali statunitensi che videro la luce nel 1963.
La scelta della zona non fu casuale, ma avvenne a seguito di studi molto accurati da cui risultò l’ottima protezione naturale alle interferenze fornita dalle montagne che la circondano.
Nel 1962 la NASA firmò una specie di contratto (a fiducia) con Telespazio grazie al quale il mondo, nel 1969, poté seguire in diretta televisiva lo sbarco sulla Luna.
Si era già intuita le possibilità straordinaria offerta dalle moderne comunicazioni, che grazie ai satelliti potevano materializzare i sogni indicati nel 1945 dallo scienziato e scrittore di fantascienza Arthur Clarke.
Tre satelliti in orbita intorno alla Terra sul piano equatoriale e distanziati di 120 gradi avrebbero reso la comunicazione globale e istantanea.
Ed è quello che è accaduto.
ANNI 70
E' inoltre curioso ricordare, a testimonianza del grande impatto avuto sull’opinione pubblica dalle nuove comunicazioni satellitari, che il pallone usato dalla FIFA per i mondiali messicani del ’70 fu chiamato appunto “Telstar”, ispirato nel nome e nei colori dal satellite lanciato nel 1962 e che offrì l’opportunità storica di effettuare le prime trasmissioni telefoniche e televisive tra Europa e Stati Uniti.
Inizialmente la stazione era montata su tre furgoni, quindi di tipo mobile, per l'eventuale necessità di cambiare la posizione qualora la zona prescelta non fosse risultata idonea dal punto di vista elettromagnetico per interferenze varie.
Il 17 agosto 1967 entrava in servizio sull'area atlantica la prima grande antenna con diametro di circa 30 metri alla stazione del Fucino, nel frattempo dotata anche di nuove infrastrutture edilizie.
Negli anni 70 alle telecomunicazioni e al controllo in orbita dei satelliti si aggiunge l’osservazione della Terra.
Entra in attività un secondo centro spaziale a Gera Lario (Como) e Telespazio partecipa allo sviluppo del programma Sirio, il primo satellite italiano per telecomunicazioni lanciato nel ’77.
ANNI 80 E 90
Gli anni 80 e 90 sono caratterizzati per la messa in orbita dei nuovi satelliti italiani di telecomunicazioni Italsat.
Sono anche gli anni della televisione via satellite e dell’accrescimento delle capacità tecnologiche di Telespazio nel campo della gestione in orbita dei satelliti, con il nuovo satellite scientifico Sax. Anche l’osservazione della Terra conosce una nuova stagione, con l’utilizzo di sensori radar a bordo dei primi satelliti ERS (European Remote-Sensing satellite).
Nel 1991 entrava in servizio la prima rete chiusa con piccole antenne per un singolo grande utente: il progetto Argo per comunicazioni d'emergenza con antenne fisse e trasportabili per il Dipartimento della Protezione Civile, concepito e progettato dalla Telespazio. A questa sarebbero seguite molte altre reti chiuse per utenti pubblici e privati (banche, industrie, pubblica amministrazione) tutte realizzate e gestite dalla Telespazio attraverso un centro di controllo remoto presso la stazione del Fucino.
Nel 1994 viene creata anche una stazione a Matera.
In questo decennio alla Telespazio veniva affidato anche il controllo in orbita del satellite e la gestione delle stazioni di traffico per Telecom Italia.
OGGI
Oggi rimane tra i principali operatori al mondo nel campo dei servizi satellitari.
La società può contare su una rete internazionale di centri spaziali e teleporti dislocati nel Regno Unito, in Germania, in Francia, Spagna, Ungheria e Romania.
Nell’America Latina è presente in Brasile e Argentina, mentre negli Stati Uniti opera con Telespazio North America.
I servizi principali sono la gestione dei servizi di lancio e al controllo in orbita dei satelliti e i servizi di osservazione della Terra, ma il servizio più prestigioso, è sicuramente quello del coordinamento del sistema Galileo.
Con una superficie di circa 370.000 metri quadrati, sulla quale sono disposte un centinaio di antenne paraboliche, alcune con un diametro di oltre 30 metri, forse in un futuro neanche tanto prossimo le telecomunicazioni televisive saranno soppiantate dall'IPTV e dalle WebTV ma per quanto ci riguarda questo Teleporto ancora oggi può fregiarsi del titolo di primo e più importante centro spaziale civile al mondo.
Per approfondire: Nascita Delle Prime Pay TV, Problematiche Pay TV e Storia Dei Satelliti (TV).
lunedì 11 aprile 2016
La Storia Dei Satelliti: TV e Telecomunicazioni
Il satellite è sicuramente il mezzo più affidabile ed efficiente per trasmettere programmi televisivi.
Questo perchè nelle trasmissioni televisive l'altezza è un fattore importantissimo, inoltre per amplificare il segnare e portarlo al maggior numero di case possibili è necessario trasmettere al di sopra degli ostacoli terrestri.
All'inizio della storia della TV, questo significava montare i trasmettitori sopra gli edifici più alti, con l'avvento della tecnologia satellitare il problema venne risolto.
Il satellite trasmette i segnali televisivi dallo spazio, su orbite attorno alla terra, molto più in alto rispetto a qualsiasi antenna terrestre.
A tale altezza, il segnale può essere trasmesso praticamente ovunque e riesce coprire un'area di gran lunga più vasta di quella coperta da qualsiasi ripetitore terrestre, raggiungendo anche i posti più isolati.
Satellite significa anche massima capacità di banda senza restrizioni di diffusione.
COMUNICAZIONE CON I SATELLITI
La comunicazione con i satelliti è possibile grazie al fatto che essi stazionano in un orbita geostazionaria (detta anche geosincrona) a circa 35 mila chilometri di altezza sopra l'equatore. Compiendo una rotazione intorno alla terra ogni 24 ore, di fatto rimangono sempre nella stessa posizione per cui è possibile da terra puntare alle antenne del satellite che ricevono ed inviano i segnali.
La trasmissione dei dati (broadcast) da terra verso il satellite è detta uplink e solitamente viene criptata per non essere intercettata da persone non autorizzate.
Il segnale viene ricevuto da un transponder (che provvede a convertirlo ad una frequenza che una parabola terrestre può ricevere) ed inviato nuovamente a terra (downlink) in una determinata zona geografica denominata footprint (l'area di copertura del satellite).
Generalmente un satellite ha dai 24 ai 32 transponder che ricevono e ritrasmettono i segnali ricevuti. Per non creare interferenze, il segnale viene trasmesso con antenne polarizzate nello spazio.
Il segnale trasmesso da terra ad un satellite è molto debole, solitamente ha un ampiezza minore di un Watt!
Il segnale viene amplificato dal satellite e ritrasmesso sulla terra.
Ovviamente per via della distanza di percorrenza (35 mila km), il segnale deve essere quindi amplificato.
Questa operazione viene effettuata dal LNB (LOW NOISE BLOCK), posto sulla parabola che oltre ad amplificare il segnale ricevuto lo converte ad una frequenza più bassa.
Ovviamente più è basso il segnale ricevuto dal satellite e più la parabola deve essere grande per poterlo ricevere.
Per un moderno satellite che trasmette con trasponder da 100 200 watts, basta una parabola di 45 centimetri di diametro (in passato erano più grandi).
Nei satelliti più moderni, il Multiplexing (più segnali insieme. Ipoteticamente 10 canali con un unico segnale) viene eseguito a bordo (cioè le emittenti mandano indipendentemente tutti i loro segnali al satellite che una volta ricevuti provvede a Multiplexarli).
Il processo inverso (detto Deplexing) viene invece eseguito a terra dal decoder collegato alla parabola di casa degli utenti.
Questo processo è responsabile del ritardo tra un cambio di canale e l'altro.
RICEZIONE DEL SEGNALE
Il necessario per la ricezione dei canali satellitari: una parabola delle giuste dimensioni (in termini di diametro) e correttamente puntata nella direzione del satellite che vogliamo ricevere.
Il puntamento è uno degli aspetti fondamentali nell'installazione di una parabola e non deve mai essere sottovalutato pena la non ricezione dei canali desiderati.
Un LNB che amplifica il piccolo segnale che arriva alla nostra parabola e poi viene inviato al decoder.
Il ricevitore è un apparecchio collegato alla TV, utilizzato per sintonizzare e memorizzare i canali radiotelevisivi diffusi via satellite (o via digitale terrestre).
I canali che possiamo vedere con un decoder sono quelli gratuiti più tutti quelli che il provider a cui ci abboniamo ci mette a disposizione nelle sue frequenze.
Con il decoder riusciamo ad ottenere una frequenza di segnale compatibile con quella della nostra TV: attua un decriptaggio di un segnale televisivo.
La smart card invece identifica unicamente un abbonato (sono memorizzati dati relativi ai canali e ai servizi sottoscritti, oltre alle chiavi elettroniche per il decriptaggio delle trasmissioni.
Infine il transponder è un ripetitore satellitare ovvero il sistema che permette di ricevere, da terra, un segnale radiotelevisivo e di ridiffonderlo su tutto il territorio.
E' simile ad un ripetitore terrestre ma con la differenza che è installato a 36.000 km di altezza.
PRIMI SATELLITI SPERIMENTALI
Quando si parla della storia dei satelliti non si può non far riferimento al noto satellite russo Sputnik lanciato in orbita nel 1957.
Esso fu il primo satellite a trasmettere informazioni a terra e viene considerato a ragione il padre di tutti i satelliti.
Questo rudimentale satellite rimase in orbita per 92 giorni prima di disintegrarsi nell'atmosfera terrestre.
Gli americani invece lanciarono lo SCORE, che invece fu il pioniere dei test di telecomunicazioni dallo spazio: era il 1958 (quindi agli albori dell’era spaziale).
Il satellite aveva quattro antenne, due per la ricezione e due per la trasmissione; le batterie di alimentazione del sistema avevano una durata di 12 giorni.
Fu il primo satellite a trasmettere una "voce" dallo spazio.
In seguito, nel 1960, toccherà a Currier, e poi agli Echo, enormi palloni di alluminio.
Dalla sua orbita Echo rifletteva con la sua superficie i segnali radio e TV.
Nel nasce in Italia uno dei primi Teleporti a livello mondiale: Telespazio (Fucino Space Center).
PRIME IMMAGINI IN MONDOVISIONE
I risultati di Echo furono così così.
Era necessario quindi scegliere un’altra strada.
Così, nei laboratori della AT&T (American Telephone And Telegraph) nasceva quella sfera tecnologica ricoperta di piccole celle solari, che avrebbe permesso di gestire 600 conversazioni telefoniche o un canale televisivo, e che avrebbe permesso il primo collegamento intercontinentale Stati Uniti-Europa.
Un cambiamento epocale per la nuova era dalle telecomunicazioni, con l’avvio dell’era della TV in diretta via satellite, arrivò grazie al Telstar 1 (una sfera di 86 centimetri di diametro) che viene considerato come il primo, vero satellite per telecomunicazioni.
Telstar 1 era un satellite della AT&T, ed era stato lanciato il 10 luglio 1962 da Cape Canaveral, in cima ad un Thor-Delta.
Il vero primato di Telstar fu rappresentato da ciò che avverrà l’11 luglio, quando alle 0.48, ora del Centro Europa, mentre compiva la sua sesta orbita, rilanciò fra i due estremi dell'Oceano Atlantico quello che viene considerato il primo scambio ufficiale internazionale di immagini diffuse in mondovisione della storia della televisione.
Le prime immagini? Ovviamente la statua della Libertà e la torre Eiffel.
Telstar 1 pesava 77 chilogrammi, e doveva essere lanciata su un’orbita ellittica con perigeo, questo permetteva a Telstar di sfruttare periodi utili di telecomunicazione di soli 20 minuti.
All’epoca infatti, ancora non era stata utilizzata dai satelliti l’orbita detta “geostazionaria” (sincrona con l'orbita della terra quindi ideale per posizionare un ripetitore radio dallo spazio, poiché da lassù un satellite ruota alla stessa velocità angolare della Terra, restando quindi immobile sopra la verticale terrestre).
Ed è proprio quella “geostazionaria” l’orbita, dove sono stati collocati la gran maggioranza dei satelliti per telecomunicazioni oggi, che hanno fatto seguito ai Telstar negli anni successivi: il primo sarà Syncom 3, lanciato nell’agosto 1964.
Poco dopo Syncom 4.
Tornando a Telstar 1, esso conteneva 15.000 minuscoli congegni, tra i quali 1.064 transistor, 3.600 celle solari e 19 batterie al nichel-cadmio.
Il Telstar 1, 4 GHz, era una vera e propria stazione radiotelevisiva in miniatura, ma anche telemetrica, essendo in grado di trasmettere 115 caratteristiche dell’ambiente interno ed esterno.
Il satellite fu costruito per effettuare esperimenti di ritrasmissioni a grande distanza con microonde. In sostanza, il Telstar 1 era un perfetto relay che riceveva, amplificava e ritrasmetteva le trasmissioni inviategli da Terra.
Impiegato come una sorta di “centralina telefonica”, dei suoi 600 canali, una parte vennero impiegati anche per le ritrasmissione televisiva.
Per controllare e sperimentare questo nuovo genere di trasmissioni a grande distanza con microonde, era quindi indispensabile allestire a Terra stazioni che fossero in grado di ricevere le trasmissioni inviate dal satellite (tra le più note, quelle di Andover, di Nutley, di Goonhilly Downs in Gran Bretagna, di Telespazio in Italia).
L’11 luglio 1962, subito dopo l’inaugurazione ufficiale del ponte spaziale radiotelevisivo, i tecnici iniziarono gli esperimenti; dapprima con la trasmissione a distanza di immagini fotografiche, poi con un programma televisivo destinato ai telespettatori degli Stati Uniti.
Questo programma viene in parte captato anche dalla stazione francese di Pleumeur-Bodou, e da quella inglese di Goonhilly Downs, sulla sponda opposta dell'Atlantico.
Alla sua settima orbita, il Telstar 1 effettuava un collegamento tra Holmdel, nel New Jersey, e Andover, nel Maine, per la trasmissione di due servizi giornalistici sull’avvenimento,
Poi sarà la volta di Telstar 2 nel 1963, identico al primo ma con transistor più resistenti.
Nel 1965, grazie al progetto INTELSAT, verrà allestita e gestita la prima flotta di satelliti geostazionari.
Sempre nello stesso anno il satellite Early Bird effettua collegamenti in diretta tra Nord America ed Europa: le prime immagini trasmesse riguardano il match di una partita di Baseball americano.
Serie di satelliti militari inglesi, sempre per le telecomunicazioni, sono quelli di Skynet lanciati per la prima volta nel 1969.
SATELLITI PER LE TELECOMUNICAZIONI E LE TV
Per quanto riguarda l'Europa, per parlare di trasmissione satellitare vera e propria (cioè diretta alle case degli utenti comuni), bisogna attendere la metà degli anni 80 con il lancio dei sistemi satellitari Astra.
Questa serie di satelliti potevano però disporre di pochi canali e di potenza limitata per cui a breve furono seguiti dai sistemi Eutelsat.
Tra il 1983 ed il 1988 vennero lanciati 4 satelliti della serie Eutelsat 1.
A fine anni 80 vennero lanciati 5 nuovi satelliti della serie Eutelsat 2 tra cui Eutelsat F6 meglio conosciuto come HotBird che dopo alcuni spostamenti fu definitivamente fissato a 13° Est.
Ogni satellite della serie II è dotato di 16 trasponders da 50W l'uno ad esclusione dell'HotBird che invece ne possiede 16 da 70W.
Olympus invece fu il primo satellite di Grande Potenza utilizzato in Italia, messo in orbita geostazionaria a circa 36 mila chilometri dalla Terra nel 1987 e ricevibile al suolo con antenne di piccolo diametro (circa un metro).
Costruito e consegnato alla British Aerospace, la quale, a sua volta, lo girò all'European Space Acency francese.
Olympus si prefiggeva 4 diversi sistemi di missioni: comunicazioni (videoconferenze via satellite), servizi speciali, propagazione e diffusione televisiva diretta.
Fu un buco dell'acqua da una parte per i costi ai tempi insostenibili, dall'altra perchè il satellite si "sganciò" per ben due volte dalla sua orbita in particolare nel 1991 e nel 1993 (per cause naturali ed errori umani, dovette intervenire anche la NASA).
La messa in orbita di un secondo satellite tutto italiano avvenne nel 1988 con Italsat che però si occupava di telefonia e di trasmissione di dati.
Nel 1988 con Astra 1 e poi con quello inglese Thor (conosciuto anche come MarcoPolo e Syrius) di Sky Television nel 1989 si è nel vero e proprio boom europeo, vista la nascita anche delle prime Pay TV.
Tuttavia questi satelliti furono soggetti a gravi problemi di pirateria (Problematiche Pay TV) quindi definitivamente sostituiti da quelli Eutelsat con sistemi di criptaggio più sicuri.
Gli USA lanceranno nel 1991 Primestar e soprattutto Direct TV nel 1994.
In Italia il primo vero e proprio satellite funzionale è datato 1997, grazie alla RAI.
Eurobird, serie di satelliti sempre dell'Eutelsat, vedrà la luce nel 2012 e servirà anche Sky Italia.
Per approfondire: Nascita Delle Prime Pay TV.
Se ne volete sapere di più su questo nuovo standard che unisce la TV ad Internet: Cos'è L'IPTV e Come Funziona.
Questo perchè nelle trasmissioni televisive l'altezza è un fattore importantissimo, inoltre per amplificare il segnare e portarlo al maggior numero di case possibili è necessario trasmettere al di sopra degli ostacoli terrestri.
All'inizio della storia della TV, questo significava montare i trasmettitori sopra gli edifici più alti, con l'avvento della tecnologia satellitare il problema venne risolto.
Il satellite trasmette i segnali televisivi dallo spazio, su orbite attorno alla terra, molto più in alto rispetto a qualsiasi antenna terrestre.
A tale altezza, il segnale può essere trasmesso praticamente ovunque e riesce coprire un'area di gran lunga più vasta di quella coperta da qualsiasi ripetitore terrestre, raggiungendo anche i posti più isolati.
Satellite significa anche massima capacità di banda senza restrizioni di diffusione.
COMUNICAZIONE CON I SATELLITI
La comunicazione con i satelliti è possibile grazie al fatto che essi stazionano in un orbita geostazionaria (detta anche geosincrona) a circa 35 mila chilometri di altezza sopra l'equatore. Compiendo una rotazione intorno alla terra ogni 24 ore, di fatto rimangono sempre nella stessa posizione per cui è possibile da terra puntare alle antenne del satellite che ricevono ed inviano i segnali.
La trasmissione dei dati (broadcast) da terra verso il satellite è detta uplink e solitamente viene criptata per non essere intercettata da persone non autorizzate.
Il segnale viene ricevuto da un transponder (che provvede a convertirlo ad una frequenza che una parabola terrestre può ricevere) ed inviato nuovamente a terra (downlink) in una determinata zona geografica denominata footprint (l'area di copertura del satellite).
Generalmente un satellite ha dai 24 ai 32 transponder che ricevono e ritrasmettono i segnali ricevuti. Per non creare interferenze, il segnale viene trasmesso con antenne polarizzate nello spazio.
Il segnale trasmesso da terra ad un satellite è molto debole, solitamente ha un ampiezza minore di un Watt!
Il segnale viene amplificato dal satellite e ritrasmesso sulla terra.
Ovviamente per via della distanza di percorrenza (35 mila km), il segnale deve essere quindi amplificato.
Questa operazione viene effettuata dal LNB (LOW NOISE BLOCK), posto sulla parabola che oltre ad amplificare il segnale ricevuto lo converte ad una frequenza più bassa.
Ovviamente più è basso il segnale ricevuto dal satellite e più la parabola deve essere grande per poterlo ricevere.
Per un moderno satellite che trasmette con trasponder da 100 200 watts, basta una parabola di 45 centimetri di diametro (in passato erano più grandi).
Nei satelliti più moderni, il Multiplexing (più segnali insieme. Ipoteticamente 10 canali con un unico segnale) viene eseguito a bordo (cioè le emittenti mandano indipendentemente tutti i loro segnali al satellite che una volta ricevuti provvede a Multiplexarli).
Il processo inverso (detto Deplexing) viene invece eseguito a terra dal decoder collegato alla parabola di casa degli utenti.
Questo processo è responsabile del ritardo tra un cambio di canale e l'altro.
RICEZIONE DEL SEGNALE
Il necessario per la ricezione dei canali satellitari: una parabola delle giuste dimensioni (in termini di diametro) e correttamente puntata nella direzione del satellite che vogliamo ricevere.
Il puntamento è uno degli aspetti fondamentali nell'installazione di una parabola e non deve mai essere sottovalutato pena la non ricezione dei canali desiderati.
Un LNB che amplifica il piccolo segnale che arriva alla nostra parabola e poi viene inviato al decoder.
Il ricevitore è un apparecchio collegato alla TV, utilizzato per sintonizzare e memorizzare i canali radiotelevisivi diffusi via satellite (o via digitale terrestre).
I canali che possiamo vedere con un decoder sono quelli gratuiti più tutti quelli che il provider a cui ci abboniamo ci mette a disposizione nelle sue frequenze.
Con il decoder riusciamo ad ottenere una frequenza di segnale compatibile con quella della nostra TV: attua un decriptaggio di un segnale televisivo.
La smart card invece identifica unicamente un abbonato (sono memorizzati dati relativi ai canali e ai servizi sottoscritti, oltre alle chiavi elettroniche per il decriptaggio delle trasmissioni.
Infine il transponder è un ripetitore satellitare ovvero il sistema che permette di ricevere, da terra, un segnale radiotelevisivo e di ridiffonderlo su tutto il territorio.
E' simile ad un ripetitore terrestre ma con la differenza che è installato a 36.000 km di altezza.
PRIMI SATELLITI SPERIMENTALI
Quando si parla della storia dei satelliti non si può non far riferimento al noto satellite russo Sputnik lanciato in orbita nel 1957.
Esso fu il primo satellite a trasmettere informazioni a terra e viene considerato a ragione il padre di tutti i satelliti.
Questo rudimentale satellite rimase in orbita per 92 giorni prima di disintegrarsi nell'atmosfera terrestre.
Gli americani invece lanciarono lo SCORE, che invece fu il pioniere dei test di telecomunicazioni dallo spazio: era il 1958 (quindi agli albori dell’era spaziale).
Il satellite aveva quattro antenne, due per la ricezione e due per la trasmissione; le batterie di alimentazione del sistema avevano una durata di 12 giorni.
Fu il primo satellite a trasmettere una "voce" dallo spazio.
In seguito, nel 1960, toccherà a Currier, e poi agli Echo, enormi palloni di alluminio.
Dalla sua orbita Echo rifletteva con la sua superficie i segnali radio e TV.
Nel nasce in Italia uno dei primi Teleporti a livello mondiale: Telespazio (Fucino Space Center).
PRIME IMMAGINI IN MONDOVISIONE
I risultati di Echo furono così così.
Era necessario quindi scegliere un’altra strada.
Così, nei laboratori della AT&T (American Telephone And Telegraph) nasceva quella sfera tecnologica ricoperta di piccole celle solari, che avrebbe permesso di gestire 600 conversazioni telefoniche o un canale televisivo, e che avrebbe permesso il primo collegamento intercontinentale Stati Uniti-Europa.
Un cambiamento epocale per la nuova era dalle telecomunicazioni, con l’avvio dell’era della TV in diretta via satellite, arrivò grazie al Telstar 1 (una sfera di 86 centimetri di diametro) che viene considerato come il primo, vero satellite per telecomunicazioni.
Telstar 1 era un satellite della AT&T, ed era stato lanciato il 10 luglio 1962 da Cape Canaveral, in cima ad un Thor-Delta.
Il vero primato di Telstar fu rappresentato da ciò che avverrà l’11 luglio, quando alle 0.48, ora del Centro Europa, mentre compiva la sua sesta orbita, rilanciò fra i due estremi dell'Oceano Atlantico quello che viene considerato il primo scambio ufficiale internazionale di immagini diffuse in mondovisione della storia della televisione.
Le prime immagini? Ovviamente la statua della Libertà e la torre Eiffel.
Telstar 1 pesava 77 chilogrammi, e doveva essere lanciata su un’orbita ellittica con perigeo, questo permetteva a Telstar di sfruttare periodi utili di telecomunicazione di soli 20 minuti.
All’epoca infatti, ancora non era stata utilizzata dai satelliti l’orbita detta “geostazionaria” (sincrona con l'orbita della terra quindi ideale per posizionare un ripetitore radio dallo spazio, poiché da lassù un satellite ruota alla stessa velocità angolare della Terra, restando quindi immobile sopra la verticale terrestre).
Ed è proprio quella “geostazionaria” l’orbita, dove sono stati collocati la gran maggioranza dei satelliti per telecomunicazioni oggi, che hanno fatto seguito ai Telstar negli anni successivi: il primo sarà Syncom 3, lanciato nell’agosto 1964.
Poco dopo Syncom 4.
Tornando a Telstar 1, esso conteneva 15.000 minuscoli congegni, tra i quali 1.064 transistor, 3.600 celle solari e 19 batterie al nichel-cadmio.
Il Telstar 1, 4 GHz, era una vera e propria stazione radiotelevisiva in miniatura, ma anche telemetrica, essendo in grado di trasmettere 115 caratteristiche dell’ambiente interno ed esterno.
Il satellite fu costruito per effettuare esperimenti di ritrasmissioni a grande distanza con microonde. In sostanza, il Telstar 1 era un perfetto relay che riceveva, amplificava e ritrasmetteva le trasmissioni inviategli da Terra.
Impiegato come una sorta di “centralina telefonica”, dei suoi 600 canali, una parte vennero impiegati anche per le ritrasmissione televisiva.
Per controllare e sperimentare questo nuovo genere di trasmissioni a grande distanza con microonde, era quindi indispensabile allestire a Terra stazioni che fossero in grado di ricevere le trasmissioni inviate dal satellite (tra le più note, quelle di Andover, di Nutley, di Goonhilly Downs in Gran Bretagna, di Telespazio in Italia).
L’11 luglio 1962, subito dopo l’inaugurazione ufficiale del ponte spaziale radiotelevisivo, i tecnici iniziarono gli esperimenti; dapprima con la trasmissione a distanza di immagini fotografiche, poi con un programma televisivo destinato ai telespettatori degli Stati Uniti.
Questo programma viene in parte captato anche dalla stazione francese di Pleumeur-Bodou, e da quella inglese di Goonhilly Downs, sulla sponda opposta dell'Atlantico.
Alla sua settima orbita, il Telstar 1 effettuava un collegamento tra Holmdel, nel New Jersey, e Andover, nel Maine, per la trasmissione di due servizi giornalistici sull’avvenimento,
Poi sarà la volta di Telstar 2 nel 1963, identico al primo ma con transistor più resistenti.
Nel 1965, grazie al progetto INTELSAT, verrà allestita e gestita la prima flotta di satelliti geostazionari.
Sempre nello stesso anno il satellite Early Bird effettua collegamenti in diretta tra Nord America ed Europa: le prime immagini trasmesse riguardano il match di una partita di Baseball americano.
Serie di satelliti militari inglesi, sempre per le telecomunicazioni, sono quelli di Skynet lanciati per la prima volta nel 1969.
SATELLITI PER LE TELECOMUNICAZIONI E LE TV
Per quanto riguarda l'Europa, per parlare di trasmissione satellitare vera e propria (cioè diretta alle case degli utenti comuni), bisogna attendere la metà degli anni 80 con il lancio dei sistemi satellitari Astra.
Questa serie di satelliti potevano però disporre di pochi canali e di potenza limitata per cui a breve furono seguiti dai sistemi Eutelsat.
Tra il 1983 ed il 1988 vennero lanciati 4 satelliti della serie Eutelsat 1.
A fine anni 80 vennero lanciati 5 nuovi satelliti della serie Eutelsat 2 tra cui Eutelsat F6 meglio conosciuto come HotBird che dopo alcuni spostamenti fu definitivamente fissato a 13° Est.
Ogni satellite della serie II è dotato di 16 trasponders da 50W l'uno ad esclusione dell'HotBird che invece ne possiede 16 da 70W.
Olympus invece fu il primo satellite di Grande Potenza utilizzato in Italia, messo in orbita geostazionaria a circa 36 mila chilometri dalla Terra nel 1987 e ricevibile al suolo con antenne di piccolo diametro (circa un metro).
Costruito e consegnato alla British Aerospace, la quale, a sua volta, lo girò all'European Space Acency francese.
Olympus si prefiggeva 4 diversi sistemi di missioni: comunicazioni (videoconferenze via satellite), servizi speciali, propagazione e diffusione televisiva diretta.
Fu un buco dell'acqua da una parte per i costi ai tempi insostenibili, dall'altra perchè il satellite si "sganciò" per ben due volte dalla sua orbita in particolare nel 1991 e nel 1993 (per cause naturali ed errori umani, dovette intervenire anche la NASA).
La messa in orbita di un secondo satellite tutto italiano avvenne nel 1988 con Italsat che però si occupava di telefonia e di trasmissione di dati.
Nel 1988 con Astra 1 e poi con quello inglese Thor (conosciuto anche come MarcoPolo e Syrius) di Sky Television nel 1989 si è nel vero e proprio boom europeo, vista la nascita anche delle prime Pay TV.
Tuttavia questi satelliti furono soggetti a gravi problemi di pirateria (Problematiche Pay TV) quindi definitivamente sostituiti da quelli Eutelsat con sistemi di criptaggio più sicuri.
Gli USA lanceranno nel 1991 Primestar e soprattutto Direct TV nel 1994.
In Italia il primo vero e proprio satellite funzionale è datato 1997, grazie alla RAI.
Eurobird, serie di satelliti sempre dell'Eutelsat, vedrà la luce nel 2012 e servirà anche Sky Italia.
Per approfondire: Nascita Delle Prime Pay TV.
Se ne volete sapere di più su questo nuovo standard che unisce la TV ad Internet: Cos'è L'IPTV e Come Funziona.
La Nascita Delle Prime Pay TV Europee: Teleclub, Canal+, CVS, BSkyB, Tele+
La storia iniziale della diffusione dei primi contenuti televisivi è abbastanza controversa.
In particolare, nel 1948, gli imprenditori della TV via cavo iniziarono a portare i cavi televisivi nelle abitazioni ma si rifiutarono di pagare i produttori per i contenuti veicolati ai clienti.
Anche quando iniziarono a vendere l’accesso alle trasmissioni televisive, rifiutarono di pagare per i contenuti che vendevano.
Le società delle TV via cavo stavano dunque piratando i contenuti delle emittenti che li producevano.
Le emittenti televisive e i detentori del copyright furono lesti a bloccare questo furto.
Rosel Hyde, responsabile della Federal Communications Commission, considerò la pratica come un tipo di “concorrenza sleale e potenzialmente distruttiva”.
La richiesta dei detentori di copyright apparve abbastanza ragionevole:
"Chiediamo solo una cosa molto semplice, che coloro che oggi accedono alla nostra proprietà senza dare nulla in cambio, paghino. Stiamo cercando di bloccare la pirateria e non credo esista un termine meno forte per descrivere questa condotta. Credo anzi che definizioni più pesanti sarebbero perfettamente adatte"
Si trattava di “passeggeri che viaggiavano a sbafo”, come affermò Charlton Heston, presidente della Screen Actors Guild.
I detentori del copyright trascinarono in tribunale le aziende delle TV via cavo.
Per due volte la Corte Suprema stabilì che queste ultime non dovevano nulla ai titolari del diritto d’autore.
Il Congresso impiegò quasi trent’anni prima di decidere se le aziende delle TV via cavo dovevano pagare o meno per i contenuti che “piratavano”.
Alla fine, il Congresso risolse questa questione: sì, le TV via cavo avrebbero dovuto pagare per il contenuto che trasmettevano ma la somma non dovevano stabilirla i detentori del copyright.
La tariffa doveva deciderla la legge, in modo che i produttori non potessero esercitare potere di veto sulle emergenti tecnologie della TV via cavo.
Fu così che le TV via cavo costruirono il proprio impero, “piratando” in parte il valore creato dai produttori di contenuti.
Le prime trasmissioni televisive a colori risalgono agli anni '50 prima nel suolo USA e successivamente anche in Europa (con la tecnologia SECAM in Francia e la tecnologia PAL in Germania).
Le emittenti televisive sono gestite sia da società private che da enti pubblici.
Negli USA l'offerta televisiva è veicolata sia via cavo e che via etere, in altre solo via etere (soprattutto in Europa).
Le trasmissioni via cavo coassiale negli Stati Uniti permettono la nascita delle prime emittenti Pay TV.
Nello stesso paese nasce anche il modello della televisione commerciale con programmi di intrattenimento sponsorizzati dalla pubblicità televisiva.
In Italia si impone, almeno inizialmente, il modello della televisione pubblica a causa degli elevati costi di gestione e dal controllo statale delle frequenze televisive.
La RAI nasce ufficialmente nel 1952, l'anno dopo viene trasmessa per la prima volta una partita di calcio in diretta: Italia-Cecoslovacchia.
La prima trasmissione regolare è "Arrivi e Partenze" del 1954, l'anno successivo prima diretta del festival di Sanremo e primo quiz televisivo "Lascia o Raddoppia?".
Nel 1957 nasce "Carosello" e "Il Musichiere".
Nel 1961 nasce un nuovo canale che si va ad aggiungere a quello nazionale.
In questo anno nasce in Italia uno dei primi Teleporti a livello mondiale: Telespazio (Fucino Space Center).
Le trasmissioni a colore arrivano negli anni '70 con notevole ritardo rispetto agli Stati Uniti e al resto dell'Europa (il primo evento in mondovisione a colori sono le Olimpiadi del 1968).
Negli stessi anni si registra in Italia l'espansione delle TV locali che trasmettono sul territorio con un raggio limitato di poche decine di chilometri.
Cioè Telebiella, Teleivrea, Telemontecarlo, Telemilano, Telebari, Telealessandria, Telepuglia, Telenorba, Teledue, Telepiombino, Teleromacavo, Radio Capodistria.
La televisione beneficia di diverse innovazioni progressive come il teletext (televideo) che consente la trasmissione di informazioni testuali e dati tramite il segnale televisivo.
La nascita dei primi videoregistratori amplia ulteriormente il settore televisivo dando origine anche al nascente mercato dell'home video.
HBO, canale americano, trasmette via Cavo nel 1972.
3 anni dopo addirittura via Satellite.
Nel 1977 Antenna 3 Lombardia inizia a trasmettere a colori (negli USA già nei 50 erano state lanciate le prime trasmissioni a colore).
Raitre nasce nel 1979, Canale 5 nel 1980, Italia 1 nel 1982, nello stesso anno RTI diventa Rete 4.
Nel 1983, la RAI lancia il primo programma ad "Alta Definizione": "Arlecchino".
Nel 1990 nasce Raisat e la RAI diffonde i mondiali d'Italia 90 in alta definizione (HD Mac).
LA NASCITA DELLE PRIME PAY TV
Già negli anni 50, negli USA, c'è un prototipo di quello che poi avrà piena diffusione negli anni 80.
Stiamo parlando delle prime TV "a gettoni".
Ma il primo vero esperimento fu Phonevision del 1962, canale a pagamento realizzato da RKO e Zenith.
Tuttavia il canale rimarrà nell' "illegalità" rimanendo attivo solo a livello locale, la concessione federale arriverà solo nel 1970.
In seguito alcune stazioni televisive statunitensi lanciarono servizi a pagamento (noti semplicemente come servizi "televisivi su abbonamento") come SuperTV, PRISM, Wometco Home Theater, Preview, SelecTV e ONTV già negli anni 70 ma si estinsero negli anni 80 con la nascita delle prime Pay TV.
Negli anni '80 si diffonde la televisione satellitare con la trasmissione del segnale dai satelliti, utilizzati come ripetitori, direttamente verso le antenne paraboliche degli utenti.
Le Pay TV si diffondono con la TV satellitare, anche se già negli anni 60 in Inghilterra esisteva qualcosa di simile.
Una delle prime Pay TV ufficiali fu Teleclub nata in Svizzera nel 1982.
Poi fu la volta di Canal + un canale a pagamento nato in Francia nel 1984.
Contemporaneamente a queste prime iniziative, nasce la Pay TV anche in Scandinavia con FilmNet.
Questo servizio (chiuso nel 1997) servirà appunto la Scandinavia, più Olanda, Grecia e Polonia.
La prima Pay TV americana fu Cable Video Store del 1985.
Nel 1986 nasce sempre in America Fox che acquisisce anche i diritti per trasmettere la NFL, l'anno successivo nascerà invece ComCast.
In Grecia nasce TV 100 nel 1989.
In Inghilterra invece la prima Pay TV ufficiale è BSkyB (oggi chiamata Sky UK) nata nel 1990 dalla fusione di Sky Television Plc di Murdoch (fondata negli anni 80) e BSB (del 1986).
L' omologo spagnolo della TV francese, ovvero Canal + Spagna, vide la luce nel 1990 (e dura sino al 2005).
In Germania venne lanciata Premiere nel 1991 (è l'odierna Sky Deutschland).
In Italia invece Tele+1 nasce mercoledì 9 agosto 1990 per iniziativa di una società costituita da Silvio Berlusconi, Vittorio Cecchi Gori, il tedesco Leo Kirch (proprietario del maggior gruppo di distribuzione cinematografica) e di altri azionisti con quote di minoranza.
Parallelamente nascono anche Tele+2 e Tele+3.
Il secondo canale trasmette solo sport, il terzo cultura.
Il 4 novembre 1990 iniziarono le prime trasmissioni in chiaro, dalle 18:30 alle 00:30 vanno in onda quattro film non interrotti da spot pubblicitari.
Il via ufficiale delle trasmissioni criptate si registra il 31 maggio 1991 con la proiezione del film Blade Runner di Ridley Scott.
Nel 1993 è trasmessa la prima partita Lazio-Foggia, nello stesso anno vede la luce "Il Processo di Biscardi".
Nel 1994 Tele+ 1 stipula accordi con le major hollywoodiane per far fronte alla perdita del magazzino cinematografico di Cecchi Gori, e manda in onda quasi esclusivamente film.
Dall'1 gennaio 1996 Tele+1 inizia ad operare anche via satellite con la nuova piattaforma DStv (questo è l'anno ufficiale della nascita della Pay TV a pagamento), nell'agosto 1996 Johan Rupert cede la sua quota societaria al gruppo francese Canal + che la gestisce assieme a Leo Kirch, il gruppo Fininvest (ora Mediaset) rimane con una quota del 10%, ma nel luglio 1997 anche Leo Kirch cede ai francesi.
Poco dopo anche Mediaset lascia Tele+, l'avventura di Tele+1 termina nel 1997 quando dalle sue ceneri, e da quelle di Tele+2 nasceranno, Tele+Bianco e Tele+Nero.
Negli anni '90 si registra anche il progressivo passaggio dalla trasmissione del segnale televisivo analogico al segnale digitale che, a differenza del primo, consente di veicolare una maggiore quantità di canali televisivi su una medesima frequenza ed offre una definizione superiore dell'immagine.
Le trasmissioni digitali si espandono dapprima nel settore della televisione satellitare verso la fine degli anni '90 e successivamente anche nel settore della televisione terrestre (digitale terrestre ).
Nel febbraio del 1997 nasce in Italia anche Stream TV che inizia a diffondere programmi a pagamento prima "via cavo" e successivamente "via satellite".
Intanto come piattaforma Basic di Tele+, nasce D+ nel 1999.
Il punto di forza di entrambe le piattaforme è la diffusione di partite di calcio e di film in anteprima.
Il 31 luglio 2003 Stream TV, insieme alla rivale Tele+ Digitale, confluisce in Sky Italia.
Sky è una piattaforma televisiva satellitare italiana ed appartiene al gruppo News Corporation.
Con l'acquisizione dei principali operatori Sky diventa monopolista per quanto riguarda la televisione a pagamento diffusa attraverso il satellite in Italia.
Nello stesso anno alcune società calcistiche di Serie A creano una piattaforma accessibile sempre tramite decoder Sky ma con un altro abbonamento: Gioco Calcio.
Insomma i diritti di trasmissione saranno divisi tra le due piattaforme ma Gioco Calcio avrà vita breve (durerà sino al 2004).
Da gennaio 2005 con l'avvento del digitale terrestre nuove Pay TV si sono affacciate sul mercato italiano, Mediaset Premium e Telecom Italia Media (La7 Cartapiù) che entrano in competizione diretta con Sky Italia.
Successivamente si aggiungono Dahlia TV, Infostrada TV, Fastweb TV e Europa 7.
Per approfondire: Storia e Problematiche Pay TV e Storia Dei Satelliti (TV).
Se ne volete sapere di più su questo nuovo standard che unisce la TV ad Internet: Cos'è L'IPTV e Come Funziona.
In particolare, nel 1948, gli imprenditori della TV via cavo iniziarono a portare i cavi televisivi nelle abitazioni ma si rifiutarono di pagare i produttori per i contenuti veicolati ai clienti.
Anche quando iniziarono a vendere l’accesso alle trasmissioni televisive, rifiutarono di pagare per i contenuti che vendevano.
Le società delle TV via cavo stavano dunque piratando i contenuti delle emittenti che li producevano.
Le emittenti televisive e i detentori del copyright furono lesti a bloccare questo furto.
Rosel Hyde, responsabile della Federal Communications Commission, considerò la pratica come un tipo di “concorrenza sleale e potenzialmente distruttiva”.
La richiesta dei detentori di copyright apparve abbastanza ragionevole:
"Chiediamo solo una cosa molto semplice, che coloro che oggi accedono alla nostra proprietà senza dare nulla in cambio, paghino. Stiamo cercando di bloccare la pirateria e non credo esista un termine meno forte per descrivere questa condotta. Credo anzi che definizioni più pesanti sarebbero perfettamente adatte"
Si trattava di “passeggeri che viaggiavano a sbafo”, come affermò Charlton Heston, presidente della Screen Actors Guild.
I detentori del copyright trascinarono in tribunale le aziende delle TV via cavo.
Per due volte la Corte Suprema stabilì che queste ultime non dovevano nulla ai titolari del diritto d’autore.
Il Congresso impiegò quasi trent’anni prima di decidere se le aziende delle TV via cavo dovevano pagare o meno per i contenuti che “piratavano”.
Alla fine, il Congresso risolse questa questione: sì, le TV via cavo avrebbero dovuto pagare per il contenuto che trasmettevano ma la somma non dovevano stabilirla i detentori del copyright.
La tariffa doveva deciderla la legge, in modo che i produttori non potessero esercitare potere di veto sulle emergenti tecnologie della TV via cavo.
Fu così che le TV via cavo costruirono il proprio impero, “piratando” in parte il valore creato dai produttori di contenuti.
Le prime trasmissioni televisive a colori risalgono agli anni '50 prima nel suolo USA e successivamente anche in Europa (con la tecnologia SECAM in Francia e la tecnologia PAL in Germania).
Le emittenti televisive sono gestite sia da società private che da enti pubblici.
Negli USA l'offerta televisiva è veicolata sia via cavo e che via etere, in altre solo via etere (soprattutto in Europa).
Le trasmissioni via cavo coassiale negli Stati Uniti permettono la nascita delle prime emittenti Pay TV.
Nello stesso paese nasce anche il modello della televisione commerciale con programmi di intrattenimento sponsorizzati dalla pubblicità televisiva.
In Italia si impone, almeno inizialmente, il modello della televisione pubblica a causa degli elevati costi di gestione e dal controllo statale delle frequenze televisive.
La RAI nasce ufficialmente nel 1952, l'anno dopo viene trasmessa per la prima volta una partita di calcio in diretta: Italia-Cecoslovacchia.
La prima trasmissione regolare è "Arrivi e Partenze" del 1954, l'anno successivo prima diretta del festival di Sanremo e primo quiz televisivo "Lascia o Raddoppia?".
Nel 1957 nasce "Carosello" e "Il Musichiere".
Nel 1961 nasce un nuovo canale che si va ad aggiungere a quello nazionale.
In questo anno nasce in Italia uno dei primi Teleporti a livello mondiale: Telespazio (Fucino Space Center).
Le trasmissioni a colore arrivano negli anni '70 con notevole ritardo rispetto agli Stati Uniti e al resto dell'Europa (il primo evento in mondovisione a colori sono le Olimpiadi del 1968).
Negli stessi anni si registra in Italia l'espansione delle TV locali che trasmettono sul territorio con un raggio limitato di poche decine di chilometri.
Cioè Telebiella, Teleivrea, Telemontecarlo, Telemilano, Telebari, Telealessandria, Telepuglia, Telenorba, Teledue, Telepiombino, Teleromacavo, Radio Capodistria.
La televisione beneficia di diverse innovazioni progressive come il teletext (televideo) che consente la trasmissione di informazioni testuali e dati tramite il segnale televisivo.
La nascita dei primi videoregistratori amplia ulteriormente il settore televisivo dando origine anche al nascente mercato dell'home video.
HBO, canale americano, trasmette via Cavo nel 1972.
3 anni dopo addirittura via Satellite.
Nel 1977 Antenna 3 Lombardia inizia a trasmettere a colori (negli USA già nei 50 erano state lanciate le prime trasmissioni a colore).
Raitre nasce nel 1979, Canale 5 nel 1980, Italia 1 nel 1982, nello stesso anno RTI diventa Rete 4.
Nel 1983, la RAI lancia il primo programma ad "Alta Definizione": "Arlecchino".
Nel 1990 nasce Raisat e la RAI diffonde i mondiali d'Italia 90 in alta definizione (HD Mac).
LA NASCITA DELLE PRIME PAY TV
Già negli anni 50, negli USA, c'è un prototipo di quello che poi avrà piena diffusione negli anni 80.
Stiamo parlando delle prime TV "a gettoni".
Ma il primo vero esperimento fu Phonevision del 1962, canale a pagamento realizzato da RKO e Zenith.
Tuttavia il canale rimarrà nell' "illegalità" rimanendo attivo solo a livello locale, la concessione federale arriverà solo nel 1970.
In seguito alcune stazioni televisive statunitensi lanciarono servizi a pagamento (noti semplicemente come servizi "televisivi su abbonamento") come SuperTV, PRISM, Wometco Home Theater, Preview, SelecTV e ONTV già negli anni 70 ma si estinsero negli anni 80 con la nascita delle prime Pay TV.
Negli anni '80 si diffonde la televisione satellitare con la trasmissione del segnale dai satelliti, utilizzati come ripetitori, direttamente verso le antenne paraboliche degli utenti.
Le Pay TV si diffondono con la TV satellitare, anche se già negli anni 60 in Inghilterra esisteva qualcosa di simile.
Una delle prime Pay TV ufficiali fu Teleclub nata in Svizzera nel 1982.
Poi fu la volta di Canal + un canale a pagamento nato in Francia nel 1984.
Contemporaneamente a queste prime iniziative, nasce la Pay TV anche in Scandinavia con FilmNet.
Questo servizio (chiuso nel 1997) servirà appunto la Scandinavia, più Olanda, Grecia e Polonia.
La prima Pay TV americana fu Cable Video Store del 1985.
Nel 1986 nasce sempre in America Fox che acquisisce anche i diritti per trasmettere la NFL, l'anno successivo nascerà invece ComCast.
In Grecia nasce TV 100 nel 1989.
In Inghilterra invece la prima Pay TV ufficiale è BSkyB (oggi chiamata Sky UK) nata nel 1990 dalla fusione di Sky Television Plc di Murdoch (fondata negli anni 80) e BSB (del 1986).
L' omologo spagnolo della TV francese, ovvero Canal + Spagna, vide la luce nel 1990 (e dura sino al 2005).
In Germania venne lanciata Premiere nel 1991 (è l'odierna Sky Deutschland).
In Italia invece Tele+1 nasce mercoledì 9 agosto 1990 per iniziativa di una società costituita da Silvio Berlusconi, Vittorio Cecchi Gori, il tedesco Leo Kirch (proprietario del maggior gruppo di distribuzione cinematografica) e di altri azionisti con quote di minoranza.
Parallelamente nascono anche Tele+2 e Tele+3.
Il secondo canale trasmette solo sport, il terzo cultura.
Il 4 novembre 1990 iniziarono le prime trasmissioni in chiaro, dalle 18:30 alle 00:30 vanno in onda quattro film non interrotti da spot pubblicitari.
Il via ufficiale delle trasmissioni criptate si registra il 31 maggio 1991 con la proiezione del film Blade Runner di Ridley Scott.
Nel 1993 è trasmessa la prima partita Lazio-Foggia, nello stesso anno vede la luce "Il Processo di Biscardi".
Nel 1994 Tele+ 1 stipula accordi con le major hollywoodiane per far fronte alla perdita del magazzino cinematografico di Cecchi Gori, e manda in onda quasi esclusivamente film.
Dall'1 gennaio 1996 Tele+1 inizia ad operare anche via satellite con la nuova piattaforma DStv (questo è l'anno ufficiale della nascita della Pay TV a pagamento), nell'agosto 1996 Johan Rupert cede la sua quota societaria al gruppo francese Canal + che la gestisce assieme a Leo Kirch, il gruppo Fininvest (ora Mediaset) rimane con una quota del 10%, ma nel luglio 1997 anche Leo Kirch cede ai francesi.
Poco dopo anche Mediaset lascia Tele+, l'avventura di Tele+1 termina nel 1997 quando dalle sue ceneri, e da quelle di Tele+2 nasceranno, Tele+Bianco e Tele+Nero.
Negli anni '90 si registra anche il progressivo passaggio dalla trasmissione del segnale televisivo analogico al segnale digitale che, a differenza del primo, consente di veicolare una maggiore quantità di canali televisivi su una medesima frequenza ed offre una definizione superiore dell'immagine.
Le trasmissioni digitali si espandono dapprima nel settore della televisione satellitare verso la fine degli anni '90 e successivamente anche nel settore della televisione terrestre (digitale terrestre ).
Nel febbraio del 1997 nasce in Italia anche Stream TV che inizia a diffondere programmi a pagamento prima "via cavo" e successivamente "via satellite".
Intanto come piattaforma Basic di Tele+, nasce D+ nel 1999.
Il punto di forza di entrambe le piattaforme è la diffusione di partite di calcio e di film in anteprima.
Il 31 luglio 2003 Stream TV, insieme alla rivale Tele+ Digitale, confluisce in Sky Italia.
Sky è una piattaforma televisiva satellitare italiana ed appartiene al gruppo News Corporation.
Con l'acquisizione dei principali operatori Sky diventa monopolista per quanto riguarda la televisione a pagamento diffusa attraverso il satellite in Italia.
Nello stesso anno alcune società calcistiche di Serie A creano una piattaforma accessibile sempre tramite decoder Sky ma con un altro abbonamento: Gioco Calcio.
Insomma i diritti di trasmissione saranno divisi tra le due piattaforme ma Gioco Calcio avrà vita breve (durerà sino al 2004).
Da gennaio 2005 con l'avvento del digitale terrestre nuove Pay TV si sono affacciate sul mercato italiano, Mediaset Premium e Telecom Italia Media (La7 Cartapiù) che entrano in competizione diretta con Sky Italia.
Successivamente si aggiungono Dahlia TV, Infostrada TV, Fastweb TV e Europa 7.
Per approfondire: Storia e Problematiche Pay TV e Storia Dei Satelliti (TV).
Se ne volete sapere di più su questo nuovo standard che unisce la TV ad Internet: Cos'è L'IPTV e Come Funziona.
martedì 29 marzo 2016
Il Primo Servizio Di Video On Demand: Videomagic (1997)
Il 19 settembre 1995 la STET (proprietaria della futura Pay TV Stream) presentava Videomagic, primo servizio multimediale interattivo lanciato in Italia.
In particolare fu l'accordo tra STET ed IBM (colosso nel settore Computer) a far da trampolino di lancio per questo ambizioso progetto (ricordiamoci che parliamo di anni 90, quando Internet non era quello di oggi e soprattutto il concetto di ADSL e soprattutto di fibra ottica era ancora oscuro).
L'idea alla base era quella di convincere le grandi multinazionali ad affidare i loro servizi di trasmissione non più a gestori, pagati volta per volta a forfait, ma ad uno solo, in via permanente, sotto forma di abbonamento.
Ed è questo che IBM e STET si erano prefisse di fare, offrendo anche la possibilità di videoconferenze, caselle di poste elettronica, Internet ai loro clienti.
La STET avrebbe fatto valere il suo peso di sesto gestore telefonico mondiale (la TIM, gestore mobile telefonico, era gestita da loro ad esempio) e l' IBM la sua rete telematica che ai tempi raggiungeva 800 città e 25 mila grandi aziende.
Il fatturato del 1994 dell'azienda americana era stato di 64 miliardi di dollari con un utile di 2,96 miliardi di dollari, contro un passivo di 96 milioni di dollari nel 1993.
Ai tempi gestivano elaboratori elettronici, programmi operativi (software), servizi informatici, manutenzione e vendita.
Più o meno in questi anni nascerà anche la prima WebTV.
La nascente Stream TV (detenuta dalla STET come detto) nel 1997 investirà nel progetto circa 40 miliardi di dollari.
VIDEO ON DEMAND
Ma di cosa si trattava quindi? Cos'era Videomagic? Un innovativo servizio di "Video On Demand".
Un telecomando più una TV con decodificatore erano sufficienti all'utente per navigare attraverso un catalogo telematico per richiedere la visione di un film, di un evento musicale o di una partita di calcio.
Il tutto era collegato con il centro servizi di Stream che utilizzava una rete telefonica (Telecom) per far viaggiare i segnali e le richieste.
I segnali infatti, tramite decodificatore, erano trasformati in programmi organizzati in base alla tipologia richiesta: "Intrattenimento", "Per Ragazzi", "Al Vostro Servizio", "Shopping".
A loro volta, ogni area, era divisa in altre sotto-categorie sino a giungere alla scelta finale.
Al lancio installazione, abbonamento, manutenzione erano gratuiti, si pagava solo il costo del programma richiesto: da 1.500 lire a 5.000 lire.
5.000 lire per i film più recenti, 2.500 lire per gli altri, 2.000 lire per i filmati televisivi, 1.500 lire per i programmi per ragazzi.
Il servizio come detto venne lanciato in fase "beta" già a fine 1995 (1000 abbonati tra Roma e Milano) ma sarà solo dal 1997 in poi che sarà raggiunta la piena multimedialità con l'introduzione anche dei servizi di Home Banking ed Home Shopping.
Come si sa nel 1998, Stream TV oltre che via cavo, divenne usufruibile anche sul satellite.
Negli anni successivi con i "rivali" di Telepiù (prima Pay TV italiana) saranno dure lotte a colpi di programmi, eventi sportivi e quindi di diritti TV.
Per le nuove riforme di legge che prevedevano l'utilizzo di un unico decoder e smart card, le due piattaforme rivali verranno accorpate a luglio 2003 e, dalla loro fusione, nascerà Sky Italia.
Per approfondire: Nascita Delle Prime Pay TV e Storia Dei Satelliti (TV).
Se ne volete sapere di più su questo nuovo standard che unisce la TV ad Internet: Cos'è L'IPTV e Come Funziona.
In particolare fu l'accordo tra STET ed IBM (colosso nel settore Computer) a far da trampolino di lancio per questo ambizioso progetto (ricordiamoci che parliamo di anni 90, quando Internet non era quello di oggi e soprattutto il concetto di ADSL e soprattutto di fibra ottica era ancora oscuro).
L'idea alla base era quella di convincere le grandi multinazionali ad affidare i loro servizi di trasmissione non più a gestori, pagati volta per volta a forfait, ma ad uno solo, in via permanente, sotto forma di abbonamento.
Ed è questo che IBM e STET si erano prefisse di fare, offrendo anche la possibilità di videoconferenze, caselle di poste elettronica, Internet ai loro clienti.
La STET avrebbe fatto valere il suo peso di sesto gestore telefonico mondiale (la TIM, gestore mobile telefonico, era gestita da loro ad esempio) e l' IBM la sua rete telematica che ai tempi raggiungeva 800 città e 25 mila grandi aziende.
Il fatturato del 1994 dell'azienda americana era stato di 64 miliardi di dollari con un utile di 2,96 miliardi di dollari, contro un passivo di 96 milioni di dollari nel 1993.
Ai tempi gestivano elaboratori elettronici, programmi operativi (software), servizi informatici, manutenzione e vendita.
Più o meno in questi anni nascerà anche la prima WebTV.
La nascente Stream TV (detenuta dalla STET come detto) nel 1997 investirà nel progetto circa 40 miliardi di dollari.
VIDEO ON DEMAND
Ma di cosa si trattava quindi? Cos'era Videomagic? Un innovativo servizio di "Video On Demand".
Un telecomando più una TV con decodificatore erano sufficienti all'utente per navigare attraverso un catalogo telematico per richiedere la visione di un film, di un evento musicale o di una partita di calcio.
Il tutto era collegato con il centro servizi di Stream che utilizzava una rete telefonica (Telecom) per far viaggiare i segnali e le richieste.
I segnali infatti, tramite decodificatore, erano trasformati in programmi organizzati in base alla tipologia richiesta: "Intrattenimento", "Per Ragazzi", "Al Vostro Servizio", "Shopping".
A loro volta, ogni area, era divisa in altre sotto-categorie sino a giungere alla scelta finale.
Al lancio installazione, abbonamento, manutenzione erano gratuiti, si pagava solo il costo del programma richiesto: da 1.500 lire a 5.000 lire.
5.000 lire per i film più recenti, 2.500 lire per gli altri, 2.000 lire per i filmati televisivi, 1.500 lire per i programmi per ragazzi.
Il servizio come detto venne lanciato in fase "beta" già a fine 1995 (1000 abbonati tra Roma e Milano) ma sarà solo dal 1997 in poi che sarà raggiunta la piena multimedialità con l'introduzione anche dei servizi di Home Banking ed Home Shopping.
Come si sa nel 1998, Stream TV oltre che via cavo, divenne usufruibile anche sul satellite.
Negli anni successivi con i "rivali" di Telepiù (prima Pay TV italiana) saranno dure lotte a colpi di programmi, eventi sportivi e quindi di diritti TV.
Per le nuove riforme di legge che prevedevano l'utilizzo di un unico decoder e smart card, le due piattaforme rivali verranno accorpate a luglio 2003 e, dalla loro fusione, nascerà Sky Italia.
Per approfondire: Nascita Delle Prime Pay TV e Storia Dei Satelliti (TV).
Se ne volete sapere di più su questo nuovo standard che unisce la TV ad Internet: Cos'è L'IPTV e Come Funziona.
martedì 17 febbraio 2015
Storia e Problematiche Delle Pay TV Italiane: Stream, Telepiù, Sky
Una delle prime società europee ad offrire un pacchetto di canali a pagamento fu la britannica Sky TV nel 1990 (anche se la prima emittente televisiva ad offrire un canale a pagamento fu la svizzera Teleclub nel 1982. Per approfondire: Nascita Delle Prime Pay TV e Storia Dei Satelliti (TV) ).
Le trasmissioni avvenivano via satellite in analogico ed erano ricevibili in quasi tutta l’Europa.
Il tutto grazie ai primi satelliti lanciati in orbita, nel 1961 nasce in Italia uno dei primi Teleporti a livello mondiale: Telespazio (Fucino Space Center). Ad ogni modo la codifica veniva effettuata col Videocrypt, un sistema ibrido in cui lo scrambling veniva effettuato con la tecnica del cut and rotate, mentre la generazione, codifica e gestione delle relative chiavi avvenivano per mezzo di tecniche digitali .
LA RIVOLUZIONE DI MARKUS KUHN
Nel 1994, il tedesco Markus Kuhn, un giovane informatico esperto di sistemi per l’accesso condizionato, riuscì a mettere in chiaro l’intero bouquet in vari modi: operando sull’algoritmo di scrambling senza l’ausilio delle chiavi (in questo caso l’immagine veniva visualizzata solo in bianco e nero), con una smart card “clonata” che emulava perfettamente quella originale e, infine, sostituendo la smart card con un PC dotato di apposito software e collegato al decoder. Kuhn diffuse i risultati della sua ricerca attraverso le BBS ed Internet, così il fenomeno della visione abusiva cominciò a prendere piede in tutta l’Europa occidentale. Le conoscenze tecniche diffuse da Kuhn, stimolarono la creazione di diversi gruppi di studio delle codifiche delle TV a pagamento via satellite, che operavano a stretto contatto, scambiandosi i risultati delle loro ricerche. La sinergia portò alla forzatura del sistema D2-MAC/Eurocrypt, utilizzato dall’operatore scandinavo Viasat e dal francese CanalPlus, nonostante cifrasse le chiavi col DES.
TRASMISSIONI DIGITALI
Nel 1996 cominciarono le trasmissioni digitali via satellite, causando un progressivo abbandono della tecnica analogica. La prima società europea ad offrire un bouquet digitale a pagamento via satellite fu la francese Canal Satellite Numérique (CSN) del gruppo CanalPlus nel 1996.
Le trasmissioni venivano codificate col sistema Mediaguard realizzato dalla società SECA, appartenente allo stesso gruppo, riprendendo alcuni concetti del D2-MAC/Eurocrypt.
Seguirono, subito dopo, l’italiana D+ e la tedesca DF1 che codificavano le trasmissioni col sistema Irdeto. Una prima contromisura fu la tecnica Reset (dei decoder) con il famoso messaggio "Please Insert Smart Card". Più o meno in questo periodo vengono sviluppati i primi servizi di Video On Demand (Videomagic) grazie a Stream TV e la prima WebTV.
LA PIRATERIA COLPISCE ANCHE SECA
Nel 1998, dopo soli due anni dall'avvento della TV digitale a pagamento, la pirateria era già in grado di forzare tutte le codifiche. La prima a cedere è stata Irdeto, seguita da Seca. Il sistema di codifica SECA è stato originariamente utilizzato in Italia nel 1997 da Telepiù che, allora, era una società controllata da Canal Plus, la cui affiliata, Canal Plus Technologies, ha fornito il sistema.
La prima versione utilizzata da SECA era nota come SECA Mediaguard I, e, nel maggio 2002 , è stata rimpiazzata da SECA II. Nel luglio 2003 Canal Plus Technolgies è stata acquisita da Thomson e nel gennaio 2004 il business è stato acquistato da Nagra. La contromisura adottata dall'emittenti televisive era l'aggiornamento delle chiavi(key) che sostituivano, dopo un dato intervallo di tempo, quelle presente sulle smart card degli aventi diritto bloccando appunto quelle pirata. I pirati allora svilupparono firmare per i decoder dell'epoca: stiamo ovviamente parlando del Gold Box della Phillips.
LA NASCITA DI SKY E IL DIGITALE TERRESTRE: 2006
SKY Italia è nata il 1 maggio 2003 dalla fusione di Telepiù(nata nel 1990) e Stream(nata nel 1997) ad opera del magnate Rupert Murdoch. Alla base di tutto c'era la nuova riforma di legge(in vigore da qualche anno) che prevedeva un unico decoder ed un'unica smart card che sarebbe dovuta essere utilizzata dagli abbonati dei due gruppi rivali. Era anche un problema di diritti TV, oltre che di comodità (basti ricordare che ai tempi, per fare un esempio calcistico, Telepiù deteneva i diritti di determinate squadre di calcio invece Stream di un altro ristretto numero di club). Le cose andarono molto a rilento e tra cause in tribunale, minacce ed anche multe non si riuscì a venirne a capo, sino alla fusione definitiva delle due Pay TV (il decoder unico con i due gruppi separati che permetteva di usufruire dei contenuti di una e dell'altra con un doppio abbonamento e qualche limitazione, aveva comunque portato a problemi, non ultimo quello della pirateria). All'epoca Stream utilizzava i sistemi di codifica Irdeto, SECA ed NDS. SKY ha abbandonato il sistema di codifica Irdeto nel febbraio 2004 per quello più sicuro NDS.
Il digitale terrestre si diffonde invece nel 2006 con il protocollo DVB-T. Il numero degli abbonati a SKY ha superato i 3 milioni e 830 mila nel giugno 2006, con un incremento delle sottoscrizioni di oltre 1 milione e 900 mila famiglie nei primi due anni e mezzo di presenza sul mercato italiano. Nel 2015 gli abbonati sono quasi 5 milioni(4.7 per la precisione, in calo rispetto ai 4.9 del 2012). Il primo decoder Linux Based (Dreambox) si diffonde nel 2010, la novità risiedeva appunto nella presenza di un sistema operativo sul decoder, dando il via al card sharing con la diffusione delle C-LINE(condivisioni delle chiavi di codifica). Se ne volete sapere di più su questo nuovo standard che unisce la TV ad Internet: Cos'è L'IPTV e Come Funziona.
Le trasmissioni avvenivano via satellite in analogico ed erano ricevibili in quasi tutta l’Europa.
Il tutto grazie ai primi satelliti lanciati in orbita, nel 1961 nasce in Italia uno dei primi Teleporti a livello mondiale: Telespazio (Fucino Space Center). Ad ogni modo la codifica veniva effettuata col Videocrypt, un sistema ibrido in cui lo scrambling veniva effettuato con la tecnica del cut and rotate, mentre la generazione, codifica e gestione delle relative chiavi avvenivano per mezzo di tecniche digitali .
LA RIVOLUZIONE DI MARKUS KUHN
Nel 1994, il tedesco Markus Kuhn, un giovane informatico esperto di sistemi per l’accesso condizionato, riuscì a mettere in chiaro l’intero bouquet in vari modi: operando sull’algoritmo di scrambling senza l’ausilio delle chiavi (in questo caso l’immagine veniva visualizzata solo in bianco e nero), con una smart card “clonata” che emulava perfettamente quella originale e, infine, sostituendo la smart card con un PC dotato di apposito software e collegato al decoder. Kuhn diffuse i risultati della sua ricerca attraverso le BBS ed Internet, così il fenomeno della visione abusiva cominciò a prendere piede in tutta l’Europa occidentale. Le conoscenze tecniche diffuse da Kuhn, stimolarono la creazione di diversi gruppi di studio delle codifiche delle TV a pagamento via satellite, che operavano a stretto contatto, scambiandosi i risultati delle loro ricerche. La sinergia portò alla forzatura del sistema D2-MAC/Eurocrypt, utilizzato dall’operatore scandinavo Viasat e dal francese CanalPlus, nonostante cifrasse le chiavi col DES.
TRASMISSIONI DIGITALI
Nel 1996 cominciarono le trasmissioni digitali via satellite, causando un progressivo abbandono della tecnica analogica. La prima società europea ad offrire un bouquet digitale a pagamento via satellite fu la francese Canal Satellite Numérique (CSN) del gruppo CanalPlus nel 1996.
Le trasmissioni venivano codificate col sistema Mediaguard realizzato dalla società SECA, appartenente allo stesso gruppo, riprendendo alcuni concetti del D2-MAC/Eurocrypt.
Seguirono, subito dopo, l’italiana D+ e la tedesca DF1 che codificavano le trasmissioni col sistema Irdeto. Una prima contromisura fu la tecnica Reset (dei decoder) con il famoso messaggio "Please Insert Smart Card". Più o meno in questo periodo vengono sviluppati i primi servizi di Video On Demand (Videomagic) grazie a Stream TV e la prima WebTV.
LA PIRATERIA COLPISCE ANCHE SECA
Nel 1998, dopo soli due anni dall'avvento della TV digitale a pagamento, la pirateria era già in grado di forzare tutte le codifiche. La prima a cedere è stata Irdeto, seguita da Seca. Il sistema di codifica SECA è stato originariamente utilizzato in Italia nel 1997 da Telepiù che, allora, era una società controllata da Canal Plus, la cui affiliata, Canal Plus Technologies, ha fornito il sistema.
La prima versione utilizzata da SECA era nota come SECA Mediaguard I, e, nel maggio 2002 , è stata rimpiazzata da SECA II. Nel luglio 2003 Canal Plus Technolgies è stata acquisita da Thomson e nel gennaio 2004 il business è stato acquistato da Nagra. La contromisura adottata dall'emittenti televisive era l'aggiornamento delle chiavi(key) che sostituivano, dopo un dato intervallo di tempo, quelle presente sulle smart card degli aventi diritto bloccando appunto quelle pirata. I pirati allora svilupparono firmare per i decoder dell'epoca: stiamo ovviamente parlando del Gold Box della Phillips.
LA NASCITA DI SKY E IL DIGITALE TERRESTRE: 2006
SKY Italia è nata il 1 maggio 2003 dalla fusione di Telepiù(nata nel 1990) e Stream(nata nel 1997) ad opera del magnate Rupert Murdoch. Alla base di tutto c'era la nuova riforma di legge(in vigore da qualche anno) che prevedeva un unico decoder ed un'unica smart card che sarebbe dovuta essere utilizzata dagli abbonati dei due gruppi rivali. Era anche un problema di diritti TV, oltre che di comodità (basti ricordare che ai tempi, per fare un esempio calcistico, Telepiù deteneva i diritti di determinate squadre di calcio invece Stream di un altro ristretto numero di club). Le cose andarono molto a rilento e tra cause in tribunale, minacce ed anche multe non si riuscì a venirne a capo, sino alla fusione definitiva delle due Pay TV (il decoder unico con i due gruppi separati che permetteva di usufruire dei contenuti di una e dell'altra con un doppio abbonamento e qualche limitazione, aveva comunque portato a problemi, non ultimo quello della pirateria). All'epoca Stream utilizzava i sistemi di codifica Irdeto, SECA ed NDS. SKY ha abbandonato il sistema di codifica Irdeto nel febbraio 2004 per quello più sicuro NDS.
Il digitale terrestre si diffonde invece nel 2006 con il protocollo DVB-T. Il numero degli abbonati a SKY ha superato i 3 milioni e 830 mila nel giugno 2006, con un incremento delle sottoscrizioni di oltre 1 milione e 900 mila famiglie nei primi due anni e mezzo di presenza sul mercato italiano. Nel 2015 gli abbonati sono quasi 5 milioni(4.7 per la precisione, in calo rispetto ai 4.9 del 2012). Il primo decoder Linux Based (Dreambox) si diffonde nel 2010, la novità risiedeva appunto nella presenza di un sistema operativo sul decoder, dando il via al card sharing con la diffusione delle C-LINE(condivisioni delle chiavi di codifica). Se ne volete sapere di più su questo nuovo standard che unisce la TV ad Internet: Cos'è L'IPTV e Come Funziona.
domenica 25 gennaio 2015
Google e SpaceX Lanciano L'Internet Via Satellite?
Dovrebbe essere confermato l'interessamento di Google nei confronti di SpaceX.
L'azienda di Mountain View sarebbe disposta ad investire un miliardo di dollari in SpaceX, la società di Elon Musk che si occupa di trasporti spaziali, per la diffusione di Internet dallo spazio attraverso un sistema di satelliti.
Obiettivo a lungo termine, sarebbe anche la futura connessione Web da Marte e l’implementazione di satelliti low cost per Internet in tutto il mondo, espandendo l’accesso alla rete nello Spazio.
Elon Musk infatti aveva annunciato l’intenzione di costruire un’Internet spaziale, che un giorno potesse addirittura arrivare a collegare via web Marte e la Terra.
L’idea infatti sarebbe quella di costruire un network di satelliti destinati ad accelerare le comunicazioni Internet, ma pensati anche per fornire accesso alla rete a circa i tre miliardi di persone che ancora faticano a connettersi.
Le reti terrestri, secondo il progetto, verranno sostituite da quelle spaziali, con i dati che viaggiano da satellite a satellite (dislocati in orbite a circa 1200 km di altezza) per poi essere trasferiti a Terra.
Qualcosa di simile era anche nei progetti di Google, con l’idea dei palloni aerostatici per portare Internet nelle zone sottostanti, e con progetti di Internet via satellite.
L'impresa costerebbe 10 miliardi di dollari: servirebbero a lanciare centinaia di satelliti in un'orbita di circa 1200 chilometri dalla Terra, altezza molto minore rispetto ai 30mila chilometri, nella quale si trovano i tradizionali satelliti per le TCL.
Nel frattempo l'azienda ha acquistato anche la compagnia di droni Titan Aerospace.
L'azienda di Mountain View sarebbe disposta ad investire un miliardo di dollari in SpaceX, la società di Elon Musk che si occupa di trasporti spaziali, per la diffusione di Internet dallo spazio attraverso un sistema di satelliti.
Obiettivo a lungo termine, sarebbe anche la futura connessione Web da Marte e l’implementazione di satelliti low cost per Internet in tutto il mondo, espandendo l’accesso alla rete nello Spazio.
Elon Musk infatti aveva annunciato l’intenzione di costruire un’Internet spaziale, che un giorno potesse addirittura arrivare a collegare via web Marte e la Terra.
L’idea infatti sarebbe quella di costruire un network di satelliti destinati ad accelerare le comunicazioni Internet, ma pensati anche per fornire accesso alla rete a circa i tre miliardi di persone che ancora faticano a connettersi.
Le reti terrestri, secondo il progetto, verranno sostituite da quelle spaziali, con i dati che viaggiano da satellite a satellite (dislocati in orbite a circa 1200 km di altezza) per poi essere trasferiti a Terra.
Qualcosa di simile era anche nei progetti di Google, con l’idea dei palloni aerostatici per portare Internet nelle zone sottostanti, e con progetti di Internet via satellite.
L'impresa costerebbe 10 miliardi di dollari: servirebbero a lanciare centinaia di satelliti in un'orbita di circa 1200 chilometri dalla Terra, altezza molto minore rispetto ai 30mila chilometri, nella quale si trovano i tradizionali satelliti per le TCL.
Nel frattempo l'azienda ha acquistato anche la compagnia di droni Titan Aerospace.
venerdì 26 ottobre 2012
Come Funziona Sky Go (Attivazione)
Il servizio è gratuito per tutti gli abbonati Sky HD quindi per chi possiede decoder Sky HD.
Per attivare il servizio Sky Go è necessario essere registrati sul sito Sky.it, tra le informazioni da inserire ci sono il codice cliente/smart card e codice fiscale.
Una volta completata la registrazione e aver ricevuto la mail di conferma sarete pronti ad attivare il servizio.
ATTIVAZIONE
Entriamo nell’area clienti con il nostro username e password e attiviamo Sky Go, una volta attivato arriverà la conferma via mail.
Sky Go può essere attivato a autorizzato solo su 2 dispositivi ma usufruibile da un solo dispositivo per volta.
Dopo aver scaricato e avviato l’app da AppStore, facciamo il login con il nostro user e password, bene da questo momento il sistema Sky ha registrato il vostro dispositivo, potete fare la stessa cosa da un’altro dispositivo e arriverete a 2 (il massimo).
Dopo aver autenticato i nostri dispositivi possiamo iniziare a gustare i programmi messi a disposizione da SKY (compresi nel nostro abbonamento). Se volete passare ad esempio da iPad ad iPhone chiudiamo Sky Go dal primo dispositivo e accediamo dal secondo, di solito il sistema potrebbe aver bisogno di una decina di minuti per “accorgersi” del cambiamento e concedere il cambio.
AUTORIZZAZIONE PER ALTRI DISPOSITIVI
Questo in caso di cambio dispositivo o se vogliamo semplicemente dare l’autorizzazione ad un’altra persona, sempre con il limite massimo di 2 autorizzazioni.
Basterà partire da Area Clienti Sky > Fai da te > I tuoi dati > Sky Go (quasi a fine pagina) > Gestisci > Svuota lista.
In questo modo rimuoveremo tutte le autorizzazioni precedenti e saremo pronti ad associare 2 nuovi dispositivi, tra cui anche il computer.
PRESTAZIONI
Sky Go adatta la qualità video in base alla connessione, se siete in 3G con segnale medio-alto molto probabilmente la qualità sarà “ballerina” e tenderà a “pixellare” fino alla stabilizzazione del segnale in rapporto alla qualità, invece in Wifi non ci sono problemi, la qualità si stabilizza abbastanza velocemente con una esperienza in simil HD.
Per attivare il servizio Sky Go è necessario essere registrati sul sito Sky.it, tra le informazioni da inserire ci sono il codice cliente/smart card e codice fiscale.
Una volta completata la registrazione e aver ricevuto la mail di conferma sarete pronti ad attivare il servizio.
ATTIVAZIONE
Entriamo nell’area clienti con il nostro username e password e attiviamo Sky Go, una volta attivato arriverà la conferma via mail.
Sky Go può essere attivato a autorizzato solo su 2 dispositivi ma usufruibile da un solo dispositivo per volta.
Dopo aver scaricato e avviato l’app da AppStore, facciamo il login con il nostro user e password, bene da questo momento il sistema Sky ha registrato il vostro dispositivo, potete fare la stessa cosa da un’altro dispositivo e arriverete a 2 (il massimo).
Dopo aver autenticato i nostri dispositivi possiamo iniziare a gustare i programmi messi a disposizione da SKY (compresi nel nostro abbonamento). Se volete passare ad esempio da iPad ad iPhone chiudiamo Sky Go dal primo dispositivo e accediamo dal secondo, di solito il sistema potrebbe aver bisogno di una decina di minuti per “accorgersi” del cambiamento e concedere il cambio.
AUTORIZZAZIONE PER ALTRI DISPOSITIVI
Questo in caso di cambio dispositivo o se vogliamo semplicemente dare l’autorizzazione ad un’altra persona, sempre con il limite massimo di 2 autorizzazioni.
Basterà partire da Area Clienti Sky > Fai da te > I tuoi dati > Sky Go (quasi a fine pagina) > Gestisci > Svuota lista.
In questo modo rimuoveremo tutte le autorizzazioni precedenti e saremo pronti ad associare 2 nuovi dispositivi, tra cui anche il computer.
PRESTAZIONI
Sky Go adatta la qualità video in base alla connessione, se siete in 3G con segnale medio-alto molto probabilmente la qualità sarà “ballerina” e tenderà a “pixellare” fino alla stabilizzazione del segnale in rapporto alla qualità, invece in Wifi non ci sono problemi, la qualità si stabilizza abbastanza velocemente con una esperienza in simil HD.
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