Jesus Oquendo, detto anche "Sil", fu il webmaster di un irriverente sito chiamato AntiOffline e fu tra le firme informatiche di CollegeBoardWalk.com.
Originario di New York, ai tempi aveva 27 anni.
Nel 2001 venne condannato dal tribunale di New York a 27 mesi di prigione ed una multa di quasi 100 mila dollari.
Seppure Oquendo abbia continuato a dichiararsi innocente, venne giudicato colpevole di violazioni informatiche e di aver rubato informazioni presso la società dove era impiegato, che a sua volta condivideva risorse e spazio presso un server intestato ad una società di investimenti (Five Partners System).
Oquendo ad ogni riavvio del computer dei membri di Five Partners System riceveva le password tramite mail.
Quando CollegeBoardWalk.com fallì finanziariamente usò le password rubate per accedere ai sistemi delle vittime installando uno sniffer sopra e rubando traffico scambiato e mail.
Tutta la refurtiva trafugata veniva inviata allo stesso ogni pomeriggio alle 4:00 AM.
In base alle prove esibite dall'accusa, Sil aveva collezionato un certo numero di e-mail e relative password reindirizzandole ad un sito sotto il suo controllo.
Finì anche per violare un sito di un grossista che vendeva materiale informatico (RCS Computer Experience) cancellandone senza motivo il database e defacciando il sito stesso con messaggi di scherno ("Hello, I have just hacked your system. Have a nice day").
Il danno stimato da RCS fu di 60.000 dollari.
Sil riuscì in qualche modo a dimostrare che al tempo della violazione e dell'invio della posta egli non era connesso su Internet, ma ciò servì solo per ridurgli la pena.
Infatti, a seguito di un blitz della FBI, Oquendo verrà prima arrestato e poi condannato il 7 marzo 2001 per Cybervandalismo.
Fu il primo Hacker ad essere arrestato nel distretto sud di New York: rischiò 5 anni di prigione e ad una multa di 250.000 dollari.
In realtà riceverà 27 mesi di reclusione ed una multa di 96.000 dollari.
martedì 7 marzo 2017
domenica 5 marzo 2017
Soldi Nascosti Nel Deep Web? Il Caso Del Venditore "Afterhour" Di Silk Road
Il caso di "Afterhour", uno dei più grandi venditori di Silk Road e in generale delle Darknet, sta facendo abbastanza discutere.
Gli investigatori di Brandeburgo sostengono che il citato era tra i venditori di maggior successo del market.
Eppure, non è stato possibile recuperare i soldi guadagnati in modo illegale dal venditore.
Secondo le informazioni emerse durante l’udienza nel mese di febbraio, l’uomo negli anni ha venduto una quantità significativa di farmaci e droga sulle Darknet.
Per lo più cocaina.
I pubblici ministeri hanno dovuto addirittura fermare l’indagine in quanto il denaro si è rivelato impossibile da trovare.
Il venditore era il leader di un gruppo di 4 persone.
Tutti oltre i 30 anni, dietro "Afterhour" si nascondeva un 31enne di nome Mark W. che ha generato oltre 2 milioni di dollari di vendite tra aprile 2012 e luglio 2013.
Il capo investigatore, noto come Thomas P., ha ribadito che Afterhour crebbe e divenne uno dei più grandi venditori su Silk Road Market in fretta.
Ancora oggi, Afterhour viene inserito al quarto psoto nella lista dei venditori più popolari delle Dark Net dai tempi di Silk Road.
Thomas P. ha messo in discussione il numero proposto dall’ FBI americana riguardo il guadagno illecito: "Se questo è l’intero ammontare o un importo inferiore o superiore, solo l’imputato sa"
Il capo investigatore crede che Mark W. sia stato anche il banchiere del gruppo.
Infatti Mark conosceva e si occupava di Bitcoin molto bene, per questo motivo probabilmente ha conservato il denaro in un portafoglio Bitcoin e dubita della capacità di chiunque di trovare i soldi.
Del resto i soldi di Mark W. potrebbero essere stati depositati in un Wallet Cloud o in un hidden service con un portafoglio virtuale integrato.
I funzionari della LKA (Landeskriminalamt polizia tedesca) hanno rivelato che anche loro, non hanno avuto successo nella ricerca del denaro.
L’imputato, Mark W., ha detto agli investigatori che i Bitcoin sono rimasti in un portafoglio hostato su Silk Road Marketplace.
Anche se la dichiarazione sembra non convincere del tutto, rimane il fatto che nonostante la loro lunga ricerca, le forze dell’ordine si sono ritrovate a mani vuote.
Dopo la comparizione in tribunale, Thomas P. ha spiegato che la condanna sarà severa, ma Afterhour rimarrà comunque un uomo ricco, in prigione però.
Gli investigatori di Brandeburgo sostengono che il citato era tra i venditori di maggior successo del market.
Eppure, non è stato possibile recuperare i soldi guadagnati in modo illegale dal venditore.
Secondo le informazioni emerse durante l’udienza nel mese di febbraio, l’uomo negli anni ha venduto una quantità significativa di farmaci e droga sulle Darknet.
Per lo più cocaina.
I pubblici ministeri hanno dovuto addirittura fermare l’indagine in quanto il denaro si è rivelato impossibile da trovare.
Il venditore era il leader di un gruppo di 4 persone.
Tutti oltre i 30 anni, dietro "Afterhour" si nascondeva un 31enne di nome Mark W. che ha generato oltre 2 milioni di dollari di vendite tra aprile 2012 e luglio 2013.
Il capo investigatore, noto come Thomas P., ha ribadito che Afterhour crebbe e divenne uno dei più grandi venditori su Silk Road Market in fretta.
Ancora oggi, Afterhour viene inserito al quarto psoto nella lista dei venditori più popolari delle Dark Net dai tempi di Silk Road.
Thomas P. ha messo in discussione il numero proposto dall’ FBI americana riguardo il guadagno illecito: "Se questo è l’intero ammontare o un importo inferiore o superiore, solo l’imputato sa"
Il capo investigatore crede che Mark W. sia stato anche il banchiere del gruppo.
Infatti Mark conosceva e si occupava di Bitcoin molto bene, per questo motivo probabilmente ha conservato il denaro in un portafoglio Bitcoin e dubita della capacità di chiunque di trovare i soldi.
Del resto i soldi di Mark W. potrebbero essere stati depositati in un Wallet Cloud o in un hidden service con un portafoglio virtuale integrato.
I funzionari della LKA (Landeskriminalamt polizia tedesca) hanno rivelato che anche loro, non hanno avuto successo nella ricerca del denaro.
L’imputato, Mark W., ha detto agli investigatori che i Bitcoin sono rimasti in un portafoglio hostato su Silk Road Marketplace.
Anche se la dichiarazione sembra non convincere del tutto, rimane il fatto che nonostante la loro lunga ricerca, le forze dell’ordine si sono ritrovate a mani vuote.
Dopo la comparizione in tribunale, Thomas P. ha spiegato che la condanna sarà severa, ma Afterhour rimarrà comunque un uomo ricco, in prigione però.
venerdì 3 marzo 2017
Motori Di Ricerca Per Server FTP (Lista)
Per trovare in rete files che c'interessano, al posto di usare i canonici siti in HTTP, possiamo servirci del vecchio protocollo FTP. A questo punto, diventa strategico poter restringere la ricerca soltanto ai server FTP che contengono il dato file che c'interessa, in modo da velocizzare il tutto. Uno dei primi motori di ricerca preposti a questo compito era il famoso oth.net ad oggi in vendita quindi non più raggiungibile (almeno per il momento). Su ognuno di questi motori di ricerca sono indicizzati oltre mezzo miliardo di files. Si può trovare un po' di tutto, soprattutto software, filmati e video datati.
MOTORI DI RICERCA FTP
Searchftps
Mmnt
Search 22
Global File Search
FileWatcher
Filesearching
Vroosh
Siava Ru
Chestnut
Archie
Filemare
MOTORI DI RICERCA FTP
Searchftps
Mmnt
Search 22
Global File Search
FileWatcher
Filesearching
Vroosh
Siava Ru
Chestnut
Archie
Filemare
giovedì 2 marzo 2017
Prefissi Internazionali Pericolosi: La Zona 7 (Scam)
Con l'arrivo dell'ADSL, i Dialer furono soppiantati: infatti le truffe perpetrate tramite questo meccanismo (che comprendeva la modificazione del numero usato per collegarsi ad internet con uno recante prefissi tipo 899, etc) sono scomparse.
Anche se in verità, ancora oggi, ci sono truffe simili che sfruttano le numerazioni provenienti dalla famigerata "zona 7".
Sostanzialmente oggi riguardano gli smartphone quindi l'azzeramento del credito che avviene richiamando questi numeri, avendo magari ricevuto uno squillo sul proprio cellulare (anche se molto spesso purtroppo, questi prefissi internazionali sono mascherati ergo difficili da riconoscere).
Per approfondire: Wangiri e Le Ping Call
NUMERAZIONI AD ALTO COSTO
Oltre al prefisso 899, i Dialer utilizzavano anche altri prefissi più costosi: "numerazione satellitare 0088xxx" o una "numerazione internazionale 0068xxx".
Che detto in parole povere si tratta di prefissi del tipo: +88 e +68.
0088xxx: può indicare due paesi, Bangladesh (+880) e Taiwan (+886).
Ma anche tre reti satellitari: Emsat (+88213) appartiene alla rete satellitare EMSAT, il sottoprefisso +8816 e +8817 appartiene alla rete Iridium, e il sottoprefisso +8818 appartiene alla rete Globalstar.
Ad esempio per queste tre reti satellitari la tariffa al minuto di Telecom Italia ai tempi andava da 2,17 a 2,45 euro al minuto.
0068xxx: i prefissi +68x sono assegnati a varie isole dell'Oceania.
Palau (+680), Wallis e Futuna (+681), Isole Cook (+682), Niue (+683), Samoa Americane (+684), Samoa Occidentali (+685), Kiribati (+686), Nuova Caledonia (+687), Tuvalu (+688) e Tahiti (+689).
Si possono citare anche Isole Vergini Britanniche, Cambogia, Polinesia Francese, Saint Lucia, Saint Vincent, Grenadine.
Secondo le tariffe Telecom Italia valide dall'1/11/2003, le telefonate a Niue, Nuova Caledonia, Palau, Samoa, Samoa Americane, Wallis e Futuna costano 3,16 euro al minuto IVA inclusa.
Anche se in verità, ancora oggi, ci sono truffe simili che sfruttano le numerazioni provenienti dalla famigerata "zona 7".
Sostanzialmente oggi riguardano gli smartphone quindi l'azzeramento del credito che avviene richiamando questi numeri, avendo magari ricevuto uno squillo sul proprio cellulare (anche se molto spesso purtroppo, questi prefissi internazionali sono mascherati ergo difficili da riconoscere).
Per approfondire: Wangiri e Le Ping Call
NUMERAZIONI AD ALTO COSTO
Oltre al prefisso 899, i Dialer utilizzavano anche altri prefissi più costosi: "numerazione satellitare 0088xxx" o una "numerazione internazionale 0068xxx".
Che detto in parole povere si tratta di prefissi del tipo: +88 e +68.
0088xxx: può indicare due paesi, Bangladesh (+880) e Taiwan (+886).
Ma anche tre reti satellitari: Emsat (+88213) appartiene alla rete satellitare EMSAT, il sottoprefisso +8816 e +8817 appartiene alla rete Iridium, e il sottoprefisso +8818 appartiene alla rete Globalstar.
Ad esempio per queste tre reti satellitari la tariffa al minuto di Telecom Italia ai tempi andava da 2,17 a 2,45 euro al minuto.
0068xxx: i prefissi +68x sono assegnati a varie isole dell'Oceania.
Palau (+680), Wallis e Futuna (+681), Isole Cook (+682), Niue (+683), Samoa Americane (+684), Samoa Occidentali (+685), Kiribati (+686), Nuova Caledonia (+687), Tuvalu (+688) e Tahiti (+689).
Si possono citare anche Isole Vergini Britanniche, Cambogia, Polinesia Francese, Saint Lucia, Saint Vincent, Grenadine.
Secondo le tariffe Telecom Italia valide dall'1/11/2003, le telefonate a Niue, Nuova Caledonia, Palau, Samoa, Samoa Americane, Wallis e Futuna costano 3,16 euro al minuto IVA inclusa.
martedì 28 febbraio 2017
Tutti I Tipi Di Proxy: Anonimato ed Altre Funzioni
Il Proxy è praticamente un intermediario tra Client e Server.
Tante sono le sue funzioni, anche se la più conosciuta è sicuramente quella di mascherare l'IP garantendo l'anonimato.
Cioè quando navighiamo in rete ci viene assegnato un indirizzo IP univoco e noi siamo riconoscibili proprio per questa serie di numeri.
Quando si naviga lasciamo delle tracce perchè i Server a cui ci colleghiamo (ad esempio siti web) comunicano con il nostro PC mediante l'IP.
Il Proxy semplicemente s'interpone tra PC e destinazione finale (cioè il Client al posto di collegarsi al Server suddetto, si connette prima al Proxy che fa da intermediario e maschera l'IP, fornendo alla destinazione finale un altro IP).
Esistono diverse tipologie di Proxy e di funzionamenti, vediamone i principali.
TIPI DI PROXY
-Transparent Proxy (servono a migliorare la navigazione degli utenti quindi hanno poca attinenza con il significato di Proxy in senso stretto riguardante l'anonimato. Sono usati in grosse infrastrutture e servono per intercettare ogni richiesta di un dato servizio per poi dirottarla al Proxy Squid)
-HTTP Caching Proxy (memorizzano una copia degli oggetti web richiesti, in modo da poterli fornire nuovamente, senza effettuare altri accessi ai server di destinazione)
-Proxy DNS (si prendono in carico le richieste di risoluzione degli indirizzi DNS da una rete di solito locale e le inoltrano a un Internet Domain Name Server per la risoluzione)
-Intercepting Proxy (sono utilizzati dalle imprese per far rispettare le politiche di utilizzo)
-Proxy ARP (funzionalità adottata da alcuni router per realizzare configurazioni particolari)
-Proxy SIP (riguarda le comunicazioni VoIP e viene usato come punto di contatto per terminali che devono comunicare tra loro)
-Intercepting Proxy o Forced Proxy (servono per intercettare la comunicazione a livello di rete senza richiedere alcuna configurazione del client, svolgono funzioni del gateway o del router)
-Proxy Firewall (usati negli antivirus, servono per bloccare contenuti indesiderati tipo Virus ed attacchi Hacking, agiscono da filtro per le connessioni entranti ed uscenti e monitorano e controllano il traffico in entrata)
-Anonymous Proxy (mascherano l'IP dell'utilizzatore del servizio ma aggiungono o modificano alcuni Header, rendendo facilmente riconoscibili gli utilizzatori. Alcuni di questi, chiamati Proxy distorcenti, tuttavia trasmettono un IP casuale, diverso da quello usato in origine fornendo una discreta privacy)
-Highly Anonimous Proxy (mascherano l'IP e non modificano Header quindi sono molto sicuri, essendo difficili da riconoscere)
-Suffix Proxy (permettono ad un utente di accedere a contenuti web aggiungendo il nome del Proxy all'URL del contenuto richiesto, ad esempio "http://darkwhite666.blogspot.it/.Suffix.Proxy.com")
-Proxy CGI (proxy che mediante un'interfaccia web consentono di visitare siti in modo anonimo attraverso il sito web stesso. Non c'è ovviamente bisogno di abilitare il browser o modificarne le impostazioni. Possono anche essere configurati per rifiutare/cancellare cookies)
-TOR Onion Proxy (si tratta di catene di Proxy. L'Onion Routing si basa sulla natura stratificata della decrittazione: i dati originali vengono criptati e ri-criptati diverse volte, quindi inviati ai successivi nodi della rete TOR, dei quali ognuno decritta uno strato prima di passare i dati al successivo e, al termine, alla destinazione. Questo riduce la possibilità che i dati vengano decodificati mentre sono in transito)
-I2P Proxy (si tratta di un'evoluzione dell'Onion Routing, qui ci si riferisce al Garlic Routing cioè "instradamento ad aglio". Funziona crittando tutte le comunicazioni in svariati livelli e trasmettendoli attraverso una rete di router gestiti da volontari in svariate posizioni del globo. Ogni utente di I2P gestisce un router I2P sul proprio computer che fa da nodo di rete. Ogni router I2P si occupa di cercare altri nodi e di instaurare tunnel anonimi attraverso essi)
Tante sono le sue funzioni, anche se la più conosciuta è sicuramente quella di mascherare l'IP garantendo l'anonimato.
Cioè quando navighiamo in rete ci viene assegnato un indirizzo IP univoco e noi siamo riconoscibili proprio per questa serie di numeri.
Quando si naviga lasciamo delle tracce perchè i Server a cui ci colleghiamo (ad esempio siti web) comunicano con il nostro PC mediante l'IP.
Il Proxy semplicemente s'interpone tra PC e destinazione finale (cioè il Client al posto di collegarsi al Server suddetto, si connette prima al Proxy che fa da intermediario e maschera l'IP, fornendo alla destinazione finale un altro IP).
Esistono diverse tipologie di Proxy e di funzionamenti, vediamone i principali.
TIPI DI PROXY
-Transparent Proxy (servono a migliorare la navigazione degli utenti quindi hanno poca attinenza con il significato di Proxy in senso stretto riguardante l'anonimato. Sono usati in grosse infrastrutture e servono per intercettare ogni richiesta di un dato servizio per poi dirottarla al Proxy Squid)
-HTTP Caching Proxy (memorizzano una copia degli oggetti web richiesti, in modo da poterli fornire nuovamente, senza effettuare altri accessi ai server di destinazione)
-Proxy DNS (si prendono in carico le richieste di risoluzione degli indirizzi DNS da una rete di solito locale e le inoltrano a un Internet Domain Name Server per la risoluzione)
-Intercepting Proxy (sono utilizzati dalle imprese per far rispettare le politiche di utilizzo)
-Proxy ARP (funzionalità adottata da alcuni router per realizzare configurazioni particolari)
-Proxy SIP (riguarda le comunicazioni VoIP e viene usato come punto di contatto per terminali che devono comunicare tra loro)
-Intercepting Proxy o Forced Proxy (servono per intercettare la comunicazione a livello di rete senza richiedere alcuna configurazione del client, svolgono funzioni del gateway o del router)
-Proxy Firewall (usati negli antivirus, servono per bloccare contenuti indesiderati tipo Virus ed attacchi Hacking, agiscono da filtro per le connessioni entranti ed uscenti e monitorano e controllano il traffico in entrata)
-Anonymous Proxy (mascherano l'IP dell'utilizzatore del servizio ma aggiungono o modificano alcuni Header, rendendo facilmente riconoscibili gli utilizzatori. Alcuni di questi, chiamati Proxy distorcenti, tuttavia trasmettono un IP casuale, diverso da quello usato in origine fornendo una discreta privacy)
-Highly Anonimous Proxy (mascherano l'IP e non modificano Header quindi sono molto sicuri, essendo difficili da riconoscere)
-Suffix Proxy (permettono ad un utente di accedere a contenuti web aggiungendo il nome del Proxy all'URL del contenuto richiesto, ad esempio "http://darkwhite666.blogspot.it/.Suffix.Proxy.com")
-Proxy CGI (proxy che mediante un'interfaccia web consentono di visitare siti in modo anonimo attraverso il sito web stesso. Non c'è ovviamente bisogno di abilitare il browser o modificarne le impostazioni. Possono anche essere configurati per rifiutare/cancellare cookies)
-TOR Onion Proxy (si tratta di catene di Proxy. L'Onion Routing si basa sulla natura stratificata della decrittazione: i dati originali vengono criptati e ri-criptati diverse volte, quindi inviati ai successivi nodi della rete TOR, dei quali ognuno decritta uno strato prima di passare i dati al successivo e, al termine, alla destinazione. Questo riduce la possibilità che i dati vengano decodificati mentre sono in transito)
-I2P Proxy (si tratta di un'evoluzione dell'Onion Routing, qui ci si riferisce al Garlic Routing cioè "instradamento ad aglio". Funziona crittando tutte le comunicazioni in svariati livelli e trasmettendoli attraverso una rete di router gestiti da volontari in svariate posizioni del globo. Ogni utente di I2P gestisce un router I2P sul proprio computer che fa da nodo di rete. Ogni router I2P si occupa di cercare altri nodi e di instaurare tunnel anonimi attraverso essi)
domenica 26 febbraio 2017
Il Supermercato Del Futuro è A Milano (Bicocca Village)
Da molti definito il "Supermercato del Futuro", siamo al Bicocca Village (Coop di Milano).
Prototipo sviluppato insieme allo studio Carlo Ratti Associati, si tratta di un vero e proprio laboratorio dove innescare via via esperienze innovative.
Circa 1.000 metri quadri di superficie di vendita, 6.000 prodotti con molto take away, tavoli interattivi che richiamano i banchi del mercato,un centinaio di touchscreen, infine l’elemento tecnologico delle vele che attraverso 54 monitor sono in grado di presentare una “etichetta in realtà aumentata” dei prodotti.
Un semplice movimento della mano verso il prodotto consentirà di ottenere sugli schermi indicazioni che vanno al di là di quanto riportato sul packaging dell'etichetta, con informazioni su origine delle materie prime, istruzioni per lo smaltimento e promozioni in corso.
Ai tavoli interattivi troviamo scanner per visualizzare le informazioni di tutti i prodotti in vendita, indipendentemente dalla loro collocazione, in linea con le esigenze di un consumatore sempre più avveduto e consapevole.
Il supermercato del futuro milanese si innesta all’interno di un percorso Coop di sperimentazione di diversi modelli di vendita a seconda dei contesti di insediamento.
Carlo Ratti: "Un anno fa, con il Future Food District per Expo, abbiamo iniziato insieme a Coop a immaginare il supermercato come luogo di incontro nuovo, all'interno del quale riscoprire un consumo alimentare sempre più informato consapevole. Oggi siamo felici di vedere che le tecnologie che abbiamo sviluppato per Coop durante Milano Expo 2015 sono al centro di questo nuovo progetto"
Le idee chiave attorno alle quali si è sviluppato il progetto, dal costo complessivo di circa 4,5 milioni di euro, sono state due: "La prima, quella di dare vita a una piazza aperta, dove poter parlare, imparare e scambiarsi informazioni, con l'ausilio di molta tecnologia ideata appositamente per stare al servizio delle persone".
La seconda: "la più importante è l'idea di trasparenza; una trasparenza facilmente accessibile, che agevola il consumatore nel reperimento di informazioni sui prodotti, per far si che le sue siano scelte più consapevoli".
Prototipo sviluppato insieme allo studio Carlo Ratti Associati, si tratta di un vero e proprio laboratorio dove innescare via via esperienze innovative.
Circa 1.000 metri quadri di superficie di vendita, 6.000 prodotti con molto take away, tavoli interattivi che richiamano i banchi del mercato,un centinaio di touchscreen, infine l’elemento tecnologico delle vele che attraverso 54 monitor sono in grado di presentare una “etichetta in realtà aumentata” dei prodotti.
Un semplice movimento della mano verso il prodotto consentirà di ottenere sugli schermi indicazioni che vanno al di là di quanto riportato sul packaging dell'etichetta, con informazioni su origine delle materie prime, istruzioni per lo smaltimento e promozioni in corso.
Ai tavoli interattivi troviamo scanner per visualizzare le informazioni di tutti i prodotti in vendita, indipendentemente dalla loro collocazione, in linea con le esigenze di un consumatore sempre più avveduto e consapevole.
Il supermercato del futuro milanese si innesta all’interno di un percorso Coop di sperimentazione di diversi modelli di vendita a seconda dei contesti di insediamento.
Carlo Ratti: "Un anno fa, con il Future Food District per Expo, abbiamo iniziato insieme a Coop a immaginare il supermercato come luogo di incontro nuovo, all'interno del quale riscoprire un consumo alimentare sempre più informato consapevole. Oggi siamo felici di vedere che le tecnologie che abbiamo sviluppato per Coop durante Milano Expo 2015 sono al centro di questo nuovo progetto"
Le idee chiave attorno alle quali si è sviluppato il progetto, dal costo complessivo di circa 4,5 milioni di euro, sono state due: "La prima, quella di dare vita a una piazza aperta, dove poter parlare, imparare e scambiarsi informazioni, con l'ausilio di molta tecnologia ideata appositamente per stare al servizio delle persone".
La seconda: "la più importante è l'idea di trasparenza; una trasparenza facilmente accessibile, che agevola il consumatore nel reperimento di informazioni sui prodotti, per far si che le sue siano scelte più consapevoli".
venerdì 24 febbraio 2017
Cosa Sono I Dead Drops? Differenza Tra Dead Drops Reali e Virtuali
La Steganografia è una tecnica che permette di nascondere un messaggio all'interno di un altro messaggio.
In genere, un messaggio (di solito cifrato) viene codificato sotto forma di minuscole modifiche ai colori dei pixel di una foto digitale, o come noise impercettibile (all'orecchio) in un file audio.
Per chiunque altro il file è semplicemente una canzone, ma mittente e destinatario sanno che contiene un messaggio nascosto.
E' stato dimostrato che i terroristi usano questo tecnica.
In particolare si parla di "Dead Drop", reali o virtuali.
DEAD DROP REALI
Ad esempio quelli reali prevedono di nascondere l'oggetto "camuffato" in un dato posto, conosciuto solo da mittente e destinatario.
Ad esempio Robert Hanssen comunicava con i suoi coordinatori russi senza incontrarsi mai, ma lasciavano messaggi, soldi e documenti l'uno per gli altri dentro sacchetti di plastica sotto un ponte.
Il coordinatore di Hanssen lasciava un segnale in un luogo pubblico (un segno tracciato con il gesso su un palo segnaletico) per indicare che c'era un pacco da ritirare.
Successivamente Hanssen andava a ritirarlo.
Questo è quel che si intende per "Dead Drop", metodo di spedizione utilizzato sul Deep Web ad esempio.
Esso offre molti vantaggi rispetto ad un incontro di persona.
In primis le persone comunicanti non vengono mai viste insieme nè devono darsi appuntamento. Terzo, e più importante: non è necessario che una delle persone sappia chi è l'altra (un grande vantaggio se una di loro viene arrestata).
Si parla quindi di comunicazioni completamente anonime e asincrone.
DEAD DROP ELETTRONICI
Usare la steganografia per nascondere un messaggio in un'immagine e pubblicarlo sul Web è l'equivalente ciberspaziale di un "Dead Drop".
Per tutti gli altri è solo un'immagine, ma per il destinatario è un messaggio che attende di essere decodificato.
Come Hanssen sapeva di avere un pacco da ritirare quando vedeva il segno di gesso, così un terrorista virtuale deve sapere dove cercare il messaggio (non si può pretendere che lo cerchi in ogni immagine).
Ci sono molti modi per realizzare questo fine: la data e l'ora del messaggio, una parola insolita nella riga dell'argomento, etc
Risultato: il mittente può inviare un messaggio senza mai comunicare direttamente con il destinatario. Fra loro non ci sono e-mail, login remoti, messaggi istantanei, chat: esiste solo un'immagine pubblicata in un luogo pubblico che viene poi scaricata da chiunque abbia abbastanza interesse per il suo argomento (cioè sia terzi estranei allo scambio di messaggi, sia il destinatario del messaggio segreto).
DIFESA
Sostanzialmente si cercano modifiche nell'andamento del traffico di dati rilevando quelle che contengono minuscole modifiche ai bit di ordine inferiore.
Se una persona usasse la stessa immagine per trasmettere più di un messaggio, l'NSA potrebbe notarlo.
Se non è così, probabilmente non c'è nulla che l'NSA possa fare.
I Dead Drop, sia reali sia virtuali, non possono essere evitati.
USB DEAD DROP
Negli ultimi anni si è diffuso un sistema di File Sharing offline basato proprio su questo concetto.
Si tratta semplicemente di chiavette USB che contengono files (foto, video, documenti, musica, etc) di ogni tipo e vengono abbandonate quà e là in giro per la città.
Chiunque è in grado di caricare/scaricare files.
Ovviamente ci sono pro e contro, ad esempio chiunque può cancellare tutti i dati formattando il drive, oppure può crittografarli con una chiave segreta.
Possono essere inseriti anche Malware, Trojan o Keylogger al drive.
In genere, un messaggio (di solito cifrato) viene codificato sotto forma di minuscole modifiche ai colori dei pixel di una foto digitale, o come noise impercettibile (all'orecchio) in un file audio.
Per chiunque altro il file è semplicemente una canzone, ma mittente e destinatario sanno che contiene un messaggio nascosto.
E' stato dimostrato che i terroristi usano questo tecnica.
In particolare si parla di "Dead Drop", reali o virtuali.
DEAD DROP REALI
Ad esempio quelli reali prevedono di nascondere l'oggetto "camuffato" in un dato posto, conosciuto solo da mittente e destinatario.
Ad esempio Robert Hanssen comunicava con i suoi coordinatori russi senza incontrarsi mai, ma lasciavano messaggi, soldi e documenti l'uno per gli altri dentro sacchetti di plastica sotto un ponte.
Il coordinatore di Hanssen lasciava un segnale in un luogo pubblico (un segno tracciato con il gesso su un palo segnaletico) per indicare che c'era un pacco da ritirare.
Successivamente Hanssen andava a ritirarlo.
Questo è quel che si intende per "Dead Drop", metodo di spedizione utilizzato sul Deep Web ad esempio.
Esso offre molti vantaggi rispetto ad un incontro di persona.
In primis le persone comunicanti non vengono mai viste insieme nè devono darsi appuntamento. Terzo, e più importante: non è necessario che una delle persone sappia chi è l'altra (un grande vantaggio se una di loro viene arrestata).
Si parla quindi di comunicazioni completamente anonime e asincrone.
DEAD DROP ELETTRONICI
Usare la steganografia per nascondere un messaggio in un'immagine e pubblicarlo sul Web è l'equivalente ciberspaziale di un "Dead Drop".
Per tutti gli altri è solo un'immagine, ma per il destinatario è un messaggio che attende di essere decodificato.
Come Hanssen sapeva di avere un pacco da ritirare quando vedeva il segno di gesso, così un terrorista virtuale deve sapere dove cercare il messaggio (non si può pretendere che lo cerchi in ogni immagine).
Ci sono molti modi per realizzare questo fine: la data e l'ora del messaggio, una parola insolita nella riga dell'argomento, etc
Risultato: il mittente può inviare un messaggio senza mai comunicare direttamente con il destinatario. Fra loro non ci sono e-mail, login remoti, messaggi istantanei, chat: esiste solo un'immagine pubblicata in un luogo pubblico che viene poi scaricata da chiunque abbia abbastanza interesse per il suo argomento (cioè sia terzi estranei allo scambio di messaggi, sia il destinatario del messaggio segreto).
DIFESA
Sostanzialmente si cercano modifiche nell'andamento del traffico di dati rilevando quelle che contengono minuscole modifiche ai bit di ordine inferiore.
Se una persona usasse la stessa immagine per trasmettere più di un messaggio, l'NSA potrebbe notarlo.
Se non è così, probabilmente non c'è nulla che l'NSA possa fare.
I Dead Drop, sia reali sia virtuali, non possono essere evitati.
USB DEAD DROP
Negli ultimi anni si è diffuso un sistema di File Sharing offline basato proprio su questo concetto.
Si tratta semplicemente di chiavette USB che contengono files (foto, video, documenti, musica, etc) di ogni tipo e vengono abbandonate quà e là in giro per la città.
Chiunque è in grado di caricare/scaricare files.
Ovviamente ci sono pro e contro, ad esempio chiunque può cancellare tutti i dati formattando il drive, oppure può crittografarli con una chiave segreta.
Possono essere inseriti anche Malware, Trojan o Keylogger al drive.
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giovedì 23 febbraio 2017
La Storia Dei CyberAngels: I Vigilanti Del Web
Gli "Angeli Custodi" volontari messi a protezione della metropolitana di New York, a metà anni 90 si convertirono alla lotta contro la pedofilia su Internet.
Le loro ronde nella metropolitana di New York fecero calare la criminalità.
Infatti nel 1979 quando numerosi quartieri di New York si erano trasformati in luoghi di terrore, Curtis Sliwa e Don Chin fondavano gli "Angeli custodi" nel quartiere del Bronx.
All'origine in 13, si erano chiamati i Magnifici 13 e pattugliavano la linea 14, meglio conosciuta come "aggressione express".
Sliwa: "Volevamo riportare l'ordine su questa linea pericolosa. Volevamo che le persone si sentissero sicure in nostra presenza"
LA NASCITA DEI CYBERANGELS
Ma di fronte al calo di criminalità nella metropolitana e nella città, gli Angeli Custodi trovarono nella rete informatica mondiale l'occasione di mettersi in luce nuovamente.
In particolare la brutta favola comincia a Kansas City con una bambina che piange, Maggie Sludder. Davanti al primo computer della sua vita, Maggie, che ai tempi aveva 10 anni, aveva visto apparire sul monitor immagini e messaggi ai quali la retorica dell'Internet come strumento di conoscenza, cultura e di divertimento non l'aveva preparata.
Un uomo, uno sconosciuto, le aveva mandato via e-mail e tramite chat immagini di bambini e bambine nude, foto di pornografia infantile e una foto di sé stesso senza vestiti con una esplicita proposta di sesso.
Maggie era corsa dalla madre, la madre era corsa dal padre e quest'ultimo si era sentito insieme colpevole e furioso.
Randall Sludder non fece quello che tanti altri genitori nella stessa situazione avrebbero fatto.
Non litigò con la moglie.
Non scrisse lettere di fuoco ai giornali, non intasò le caselle postali insultando Internet, e-mail, etc.
Semplicemente si sostituì a Maggie, alla figlia.
Continuò la corrispondenza con il pedofilo e ne incoraggiò le avances. Accettò di incontrarlo.
E si presentò all'appuntamento accompagnato da due agenti di polizia.
Il cyber-pedofilo che aveva tentato di sedurre Maggie, venne arrestato e condannato a 6 anni di carcere.
Più o meno da questa storia nacquero i CyberAngels.
"I bambini sono prede facili su Internet. Vogliamo fare qualcosa per difenderli"
In collaborazione con avvocati e specialisti della Rete nel 1995 venne creato il gruppo CyberAngels, che riuniva ai tempi più di 3 mila volontari in 14 paesi.
I "CyberAngels Net Patrols" navigano in rete alla ricerca di siti di pedofili e organizzano avvenimenti per tentare di avvertire i giovani sulla pericolosità a cui vanno incontro.
Le loro pattuglie virtuali scatenano bot alla ricerca di pedofili, indicano alle autorità i comportamenti giudicati sospetti degli utenti e tentano di ottenere la chiusura dei siti di pedofili che loro hanno individuato.
Assicurano che, con la loro attività, hanno fatto arrestare migliaia di "predatori" di bambini.
"Molti genitori non sapevano a chi rivolgersi. Adesso, non esitano e sanno che ci siamo per sorvegliare come Curtis sorvegliava la sera nella metropolitana. Vogliamo essere all'avanguardia nella guerra"
I CyberAngels per questa attività collaborano con la polizia di New York, la NYPD, l'FBI e l'Unesco e si finanziano con le donazioni che ricevono.
Il loro agire è mirato, raccolgono materiale che dia la prova che la persona commette atti di pedofilia e poi lo segnalano alle FFOO locali.
Un lavoro che può durare anche mesi.
Anche perché, trovare documenti che provino che la persona è veramente un pedofilo, è arduo.
Molti sono nascosti.
La media dei pedofili conclamati è di 30 su 100.
Alcuni sono insegnanti, altri militari, altri ancora studenti universitari, pensionati.
Insomma una larga scala di identità sociali, impossibile da categorizzare, come l’età, che può variare dai poco più che maggiorenni, fino alla terza età.
Storie raccapriccianti, una tratta di bambini.
Nelle Darknet in una ragnatela fitta di chat e di net, si celano questi lupi affamati.
Nel venire a contatto con simili persone, si scoprono storie ancora più orribili della pedofilia che conosciamo attraverso i media: sembra essere, infatti, una rete mondiale di tratta di bambini.
Padri che vendono i loro figli, adulti che hanno files di neonati violentati, o, ancora : "Uno scozzese che cercava bambini di 2/3 anni da rapire, violentare, fare dei video snuff e poi uccidere".
Bambini morti dopo stupri feroci e continui, adolescenti violentati, delitti la cui mente umana non sembrerebbe arrivare.
Inoltre neanche il mercato di organi che ne potrebbe derivare dal rapimento non va sottovalutato.
Gli scambi provengono dai paesi meno emancipati con i paesi più ricchi.
Il prezzo varia a seconda dell'età del bambino.
Diciamo che a 6-7 anni è considerato "ottima merce", perché gli organi sono tutti sviluppati e giovani.
Di età inferiore non sono molto richiesti, dato che gli organi sono ancora troppo piccoli.
Comunque l'età richiesta varia fino ai 12 anni.
COME VENGONO BECCATI?
Per inchiodare i pedofili i CyberAngels hanno bisogno di virus, in questo caso parliamo di Rootkit, o di Malware.
Con essi infettano le macchine dei criminali, entrano dentro i database e scavano.
Inoltre riescono ad avere controllo della webcam, in modo da osservarne le mosse.
"Andiamo nelle chat, ci presentiamo come un ragazzino o una ragazzina e cerchiamo di adescarli.
Ci inviano spesso foto hard. A volte anche filmati e fanno di tutto perché quello che loro pensano essere un ragazzino, cada nella loro rete. Offrono soldi nella maggior parte dei casi.
In seguito inviamo dei link, facendo credere che sono fotografie o filmati.
In questi link nascondiamo un Virus che li infetta.
Creato il vettore di infezione, tramite una Backdoor, prendiamo il possesso della macchina"
"La pedofilia è un modo di vivere per molti, una filosofia diciamo, ma sapendo che si è fuorilegge molti si nascondono dietro associazioni, gruppi politici, spesso anche dietro comunità cristiane o religiose in genere.
Le ultime sono le più terribili, temibili e lusinghiere.
Con la scusa della fede e del potere che essa ha sulle menti, adescano giovanissimi e bambini. Teniamo d'occhio questo tipo di gruppi in maniera particolare.
Cerchiamo di monitorare il loro agire e se necessario dobbiamo travestirci da uno di loro, entrare in confidenza col presunto pedofilo e cercare di infettarne il computer con un Virus per trovarvi materiale pedopornografico"
Lista di siti per segnalare abusi su minori: AltroDiritto
Le loro ronde nella metropolitana di New York fecero calare la criminalità.
Infatti nel 1979 quando numerosi quartieri di New York si erano trasformati in luoghi di terrore, Curtis Sliwa e Don Chin fondavano gli "Angeli custodi" nel quartiere del Bronx.
All'origine in 13, si erano chiamati i Magnifici 13 e pattugliavano la linea 14, meglio conosciuta come "aggressione express".
Sliwa: "Volevamo riportare l'ordine su questa linea pericolosa. Volevamo che le persone si sentissero sicure in nostra presenza"
LA NASCITA DEI CYBERANGELS
Ma di fronte al calo di criminalità nella metropolitana e nella città, gli Angeli Custodi trovarono nella rete informatica mondiale l'occasione di mettersi in luce nuovamente.
In particolare la brutta favola comincia a Kansas City con una bambina che piange, Maggie Sludder. Davanti al primo computer della sua vita, Maggie, che ai tempi aveva 10 anni, aveva visto apparire sul monitor immagini e messaggi ai quali la retorica dell'Internet come strumento di conoscenza, cultura e di divertimento non l'aveva preparata.
Un uomo, uno sconosciuto, le aveva mandato via e-mail e tramite chat immagini di bambini e bambine nude, foto di pornografia infantile e una foto di sé stesso senza vestiti con una esplicita proposta di sesso.
Maggie era corsa dalla madre, la madre era corsa dal padre e quest'ultimo si era sentito insieme colpevole e furioso.
Randall Sludder non fece quello che tanti altri genitori nella stessa situazione avrebbero fatto.
Non litigò con la moglie.
Non scrisse lettere di fuoco ai giornali, non intasò le caselle postali insultando Internet, e-mail, etc.
Semplicemente si sostituì a Maggie, alla figlia.
Continuò la corrispondenza con il pedofilo e ne incoraggiò le avances. Accettò di incontrarlo.
E si presentò all'appuntamento accompagnato da due agenti di polizia.
Il cyber-pedofilo che aveva tentato di sedurre Maggie, venne arrestato e condannato a 6 anni di carcere.
Più o meno da questa storia nacquero i CyberAngels.
"I bambini sono prede facili su Internet. Vogliamo fare qualcosa per difenderli"
In collaborazione con avvocati e specialisti della Rete nel 1995 venne creato il gruppo CyberAngels, che riuniva ai tempi più di 3 mila volontari in 14 paesi.
I "CyberAngels Net Patrols" navigano in rete alla ricerca di siti di pedofili e organizzano avvenimenti per tentare di avvertire i giovani sulla pericolosità a cui vanno incontro.
Le loro pattuglie virtuali scatenano bot alla ricerca di pedofili, indicano alle autorità i comportamenti giudicati sospetti degli utenti e tentano di ottenere la chiusura dei siti di pedofili che loro hanno individuato.
Assicurano che, con la loro attività, hanno fatto arrestare migliaia di "predatori" di bambini.
"Molti genitori non sapevano a chi rivolgersi. Adesso, non esitano e sanno che ci siamo per sorvegliare come Curtis sorvegliava la sera nella metropolitana. Vogliamo essere all'avanguardia nella guerra"
I CyberAngels per questa attività collaborano con la polizia di New York, la NYPD, l'FBI e l'Unesco e si finanziano con le donazioni che ricevono.
Il loro agire è mirato, raccolgono materiale che dia la prova che la persona commette atti di pedofilia e poi lo segnalano alle FFOO locali.
Un lavoro che può durare anche mesi.
Anche perché, trovare documenti che provino che la persona è veramente un pedofilo, è arduo.
Molti sono nascosti.
La media dei pedofili conclamati è di 30 su 100.
Alcuni sono insegnanti, altri militari, altri ancora studenti universitari, pensionati.
Insomma una larga scala di identità sociali, impossibile da categorizzare, come l’età, che può variare dai poco più che maggiorenni, fino alla terza età.
Storie raccapriccianti, una tratta di bambini.
Nelle Darknet in una ragnatela fitta di chat e di net, si celano questi lupi affamati.
Nel venire a contatto con simili persone, si scoprono storie ancora più orribili della pedofilia che conosciamo attraverso i media: sembra essere, infatti, una rete mondiale di tratta di bambini.
Padri che vendono i loro figli, adulti che hanno files di neonati violentati, o, ancora : "Uno scozzese che cercava bambini di 2/3 anni da rapire, violentare, fare dei video snuff e poi uccidere".
Bambini morti dopo stupri feroci e continui, adolescenti violentati, delitti la cui mente umana non sembrerebbe arrivare.
Inoltre neanche il mercato di organi che ne potrebbe derivare dal rapimento non va sottovalutato.
Gli scambi provengono dai paesi meno emancipati con i paesi più ricchi.
Il prezzo varia a seconda dell'età del bambino.
Diciamo che a 6-7 anni è considerato "ottima merce", perché gli organi sono tutti sviluppati e giovani.
Di età inferiore non sono molto richiesti, dato che gli organi sono ancora troppo piccoli.
Comunque l'età richiesta varia fino ai 12 anni.
COME VENGONO BECCATI?
Per inchiodare i pedofili i CyberAngels hanno bisogno di virus, in questo caso parliamo di Rootkit, o di Malware.
Con essi infettano le macchine dei criminali, entrano dentro i database e scavano.
Inoltre riescono ad avere controllo della webcam, in modo da osservarne le mosse.
"Andiamo nelle chat, ci presentiamo come un ragazzino o una ragazzina e cerchiamo di adescarli.
Ci inviano spesso foto hard. A volte anche filmati e fanno di tutto perché quello che loro pensano essere un ragazzino, cada nella loro rete. Offrono soldi nella maggior parte dei casi.
In seguito inviamo dei link, facendo credere che sono fotografie o filmati.
In questi link nascondiamo un Virus che li infetta.
Creato il vettore di infezione, tramite una Backdoor, prendiamo il possesso della macchina"
"La pedofilia è un modo di vivere per molti, una filosofia diciamo, ma sapendo che si è fuorilegge molti si nascondono dietro associazioni, gruppi politici, spesso anche dietro comunità cristiane o religiose in genere.
Le ultime sono le più terribili, temibili e lusinghiere.
Con la scusa della fede e del potere che essa ha sulle menti, adescano giovanissimi e bambini. Teniamo d'occhio questo tipo di gruppi in maniera particolare.
Cerchiamo di monitorare il loro agire e se necessario dobbiamo travestirci da uno di loro, entrare in confidenza col presunto pedofilo e cercare di infettarne il computer con un Virus per trovarvi materiale pedopornografico"
Lista di siti per segnalare abusi su minori: AltroDiritto
lunedì 20 febbraio 2017
Guadagnare Buoni Sconti Con Hi-Friend (Mediaworld)
Grazie alla raccolta punti Mediaworld Hi-friends è possibile accumulare punti per ricevere buoni sconto Mediaworld.
Ricevere punti è facilissimo, basta compiere operazioni del tipo: effettuare il login, rispondere o porre domande sul forum Mediaworld, leggere mail (Extra Credit), etc
L’obiettivo finale è quello di raggiungere 350 punti, che corrispondono a un buono sconto di 5 euro (quindi 700 credit corrispondono a 10 euro).
Inoltre ogni 2€ di spesa corrispondono ad un credito guadagnato.
Con il primo scontrino della giornata inoltre si ricevono automaticamente 10 crediti, a condizione che l’importo della spesa sia superiore a 1€.
Diventare uno dei membri del club digitale Hi-friens e accedere di conseguenza agli sconti Mediaworld è semplice e divertente: visto che ci sono anche giochi e missioni (Play Credit) per guadagnare punti extra.
Passando da una missione all’altra si possono conquistare in breve tempo innumerevoli badge e crediti per la raccolta punti.
Il vero divertimento sta tutto nella possibilità di misurarsi con gli altri partecipanti, in modo da aggiudicarsi uno dei primi posti all’interno della classifica di Hi-friends.
Le newsletter Media World e i volantini possono fornire preziose indicazioni per scoprire tutte le offerte e le promozioni utili a guadagnare extra crediti.
In questo modo arrivare alla soglia di 350 punti necessari per poter usufruire di un buono sconto di 5€ diventa molto più veloce.
Per non lasciare nulla al caso, l’iniziativa premia i clienti più fedeli ed entusiasti, che non vedono l’ora di sfidare se stessi ed il resto degli avversari nelle appassionanti missioni da portare a termine nel più breve tempo possibile.
Per saperne di più: Hi Friends (Mediaworld)
Ricevere punti è facilissimo, basta compiere operazioni del tipo: effettuare il login, rispondere o porre domande sul forum Mediaworld, leggere mail (Extra Credit), etc
L’obiettivo finale è quello di raggiungere 350 punti, che corrispondono a un buono sconto di 5 euro (quindi 700 credit corrispondono a 10 euro).
Inoltre ogni 2€ di spesa corrispondono ad un credito guadagnato.
Con il primo scontrino della giornata inoltre si ricevono automaticamente 10 crediti, a condizione che l’importo della spesa sia superiore a 1€.
Diventare uno dei membri del club digitale Hi-friens e accedere di conseguenza agli sconti Mediaworld è semplice e divertente: visto che ci sono anche giochi e missioni (Play Credit) per guadagnare punti extra.
Passando da una missione all’altra si possono conquistare in breve tempo innumerevoli badge e crediti per la raccolta punti.
Il vero divertimento sta tutto nella possibilità di misurarsi con gli altri partecipanti, in modo da aggiudicarsi uno dei primi posti all’interno della classifica di Hi-friends.
Le newsletter Media World e i volantini possono fornire preziose indicazioni per scoprire tutte le offerte e le promozioni utili a guadagnare extra crediti.
In questo modo arrivare alla soglia di 350 punti necessari per poter usufruire di un buono sconto di 5€ diventa molto più veloce.
Per non lasciare nulla al caso, l’iniziativa premia i clienti più fedeli ed entusiasti, che non vedono l’ora di sfidare se stessi ed il resto degli avversari nelle appassionanti missioni da portare a termine nel più breve tempo possibile.
Per saperne di più: Hi Friends (Mediaworld)
domenica 19 febbraio 2017
Arrivano Le Storie Anche Su Facebook
Video che raccontano la propria vita e che resteranno sulle bacheche solo per 24 ore, per poi cancellarsi automaticamente.
Una descrizione del genere dove l'abbiamo già sentita?
Circa 1 settimana fa Facebook ha dato il via al rilascio di "Stories", la nuova funzione del social network scopiazzata da Snapchat ed Instagram.
Verrà ovviamente modificata l’interfaccia utente, facendola diventare simile a quella d'Instagram.
L’aggiornamento è ancora in fase di rilascio, i profili verranno progressivamente aggiornati.
Le notifiche e le impostazioni saranno in basso, in alto invece avremo alcuni cerchi (all’interno dei quali ci sono le foto profilo dei vostri amici che hanno aggiornato di recente la loro storia).
In alto a sinistra è presente la fotocamera e in alto a destra i direct.
Con questo nuovo aggiornamento è stata introdotto la Facebook Camera, a cui è possibile accedere tramite l’icona.
Ci sono diversi effetti che interagiscono con il vostro volto: viene riconosciuta la vostra faccia e verrà applicato un effetto su di essa, talvolta con un’animazione se effettuate particolari movimenti, come ad esempio chiudere gli occhi o abbassare il capo.
In basso a sinistra c’è il simbolo di una stella che vi permetterà di accedere ad ulteriori effetti, sticker e animazioni.
In basso a destra sarà possibile anche accedere alle foto presenti in galleria, in modo tale da poter pubblicare dei contenuti già presenti sul vostro smartphone.
Una volta scattata la foto potrete scrivere qualcosa su di essa sia con la tastiera che direttamente con il dito, scegliendo il colore del pennarello.
Potrete, inoltre, scaricare la foto sul dispositivo con il tasto in basso a destra.
Ovviamente potrete registrare un breve video, sfruttando le animazioni che vi mette a disposizione l’app.
In seguito sarà possibile condividere la foto pubblicamente sul proprio profilo come se fosse un post normale su Facebook, creare appunto una storia che sarà visibile per sole 24 ore, o ancora inviarla tramite messaggio privato.
A tal proposito i messaggi privati, come su Instagram, prenderanno il nome di “Direct”: sotto questo punto di vista Facebook non da più la possibilità di accedere a Messenger dalla sua applicazione, ma solo a Direct, permettendo di conversare privatamente su foto o video della nostra storia.
Ovviamente una volta pubblicato un contenuto sulla vostra storia avrete la possibilità di vedere chi l’ha visualizzata, con un contatore e i nomi dei vostri amici che hanno visto la foto o il video in questione.
In generale quest'idea geniale fu di Snapchat ma a portarla al successo fu Instagram e forse ora Facebook.
Intanto WhatsApp è in agguato.
Una descrizione del genere dove l'abbiamo già sentita?
Circa 1 settimana fa Facebook ha dato il via al rilascio di "Stories", la nuova funzione del social network scopiazzata da Snapchat ed Instagram.
Verrà ovviamente modificata l’interfaccia utente, facendola diventare simile a quella d'Instagram.
L’aggiornamento è ancora in fase di rilascio, i profili verranno progressivamente aggiornati.
Le notifiche e le impostazioni saranno in basso, in alto invece avremo alcuni cerchi (all’interno dei quali ci sono le foto profilo dei vostri amici che hanno aggiornato di recente la loro storia).
In alto a sinistra è presente la fotocamera e in alto a destra i direct.
Con questo nuovo aggiornamento è stata introdotto la Facebook Camera, a cui è possibile accedere tramite l’icona.
Ci sono diversi effetti che interagiscono con il vostro volto: viene riconosciuta la vostra faccia e verrà applicato un effetto su di essa, talvolta con un’animazione se effettuate particolari movimenti, come ad esempio chiudere gli occhi o abbassare il capo.
In basso a sinistra c’è il simbolo di una stella che vi permetterà di accedere ad ulteriori effetti, sticker e animazioni.
In basso a destra sarà possibile anche accedere alle foto presenti in galleria, in modo tale da poter pubblicare dei contenuti già presenti sul vostro smartphone.
Una volta scattata la foto potrete scrivere qualcosa su di essa sia con la tastiera che direttamente con il dito, scegliendo il colore del pennarello.
Potrete, inoltre, scaricare la foto sul dispositivo con il tasto in basso a destra.
Ovviamente potrete registrare un breve video, sfruttando le animazioni che vi mette a disposizione l’app.
In seguito sarà possibile condividere la foto pubblicamente sul proprio profilo come se fosse un post normale su Facebook, creare appunto una storia che sarà visibile per sole 24 ore, o ancora inviarla tramite messaggio privato.
A tal proposito i messaggi privati, come su Instagram, prenderanno il nome di “Direct”: sotto questo punto di vista Facebook non da più la possibilità di accedere a Messenger dalla sua applicazione, ma solo a Direct, permettendo di conversare privatamente su foto o video della nostra storia.
Ovviamente una volta pubblicato un contenuto sulla vostra storia avrete la possibilità di vedere chi l’ha visualizzata, con un contatore e i nomi dei vostri amici che hanno visto la foto o il video in questione.
In generale quest'idea geniale fu di Snapchat ma a portarla al successo fu Instagram e forse ora Facebook.
Intanto WhatsApp è in agguato.
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