Si sa che il paranormale affascina molto, sia sognatori che non. L'idea che ci possa essere qualcosa di nascosto, di pauroso e che sfugge alle nostre percezioni è forse il motivo principale di tanto interesse.
Sino a prova contraria è "reale" ciò che viene dimostrato scientificamente e non tramite presunti libri magari anche di dubbia esistenza (quali potrebbero essere quelli religiosi) o dicerie (quali potrebbero essere le leggende metropolitane).
Va da sè però che bisogna anche considerare che magari ciò che non viene visto/capito potrebbe essere dovuto a nostri limiti (umani o tecnologici).
Ognuno avrà il suo parere, noi però riportiamo alcuni link interessanti per approfondire questi argomenti: quelli misteriosi.
Su questo sito provano a spiegare eventi paranormali con metodo "scientifico" (poteri psichici, sopravvivenza alla morte, etc): Metapsichica
In questo forum si parla di astrologia, proiezioni astrali, astronomia, misteri, esoterismo: Cose Nascoste
Qui si parla di fantasmi, alieni, astrologia, reincarnazione, morti misteriose: Mistero
Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, anche una rivista affidabile e dedita alla scienza, ha una sua rubrica inerente i misteri del mondo: Focus (Mistero)
In questo sito è possibile trovare, oltre a misteri, anche leggende: Miti e Misteri
Oltre a misteri, qui sono presenti anche argomenti di natura scientifica e tecnologica: Segreti e Misteri
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venerdì 20 dicembre 2019
martedì 3 dicembre 2019
Migliori Siti e Mappe In Tempo Reale Per Avvistamenti UFO
Molto spesso quando si sente il termine UFO si pensa ad alieni e navi spaziali.
In realtà UFO è l'acronimo dell'espressione inglese Unidentified Flying Object o Unknown Flying Object, ovvero oggetto volante non identificato, con cui si indica ogni fenomeno aereo "anomalo".
Il termine fu coniato nel 1952 dall'Air Force americana.
Migliaia di segnalazioni di UFO sono avvenute dopo il primo avvistamento pubblicizzato negli Stati Uniti, segnalato dal pilota Kenneth Arnold il 24 giugno 1947, che ha dato origine al termine popolare "disco volante".
Vediamo i siti più interessanti da questo punto di vista.
E' il più grosso database con tanto di scansioni di giornali: JTC Database
Avvistamenti UFO accertati: Nuforc
Wiki sugli UFO: WikiUFO
Centro Italiano Studi Ufologi (anche per segnalazioni): Cisu
Altro sito italiano: Centro Ufologico Nazionale
Per gli ultimi avvistamenti: Latest UFOS
Foto e video: UFO Evidence
Per quanto riguarda Youtube: Alieni: Nuove Rivelazioni (Youtube Channel)
Mappa in tempo reale: Metrocosm (UFO Sightings Map)
Come sopra: ArcGIS (UFO Sightings Map)
Anche qui sistema di tracciamento online per oggetti non identificati: UFO Stalker (Map)
In realtà UFO è l'acronimo dell'espressione inglese Unidentified Flying Object o Unknown Flying Object, ovvero oggetto volante non identificato, con cui si indica ogni fenomeno aereo "anomalo".
Il termine fu coniato nel 1952 dall'Air Force americana.
Migliaia di segnalazioni di UFO sono avvenute dopo il primo avvistamento pubblicizzato negli Stati Uniti, segnalato dal pilota Kenneth Arnold il 24 giugno 1947, che ha dato origine al termine popolare "disco volante".
Vediamo i siti più interessanti da questo punto di vista.
E' il più grosso database con tanto di scansioni di giornali: JTC Database
Avvistamenti UFO accertati: Nuforc
Wiki sugli UFO: WikiUFO
Centro Italiano Studi Ufologi (anche per segnalazioni): Cisu
Altro sito italiano: Centro Ufologico Nazionale
Per gli ultimi avvistamenti: Latest UFOS
Foto e video: UFO Evidence
Per quanto riguarda Youtube: Alieni: Nuove Rivelazioni (Youtube Channel)
Mappa in tempo reale: Metrocosm (UFO Sightings Map)
Come sopra: ArcGIS (UFO Sightings Map)
Anche qui sistema di tracciamento online per oggetti non identificati: UFO Stalker (Map)
venerdì 20 settembre 2019
Invasione Dell'Area 51? La Polizia Arresta Due Olandesi
Qui avevamo parlato dell'evento Storm Area 51, They Can't Stop All Us che mirava ad invadere l'Area 51.
Ieri per la prima volta, la marina USA ha parlato di "oggetti volanti non identificati" utilizzando l’acronimo UAP (Unidentified Aerial Phenomena).
Il riferimento è a tre video, noti come Flir, Gimbal e GoFast, ormai vecchi di alcuni anni ma diventati pubblici solo tra 2017 e 2018.
Si tratta di velivoli che non sono stati identificati.
Al di là dei nomi utilizzati, è interessante sapere qualcosa in più sulle tre sequenze di immagini al centro della storia. Ormai vecchi di alcuni anni, i filmati sono frutto delle riprese a bordo di velivoli militari statunitensi, di cui almeno uno è un cacciabombardiere F/A-18.
Il video Flir1, in particolare, è stato raccolto dal comandante David Fravor nei cieli sopra San Diego, in California. Fravor negli anni scorsi ha anche parlato apertamente dell’UFO come qualcosa che non appartiene al nostro mondo.
La prima versione online dei video è stata attribuita al New York Times.
Quelli del gennaio 2015 sono stati avvistati tra la Florida e la Georgia in un’area prossima AUTEC, un centro militare d'avanguardia e attrezzato con sofisticati sistemi di monitoraggio aereo e marittimo.
INVASIONE DELL'AREA 51? DUE OLANDESI ARRESTATI
Fatta questa premessa, l'evento organizzato da Matty Roberts su Facebook (il 27 giugno 2019) che mirava all'invasione dell'Area 51 (in seguito è stato cambiato il nome dell'evento e la città spostata da Rachel a Las Vegas, in quanto Roberts si era spaventato per le minacce ricevute dagli USA) ha incrementato enormemente il flusso turistico di Rachel e città limitrofe negli ultimi giorni.
Molti hotel sono finiti soldout con tutte le stanze prenotate.
Per accogliere i visitatori sono stati organizzati anche due eventi musicali: Alienstock a Rachel e Storm Area 51 Basecamp a Hiko (sempre Nevada).
Nel mentre la FBI sta monitorando la situazione (a dire delle forze dell'ordine, riunire tante persone può provocare problemi di ordine pubblico).
Sebbene inteso come scherzo, alcune persone hanno preso sul serio l'evento e hanno viaggiato nelle aree circostanti. A partire dal 19 settembre (ieri), il giorno prima della data prevista per l'evento, è stato riferito che la gente ha iniziato ad accamparsi intorno a Rachel in preparazione al raid.
Nei giorni scorsi due giovani olandesi sono stati arrestati dalla polizia dello Stato del Nevada per essersi introdotti nell'Area 51.
Si tratta di Ties Granzier, 20 anni, e Govert Sweep, 21, avvistati a bordo della loro auto nei pressi della zona militare che si trova attorno alla celeberrima base dell’Aeronautica Militare.
Stando a quanto si apprende dai media locali, l’arresto è stato effettuato dagli uomini della polizia della Contea di Nye, nei pressi di Las Vegas, e i due ragazzi olandesi sarebbero stati trovati con addosso un equipaggiamento professionale fatto di telecamere e persino dei droni che sarebbero serviti per effettuare delle riprese in una zona rigorosamente off limits.
I due olandesi avrebbero ignorato i cartelli "Non oltrepassare" e secondo il canale televisivo Fox 5 la violazione sarebbe stata compiuta consapevolmente dal momento che entrambi capiscono bene l’inglese: anzi sia Granzier sia Sweep avrebbero confermato agli uomini della polizia statunitense che erano lì per effettuare delle riprese dell’Area 51 tanto che nella loro auto sono stati rinvenuti anche dei video su PC e smartphone.
Su diversi canali Youtube è un pullulare di dirette, commenti e gente che parla dell'evento: Live Area 51 Raid (Youtube Streaming)
Ieri per la prima volta, la marina USA ha parlato di "oggetti volanti non identificati" utilizzando l’acronimo UAP (Unidentified Aerial Phenomena).
Il riferimento è a tre video, noti come Flir, Gimbal e GoFast, ormai vecchi di alcuni anni ma diventati pubblici solo tra 2017 e 2018.
Si tratta di velivoli che non sono stati identificati.
Al di là dei nomi utilizzati, è interessante sapere qualcosa in più sulle tre sequenze di immagini al centro della storia. Ormai vecchi di alcuni anni, i filmati sono frutto delle riprese a bordo di velivoli militari statunitensi, di cui almeno uno è un cacciabombardiere F/A-18.
Il video Flir1, in particolare, è stato raccolto dal comandante David Fravor nei cieli sopra San Diego, in California. Fravor negli anni scorsi ha anche parlato apertamente dell’UFO come qualcosa che non appartiene al nostro mondo.
La prima versione online dei video è stata attribuita al New York Times.
Quelli del gennaio 2015 sono stati avvistati tra la Florida e la Georgia in un’area prossima AUTEC, un centro militare d'avanguardia e attrezzato con sofisticati sistemi di monitoraggio aereo e marittimo.
INVASIONE DELL'AREA 51? DUE OLANDESI ARRESTATI
Fatta questa premessa, l'evento organizzato da Matty Roberts su Facebook (il 27 giugno 2019) che mirava all'invasione dell'Area 51 (in seguito è stato cambiato il nome dell'evento e la città spostata da Rachel a Las Vegas, in quanto Roberts si era spaventato per le minacce ricevute dagli USA) ha incrementato enormemente il flusso turistico di Rachel e città limitrofe negli ultimi giorni.
Molti hotel sono finiti soldout con tutte le stanze prenotate.
Per accogliere i visitatori sono stati organizzati anche due eventi musicali: Alienstock a Rachel e Storm Area 51 Basecamp a Hiko (sempre Nevada).
Nel mentre la FBI sta monitorando la situazione (a dire delle forze dell'ordine, riunire tante persone può provocare problemi di ordine pubblico).
Sebbene inteso come scherzo, alcune persone hanno preso sul serio l'evento e hanno viaggiato nelle aree circostanti. A partire dal 19 settembre (ieri), il giorno prima della data prevista per l'evento, è stato riferito che la gente ha iniziato ad accamparsi intorno a Rachel in preparazione al raid.
Nei giorni scorsi due giovani olandesi sono stati arrestati dalla polizia dello Stato del Nevada per essersi introdotti nell'Area 51.
Si tratta di Ties Granzier, 20 anni, e Govert Sweep, 21, avvistati a bordo della loro auto nei pressi della zona militare che si trova attorno alla celeberrima base dell’Aeronautica Militare.
Stando a quanto si apprende dai media locali, l’arresto è stato effettuato dagli uomini della polizia della Contea di Nye, nei pressi di Las Vegas, e i due ragazzi olandesi sarebbero stati trovati con addosso un equipaggiamento professionale fatto di telecamere e persino dei droni che sarebbero serviti per effettuare delle riprese in una zona rigorosamente off limits.
I due olandesi avrebbero ignorato i cartelli "Non oltrepassare" e secondo il canale televisivo Fox 5 la violazione sarebbe stata compiuta consapevolmente dal momento che entrambi capiscono bene l’inglese: anzi sia Granzier sia Sweep avrebbero confermato agli uomini della polizia statunitense che erano lì per effettuare delle riprese dell’Area 51 tanto che nella loro auto sono stati rinvenuti anche dei video su PC e smartphone.
Su diversi canali Youtube è un pullulare di dirette, commenti e gente che parla dell'evento: Live Area 51 Raid (Youtube Streaming)
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venerdì 19 luglio 2019
L'Area 51 Verrà Invasa? L'Evento Organizzato Su Facebook
Nato come scherzo, l’evento creato su Facebook "Storm Area 51. They Can't Stop All Of Us" ("Invadiamo l'Area 51. Non possono fermarci") dall’australiano Jackson Barnes rischia di trasformarsi in un incubo.
Si tratta dell’appuntamento fissato per il 20 settembre nel deserto del Nevada, precisamente nella misteriosa Area 51, la base militare statunitense nella quale, secondo alcune teorie, sarebbero nascosti alcuni corpi alieni (schiantatosi a Roswell nel 1947).
In poche settimane quasi 2 milioni di persone hanno aderito all’evento, facendo sapere che si ritroveranno tutti insieme con l’intento di rendere finalmente pubblici i segreti custoditi nella base, a cominciare dalla fantomatica navicella UFO che le forze armate degli Stati Uniti avrebbero nascosto. Una sola regola da rispettare: introdursi nell’Area 51 correndo tutti con le braccia all’indietro come Naruto, eroe di un Manga giapponese.
Le autorità militari del Pentagono forse scherzando forse seriamente, hanno fatto sapere con una comunicazione ufficiale di Laura McAndrews che l’Aeronautica è pronta "a difendere con le armi l’America e i suoi asset", e che l’Area 51 "è un campo di addestramento per l’Aeronautica militare degli Stati Uniti, e diffidiamo chiunque dal tentare di entrare in un’area dove vengono addestrate le forze armate americane e dove è proibito entrare".
Tanto che lo stesso Barnes, il creatore dell’evento, ha dovuto fare una precisazione: "Buongiorno governo degli Stati Uniti, questo è uno scherzo e non intendo portare avanti il piano. Ho solo pensato che sarebbe stato divertente e che avrei ricevuto molti like. Non sono io il responsabile se poi le persone decideranno di occupare effettivamente l’Area 51".
Chissà se i vari partecipanti si lasceranno scoraggiare o decideranno comunque di procedere con l’assalto.
Barners aveva formulato persino un piano con tanto di foto satellitare e indicazioni strategiche per i diversi reparti.
L'idea goliardica era quella di dividere le truppe in vari contingenti e con funzioni differenti, come ad esempio i "tiratori di pietre" e i cosiddetti "Naruto runners", i quali a più ondate avrebbero dovuto raggiungere il centro della base militare.
La pagina dell'evento la trovate qui: Storm Area 51. They Can't Stop All Of Us
Qui troverete aggiornamenti sul raid: Invasione Dell'Area 51: L'Evento
Diretta su Youtube: Area 51 Invasion (Youtube Streaming)
Si tratta dell’appuntamento fissato per il 20 settembre nel deserto del Nevada, precisamente nella misteriosa Area 51, la base militare statunitense nella quale, secondo alcune teorie, sarebbero nascosti alcuni corpi alieni (schiantatosi a Roswell nel 1947).
In poche settimane quasi 2 milioni di persone hanno aderito all’evento, facendo sapere che si ritroveranno tutti insieme con l’intento di rendere finalmente pubblici i segreti custoditi nella base, a cominciare dalla fantomatica navicella UFO che le forze armate degli Stati Uniti avrebbero nascosto. Una sola regola da rispettare: introdursi nell’Area 51 correndo tutti con le braccia all’indietro come Naruto, eroe di un Manga giapponese.
Le autorità militari del Pentagono forse scherzando forse seriamente, hanno fatto sapere con una comunicazione ufficiale di Laura McAndrews che l’Aeronautica è pronta "a difendere con le armi l’America e i suoi asset", e che l’Area 51 "è un campo di addestramento per l’Aeronautica militare degli Stati Uniti, e diffidiamo chiunque dal tentare di entrare in un’area dove vengono addestrate le forze armate americane e dove è proibito entrare".
Tanto che lo stesso Barnes, il creatore dell’evento, ha dovuto fare una precisazione: "Buongiorno governo degli Stati Uniti, questo è uno scherzo e non intendo portare avanti il piano. Ho solo pensato che sarebbe stato divertente e che avrei ricevuto molti like. Non sono io il responsabile se poi le persone decideranno di occupare effettivamente l’Area 51".
Chissà se i vari partecipanti si lasceranno scoraggiare o decideranno comunque di procedere con l’assalto.
Barners aveva formulato persino un piano con tanto di foto satellitare e indicazioni strategiche per i diversi reparti.
L'idea goliardica era quella di dividere le truppe in vari contingenti e con funzioni differenti, come ad esempio i "tiratori di pietre" e i cosiddetti "Naruto runners", i quali a più ondate avrebbero dovuto raggiungere il centro della base militare.
La pagina dell'evento la trovate qui: Storm Area 51. They Can't Stop All Of Us
Qui troverete aggiornamenti sul raid: Invasione Dell'Area 51: L'Evento
Diretta su Youtube: Area 51 Invasion (Youtube Streaming)
venerdì 10 marzo 2017
Rivelati I Documenti Segreti Della CIA (1940-1990)
A metà gennaio 2017, l'agenzia governativa americana ha finalmente messo online il database della CIA contenente ben 12 milioni di documenti segreti che comprendono il periodo che va dal 1940 al 1990.
Attraverso il CREST (CIA Records Search Tool) è quindi possibile accedere ai file segreti della Central Intelligence Agency americana e fare luce su molti dei segreti del dopo guerra.
Le informazioni sono divenute di dominio pubblico dopo una lunga battaglia, iniziata 25 anni fa, quando Bill Clinton chiese di declassificare i documenti per via del loro valore storico.
Il tutto è visionabile online alla pagina CIA Library
Nel 2014 l’organizzazione no-profit MuckRock intentò una causa legale per consentire ai giornalisti e non solo di poter accedere all’intero database del CREST.
La piattaforma online consente di effettuare una ricerca per titolo, data di pubblicazione e tipo di classificazione.
DOCUMENTI SEGRETI
Dalle indagini sugli UFO ai complotti per l’assassinio di Fidel Castro, passando per la crisi missilistica cubana, la Baia dei Porci e lo spionaggio ma anche telepatia e fenomeni paranormali.
Uno dei file segreti più consultati è quello sul tunnel di Berlino, archiviato col nome in codice Operation Gold.
Si tratta di un progetto congiunto tra la CIA e la British Secret Intelligence Service per sorvegliare le sedi sovietiche a Berlino durante il periodo della guerra fredda.
Ci sono file sui crimini di guerra nazisti, sugli esperimenti sul controllo della mente, su un programma di telepatia e precognizione conosciuto come "Stargate", sul ruolo avuto dalla CIA nel rovesciare i governi di Cile e Iran.
Fra i testi più interessanti quelli riguardanti Uri Geller psichico famoso nel 1973.
Le carte affermano che in base agli esperimenti il mentalista “ha dimostrato capacità percettive e paranormali in modo convincente e inequivocabile”.
Pare che Geller sia stato in grado di replicare (in parte) le immagini disegnate in un’altra stanza con una certa accuratezza.
Non mancano ovviamente nemmeno gli avvistamenti UFO, con tante testimonianze, anche da parte delle forze di polizia, in un periodo che va dal 1940 al 1990.
Il tesoro rilasciato comprende anche le carte di Henry Kissinger, segretario di stato sotto i presidenti Richard Nixon e Gerald Ford, così come centinaia di migliaia di pagine di analisi di Intelligence, di ricerca scientifica e sviluppo.
Molto interessanti anche i documenti del leggendario aereo spia Lockheed A-12 Oxcat, antesignano dei vari aerei Stealth.
Attraverso il CREST (CIA Records Search Tool) è quindi possibile accedere ai file segreti della Central Intelligence Agency americana e fare luce su molti dei segreti del dopo guerra.
Le informazioni sono divenute di dominio pubblico dopo una lunga battaglia, iniziata 25 anni fa, quando Bill Clinton chiese di declassificare i documenti per via del loro valore storico.
Il tutto è visionabile online alla pagina CIA Library
Nel 2014 l’organizzazione no-profit MuckRock intentò una causa legale per consentire ai giornalisti e non solo di poter accedere all’intero database del CREST.
La piattaforma online consente di effettuare una ricerca per titolo, data di pubblicazione e tipo di classificazione.
DOCUMENTI SEGRETI
Dalle indagini sugli UFO ai complotti per l’assassinio di Fidel Castro, passando per la crisi missilistica cubana, la Baia dei Porci e lo spionaggio ma anche telepatia e fenomeni paranormali.
Uno dei file segreti più consultati è quello sul tunnel di Berlino, archiviato col nome in codice Operation Gold.
Si tratta di un progetto congiunto tra la CIA e la British Secret Intelligence Service per sorvegliare le sedi sovietiche a Berlino durante il periodo della guerra fredda.
Ci sono file sui crimini di guerra nazisti, sugli esperimenti sul controllo della mente, su un programma di telepatia e precognizione conosciuto come "Stargate", sul ruolo avuto dalla CIA nel rovesciare i governi di Cile e Iran.
Fra i testi più interessanti quelli riguardanti Uri Geller psichico famoso nel 1973.
Le carte affermano che in base agli esperimenti il mentalista “ha dimostrato capacità percettive e paranormali in modo convincente e inequivocabile”.
Pare che Geller sia stato in grado di replicare (in parte) le immagini disegnate in un’altra stanza con una certa accuratezza.
Non mancano ovviamente nemmeno gli avvistamenti UFO, con tante testimonianze, anche da parte delle forze di polizia, in un periodo che va dal 1940 al 1990.
Il tesoro rilasciato comprende anche le carte di Henry Kissinger, segretario di stato sotto i presidenti Richard Nixon e Gerald Ford, così come centinaia di migliaia di pagine di analisi di Intelligence, di ricerca scientifica e sviluppo.
Molto interessanti anche i documenti del leggendario aereo spia Lockheed A-12 Oxcat, antesignano dei vari aerei Stealth.
sabato 28 gennaio 2017
I Principali Attacchi Hacker Alla NASA: Dagli Anni 90 Ad Oggi
La NASA, storicamente, è uno degli obiettivi più ambiti da Hacker e Cracker.
Hackerare la NASA vuol dire farsi il "nome", sia negli ambienti underground che non.
Se da un lato i tentativi di violazione sono innumerevoli, dall'altro si nota una maggior reattività da parte degli inquirenti nei confronti di chi ci riesce.
Fondata nel 1958, si tratta di un'agenzia governativa civile responsabile del programma spaziale degli Stati Uniti d'America e della ricerca aerospaziale.
Dopo il Programma Apollo per l'esplorazione della Luna, l'attività spaziale della NASA si è concentrata attraverso il programma della stazione orbitale Skylab, l'esplorazione del sistema solare con sonde automatiche e lo sfruttamento dello spazio orbitale terrestre con le navette Space Shuttle.
ANNI 90 E PRIMI ANNI DEL 2000
Tra i primi attacchi si possono ricordare quelli perpetrati nel 1994 da "DataStream Cowboy" e "Kuji".
Nel 1998 invece si può ricordare l'attacco di Ehud Tenenbaum, attacco che assunse significati anche politici visto che Ehud è israeliano.
Nei primi anni del 2000 invece lo scozzese Gary McKinnon si rese protagonista, in modo unanime, del più spettacolare attacco Hacker di tutti i tempi.
O quantomeno riguardo la NASA ed agenzie governative americane.
Lo scozzese quando venne arrestato nel 2002, si difese dicendo che attaccò la NASA ed altri siti governativi e militari americani perchè credeva che il governo nascondesse segreti riguardo gli alieni.
Nel 2001 J.Schwab, noto come "Skalir" fu indagato nel Nuovo Mexico per un abuso informatico commesso l'anno precedente, quand'era ancora minorenne.
Skalir violò uno dei siti della NASA nella Silicon Valley, alterandone i contenuti ed inserendo un Trojan.
Per un'analoga operazione compiuta nel 1998 nei confronti dei server NASA del JPL (Jet Propulsion Lab.), R.Torricelli, alias "Rolex", venne condannato a 4 mesi e al risarcimento danni (circa 4500 dollari).
In questo caso il contenuto del sito era stato sostituito con materiale pornografico.
Rolex fu inoltre sospettato di aver violato circa 800 siti e di aver sottratto numeri di carte di credito e di averli utilizzati per acquisti illegali pari a oltre 10 mila dollari.
Il compianto J.James (poi morto suicida), in arte "c0mrade", in giovane età (16 anni) sottrasse dati da 13 siti NASA (compreso il codice sorgente della stazione spaziale internazionale), verrà in seguito condannato a 6 mesi di reclusione.
Il materiale sottratto avesse un valore complessivo di 1,7 milioni di dollari e che il ripristino dei dati abbia comportato costi per 41 mila dollari.
Negli stessi giorni di settembre durante i quali veniva pronunciata la condanna di c0mrade, un certo J.Diekman venne arrestato in California con l'accusa di essersi infiltrato in alcuni sistemi di proprietà della NASA e di alcune università quali Harvard e Cornell.
ATTACCHI DALLA CINA
Tra 2011 e 2013 l'agenzia americana ha subito pesanti attacchi informatici: gli Hacker hanno tentato di introdurre nei suoi sistemi malware o altri virus per violare la sua Rete.
L'ispettore Generale Paul Martin: ''Gli attacchi sarebbero venuti da indirizzi IP localizzati in Cina e hanno fatto breccia nel network del Jet Propulsion Laboratory (JPL) ottenendo l'accesso alle reti e agli account degli utenti"
Nel 2010 e nel 2011, a quanto ha spiegato Martin, ci sono stati un totale di 5408 violazioni della sicurezza che hanno introdotto malware nei sistemi della NASA o hanno prodotto l'accesso non autorizzato ai sistemi dell'Agenzia.
Nell'anno fiscale 2011 ci sono stati 47 incidenti all'APT (Advanced Packaging Tool, il gestore standard di pacchetti software della Distribuzione GNU/Linux Debian)e sono state rubate le credenziali di piu' di 150 dipendenti.
ANONYMOUS E LA STRANA FOTO
Anche gli Anonymous violarono più volte la NASA quindi comprese tutte le informazioni segrete dai computer dell’agenzia governativa.
Informazioni segrete rubate dalla NASA, dallo US Army, US Navy, dipartimento della difesa e della Forza Aerea degli Stati Uniti, oltre che alle informazioni contenute nella rete dei computer del Pentagono.
Quest'attacco ci ha fornito un’ immagine veramente particolare, che ci mostra una luna mai vista, la foto mostra un astronauta sulla luna, e alle sue spalle una struttura mai presente nelle foto rese pubbliche.
L’immagine è stata analizzata da esperti del fotomontaggio, che assicurano la veridicità della foto, e l’assenza di un montaggio atto a creare la struttura che vediamo alle spalle dell’astronauta.
Il dottor Philip Maver, luminare astrofisico del Colorado, ha inoltre dichiarato: "L’immagine è senza dubbio autentica, non ci spieghiamo la presenza di quella struttura, ma soprattutto non facciamo altro che chiederci il motivo per cui la NASA abbia dovuto tenerci nascosto l’esistenza di tale infrastruttura per così tanti anni, secondo le nostre ipotesi si tratta di strutture dell’Intelligence, la cui funzione ancora non ci è nota, potrebbero usarla per eventuali ricerche nel campo dell’ufologia, o come osservatorio ausiliare ai satelliti per monitorare la terra, ebbene si, per spiarci, ma sono solo ipotesi"
250 GB RUBATI
A febbraio 2016 un Hacker chiamato "@CthulhuSec" trafugò dati rubando 250GB dal server della NASA dopo aver trascorso diversi mesi all’interno della rete interna dall’amministrazione.
Dalla fuga di notizie sono trapelati circa 631 video aerei e Radar insieme a 2.143 registri di volo e dati di almeno 2.414 dipendenti.
I dati rivelati includono anche indirizzi e-mail, nomi e numeri di telefono dei dipendenti della NASA.
Facendo riferimento a un Trojan che è riuscito ad infettare più di 1 milione di computer fino ad ora, gli Hacker hanno scritto nel documento:
"La NASA è stata violata più volte di quanto la maggior parte delle persone possono onestamente ricordare...Tuttavia, questa attività di Hack nella NASA non era inizialmente focalizzata su droni , o dati e campioni chimici dell’atmosfera superiore.
In realtà non era nemmeno prevista la violazione dei sistemi della NASA, che poi è stata coinvolta nella diffusione del virus Gozi"
La squadra ha iniziato il test su un numero di macchine che potevano essere “hackerate” per avere il controllo da “root”.
Ci sono voluti solo “0.32” secondi per hackerare i server con la forza bruta per carpire la SSH password dell’amministratore.
Questo può essere attribuito alle credenziali di default.
Gli Hacker hanno poi guadagnato l’accesso al sistema intricato di NASA trafugando una vasta gamma di dati di login con uno sniffer di pacchetti.
Alcuni membri del gruppo hanno mappato la rete, mentre altri hanno esaminato le “diverse missioni, basi di dati, e aeromobili” che sono stati elencati dall’agenzia.
Inoltre, le missioni pubbliche come “Operation Ice Bridge / OIB” e droni come “Global Hawk” sono stati inclusi tra quelli che sono stati menzionati.
Mentre il team entrava in profondità nei sistemi, tutte le attività venivano cancellate dai log di sistema della NASA.
Sono riusciti anche ad entrare nelle telecamere di sicurezza dell’agenzia ed identificato gli schemi di uno dei layout di base della fotocamera.
Il gruppo si è poi infiltrato nelle reti del “Glenn Research Center, Goddard Space Flight Center e Dryden Flight Research Center” .
Pochi mesi più tardi, il gruppo ha deciso di effettuare un man-in-the-middle (attacco MITM) dopo che alcuni membri del gruppo hanno sostituito il file di percorso di un Drone con il proprio file per far si che si schiantasse nell’oceano.
Hackerare la NASA vuol dire farsi il "nome", sia negli ambienti underground che non.
Se da un lato i tentativi di violazione sono innumerevoli, dall'altro si nota una maggior reattività da parte degli inquirenti nei confronti di chi ci riesce.
Fondata nel 1958, si tratta di un'agenzia governativa civile responsabile del programma spaziale degli Stati Uniti d'America e della ricerca aerospaziale.
Dopo il Programma Apollo per l'esplorazione della Luna, l'attività spaziale della NASA si è concentrata attraverso il programma della stazione orbitale Skylab, l'esplorazione del sistema solare con sonde automatiche e lo sfruttamento dello spazio orbitale terrestre con le navette Space Shuttle.
ANNI 90 E PRIMI ANNI DEL 2000
Tra i primi attacchi si possono ricordare quelli perpetrati nel 1994 da "DataStream Cowboy" e "Kuji".
Nel 1998 invece si può ricordare l'attacco di Ehud Tenenbaum, attacco che assunse significati anche politici visto che Ehud è israeliano.
Nei primi anni del 2000 invece lo scozzese Gary McKinnon si rese protagonista, in modo unanime, del più spettacolare attacco Hacker di tutti i tempi.
O quantomeno riguardo la NASA ed agenzie governative americane.
Lo scozzese quando venne arrestato nel 2002, si difese dicendo che attaccò la NASA ed altri siti governativi e militari americani perchè credeva che il governo nascondesse segreti riguardo gli alieni.
Nel 2001 J.Schwab, noto come "Skalir" fu indagato nel Nuovo Mexico per un abuso informatico commesso l'anno precedente, quand'era ancora minorenne.
Skalir violò uno dei siti della NASA nella Silicon Valley, alterandone i contenuti ed inserendo un Trojan.
Per un'analoga operazione compiuta nel 1998 nei confronti dei server NASA del JPL (Jet Propulsion Lab.), R.Torricelli, alias "Rolex", venne condannato a 4 mesi e al risarcimento danni (circa 4500 dollari).
In questo caso il contenuto del sito era stato sostituito con materiale pornografico.
Rolex fu inoltre sospettato di aver violato circa 800 siti e di aver sottratto numeri di carte di credito e di averli utilizzati per acquisti illegali pari a oltre 10 mila dollari.
Il compianto J.James (poi morto suicida), in arte "c0mrade", in giovane età (16 anni) sottrasse dati da 13 siti NASA (compreso il codice sorgente della stazione spaziale internazionale), verrà in seguito condannato a 6 mesi di reclusione.
Il materiale sottratto avesse un valore complessivo di 1,7 milioni di dollari e che il ripristino dei dati abbia comportato costi per 41 mila dollari.
Negli stessi giorni di settembre durante i quali veniva pronunciata la condanna di c0mrade, un certo J.Diekman venne arrestato in California con l'accusa di essersi infiltrato in alcuni sistemi di proprietà della NASA e di alcune università quali Harvard e Cornell.
ATTACCHI DALLA CINA
Tra 2011 e 2013 l'agenzia americana ha subito pesanti attacchi informatici: gli Hacker hanno tentato di introdurre nei suoi sistemi malware o altri virus per violare la sua Rete.
L'ispettore Generale Paul Martin: ''Gli attacchi sarebbero venuti da indirizzi IP localizzati in Cina e hanno fatto breccia nel network del Jet Propulsion Laboratory (JPL) ottenendo l'accesso alle reti e agli account degli utenti"
Nel 2010 e nel 2011, a quanto ha spiegato Martin, ci sono stati un totale di 5408 violazioni della sicurezza che hanno introdotto malware nei sistemi della NASA o hanno prodotto l'accesso non autorizzato ai sistemi dell'Agenzia.
Nell'anno fiscale 2011 ci sono stati 47 incidenti all'APT (Advanced Packaging Tool, il gestore standard di pacchetti software della Distribuzione GNU/Linux Debian)e sono state rubate le credenziali di piu' di 150 dipendenti.
ANONYMOUS E LA STRANA FOTO
Anche gli Anonymous violarono più volte la NASA quindi comprese tutte le informazioni segrete dai computer dell’agenzia governativa.
Informazioni segrete rubate dalla NASA, dallo US Army, US Navy, dipartimento della difesa e della Forza Aerea degli Stati Uniti, oltre che alle informazioni contenute nella rete dei computer del Pentagono.
Quest'attacco ci ha fornito un’ immagine veramente particolare, che ci mostra una luna mai vista, la foto mostra un astronauta sulla luna, e alle sue spalle una struttura mai presente nelle foto rese pubbliche.
L’immagine è stata analizzata da esperti del fotomontaggio, che assicurano la veridicità della foto, e l’assenza di un montaggio atto a creare la struttura che vediamo alle spalle dell’astronauta.
Il dottor Philip Maver, luminare astrofisico del Colorado, ha inoltre dichiarato: "L’immagine è senza dubbio autentica, non ci spieghiamo la presenza di quella struttura, ma soprattutto non facciamo altro che chiederci il motivo per cui la NASA abbia dovuto tenerci nascosto l’esistenza di tale infrastruttura per così tanti anni, secondo le nostre ipotesi si tratta di strutture dell’Intelligence, la cui funzione ancora non ci è nota, potrebbero usarla per eventuali ricerche nel campo dell’ufologia, o come osservatorio ausiliare ai satelliti per monitorare la terra, ebbene si, per spiarci, ma sono solo ipotesi"
250 GB RUBATI
A febbraio 2016 un Hacker chiamato "@CthulhuSec" trafugò dati rubando 250GB dal server della NASA dopo aver trascorso diversi mesi all’interno della rete interna dall’amministrazione.
Dalla fuga di notizie sono trapelati circa 631 video aerei e Radar insieme a 2.143 registri di volo e dati di almeno 2.414 dipendenti.
I dati rivelati includono anche indirizzi e-mail, nomi e numeri di telefono dei dipendenti della NASA.
Facendo riferimento a un Trojan che è riuscito ad infettare più di 1 milione di computer fino ad ora, gli Hacker hanno scritto nel documento:
"La NASA è stata violata più volte di quanto la maggior parte delle persone possono onestamente ricordare...Tuttavia, questa attività di Hack nella NASA non era inizialmente focalizzata su droni , o dati e campioni chimici dell’atmosfera superiore.
In realtà non era nemmeno prevista la violazione dei sistemi della NASA, che poi è stata coinvolta nella diffusione del virus Gozi"
La squadra ha iniziato il test su un numero di macchine che potevano essere “hackerate” per avere il controllo da “root”.
Ci sono voluti solo “0.32” secondi per hackerare i server con la forza bruta per carpire la SSH password dell’amministratore.
Questo può essere attribuito alle credenziali di default.
Gli Hacker hanno poi guadagnato l’accesso al sistema intricato di NASA trafugando una vasta gamma di dati di login con uno sniffer di pacchetti.
Alcuni membri del gruppo hanno mappato la rete, mentre altri hanno esaminato le “diverse missioni, basi di dati, e aeromobili” che sono stati elencati dall’agenzia.
Inoltre, le missioni pubbliche come “Operation Ice Bridge / OIB” e droni come “Global Hawk” sono stati inclusi tra quelli che sono stati menzionati.
Mentre il team entrava in profondità nei sistemi, tutte le attività venivano cancellate dai log di sistema della NASA.
Sono riusciti anche ad entrare nelle telecamere di sicurezza dell’agenzia ed identificato gli schemi di uno dei layout di base della fotocamera.
Il gruppo si è poi infiltrato nelle reti del “Glenn Research Center, Goddard Space Flight Center e Dryden Flight Research Center” .
Pochi mesi più tardi, il gruppo ha deciso di effettuare un man-in-the-middle (attacco MITM) dopo che alcuni membri del gruppo hanno sostituito il file di percorso di un Drone con il proprio file per far si che si schiantasse nell’oceano.
martedì 6 dicembre 2016
UFO, Hangar ed Alieni Su Google Map e Google Earth?
Da sempre i satelliti di Google Earth e Google Map sono fonti di fotografie ed evidenze misteriose: basti ricordare la strana piramide fotografata nell'oceano Pacifico nel 2015, le presunti basi alieni su Marte, resti alieni sulla Luna o strani avvistamenti nell'Area 51.
L’alone di segretezza che circonda l'Area 51, struttura militare americana, è da sempre fonte di cospirazioni su UFO ed extraterrestri più o meno dall'epoca dell'incidente di Roswell.
Qualche mese fa ha fatto notizia un presunto caso di UFO nell’Area 51, scoperto con alcune vecchie immagini di Google Maps.
Secondo Scott Waring dell’ UFOSightingsDaily, l’immagine mostra un hangar che è stato appositamente costruito intorno ad un’astronave aliena, dopo aver scoperto nel 2010 che c’era qualcosa di strano in corso al sito.
Waring ha effettivamente notato alcuni cambiamenti significativi nell’Area 51 (rispetto ad immagini di 6 anni fa), che secondo lui sarebbero riconducibili ad un oggetto anomalo.
Questo sito è conosciuto come Area S4, una zona che nasconderebbe più di un veicolo extraterrestre.
Warning ha esaminato tramite Google Maps i “lavori in corso” per la costruzione dell’hangar nell’Area S4 dal 2010.
Secondo Waring, questa zona è una delle quali in cui il governo sta conducendo esperimenti alieni.
La regione circolare dell’hangar coinciderebbe con la forma di un disco volante.
Waring sostiene che i quattro edifici adiacenti hanno presumibilmente lo scopo di raffreddare tutto ciò che si trova all’interno dell’edificio principale.
C’è anche una pista di atterraggio nelle vicinanze ed alcune torri radar.
“Si può vedere un piccolo oggetto circolare proprio qui, sembra ci sia parcheggiato il Millennium Falcon”
Il nuovo caso è solo uno dei tantissimi casi analizzati dai cacciatori UFO, ai quali nel corso degli anni si sono affiancati anche nomi importanti di scienziati o ex militari a conoscenza di segreti “alieni” nell’Area 51.
Un esempio di qualche anno fa è la confessione di Boyd Bushman, lo scienziato che lavorò per anni nel misterioso sito militare e che poco prima di morire svelò in video alcuni inquietanti segreti sull’Area 51.
Nel suddetto video registrato prima di morire, lo scienziato svelò la sua verità sui progetti top secret del governo statunitense e la sua alta conoscenza del programma UFO del governo degli Stati Uniti.
Secondo alcuni rapporti, il suo nome è anche accreditato nello sviluppo del Stinger, il missile terra-aria che ha giocato un ruolo chiave in numerosi conflitti negli ultimi tre decenni.
Nel video, Bushman racconta agli spettatori quello che succede dietro le porte chiuse dell’Area 51, la base militare nel deserto del Nevada.
Durante l’intervista, Bushman mostra le foto di quelli che sostiene essere alieni, che, racconta, hanno contribuito a sviluppare tecnologia volante per una grande impresa di difesa.
In estrema sintesi, gli alieni dell’Area 51 proverrebbero da un pianeta conosciuto come Quintumnia, ma la loro tecnologia permette di raggiungere la Terra in un tempo relativamente veloce, circa 45 anni viaggio.
Le astronavi UFO sono a forma di piattino per 12 metri di larghezza.
Nel video, Bushman parla della nave madre UFO che invia gli UFO più piccoli.
Questi viaggiano silenziosamente, con una luce brillante, hanno pareti trasparenti, e sfidano la gravità.
Fondata nel 1955 come banco di prova per quello che allora era il più gelosamente custodito progetto segreto degli Stati Uniti, l’aereo spia U2, la cosiddetta Area 51 è diventata allo stesso tempo la più segreta e anche la più conosciuta struttura militare di ricerca.
La base è chiamata National Classified Test Facility.
A causa dell’ estrema segretezza che avvolge i progetti tecnologici “oscuri” sviluppati e testati presso l’Area 51, la base è stata a lungo oggetto di teorie del complotto, in particolare le quelle sugli UFO.
L’alone di segretezza che circonda l'Area 51, struttura militare americana, è da sempre fonte di cospirazioni su UFO ed extraterrestri più o meno dall'epoca dell'incidente di Roswell.
Qualche mese fa ha fatto notizia un presunto caso di UFO nell’Area 51, scoperto con alcune vecchie immagini di Google Maps.
Secondo Scott Waring dell’ UFOSightingsDaily, l’immagine mostra un hangar che è stato appositamente costruito intorno ad un’astronave aliena, dopo aver scoperto nel 2010 che c’era qualcosa di strano in corso al sito.
Waring ha effettivamente notato alcuni cambiamenti significativi nell’Area 51 (rispetto ad immagini di 6 anni fa), che secondo lui sarebbero riconducibili ad un oggetto anomalo.
Questo sito è conosciuto come Area S4, una zona che nasconderebbe più di un veicolo extraterrestre.
Warning ha esaminato tramite Google Maps i “lavori in corso” per la costruzione dell’hangar nell’Area S4 dal 2010.
Secondo Waring, questa zona è una delle quali in cui il governo sta conducendo esperimenti alieni.
La regione circolare dell’hangar coinciderebbe con la forma di un disco volante.
Waring sostiene che i quattro edifici adiacenti hanno presumibilmente lo scopo di raffreddare tutto ciò che si trova all’interno dell’edificio principale.
C’è anche una pista di atterraggio nelle vicinanze ed alcune torri radar.
“Si può vedere un piccolo oggetto circolare proprio qui, sembra ci sia parcheggiato il Millennium Falcon”
Il nuovo caso è solo uno dei tantissimi casi analizzati dai cacciatori UFO, ai quali nel corso degli anni si sono affiancati anche nomi importanti di scienziati o ex militari a conoscenza di segreti “alieni” nell’Area 51.
Un esempio di qualche anno fa è la confessione di Boyd Bushman, lo scienziato che lavorò per anni nel misterioso sito militare e che poco prima di morire svelò in video alcuni inquietanti segreti sull’Area 51.
Nel suddetto video registrato prima di morire, lo scienziato svelò la sua verità sui progetti top secret del governo statunitense e la sua alta conoscenza del programma UFO del governo degli Stati Uniti.
Secondo alcuni rapporti, il suo nome è anche accreditato nello sviluppo del Stinger, il missile terra-aria che ha giocato un ruolo chiave in numerosi conflitti negli ultimi tre decenni.
Nel video, Bushman racconta agli spettatori quello che succede dietro le porte chiuse dell’Area 51, la base militare nel deserto del Nevada.
Durante l’intervista, Bushman mostra le foto di quelli che sostiene essere alieni, che, racconta, hanno contribuito a sviluppare tecnologia volante per una grande impresa di difesa.
In estrema sintesi, gli alieni dell’Area 51 proverrebbero da un pianeta conosciuto come Quintumnia, ma la loro tecnologia permette di raggiungere la Terra in un tempo relativamente veloce, circa 45 anni viaggio.
Le astronavi UFO sono a forma di piattino per 12 metri di larghezza.
Nel video, Bushman parla della nave madre UFO che invia gli UFO più piccoli.
Questi viaggiano silenziosamente, con una luce brillante, hanno pareti trasparenti, e sfidano la gravità.
Fondata nel 1955 come banco di prova per quello che allora era il più gelosamente custodito progetto segreto degli Stati Uniti, l’aereo spia U2, la cosiddetta Area 51 è diventata allo stesso tempo la più segreta e anche la più conosciuta struttura militare di ricerca.
La base è chiamata National Classified Test Facility.
A causa dell’ estrema segretezza che avvolge i progetti tecnologici “oscuri” sviluppati e testati presso l’Area 51, la base è stata a lungo oggetto di teorie del complotto, in particolare le quelle sugli UFO.
giovedì 26 novembre 2015
La Storia Di Gary McKinnon e L'Attacco Alla NASA
Gary McKinnon è un hacker scozzese, etichettato dalla giustizia americano come reo di aver perpetrato "la più grande intrusione informatica su computer militari di tutti i tempi." Nel marzo del 2002, McKinnon veniva arrestato dagli agenti di Scotland Yard nel suo squallido appartamento in Wood Green, zona nord di Londra. L’accusa era di aver violato 97 sistemi informatici, tra computer militari e quelli della NASA, scaricando dati segreti, tra cui informazioni sulla strage dell’11 settembre. La rete di computer violata includeva reti possedute dalla NASA, dallo US Army, US Navy, dipartimento della difesa e della Forza Aerea degli Stati Uniti, oltre ad un sistema appartenente al Pentagono. Per approfondimenti su queste reti potete andare qui: JWICS, SIPRNet e NIPRNet
Stime USA dichiarano che i costi del monitoraggio e correzione dei problemi erano tra i 450.000 e i 700.000 dollari. McKinnon venne all'inizio rintracciato nella rete telematica ed arrestato dalla National Hi-Tech Crime Unit (NHTCU) del Regno Unito nel 2002, e successivamente nello stesso anno venne posto sotto giudizio dal governo degli Stati Uniti. In aggiunta venne bandito dall'utilizzo di qualsiasi computer con accesso ad internet. Verso la fine del 2005 gli Stati Uniti formalmente cominciarono le procedure di estradizione chiedendo 70 anni di carcere. Le gravi accuse di attacchi informatici sono state respinte da McKinnon, che si auto-descrive come uno "smanettone" che sotto l'influenza della cannabis è entrato non distruttivamente in sistemi lasciati senza misure di sicurezza.
COSA CERCAVA MCKINNON?
Ma che cosa realmente cercava l’hacker nei computer delle agenzie governative americane?
“Ero convinto e c’erano buoni motivi per esserlo, che alcune agenzie governative di intelligence avessero avuto accesso a tecnologia extraterrestre” disse McKinnon alla BBC.
“Questa tecnologia potrebbe offrire energia libera e pulita all’umanità. Ho pensato che tenerla nascosta, fosse incostituzionale secondo il diritto americano”.
“Ho trovato una foto in alta definizione di un oggetto di grandi dimensioni a forma di sigaro sopra l’emisfero settentrionale. Ero così scioccato dalla foto che non ho potuto salvarla subito. La dimensione del file erano così grande che era difficile vederlo in Risorse del computer. Alla fine ho perso la connessione e la foto”.
"Pochi mesi prima vidi una conferenza di Donna Hare, una scienziata della sezione fotografica della NASA che aveva accesso al livello Top Secret e si trovava al Johnson Space Center nel Palazzo 8, nella sua testimonianza dice che uno dei suoi colleghi che lavorava alle fotografie, la invitò ad osservare. Lei vide immagini ad alta risoluzione prese da un satellite, di un disco bianco a mezzo km dalla cima degli alberi. Una volta intrufolato nel sistema ho ipotizzato che la scansione con password blank potesse funzionare anche al Johnson Space Center e funzionò. Una volta dentro, ho usato vari comandi di rete per cercare nelle macchine del Palazzo 8. La prima in cui sono stato conteneva quello che lei diceva. Non ricordo se era “Filtered” e “Raw”, “Processed” e “Unprocessed”, ma c’ erano cartelle che contenevano una trasformazione di dati tra una e l’ altra. Queste cartelle erano piene di immagini NASA o in un formato che non ho mai visto prima: non Jpeg o gif. Erano anche da 200 a 300 Mb in dimensione. Essendo con una connessione 56k, non avevo modo di scaricare più rapidamente di 1 megabyte ogni 5 minuti più o meno. Allora ho utilizzato un programma remoto che ti da il controllo grafico della macchina, ho abbassato la risoluzione, mi pare a 4bit di colore sul desktop della macchina NASA, sono entrato nella cartella e ho cliccato sulla prima immagine. L’ applicazione è partita. L’ immagine arrivò allo schermo, ma molto, molto lentamente. Ciò che ho visto, o che speravo di vedere, era ciò che lei nella conferenza descriveva come disco, in un'immagine molto definita. Ciò che invece vidi penso fosse la Terra. Era in ombre di grigio. C'era l’ emisfero della Terra per 2/3 dello schermo e quindi a metà tra la cima dell’ emisfero e la fine dell’ immagine c’ era una specie di oggetto dalla forma a sigaro. Aveva delle estremità a sigaretta leggermente piatte. Nessuna saldatura. Nessuna antenna telemetrica o altro di simile. Non sembrava nulla di produzione umana.
Nel 1964, la Ranger 7 fu la prima sonda inviata dagli Stati Uniti per l’esplorazione lunare, segnando l’inizio di una nuova era spaziale. La sonda, costruita principalmente per scattare fotografie ad alta risoluzione della Luna, trasmise 4316 fotografie. Le immagini mostravano il volto di un mondo fino ad allora sconosciuto, premessa fondamentale per la futura esplorazione umana del satellite terrestre.
Ma esistono fotografie che non sono state mostrate? Questo fu un altro motivo che spinse Gary McKinnon all'attacco informatico. McKinnon pare sia riuscito ad avere accesso anche ai file riservati della US Space Command, scoprendo diverse procedure, tra le quali il "trasferimento" relativo ad ufficiali "non-terrestri".
“Ho trovato una lista di nomi di funzionari sotto la dicitura "ufficiali non terrestri" cosi era descritto nel titolo del file. Questo forse non significa che si trattava di alieni. Quello che penso è che vuol dire che le loro basi non sono qui sulla terra" spiega McKinnon. In particolare il Serpo è un programma di scambio tra alieni e umani che si suppone sia avvenuto tra il 1965 e il 1978.
Sono state rilasciate informazioni sul web che si possono leggere nell' articolo "The Fortean Times".
Per dirti qualcosa in merito, c’erano 12 astronauti che andarono su un altro pianeta.
Il pianeta venne chiamato Serpo nel sistema di Zeta Reticuli, si suppone. Ora, molti dicono che sia disinformazione, ma la cosa interessante è che quando dici ufficiali non-terrestri, c’ è possibilità che si riferisca agli astronauti di Serpo". “Ho anche trovato una lista di nomi di navi spaziali. Ho fatto una ricerca. C’erano i nomi di navi della marina militare, quindi nello spazio viene tutto gestito dalla Marina degli USA. Quello che ho visto mi ha fatto credere che la stessa marina deve avere un qualche tipo di astronave”.
LE DICHIARAZIONI DELL'EX PRESIDENTE RONALD REAGAN
Solleticato dalle dichiarazioni di McKinnon, qualcuno ai tempi è andato a pescare una singolare affermazione dell’ex presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan riportata nel suo diario personale pubblicato nel libro “The Reagan Diaries”, che confermerebbe le ipotesi dell’hacker scozzese.
Così scrive l’ex presidente nell’appunto dell’11 luglio 1985:
«Il pranzo con cinque eminenti scienziati spaziali è stato affascinante. Lo spazio è davvero l’ultima frontiera e alcuni degli sviluppi in astronomia sembrano appartenere alla fantascienza, ma sono reali. Ho imparato che la capacità della nostra navetta è tale che si potrebbe potrebbe portare in orbita almeno 300 persone. Il nostro Space Shuttle può trasportare fino a otto passeggeri, e ne sono stati costruiti solo cinque. Anche a pieno carico di queste cinque navette e l’invio di tutti gli equipaggi nello spazio messi insieme, non avremmo mai potuto raggiungere il numero di 300 passeggeri».
Le parole di Reagan farebbero pensare all’esistenza di un programma segreto per lo sviluppo di astronavi capaci di portare interi contingenti militari in orbita, una sorta di traghetto spaziale Terra-Luna. È noto che negli anni ’60 gli Stati Uniti avessero progettato la costruzione di un avamposto militare con equipaggio destinato a proteggere i potenziali interessi degli Stati Uniti sulla Luna, il cosiddetto Project Horizon.
L'ATTACCO INFORMATICO
Lo scozzese dichiarò che era stato capace di accedere ai network militari semplicemente usando uno script scritto in linguaggio Perl che rintracciava le password sfruttando quelle di default (native) ancora attive. Alla conferenza della Infosecurity Europe 2006 tenutasi a Londra il 27 aprile 2006, McKinnon apparve nella sezione Hackers’ Panel. Quando gli venne domandato come siano state scoperte le sue intrusioni, McKinnon rispose che si era sbagliato nel calcolo della fascia oraria o comunque il proprietario di quel PC stava lavorando in fasce orario insolite: stava usando un software di controllo-remoto sul computer mentre il proprietario stava seduto in fronte ad esso.
"Dato che avevo controllo remoto grafico della macchina, era letteralmente come essere seduti sulla sedia di fronte allo schermo. Penso che stesse lavorando in tardo orario o altro.
Ovviamente vide muoversi il mouse sullo schermo. Poi si è aperto WordPad ed ho letto: “Chi sei tu?”. Mi sono spaventato. Non volevo essere beccato. Pensai rapidamente e m'inventai qualcosa.
“Sono della Nipponet Security”, che è un protocollo internet non classificato e una rete di router.
“Ho scoperto alcune scansioni non autorizzate che arrivano da questa macchina. Sono qua per investigare.”
Ma lo stratagemma non funzionò, partirono le indagini e riuscirono a localizzare la sua posizione dopo un po' di tempo. Regno Unito.
"Erano circa le 8 del mattino e la mia ragazza aprì la porta. Era una unità anticrimine, 4 o 5 ufficiali, un grosso furgone della polizia. Entrarono in casa. Avevano un mandato di perquisizione e di arresto per reati informatici. La mia ragazza e io vivevamo nella casa di sua zia. Noi stavamo a piano terra e sua zia sui due piani superiori. Così, sfortunatamente, presero il mio pc e quello della mia ragazza più altri 4 di miei amici che dovevo riparare. Arrivammo alla stazione di polizia.
Ci sono stato per quattro ore, nel frattempo ho dormito un pò perchè ero distrutto. Quindi mi hanno tirato fuori dalla cella dopo aver interrogato la mia ragazza. Nel novembre del 2002, essendo stato arrestato in marzo, il Dipartimento di Giustizia disse che volevano applicare la mia estradizione.
Non l’ applicarono, ma dissero che ne avevano intenzione. Quindi aspettammo e aspettammo e aspettammo. Non accadde nulla. In seguito arrivò lo Special US-UK Extradition Act del 2003 che non richiedeva prove alcune da parte del Dipartimento di Giustizia per prendere un cittadino Britannico.
Noi non possiamo fare questo a un cittadino degli USA. Questo trattato è stato firmato solo dagli Inglesi, non dagli Americani. Quattrocento persone sono sotto minaccia di estradizione per via di questo".
L’hacker, come detto, si difese dicendo che la sua motivazione era cercare una prova dell’esistenza degli UFO e disse di essere certo che i militari americani nascondessero la tecnologia dell’antigravità e che il governo USA stesse cercando di sopprimere la diffusione della “Free Energy”.
Dopo una tormentosa vicenda giudiziaria, il 16 ottobre 2012 Theresa May (affari interni del Regno Unito) ha respinto la richiesta di estradizione avanzata dalle autorità statunitensi nel 2005.
Forse a salvare McKinnon furono i presunti problemi di autismo.
Stime USA dichiarano che i costi del monitoraggio e correzione dei problemi erano tra i 450.000 e i 700.000 dollari. McKinnon venne all'inizio rintracciato nella rete telematica ed arrestato dalla National Hi-Tech Crime Unit (NHTCU) del Regno Unito nel 2002, e successivamente nello stesso anno venne posto sotto giudizio dal governo degli Stati Uniti. In aggiunta venne bandito dall'utilizzo di qualsiasi computer con accesso ad internet. Verso la fine del 2005 gli Stati Uniti formalmente cominciarono le procedure di estradizione chiedendo 70 anni di carcere. Le gravi accuse di attacchi informatici sono state respinte da McKinnon, che si auto-descrive come uno "smanettone" che sotto l'influenza della cannabis è entrato non distruttivamente in sistemi lasciati senza misure di sicurezza.
COSA CERCAVA MCKINNON?
Ma che cosa realmente cercava l’hacker nei computer delle agenzie governative americane?
“Ero convinto e c’erano buoni motivi per esserlo, che alcune agenzie governative di intelligence avessero avuto accesso a tecnologia extraterrestre” disse McKinnon alla BBC.
“Questa tecnologia potrebbe offrire energia libera e pulita all’umanità. Ho pensato che tenerla nascosta, fosse incostituzionale secondo il diritto americano”.
“Ho trovato una foto in alta definizione di un oggetto di grandi dimensioni a forma di sigaro sopra l’emisfero settentrionale. Ero così scioccato dalla foto che non ho potuto salvarla subito. La dimensione del file erano così grande che era difficile vederlo in Risorse del computer. Alla fine ho perso la connessione e la foto”.
"Pochi mesi prima vidi una conferenza di Donna Hare, una scienziata della sezione fotografica della NASA che aveva accesso al livello Top Secret e si trovava al Johnson Space Center nel Palazzo 8, nella sua testimonianza dice che uno dei suoi colleghi che lavorava alle fotografie, la invitò ad osservare. Lei vide immagini ad alta risoluzione prese da un satellite, di un disco bianco a mezzo km dalla cima degli alberi. Una volta intrufolato nel sistema ho ipotizzato che la scansione con password blank potesse funzionare anche al Johnson Space Center e funzionò. Una volta dentro, ho usato vari comandi di rete per cercare nelle macchine del Palazzo 8. La prima in cui sono stato conteneva quello che lei diceva. Non ricordo se era “Filtered” e “Raw”, “Processed” e “Unprocessed”, ma c’ erano cartelle che contenevano una trasformazione di dati tra una e l’ altra. Queste cartelle erano piene di immagini NASA o in un formato che non ho mai visto prima: non Jpeg o gif. Erano anche da 200 a 300 Mb in dimensione. Essendo con una connessione 56k, non avevo modo di scaricare più rapidamente di 1 megabyte ogni 5 minuti più o meno. Allora ho utilizzato un programma remoto che ti da il controllo grafico della macchina, ho abbassato la risoluzione, mi pare a 4bit di colore sul desktop della macchina NASA, sono entrato nella cartella e ho cliccato sulla prima immagine. L’ applicazione è partita. L’ immagine arrivò allo schermo, ma molto, molto lentamente. Ciò che ho visto, o che speravo di vedere, era ciò che lei nella conferenza descriveva come disco, in un'immagine molto definita. Ciò che invece vidi penso fosse la Terra. Era in ombre di grigio. C'era l’ emisfero della Terra per 2/3 dello schermo e quindi a metà tra la cima dell’ emisfero e la fine dell’ immagine c’ era una specie di oggetto dalla forma a sigaro. Aveva delle estremità a sigaretta leggermente piatte. Nessuna saldatura. Nessuna antenna telemetrica o altro di simile. Non sembrava nulla di produzione umana.
Nel 1964, la Ranger 7 fu la prima sonda inviata dagli Stati Uniti per l’esplorazione lunare, segnando l’inizio di una nuova era spaziale. La sonda, costruita principalmente per scattare fotografie ad alta risoluzione della Luna, trasmise 4316 fotografie. Le immagini mostravano il volto di un mondo fino ad allora sconosciuto, premessa fondamentale per la futura esplorazione umana del satellite terrestre.
Ma esistono fotografie che non sono state mostrate? Questo fu un altro motivo che spinse Gary McKinnon all'attacco informatico. McKinnon pare sia riuscito ad avere accesso anche ai file riservati della US Space Command, scoprendo diverse procedure, tra le quali il "trasferimento" relativo ad ufficiali "non-terrestri".
“Ho trovato una lista di nomi di funzionari sotto la dicitura "ufficiali non terrestri" cosi era descritto nel titolo del file. Questo forse non significa che si trattava di alieni. Quello che penso è che vuol dire che le loro basi non sono qui sulla terra" spiega McKinnon. In particolare il Serpo è un programma di scambio tra alieni e umani che si suppone sia avvenuto tra il 1965 e il 1978.
Sono state rilasciate informazioni sul web che si possono leggere nell' articolo "The Fortean Times".
Per dirti qualcosa in merito, c’erano 12 astronauti che andarono su un altro pianeta.
Il pianeta venne chiamato Serpo nel sistema di Zeta Reticuli, si suppone. Ora, molti dicono che sia disinformazione, ma la cosa interessante è che quando dici ufficiali non-terrestri, c’ è possibilità che si riferisca agli astronauti di Serpo". “Ho anche trovato una lista di nomi di navi spaziali. Ho fatto una ricerca. C’erano i nomi di navi della marina militare, quindi nello spazio viene tutto gestito dalla Marina degli USA. Quello che ho visto mi ha fatto credere che la stessa marina deve avere un qualche tipo di astronave”.
LE DICHIARAZIONI DELL'EX PRESIDENTE RONALD REAGAN
Solleticato dalle dichiarazioni di McKinnon, qualcuno ai tempi è andato a pescare una singolare affermazione dell’ex presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan riportata nel suo diario personale pubblicato nel libro “The Reagan Diaries”, che confermerebbe le ipotesi dell’hacker scozzese.
Così scrive l’ex presidente nell’appunto dell’11 luglio 1985:
«Il pranzo con cinque eminenti scienziati spaziali è stato affascinante. Lo spazio è davvero l’ultima frontiera e alcuni degli sviluppi in astronomia sembrano appartenere alla fantascienza, ma sono reali. Ho imparato che la capacità della nostra navetta è tale che si potrebbe potrebbe portare in orbita almeno 300 persone. Il nostro Space Shuttle può trasportare fino a otto passeggeri, e ne sono stati costruiti solo cinque. Anche a pieno carico di queste cinque navette e l’invio di tutti gli equipaggi nello spazio messi insieme, non avremmo mai potuto raggiungere il numero di 300 passeggeri».
Le parole di Reagan farebbero pensare all’esistenza di un programma segreto per lo sviluppo di astronavi capaci di portare interi contingenti militari in orbita, una sorta di traghetto spaziale Terra-Luna. È noto che negli anni ’60 gli Stati Uniti avessero progettato la costruzione di un avamposto militare con equipaggio destinato a proteggere i potenziali interessi degli Stati Uniti sulla Luna, il cosiddetto Project Horizon.
L'ATTACCO INFORMATICO
Lo scozzese dichiarò che era stato capace di accedere ai network militari semplicemente usando uno script scritto in linguaggio Perl che rintracciava le password sfruttando quelle di default (native) ancora attive. Alla conferenza della Infosecurity Europe 2006 tenutasi a Londra il 27 aprile 2006, McKinnon apparve nella sezione Hackers’ Panel. Quando gli venne domandato come siano state scoperte le sue intrusioni, McKinnon rispose che si era sbagliato nel calcolo della fascia oraria o comunque il proprietario di quel PC stava lavorando in fasce orario insolite: stava usando un software di controllo-remoto sul computer mentre il proprietario stava seduto in fronte ad esso.
"Dato che avevo controllo remoto grafico della macchina, era letteralmente come essere seduti sulla sedia di fronte allo schermo. Penso che stesse lavorando in tardo orario o altro.
Ovviamente vide muoversi il mouse sullo schermo. Poi si è aperto WordPad ed ho letto: “Chi sei tu?”. Mi sono spaventato. Non volevo essere beccato. Pensai rapidamente e m'inventai qualcosa.
“Sono della Nipponet Security”, che è un protocollo internet non classificato e una rete di router.
“Ho scoperto alcune scansioni non autorizzate che arrivano da questa macchina. Sono qua per investigare.”
Ma lo stratagemma non funzionò, partirono le indagini e riuscirono a localizzare la sua posizione dopo un po' di tempo. Regno Unito.
"Erano circa le 8 del mattino e la mia ragazza aprì la porta. Era una unità anticrimine, 4 o 5 ufficiali, un grosso furgone della polizia. Entrarono in casa. Avevano un mandato di perquisizione e di arresto per reati informatici. La mia ragazza e io vivevamo nella casa di sua zia. Noi stavamo a piano terra e sua zia sui due piani superiori. Così, sfortunatamente, presero il mio pc e quello della mia ragazza più altri 4 di miei amici che dovevo riparare. Arrivammo alla stazione di polizia.
Ci sono stato per quattro ore, nel frattempo ho dormito un pò perchè ero distrutto. Quindi mi hanno tirato fuori dalla cella dopo aver interrogato la mia ragazza. Nel novembre del 2002, essendo stato arrestato in marzo, il Dipartimento di Giustizia disse che volevano applicare la mia estradizione.
Non l’ applicarono, ma dissero che ne avevano intenzione. Quindi aspettammo e aspettammo e aspettammo. Non accadde nulla. In seguito arrivò lo Special US-UK Extradition Act del 2003 che non richiedeva prove alcune da parte del Dipartimento di Giustizia per prendere un cittadino Britannico.
Noi non possiamo fare questo a un cittadino degli USA. Questo trattato è stato firmato solo dagli Inglesi, non dagli Americani. Quattrocento persone sono sotto minaccia di estradizione per via di questo".
L’hacker, come detto, si difese dicendo che la sua motivazione era cercare una prova dell’esistenza degli UFO e disse di essere certo che i militari americani nascondessero la tecnologia dell’antigravità e che il governo USA stesse cercando di sopprimere la diffusione della “Free Energy”.
Dopo una tormentosa vicenda giudiziaria, il 16 ottobre 2012 Theresa May (affari interni del Regno Unito) ha respinto la richiesta di estradizione avanzata dalle autorità statunitensi nel 2005.
Forse a salvare McKinnon furono i presunti problemi di autismo.
venerdì 20 novembre 2015
Edward Snowden: Gli Alieni Criptano I Loro Messaggi?
Edward Snowden , colui che scoperchiò il vado di pandora facendo scoppiare lo scandalo privacy della National Security Agency, in un'intervista radiofonica di un mese fa ha parlato indirettamente degli alieni (si parlava ovviamente di privacy e di telecomunicazioni criptate).
Snowden ha suggerito che le comunicazioni aliene potrebbero essere criptate così bene che gli esseri umani che cercano di intercettarle pensano di ascoltate solo "disturbi".
Egli ammette certamente la possibilità dell’esistenza di vita extraterrestre anche evoluta, al punto tale che questa potrebbe essere così avanzata da fare sì che gli Alieni siano in grado di criptare le loro trasmissioni e di confonderle con le radiazioni cosmiche di fondo.
Da qui deriverebbe la nostra incapacità di intercettarle o di rilevarle come tali.
Questa pratica sarebbe necessaria per mantenere riservata la loro privacy.
Così, almeno, ritiene Snowden.
La cosa è molto logica e anche noi la mettiamo in pratica: il sistema per criptare le telefonate cellulari CDMA fa esattamente questo.
Nasconde il segnale in un rumore.
Se non si conosce la cifra per la decrittazione, il segnale è indistinguibile dal rumore bianco di fondo della radio.
Questo, in un certo senso, risolverebbe il paradosso di Fermi: "se è vero che nell'universo, o anche solo nella nostra galassia, esistono probabilmente migliaia di pianeti simili alla Terra dove può essersi sviluppata vita intelligente, come mai non captiamo trasmissioni di queste civiltà?".
Ci sono ovviamente varie possibili risposte; che non ci siano altre civiltà là fuori, che durino troppo poco e quindi sia improbabile l'esistenza contemporanea, che ci siano ma non vogliano comunicare, o che comunichino con altre tecnologie.
O anche che ogni civiltà che comunica, facendosi così scoprire, venga tempestivamente distrutta da qualche superpotenza galattica.
Secondo Snowden sarebbe estremamente saggio per una civiltà evitare di farsi identificare inviando nello spazio trasmissioni riconoscibili come tali.
Per quanto ne sappiamo, là fuori potrebbero esserci qualcuno estremamente potente ed estremamente poco amichevole.
Gli alieni saggi, quindi, comunicherebbero usando trasmissioni criptate.
"Quando guardi una trasmissione criptata, se è criptata bene, non hai nessun modo di distinguerla dal rumore di fondo" dice Snowden.
"Quindi, se hai una civiltà aliena che cerca di ascoltare altre civiltà, o la nostra civiltà che cerca di ascoltare civiltà aliene, c'è solo un breve periodo nella storia dello sviluppo di quella società durante il quale le trasmissioni sono inviate nello spazio in modo non protetto".
"Anche adesso i nostri satelliti potrebbero stare captando i loro programmi televisivi, o le loro telefonate, ma non possono distinguerli dalla radiazione cosmica di fondo".
Naturalmente arrivare a questa conclusione significa presumere che tutti gli alieni là fuori prendano molto seriamente la sicurezza e vogliano evitare accuratamente di farsi trovare.
LA RISPOSTA DI SETI
Pronta la risposta del direttore del centro del SETI Institute For Research:
"Non stiamo cercando il messaggio" ha detto Seth Shostak "Stiamo cercando il segnale che ci dice che qualcuno ha un trasmettitore".
I segnali radio sono un modo relativamente semplice ed economico per inviare segnali lontano attraverso lo spazio, ma per quanto tempo una civiltà userebbe questa tecnologia ?
Il SETI Institute utilizza potenti radiotelescopi sulla Terra per cercare segnali a banda stretta, o segnali focalizzati in un punto sul quadrante radio ha chiarito Shostak.
Un sacco di corpi naturali producono onde radio di fondo, ma l'unica cosa che rende un segnale a banda stretta, per quanto gli scienziati sanno, è un trasmettitore.
Shostak ha spiegato che il messaggio in sé potrebbe essere indistinguibile dal rumore se fosse ben cifrato, ma continuerebbe tuttavia ad essere un messaggio.
Nei suoi commenti, Snowden ha suggerito che se gli esseri umani sentissero gli alieni che comunicano tra di loro, il messaggio potrebbe essere così bene cifrato da risultare invisibile tra le "chiacchiere radio" dell'universo naturale.
"Anche i nostri segnali radio e televisivi che sono in streaming nello spazio sarebbero rilevabili da noi se fossero fuori dal sistema stellare più vicino oltre la Terra" ha detto Vakoch.
"Se un'altra civiltà vuole nascondere la sua identità, non ha nemmeno bisogno di preoccuparsi della crittografia", secondo Vakoch.
"Se si guarda alle telecomunicazioni, come si stanno sviluppando qui sulla Terra, siamo stati già rumorosi in passato. Molti segnali TV e radio stanno viaggiando ora nello spazio. Ora, mentre ci spostiamo verso la comunicazione in fibra ottica o via satellite la dispersione nel cosmo è minore.
Così, se un civiltà avanzata è alla ricerca di un segnale ha effettivamente una breve finestra di tempo per farlo, a prescindere dalla crittografia.
Il segnale radio non è l'unico modo per trovare agli alieni, sebbene rimanga il più economico e più promettente al momento.
Ci sono esperimenti SETI che cercando la luce nello spettro visibile o con gli infrarossi ma sono messaggi molti "costosi e problematici".
La luce svanisce anche su distanze più brevi rispetto onde radio oscurate dalla polvere interplanetaria.
Ad oggi l'unico vero segnale potenzialmente alieno rimane il famoso segnale Wow! che passò allo storia come l’appunto accanto a una sequenza di numeri e frequenze, scritto di getto in un giorno d’estate il 15 agosto 1977 da Jerry R.Ehman, mentre lavorava proprio per il SETI con il radiotelescopio Big Ear dell'Università dell’Ohio.
Il segnale non solo aveva avuto una durata anomala, 72 secondi, ma possedeva le caratteristiche previste un ventennio prima da altri due ricercatori, Giuseppe Cocconi e Philip Morrison: il valore di 1420 Mhz corrispondeva infatti alla radiazione dell’idrogeno, l’elemento più comune nel cosmo, e quindi da un logico punto di vista il messaggio universale per antonomasia, quello che qualunque mente può concepire come l’alfa e l’omega.
Per contribuire alla ricerca alieni: SETI@HOME
Snowden ha suggerito che le comunicazioni aliene potrebbero essere criptate così bene che gli esseri umani che cercano di intercettarle pensano di ascoltate solo "disturbi".
Egli ammette certamente la possibilità dell’esistenza di vita extraterrestre anche evoluta, al punto tale che questa potrebbe essere così avanzata da fare sì che gli Alieni siano in grado di criptare le loro trasmissioni e di confonderle con le radiazioni cosmiche di fondo.
Da qui deriverebbe la nostra incapacità di intercettarle o di rilevarle come tali.
Questa pratica sarebbe necessaria per mantenere riservata la loro privacy.
Così, almeno, ritiene Snowden.
La cosa è molto logica e anche noi la mettiamo in pratica: il sistema per criptare le telefonate cellulari CDMA fa esattamente questo.
Nasconde il segnale in un rumore.
Se non si conosce la cifra per la decrittazione, il segnale è indistinguibile dal rumore bianco di fondo della radio.
Questo, in un certo senso, risolverebbe il paradosso di Fermi: "se è vero che nell'universo, o anche solo nella nostra galassia, esistono probabilmente migliaia di pianeti simili alla Terra dove può essersi sviluppata vita intelligente, come mai non captiamo trasmissioni di queste civiltà?".
Ci sono ovviamente varie possibili risposte; che non ci siano altre civiltà là fuori, che durino troppo poco e quindi sia improbabile l'esistenza contemporanea, che ci siano ma non vogliano comunicare, o che comunichino con altre tecnologie.
O anche che ogni civiltà che comunica, facendosi così scoprire, venga tempestivamente distrutta da qualche superpotenza galattica.
Secondo Snowden sarebbe estremamente saggio per una civiltà evitare di farsi identificare inviando nello spazio trasmissioni riconoscibili come tali.
Per quanto ne sappiamo, là fuori potrebbero esserci qualcuno estremamente potente ed estremamente poco amichevole.
Gli alieni saggi, quindi, comunicherebbero usando trasmissioni criptate.
"Quando guardi una trasmissione criptata, se è criptata bene, non hai nessun modo di distinguerla dal rumore di fondo" dice Snowden.
"Quindi, se hai una civiltà aliena che cerca di ascoltare altre civiltà, o la nostra civiltà che cerca di ascoltare civiltà aliene, c'è solo un breve periodo nella storia dello sviluppo di quella società durante il quale le trasmissioni sono inviate nello spazio in modo non protetto".
"Anche adesso i nostri satelliti potrebbero stare captando i loro programmi televisivi, o le loro telefonate, ma non possono distinguerli dalla radiazione cosmica di fondo".
Naturalmente arrivare a questa conclusione significa presumere che tutti gli alieni là fuori prendano molto seriamente la sicurezza e vogliano evitare accuratamente di farsi trovare.
LA RISPOSTA DI SETI
Pronta la risposta del direttore del centro del SETI Institute For Research:
"Non stiamo cercando il messaggio" ha detto Seth Shostak "Stiamo cercando il segnale che ci dice che qualcuno ha un trasmettitore".
I segnali radio sono un modo relativamente semplice ed economico per inviare segnali lontano attraverso lo spazio, ma per quanto tempo una civiltà userebbe questa tecnologia ?
Il SETI Institute utilizza potenti radiotelescopi sulla Terra per cercare segnali a banda stretta, o segnali focalizzati in un punto sul quadrante radio ha chiarito Shostak.
Un sacco di corpi naturali producono onde radio di fondo, ma l'unica cosa che rende un segnale a banda stretta, per quanto gli scienziati sanno, è un trasmettitore.
Shostak ha spiegato che il messaggio in sé potrebbe essere indistinguibile dal rumore se fosse ben cifrato, ma continuerebbe tuttavia ad essere un messaggio.
Nei suoi commenti, Snowden ha suggerito che se gli esseri umani sentissero gli alieni che comunicano tra di loro, il messaggio potrebbe essere così bene cifrato da risultare invisibile tra le "chiacchiere radio" dell'universo naturale.
"Anche i nostri segnali radio e televisivi che sono in streaming nello spazio sarebbero rilevabili da noi se fossero fuori dal sistema stellare più vicino oltre la Terra" ha detto Vakoch.
"Se un'altra civiltà vuole nascondere la sua identità, non ha nemmeno bisogno di preoccuparsi della crittografia", secondo Vakoch.
"Se si guarda alle telecomunicazioni, come si stanno sviluppando qui sulla Terra, siamo stati già rumorosi in passato. Molti segnali TV e radio stanno viaggiando ora nello spazio. Ora, mentre ci spostiamo verso la comunicazione in fibra ottica o via satellite la dispersione nel cosmo è minore.
Così, se un civiltà avanzata è alla ricerca di un segnale ha effettivamente una breve finestra di tempo per farlo, a prescindere dalla crittografia.
Il segnale radio non è l'unico modo per trovare agli alieni, sebbene rimanga il più economico e più promettente al momento.
Ci sono esperimenti SETI che cercando la luce nello spettro visibile o con gli infrarossi ma sono messaggi molti "costosi e problematici".
La luce svanisce anche su distanze più brevi rispetto onde radio oscurate dalla polvere interplanetaria.
Ad oggi l'unico vero segnale potenzialmente alieno rimane il famoso segnale Wow! che passò allo storia come l’appunto accanto a una sequenza di numeri e frequenze, scritto di getto in un giorno d’estate il 15 agosto 1977 da Jerry R.Ehman, mentre lavorava proprio per il SETI con il radiotelescopio Big Ear dell'Università dell’Ohio.
Il segnale non solo aveva avuto una durata anomala, 72 secondi, ma possedeva le caratteristiche previste un ventennio prima da altri due ricercatori, Giuseppe Cocconi e Philip Morrison: il valore di 1420 Mhz corrispondeva infatti alla radiazione dell’idrogeno, l’elemento più comune nel cosmo, e quindi da un logico punto di vista il messaggio universale per antonomasia, quello che qualunque mente può concepire come l’alfa e l’omega.
Per contribuire alla ricerca alieni: SETI@HOME
giovedì 10 aprile 2014
Teorie Del Complotto: Tutti I Links (Alieni, Area 51, Signoraggio, Scie Chimiche, Bildenberg, etc)
Per Teoria Del Complotto (o della cospirazione) ci si riferisce ad una teoria che attribuisce la causa prima di un evento o di una catena di eventi a un complotto o una cospirazione sovvertendo spesso il senso comune o la verità comunemente accettata.
Si tratta di una definizione che ha origine nella cultura americana e che negli anni recenti si è diffusa in varie parti del mondo per fare riferimento a un'ampia classe di costruzioni ipotetiche tra realtà e fantasia.
Dagli Ufo dell'Area 51, passando per il Signoraggio Bancario, le Scie Chimiche, la Seconda Guerra Mondiale, I Bildenberg che comanderebbero il mondo, lo sbarco sulla Luna, gli Alieni a capo del Governo, le Logge Massoniche Segrete, il controllo della Mente e tanto altro ancora.
Per tutti questi argomenti vorrei segnalarvi qualche link interessante:
Tutti gli avvistamenti UFO: UfoStalker
Idem come sopra: Ufo World Sightings
Signoraggio Bancario: Signoraggio Bancario
Vari: Acam , Segreti e Misteri , Unknown.it , Coscienza Universale
Si tratta di una definizione che ha origine nella cultura americana e che negli anni recenti si è diffusa in varie parti del mondo per fare riferimento a un'ampia classe di costruzioni ipotetiche tra realtà e fantasia.
Dagli Ufo dell'Area 51, passando per il Signoraggio Bancario, le Scie Chimiche, la Seconda Guerra Mondiale, I Bildenberg che comanderebbero il mondo, lo sbarco sulla Luna, gli Alieni a capo del Governo, le Logge Massoniche Segrete, il controllo della Mente e tanto altro ancora.
Per tutti questi argomenti vorrei segnalarvi qualche link interessante:
Tutti gli avvistamenti UFO: UfoStalker
Idem come sopra: Ufo World Sightings
Signoraggio Bancario: Signoraggio Bancario
Vari: Acam , Segreti e Misteri , Unknown.it , Coscienza Universale
mercoledì 30 ottobre 2013
Analisi Dei Segnali Radio Da SETI
Di SETI ne avevo già parlato in questi due articoli: SETI e SETI@Home.
Il progetto ad oggi non ha raggiunto lo scopo di trovare intelligenze extra terrestri(o almeno non ha trovato "certezze" o comunque evidenza significative), ha però provato alla comunità scientifica che i progetti di calcolo distribuito possono essere accolti come valido strumento di analisi, che spesso batte i più grandi supercomputer. Tuttavia, non è stato ancora dimostrato che l'ordine di grandezza in eccesso dei computer utilizzati, molti fuori casa, abbia giovato scientificamente al progetto.
http://setiathome.ssl.berkeley.edu/
LE ANALISI
Secondo le analisi effettuate dal programma Seti (Search for Extra-Terrestrial Intelligence), è improbabile la presenza di vita intelligente nella Via Lattea.
Meno di un milione sono i sistemi solari adatti ad ospitare una civiltà abbastanza avanzata da inviare segnali radio nel cosmo.
Un gruppo di ricerca di cui fa parte anche il famoso cacciatore di alieni Jill Tarter ha esaminato decine di sistemi con stelle e pianeti cercando eventuali segnali radio provenienti da civiltà aliene.
Ma non hanno mai trovato nulla.
"Non abbiamo trovato segnali di origine extraterrestre", dicono i ricercatori nello studio.
Il team ha selezionato 86 stelle utilizzando i dati del telescopio della Nasa Kepler, da tempo a caccia di pianeti abitabili, e ha anche osservato 19 stelle che casualmente erano finite nel campo di ricerca.
Kepler ha trovato 2.740 pianeti abitabili, ma gli astronomi hanno limitato la loro ricerca alle stelle che ospitano cinque o sei candidati, alcuni dei quali risiedono all'interno della zona abitabile, ossia alla distanze dalla stella dov'è possibile trovare acqua allo stato liquido.
Le stelle selezionate sono distanti da 1.000 a 1.500 anni luce dalla Terra.
SEGNALI RADIO E LA COSTELLAZIONE DEL CIGNO
I segnali radio potrebbero fornire una possibile indicazione di vita intelligente dato che gli esseri umani generano tali segnali qui sulla Terra.
Utilizzando il Robert C. Byrd Green Bank Telescope in West Virginia, il team ha sondato ogni sistema stellare per cinque minuti tra febbraio e aprile del 2011.
La ricerca di intelligenza extraterrestre era stata interrotta lo scorso anno per mancanza di fondi.
Ma, all'inizio di dicembre del 2011, un esercito di 42 radio telescopi, noti come Allen Telescope Array, pare abbia rilevato dei segnali provenienti di stella in stella nella costellazione del Cigno.
L'interesse scientifico si riaccese subito.
Quantomeno per le intercettazioni radio che si sono avute a Lassen Peak, ossia il luogo dove i radio-telescopi sono situati.
Forme di vita avanzata potrebbero essere molto rare nel cosmo, sostiene Geoffrey W. Marcy, professore di Ricerca di forme di vita extraterrestre presso l'Università della California.
"Ma sicuramente sono là fuori, da qualche parte, perché il numero di pianeti simili alla Terra all'interno della Via Lattea è decisamente molto alta", aggiunge Marcy.
Secondo lo scienziato, inoltre, basterebbe un segnale, un suono o un'incomprensibile sequela di numeri senza apparente significato, catturato da almeno una delle antenne dell'Hat Creek Radio Observatory dell'Università di Berkeley, a porre fine alla nostra solitudine nell'universo.
Cambierebbe il consueto svolgersi della storia.
Dopo anni di predominio nello spazio di sonde e di miliardi di dollari della NASA spesi nella causa della ricerca di forme di vita aliena, la conclusione è sempre e solo quella: l'unica forma di vita finora conosciuta è il DNA.
Gli scienziati hanno esaminato i pianeti in una gamma di frequenza compresa tra 1,1 e 1,9 Ghz.
Queste ultime sono le frequenze in cui idrogeno e idrossile (entrambi i componenti dell'acqua) emettono segnali rilevabili dai radiotelescopi.
Sulla base dei loro risultati, i ricercatori hanno calcolato che meno di una stella su un milione di stelle nella Via Lattea potrebbe avere attorno pianeti abitati da una civiltà abbastanza avanzata da saper inviare segnali rilevabili.
Tuttavia secondo gli scienziati del programma SETI ci potrebbero essere ancora milioni di civiltà in attesa di essere trovate dato sono miliardi i pianeti simili alla Terra nella nostra galassia.
L'augurio dei ricercatori è che in futuro, radiotelescopi più sensibili, come lo Square Kilometer Array, potrebbero essere in grado di trovare segnali anche più deboli rispetto a quelli che l'uomo è in grado di rilevare ora.
Il progetto ad oggi non ha raggiunto lo scopo di trovare intelligenze extra terrestri(o almeno non ha trovato "certezze" o comunque evidenza significative), ha però provato alla comunità scientifica che i progetti di calcolo distribuito possono essere accolti come valido strumento di analisi, che spesso batte i più grandi supercomputer. Tuttavia, non è stato ancora dimostrato che l'ordine di grandezza in eccesso dei computer utilizzati, molti fuori casa, abbia giovato scientificamente al progetto.
http://setiathome.ssl.berkeley.edu/
LE ANALISI
Secondo le analisi effettuate dal programma Seti (Search for Extra-Terrestrial Intelligence), è improbabile la presenza di vita intelligente nella Via Lattea.
Meno di un milione sono i sistemi solari adatti ad ospitare una civiltà abbastanza avanzata da inviare segnali radio nel cosmo.
Un gruppo di ricerca di cui fa parte anche il famoso cacciatore di alieni Jill Tarter ha esaminato decine di sistemi con stelle e pianeti cercando eventuali segnali radio provenienti da civiltà aliene.
Ma non hanno mai trovato nulla.
"Non abbiamo trovato segnali di origine extraterrestre", dicono i ricercatori nello studio.
Il team ha selezionato 86 stelle utilizzando i dati del telescopio della Nasa Kepler, da tempo a caccia di pianeti abitabili, e ha anche osservato 19 stelle che casualmente erano finite nel campo di ricerca.
Kepler ha trovato 2.740 pianeti abitabili, ma gli astronomi hanno limitato la loro ricerca alle stelle che ospitano cinque o sei candidati, alcuni dei quali risiedono all'interno della zona abitabile, ossia alla distanze dalla stella dov'è possibile trovare acqua allo stato liquido.
Le stelle selezionate sono distanti da 1.000 a 1.500 anni luce dalla Terra.
SEGNALI RADIO E LA COSTELLAZIONE DEL CIGNO
I segnali radio potrebbero fornire una possibile indicazione di vita intelligente dato che gli esseri umani generano tali segnali qui sulla Terra.
Utilizzando il Robert C. Byrd Green Bank Telescope in West Virginia, il team ha sondato ogni sistema stellare per cinque minuti tra febbraio e aprile del 2011.
La ricerca di intelligenza extraterrestre era stata interrotta lo scorso anno per mancanza di fondi.
Ma, all'inizio di dicembre del 2011, un esercito di 42 radio telescopi, noti come Allen Telescope Array, pare abbia rilevato dei segnali provenienti di stella in stella nella costellazione del Cigno.
L'interesse scientifico si riaccese subito.
Quantomeno per le intercettazioni radio che si sono avute a Lassen Peak, ossia il luogo dove i radio-telescopi sono situati.
Forme di vita avanzata potrebbero essere molto rare nel cosmo, sostiene Geoffrey W. Marcy, professore di Ricerca di forme di vita extraterrestre presso l'Università della California.
"Ma sicuramente sono là fuori, da qualche parte, perché il numero di pianeti simili alla Terra all'interno della Via Lattea è decisamente molto alta", aggiunge Marcy.
Secondo lo scienziato, inoltre, basterebbe un segnale, un suono o un'incomprensibile sequela di numeri senza apparente significato, catturato da almeno una delle antenne dell'Hat Creek Radio Observatory dell'Università di Berkeley, a porre fine alla nostra solitudine nell'universo.
Cambierebbe il consueto svolgersi della storia.
Dopo anni di predominio nello spazio di sonde e di miliardi di dollari della NASA spesi nella causa della ricerca di forme di vita aliena, la conclusione è sempre e solo quella: l'unica forma di vita finora conosciuta è il DNA.
Gli scienziati hanno esaminato i pianeti in una gamma di frequenza compresa tra 1,1 e 1,9 Ghz.
Queste ultime sono le frequenze in cui idrogeno e idrossile (entrambi i componenti dell'acqua) emettono segnali rilevabili dai radiotelescopi.
Sulla base dei loro risultati, i ricercatori hanno calcolato che meno di una stella su un milione di stelle nella Via Lattea potrebbe avere attorno pianeti abitati da una civiltà abbastanza avanzata da saper inviare segnali rilevabili.
Tuttavia secondo gli scienziati del programma SETI ci potrebbero essere ancora milioni di civiltà in attesa di essere trovate dato sono miliardi i pianeti simili alla Terra nella nostra galassia.
L'augurio dei ricercatori è che in futuro, radiotelescopi più sensibili, come lo Square Kilometer Array, potrebbero essere in grado di trovare segnali anche più deboli rispetto a quelli che l'uomo è in grado di rilevare ora.
Come Funziona SETI@Home
SETI@home è un software o meglio un progetto di calcolo volontario che utilizza i computer connessi ad internet per i suoi "scopi".
Esso è ospitato dalla Space Sciences Laboratory all'Università della California, Berkeley, negli Stati Uniti. SETI è l'acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence e il suo scopo è analizzare segnali radio in cerca di segni di intelligenze extraterrestri.
Il software SETI@home è stato rilasciato al pubblico il 17 maggio 1999.
In passato è stato il progetto di calcolo distribuito con il maggior numero di partecipanti ed è stato riconosciuto dal Guinness dei primati come il più grande calcolo nella storia.
OBIETTIVI DI SETI
I due obiettivi di SETI@home sono:
1) Svolgere un'utile ricerca scientifica per rilevare vita intelligente al di fuori di Terra.
2) Dimostrare la fattibilità e la praticabilità del concetto di calcolo volontario.
Il secondo di questi obiettivi è considerato raggiunto.
Il primo di questi obiettivi invece, attualmente, non è stato raggiunto: nessun evidente segnale di vita intelligente extra terrestre è stato rilevato tramite SETI@home.
Tuttavia l'analisi osservazionale è tuttora in corso.
COME FUNZIONA
SETI@home ricerca possibili prove di trasmissioni radio da intelligenze extraterrestri utilizzando i dati di osservazione del radiotelescopio di Arecibo.
I dati vengono raccolti, poi digitalizzati, immagazzinati ed inviati ai server di SETI@home.
Successivamente vengono divisi in piccoli pezzi in frequenza e tempo, ed analizzati grazie al software per cercare i segnali (cioè le variazioni di segnale che non possono essere attribuite al rumore e che contengono informazioni).
Il punto cruciale di SETI@home è di far analizzare ogni blocco di dati, tra i milioni di blocchi risultanti, dai computer dei volontari e poi avere indietro il risultato dell'analisi.
In questo modo, quello che sembra un problema molto oneroso in termini di analisi dei dati è ridotto al minimo grazie ad una grande comunità di volontari.
Infatti chiunque con un computer connesso ad internet può partecipare a SETI@home eseguendo un software gratuito che scarica ed analizza dati proveniente dal radio telescopio. I dati di osservazioni sono memorizzati su nastri da 36 Gigabyte nell'osservatorio di Arecibo a Puerto Rico, ciascuno dei quali contiene 15.5 ore di osservazioni le quali poi sono spedite a Berkeley. Arecibo non possiede una connessione a banda larga, quindi i dati devono essere prima spediti per posta a Berkeley. Una volta lì, sono divisi in entrambi i domini del tempo e della frequenza in unità di lavoro da 107 secondi di dati, o approssimativamente 0.35 MB, che si sovrappongono nel tempo. Queste unità di lavoro vengono poi inviate dai server di SETI@home tramite internet ai personal computer sparsi nel mondo per essere analizzate.
Il software di calcolo distribuito di SETI@home può essere eseguito sia come screensaver sia continuamente mentre l'utente è a lavoro, utilizzando la potenza di elaborazione che altrimenti sarebbe inutilizzata.
LE PRIME VERSIONI
La prima piattaforma software, ora denominata “SETI@home Classic” è stata utilizzata dal 17 maggio 1999 al 15 dicembre 2005.
Questo programma consentiva di eseguire solo SETI@home.
In seguito fu sostituito da Berkeley Open Infrastructure for Network Computing (BOINC), il quale permette agli utenti di contribuire anche ad altri progetti di calcolo distribuito contemporaneamente all'esecuzione di SETI@home. L'interruzione dell'uso della piattaforma SETI@home Classic ha reso inadatti alla partecipazione al progetto i computer Macintosh più vecchi che usano versioni pre-Mac OS X come sistema operativo.
Il 3 maggio 2006 sono state rilasciate nuove unità di lavoro per una nuova versione di SETI@home chiamata “SETI@home Enhanced”.
Questa nuova applicazione è stata ottimizzata per essere più veloce su alcune unità di lavoro rispetto a versioni precedenti.
Inoltre, alcune distribuzioni delle applicazioni di SETI@home sono state ottimizzate per particolari tipi di CPU.
I risultati dell'elaborazione dati sono normalmente trasmessi automaticamente quando il computer è riconnesso ad internet; può essere anche impostato che si connetta ad internet quando ne ha bisogno. Un secondo software adottato dal progetto è Astropulse, utilizzato per rilevare altre sorgenti come pulsar ad alte velocità di rotazione, esplosioni primordiali di buchi neri o fenomeni astrofisici non ancora conosciuti.
La distribuzione delle unità di lavoro che utilizzano Astropulse è iniziata a metà luglio 2008 per i computer con maggiore capacità di calcolo.
STATISTICHE
Con più di 5.2 milioni di partecipanti in tutto il mondo, SETI@home si attesta come il progetto di calcolo distribuito con attualmente più partecipanti.
Dal suo lancio il 17 maggio 1999, il progetto ha sviluppato oltre 2 milioni di anni di tempo di elaborazione.
Come detto in precedenza è riconosciuta dal Guinness World Records come il più grande calcolo nella storia. Con più di 278.832 computer attivi in 234 paesi, al 17 novembre 2009 SETI@home ha la capacità di calcolo di 769 TeraFLOPS.
Come confronto, Cray Jaguar, il quale al 26 settembre 2009 è il supercomputer più veloce al mondo, raggiunge 2331 TeraFLOPS.
Se vuoi saperne di più su SETI: Come Ricercare Segnali Alieni (Software SETI)
Per i risultati dei segnali: Segnali Radio da SETI
Per il metodo utilizzato: BOINC, Il Gridcoin e I Software Di Calcolo Distribuito (Proof Of Research)
Esso è ospitato dalla Space Sciences Laboratory all'Università della California, Berkeley, negli Stati Uniti. SETI è l'acronimo di Search for Extra-Terrestrial Intelligence e il suo scopo è analizzare segnali radio in cerca di segni di intelligenze extraterrestri.
Il software SETI@home è stato rilasciato al pubblico il 17 maggio 1999.
In passato è stato il progetto di calcolo distribuito con il maggior numero di partecipanti ed è stato riconosciuto dal Guinness dei primati come il più grande calcolo nella storia.
OBIETTIVI DI SETI
I due obiettivi di SETI@home sono:
1) Svolgere un'utile ricerca scientifica per rilevare vita intelligente al di fuori di Terra.
2) Dimostrare la fattibilità e la praticabilità del concetto di calcolo volontario.
Il secondo di questi obiettivi è considerato raggiunto.
Il primo di questi obiettivi invece, attualmente, non è stato raggiunto: nessun evidente segnale di vita intelligente extra terrestre è stato rilevato tramite SETI@home.
Tuttavia l'analisi osservazionale è tuttora in corso.
COME FUNZIONA
SETI@home ricerca possibili prove di trasmissioni radio da intelligenze extraterrestri utilizzando i dati di osservazione del radiotelescopio di Arecibo.
I dati vengono raccolti, poi digitalizzati, immagazzinati ed inviati ai server di SETI@home.
Successivamente vengono divisi in piccoli pezzi in frequenza e tempo, ed analizzati grazie al software per cercare i segnali (cioè le variazioni di segnale che non possono essere attribuite al rumore e che contengono informazioni).
Il punto cruciale di SETI@home è di far analizzare ogni blocco di dati, tra i milioni di blocchi risultanti, dai computer dei volontari e poi avere indietro il risultato dell'analisi.
In questo modo, quello che sembra un problema molto oneroso in termini di analisi dei dati è ridotto al minimo grazie ad una grande comunità di volontari.
Infatti chiunque con un computer connesso ad internet può partecipare a SETI@home eseguendo un software gratuito che scarica ed analizza dati proveniente dal radio telescopio. I dati di osservazioni sono memorizzati su nastri da 36 Gigabyte nell'osservatorio di Arecibo a Puerto Rico, ciascuno dei quali contiene 15.5 ore di osservazioni le quali poi sono spedite a Berkeley. Arecibo non possiede una connessione a banda larga, quindi i dati devono essere prima spediti per posta a Berkeley. Una volta lì, sono divisi in entrambi i domini del tempo e della frequenza in unità di lavoro da 107 secondi di dati, o approssimativamente 0.35 MB, che si sovrappongono nel tempo. Queste unità di lavoro vengono poi inviate dai server di SETI@home tramite internet ai personal computer sparsi nel mondo per essere analizzate.
Il software di calcolo distribuito di SETI@home può essere eseguito sia come screensaver sia continuamente mentre l'utente è a lavoro, utilizzando la potenza di elaborazione che altrimenti sarebbe inutilizzata.
LE PRIME VERSIONI
La prima piattaforma software, ora denominata “SETI@home Classic” è stata utilizzata dal 17 maggio 1999 al 15 dicembre 2005.
Questo programma consentiva di eseguire solo SETI@home.
In seguito fu sostituito da Berkeley Open Infrastructure for Network Computing (BOINC), il quale permette agli utenti di contribuire anche ad altri progetti di calcolo distribuito contemporaneamente all'esecuzione di SETI@home. L'interruzione dell'uso della piattaforma SETI@home Classic ha reso inadatti alla partecipazione al progetto i computer Macintosh più vecchi che usano versioni pre-Mac OS X come sistema operativo.
Il 3 maggio 2006 sono state rilasciate nuove unità di lavoro per una nuova versione di SETI@home chiamata “SETI@home Enhanced”.
Questa nuova applicazione è stata ottimizzata per essere più veloce su alcune unità di lavoro rispetto a versioni precedenti.
Inoltre, alcune distribuzioni delle applicazioni di SETI@home sono state ottimizzate per particolari tipi di CPU.
I risultati dell'elaborazione dati sono normalmente trasmessi automaticamente quando il computer è riconnesso ad internet; può essere anche impostato che si connetta ad internet quando ne ha bisogno. Un secondo software adottato dal progetto è Astropulse, utilizzato per rilevare altre sorgenti come pulsar ad alte velocità di rotazione, esplosioni primordiali di buchi neri o fenomeni astrofisici non ancora conosciuti.
La distribuzione delle unità di lavoro che utilizzano Astropulse è iniziata a metà luglio 2008 per i computer con maggiore capacità di calcolo.
STATISTICHE
Con più di 5.2 milioni di partecipanti in tutto il mondo, SETI@home si attesta come il progetto di calcolo distribuito con attualmente più partecipanti.
Dal suo lancio il 17 maggio 1999, il progetto ha sviluppato oltre 2 milioni di anni di tempo di elaborazione.
Come detto in precedenza è riconosciuta dal Guinness World Records come il più grande calcolo nella storia. Con più di 278.832 computer attivi in 234 paesi, al 17 novembre 2009 SETI@home ha la capacità di calcolo di 769 TeraFLOPS.
Come confronto, Cray Jaguar, il quale al 26 settembre 2009 è il supercomputer più veloce al mondo, raggiunge 2331 TeraFLOPS.
Se vuoi saperne di più su SETI: Come Ricercare Segnali Alieni (Software SETI)
Per i risultati dei segnali: Segnali Radio da SETI
Per il metodo utilizzato: BOINC, Il Gridcoin e I Software Di Calcolo Distribuito (Proof Of Research)
Come Ricercare Segnali Alieni (Software SETI)
SETI, ovvero "Search For Extra-Terrestrial Intelligence" (Ricerca di Intelligenza Extraterrestre), è un programma dedicato alla ricerca della vita intelligente extraterrestre, abbastanza evoluta da poter inviare segnali radio nel cosmo.
Il programma si occupa anche di inviare segnali della nostra presenza ad eventuali altre civiltà in grado di captarli.
Il SETI Institute è nato ufficialmente nel 1974.
La sede centrale è negli USA, a Mountain View, in California.
Qui trovate il sito ufficiale: SETI
IL PROGETTO
SETI è un progetto estremamente complesso: la nostra galassia, la Via Lattea, è grande 100.000 anni luce e ha una massa compresa fra i cento e i duecento miliardi di masse solari.
Considerando che la dimensione media delle stelle è di 0.5 masse solari, essa potrebbe contenere anche oltre trecento miliardi di stelle: per questo, scandagliare l'intero cielo alla ricerca di un segnale distante e debole è un compito quasi impossibile.
Infatti la fisica esclude la possibilità di viaggi a velocità superiori a quelle della luce (circa 300000 km/s), e questo mette una pesante ipoteca sulla possibilità, anche futura, di viaggi al di fuori del sistema solare. La durata del viaggio imporrebbe non la partenza di un individuo ma di una comunità in grado di autosostenersi e di riprodursi: sarebbe una missione senza ritorno e senza alcuna possibilità di soccorso da parte della terra.
Assumendo che le stelle distino in media l'una dall'altra circa dieci anni luce, che un viaggio interstellare possa essere condotto muovendosi ad una velocità pari al 10% di quella della luce, che ci vogliano quattro secoli affinché una colonia interstellare possa crescere fino al punto da lanciare a sua volta due nuove missioni interstellari, risulterebbe che il numero di colonie interstellari fondate da questa civiltà avanzata dovrebbe raddoppiare ogni 500 anni.
RETE DI COMUNICAZIONE INTERSTELLARE
Timothy Ferris ha ipotizzato che se le civiltà galattiche fossero transitorie, allora dovrebbe esistere una rete di comunicazioni interstellari che consiste principalmente di sistemi automatici che raccolgono le conoscenze di civiltà estinte e le ritrasmettono attraverso la galassia. Ferris l'ha definita una "internet interstellare" con i vari sistemi automatici a fungere da server.
Ferris aggiunge che se tale rete esiste, le comunicazioni tra i server devono principalmente avvenire tramite segnali radio o laser a banda stretta ed elevata direzionalità.
Intercettare tali segnali è, come visto in precedenza, molto difficile, tuttavia la rete potrebbe mantenere alcuni nodi ad ampia trasmissione (broadcast) nella speranza di raccogliere segnali di altre civiltà. L'internet interstellare potrebbe già esistere lì fuori, in attesa che noi escogitiamo il modo di collegarci ad essa. Tuttavia, l'idea che nella nostra galassia esista una sorta di "internet interstellare" non deve farci credere in modo assoluto che le comunicazioni tra server e client avvengano utilizzando mezzi già conosciuti dalla nostra civiltà. La fisica trasmissiva rilevata nei quark e nelle particelle-Z (Barioni) potrebbe essere un'alternativa valida per la trasmissione quasi-istantanea delle informazioni tra sistemi stellari differenti, superando il limite cosmico rappresentato dalla velocità-limite della luce e degli effetti relativistici ad esso correlati. Ad oggi la nostra tecnologia non è ancora in grado di capire a fondo i principi di trasmissione legati all'entanglemet. I prossimi anni e le ricerche del CERN a Ginevra e del sincrotrone KKK in Giappone porteranno forse a qualche risultato in più.
SETI ATTIVO
Il SETI attivo è il tentativo di inviare messaggi ad extraterrestri intelligenti.
Generalmente questi messaggi vengono inviati sotto forma di segnali radio, ma vengono considerati forme di SETI attivo anche messaggi fisici come la targa applicata sulle Pioneer 10 e 11 o il Voyager Golden Record. Il SETI attivo è noto anche come METI (Messaging to Extra-Terrestrial Intelligence) e si contrappone al SETI passivo, che si limita a ricercare segnali extraterrestri senza alcun tentativo di spedirli.
I messaggi inviati verso lo spazio avevano come obiettivi stelle distanti tra i 32 e i 69 anni luce dalla Terra. Fa eccezione il Messaggio di Arecibo, inviato verso l'ammasso globulare M13, distante circa 24000 anni luce.
Alcuni, tra cui il fisico e scrittore di fantascienza David Brin, hanno criticato pesantemente il SETI attivo in quanto, non potendo conoscere a priori le intenzioni e le conoscenze tecnologiche degli eventuali extraterrestri che riceveranno il messaggio, si rischia di mettere in pericolo il nostro pianeta rivelandone la posizione.
IL SEGNALE WOW! (1977)
Il segnale Wow! è un forte segnale radio a banda stretta che venne rilevato da Ehman il 15 agosto 1977 lavorando al progetto SETI con il radiotelescopio Big Ear dell'Università dello Stato di Ohio.
Il segnale non proveniva dalla Terra o dal Sistema Solare.
Esso durò 72 secondi e non venne mai più rilevato.
Anche noi umani quando inviammo un segnale verso lo spazio nel 1974, lo facemmo una sola volta (il famoso segnale trasmesso dal radiotelescopio di Arecibo, spedito verso l'Ammasso Globulare di Ercole, che si trova a 25.000 anni luce, messaggio contenente una codifica lineare di un messaggio bidimensionale, dove si vedono segnali matematici, un radiotelescopio, un uomo stilizzato e la spirale del DNA).
Ehman, controllando i tabulati stampati dai computer del radiotelescopio, stupito dall'evidente origine interstellare del segnale, lo cerchiò sulla stampa e scrisse a fianco il commento "Wow!" da lì il nome.
Frank Drake, per spiegare come mai il segnale non sia mai più stato rilevato, suppose che esso fosse stato inviato da una civiltà tecnologicamente avanzata che intendeva comunicare con altre civiltà del cosmo.
Per farlo avrebbe potuto inviare un segnale in tutte le direzioni, ma questo avrebbe comportato spendere una gran quantità di energia per creare un segnale relativamente debole e non rilevabile a grandi distanze. Focalizzando la stessa quantità di energia in un fascio più stretto, avrebbero potuto invece illuminare il proprio obiettivo con un segnale molto più intenso e captabile da grandi distanze.
Ciò avrebbe fatto sì che gli eventuali ascoltatori ricevessero il segnale solamente per pochi minuti.
ALTRI SEGNALI NON NATURALI (2011)
Tra gennaio e febbraio 2011 SETI segnala la ricezione di 2 segnali "non naturali" e "di probabile origine extraterrestre", puntando le antenne su 50 pianeti scoperti pochi mesi prima dalla missione Missione Kepler.
SETI continuò ad osservare quella regione di cielo su altre frequenze radio non ottenendo più nulla.
Enrico Fermi osservò nel 1950 che se ci fosse una civiltà interstellare la sua presenza ci sarebbe evidente.
Data l'assenza di segnali osservabili, nonché la mancanza di ogni prova definitiva di una visita di civiltà aliene su questo pianeta, Fermi concludeva che una tale civiltà interstellare non esiste.
I risultati fin qui negativi pongono limiti sulla prossimità di certe "classi" di civiltà aliene, dove con il termine classe si fa riferimento alla cosiddetta scala di Kardašev.
In questa classificazione, una civiltà è detta di "tipo I" se è in grado di sfruttare l'energia solare che cade su un pianeta di tipo terrestre per produrre un segnale interstellare, una di "tipo II" è in grado di utilizzare l'energia di un'intera stella, una di "tipo III" è in grado di fare uso di una galassia intera.
Valori intermedi vengono assegnati tramite una scala logaritmica.
Assumendo che una civiltà aliena stia effettivamente trasmettendo un segnale che noi siamo in grado di ricevere, le ricerche finora eseguite escludono la presenza di una civiltà di "tipo I" nel raggio di 1.000 anni luce, benché possano esistere molte civiltà paragonabili alla nostra entro poche centinaia di anni luce che sono rimaste inosservate.
Un'analisi analoga dimostra che non ci sono nella nostra galassia civiltà di "tipo II" osservabili.
Nei primi anni di SETI i ricercatori supponevano che tali civiltà avanzate fossero comuni nella nostra galassia.
Se vuoi partecipare anche tu al progetto SETI, leggi questo articolo: Come Funzione SETI@HOME
Per i risultati dei segnali: Segnali Radio da SETI
Per saperne di più su come funziona questa tecnologia: BOINC, Il Gridcoin e I Software Di Calcolo Distribuito (Proof Of Research)
Il programma si occupa anche di inviare segnali della nostra presenza ad eventuali altre civiltà in grado di captarli.
Il SETI Institute è nato ufficialmente nel 1974.
La sede centrale è negli USA, a Mountain View, in California.
Qui trovate il sito ufficiale: SETI
IL PROGETTO
SETI è un progetto estremamente complesso: la nostra galassia, la Via Lattea, è grande 100.000 anni luce e ha una massa compresa fra i cento e i duecento miliardi di masse solari.
Considerando che la dimensione media delle stelle è di 0.5 masse solari, essa potrebbe contenere anche oltre trecento miliardi di stelle: per questo, scandagliare l'intero cielo alla ricerca di un segnale distante e debole è un compito quasi impossibile.
Infatti la fisica esclude la possibilità di viaggi a velocità superiori a quelle della luce (circa 300000 km/s), e questo mette una pesante ipoteca sulla possibilità, anche futura, di viaggi al di fuori del sistema solare. La durata del viaggio imporrebbe non la partenza di un individuo ma di una comunità in grado di autosostenersi e di riprodursi: sarebbe una missione senza ritorno e senza alcuna possibilità di soccorso da parte della terra.
Assumendo che le stelle distino in media l'una dall'altra circa dieci anni luce, che un viaggio interstellare possa essere condotto muovendosi ad una velocità pari al 10% di quella della luce, che ci vogliano quattro secoli affinché una colonia interstellare possa crescere fino al punto da lanciare a sua volta due nuove missioni interstellari, risulterebbe che il numero di colonie interstellari fondate da questa civiltà avanzata dovrebbe raddoppiare ogni 500 anni.
RETE DI COMUNICAZIONE INTERSTELLARE
Timothy Ferris ha ipotizzato che se le civiltà galattiche fossero transitorie, allora dovrebbe esistere una rete di comunicazioni interstellari che consiste principalmente di sistemi automatici che raccolgono le conoscenze di civiltà estinte e le ritrasmettono attraverso la galassia. Ferris l'ha definita una "internet interstellare" con i vari sistemi automatici a fungere da server.
Ferris aggiunge che se tale rete esiste, le comunicazioni tra i server devono principalmente avvenire tramite segnali radio o laser a banda stretta ed elevata direzionalità.
Intercettare tali segnali è, come visto in precedenza, molto difficile, tuttavia la rete potrebbe mantenere alcuni nodi ad ampia trasmissione (broadcast) nella speranza di raccogliere segnali di altre civiltà. L'internet interstellare potrebbe già esistere lì fuori, in attesa che noi escogitiamo il modo di collegarci ad essa. Tuttavia, l'idea che nella nostra galassia esista una sorta di "internet interstellare" non deve farci credere in modo assoluto che le comunicazioni tra server e client avvengano utilizzando mezzi già conosciuti dalla nostra civiltà. La fisica trasmissiva rilevata nei quark e nelle particelle-Z (Barioni) potrebbe essere un'alternativa valida per la trasmissione quasi-istantanea delle informazioni tra sistemi stellari differenti, superando il limite cosmico rappresentato dalla velocità-limite della luce e degli effetti relativistici ad esso correlati. Ad oggi la nostra tecnologia non è ancora in grado di capire a fondo i principi di trasmissione legati all'entanglemet. I prossimi anni e le ricerche del CERN a Ginevra e del sincrotrone KKK in Giappone porteranno forse a qualche risultato in più.
SETI ATTIVO
Il SETI attivo è il tentativo di inviare messaggi ad extraterrestri intelligenti.
Generalmente questi messaggi vengono inviati sotto forma di segnali radio, ma vengono considerati forme di SETI attivo anche messaggi fisici come la targa applicata sulle Pioneer 10 e 11 o il Voyager Golden Record. Il SETI attivo è noto anche come METI (Messaging to Extra-Terrestrial Intelligence) e si contrappone al SETI passivo, che si limita a ricercare segnali extraterrestri senza alcun tentativo di spedirli.
I messaggi inviati verso lo spazio avevano come obiettivi stelle distanti tra i 32 e i 69 anni luce dalla Terra. Fa eccezione il Messaggio di Arecibo, inviato verso l'ammasso globulare M13, distante circa 24000 anni luce.
Alcuni, tra cui il fisico e scrittore di fantascienza David Brin, hanno criticato pesantemente il SETI attivo in quanto, non potendo conoscere a priori le intenzioni e le conoscenze tecnologiche degli eventuali extraterrestri che riceveranno il messaggio, si rischia di mettere in pericolo il nostro pianeta rivelandone la posizione.
IL SEGNALE WOW! (1977)
Il segnale Wow! è un forte segnale radio a banda stretta che venne rilevato da Ehman il 15 agosto 1977 lavorando al progetto SETI con il radiotelescopio Big Ear dell'Università dello Stato di Ohio.
Il segnale non proveniva dalla Terra o dal Sistema Solare.
Esso durò 72 secondi e non venne mai più rilevato.
Anche noi umani quando inviammo un segnale verso lo spazio nel 1974, lo facemmo una sola volta (il famoso segnale trasmesso dal radiotelescopio di Arecibo, spedito verso l'Ammasso Globulare di Ercole, che si trova a 25.000 anni luce, messaggio contenente una codifica lineare di un messaggio bidimensionale, dove si vedono segnali matematici, un radiotelescopio, un uomo stilizzato e la spirale del DNA).
Ehman, controllando i tabulati stampati dai computer del radiotelescopio, stupito dall'evidente origine interstellare del segnale, lo cerchiò sulla stampa e scrisse a fianco il commento "Wow!" da lì il nome.
Frank Drake, per spiegare come mai il segnale non sia mai più stato rilevato, suppose che esso fosse stato inviato da una civiltà tecnologicamente avanzata che intendeva comunicare con altre civiltà del cosmo.
Per farlo avrebbe potuto inviare un segnale in tutte le direzioni, ma questo avrebbe comportato spendere una gran quantità di energia per creare un segnale relativamente debole e non rilevabile a grandi distanze. Focalizzando la stessa quantità di energia in un fascio più stretto, avrebbero potuto invece illuminare il proprio obiettivo con un segnale molto più intenso e captabile da grandi distanze.
Ciò avrebbe fatto sì che gli eventuali ascoltatori ricevessero il segnale solamente per pochi minuti.
ALTRI SEGNALI NON NATURALI (2011)
Tra gennaio e febbraio 2011 SETI segnala la ricezione di 2 segnali "non naturali" e "di probabile origine extraterrestre", puntando le antenne su 50 pianeti scoperti pochi mesi prima dalla missione Missione Kepler.
SETI continuò ad osservare quella regione di cielo su altre frequenze radio non ottenendo più nulla.
Enrico Fermi osservò nel 1950 che se ci fosse una civiltà interstellare la sua presenza ci sarebbe evidente.
Data l'assenza di segnali osservabili, nonché la mancanza di ogni prova definitiva di una visita di civiltà aliene su questo pianeta, Fermi concludeva che una tale civiltà interstellare non esiste.
I risultati fin qui negativi pongono limiti sulla prossimità di certe "classi" di civiltà aliene, dove con il termine classe si fa riferimento alla cosiddetta scala di Kardašev.
In questa classificazione, una civiltà è detta di "tipo I" se è in grado di sfruttare l'energia solare che cade su un pianeta di tipo terrestre per produrre un segnale interstellare, una di "tipo II" è in grado di utilizzare l'energia di un'intera stella, una di "tipo III" è in grado di fare uso di una galassia intera.
Valori intermedi vengono assegnati tramite una scala logaritmica.
Assumendo che una civiltà aliena stia effettivamente trasmettendo un segnale che noi siamo in grado di ricevere, le ricerche finora eseguite escludono la presenza di una civiltà di "tipo I" nel raggio di 1.000 anni luce, benché possano esistere molte civiltà paragonabili alla nostra entro poche centinaia di anni luce che sono rimaste inosservate.
Un'analisi analoga dimostra che non ci sono nella nostra galassia civiltà di "tipo II" osservabili.
Nei primi anni di SETI i ricercatori supponevano che tali civiltà avanzate fossero comuni nella nostra galassia.
Se vuoi partecipare anche tu al progetto SETI, leggi questo articolo: Come Funzione SETI@HOME
Per i risultati dei segnali: Segnali Radio da SETI
Per saperne di più su come funziona questa tecnologia: BOINC, Il Gridcoin e I Software Di Calcolo Distribuito (Proof Of Research)
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