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mercoledì 20 gennaio 2016

WhatsApp Gratis A Vita? Tutti I Retroscena

A pochi giorni dall’annuncio dell’abolizione del canone annuale, WhatsApp ha iniziato ad avvisare gli utenti della novità, inviando loro una notifica per comunicare che da oggi in poi il servizio sarebbe stato gratuito a vita.
Qualcosa, però, non sembra aver funzionato nel sistema di comunicazione e molti utenti si sono prima visti rinnovare a vita l’abbonamento a WhatsApp, per poi vedere un passo indietro e una data di scadenza in alcuni casi di qualche mese.
Il servizio quindi è diventato gratis a vita come annunciato nei giorni scorsi oppure il pagamento è solamente posticipato come annuncia un altro messaggio pochi istanti dopo?
E perché questi tipi di messaggio arrivano solo ad alcuni utenti e non ad altri?

Sul sito di WhatsApp si legge:
“nel corso delle prossime settimane rimuoveremo le tasse dalle diverse versioni della nostra app e non avrete più addebiti per il nostro servizio”. 

Dunque la versione ufficiale è questa, abbastanza sinistro però il secondo messaggio che alcuni utenti hanno ricevuto: “siamo spiacenti, abbiamo modificato il tuo account, il tuo servizio scadrà il xx/xx/xxxx”.
In molti, almeno a giudicare dai post su Facebook e su Twitter, si chiedono inoltre come mai non abbiano ricevuto ancora nulla, o addirittura come mai, per loro, Whatsapp non sia mai stato a pagamento(Whatsapp non ha mai fatto pagare alcunché ai suoi primi iscritti, ovvero a coloro che si sono iscritti prima del 2013).
Quanto accaduto nelle ultime ore fa nascere comunque un interrogativo: chi fino a ieri ha effettuato il pagamento di un abbonamento annuale o peggio pluriennale, ignaro di quanto stava per accadere, sarà rimborsato? Per il momento sembrerebbe di no.


CIO' COSA COMPORTERA'?
WhatsApp gratis a vita non dovrebbe comportare l’introduzione di pubblicità.
Semmai, l'app effettuerà una serie di partnership con grandi aziende per fornire i suoi servizi di comunicazione e da qui nasceranno i nuovi introiti.
Ok, 89 centesimi all'anno per il singolo utente non sono niente però per WhatsApp, avendo quasi superato il miliardo di utenze, si.
Infatti creare e mantenere una piattaforma di messaggistica di queste dimensioni ha dei costi per nulla trascurabili, si pensi ad esempio a tutta la gestione dell’infrastruttura informatica, sicurezza compresa.
Ok WhatsApp ha ricevuto 2 anni fa circa 20 miliardi di dollari (per via della partnership con Facebook), ma ci sono comunque sviluppatori e gestori del software da pagare.
Forse la già risicata privacy verrà ancor meno.
Inoltre il modello di WhatsApp, che poi è quello di Facebook e Google, rischia in questo senso di impoverire la qualità dei contenuti presenti sui vari Apple Store e Google Play Store.
Presumibilmente gli iscritti aumenteranno ulteriormente ed è altrettanto evidente che per una WhatsApp che può rinunciare agli spiccioli degli utenti monetizzando tramite i nostri profili, ci sono almeno migliaia di applicazioni che non hanno alternativa: o i soldi o la morte.
Del resto, ora che WhatsApp è gratuito, chi è il pazzo che sceglierà app meno "note" (in quanto gratuite) o addirittura a pagamento?
Forse il futuro è appunto puntare sulla privacy come stanno facendo Telegram e Signal Private Messenger.
Territorio che, per forza di cose, WhatsApp non potrà mai percorrere.

martedì 19 gennaio 2016

Signal Private Messenger L'App Più Sicura Di Telegram (Chat Criptate)

Signal Private Messenger, è un’applicazione di messaggistica istantanea sviluppata per garantirci la sicurezza nelle nostre conversazioni.
Sarebbe ancora più sicura di Telegram, inoltre è la preferita di Edward Snowden (colui che diede il via allo scandalo Datagate ).
L’applicazione usa un sistema di crittografia avanzato che impedisce ai nostri messaggi di essere intercettati ed è Open Source, permettendo a chiunque l’accesso al codice per verificarne l’integrità.
Signal Private Messenger ci permette di creare chat di gruppo in completa sicurezza, non essendo possibile per i Server accedere a nessuna informazione come il nome del gruppo, la lista dei nomi inclusi o la sua icona.
L’applicazione è rapida nel recapitare i messaggi e prevede la possibilità di effettuare chiamate vocali sicure con un audio di buona qualità.
Essa nasce per dispositivi Apple ma è possibile scaricarla anche su Android e su PC(oggi è ancora in fase beta).
Per Apple: Signal Private Messenger
Per Android: Signal Private Messenger


CARATTERISTICHE
L’app elimina ogni traccia dei vostri messaggi e delle comunicazioni, in quanto questi non rimangono memorizzati in alcun server, ma solo nei telefoni di chi la stia utilizzando.
Signal Private Messenger utilizza un sistema avanzato di crittografia ultra-sicuro "end to end").
La crittografia end to end delle telefonate avviene attraverso la connessione dati, e appaiono due parole sullo schermo durante la conversazione, che servono per verificare con il proprio interlocutore dall’altra parte del telefono (per evitare attacchi "man in the middle").
Per usare l'app non c'è bisogno di login (inserito il numero di telefono ci arriverà tramite SMS un codice di sicurezza, un po' quello che avviene quando s'installa per la prima volta WhatsApp. Il numero di telefono inoltre ci garantirà una specie di firma digitale).
L’app consente anche di creare, proprio come altre applicazioni simili, delle chat di gruppo in tutta sicurezza, in quanto i dati degli utenti rimarranno sempre al sicuro;
Inoltre l'audio per chiamate è di buona qualità.


PIU' SICURA DI TELEGRAM
Entrambe le app ovviamente hanno i dati in transito criptati, la sostanziale differenza però è che Signal cripta il traffico anche nei riguardi del provider quindi veramente nessuno può intercettare la comunicazione.
Inoltre con questa app è possibile verificare anche l'identità dei contatti.
E come detto il codice è open source (anche Telegram non difetta di questa caratteristica però).

L'Attacco Hacker Contro La Anthem e L'Utilizzo Dei Dati Sensibili

Ad inizio 2015 la Anthem (compagnia di assicurazione sanitaria) subì un ingente furto di dati personali.
Sicuramente il più grosso furto di dati per un'azienda sanitaria (alla Community Health System furono rubati circa 4 milioni di file).
Qui si parla di un trafugamento di 78.8 milioni di dati.
La compagnia, con oltre 40 milioni di clienti, ha fatto sapere di aver scoperto l’intrusione degli hacker in uno dei database contenente dati sensibili, tra cui numeri di previdenza sociale, indirizzi email, date di nascita, numeri di carte di credito sia di dipendenti che di clienti.
Nei mesi precedenti altri grossi database inerenti altri settori erano stati hackerati: Experian (200 milioni di dati esposti), eBay (160 milioni), J.P. Morgan (76 milioni) e il retailer Home Depot (56 milioni).
Quello che è certo è che i dati sottratti alla Anthem non riguardano né conti bancari né tanto meno dati medici di clienti o dipendenti.
Riguardo la Anthem, gli investigatori riuscirono a trovare tutti i dati trafugati su un sito e a sequestrarlo ma si sa che copiare questi dati o avere database di backup è facile come bere un bicchier d'acqua.
In seguito all’attacco, Anthem ha assunto la Madiant, una società di consulenza e prevenzione cyber con lo scopo di migliorare e intensificare le misure di protezione dei suoi sistemi.
Come primo cambiamento, c’è stato un innalzamento del livello di password per tutto il personale oltre all’invio da parte della compagnia assicurativa di email a tutte le persone alle quali sono stati sottratti i dati.



A COSA SERVONO I DATI RUBATI?
Gli usi sono diversi si va dall’acquisizione di dati allo scopo di creare dossier completi delle persone ("Doxing") per poi rivendere i profili a case farmaceutiche sino alla vendita degli stessi nei mercati neri del Deep Web.
Le informazioni rubate includevano:
- Nomi
- Date di nascita
- Numero della tessera sanitaria
- Indirizzi email
- Dati su professione, salario, proprietà
- Carte di credito, dati bancari, account di pagamenti online

Cioè in poche parole si ha tutto per inscenare un vero e proprio furto d'identità, utile per ingegneri sociali e non solo.
Spesso il fine potrebbe essere anche quello di provare a svuotare i conti delle carte di credito.
Ognuno di questi profili, in base alle informazioni che contiene, può essere rivenduto sul Deep Web.
Inutile invece dire a cosa serve rubare profili eBay: la gran parte delle truffe avviene così.


COME AVVENGONO QUESTI ATTACCHI?
Per il caso dell'Anthem sembra che gli hacker rimasero parecchio tempo nei sistemi: l'accesso al sistema centrale avvenne sfruttando le credenziali di ben 5 dipendenti della società (dotati di privilegi massimi).
Nessuna Botnet, nessun attacco DDoS coordinato: il phishing bastò per far cadere in trappola le cinque persone che, evidentemente, fecero click su un link pseudo sicuro che finì per installare sui loro computer aziendali un malware eseguibile capace di registrare dati, password e credenziali.
Con in mano tali informazioni, penetrare nella rete interna e scandagliare a fondo database e contatti diventa un gioco da ragazzi.
La catena della sicurezza non può avere anelli deboli e ancora oggi moltissime compagnie, spesso grandissime come Anthem, non danno la giusta importanza al settore sicurezza.
Come insegna inoltre il buon Kevin Mitnick e la sua ingegneria sociale: puoi avere anche il miglior antivirus (e sempre aggiornato) ma spesso il punto debole sono proprio gli umani.
Duole ovviamente ricordare che la caduta d'immagine e la perdita della fiducia dei clienti ha, al giorno d'oggi, un prezzo elevatissimo.

Siri, Google Now, Alexa e Cortana: Qual è Il Migliore?

Siri (Apple), Google Now (Google), Alexa (Amazon) e Cortana (Microsoft): qual è l'assistente vocale migliore?
Ognuno di loro ha pregi e difetti questo è indubbio.
Fu Google Now a sbaragliare la concorrenza secondo uno studio di Stone Temple Consulting.
Il test sottoponeva i tre assistenti vocali a ben 3.086 domande.
Lo scopo del test era di individuare l’assistente vocale capace di fornire le risposte migliori.
Now prevalse con il 58%, a seguire Siri con il 29% ed infine Cortana con il 20%.
Poi si è aggiunta anche Alexa di Amazon.


SIRI SUPERA GOOGLE NOW?
Secondo invece uno studio più recente condotto da Experts Exchange, pare che Siri sbaragli la concorrenza.
Finora, le esperienze degli utenti che avevano provato sia Siri che Google Now davano per vincente l’assistente di Android, considerato più affidabile e intuitivo rispetto a quello di Apple.
Tuttavia il sondaggio ha detto altro.
Ai partecipanti è stato chiesto di rivolgere al proprio assistente vocale quattro domande e affidare lo svolgimento di tre diversi compiti, riportando in seguito sia la qualità delle risposte ottenute, sia il numero di volte in cui è stato eventualmente necessario riformulare la domanda affinché l'assistente svolgesse quantomeno il compito.
Le domande erano le seguenti: chi ha vinto il Super Bowl del 1978, quante calorie contiene un muffin, dove posso acquistare degli pneumatici e quando esce Kung Fu Panda 3, mentre i tre task consistevano nell'impostare un appuntamento, inviare un messaggio di testo e attivare il Wi-Fi.
In termini di performance e di soddisfazione dell’utente, i risultati esposti da Experts Exchange parlano chiaro: Siri si comporta meglio dei concorrenti.
Al secondo posto c’è Google Now mentre Cortana è terzo. Hanno anche scoperto che la percentuale di risposte sbagliate arriva al 2.6% con Siri, al 4% con Google Now e all’8% con Cortana.
Per quanto riguarda la capacità di dare una risposta senza costringere l’utente ad una ricerca sul web, sia Siri che Google Now arrivano al 5% mentre Cortana al 7%.


ASSISTENTI VOCALI IN ASCESA: ALEXA ED HOUND
Alexa di Amazon Echo è un'assistente vocale "particolare" non integrato con il GPS però risulta sempre in ascolto ed è in grado di sentire i comandi dell’utente anche quando questi si trova in un’altra stanza.
Infatti il microfono integrato nell’altoparlante risulta piuttosto performante.
Alexa nel tempo ha aggiunto migliaia di funzioni, inoltre permette di creare una casa domotica con pochi euro.
Per tutte le funzioni di Alexa e per creare una casa intelligente: Come Creare Una Casa Intelligente Con Pochi Euro (Alexa ed Amazon Smart Plug)
Per comprare gli assistenti vocali: Echo Dot (3ª generazione) oppure Echo Plus (2ª generazione) con Hub integrato.
Se preferite con lo schermo: Echo Show 5 con schermo compatto e intelligente.
A differenza dei principali competitor come Cortana, Siri e Google Now, Hound di SoundHound Inc utilizza un sistema di riconoscimento vocale molto più avanzato, in grado di integrare nello stesso processo la fase di analisi semantica con quella di riconoscimento delle parole pronunciate dall'utente, un processo molto simile a quello che noi tutti effettuiamo quando parliamo e ascoltiamo una persona.
Questo permette all'applicazione di "ascoltare" l'utente, eliminando i tempi di attesa dal momento che Hound può cominciare le ricerche già nel momento in cui ha capito il tema della frase.
Questo processo viene definito "speech to meaning" e si contrappone al classico "speech to text" classicamente adottato sino ad oggi.
Inoltre Hound può accedere a ben 50 domini di ricerca contro i 22 di cui dispone Siri.
Questo rende Hound in grado di effettuare ricerche sempre più complesse grazie all'enorme quantità di informazioni a cui può accedere.

lunedì 18 gennaio 2016

La Storia Di Yahoo!: Uno Dei Primi Motori Di Ricerca

Yahoo!, seppur in declino per via dell'ascesa di Google, vanta un singolare primato: fu tra i primi motori di ricerca dell'era Internet. Cioè tra i primi siti ad indicizzare pagine Web.
Anche se in realtà i primi due motori di ricerca furono WebCrawley (aprile 1994) e Lykos (sempre 1994 ma qualche mese dopo). Nel febbraio del 1994 Folo e Yang, due ragazzi universitari, creano un database di link per tenere traccia dei portali web che trovano più interessanti.
Ben presto questa sorta di contenitore digitale diventa caotico, tanto da spingere i due ad organizzarlo, dividendo le risorse in diverse categorie. I due, inoltre, pubblicano "Jerry And David's Guide To The World Wide Web", una sorta di guida che spiega come gestire al meglio la propria vita dogotale.
Inutile dire che, seppur per un pubblico di nicchia, la guida ha un grande successo tra gli studenti del campus. Poco due gli stessi creano il loro dominio nel world wide web: nasce www.yahoo.com
Il nome scelto altro non è che l'acronimo della frase "Yet Another Hierarchically Organized Officious Oracle" (cioè Gerarchia Organizzata + Oracle, fonte di saggezza e conoscenza).


IL GRANDE SUCCESSO
Come detto ai tempi la concorrenza era quella che era, comunque nel primo anno d'attività il sito raggiunge il milione di contatti e centomila visitatori unici mensili.
La società ricevi investimenti da Sequoia Capital, che negli anni precedenti era stata l'artefice del successo di Cisco, Oracle, Apple.
In seguito Yahoo! amplia i propri servizi, viene lanciata Yahoo! Mail e Yahoo! Search un motore di ricerca che prima del successo di Google Search ha dominato il mercato.
Alla fine degli anni '90, la home di Yahoo! è la pagina più visitata del web e la società produce ricavi che investe nell'acquisizione di startup (non sempre azzeccate).
Era un'epoca d'oro per la società, tanto da spingere i fondatori ad entrare in borsa.
Dopo lo sbarco a Wall Street, il titolo dell'azienda raggiunge rapidamente i 118 dollari, ma la crisi finanziaria che nel 2001 ha coinvolto tutte le società informatiche non risparmiò neppure un colosso come Yahoo!, che in pochi mesi vede ridimensionarsi il suo valore a otto dollari per azione.
Per migliorare i servizi offerti agli utenti, il management di Yahoo! decide di utilizzare gli utili prodotti dall'azienda per comprare alcune startup: nel 1999 acquista per tre miliardi e mezzo Geocities, un web hosting gratuito per siti Internet, fallito nel 2009 a causa dell'esplodere dei blog e dei social network.
Sempre nel 1999 spende oltre cinque miliardi di euro per Broadcast.com, un hub digitale per radio online che si rivela un altro flop. Meglio è andata sul fronte Alibaba, sito di e-commerce cinese: Yahoo! ha acquisito il 40% della società per un miliardo di dollari, rivendendo poi la quota per sette miliardi.


LA TENTATA ACQUISIZIONE DI MICROSOFT
Nel 2008 Microsoft tenta la scalata a Yahoo! lanciando un'offerta di pubblico acquisto da oltre 44 miliardi di dollari. La società di Redmond ha offerto 31 dollari ad azione, ben più del valore reale dell'epoca(19.18 dollari). Dopo un consiglio di amministrazione infuocato, il management rifiuta però l'offerta, ritenendola insufficiente. Microsoft tenta un nuovo attacco, aumentando l'offerta di  altri 5 miliardi (per un'offerta complessiva di poco inferiore ai 50 miliardi di dollari), ma anche in questo caso rispedita al mittente dalla dirigenza Yahoo!. Bill Gates e soci decidono di ritirarsi dal campo e puntare le proprie attenzioni (e soldi) su altre startup. Questo fu l'inizio di una crisi per Yahoo!: valore di mercato che crolla e molti funzionari d'alto livello costretti alle dimissioni.


LA CRISI E LA RINASCITA
Nel 2008 Yahoo!, ormai soppiantato da Google, rischia la bancarotta risentendo anche della crisi finanziaria. L'idea è quella dell'acquisizione del social network Tumblr, che avrebbe dovuto portare un aumento del 20% del traffico del portale. L'effetto, ovviamente, non è immediato: nel luglio del 2013 Yahoo! diventa il portale più visitato degli Stati Uniti, superando anche Google e Facebook.
Un successo momentaneo, ma che sembra di buon auspicio per il futuro: a giugno 2015 i numeri di Yahoo! parlano di oltre 700 milioni di visitatori unici.

Cosa Sono I Dispositivi Modulari? Project Ara Di Google

Project Ara di Google stanno realizzando l'ormai noto smartphone modulare (componibile) con "open hardware".
Ma in poche parole di cosa si tratta? Al posto di uno smartphone che dopo 1 annetto comincia ad avere problemi a causa di malfunzionamenti di determinati componenti, Google propone un dispositivo modulare, in cui ogni singolo elemento può essere sostituito con la versione aggiornata e funzionante.
Un modulo può contenere un qualsiasi componente, dall’hardware interno alla batteria, dal display alla memoria, fino ad arrivare alla CPU e alla fotocamera notturna.
Il tutto in una gamma di colori e fantasie in perfetto stile Google.
Il colosso di Mountain View ha anche meditato di mettere a disposizione delle stampanti 3D in fase di ordinazione del telefono per permettere ai compratori di crearsi da soli le componenti e neutralizzare ogni barriera alla personalizzazione, ma l’idea è stata bocciata a causa dei costi troppo elevati.
La base in alluminio, che ospita i magneti al quale vengono agganciati i vari "pezzi", presenta uno spessore modesto, ma ovviamente ad essa vanno collegati display, fotocamera, processore, speaker e batteria(una specie di un anodo metallico ultra sottile. In poche parole sarà possibile produrre batterie più piccole dotate della stessa capacità di quelle attualmente sul mercato, permettendo la creazione di componenti più sottili per il Project Ara).
In pratica viene preso uno smartphone e diviso in tanti pezzi più piccoli, un po' come se fossero mattoncini Lego, ognuno attaccato all'altro e a alla base metallica tramite dei magneti.
Al momento questo è un progetto destinato a sviluppatori di hardware e software, ma l'obiettivo finale è quello di lanciare Ara sul mercato e renderlo disponibile a tutti.
Project Ara sarebbe dovuto essere lanciato a fine 2015 ma ad oggi, ancora niente.

domenica 17 gennaio 2016

PewDiePie Lancia Il Suo Network: Revelmode

Lo Youtuber più famoso e ricco al mondo, Felix Kjellberg, alias PewDiePie forte dei suoi 40 milioni d'iscritti ha aperto un nuovo social insieme ad altri colleghi di Disney Maker Studios, chiamato Revelmode.

“Revelmode produrrà serie originali, gameplay sui videogames, animazioni, musica, vestiti, iniziative benefiche e tanto altro ancora” spiega PewDiePie, che selezionerà lui stesso i talenti insieme a Maker Studios.

Il team di partenza principale includerà altri Youtubers quali CutiePieMarzia, CinnamonToastKen e EmmaBlackery.
Inoltre faranno parte del roster anche JackSepticEye, Kwebbelkop, Markiplier, Dodger e Jelly.
Tuttavia i contenuti più interessanti saranno a pagamento, sottoscrivendo un abbonamento.
Il tutto si spiega con il fatto che gli amanti di contenuti multimediali tendono, sempre più, a scartare la TV in favore di YouTube dove tutti possono produrre e mettere online i video delle proprie recensioni, delle proprie passioni, delle proprie capacità.
Il sito ufficiale: http://www.revelmode.com/
L'idea in realtà è della Disney, in partnership appunto con PewDiePie.
Come già detto si occuperà di musica, spettacoli, videogame ed ovviamente anime.
La Disney ha messo a disposizione di PewDiePie i suoi Maker Studio per la creazione di questo social che si occuperà di progettare contenuti virali.
Una novità che per il momento non cambia gli accordi già presi con YouTube Red, il servizio di video (e audio) streaming di Google: insieme ai produttori di The Walking Dead, Kjellberg sta lavorando a Scare PewDiePie, un webshow dove giocherà a farsi terrorizzare nei modi più strani e creativi, un po’ come già succede nei suoi video a tema videogame.

giovedì 14 gennaio 2016

La Maledizione Di Madden: Videogame NFL (1999-2016)

Un tempo gli atleti americani temevano la cosiddetta "Maledizione della copertina" (in particolare di Sport Illustrated). Nell'era della multimedialità invece il tutto pare si sia trasferito sulla copertina del videogioco più famoso e venduto della NFL: la serie Madden della EA Sports. La credenza che si è venuta a creare è quella che il giocatore raffigurato come testimonial del videogame andrà incontro ad infortuni o brutte stagioni. Fino al 1998 la casa produttrice si era affidata unicamente all'immagine di John Madden, ex coach di successo ed ex commentatore televisivo. Dal 1999 ad oggi sono apparsi sulla copertina stelle della NFL.


MADDEN 1999
Garrison Hearst, RB dei S.Francisco 49ers compare sulla copertina della versione venduta fuori dagli Stati Uniti e festeggia rompendosi la caviglia nel Championship Game contro i Falcons rimanendo fuori dai campi per due anni.


MADDEN 2000
La copertina doveva essere di Barry Sanders, RB dei Detroit Lions, che però improvvisamente annuncia il suo ritiro (e cede il posto a Dorsey Levens RB dei Green Bay Packers). Nelle prime copertine del gioco si vede proprio Sanders alle spalle di Madden.


MADDEN 2001
Eddie George, RB dei Tennessee Titans sembra invertire la tendenza disputando una buona stagione (16 touchdown), ma commette l’errore decisivo (fumble) quando palleggia un passaggio che finisce nelle mani di Ray Lewis e costa alla sua squadra il Divisional.


MADDEN 2002
Daunte Culpepper, qb dei Minnesota Vikings disputa una pessima stagione colpito da un infortunio al ginocchio.


MADDEN 2003
Nessun infortunio qui ma Marshall Faulk, RB dei St.Louis Rams, non raggiunge le 1000 yard corse in stagione (dopo averne corse più di 1300 in ognuna delle quattro stagioni precedenti) e la sua squadra passa da un incredibile record di 14-2 a 7-9!


MADDEN 2004
Michael Vick, QB degli Atlanta Falcons, cinque giorni dopo l’uscita del gioco si rompe una gamba in una partita di preseason!


MADDEN 2005
Ray Lewis, forte LB dei Baltimore Ravens, per la prima volta in carriera non intercetta neanche un pallone. Squadra detentrice del titolo che non si qualifica per i playoff.


MADDEN 2006
Donovan McNabb, QB degli Eagles, festeggia la copertina con un ernia alla prima partita e menisco e legamenti a novembre.


MADDEN 2007
Shaun Alexander, RB dei Seattle Seahawks finisce in copertina con una stagione fantastica alle spalle.
Dopo l’apparizione Shaun si rompe un dito del piedi e non gioca sei partite non raggiungendo le 1000 yards corse in stagione per la prima volta dal 2000.


MADDEN 2008
Vince Young, QB dei Titans disputa un’onesta stagione e anzi deride pubblicamente la fama di copertina maledetta del videogioco. Due infortuni gravi, l'anno successivo e nel 2010, gli hanno fatto cambiare idea.


MADDEN 2009
Copertina dedicata a Brett Favre. Brett firma con i Jets e porta a casa una stagione pessima, uno scandalo sessuale e un infortunio alla caviglia.


MADDEN 2010
Doppio volto in copertina, Larry Fitzgerald e Troy Polamalu. Fitzgerald porta a casa una buona stagione ma Troy si becca un infortunio al crociato collaterale prima e posteriore poi che gli faranno saltare gran parte della stagione.


MADDEN 2011
Drew Brees reduce dalla vittoria con MVP nel Super Bowl vuole confermarsi al top della lega.
Infortuni? No, ma ben 22 intercetti: stagione che dire mediocre è poco.


MADDEN 2012
Peyton Hillis si presenta ai nastri di partenza della stagione con 1200 yards corse e 11 touchdown nel 2010 e la stagione della conferma è piena di infortuni e di problemi di spogliatoio tanto da portarlo ad andare via dai Brown.


MADDEN 2013
Calvin Johnson sembra essere l’eccezione alla regola perchè disputa una buona stagione, nonostante la pessima stagione complessiva dei suoi Lions. A fine stagione Johnson ammette di aver giocato diverse partite con tre dita rotte.


MADDEN 25 (2014)
L’edizione che celebra il quarto di secolo vede in copertina Barry Sanders che batte Adrian Peterson nella votazione su internet. Il RB dei Vikings finisce sulla copertina dell’edizione per console e festeggia con un infortunio all’anca che non gli permette di giocare le ultime partite della stagione.


MADDEN 2015
Nella votazione su internet Richard Sherman, DB dei Seattle Sehawaks, batte Cam Newton (QB dei Carolina Panthers), con il 56% dei voti contro il 44% e si guadagna il diritto della cover.
Sfata forse la maledizione ma il Super Bowl sfumato contro i Patriots (intercetto in end zone di Butler su lancio di Wilson) grida ancora vendetta.


MADDEN 2016
Stavolta viene scelto Odell Beckham Jr dei New York Giants. I Giants disputano una discreta stagione, Beckham per non sfatare completamente la maledizione perde il controllo dopo un contatto con Josh Norman dei Carolina Panthers: lo rincorre e lo colpisce violentemente con una testata casco contro casco. Viene sospeso e fatto praticamente a fette da tutti i media (sportivi e non).


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mercoledì 13 gennaio 2016

Arrivano Le Stampanti 4D: Differenze Con Le 3D

Mentre le stampanti degli anni 90 che fanno da semplici fotocopiatrici permettono di creare una copia fedele di un oggetto in versione bidimensionale (un foglio di carta per esempio), tramite il 3D si ha la possibilità di creare oggetti con volume.
Gli usi che possono farsi degli oggetti che vengono realizzati con le stampanti 3D sono diversi e variegati.
Si possono costruire modellini per studiare meglio edifici, piatti, posate ed addirittura organi artificiali.
Qual è la "limitazione" degli oggetti in 3D? Che sono statici (non mutano mai la forma).
A quelle che sono le tre dimensioni di cui sopra (larghezza, profondità, altezza), aggiungiamone una quarta, il tempo.
Abbiamo così gli stessi oggetti (o disegni) della stampa 3D che però si modificano nel tempo, adattandosi e rispondendo all’ambiente circostante: detti anche "Smart Objects".
Cioè ad esempio la modificazione di un oggetto a contatto con l'acqua.
Molti passi avanti sono stati fatti a partire dal 2013, anno della presentazione dello scienziato Tibbits, in un settore che per il momento è confinato all’interno dei laboratori di ricerca.
Prendendo spunto dalle ricerche del Self-Assembly Lab, scienziati dell’università di Wollongong hanno stampato, grazie a idrogel intelligente, una valvola medica che si aziona automaticamente al passaggio di acqua.
Questo sarà il futuro: oggetti in 4D.


GLI OGGETTI CHE SI "ADATTANO" ALL'AMBIENTE CIRCOSTANTE
La grande intuizione sarebbe che il materiale non solo si adatti a Temperatura, Pressione ed Umidità ma anche a variazioni del flusso stesso.
Applicare questo meccanismo agli pneumatici delle auto permetterebbe di far sì che cambino automaticamente alle variazioni del terreno.
E poi c’è il legno: dagli infissi al mobilio, si avrebbero strutture non deformabili grazie al continuo adattamento alle diverse condizioni ambientali.
Col passare del tempo sono aumentate sempre più le applicazioni della stampa 4D, dall’edilizia all’assistenza sanitaria, dal settore militare ai servizi pubblici, crescendo di pari passo gli stimoli ambientali ai quali reagire: luce, aria, rumore e via discorrendo.
Il mercato della stampa 4D varrà 60 milioni di dollari nel 2019 e 555 milioni nel 2025
Tra il 2018 e il 2019, presumibilmente, il mondo della stampa 4D sarà per il 55% costituto da applicazioni militari e per il restante 45% da utilizzi in ambito aerospaziale.
Sempre secondo il rapporto, gli USA guideranno questo mercato, in particolare le medie-grandi industrie che contribuiranno ad abbassare il costo di lavorazione che, per ovvie ragioni, nei primi anni sarà molto alto e quindi permetterà a pochi attori di fare ricerca e sviluppo.
Il principio cardine dell’evoluzione umana, la capacità di adattarsi, è stato applicato agli oggetti e ci è davvero difficile prevedere, a oggi, le possibili grandi implicazioni di una tecnologia di questo tipo.


COME FUNZIONA LA STAMPANTE 4D
Ovviamente la stampante 4D opera su un altro livello di complessità.
Mentre una “normale” stampante 3D si limita a stampare un oggetto fine a se stesso (un bicchiere resta pur sempre un bicchiere), la stampante 4D necessita invece di ulteriori informazioni.
Considerando che tutti gli oggetti si muovono in uno spazio tridimensionale, la geometria è la chiave di volta utilizzata dal team del MIT.
La stampante 4D costruisce l’oggetto tenendo conto delle coordinate geometriche immesse che vanno ad esplicitare gli angoli, la direzione, la grandezza e la forma di ogni componente.
 

domenica 10 gennaio 2016

L'FBI Oscura Playpen Su TOR e Smaschera 1500 Pedofili (Deep Web)

Grazie al software NIT(Network Investigative Technique), detto anche Drive By Download, l'FBI è riuscita a violare il sistema di sicurezza di uno dei più grandi siti di pedopornografia presente nel Deep Web: Playpen.
Un portale con oltre 215.000 utenti, 117.000 messaggi e una media di 1500 visitatori unici al giorno.
Il sito era stato inaugurato ad agosto 2014 e permetteva a tutti gli utenti che vi accedevano di caricare immagini pedopornografiche (che venivano poi scambiate tra gli utenti iscritti al network) o di discutere sul forum.
Per accedervi era necessario un client TOR ovviamente.
Il portale ospitava diverse sezioni in cui era possibile leggere consigli e guide per pedofili su come per evitare di essere rintracciati.
Dopo 1 anno di indagini l'FBI ha quindi provveduto a sequestrare il server (hostato in North Caroline) nel febbraio del 2015, reindirizzando il forum verso un server proprio che ha consentito di raccogliere numerose informazioni sui visitatori del portale riuscendo a rintracciare più di 1.500 pedofili.
Le operazioni sono state condotte grazie al software NIT che ha permesso di rintracciare l'indirizzo IP, il tipo di sistema operativo, l'indirizzo MAC, il nome host, il nome utente del PC e molto altro.
Finora 1.500 casi(accessi quindi visitatori univoci) sono stati registrati a partire dal luglio 2015, quando diversi uomini furono arrestati, altri sono stati arrestati nel proseguo dell'anno e ad inizio 2016.
Tra giugno e luglio 2015, venne arrestato tra gli altri Luis Escobosa (un uomo di New York) che navigava su diversi website Onion di questo tipo.
Escobosa sul detto forum (Playpen) utilizzava il nome utente "Fraud92787" ed era indicato come membro "newbie"(inesperto/novellino), trascorse un totale di 4 ore e 16 minuti sul Playpen tra 4 febbraio e il 3 marzo 2015.
L'uomo ha ammesso di aver scaricato file CP ma ha detto alla FBI che era per lo più interessato a ragazze di età compresa tra i 15 e i 17.
Nonostante la sua dichiarazione, i federali l'hanno incolpato per diffusione di materiale inerente a ragazze sotto i 13.
Documenti del tribunale mostrano arresti da Connecticut, Massachusetts, Illinois, New York, New Jersey, Florida, Utah e Wisconsin.
Altri saranno de-anonimizzati nelle prossime settimane.


COME FUNZIONA NIT
Il funzionamento non è chiaro però alla base di tutto si parla di Malware e di Exploit (come potete leggere nell'articolo dedicato al software NIT(Network Investigative Technique) ) che sfruttano versioni non aggiornate di TOR e dei browser (e non solo).
Ad ogni modo un file Flash, è inserito sul sito web da de-anonimizzare ed inviato al browser web degli utenti quando accedono all'Hidden Service su TOR. 
Questo file Flash viene eseguito come plug-in di Adobe e stabilisce una connessione diretta ad un server dell'FBI controllato sul Clearweb (senza passare attraverso TOR). 
Dopo aver completato questi passaggi, i federali possono risalire agli indirizzi IP degli utenti.
Determinato l'indirizzo di casa dal fornitore di servizi Internet utilizzando un mandato di comparizione e di perquisizione, gli agenti dell'FBI sequestrano macchinari e quant'altro.
Poi con i macchinari sottomano tramite cache del browser TOR più cookies (ed eventuali files di chat IRC) completano l'opera, formalizzando l'accusa.