Visualizzazioni Totali

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mercoledì 29 aprile 2015

Il Wallet Elettronico Romit Arriva Anche In Italia (Bitcoin)

Il servizio Romit, dell'azienda americana Robocoin, è arrivato finalmente anche in Italia.
Ma esattamente di cosa si tratta?
Scambio di denaro con commissioni low cost, fuori dai sistemi bancari e in alternativa a Western Union e simili.
Tutto grazie alla tecnologia Bitcoin, che opera sotto Romit: in modo invisibile all'utente.


COME FUNZIONA
Il denaro passa da un portafoglio elettronico Romit all'altro.
L'utente destinatario dei soldi riceve un sms e con questa informazione può andare a ritirarli in contanti presso un esercizio abilitato al servizio: può essere un bancomat o un internet point.
La transazione avviene in pochi secondi e con una commissione fissa del 4 per cento.
Scambiarsi 40 euro costa 1.60 euro(sicuramente più vantaggioso di Western Union).
I sistemi tradizionali sono troppo costosi per i piccoli importi.
Al momento gli Atm Bitcoin di Robocoin abilitati in Italia sono tre: a Roma, Firenze e Milano.
Un cassiere di un internet point, dotato di un pc, può quindi verificare la transazione e dare i soldi in contanti. "Il Bitcoin non si vede ma c'è: è il sistema che permette questo tipo di trasmissione perché è internazionale e peer to peer; senza intermediari. Tecnicamente, è la blockchain-tecnologia Bitcoin basata su crittografia a garantire la transazione" spiega Federico Pecoraro, amministratore delegato di Robocoin Italia.
"Le banche adesso temono due cose, dal mondo di internet: i sistemi di moneta decentralizzati, come i Bitcoin, e i pagamenti alternativi, peer to peer, come Satispay" dice Stefano Quintarelli, parlamentare dell'Intergruppo Innovazione.
Romit unisce le due cose: pagamenti diretti con Bitcoin.
Il suo successo dipenderà da quanto riuscirà a diffondersi nei luoghi fisici, ma già il suo lancio dimostra alcuni punti.
Forse in futuro il grande pubblico utilizzerà i Bitcoin senza accorgersene, per abbattere i costi delle transazioni internazionali.
Un'esigenza che si riflette anche in servizi come TransferWise, che rende più economico il bonifico internazionale grazie a un network peer to peer, pur continuando ad appoggiarsi alle banche.
 La tecnologia risponde così a un bisogno, quello di fare transazioni internazionali, che le banche e i sistemi tradizionali (tipo Western Union) non riescono a soddisfare appieno, perché troppo costose o lente.

martedì 28 aprile 2015

Come Calcolare Il Valore Di Un Sito Web (Guida)

Premettendo che è molto difficile stimare con esattezza il valore di un sito web, in questo articolo, vedremo alcuni servizi online e semplici calcoli che permettono di farlo con facilità(per quanto le stime siano abbastanza grossolane).
Come detto, duole ricordare, che il valore di un sito web dipende da moltissimi fattori:
1) Page Rank
2) Ovviamente traffico (che non è il conteggio delle visualizzazioni totali ma solo di quelle "utili", escludendo appunto la "frequenza di rimbalzo" ovvero l'entrata ed uscita da un sito di un visitatore dopo pochi secondi senza navigarci o interagirvi dunque).


FREQUENZA DI RIMBALZO E COSTO MEDIO PER VISITA
Gli utenti potrebbero abbandonare il sito dalla pagina da cui sono entrati in presenza di problemi di progettazione o di usabilità del sito.
In alternativa, potrebbero abbandonare il sito dopo aver visto una sola pagina se hanno trovato le informazioni di cui hanno bisogno su quella pagina e non hanno alcuna necessità o alcun interesse a visitare altre pagine.
Ecco, queste visite sono conteggiate come "non buone".
A parte, problemi di progettazione del sito (o comunque di un qualcosa che potrebbe infastidire il visitatore), io consiglio sempre sotto ogni articolo d'inserire collegamenti che rimandano ad altre pagine del vostro sito/blog.
Ovviamente collegamenti sensati con l'argomento dell'articolo, non casuali.
Per sapere la frequenza di rimbalzo del vostro sito usate il tool di Google Analytics.
Fatto ciò leggerete una % da sottrarre al totale visite.
Ad esempio se la frequenza di rimbalzo è del 50% devo sottrarre queste visite al conteggio totale.
Se faccio 20mila visite e la frequenza del rimbalzo è del 50%, calcolo le rimbalzanti così: 20mila per 0.5, ovvero 10mila(il 50% del totale appunto) non sono buone.
Quindi calcolo quelle buone: 20mila - 10mila(non buone)=10mila visite buone.
Fatto ciò vi basterà moltiplicare le visite "buone" per il costo medio che ogni visita genera (qui le cose si complicano perchè ciò dipende dall'argomento del vostro sito).
Il costo medio può essere stimato grossolanamente per 0.15€ - 0.20€ a visita.


STIMA PER ENTRATE MENSILI
Un altro modo può essere quello di fare una stima grossolana, facendo una semplice moltiplicazione che prende in considerazione il guadagno medio mensile moltiplicato per 1 o 2 anni (per 12 o 24 mesi quindi, a seconda del trend di crescita del sito. Se l'entrate stanno aumentando, vi conviene fare una stima per 24 mesi).


SERVIZI ONLINE
Questi servizi sono sicuramente più semplici da utilizzare, visto che basta inserire solo il nome del vostro sito.
Ma sono affidabili? Ni.
Vi accorgerete, usandone diversi, che il valore del vostro sito oscillerà in un range da pochi dollari ad addirittura diverse centinaia/migliaia.
Il punto è che questi servizi non usano tutti gli stessi parametri quindi è difficile stimare un valore esatto ed equo per qualsiasi sito.
Prima di utilizzare uno di questi servizi, vi consiglio di trovare su Google il valore di domini famosi (Google, Facebook, Youtube, etc) e poi usando i vari tool che questi siti offrono, controllare quale di questi dia la stima più esatta (che voi conoscete già, avendola trovata su internet).
Un sistema semplice ma abbastanza efficacie per scartare siti inaffidabili.
Websitelooker
Webuka
Valuemyweb
Valoresito
Siteworthit
Valutasitoweb
Siteprice
Netvaluator
Stimasitoweb

lunedì 27 aprile 2015

Cosa Sono Gli Exif e Come Modificarli (Fotografie Digitali)

I dati tag Exif sono uno standard applicato alle immagini jpeg, in particolare essi sono associati alle fotocamere digitali.
In pratica sono informazioni che vengono memorizzate nel file dell’ immagine stesso.
In particolare data e ora, le impostazioni di scatto (velocità di scatto, focale, iso, etc), il modello e marca della camera, informazioni geografiche se presente il GPS, informazioni sull’autore dello scatto ed informazioni analoghe.
Uno dei più potenti software per la modifica di questi metadati, tra l'altro gratuito, è PhotoMe.
Si tratta di un editor exif completo, potente che permette di mettere le mani in quasi tutti i metadati che vogliamo modificare.


DOWNLOAD E FUNZIONI
Il programma è scaricabile direttamente dal sito del produttore: Photome
Si posso modificare non solo i principali meta dati exif dell'immagine, come data e ora, ma anche molti altri più specifici come il tempo di esposizione, l'esposizione, l'apertura e molto molto altro.
Per cosa può essere usato?
1) Quando non si vuole rendere pubblica qualche informazione (una modifica effettuata tramite photoshop, il modello della fotocamera, la data di scatto, l'ora, se la macchina dispone di sistema GPS si può voler levare l'indicazione del luogo, etc).
2) Modificare un'apertura e una focale quando si usa una reflex digitale con un obiettivo a fuoco manuale(adattatore senza chip).
In quest casi i meta dati dell'apertura e della focale sono quasi sempre uguali.
3) Può servire anche per aggiungere il proprio nome a una precedente fotografia (cosa molte macchine moderne permettono in automatico, ma se lo vuoi fare con le foto più vecchie?), il modello, etc

La Smart TV Samsung Spia? Privacy In Pericolo

La tua SmartTV Samsung ti spia.
Magari ora se ne sta seduta proprio nel tuo salotto, apparentemente fuori servizio, addormentata, ma pronta a captare qualunque cosa tu stia facendo o dicendo.
Samsung sembra aver trovato la sua soluzione per entrare in possesso dell’intimità domestica dei suoi clienti, e ha scelto come cavallo di Troia il più ovvio dei contenitori: il televisore.

Sul sito Samsung si leggeva ciò:
“Per potervi fornire una funzionalità di riconoscimento vocale, alcuni comandi vocali potrebbero essere trasmessi (insieme a informazioni sul tuo dispositivo) a un servizio terzo che converte il messaggio parlato in testo.”

Sotto certi versi, la scelta di affidare a un servizio esterno le competenze di riconoscimento vocale è obbligata, dal momento che la tecnologia necessaria per dotare ogni singolo televisore di una simile funzionalità farebbe lievitare i costi di produzione a livelli poco sostenibili.
Tuttavia, leggendo con attenzione il documento informativo di Samsung si legge nel finale:

“Occorre che sappiate che se i vostri messaggi parlati includono informazioni personali o sensibili, quelle informazioni saranno tra i dati acquisiti e trasmessi al servizio terzo.”

In poche parole: occhio a quello che dici in casa tua, perché il tuo nuovo televisore potrebbe fare incetta di dati sensibili.
Direte voi: ma cosa se ne fa Samsung elle conversazioni tra me e i miei famigliari?
Nel più probabile dei casi, passerà al setaccio le tue conversazioni per ottenere informazioni utili a cucirti addosso un profilo dettagliato, utile a chi sviluppa pubblicità personalizzata.
Nel peggiore dei casi, invece, queste informazioni rimarranno in qualche server, in attesa che qualche autorità esiga di averne accesso.

Si legge anche che “Samsung non conserva dati né li vende a terzi.”, che i dati vengono opportunamente codificati e che, se proprio la paranoia non ti fa dormire, puoi sempre disattivare la funzionalità di riconoscimento vocale.
Comunque la si voglia vedere, gli Smart TV Samsung vanno ad aggiungersi alla crescente lista di prodotti domestici che fanno dell’acquisizione di dati sensibili una prerogativa del loro corretto funzionamento, da Nest ad Amazon Echo.

Tornano Le Penali Per Il Cambio Di Operatore Telefonico?

Se il decreto ddl Concorrenza venisse approvato (come sembra), d'ora in avanti, cambiare operatore telefonico, fisso o mobile, prima della scadenza del contratto potrebbe costare molto caro.
Il disegno di legge sulla concorrenza approvato 2 mesi fa dal Governo, prevede all’art. 16 che “nel caso di risoluzione anticipata le spese devono essere eque e proporzionate al valore del contratto”.
Frase che di fatto significa che con questa norma vengono reintrodotte le vecchie penali.
Se il ddl dovesse completare il suo iter e diventare legge i consumatori, infatti, rischieranno di pagare anche oltre i 100 euro per recedere anticipatamente dal contratto.
Un salasso per le tasche dei consumatori che in realtà già esisteva e che era stato abolito nell’ormai lontano 2007.
Risalgono ad allora infatti quelle liberalizzazioni che nel caso specifico delle telecomunicazioni, disponevano "la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferirlo presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati da esigenze tecniche e senza spese non giustificate da costi dell'operatore".
Tutto ciò per facilitare la concorrenza nel settore della telefonia.
Legge che, però, viene puntualmente aggirata dagli operatori che continuano a imporre i cosiddetti "contributi di disattivazione" (in bolletta sono indicati come importo per dismissione o costo per attività di migrazione etc.) ostacolando il recesso da parte dei consumatori.
Recedere da un contratto telefonico o passare a un altro operatore, quindi, può costare dai 30 ai 100 euro.


IL NUOVO DECRETO
Secondo le novità introdotte da Renzi, dunque, l'utente che cambierà operatore dovrà pagare una penale alla società con la quale disdice il contratto.
L'importo verrà determinato dai restanti mesi e da quanto era stato pattuito in sede di stipula.
Quindi tradire un operatore diventerà costoso.
Per quanto riguarda la telefonia mobile, da un lato la concorrenza e la maggiore flessibilità del settore hanno garantito condizioni più favorevoli, dall’altro proprio il “ritorno delle penali rischia di peggiorare la situazione” a fronte dei costi comunque applicati per la chiusura dei rapporti.
Ai quali vanno eventualmente aggiunte le rate restanti dei telefonini compresi nell’accordo.

domenica 26 aprile 2015

Come Disattivare La Riproduzione Automatica Su Youtube

Tutti quelli che utilizzano Youtube si saranno accorti della nuova funzione: l'autoplay dei video successivi.
Infatti adesso una volta terminato di guardare il video prescelto, verrà proposto un video successivo che verrà riprodotto automaticamente dopo 3 secondi se non si annulla l'operazione o se non si mette in pausa o se non si riavvia il video che si è appena terminato di guardare.
Cioè funzione tipo playlist.
Si tratta senza dubbio di una funzionalità utile che consente di continuare ad ascoltare musica simile o altri video dello stesso argomento, ma probabilmente alcuni preferirebbero disattivarla in quanto voglio impedire la riproduzione infinita di video sulla scheda di Youtube aperta sul browser oppure vogliono scegliere autonomamente il video successivo da guardare.
Fortunatamente questa nuova funzione di riproduzione automatica dei video successivi può essere facilmente bloccata.


DISATTIVARE L'AUTOPLAY
Terminata la riproduzione di un video, si vedrà apparire il seguente messaggio "Prossimo Video", seguito dal nome del video successivo.
E' presente anche un pulsante Play che funziona anche come da timer e dopo 3 secondi avvia automaticamente il prossimo video.
Cliccando sulla voce 'Annulla' o sul pulsante di chiusura "X" in alto a destra, la riproduzione automatica verrà sospesa per quel video e compariranno le classiche miniature di altri video suggeriti.
Alla destra del player (o sotto a seconda delle dimensioni del player video) c'è anche un riquadro che indica il prossimo video e che consente di disattivare la funzione di riproduzione automatica in qualsiasi momento, quindi anche prima che il video che si sta guardando finisca.
Si può quindi notare un nuovo pulsante posto accanto al pulsante di riproduzione/pausa sul lettore. Normalmente, questo tasto era presente quando si stava riproducendo una playlist, ma adesso appare su tutti i video e consente di passare al video successivo consigliato.

Come Tracciare Un Pacco eBay Dall'Estero

Su come tracciare un pacco eBay dall'Italia ne avevo già parlato.
Ovviamente tramite il sito delle poste è possibile tracciare solo le spedizioni sul suolo italiano.
Visto che spesso, al netto di tasse doganali e quant'altro, è più conveniente comprare all'estero ci si potrebbe chiedere se è possibile tracciare pacchi dall'estero.

Per fare ciò potrete servirvi di questi due ottimi siti:
http://www.trackitonline.ru/
http://www.17track.net/en/

Ovviamente il venditore deve fornirvi tracking della spedizione e tipo di corriere.

Con questo sito invece, basta solo il tracking (il corriere viene rilevato automaticamente):
https://www.packagetrackr.com/

venerdì 24 aprile 2015

Cos'è e Come Funziona Youtube Music Key

Youtube Music Key è un servizio streaming di Google, lanciato a fine 2014.
Inizialmente il portale era accessibile ad invito(solo per gli abbonati di Google Play Music Unlimited, ovvero il servizio di streaming musicale già attivo per Google).
YouTube Music Key non è un vero e proprio servizio di streaming, quanto piuttosto un’estensione per YouTube di Google Play Music Unlimited.
Music Key e Google Play Music rimangono separate, ognuno con la propria app e con il proprio sito, ma offrono due servizi complementari.
Su Play Music Unlimited lo streaming musicale in senso stretto.
Su Music Key invece ci sono alcune sostanziali differenze.


FUNZIONALITA' ED ABBONAMENTO
Su YouTube Music Key, sui video ufficiali compare un bollino blu: senza annunci.
I video partono quindi senza pubblicità prima, dopo o durante, in sovrimpressione.
Nell’homepage di YouTube c’è poi una nuova tab, “Musica” disponibile per tutti, anche fuori da Key.
In questa sezione compaiono playlist generate dalla propria cronologia visualizzazioni.
Cercando artisti compaiono delle schede apposite che raccolgono video ufficiali, album, playlist e user generated content.
Infatti alcune case discografiche, da qualche tempo, hanno iniziato a caricare ufficialmente album completi su YouTube.
Inoltre è possibile salvare offline i video (un tasto con una freccia), anche solo l’audio e scegliendone la qualità e il relativo peso del file e su mobile c’è finalmente la possibilità di ascoltare la musica in background, mentre si usano altre app, o mentre il telefono ha lo schermo bloccato.
Con l’abbonamento(9.99 Euro) ci si porta a casa l’accesso ad un servizio streaming classico (Google Play Music Unlimited) e una modalità di consumo avanzata di YouTube.
E' anche possibile sfruttare un periodo di prova dalla durata di 6 mesi(bisogna comunque fornire i dati della carta di credito in sede di registrazione).
YouTube Music Key, per come è attualmente è strutturato, è un primo tentativo di capitalizzare l’utilizzo di YouTube come archivio musicale (legale e illegale).

Per registrarvi(o abbonarvi): Youtube Music Key

sabato 18 aprile 2015

Tutte Le Funzioni Di Torch Browser (Giochi, Video, Musica)

Torch Browser nasce per unificare tutta l’esperienza di navigazione degli utenti: ricerca, musica, svago, social network ed ovviamente navigazione web.
Basato su Chromium, il motore di Google Chrome, eredita dal gemello le medesime caratteristiche di snellezza, robustezza e sicurezza, con la possibilità persino di condividerne le estensioni.
Una volta installato, già dall’interfaccia si capisce di avere a disposizione più di un semplice browser.


MUSICA E SVAGO
Torch Browser permette l’ascolto di musica in streaming, con la possibilità di salvare playlist da condividere con altri utenti; di giocare direttamente nel browser, di condividere i contenuti con semplici operazione di trascinamento, di scaricare video con la semplice pressione di un pulsante e con la possibilità di salvare a parte la traccia audio.
Torch Browser funge anche da player multimediale ed è in grado di riprodurre i formati audio e video più diffusi.
Per quanto riguarda i download, infine, potremmo rimanere sorpresi dalla velocità.
Torch Browser è infatti anche un acceleratore in grado di sfruttare 4 connessioni, valore impostato di default ma che può essere aumentato dalle impostazioni.
Davvero niente male per un “semplice browser”!
Una delle caratteristiche che risaltano a prima vista è certamente il servizio TorchMusic, accessibile cliccando sulla relativa icona (cuffie) in altro a destra, che offre lo streaming di un’infinità di brani di qualsiasi genere, con la possibilità di creare e salvare, previa creazione di un account, proprie playlist.
Per non farsi mancare nulla, Torch Browser comprende anche una piattaforma di giochi, TorchGames, alla quale si accede sempre tramite il relativo pulsante, in alto a destra, e che mette a disposizione una miriade di giochi gratuiti.
Non sono grandi titoli, ma per un veloce relax vanno più che bene.


BROWSER SOCIAL
Mentre ascoltiamo musica, possiamo immediatamente condividerla sui social network più diffusi (Facebook, Twitter, etc.) utilizzando i relativi pulsanti.
In maniera analoga, possiamo condividere le playlist, le librerie e gli ultimi brani ascoltati.
Mentre navighiamo su Internet, possiamo rapidamente condividere una pagina Web sui nostri social network, o persino una parte di essa.
Basta selezionare ciò che ci interessa, trascinarlo sul lato sinistro della finestra e rilasciarlo all’interno di una delle caselle del riquadro che appare.
Oltre alla possibilità di sincronizzare estensioni, cronologia e preferiti, attraverso la creazione di un account, Torch Browser eredita da Chrome il supporto a tutte le estensioni presenti sul Chrome WebStore.
Se usiamo Chrome, tra l’altro, durante l’installazione sincronizza tutti i dati disponibili.
Accedendo al social network di Zuckerberg da TorchWeb, entriamo subito in contatto con TorchFaceLift, un’app che ci permette di cambiare l’aspetto grafico di Facebook.


VIDEO
Molto utile è l’aggiunta di una funzione per scaricare video da Youtube, Vlmeo etc.
Una volta caricata la pagina che contiene il video, basta cliccare sull’apposita icona, sempre in alto a destra, per eseguirne il download.
Possiamo persino scegliere se scaricare il video o l’audio o entrambi separatamente.
Ovviamente trascinando un brano o un video nell’area di navigazione, il browser funge immediatamente da player multimediale, capace di eseguire la maggior parte dei formati attualmente disponibili.

Arriva RipCemetery: Il Cimitero Virtuale

App un po' macabra, RipCemetery.
Anche se trattasi di una versione beta e non ancora sviluppata al 100% dall'Indiegogo.
Sostanzialmente di cosa si tratta? Di un'app utile per ricordare i nostri cari sugli smartphone.
RipCemetery è una community che permette di condividere, in maniera del tutto discreta e riservata, stati d’animo e ricordi legati a una persona scomparsa.
L’applicazione è gratuita e dà la possibilità ad ogni suo utente di creare il proprio cimitero virtuale raggiungibile da qualsiasi luogo: biografia, foto ricordo, video, messaggi e fiori virtuali, insomma, con RipCemetery Internet è per sempre, anche per chi non c’è più.
L'idea di RipCemetery nasce in seguito a circostanze tragiche.

"In seguito alla perdita prematura di mio cugino", spiega il fondatore Jacopo Vitali "mi sono reso conto che nessuno dei comuni social network sarebbe stato adatto a condividere i miei pensieri su di lui senza che sembrassero banali. Così ho pensato di creare uno spazio dedicato a tutte quelle persone che, come me, hanno perso qualcuno di importante e che vogliono ricordarlo insieme agli amici giorno dopo giorno".

Il primo obiettivo prefissato su Indiegogo è quello dei 23mila dollari, una cifra che permetterebbe al team di sviluppare l'applicazione mobile accessibile da tutte le piattaforme.
I passi successivi prevedono lo sviluppo di una versione di RipCemetery accessibile da web e una versione per i tablet (obiettivo di 120 mila dollari).
La realizzazione di ulteriori funzioni all'interno dell'app, come la biografia e la sezione foto e video richiedono il raggiungimento di 250mila dollari, mentre ne servono il doppio per lo sviluppo e realizzazione grafica di migliaia di nuovi post-rips, fiori, omaggi, texture e cornici, con la possibilità per l'utente di personalizzarle.
Tra gli obiettivi degli sviluppatori, oltre a quello di creare una sorta di "tomba di famiglia online", c'è anche quello di sostenere la ricerca tramite la donazione di fondi a diverse associazioni attraverso l'acquisto di fiori virtuali o grafiche a pagamento.