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martedì 29 settembre 2020

Costruire Siti Onion Sul Deep Web: Stormy, Apache, Wamp Server

Pubblicare siti Onion su TOR (Deep Web) non è semplice come lo è con il web di tutti i giorni. Non a livello di architettura dei siti dove, per forza di cose, non si richiede un'opera d'arte ma un sito scarno che faccia il suo lavoro. Quanto per l'anonimato. Per uploadare il proprio sito sulla rete TOR è possibile utilizzare anche Stormy, un’interfaccia di design. Stormy consente di caricare i propri contenuti con pochi click, senza particolare fatica. Come si sa, errori minimi nel setup della creazione dei siti Onion potrebbero svelare facilmente l’identità del navigatore.
Un altro problema dei siti Onion sono gli attacchi DDoS che Stormy riduce al minimo. Questo software è preinstallato nel TOR Browser Bundle o reperibile come applicazione stand-alone.
Per il download e maggiori info: Stormy


APACHE
L'altra alternativa è il classico Apache, l'idea è quella di mostrare le pagine Web nel nostro indirizzo.

1) Scaricato e lanciato Apache, dovremo lanciare il servizio ed attivare l’Apache Service Monitor, compreso nei file installati: se vedremo un’icona verde, il server sarà già stato installato e configurato automaticamente sul PC. E' possibile digitare 127.0.0.1 oppure "localhost" sulla barra degli indirizzi del browser: se verrà caricata la pagina di default di Apache, il server sarà stato installato con successo.

2) Ora è il momento di inserire le nostre pagine HTML, file di immagine, e tutto ciò che desideriamo faccia parte del sito ospitato su onion all’interno della cartella di Apache HTDOCS. Questa cartella rappresenta la vera e propria "root" del server : aggiungiamo il file index.html del nostro nuovo sito, che verrà mostrato come homepage sia a livello locale che TOR : ricaricando 127.0.0.1 dovremo osservare i relativi cambiamenti.

3) Apache è dotato di un file di configurazione che ci permette di impostare al meglio i parametri del nostro server. Tale file ha nome HTTPD.CONF (all’interno della cartella Conf).

4) Il file HTTPD.CONF va modificato per far sì che il sito su TOR funzioni: alla riga #Listen dovremo cambiare il parametro di default cancellandolo e riscrivendo: #Listen 127.0.0.1:80 ed alla successiva riga Listen 80

5) Stessa cosa va fatta per il parametro ServerName, che dovrà essere modificato in localhost:80. Salvare il file modificato ed uscire dalla directory

6) Ora modificheremo le impostazioni del file TORRC, contenuto all’interno della directory Data\Tor della cartella del browser. Aprendolo con un Blocco Note (ricercabile in "cerca" su Windows), aggiungeremo le seguenti istruzioni:

HiddenServiceDir C:\[percorso a scelta]\tor\hidden_service
HiddenServicePort 80 127.0.0.1:80

Dove per "percorso a scelta" intendiamo la cartella dove vogliamo ospitare gli hidden service di TOR.
Salvando il file e rilanciando TOR, potremo notare che all’interno della cartella hidden_service si sono formati due file: hostname e private_key.
Aprendo il primo, troveremo il nome di dominio attribuito al nostro sito, generalmente una lunga sequenza di caratteri con suffisso .onion. Questo URL permetterà a chiunque vogliamo di visitare il nostro sito su TOR.
Invece la Private_key infatti è costituita da un file con contenuti criptati che potrebbero smascherare la nostra identità e permettere a chiunque di prendere il nostro posto (quindi non va rilevata).
Nel caso in cui si vogliano apportare modifiche alla pagina web, si opererà all’interno della cartella HTDOCS come in un normale server, aggiungendo file html e immagini a scelta.
E' possibile usare anche Wamp Server (qui una guida: Aprire Un Sito Nel Deep Web Con Wamp Server

martedì 15 settembre 2020

Come Aggiungere Il File "ads.txt" a Blogger e ai Propri Siti

Di solito è Adsense stesso che vi consiglia di aggiungere il file ads.txt al vostro sito.
In questo articolo vedremo come aggiungerlo su Blogger e su siti personali.
Per curiosità, sottolineo che il file ads.txt riguarda le aziende del mercato e della comunicazione che fanno comparire annunci pubblicitari sul nostro sito.
Essi hanno lo scopo di contrastare le frodi che avvengono all'interno del mercato pubblicitario e precisamente in quello digitale.
Ogni venditore è direttamente collegato con noi e un spazio web rivende le loro compagne pubblicitarie.
Una certa agenzia propone spazi pubblicitari ai suoi clienti. Alcuni di queste pubblicità compariranno nel banner sul blog. Ebbene quest’agenzia è un venditore diretto per noi, quindi DIRECT.

Un file ads.txt (se usate Adsense) ha questo formato:
google.com, pub-0000000000000000, DIRECT, f08c47fec0942fa0

Dove google.com è l'url del sistema di monetizzazione (in questo caso Adsense), pub-0000000000000000 è l'ID personale di ogni publisher, direct (venditore) riguarda il tipo di contratto, l'ultimo numero identifica il certificato del venditore.


SITO PERSONALE E BLOGGER
Il file ads.txt va quindi inserito all'interno del proprio server e precisamente nella root del sito, ma ovviamente in un sito proprietario è abbastanza semplice, a differenza di altri servizi dove non si ha il controllo dello spazio web.
Per un sito personale va inserito qui: https://mywebsite.com/ads.txt

Tuttavia da qualche tempo anche Blogger ha reso il tutto facilissimo, apportando dei cambiamenti alla propria piattaforma.
Basta accedere a Blogger: poi "Impostazioni", "Preferenze di ricerca", "Monetizzazione" ed infine "Modifica".
Non vi rimane che aggiungere il proprio ads.txt personalizzato.
Infine per Wordpress, potrete utilizzare: ads.txt manager (plugin)

Per saperne di più: Guida ads.txt (Adsense)

mercoledì 11 settembre 2019

Come Trovare Siti e Files Cancellati Da Internet: Archive.org e ParaZite

"Coloro che non ricordano la storia, sono condannati a ripeterla"

A metà anni 90, diverse migliaia, se non milioni di bot (spider) vennero immessi nella rete delle reti: internet. Il loro compito era quello di cercare automaticamente determinati materiali su internet (musica, video, immagini, pagine web, etc) e copiarli.
Pagina dopo pagina questi bot copiarono le informazioni reperite su dei computer siti in un garage di San Francisco. Una volta conclusa la copia dell'intera rete, a distanze regolari di tempo (qualche mese) ritornavano in funzione, scandagliando nuovamente la rete: siti aggiornati o altri nati da poco.
Ma cosa stavano facendo esattamente? Salvavano copie di internet, archiviandole.
Nei primi anni del 2000, questi bot avevano raccolto oltre 5 anni di copie: si stava formando quello che va sotto il nome di Internet Archive. Poi venne implementata la funzione "The Back Away Machine", grazie alla quale, inserendo l'indirizzo di una pagina web era possibile consultarne le copie sino al 1996 (con tutte le relative modifiche).
Del resto consultando una pagina web, noi teoricamente non possiamo mai sapere se il contenuto è stato aggiornato, cioè se la pagina è uguale all'originaria (a meno di salvare appunto la pagina su disco locale o farne uno screen). Tramite l'Internet Archive è invece possibile, visto che si può visionare una pagina web (del 2003 ad esempio) che ormai non esiste più. E lo stesso vale per files siti su internet ma poi cancellati (per qualche motivo). Prima di questo gigantesco archivio creato da Brewster Kahle non c'era nessun modo di "tornare" indietro nel tempo (un'istantanea temporanea di una pagina web è la cache di Google, visionabile dopo aver cercato un dato sito e schiacciato su "copia cache"). Nel 2002 erano indicizzate 10 miliardi di pagine (230 TeraByte di dati!) ed ogni mese ne venivano aggiunte un altro miliardo. Nel 2014 si parlava di 15 PetaByte (1000 TeraByte) di dati archiviati e il tutto è in continua evoluzione. Oggi, per rendere l'idea, sono presenti oltre 377 bilioni di pagine e quasi 10 milioni di libri. Tramite il progetto Open Library gestisce anche la più grande biblioteca del mondo, contenente, in linea di principio tutti i libri ovunque pubblicati in tutti i tempi, con oltre 23 milioni. Open Library offre anche agli utenti un catalogo di oltre 250.000 e-book contemporanei.
Anche sul Deep Web esiste(va) un archivio simile: andava sotto il nome sinistro di ParaZite.
Su quest'oscuro sito si poteva trovare praticamente di tutto (guide, files multimediali, video).
Tutto quello che per qualche motivo (di solito perchè illegale) era stato cancellato sul Clear Web era stato archiviato su questo sito (ormai down da un po' di tempo ma non è da escludere possa ritornare online, prima o poi). Se è vero che non ricordando la storia si è condannati a ripeterla, forse il problema risiede nel fatto che noi dimentichiamo la stessa. La questione è se abbiamo la possibilità di tornare indietro nel tempo per riscoprire quello che abbiamo dimenticato.
E' con Internet Archive è possibile.

martedì 27 agosto 2019

Come Gestire Una Newsletter Con PHPList

Se dovete gestire un sito personale con migliaia di utenti e volete organizzare un servizio di newsletter (mailing list) per aggiornare i vostri visitatori sulle novità, potete operare in due modi: raccogliere manualmente i vari indirizzi e usare il programma di posta elettronica per l’invio delle e-mail oppure affidarvi ad uno dei tanti programmi per newsletters disponibili in rete. Riguardo quest'ultima soluzione, uno dei migliori è PHPList, un servizio totalmente personalizzabile e configurabile! Permette la gestione completa dell’anagrafica utente con possibilità di aggiunta di nuovi campi di input (consenso privacy e tanti altri) che poi potranno essere usati come filtro per l’invio dei messaggi. E' possibile utilizzare templates per pre-formattare la pagina HTML della newsletter e renderle sempre uguali una all’altra, editor di testi e quant'altro.

Per installare il software ed imparare ad usarlo:
Guida All'Installazione (PHPList)
Configurazione (PHPList)

lunedì 5 agosto 2019

Migliori Siti e Software Per Esplorare L'Universo

In quest'articolo raccoglieremo alcuni software ed atlanti 3D utili per esplorare il cosmo (pianeti, stelle, satelliti, nebulose e così via).
Si tratta di siti "navigabili" che simulano lo spazio o di altri che simulano determinate condizioni nello spazio.


Sito che simula la vita in 3D su Marte nel caso il pianeta rosso fosse stato colonizzato dagli uomini: ExploreMarsNow

NASA "Be A Martian" (tramite sonde e rover marziani si simula vita su Marte in base a clima e risorse naturali): Mars NASA

Per vedere come si muove la stazione spaziale internazionale dal punto di vista dell'astronauta interno: WindowsOnEarth

Telescopio Ottico SSDS: SDSS

Per navigare pianeti, stelle, galassia a 360°: WorldWideTelescope

Per esplorare il cosmo tramite il software Stellarium: Stellarium

Mappa "live" grazie ad un potente simulatore 3D della volta celeste: SolarSystemScope

Per osservare in 3D galassie, pianeti e nebulose: Google Sky

Per la Luna: Google Moon

Per Marte: Google Mars

Mars 3D Map: Mars3dmap

Atlante dello Spazio in 3D: Sky ESA

martedì 21 maggio 2019

Siti Per Creare Riviste, Libri ed eBook Online

Oggi non è per niente difficile trovare servizi online per dare il via a pubblicazioni cadenzate nel tempo. E' possibile creare facilmente una rivista da 0 oppure usare modelli già esistenti forniti dai vari servizi.
Il vantaggio dei servizi che vedremo è che possono essere usati direttamente dal browser, senza installare software, app, plugin e quant'altro.

Per piccole pubblicazioni, banner, poster e volantini: Canva

Per pubblicazioni (gratis la versione base): Joomag

Per riviste cartacee e digitali: Madmagz

Gratuito per documenti sino a 3 pagine (11,95 € al mese per la versione illimitata): Lucidpress

Per creare una rivista e pubblicarla online: Flipsnack

Per creare riviste, libri, fotolibri, eBook: Blurb

Per creare, stampare e mettere in vendita le proprie pubblicazioni digitali: Issuu

500 pagine come limite e 15 GB nella versione base: Calameo

Se invece avete bisogno di qualcosa ancora più personalizzabile, potrete utilizzare il software (gratuito ed open source) è: Scribus

giovedì 7 marzo 2019

A Che Serve Accorciare Un Link? I Servizi Migliori

Accorciare l’URL di un sito web può essere importante per recuperare spazio che può essere molto utile per le condivisioni dei nostri post, pensiamo ad esempio a Twitter e al suo limite di 140 caratteri nei tweet.
Abbreviare gli URL è molto semplice, esistono infatti diversi servizi che ci permettono di accorciare gli indirizzi web in maniera totalmente gratuita.
URL accorciate non ci daranno inoltre penalizzazioni in ambito SEO, visto che gli accorciatori di URL utilizzano il permanent redirect, ovvero il codice 301, il reindirizzamento preferito dai motori di ricerca.
Google con il suo Google URL Shortener, nel 2018, ha ormai interrotto il suo servizio che proseguirà solo per i vecchi utenti sino a marzo 2019, tuttavia sono tanti i siti che offrono un servizio di questo tipo!


BITLY
Sicuramente è il più famoso sistema per accorciare URL. Con questo programma possiamo ottenere uno short URL partendo da un qualsiasi indirizzo web, ma non è tanto questo il punto di forza del software.
Sito web: Bit.ly


OW.LY
Messo a disposizione da HootSuite è semplicissimo da usare e da monitorare.
Il programma, inoltre, offre un interessante set di API per sviluppatori.
Sito web: Hootsuite (Ow.ly)

Altri servizi online sono: Tinyurl ed Urly

lunedì 21 gennaio 2019

Bloccare L'Accesso Ad Alcuni Siti (File Hosts Di Windows)

Se si ha l'esigenza di bloccare l'accesso su alcuni siti internet, per motivi di sicurezza o per evitare che i propri figli finiscano in siti pericolosi o di dubbio gusto, si può utilizzare il file "hosts" presente in Windows.
Per bloccare un sito internet è sufficiente aggiungerlo al file hosts di Windows, il cui compito è di convertire le URL testuali, come www.facebook.com ad esempio, in un indirizzo IP numerico.
Cosa faremo? Modificheremo il file hosts re-indirizzando la URL del sito web indesiderato all'indirizzo IP del sistema locale, ovvero il proprio computer, in maniera tale che tale sito non possa essere mai caricato.


FILE HOSTS E PRIVILEGI DA AMMINISTRATORE
Per prima cosa è necessario disporre di un account utente con diritti di amministratore. Soddisfatto tale requisito aprire ora il Blocco note di Windows come amministratore: basta aprire il menu start e digitare notepad; una volta visualizzato "Blocco note" nel menu Start, farci sopra un clic destro di mouse e nel menu contestuale cliccare l'opzione "Esegui come amministratore".


TROVARE ED APRIRE IL FILE HOSTS
Nel Blocco note adesso portarsi in File/Apri e seguire il percorso Disco locale (C:)/Windows/System32/drivers e poi aprire il file dal nome hosts.
Se non viene visualizzato nessun file assicurarsi che nella finestra "Apri" sia selezionata l'opzione "Tutti i file (*.*)" e non "Documenti di testo (*.txt)".


MODIFICHE FILE HOSTS
Aperto il file hosts, scendere in fondo due righe sotto l'ultimo "#"digitando l'indirizzo IP del sistema locale ovvero 127. 0.0.1 seguito da uno spazio e dalla URL del sito internet che si desidera bloccare.
Ad esempio:

# ::1  (ultima riga da non modificare)

127.0.0.1 www.facebook.com
127.0.0.1 www.diretta.it
etc

Dunque se si desidera aggiungere un altro sito web da bloccare allora andare a capo di una riga e ripetere la stessa procedura, ovvero digitare l'indirizzo IP del sistema locale seguito da uno spazio e dalla URL del sito.
Una volta terminato non resta che salvare le modifiche cliccando nella barra dei menu del Blocco note File/Salva, chiudere il Blocco note, riavviare il browser internet e verificare così che i siti internet in questione risultano ora effettivamente inaccessibili.
Per sbloccare i siti, basta ripetere la stessa procedura e cancellarne il nome.

martedì 21 agosto 2018

Siti Internet Degli Anni 90: Pagine Web Abbandonate (Preistoria Informatica)

Il World Wide Web (WWW), ovvero Internet come lo conosciamo oggi, nasce nel 1991.
Sono passati quasi 30 anni e da allora di acqua sotto i ponti ne è passata.
In primis la velocità delle connessioni: si è passato dal vecchio 56 k alle fibre ottiche.
Ciò ha permesso la realizzazione di siti più accurati ed oserei dire completamente diversi.
Sono scomparse le gif e i midi in sottofondo (in realtà abbastanza fastidiosi, al di là delle nuove opportunità del Web 3.0) per lasciare spazio ad elementi molto più pesanti quali video ed animazioni.
Negli anni 90 ciò era una vera e propria utopia, in quanto, come detto, le connessioni erano lentissime.
Basti dire che oggi con una connessione "media/veloce" che scarichi a 10 megabyte/s è possibile scaricare 1 gigabyte in 1 minuto e mezzo.
Negli anni con un 56 k che scaricava a circa 4 kilobyte/s, sarebbero occorse poco più di 69 ore!
Ovviamente il calcolo è esponenziale: se oggi scarico 10 giga in 15 minuti, negli anni 90 li avrei scaricati in 690 ore (cioè in 29 giorni tenendo il computer acceso 24 ore su 24).
Senza contare che il telefono sarebbe stato inutilizzabile e senza considerare le continue disconnessioni.
Il download da un sito web interrotto a seguito di una disconnessione avrebbe comportato l'iniziare da capo il download.
Altra epoca direte voi.
Ciò è sicuramente vero ma com'erano i siti web degli anni 90? Esistono ancora?
Si, qualcuno esiste ancora e qui ne elencherò una lista per fare un tuffo nel passato.

Info CERN (1991)
Netscape Navigator (1994)
WWW94 (1994) (prima conferenza mondiale che si è tenuta sul web!)
Italy On The Web (1994)
Strawberry (1994)
Cam Di San Francisco (1994) in realtà è stata aggiunta qualcosa in tempi recenti ma il sito è rimasto al 1994
Astro-Link (1995)
Fluffy's World (1995)
Dole Kemp (1996)
Pagina CNN Su OJ Simpson (1996)
Fantasy Baseball (1996)
Space Jam (1996)
Cyber Beach (1996)
Jurassic Park: Il Mondo Perduto (1997)
Mystical Smoking Head Of Bob (1997)
Clyde Virtual University (1997)
Pentax (1997)
IE Is Evil (1998)
Babylon (1998)
Plug It Provider (1999)
Danny's Page Julie's Page (1999)
(1999)
Willow Home (1999)
Spectranet (2001)
Japan Corner (2002)

Su 404PageFound invece, potrete trovare siti degli anni 90 abbandonati (o ancora attivi che non hanno mai modificato la grafica).

mercoledì 7 giugno 2017

Analizzare Files ed Allegati Per Sapere Se Sono Infetti

Molto spesso potrebbe capitare di avere la necessità di aprire un file temendo però, per via di un'estensione anomala, che si tratti di un Virus.
Esistono sistemi quali macchine virtuali che permettono di aprire il file in tutta sicurezza però se cercate qualcosa di semplice e veloce, potrete fare affidamento a questi siti (che non solo analizzano files ed allegati ma anche le url):

VirusTotal
Hybrid Analysis

L'utilità di questo tipo di siti è evidente non solo per Malware in senso stretto ma anche appunto per quel tipo di files che si presentano con estensioni mascherate/anomale.

venerdì 3 marzo 2017

Motori Di Ricerca Per Server FTP (Lista)

Per trovare in rete files che c'interessano, al posto di usare i canonici siti in HTTP, possiamo servirci del vecchio protocollo FTP. A questo punto, diventa strategico poter restringere la ricerca soltanto ai server FTP che contengono il dato file che c'interessa, in modo da velocizzare il tutto. Uno dei primi motori di ricerca preposti a questo compito era il famoso oth.net ad oggi in vendita quindi non più raggiungibile (almeno per il momento). Su ognuno di questi motori di ricerca sono indicizzati oltre mezzo miliardo di files. Si può trovare un po' di tutto, soprattutto software, filmati e video datati.


MOTORI DI RICERCA FTP
Searchftps

Mmnt

Search 22

Global File Search

FileWatcher

Filesearching

Vroosh

Siava Ru

Chestnut

Archie

Filemare

martedì 22 marzo 2016

Come Effettuare Il Backup Di Un Blog (Blogger e Wordpress)

Il backup è un modo per poter salvare sia la grafica che i contenuti del vostro sito o (in questo caso) blog in modo tale che se dovesse succedere qualcosa (post cancellati, attacchi Hacker, etc), potrete ripristinarlo senza problemi.
Ovviamente andrebbe fatto ogni qualvolta il blog/sito viene aggiornato.


BLOGGER/BLOGSPOT
Per Blogger per prima cosa dovrete salvare il template: Modello/Backup-Ripristino/Scarica Modello Completo
Si aprirà la finestra del vostro browser che vi permetterà di salvare il file sul vostro pc.
Una volta scaricato il file avete salvato la parte grafica del vostro blog.
Per salvare invece i contenuti (commenti compresi): Impostazioni/Altro/Esegui il Backup dei contenuti.
Automaticamente si aprirà una finestra dove dovete selezionare Scarica Blog,
Si aprirà nuovamente la finestra del browser che vi permette di salvare il file nel vostro pc.
Dunque nel vostro pc adesso avrete due file, metteteli entrambi in una cartella e teneteli da parte.
Andrebbe fatto uno ogni 10 giorni massimo, in modo da avere un backup sempre molto aggiornato.
E' possibile anche conservare le parti grafiche o immagini all'interno della stessa cartella.
La cartella, se salvate solo template e contenuti, è di piccole dimensioni.
Per caricare questi contenuti sullo stesso blog o in altra destinazione bisogna andare su Impostazioni/Altro/Importa Blog e selezionare il file che si è scaricato.
Dopo aver inserito le parole del controllo visivo si va su Importa Blog e si attende la fine del caricamento.
Gli articoli e i commenti verranno pubblicati con la stessa data di quelli originali.



WORLDPRESS.COM
Procedura per salvare il contenuto di un blog su Wordpress.com: andare su Pannello Di Controllo/Strumenti/Esporta e poi salvare il file e conservarlo in posto sicuro.
Per verificare il tutto (o comunque per importare i contenuti appena salvati sul proprio blog o su un altro indirizzo): Pannello Di Controllo/Strumenti/Importa.
Poi selezionare lo stesso template, impostare gli stessi plugins.
Per salvare plugin, post, temi, immagini, etc (backup completo) potrete usare anche phpMyAdmin.
Accedere con le proprie credenziali all’interfaccia di PhpMyAdmin e selezionare la voce Database dal menu.
Scegliere il database di cui vogliamo fare il backup e poi entrare in Esporta.
Selezionare tutte le tabelle e controllare che il formato di esportazione sia SQL.
Selezionare “Aggiungi Drop Table” che ci permetterà di sovrascrivere un database esistente.
Spuntare “Aggiunge If Not Exists” (questo previene errori durante l’importazione nel caso esistesse già la tabella).
Bisogna poi cliccare il bottone esegui in basso a destra e si potrà iniziare il download del backup del database.
Fatto ciò bisogna salvare i file sull’ftp collegandosi al client ftp e salvandoli in locale.
Il file htaccess (da scaricare), permette di salvare tutto ciò che fa parte di WordPress, compresi i plugin.
Esistono anche dei plugin che facilitano il salvataggio: WP-DB-Backup e WordPress EZ Backup.

sabato 27 giugno 2015

Differenze Tra Cookie Tecnici, Di Profilazione e Di Terze Parti (Guida)

Da circa 3 settimane è entrata in vigore la nuova legge sui cookie del Garante della Privacy: ovvero tutti i siti/blog devono informare i visitatori che il sito utilizza cookies che memorizzano informazioni personali.
In molti ancora si chiedono la differenza tra cookie tecnici, cookie di profilazione e cookie di terze parti.


COOKIE TECNICI
I cookie tecnici sono quelli utilizzati al solo fine di “effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica, o nella misura strettamente necessaria al fornitore di un servizio della società dell’informazione esplicitamente richiesto dall’abbonato o dall’utente a erogare tale servizio”.
In poche parole stiamo parlando di quel tipo di cookie irrinunciabili per il corretto funzionamento di un sito (tipo quelli che vi permettono di fare il login, senza inserire sempre user e pass).


COOKIE DI PROFILAZIONE
I cookie di profilazione sono volti a creare profili relativi all’utente e vengono utilizzati al fine di inviare messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dallo stesso nell’ambito della navigazione in rete.
In questo caso invece stiamo parlando di pubblicità "mirata" ovvero banner che si adattano alle ricerche degli utenti.
Ricerco siti di voli su Google ed avrò banner con pubblicità mirata alla ricerca (compagnie aeree ad esempio o offerte last minute).


COOKIE DI TERZE PARTI
Un ulteriore elemento da considerare, ai fini della corretta definizione della materia in esame, è quello soggettivo. Occorre, cioè, tenere conto del differente soggetto che installa i cookie sul terminale dell’utente, a seconda che si tratti dello stesso gestore del sito che l’utente sta visitando (che può essere sinteticamente indicato come “editore”) o di un sito diverso che installa cookie per il tramite del primo (c.d. “terze parti”).
Se il cookie non è installato dal sito del titolare, è sempre da considerarsi di terze parti.


LA MORALE DELLA STORIA
Sostanzialmente, da quello che si capisce dalle definizioni del garante della privacy, la distinzione tra "cookie di terze parti" e gli altri due tipi di cookie si fonda sul "chi" installa tali cookie: se il cookie lo installa il tuo sito direttamente, allora è un "cookie tecnico" o un "cookie di profilazione"; se, invece, il cookie lo installa un servizio terzo usando il tuo sito, allora è un "cookie di terza parte".
In modo più chiaro: tutti i cookie installati da Facebook, Twitter, Pinterest, Google ecc. sono "cookie di terze parti".


domenica 21 giugno 2015

Politica Dei Cookie Di Questo Sito In Ottemperanza Alla Direttiva Del Garante Della Privacy

Il Garante della Privacy ha recepito una direttiva europea che impone agli amministratori delle pagine web di mostrare ai visitatori un banner che li informa di quale sia lo politica dei cookie del sito che stanno consultando e di subordinare la sua accettazione al proseguimento della navigazione.
Visitando il nostro sito web acconsente all'uso dei cookies in accordo con la nostra Cookie Policy.

Si ringrazia http://www.ideepercomputeredinternet.com/ per le linee guida.

In questa pagina sono descritte le modalità con cui le informazioni personali vengono ricevute e raccolte e come sono utilizzate da http://darkwhite666.blogspot.it/
A questo scopo si usano i cookie vale a dire dei file testuali per agevolare la navigazione dell'utente.


COOKIE LAW
   1) Che cosa sono i cookie?
I cookie sono dei file di testo che i siti visitati inviano al browser dell'utente e che vengono memorizzati per poi essere ritrasmessi al sito alla visita successiva.

   2) A cosa servono i cookie?
I cookie possono essere usati per monitorare le sessioni, per autenticare un utente in modo che possa accedere a un sito senza digitare ogni volta nome e password e per memorizzare le sue preferenze.

   3) Cosa sono i cookie tecnici?
I cookie cosiddetti tecnici servono per la navigazione e per facilitare l'accesso e la fruizione del sito da parte dell'utente. I cookie tecnici sono essenziali per esempio per accedere a Google o a Facebook senza doversi loggare a tutte le sessioni. Lo sono anche in operazioni molto delicate quali quelle della home banking o del pagamento tramite carta di credito o per mezzo di altri sistemi.

   4) I cookie Analytics sono cookie tecnici?
In altri termini i cookie che vengono inseriti nel browser e ritrasmessi mediante Google Analytics o tramite il servizio Statistiche di Blogger o similari sono cookie tecnici?. Il Garante ha affermato che questi cookie possono essere ritenuti tecnici solo se "utilizzati a fini di ottimizzazione del sito direttamente dal titolare del sito stesso, che potrà raccogliere informazioni in forma aggregata sul numero degli utenti e su come questi visitano il sito. A queste condizioni, per i cookie analytics valgono le stesse regole, in tema di informativa e consenso, previste per i cookie tecnici."

   5) Che cosa sono i cookie di profilazione?
Sono cookie utilizzati per tracciare la navigazione dell'utente per creare profili sui suoi gusti, sulle sue preferenze, sui suoi interessi e anche sulle sue ricerche. Vi sarà certamente capitato di vedere dei banner pubblicitari relativi a un prodotto che poco prima avete cercato su internet. La ragione sta proprio nella profilazione dei vostri interessi e i server indirizzati opportunamente dai cookie vi hanno mostrato gli annunci ritenuti più pertinenti.

   6) È necessario il consenso dell'utente per l'installazione dei cookie sul suo terminale?
Per l'installazione dei cookie tecnici non è richiesto alcun consenso mentre i cookie di profilazione possono essere installati nel terminale dell'utente solo dopo che quest'ultimo abbia dato il consenso e dopo essere stato informato in modo semplificato.

   7) In che modo gli webmaster possono richiedere il consenso?
Il Garante per la Privacy ha stabilito che  nel momento in cui l'utente accede a un sito web deve comparire un banner contenente una informativa breve, la richiesta del consenso e un link per l'informativa più estesa come quella visibile in questa pagina su che cosa siano i cookie di profilazione e sull'uso che ne viene fatto nel sito in oggetto.

   8) In che modo deve essere realizzato il banner?
Il banner deve essere concepito da nascondere una parte del contenuto della pagina e specificare che il sito utilizza cookie di profilazione anche di terze parti. Il banner deve poter essere eliminato solo con una azione attiva da parte dell'utente come potrebbe essere un click.

   9) Che indicazioni deve contenere il banner?
Il banner deve contenere l'informativa breve, il link alla informativa estesa e il bottone per dare il consenso all'utilizzo dei cookie di profilazione.

   10) Come tenere documentazione del consenso all'uso dei cookie?
È consentito che venga usato un cookie tecnico che tenga conto del consenso dell'utente in modo che questi non abbia a dover nuovamente esprimere il consenso in una visita successiva al sito.

   11) Il consenso all'uso dei cookie si può avere solo con il banner?
No. Si possono usare altri sistemi purché il sistema individuato abbia gli stessi requisiti. L'uso del banner non è necessario per i siti che utilizzano solo cookie tecnici.

   12) Che cosa si deve inserire nella pagina informativa più estesa?
Si devono illustrare le caratteristiche dei cookie installati anche da terze parti. Si devono altresì indicare all'utente le modalità con cui navigare nel sito senza che vengano tracciate le sue preferenze con la possibilità di navigazione in incognito e con la cancellazione di singoli cookie.

   13) Chi è tenuto a informare il Garante che usa cookie di profilazione?
Il titolare del sito ha tale onere. Se nel suo sito utilizza solo cokie di profilazione di terze parti non occorre che informi il Garante ma è tenuto a indicare quali siano questi cookie di terze parti e a indicare i link alle informative in merito.

   14) Quando entrerà in vigore questa normativa?
Il Garante ha dato un anno di tempo per mettersi in regola e la scadenza è il 2 Giugno 2015.

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venerdì 5 giugno 2015

Cos'è e Come Funziona L'Astroturfing

Il termine Astroturfing fu coniato negli USA negli anni 80.
Nasce come tecnica di alterazione della percezione sulle qualità di un dato prodotto commerciale.
Si basa infatti sull'idea che molti giudizi positivi verso un certo prodotto influenzino le scelte dei consumatori spingendoli all'acquisto o comunque a formarsi un'opinione positiva del prodotto stesso.
Questa tecnica può essere usata per bilanciare giudizi negativi in modo da rendere neutra la percezione che arriva al pubblico.
Questo fenomeno si diffonde pure sul web, dove talvolta il termine è usato in maniera restrittiva per caratterizzare le false impressioni positive di contenuti pubblicati in rete.
In questo ambito la pratica più comune è rappresentata dai "commenti positivi" che possono accompagnare recensioni o presentazioni di singoli prodotti.
Una variante della tecnica consiste nel creare un diverso contenuto, ad esempio un commento su un blog magari a mezzo di Sockpuppet.
Per Sockpuppet(utente fantoccio) ci si riferisce semplicemente ad un account clone, creato ad hoc, per rilasciare commenti/pareri positivi sull'oggetto in questione.


COME FUNZIONA
Tra le varie attività in primis c’è quella di creare personaggi (e relativi profili social) del tutto immaginari e farli interagire secondo un copione ben definito, così da seminare sul web una serie di post, articoli, commenti, ma soprattutto intere conversazioni del tutto artificiose intorno ad un prodotto, un servizio, un tema politico, etc. con l’obiettivo di generare interesse negli utenti reali.
Sono in molti ad utilizzare questa tecnica per avere successo.
Forti dell’anonimato fornito dalla rete, creano caselle e-mail, profili falsi su blog, forum, chat room, social network come Facebook e Twitter e con quelli girano per la rete creando commenti di falsi consumatori entusiasti (o, se serve, arrabbiati).
Chi fa Astroturfing normalmente non si limita a lasciare in giro per la rete “qualche contenuto” o “qualche affermazione”, ma costruisce intere conversazioni facendo interagire più profili falsi di altrettanto falsi consumatori.
Certo è un’attività estremamente onerosa in termini di tempo ma se realizzata con arguzia consente di ottenere risultati impressionanti perchè nulla è lasciato al caso.


E' LEGALE?
L'Unione Europea, anni fa, ha decretato che l’Astroturfing rientra fra le forme di pubblicità ingannevole e concorrenza sleale, perché le campagne organizzate suscitano reazioni che vengono spacciate per spontanee ma che in realtà poggiano su strategie subdole.
Per questo l’UE ha varato una direttiva che è stata recepita dal Parlamento con il decreto legislativo n.146 del 2 agosto 2007 che prevede fino a a 500.000 euro di multa per chi esercita l’arte dell’inganno online, ed è compito dell’Antitrust vigilare vigilare sull’osservanza del decreto.
Ad esempio lo Stato di New York, tramite un’ accurata indagine e una sentenza esemplare, ha condannato un’ azienda di chirurgia plastica a una multa di 300 mila dollari, oltre al divieto assoluto di reiterare tali comportamenti ingannevoli utilizzando come prova la mail in cui l’azienda sollecitava i propri dipendenti a scrivere commenti positivi in Rete come parte del proprio lavoro.
D’altro canto ci sarebbe da chiedersi chi protegga gli utenti dalle false recensioni pubblicate dagli albergatori con i più svariati stratagemmi, non tanto a detrazione dei competitor, quanto più per gonfiare e falsare il proprio ranking.
Da qualche anno, questa pratica, è diventata un’attività estremamente pericolosa: mentre infatti TripAdvisor ha adottato un sistema di riconoscimento pubblico degli alberghi le cui recensioni risultano sospette, in America le reviews false pubblicate on-line per manipolare le scelte degli utenti sono diventate perseguibili per legge.
Sono già in molti gli hotel che possono vantare il cosiddetto “bollino rosso” di TripAdvisor.
Per mettere in guardia gli utenti, ma soprattutto per scoraggiare gli albergatori dal pubblicare recensioni fraudolente, il sito ha introdotto una dicitura in rosso sulla pagina degli alberghi le cui reviews, a seguito di segnalazioni degli utenti e relativi accertamenti, sono risultate false.
Il messaggio recita: “TripAdvisor ha ragionevoli motivi di credere che questa struttura o individui associati a questa struttura, abbiano tentato di manipolare il nostro indice di popolarità interferendo con la natura obiettiva delle nostre recensioni. Per favore, siete pregati di tenere conto di questo durante il processo di ricerca di informazioni per i vostri piani di viaggio”.


LE AZIONI LEGALI IN USA
In USA, da qualche anno, le autorità si sono mosse per contrastare il fenomeno: ad esempio a New York 19 aziende sono finite in tribunale e punite severamente.
Ci è voluto più di un anno per portare a conclusione l’operazione “Clean Turf”(2013), un’indagine sulle pratiche scorrette di gestione della reputazione, sulla manipolazione dei siti di recensioni UGC e sull’Astroturfing.
Ad esempio nel 1998 la Microsoft fu oggetto di uno scandalo telematico per aver effettuato dell'Astroturfing al fine di indebolire la posizione del Dipartimento della Giustizia USA, intenzionato ad applicare contro la compagnia severe misure di antitrust.
Tempo dopo la stessa Microsoft fu di nuovo pizzicata a perserverare nella stessa pratica, stavolta per promuovere il sistema operativo Windows XP, in forme comunicative simili a quelle usate dalla concorrente Apple.
Nel 2009 l’azienda di chirurgia estetica LifeStyle Lift fu costretta a pagare 300.000 dollari per aver realizzato recensioni online fasulle e nel 2010 fu la volta della Reverb Communications, che spingeva i propri dipendenti a scrivere false recensioni per i clienti.
In un comunicato stampa ufficiale pubblicato sul suo sito online, si annuncia che il Procuratore Generale di New York Eric T. Schneiderman ha imposto a 19 tra aziende di marketing e fornitori di servizi una multa di 350.000 dollari, oltre all’assicurazione che la pratica illegale non si ripeterà.
Per venire a capo della questione, gli assistenti del procuratore si sono finti proprietari di una nuova yogurteria di Brooklyn e si sono messi in contatto con numerose aziende di SEO e marketing online chiedendo aiuto per contrastare le recensioni negative.
Dall’indagine è saltato fuori che un gran numero di aziende “SEO” offriva come fosse una pratica scontata, un servizio di redazione di recensioni positive fasulle su siti come Yelp, Google Local e Citysearch.
Le aziende affidavano l’incarico a copywriter freelance, solitamente collocati in Paesi Emergenti come le Filippine e l’Europa dell’Est, pagando da 1 a 10 dollari a post.
Dal momento che alcuni siti come Yelp hanno algoritmi che individuano più facilmente e colpiscono con più durezza questa pratica, ogni autore doveva dotarsi di un sistema per mascherare l’IP e creare tutta una serie di identità fasulle, magari dotate già di un certo numero di recensioni e amici.

martedì 28 aprile 2015

Come Calcolare Il Valore Di Un Sito Web (Guida)

Premettendo che è molto difficile stimare con esattezza il valore di un sito web, in questo articolo, vedremo alcuni servizi online e semplici calcoli che permettono di farlo con facilità(per quanto le stime siano abbastanza grossolane).
Come detto, duole ricordare, che il valore di un sito web dipende da moltissimi fattori:
1) Page Rank
2) Ovviamente traffico (che non è il conteggio delle visualizzazioni totali ma solo di quelle "utili", escludendo appunto la "frequenza di rimbalzo" ovvero l'entrata ed uscita da un sito di un visitatore dopo pochi secondi senza navigarci o interagirvi dunque).


FREQUENZA DI RIMBALZO E COSTO MEDIO PER VISITA
Gli utenti potrebbero abbandonare il sito dalla pagina da cui sono entrati in presenza di problemi di progettazione o di usabilità del sito.
In alternativa, potrebbero abbandonare il sito dopo aver visto una sola pagina se hanno trovato le informazioni di cui hanno bisogno su quella pagina e non hanno alcuna necessità o alcun interesse a visitare altre pagine.
Ecco, queste visite sono conteggiate come "non buone".
A parte, problemi di progettazione del sito (o comunque di un qualcosa che potrebbe infastidire il visitatore), io consiglio sempre sotto ogni articolo d'inserire collegamenti che rimandano ad altre pagine del vostro sito/blog.
Ovviamente collegamenti sensati con l'argomento dell'articolo, non casuali.
Per sapere la frequenza di rimbalzo del vostro sito usate il tool di Google Analytics.
Fatto ciò leggerete una % da sottrarre al totale visite.
Ad esempio se la frequenza di rimbalzo è del 50% devo sottrarre queste visite al conteggio totale.
Se faccio 20mila visite e la frequenza del rimbalzo è del 50%, calcolo le rimbalzanti così: 20mila per 0.5, ovvero 10mila(il 50% del totale appunto) non sono buone.
Quindi calcolo quelle buone: 20mila - 10mila(non buone)=10mila visite buone.
Fatto ciò vi basterà moltiplicare le visite "buone" per il costo medio che ogni visita genera (qui le cose si complicano perchè ciò dipende dall'argomento del vostro sito).
Il costo medio può essere stimato grossolanamente per 0.15€ - 0.20€ a visita.


STIMA PER ENTRATE MENSILI
Un altro modo può essere quello di fare una stima grossolana, facendo una semplice moltiplicazione che prende in considerazione il guadagno medio mensile moltiplicato per 1 o 2 anni (per 12 o 24 mesi quindi, a seconda del trend di crescita del sito. Se l'entrate stanno aumentando, vi conviene fare una stima per 24 mesi).


SERVIZI ONLINE
Questi servizi sono sicuramente più semplici da utilizzare, visto che basta inserire solo il nome del vostro sito.
Ma sono affidabili? Ni.
Vi accorgerete, usandone diversi, che il valore del vostro sito oscillerà in un range da pochi dollari ad addirittura diverse centinaia/migliaia.
Il punto è che questi servizi non usano tutti gli stessi parametri quindi è difficile stimare un valore esatto ed equo per qualsiasi sito.
Prima di utilizzare uno di questi servizi, vi consiglio di trovare su Google il valore di domini famosi (Google, Facebook, Youtube, etc) e poi usando i vari tool che questi siti offrono, controllare quale di questi dia la stima più esatta (che voi conoscete già, avendola trovata su internet).
Un sistema semplice ma abbastanza efficacie per scartare siti inaffidabili.
Websitelooker
Webuka
Valuemyweb
Valoresito
Siteworthit
Valutasitoweb
Siteprice
Netvaluator
Stimasitoweb

sabato 18 aprile 2015

Arriva RipCemetery: Il Cimitero Virtuale

App un po' macabra, RipCemetery.
Anche se trattasi di una versione beta e non ancora sviluppata al 100% dall'Indiegogo.
Sostanzialmente di cosa si tratta? Di un'app utile per ricordare i nostri cari sugli smartphone.
RipCemetery è una community che permette di condividere, in maniera del tutto discreta e riservata, stati d’animo e ricordi legati a una persona scomparsa.
L’applicazione è gratuita e dà la possibilità ad ogni suo utente di creare il proprio cimitero virtuale raggiungibile da qualsiasi luogo: biografia, foto ricordo, video, messaggi e fiori virtuali, insomma, con RipCemetery Internet è per sempre, anche per chi non c’è più.
L'idea di RipCemetery nasce in seguito a circostanze tragiche.

"In seguito alla perdita prematura di mio cugino", spiega il fondatore Jacopo Vitali "mi sono reso conto che nessuno dei comuni social network sarebbe stato adatto a condividere i miei pensieri su di lui senza che sembrassero banali. Così ho pensato di creare uno spazio dedicato a tutte quelle persone che, come me, hanno perso qualcuno di importante e che vogliono ricordarlo insieme agli amici giorno dopo giorno".

Il primo obiettivo prefissato su Indiegogo è quello dei 23mila dollari, una cifra che permetterebbe al team di sviluppare l'applicazione mobile accessibile da tutte le piattaforme.
I passi successivi prevedono lo sviluppo di una versione di RipCemetery accessibile da web e una versione per i tablet (obiettivo di 120 mila dollari).
La realizzazione di ulteriori funzioni all'interno dell'app, come la biografia e la sezione foto e video richiedono il raggiungimento di 250mila dollari, mentre ne servono il doppio per lo sviluppo e realizzazione grafica di migliaia di nuovi post-rips, fiori, omaggi, texture e cornici, con la possibilità per l'utente di personalizzarle.
Tra gli obiettivi degli sviluppatori, oltre a quello di creare una sorta di "tomba di famiglia online", c'è anche quello di sostenere la ricerca tramite la donazione di fondi a diverse associazioni attraverso l'acquisto di fiori virtuali o grafiche a pagamento.

sabato 28 febbraio 2015

Come Gestire La Lista Eccezioni Dei Siti Su Java (Guida)

A volte può capitare di dover visitare un sito con Java che ci blocca in quanto considera il sito "non sicuro". Questo accade perchè magari perchè il sito non ha un certificato o semplicemente perchè la protezione impostata è troppo "alta". Bene, se avete la certezza che il sito è sicuro, come si fa ad impostarlo tra le eccezioni? Vi basta continuare a leggere.


IMPOSTARE SITI TRA LE ECCEZIONI JAVA
Andate sulla console Java(se non sapete dove è, basta che da "cerca" scrivete Java), poi andate su "sicurezza". Cliccate su modifica lista siti e cliccate su aggiungi. A questo punto non vi resta che scrivere il nome del sito, ovviamente preceduto da http o https e poi cliccare su ok.

giovedì 13 novembre 2014

La Storia Di Ethan Zuckerman: L'Inventore Delle Finestre Pop-Up

Chi di voi non ha mai maledetto i pop-up, le finestre pubblicitarie "a comparsa" che talvolta appaiono durante la "navigazione" sul web?
Ebbene si, quest'invenzione(nata a metà anni 90) alquanto fastidiosa la si deve ad Ethan Zuckerman, oggi attivista, blogger e direttore del Massachusetts Institute Of Technology Center For Civic Media.
Nel corso di un'intervista raccolta dalla testata statunitense "The Atlantic" (fondata nel 1857!), Zuckerman ha recitato il "mea culpa" scusandosi per aver ideato un elemento tanto inviso agli utenti.
I pop-up vengono descritti, dallo stesso Zuckerman, come una vera e propria barriera da superare in quanto, per poter accedere ai contenuti sottostanti la finestra a comparsa, è indispensabile chiuderla.
E spesso non è neppure così semplice capire immediatamente come sia possibile chiudere un pop-up.
Eppure, quando Zuckerman sviluppò il codice per l'esposizione del primo pop-up della storia del web, non pensava certo che il suo strumento sarebbe stato oggetto di critica.
La sua realizzazione gli fu commissionata da un'azienda di automobili, interessata a pubblicizzare i suoi prodotti sul sito Tripod.com (portale molto noto negli anni 90).
Nato inizialmente come strumento a beneficio dei neolaureati, Tripod diventò uno dei primi servizi di hosting e rappresentò un po´ l'antenato dei moderni social network.
Zuckerman spiega di aver partorito il pop-up per venire incontro alle richieste degli inserzionisti interessati a separare il messaggio pubblicitario dai contenuti delle pagine.
E nonostante tutti i principali browser web integrino, già da molto tempo, meccanismi rivolti al blocco automatico dei pop-up, il loro utilizzo è ancora largamente in auge.

venerdì 19 settembre 2014

Come Creare Siti Con Website X5 Incomedia (Guida)


WebSite X5 Incomedia è un ottimo software per creare Siti Web, Blog e Negozi online senza avere conoscenza di programmazione e garantisce semplicità d'uso, flessibilità e
ampi spazi di personalizzazione.
Non ci sono canoni: comprata la licenza, lo installi su due PC e crei tutti i siti che vuoi.


GUIDA ALLA CREAZIONE DEI SITI
Se non siete in possesso di questo software potete acquistarlo dal sito ufficiale Download Website X5 Incomedia
Dopo aver avviato il programma cliccate sul pulsante avanti e lasciatevi guidare attraverso i cinque passi previsti dal programma.
Come prima cosa dovrai decidere se creare un nuovo progetto oppure se modificarne uno già esistente.
Il primo passo ti porterà a definire delle impostazioni di natura generale, come ad esempio il titolo e quant'altro.
Il punto successivo riguarderà la scelta del menu: se questo dovrà presentarsi orizzontalmente o verticalmente.
Un passo molto importante è stabilire la mappa del sito, questo significa che dovrete definire le varie pagine che andranno poi a comporre il vostro sito ed inserirle in una struttura, fino ad un massimo di quattro livelli.
Man mano che prosegue la vostra creazione, ovviamente potrete vedere un'anteprima di ciò che state creando.
Per la creazione delle singole pagine basterà fare un doppio clic sulla pagina che vi interessa modificare per lavorarci all'interno e poterla personalizzare a vostro piacimento in base, naturalmente, agli oggetti disponibili.
Potrete anche modificare: l'aspetto dei menu, lo stile dei testi, gli spazi pubblicitari e molto altro ancora.
Basterà cliccare sull'elemento che vorrete modificare per poterlo personalizzare.


ESPORTAZIONE DEL SITO
Infine potrete esportare il lavoro su un disco esterno o direttamente su internet(Esporta il Sito su Internet e poi Avanti), in seguito dovrete inserire i dati di accesso al server FTP che vi vengono forniti dal provider(ad esempio Altervista.org), poi il programma lancerà una connessione e procederà all'esportazione.