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TRA I PRIMI IN ITALIA A PARLARE DI BITCOIN (DAL 2012!): PER ESSERE SEMPRE AGGIORNATI SULLE NOVITA' TECNOLOGICHE DEL WEB SEGUITE LA PAGINA FACEBOOK (LINK A SINISTRA)

lunedì 3 agosto 2015

Facebook Aggiunge I Video In Diretta (Facebook Live)

Se Google quindi Youtube paiono irraggiungibili anche per un colosso come Facebook, diverso è il discorso riguardo Twitter e in generale i nuovi servizi di streaming video che stanno spopolando in giro (Meerkat e Periscope).
E' infatti in fase di sperimentazione su Facebook un nuovo servizio di Live Streaming che permetterà di mostrare e vedere video in streaming (quindi in diretta).
Questo nuovo progetto è stato per la prima volta lanciato a Chicago durante il festival Lollapalooza. Facebook punta a differenziarsi da Twitter e dagli altri suoi avversari, creando una sorta di canale in diretta per ogni evento, dove ogni telefono che attiva questo servizio si trasforma in una videocamera, permettendo agli utenti non presenti di assistere allo show (da qualsiasi parte del mondo).
Lollapalooza è stato comunque solo un test e tante cose potrebbero cambiare col passare del tempo.
Comunque l'idea è stata molto apprezzata dagli utenti avendo avuto l'opportunità di vedere foto, video e recensioni dei propri amici da tutti i luoghi del mondo.
I video in diretta sarebbero un ulteriore passo in avanti per la piattaforma.


DIFFERENZE CON I RIVALI
Mentre Youtube affida al gestore del singolo evento la possibilità di trasmetterlo in diretta come se fosse una televisione con delle telecamere ufficiali, Snapchat permette a chi scarica la app di creare un video (anche se di pochi secondi) sulla propria storia, Periscope offre a tutti la possibilità di creare una diretta a cui possono assistere più persone (sono possibili solo commenti), il progetto Live Streaming di Facebook è una fusione di tutti questi.
Durante un evento (ma anche una semplice giornata di vita quotidiana) chiunque potrà trasmettere in diretta con il proprio smartphone (è possibile attivare o disattivare la funziona tramite la voce “Localizzazione“) e tutti i video potranno essere trovati sulla pagina del luogo/evento in cui ci si trova, e qualsiasi persona potrà assistere tramite uno degli smartphone attivati a ciò che sta accadendo.
Se da un lato l'idea è sicuramente innovativa e più completa di quella dei rivali, dall'altro pare comunque irreale che Facebook possa competere con Youtube, anche se la sfida a Periscope è sicuramente lanciata.

venerdì 31 luglio 2015

Chiuso e Sequestrato Babylon Sul Deep Web

Pare che su Babylon, marketplace italiano locato su Onion, sia calata la notte.
Offline da ormai 2 giorni, il noto forum è stato oscurato e sequestrato dalla polizia.
Forum fondato nel 2014 e gestito dall'admin Luxifer. Colui che è stato arrestato è originario della Campania (Scafati). In vendita: armi, droga, servizi PayTv a poco prezzo, passaporti falsi, refounder, codici per la clonazione di carte di credito, etc Luxifer prendeva il 5% da ogni transazione (lui non vendeva niente, gestiva solo il mercato). Contrariamente a quello che si sta scrivendo in queste ore, il forum Babylon, nel Deep Web era "noto" perchè era contro la pedopornografia.
Più che "contro" non era argomento del forum (e seguiva, grossomodo, i principi di Silk Road: armi e droga si ma non CP). Va comunque sottolineato che l'indagine è partita da altri hidden services: pare infatti che il founder gestisse 12 hidden services quindi quando si parla di pedopornografia magari ci si riferisce ad altri siti gestiti dal fondatore di Babylon. Babylon era organizzato con Luxifer a capo, un Guardian Fuhrer (vice-admin) e quattro Guardian (moderatori).


I NUMERI DI BABYLON
Per la prima volta in Italia la Polizia postale è riuscita a sequestrare in una complessa attività di indagine coordinata dalla Dda di Roma e in collaborazione con Europol un market sito su una Darknet. Un mercato illegale con un traffico non paragonabile ai giganti del Deep Web e dal valore nominale di 1 milione di euro. Ma sicuramente il market italiano principale del Deep Web.
Per rendere l'idea, basta dire che Silk Road, produceva un utile di 8 milioni di dollari al mese.
Più di migliaia gli iscritti alla community, secondo la polizia di stato sarebbero state più di 170mila transazioni (il 40% fatte da italiani), l'operazione Babylon porta a 12 "hidden service" sequestrati.
Sequestrati anche 11mila wallet di Bitcoin, la moneta virtuale usata per gli acquisti.


L'OPERAZIONE BABYLON
L'indagine, condotta dal Centro nazionale per il contrasto della pedopornografia online della Polizia postale, è partita dal "pedinamento" informatico di una comunità interessata ad organizzare tour di turismo sessuale in diverse aree del mondo. Di solito questo tipo di comunità sono ad "invito" quindi non è semplice entrare a farne parte però da anni si sa che in questi luoghi oscuri e poco nobili spesso ci sono poliziotti e membri della FBI infiltrati.
In particolare, la polizia è riuscita a risalire ad un soggetto, originario della Campania, che da solo gestiva 12 "hidden service", ciascuno dei quali dedicato ad un dato argomento: truffe ed anonimato, documenti falsi, uno di "annunci", etc Il 29 luglio gli agenti hanno perquisito la villetta di Luxifer: una casa di due piani piena di computer e server. Lui non ha proferito parola. L'accusa che gli è piombata addosso è pesante: associazione a delinquere finalizzata allo smercio di armi, droga, materiale pedopornografico, documenti contraffatti e altro, in Italia e all'estero. Per il procuratore Michele Prestipino della Procura distrettuale di Roma "è un'indagine modello sotto diversi punti di vista, che da un lato segna l'impegno della Dda su frontiere investigative sin qui inesplorate, dall'altro evidenzia il livello eccezionale di professionalità degli investigatori della Polizia postale”. “Parliamo di un mondo incredibile, parallelo ad Internet che paradossalmente rappresenta solo una piccola parte delle comunicazioni via web".

martedì 28 luglio 2015

Tor Hackerato Da Hacker Cinesi?

Tor, sin dagli albori della sua creazione ma direi in generale ancora oggi, è conosciuto come il browser web più sicuro in circolazione, quello che permette a chiunque di navigare in rete conservando il proprio anonimato.
Se nel recente passato la NSA ha dimostrato come fosse possibile ingannare gli utenti fingendosi nodi verificati del sistema, circa 1 mese fa son stati hacker cinesi a dare un altro pesante colpo alla "cipolla" più famosa del Deep Web.
L’obiettivo è stato quello di tracciare le attività di giornalisti e lettori di particolari portali web, dichiaratamente ostili al governo cinese.
Secondo quanto si legge sul New York Times, gli hacker sono riusciti ad eludere due dei principali strumenti di sicurezza utilizzati su internet: le VPN e Tor appunto.
Entrambi sono il punto fermo di quelli attivisti che tentano di bypassare il cosiddetto Great Firewall, ovvero lo scudo telematico cinese che impedisce, ad esempio, di navigare su Google e accedere ad app e siti dell’azienda di Mountain View.
Nel mirino degli hacker almeno 15 portali, inclusi Baidu e Alibaba, dove anche i dati degli utenti di Tor potevano essere rubati e decriptati, stando al Times, grazie ad un exploit che sfrutta una vulnerabilità dei server cipolla mai patchata.
Grazie a questo bug i criminali sarebbero riusciti a iniettare codice maligno nei siti di informazione più popolari tra gli attivisti così da infettare il browser e rendere trasparenti le informazioni di navigazione.

Il Browser Hornet: Più Veloce e Sicuro Di Tor?

Tor che permette di navigare sia sul Clear Web che sui siti Onion, ad oggi, è probabilmente il browser più sicuro.
Tuttavia sembra ormai imminente l’arrivo di un browser anonimo ad altissima velocità chiamato Hornet che permetterebbe di navigare ad una velocità di ben 9300Mbps tutelando la privacy.
Tor utilizza la crittografia end-to-end, che permette di mascherare l’identità di un individuo creando una connessione anonima, essa è applicata innumerevoli volte durante la navigazione e questo fa sì che i caricamenti delle pagine siano lenti.
Inoltre, la potenza della rete Tor si basa sul numero di sistemi connessi, difatti spesso la navigazione risulta difficile.
Hornet invece, si basa sul protocollo di onion routing a bassa latenza, quindi adotta un sistema di comunicazione che riesce a gestire l’encrypt dei dati ad una velocità molto maggiore, potendo così generare traffico anonimo ad alte prestazioni.
Questa rete è stata costruita dal ricercatore Chen Chen della Mellon University.
L’obiettivo è quello di creare un’alternativa alla rete Tor più efficiente, più stabile, più veloce e meno suscettibile agli attacchi hacker che di solito vengono utilizzati per smascherare gli utenti connessi a Tor.

sabato 25 luglio 2015

Chris Roberts Hackera Aereo In Volo

Due mesi fa Chris Roberts, ricercatore di sicurezza di professione, tramite il suo profilo Twitter lasciava intendere di aver hackerato il sistema di un aereo di un volo della United Airlines in servizio da Chicago.
Alla fine del volo, al suo arrivo a Syracyuse, Roberts aveva trovato l’FBI ad attenderlo.
Dopo un’accurata perquisizione l’uomo era risultato in possesso di un computer e di una chiavetta Usb.
Ma non solo, i sistemi del posto da lui occupato risultavano manomessi.
Roberts venne arrestato.



CHE C'E' DI VERO?
In prima battuta la sua storia aveva suscitato molti dubbi.
Impossibile secondo alcuni “bucare” il sistema di sicurezza di un aereo.
Roberts avrebbe spiegato di aver hackerato i sistemi di un aereo tra le 15 e le 20 volte tra il 2011 e il 2014. In un’occasione l’esperto di cybersicurezza sarebbe riuscito a prendere il controllo del motore di un aereo su cui viaggiava dando al computer di bordo il comando “Clb”, ovvero “climb”, cioè prendere quota.
Il comando è stato eseguito da uno dei motori del velivolo e di conseguenza l’aereo «si è spostato lateralmente durante uno di questi voli», riporta sempre il documento.
Roberts ha detto di essere a conoscenza di “falle” nei sistemi informatici di tre modelli Boeing e di un modello Airbus.

"Negli ultimi 5 anni, il mio unico interesse è stato quello di migliorare la sicurezza degli aeromobili", ha scritto in un tweet in sua difesa lo stesso ricercatore, sostenendo che i federali abbiano "compresso in maniera errata tutta la storia"

Inoltre, l’esperto ha hackerato i sistemi di intrattenimento di bordo prodotti dalle compagnie Thales e Panasonic.
Lo scorso aprile un rapporto degli investigatori del Government Accountability Office, un’agenzia del governo federale americano, spiegava che centinaia di aerei di linea in tutto il mondo sono a rischio hacker, soprattutto quelli di ultima generazione, poiché i loro computer possono essere violati o messi fuori uso attraverso la rete wi-fi messa a disposizione dei passeggeri.
Inoltre nel report viene descritto un processo secondo cui è possibile accedere ad una scatola situata in prossimità del sedile con cui collegarsi tramite un cavo Ethernet modificato.
Da qui si accede direttamente all'IFE utilizzando nomi utente e password "generici".
La parte più dibattuta però la seguente: l'FBI sostiene che Roberts sia stato in effetti in grado di passare dall'IFE alle altre reti più "sensibili" dell'aereo, fra cui quelle legate alla gestione dei motori con cui è possibile addirittura impartire leggere deviazioni sulla rotta del volo.
Molti esponenti esperti in sicurezza, ma non tutti, hanno risposto con molto scetticismo alle affermazioni di Roberts, e tuttora le indagini della FBI non sono concluse.
Ma Roberts sembra continuare per la sua strada: la sua azienda ha perso un round di finanziamenti in seguito al clamore scoppiato nei notiziari per l'avvenimento sul volo United, costato alla stessa il licenziamento di dodici impiegati (pari alla metà dell'intero staff).
Nel frattempo United ha creato un programma di ricerca dei bug che offre miglia gratis a chi aiuta a rintracciare eventuali vulnerabilità di sicurezza.

Identificare Numeri Che Non Si Conoscono Con Hello

Hello è la nuova app sviluppata dal team di Messenger che prova a risolvere un problema che si perde nella notte dei tempi: quello delle chiamate anonime(cioè numero visibile ma non si sa a chi appartiene).
Con questa app potrete dunque identificare i numeri che non conoscete e spaere a chi appartengono.
Sfruttando le informazioni a disposizione su Facebook e incrociando i dati con quelli del dispositivo dell'utente chiamante, l'app rivela l'identità di chi sta chiamando, anche se il numero non è presente nella rubrica telefonica.
Naturalmente vengono visualizzate solo le informazioni già condivise su Facebook dall'utente chiamante.
L’idea è quella di avere un’app costantemente interfacciata coi nostri contatti di Facebook, capace di fornirci informazioni dettagliate e complete su chi ci sta chiamando, anche se si tratta di un numero che non abbiamo in rubrica.
Ad esempio ad un numero sconosciuto potrebbe corrispondere il profilo e la foto di qualcuno con il quale abbiamo decine di amici in comune.
Oltre a consentire il riconoscimento di chi chiama, l'app permette di bloccare le chiamate indesiderate, ma anche la ricerca di numeri di persone o di attività, funzione, quest'ultima, che si intreccia con la volontà di Facebook di diventare un punto di riferimento anche nelle attività di ricerca di luoghi di interesse.
L'app è già scaricabile su Play Store ma solo per utenti degli Stati Uniti, del Brasile e della Nigeria.
La ricerca dei numeri e l'identificazione delle persone dipende dalle policy utilizzate dagli utenti nel condividere i propri dati.
Se il chiamante li condivide con gli amici, questi saranno le uniche persone che vedranno i suoi dati.
L'app permette di collegare all'account diversi numeri di telefono.
Se si usano più telefoni contemporaneamente, le altre persone sapranno così che siamo sempre noi a chiamare.

Come Identificare Numeri Sconosciuti: Tellows

Tellows è un'app innovativa, collegata con l'omonimo catalogo online, che classifica i numeri telefonici.
Serve soprattutto per bloccare gli scocciatori: ovvero televendite.
Per fornire il servizio di cui sopra, l’app si appoggia alle informazioni raccolte dall’omonima community Tellows.it e grazie ad esse “Tellows” consentirà all’utente di sapere ancora prima di rispondere se la chiamata in entrata è di tipo promozionale o più in generale non desiderata.


CATALOGO NUMERI
Attraverso l’insieme dei giudizi espressi degli utenti della community, infatti, per ciascun numero telefonico viene calcolato un punteggio ( “Tellows Score”) che ne rivela immediatamente il grado di serietà.
Per pervenire a questo risultato, l’app salva i contatti nella rubrica, raccogliendo all’interno tutti i numeri telefonici con i punteggi più alti (e meno seri) 7, 8 e 9.
Ogni numero è classificato secondo una categoria, ad esempio: Pubblicità, Truffa, Numero serio, etc
Quando uno di questi numeri chiama sul vostro mobile, verrete avvisati in tempo reale sul display del vostro cellulare, grazie ad indicazioni riguardanti nome e categoria del mittente.
Fatto questo, quando l’utente riceve una chiamata da parte di uno di questi numeri, l’app (se presente) segnala sin dal primo squillo il punteggio assegnato dalla community, lasciando agevolmente capire all’utente se rispondere o meno.
Nel caso in cui l’utente riceva una chiamata da parte di un numero sconosciuto, al termine della chiamata potrà copiarlo dalla propria lista di chiamate per poi inserirlo nella ricerca di Tellows, una volta lanciata l’app.
Fatto questo, all’utente verrà proposta la pagina della community inerente il numero in questione, tramite la quale potrà vedere i commenti degli altri utenti, il tipo di numero telefonico, la provenienza e il motivo delle chiamate.
Nel caso in cui, invece, non siano già presenti informazioni sul numero sconosciuto, questi potrà iniziare a mettere in guardia gli altri utenti con i propri commenti e segnalandolo in caso di “pericolo”.
In questo modo, quindi, si potrà contribuire attivamente all’espansione delle informazioni della community per far migliorare progressivamente il servizio.
Play Store: Tellows Download

Quando è La Donna A Fare Il Primo Passo: Bumble App

Whitney Wolfe, dopo che nel 2012 era stata tra le fondatrici di Tinder, ha pensato bene nel dicembre 2014 di creare anche Bumble, una app "ispirata" sempre da Tinder(per la verità, app ormai funestata da profili fake).
Con qualcosa in più.

"Le donne oggi stanno prendendo il controllo di ogni aspetto della loro vita. Siamo indipendenti nelle carriere, nell'educazione ma quando si tratta di incontri continua a vigere una sorta di regola non scritta che ci vuole sedute ad aspettare che qualcuno ci scelga. Perché?  E' controproducente. Le donne vogliono fare il primo passo e andare oltre ma è la società e la paura di essere percepite come "disperate" o " troppo avanti" che le spinge a tornare indietro. Fare il primo passo fa sentire una donna più sicura, confidente, e le permette di portare la conversazione nella direzione che desiderano. Bumble è una piattaforma utile a uomini e donne allo stesso modo.
Se l'uomo vuole parlarci, Bumble non glielo permette. Bumble è una sorta di muro di vetro che cerca di cambiare le dinamiche con la speranza di creare esperienze positive, corrette e apprezzate".


IL FUNZIONAMENTO DI BUMBLE
Stesso meccanismo di selezione: gli iscritti cercano il partner scorrendo una serie di fotografie proposte in base alla geolocalizzazione e solo in caso di gradimento reciproco possono avviare una conversazione in chat.
Su Bumble però il primo passo, il primo "messaggio", lo possono scrivere solo le donne.
E per farlo hanno a disposizione un tempo massimo di 24 ore dopo il quale la connessione tra i due scompare.
A gli uomini la possibilità di estendere un match al giorno per altre 24 ore.
Nei primi sei mesi di vita la start-up ha messo in contatto oltre 20 milioni di persone...Tinder ne collega 26 milioni al giorno e in Italia l'app è stata scaricata da circa 10mila utenti.
La mission di Bumble è quella di aiutare gli iscritti a creare rapporti più sicuri, decentralizzando l'uomo dal gioco della conoscenza si abbassa l'ansia del rifiuto e la pressione della performance.
In un certo senso si spinge la donna a prendere il controllo della situazione fino a sentirsi più sicura.
Sito Ufficiale: Bumble

La Droga Con La "F" Di Facebook: Pericolosa e Mortale

Da qualche mese, precisamente a Budapest(in Ungheria), circola una strana droga che presto potrebbe arrivare in tutta Europa.
Oltre ad essere particolarmente pericolosa, ha un segno particolare ed inequivocabile, ovvero una lettera f che riprende chiaramente il simbolo di Facebook.
Ovviamente non ha nessuna attinenza con i proprietari di Facebook ma è solo una riproduzione.


PILLOLA MOLTO PERICOLOSA
Questa pillola azzurrina, che circola nelle discoteche e per le strade ungheresi, è sotto i riflettori delle autorità in Ungheria.
Sconvolge il ciclo circadiano, porta difficoltà di deambulazione, allucinazioni e morte.
Questo è l’identikit dell’ultima arrivata tra le nuove droghe sintetiche, in continuo divenire anche per sfuggire alla tracciabilità.
I suoi componenti non sono ancora noti, ma è certo che le dosi contenute nella pillolina con la f sono massicce e particolarmente pericolose, come è certo che contiene anche oppiacei e cannabioidi.
Parrebbe che oltre 15 persone che hanno assunto una pillola con la f sono finite in ospedale con sintomi gravi e sottoposti a terapia intensiva.
Secondo i medici ungheresi uno degli aspetti più inquietanti è rappresentato dalla durata di sintomi, soprattutto per quanto riguarda le allucinazioni, che hanno condotto già alcuni pazienti in reparto psichiatrico con importanti sintomi psicotici.
Nella terra magiara l’eroina e le metanfetamine sono sempre più rare, in compenso il problema della droga è quanto mai urgente, con interi quartieri divenuti fucine di spaccio e nuove droghe continuamente in fieri.
Il motivo della scelta di riprendere una delle icone del cyberspazio in una droga è chiaramente quello di farsi notare da una generazione di giovanissimi per i quali i social media sono chiaramente un simbolo.
I produttori di stupefacenti, e in particolare di ecstasy, non sono nuovi all’utilizzo di simboli o brand famosi, arrivando talvolta a imprimere sulle pastiglie personaggi dei fumetti, marchi automobilistici e ora anche icone tecnologiche.

lunedì 20 luglio 2015

La Grecia Adotta Il Bitcoin? Limiti e Vantaggi

Per via della crisi che ha colpito la Grecia, nelle 3 settimane passate l'unico bancomat funzionante ad Atene sarebbe stato quello che permetteva l’acquisto dei Bitcoin, la moneta virtuale che non ha istituti centrali di emissione diversi da Internet.
Da fine giugno, da quando le banche in Grecia sono state chiuse ed è stato imposto il Capital Control, non era più possibile effettuare transazioni digitali e/o acquistare servizi in rete.
Chi possiedeva un account collegato a un conto greco (o a una carta di credito riconducibile a un conto greco) non poteva più comprare nulla in rete.
Dunque i servizi di PayPal da conti bancari greci, così come le operazioni transnazionali non erano più disponibili.
Nessun disservizio dunque per i turisti stranieri.
Ma per i greci pagare online era diventato praticamente impossibile.
Come detto con la serrata degli istituti di credito reperire liquidità in Grecia era diventato sempre più difficile e tra turisti e utenti si stanno diffondendo informazioni su come fare acquisiti o far circolare capitale dentro e fuori il territorio utilizzando sistemi di pagamento virtuali.
E quale miglior soluzione, se non il Bicoin? Una moneta senza banche centrali né emittenti certificati e che, grazie al trading online, può essere convertita in valute “reali” (dollari, sterlina, etc) arrivando a controvalori da capogiro: oltre 5 miliardi di dollari solo nel 2013.
Inoltre con questa moneta è ormai possibile fare acquisti online (siti appositi ma anche Amazon, eBay, etc) o pagare tasse universitarie (come succede già in Cipro, a Nicosia).


IL BITCOIN IN GRECIA?
Non a caso nelle settimane passate, il picco di accesso e di transazioni è avvenuto proprio dalla penisola ellenica.
E' ovviamente difficile ipotizzare che i problemi della Grecia vengano risolti dal Bitcoin, tuttavia essendo il loro numero limitato e la loro domanda molto alta, variazioni al rialzo possono solo significare un boom di utilizzo della moneta stessa.
Circa 1 mese fa, in concomitanza con la pubblicazione delle dichiarazioni del ministro greco delle finanze Yanis Varoufakis sul fatto che Atene non avrebbe proposto una nuova lista di riforme a Bruxelles per trovare un accordo anti default, il Bitcoin ha visto salire le sue quotazioni schizzando a 257 dollari(un aumento del 20% negli ultimi 30 giorni).
I greci, ormai da tempo, hanno iniziato a valutare sistemi alternativi di investimento o di protezione dei propri risparmi, o di ciò che ne resta.
Sicuramente la versione attuale di Bitcoin non è una alternativa valida per una nazione.
Al momento il protocollo impone un massimo di circa 7 transazioni per secondo.
L'attuale versione di Bitcoin non potrebbe oggi sostenere la globalità del traffico di un paese come la Grecia con 11 milioni di abitanti che evidentemente necessita di una infrastruttura preparata a gestire un numero di transazioni decisamente superiore.
Tuttavia questo è un falso problema, visto che il numero di transazioni potrebbe essere modificato.
Varoufakis individua tre caratteristiche utili delle monete matematiche: trasparenza, efficienza e zero costi di transazione.
E' invece notizia delle ultime ore che le banche greche riapriranno i loro uffici al pubblico.
Il massimo prelievo possibile è di 420 euro alla settimana, da oggi anche in un'unica soluzione e non più solo a "colpi" di 60 euro al giorno, come era stato invece concesso nelle tre settimane di chiusura degli istituti.


IL BITCOIN SALVA CRISI NEL FUTURO?
Per la sua architettura, il Bitcoin e in generale le monete virtuali, potrebbero un giorno risolvere le crisi monetarie.
Lo scrive il Wall Street Journal, notando che "il problema fondamentale della Grecia è che non può uscire dal suo buco nero finanziario stampando moneta. Siccome il trasferimento di fondi fuori dal paese è stato congelato e c'è un severo limite a quanto denaro i greci possono prelevare al bancomat ogni giorno, il rischio che molte imprese finiscano in bancarotta e le famiglie non riescano a far fronte alle necessità quotidiane è quanto mai reale".
I Bitcoin ovviamente non possono al momento essere d'aiuto perché per averli occorre prima comprarli con gli euro e nessun greco ora userebbe i pochi euro a disposizione per acquistare valuta virtuale.
Tuttavia, la loro tecnologia apre inimmaginabili possibilità per il futuro di qualunque scambio economico che avvenga tra persone o imprese.
Yanis Varoufakis aveva scritto sul suo blog più di un anno fa che, se la Grecia voleva creare una propria moneta per sostituire l'euro, poteva usare la tecnologia dei Bitcoin per forgiare una valuta il cui valore sarebbe stato garantito dal futuro introito fiscale del governo.
In Grecia, molte aziende stanno facendo quello che spesso si fa in tempi di crisi monetaria: pagano fornitori e dipendenti in "pagherò" cioè promesse di restituire il debito non appena le banche sbloccheranno i soldi dell'azienda".
Secondo Michael Casey, consulente senior adviser del MIT Media Lab sulle criptovalute, la tecnologia dei Bitcoin può essere usata per emettere "pagherò" con un nuovo meccanismo chiamato “Sidechains”.
Con la tecnologia attuale, le transazioni in Bitcoin o simili sono registrate su un registro digitale principale (il Blockchain).
Questo registro non viene conservato da un ente centrale, ma è distribuito su una rete globale di computer: non esiste quindi un'autorità centrale che regola o verifica le transazioni e il sistema funziona a prescindere da chiunque lo usi, non occorre la verifica di terze parti.
Ciò rende il sistema enormemente più veloce e meno costoso di quello tradizionale.
Il meccanismo Sidechains è la principale tra le tecnologie emergenti che potrebbero sostituire il blockchain. Ciò fa anche intuire che, se il Bitcoin non è semplicemente una moneta, ma un protocollo e una piattaforma, i sistemi e le applicazioni che gli sviluppatori possono creare sono teoricamente senza limiti.
Le criptomonete che rappresentano una porzione degli asset del paese manterrebbero il loro valore finché le persone crederanno nel valore di quegli asset.
In futuro, invece, i token digitali potrebbero essere usati in modo permanente per formare un sistema simile al vecchio baratto (il sistema cui si finisce spesso per ricorrere quando si verifica una crisi monetaria).

“Il motivo per cui il baratto non è efficiente è che non si può tagliare un cavallo in due in cambio di un pugno di frecce o simili”, spiega Casey.
Invece dei cripto-token, sorta di "buoni digitali", che rappresentano ciascuno una porzione di un asset, possono essere divisi all'infinito.

"Nessuna tecnologia può risolvere i problemi creati da una cattiva gestione o da sistemi che non funzionano", scrive il Wall Street Journal.
"Ma la cosa più entusiasmante della tecnologia dei Bitcoin è il potenziale di rendere veramente democratico il modo in cui il denaro viene creato. E questo, secondo molti, è il cuore del dibattito sulla Grecia e sul destino dell'intera Unione europea".