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lunedì 7 gennaio 2019

Come Fare Copia/Incolla Dai Siti Che Non Lo Permettono

Premettendo che fare copia/incolla è nel 99% dei casi una mancanza di rispetto verso il creatore del contenuto (inoltre si possono incorrere anche in grane di copyright), in questo articolo vedremo con un piccolo trucchetto come sarà possibile copiare ed incollare il testo nei siti bloccati (in quanto la funzione viene disabilitata sul testo). Perchè uno dovrebbe copiare un testo? Perchè magari serve una formula o parte di una frase che si desidera modificare senza ri-scriverla da zero.
Ricordo che questo metodo funziona solo su pagine che effettivamente presentano testo non selezionabile e non su quelle pagine che usano file immagini con testo scritto sopra (per intenderci non sarà possibile estrapolare il testo da uno screen).
Il metodo è semplicissimo. Una volta che vi siete accorti che, per qualche motivo, non riuscite a selezionare il testo da un dato sito andate su google e ricercate l'articolo del sito suddetto (siate il più precisi possibile perchè su Google vi dovrà comparire l'articolo esatto proveniente dal sito).
Al posto di entrarci con il metodo canonico (cioè cliccando sul nome del sito), schiacciante sul triangolino verde rovesciato all'estremità destra del sito e poi su copia cache:
(sottolineo nuovamente che non dovete ricercare il sito generico dove risiede l'articolo come ho fatto io linkando il blog medesimo ma il link diretto dell'articolo che potrebbe essere del tipo "Dark Space Blogspot+Links Italiani Darknet")
Fatto ciò vi si aprirà la pagina del sito leggermente diversa dalla solita.
In alto possiamo notare tre funzioni cliccabili:
1) Versione completa
2) Versione solo testo
3) Visualizza sorgente
A noi interessa "solo testo". Cliccateci sopra, a questo punto scendete in basso sempre sulla medesima pagina andando sulle parti dell'articolo che v'interessa e da lì potrete, magicamente, selezionare il testo che vi serve.

venerdì 4 gennaio 2019

Perchè Alexa Non Rispondeva Alle Domande Sulla CIA?

Pare che Alexa, l’assistente intelligente di Amazon, inizialmente avesse diversi problemi ad affrontare argomenti quando veniva nominata la CIA (Central Intelligence Agency) ovvero l'agenzia di spionaggio americana.
Le domande che facevano andare in tilt l'apparecchio erano: "Alexa tu lavori con la CIA?" oppure "Alexa tu sei connessa con la CIA?".
Alexa, invece di rispondere, si spegneva.
O in base alla domanda inerente la CIA rispondeva dicendo "sto avendo problemi".
Secondo Amazon si trattava semplicemente di un bug, oggi Alexa risponde "no, lavoro per Amazon".
Curiosamente anche Google Home andava completamente nel pallone quando si affrontava eventuali collegamenti con la CIA (rispondendo "devo ammettere...non sono sicuro").
Problemi legati alla privacy comunque, non sono del tutto campati in aria.
Basti dire che lo stesso gruppo Amazon è stato costretto a fare i conti con bug e casi di hackeraggio.
Ad avere sollevato i timori è quanto successe a una coppia americana, la cui conversazione privata venne registrata da Echo (lo speaker intelligente del gruppo) e poi inviata a uno persona a caso presente tra i loro contatti.

"Amazon prende molto seriamente la privacy. Abbiamo indagato su quanto successo e determinato che questo è stato un episodio molto raro. Stiamo facendo in modo che un incidente così non si ripeta in futuro"

Il contatto aveva appunto ricevuto la conversazione effettuate dai due e poi messo in guardia la coppia americana, dicendo loro che erano stati hackerati. Incredule, le due persone inconsapevolmente spiate da Alexa hanno ascoltato i file e confermato quanto successo. A quel punto la coppia ha contattato Amazon.
Ad un'emittente, il colosso ha spiegato che Echo si è attivato per via di una parola nella conversazione sullo sfondo che è suonata come 'Alexa' (il comando che serve per iniziare a dare comandi allo speaker). A quel punto, la conversazione che ne è seguita è stata sentita come una richiesta 'invia il messaggio'". Successivamente "la conversazione sullo sfondo è stata interpretata come un nome nell'elenco dei contatti dei clienti. A quel punto Alexa ha chiesto espressamente '[nome del contatto], giusto?'".
Stando ad Amazon, Alexa ha di conseguenza interpretato la conversazione successiva come "giusto" in risposta alla domanda fatta dall'assistente vocale per accertarsi di avere capito il tipo di comando che però nessuno aveva pronunciato.

"Per quanto improbabile questa serie di eventi sia, stiamo valutando le opzioni per rendere questo caso ancora meno probabile"

Ad ogni modo Alexa offre migliaia di funzioni ed al di là di queste dicerie rimane un grande dispositivo.
Per comprarlo: Echo Dot (3ª generazione) oppure Echo Plus (2ª generazione) con Hub integrato.
Se preferite con lo schermo: Echo Show 5 con schermo compatto e intelligente.
Per tutte le funzioni di Alexa e per creare una casa intelligente: Come Creare Una Casa Intelligente Con Pochi Euro: Alexa ed Amazon Smart Plug

giovedì 3 gennaio 2019

Perchè Il CD Aveva Una Durata Di 74 Minuti e 33 Secondi?

Vi siete mai chiesti perchè in origine il CD (Compact Disk) aveva una durata complessiva di 74 minuti e 33 secondi? Non è un po' anomalo? Perchè non 70 minuti o 75?
La Philips, azienda olandese nei campi tecnologici ed elettronici, nei primi anni’70, era alla ricerca di un nuovo supporto portatile e robusto per immagazzinare dati. C’erano diverse alternative, soprattutto grazie alla nuova tecnologia digitale. Nonostante il neonato digitale fosse molto promettente, molti erano convinti che l’analogico fosse ancora la scelta migliore, soprattutto in virtù della (massima) qualità alla quale si era giunti in quel periodo.
Poi a fine anni 70 a questa spasmodica ricerca si aggiunse anche la Sony.
Tra le due aziende c'erano continui contrasti ma entrambe erano d'accordo che la capacità di registrazione sonora dovesse essere di 60 minuti, corrispondenti ad una certa quantità di byte memorizzabili a seconda di alcune caratteristiche puramente tecnologiche da determinare (nello specifico, frequenza di campionamento e profondità di quantizzazione).
A questi 60 minuti, mediante varie tipologie di codifica, seguivano le proposte di un certo diametro per il CD: Philips aveva proposto 115 mm e Sony 100 mm, quasi certamente pensando già allo sviluppo di lettori portatili.


74 MINUTI E 33 SECONDI
Poi, improvvisamente, ad inizio 1980 la capacità fu modificata in 74 minuti e 33 secondi, un dato completamente inusuale: i 60 minuti erano pensati per rivaleggiare con gli LP e sembravano sufficienti per poter contenere anche le registrazioni più lunghe (opere, ad esempio) su più dischi, mantenendo comunque contenuta la dimensione del supporto fisico.
Secondo la Philips: “Il tempo di riproduzione fu determinato da Beethoven”, seppur dopo la sua morte.
La moglie di Norio Ohga, vice presidente della Sony, suggerì infatti al marito di scegliere una capacità che ben si sposasse con uno dei brani di musica classica più noti: la nona sinfonia di Beethoven.
Si pensò di controllare quale fosse la più lunga registrazione della nona sinfonia di Beethoven disponibile in commercio.
Ad esempio la celebre registrazione EMI di Wilhelm Furtwängler, registrata dal vivo a Beyreuth nel 1951. Alcune fonti affermano che questa interpretazione fosse anche la preferita dalla moglie del vice-presidente della Sony. In ogni caso, essa era particolarmente lunga, ben più dei soliti 65-70 minuti di una tipica nona, ma la fama di Furtwängler era così grande che i 74 minuti e 25 secondi della registrazione (più le pause tra le tracce) furono scelti come standard per il compact disc.
Nonostante il nativo digitale fosse molto promettente, molti erano convinti che l’analogico fosse ancora la scelta migliore, soprattutto in virtù della (massima) qualità alla quale si era giunti
Per memorizzare una tale quantità di musica senza perdere qualità era necessario aumentare il diametro del supporto agli attuali 120 mm.
Probabilmente la Sony spingeva per i 120 mm sapendo che la Philips aveva già preparato tutti i mezzi necessari alla fabbricazione dei supporti da 115 mm ed era dunque molto avanti. È allora ipotizzabile che pur di tornare in una condizione di parità la Sony cercò di imporre una capacità di registrazione maggiore, giustificando questa necessità con l’esistenza di una importantissima incisione musicale che non sarebbe stata contenuta in un singolo disco.
Nonostante probabilmente il merito dei 74 minuti e 33 secondi non sia unicamente di Beethoven, ma piuttosto delle difficoltà della Sony a tenere il passo di Philips, fu effettivamente la nona di Furtwängler, con la sua strana durata, a determinare la capacità musicale dei compact-disc.
Da allora in poi la tecnologia ha fatto passi da gigante, consentendo di superare il limite dei 74 minuti del “Red Book” pur conservandone la compatibilità con gran parte dei vecchi lettori, spremendo ai limiti le tolleranze imposte nello standard.

lunedì 31 dicembre 2018

Migliori Videogame Dal 2000 Ad Oggi

Sinceramente è impossibile stilare una classifica di quasi 20 anni di videogame, comprendendo tutte le console e i giochi per PC quindi lo scopo dell'articolo è tutt'altro quello di essere esaustivo.
Così come è assolutamente impossibile citare, per serie lunghissime ed infinite, il miglior capitolo (e parlo non solo di titoli quali FIFA, PES, NBA ma anche di altri quali Final Fantasy, Resident Evil, Splinter Cell, GTA o Assassin's Creed) quindi si è cercato di stilare una lista di alcuni titoli che, in un modo o nell'altro, hanno fatto la storia o perchè sono stati rivoluzionario (per qualche motivo) o perchè appunto si trattava del primo capitolo della serie.


Baldur's Gate 2 (2000)
Colin McRae Rally 2.0 (2000)
Deus Ex (2000)
Diablo 2 (2000)
Perfect Dark (2000)
Tekken Tag Tournament (2000)
The Sims (2000)
Tony Hawk's Pro Skater 2 (2000)
Vagrant Story (2000)
Advance Wars (2001)
Devil May Cry (2001)
Final Fantasy X (2001)
Gothic (2001)
Gran Turismo 3: A-Spec (2001)
Halo: Combat Evolved (2001)
Ico (2001)
Max Payne (2001)
Shenmue II (2001)
Silent Hill 2 (2001)
Super Smash Bros Melee (2001)
Battlefield 1942 (2002)
Grand Theft Auto: Vice City (2002)
Max Payne 2 (2002)
Metroid Prime (2002)
Neverwinter Nights (2002)
NFL 2K3 (2002)
Super Mario Sunshine (2002)
The Legend Zelda: The Wind (con Cel-Shading, cioè immagini 3D simili ad Anime; 2002)
Beyond Good & Evil (2003)
F-Zero GX (2003)
Knights Of The Old Republic (2003)
R-Type Final (2003)
Silent Hill 3 (2003)
Soulcalibur II (2003)
Star Wars: Knights Of The Old Republic (2003)
Doom 3 (2004)
Half-Life 2 (2004)
Katamari Damacy (2004)
Thief: Deadly Shadows  (2004)
World Of Warcraft (2004)
Civilization IV (2005)
Fahrenheit (2005)
God Of War (2005)
Mario Kart DS (2005)
Nintendogs (2005)
Psychonauts (2005)
SoulCalibur 3 (2005)
Company Of Heroes (2006)
Elder Scrolls IV: Oblivion (2006)
Okami (2006)
Gears Of War (2006)
Okami (2006)
OutRun 2006 (2006)
Toca Racing Drive 3 (2006)
Tomb Raider Legend (2006)
Wii Sports (2006)
Zelda: Twilight Princess (2006)
Assassin's Creed (2007)
BioShock (2007)
Call Of Duty 4 (2007)
Mass Effect (2007)
Peggle (2007)
Pokémon Diamond/Pearl (2007)
Portal (2007)
Professor Layton And The Curious Village (2007)
Super Mario Galaxy (2007)
Team Fortress 2 (2007)
The Witcher (2007)
Zelda: Phantom Hourglass (2007)
Braid (2008)
Dead Space (2008)
Fable 2 (2008)
Fallout 3 (2008)
LittleBigPlanet (2008)
Metal Gear Solid 4: Guns Of The Patriot (2008)
Persona 4 Golden (2008)
Rock Band 2 (2008)
Spelunky (2008)
Batman: Arkham Asylum (2009)
Demon's Souls (2009)
Dragon Age: Origins (2009)
Left 4 Dead 2 (2009)
Mass Effect 2 (2009)
Street Fighter IV (2009)
Tabula Rasa (2009)
The Sims 3 (2009)
BioShock 2 (2010)
Heavy Rain (2010)
Limbo (2010)
Mafia II (2010)
Red Dead Redemption (2010)
Rock Band 3 (2010)
StarCraft 2 (2010)
Vanquish (2010)
Dark Souls (2011)
Kerbal Space Program (2011)
Portal 2 (2011)
The Elder Scrolls V (2011)
The Witcher 2 (2011)
Total War Shogun 2 (2011)
Animal Crossing New Leaf (2012)
Call Of Duty: Black Ops II (2012)
Dishonored (2012)
Fez (2012)
Journey (2012)
Resident Evil 6 (2012)
Super Hexagon (2012)
XCOM Enemy Unknown (2012)
Beyond Due Anime (2013)
Dota 2 (2013)
Grand Theft Auto V (2013)
Monster Hunter 4 (2013)
Resogun (2013)
Splinter Cell Blacklist (2013)
Tearaway (2013)
The Last Of Us (2013)
The Stanley Parade (2013)
TowerFall Ascension (2013)
Bayonetta 2 (2014)
Destiny (2014)
Elite Dangerous (2014)
Far Cry 4 (2014)
Hearthstone (2014)
Nidhogg (2014)
Pro Evolution Soccer 2015 (2014)
Transistor (2014)
Trials Fusion (2014)
Bloodborne (2015)
Fire Emblem Fates (2015)
Her Story (2015)
Splatoon (2015)
Ultra Street Fighter IV (2015)
Hitman 6 (2016)
Hyper Light Drifter (2016)
Inside (2016)
Overwatch (2016)
Rez Infinite (2016)
The Last Guardian (2016)
The Witness (2016)
Titanfall 2 (2016)
Dirt 4 (2017)
FIFA 18 (2017)
For Honor (2017)
Injustice 2 (2017)
NBA 2K18 (2017)
Nier Automata (2017)
Nioh (2017)
Horizon Zero Down (2017)
Yakuza O (2017)
God Of War (2018)
La Terra Di Mezzo: L'Ombra Della Guerra (2018)
Prey (2018)

sabato 29 dicembre 2018

I Più Grandi Flop Di Google: Tutte Le Innovazioni Fallimentari

"Google è conosciuta per Youtube, non certo per Google Video Player. La verità è che le persone ricordano più i tuoi successi, dei tuoi fallimenti. Fallire va bene purchè s'impari dai propri errori e li si corregga subito"

Oltre al noto motore di ricerca (nato nel 1998), Google ha realizzato tantissimi progetti ed invenzioni tecnologiche.
Alcune molto innovative o di successo (quali Youtube, Android, Google Maps, Google Earth, Google Translate, Google Play, Google Drive, Gmail, Chrome e tutti i servizi di monetizzazione quali Adsense, Adwords, Analytics, etc), altre meno.
Qui vedremo le innovazioni più fallimentari del colosso di Mountain View.
Tanto per iniziare basta dire che delle oltre 250 innovazioni lanciate da Google dal 1998 al 2011, più di un terzo sono fallite.
Forse il progetto fallimentare più noto è Google +, social network che non ha mai preso piede tra gli utenti ed ormai prossimo alla chiusura per problemi di sicurezza (utenti iscritti quasi 3 miliardi...nel 2016 solo 400 milioni quelli attivi).
Per ironia della sorte Google + nasceva dal fallimento di un altro social: Buzz.
Quest'ultimo avrebbe dovuto rivaleggiare con Facebook, facilitato anche dal fatto che partiva da una base di ben 150 milioni di utenti (i possessori di Gmail).
Il cofondatore di Google Larry Page, mentre annunciava il pensionamento anticipato di Buzz, diceva: "Tutto quello che abbiamo imparato dalla vicenda di Buzz lo utilizzeremo per migliorare la gestione di prodotti come Google+" (in realtà poi le cose, come abbiamo visto, non sono andate benissimo nemmeno con Plus).

Secondo Steven Yegge (ingegnere di Google), i fallimenti di Mountain View non sono imputabili solo al rischio della sperimentazione: "Google+ è l’esempio del nostro completo fallimento nel capire le piattaforme e riguarda tutti, dai capi dell’azienda in giù. Non riusciamo a capire come funzionano. La regola d’oro delle piattaforme è “mangiati il tuo cibo”. Google+ invece è un patetico ripensamento, una reazione istintiva a Facebook"

Si può citare anche Google Reader che nell'idea dell'azienda californiana avrebbe dovuto rivoluzionare (e facilitare) il concetto di feed RSS (lettura degli aggiornamenti di blog e siti sia online che offline).
Soppiantato anche dalla diffusione degli Smartphone.
Tutto qui? Ma neanche per sogno.
Non si può non citare Google Inbox: una versione avanzata di Gmail, integrabile con IA.
Dodgeball era un social durato dal 2005 al 2009 che permetteva di condividere la posizione in tempo reale con i propri amici (stile Foursquare).
Altri progetti “di alto profilo” che hanno riscosso esiti molto negativi sono: Google Video Player (sistema di condivisione video inaugurato nel 2005 e soppiantato da Youtube della stessa azienda), Google Answers (l'idea era proporre domande ed offrire una cifra in denaro per l'eventuale risposta esaustiva ed esatta. Ovviamente Yahoo Answers essendo gratuito è stato preferito prima, durante e dopo Google Answers), Google Wave (che provava a fondere e-mail ed instant message) per citarne alcuni.
Senza scordarci di Google Labs, la piattaforma nata nel 2002 per agevolare la sperimentazione di software ed applicazioni.
A seguito della chiusura di Wave nel 2010, l’allora amministratore delegato Eric Schmidt disse: "Noi celebriamo i nostri fallimenti". 
Jaiku, simile a Twitter, durò dal 2007 al 2009: in questo progetto nessuno ci credette mai, tant'è vero che non venne nemmeno pubblicizzato adeguatamente.
Quasi comica la storia dietro Google Catalogs (2001-2009).
L’idea alla base di Catalogs era quella di fornire cataloghi online di prodotti che permettessero una comparazione in tempo reale dei prezzi. Lanciato in versione beta, venne riaggiornato solo un paio di volte dopo la sua inaugurazione, tant’è che i prezzi dei prodotti rimasero sempre fermi al primi anni del 2000. Come risultato una chiavetta USB da 256mb nel 2005 costava l'incredibile cifra di 595 dollari.
Google SearchWiki (2008-2010) permetteva a chiunque di personalizzare i risultati delle proprie ricerche, cancellando i risultati sgraditi oppure modificandone (verso l'alto o il basso) la loro posizione nella lista.
Google Health avrebbe dovuto, in teoria, rivoluzionare la sanità. Permetteva agli utenti di depositare in un archivio digitale i propri dati: medicinali assunti, allergie, malattie, analisi.
Esordisce nel 2008 e viene chiuso all'inizio del 2012.
Google Nexus One Web Store, nel 2010, l'azienda per accompagnare la vendita del suo smartphone di punta, sviluppò uno web store dedicato. A pochi mesi dall’inaugurazione, però, Mountain View dovette ammettere che il progetto di e-commerce non stava funzionando: durò circa 4 mesi.
iGoogle invece permetteva di modificare l'homepage di Google, personalizzandola in base alle proprie esigenze.
Risultato? Sembravano pagine degli anni 90, catapultate nel nuovo millennio.
Fallito nel 2013.
Tra i flop ci sono anche i Google Glass.
Lanciati nel 2012, sono arrivati forse con troppo anticipo. Prezzo elevato e alcuni problemi tecnici e legati alla privacy ne hanno ostacolato la diffusione su larga scala, fino alla sospensione delle vendite nel 2015.
Si trattava di occhiali indossabili connessi a realtà aumentata.
Il progetto Ara invece sarebbe dovuto essere uno smartphone “modulare”, con componenti da assemblare in diversi modi secondo i gusti dell'utente. Niente da fare anche in questo caso.
Sulla falsariga di Second Life, Google ha anche lanciato il suo mondo virtuale: Lively.
Gli iscritti a Gmail potevano conversare tra loro tramite avatar (era una specie di Chat 3D).
L'esperimento, però, è durato appena cinque mesi, da luglio a dicembre del 2008.
Tramite Google Audio & Print ADS, l'azienda provava ad espandersi (dal punto di vista pubblicitario) piazzando spot anche su radio e carta stampata: nato nel 2006, chiuso nel 2009.
Un altro fallimento fu il termostato intelligente chiamato Nest.
Infine chiudiamo con Web Accelerator.
L'idea di un web veloce avrebbe garantito una migliore navigazione per gli utenti e la possibilità anche di aumentare i contenuti pubblicitari.
Web Accelerator era un programma desktop capace di velocizzare la navigazione grazie a sistemi di caching condiviso dei contenuti sui server di Google.
Il software, tra le altre cose, soffriva di un fastidioso bug che impediva la riproduzione di video YouTube.
L’ultima versione del programma risale al 2008.

giovedì 27 dicembre 2018

Migliori App Per Creare Storie Con Animazioni Spettacolari (Instagram, Facebook)

Ormai le storie sono presenti ovunque: da Facebook ad Instagram, passando per WhatsApp (stati in realtà).
Senza scordarci di Snapchat, la prima app a lanciare un servizio di questo tipo.
Ma di cosa si tratta? Di foto o brevi filmati pubblicati sul proprio profilo social.
Ad esempio su Instagram sono tante le possibilità di personalizzazione (da normale a effetto boomerang per creare gif senza audio, passando per il super-zoom, il rewind che permette di avvolgere il video all'indietro), passando per l'aggiunta di scritte, disegni con il mouse, filtri, gif, adesivi, fotomontaggi, clip musicali.
Noi però cercheremo d'integrare il tutto con alcune app.

Adobe Spark (Android, iOS): editor di storie, animazioni, layout, effetti animati, scritte formattate, filtri.

StoryArt (Android): 200 temi e tantissimi modelli per personalizzare le proprie storie e il layout.
Presenti filtri grafici.

Vimage (Android, iOS): app che permette di aggiungere alle proprie foto degli effetti animati.

Fisheye Camera (Android): tramite quest'app sarà possibile distorcere la foto con angolazioni da 180 a 360°. E' inoltre possibile aggiungere overlay luminosi, maschere e modificare le foto.

Sparkle Camera (Android): sempre editing fotografico con distorsione, filtri, adesivi, scritte, contrasti bianco/nero.
Inoltre è possibile ritagliare le foto e sovrapporre gli effetti.

Hype (iOS): video ed animazioni intriganti con font particolari.

InstaEmojiSticker (Android): nuovi emoji ed adesivi.

InShot (Android): tra le più note app di editing per Instagram, l'unico problema è che c'è un fastidioso logo nella versione free.

PicPlayPost (Android, iOS): per aggiungere musica, audio, video, dissolvenze, testi animati.

3D Glitch Photo Effects (Android con 3D): per ottenere video e foto con effetti psichedelici, acid, foto distorte, filtri analogici trippy e sfasamenti.

lunedì 24 dicembre 2018

Arriva La Vecchia Playstation Miniaturizzata: Caratteristiche e Giochi Presenti (PSX Classic)

Uscita nel 1994 grazie a Sony, la prima storica Playstation rivive in un'edizione miniaturizzata (con 20 giochi pre-caricati) uscita nei primi di dicembre del 2018 chiamata "Playstation Classic" appunto.
Oltre alla console, troviamo due controller USB, un cavo HDMI, un cavo USB-microUSB per l’alimentazione, i 20 giochi pre-installati e il manuale.
Sarà possibile collegarla anche ad una presa USB alimentata del televisore.
Oltre ad esser molto leggera, è circa la metà dell'originale.
Invece dal punto di vista estetico si tratta di una riproduzione fedelissima.


CARATTERISTICHE E PULSANTI
La parte superiore presenta i 3 pulsanti classici, la cui pressione, produce suoni molto simili a quelli originali.
Il coperchio dove venivano inseriti i CD ovviamente non si apre.
La parte frontale ospita le due porte USB per i controller e la riproduzione, ovviamente non funzionante, degli slot per le celebri Memory Card. Sul retro invece troviamo la porta HDMI e quella microUSB per l’alimentazione.
La console è equipaggiata con un processore MediaTek MT8167A quad-core da 1,5 GHz a 64-bit con una GPU PowerVR GE8300, di solito utilizzata per alcuni modelli di tablet Android.
I controller presenti all’interno della confezione hanno un cavo lungo 1,5 metri (identici agli originali e giganteschi rispetto alla console). Come accennato si tratta di controller USB: ciò significa che di fatto funzionano anche su altri dispositivi.
E i pulsanti? Il Power serve ad accendere o mettere in stand-by la console.
Il tasto Reset serve per creare un punto di sospensione per il gioco, e di conseguenza anche a tornare al menù giochi. Il tasto Open invece serve a cambiare disco virtuale: giochi come Metal Gear Solid o Final Fantasy VII vi richiederanno infatti di cambiare disco, proprio come succedeva all’epoca, e sarà sufficiente premere il tasto Open per farlo.


GIOCHI PRESENTI
I giochi come detto sono pre-caricati: non è possibile aggiungerne altri, idem per i controller.
Gli slot della memory card, come detto, sono lì come mera riproduzione.
Ci sono però le memory card virtuali: potete quindi salvare i progressi come si faceva all’epoca su memory card e usare anche i punti di sospensione per cominciare a giocare velocemente ai titoli già iniziati senza passare da menu o da caricamenti di vario genere.
Quali sono i giochi presenti?
-Battle Arena Toshinden
-Cool Boarders 2
-Destruction Derby
-Final Fantasy VII
-Grand Theft Auto
-Intelligent Qube
-Jumping Flash
-Metal Gear Solid
-Mr. Driller
-Oddworld: Abe's Oddysee
-Rayman
-Resident Evil Director'sCut
-Revelations: Persona
-Ridge RacerType 4
-Super Puzzle Fighter II Turbo
-Syphon Filter
-Tekken 3
-Tom Clancy's Rainbow 6
-Twisted Metal
-Wild Arms

Si tratta, chi più chi meno, di grandissimi classici.
Anche se balzano agli occhi assenze quali Tomb Raider, Gran Turismo, FIFA, ISS Pro, Spyro The Dragon, Medievil, Crash Bandicoot, etc
Costo? 99,99 euro.

Su WhatsApp Arriva Una Criptovaluta Per Trasferire Denaro?

Dopo che il social lettone Ask.fm ha lanciato la sua propria moneta anche Facebook sarebbe al lavoro per creare una propria criptovaluta che consentirà agli utenti di trasferire denaro sulla propria app di messaggistica WhatsApp.
La società di Zuckerberg starebbe sviluppando uno stablecoin ancorata al dollaro statunitense (sulla falsariga di Tether), per ridurre al minimo la volatilità.
Il team sarebbe guidato dall’ex capo di PayPal e Facebook Messenger David Marcus, s'inizierà dall'India (con 200 milioni di utenti attivi e seconda nazione al mondo per l'utilizzo di Internet). L’indiscrezione segue l’annuncio di inizio anno che parlava della creazione di un gruppo dedicato alla blockchain.

"Come molte altre società, Facebook sta esplorando i modi per sfruttare la potenza della blockchain. Prima di tutto però è da verificare la tenuta di una “stablecoin”, cioè di una criptovaluta ancorata a un bene o a una moneta tradizionale per renderla più stabile"

Ovviamente ciò potrebbe portare ad un aumento del valore delle monete virtuali più popolari, come il Bitcoin, in quanto rappresenterebbe un’iniezione di fiducia nella tecnologia blockchain.

domenica 23 dicembre 2018

Come Avere Abbonamenti Premium a Basso Prezzo (Together Price)

Quella di TogetherPrice, ormai attiva da molti mesi, è un'idea ottima per risparmiare sugli abbonamenti premium ed avere account premium a basso prezzo.
In realtà, com'è facilmente intuibile, molti di voi avranno già condiviso l'account con l'amico di turno...ma con questo sistema sarà molto più semplice trovare ciò che cercate (sono oltre 250mila le persone che utilizzano questo servizio).
Il concetto alla base è semplicissimo (Sharing Economy): dividere in gruppo l'abbonamento premium (Netflix, DAZN, Apple Music, Spotify, Google Play Music, Now TV, Amazon Music, Tidal, etc).


COME FUNZIONA
Basta iscriversi in modo gratuito, proporre l’abbonamento da condividere e il numero di "posti" liberi e attendere che altri utenti si uniscano. Oppure consultare le proposte degli altri utenti e, se interessati, unirsi. Su Together Price si può condividere in due modi: come Sharing admin se si apre gratuitamente una proposta di condivisione mettendo a disposizione il proprio abbonamento oppure come Sharing joiner se si entra in una proposta di condivisione già attiva come partecipante. Per i joiner viene applicata una piccola commissione di 0,99 euro che copre le spese di transazione bancaria e di gestione della condivisione.
L’admin utilizza Together Price gratuitamente.
Con Netflix, si può condividere l’abbonamento Premium che costa 13,99 al mese con altre tre persone che gli rimborseranno rispettivamente 3 euro e 50 ogni mese ciascuno per un totale di 10 e 50.
L’Admin dopo aver accettato le richieste di partecipazione, riceve le quote dei Joiners nel Wallet di Together Price e, trascorsi 25 giorni, può trasferire il denaro sul proprio conto o carta con IBAN. Questa misura dei 25 giorni è stata inserita da Together Price per tutelare la quota del joiner che in caso di problemi può chiedere il rimborso di quanto ha inviato.
I Joiner possono inviare le loro quote attraverso carta Mastercard o Visa e, dopo il primo invio della quota che va effettuato manualmente, il rinnovo per i mesi successivi avviene invece in modo automatico.
Ma come si fa a fidarsi di sconosciuti? Un utente che mette in condivisione un abbonamento potrebbe improvvisamente cambiare password e non permettere più l’accesso.
Un po' come i siti di compra-vendita alla eBay c'è un sistema di rating per ogni singolo utente, inoltre se si viene truffati, il sito rimborsa il pagamento.
L' app offre anche la possibilità di condividere gli acquisti di software con licenze multiutente (come gli antivirus), software gestionali o accessi multi account a prodotti e servizi business (come G­Suite, Dropbox, Office, Adobe , ma anche piattaforme di gaming come Xbox e Steam e provider di VPN). Si possono creare anche «condivisioni personalizzate».
Ma tutto ciò è legale? Netflix e le altre piattaforme possono comunque essere usate da più utenti: la app mette solamente in contatto chi vuole farlo in perfetta ottica di sharing economy.
In definitiva il sistema permette di avere abbonamenti premium, spendendo quasi niente.

venerdì 21 dicembre 2018

L'instagram Segreto e Parallelo: Finstagram!

Finstagram non è nient'altro che un doppio profilo Instagram segreto/privato! Si tratta di una tendenza molto in voga in America, soprattutto tra le ragazze.
Qual è la particolarità? Che il profilo sarà accessibile ad una cerchia ristretta di amici e che qui verranno pubblicate foto "particolari" che non pubblicheremmo mai nel nostro account ufficiale!


CREARSI UN ACCOUNT
Cosa faremo?
Apriremo semplicemente un secondo account Instagram e lo collegheremo al nostro principale, associando un nome falso.
Accediamo all'app e in alto a sinistra dove sta scritto il nostro nome, apriamo il menù a tendine schiacciando su "aggiungi account". Fatto ciò creiamo il nostro account e poi rendiamolo privato (impostazioni/account privato/on).
Poi tramite "invita contatti" creiamo la nostra cerchia fidati di amici con cui condividere foto che non metteremmo mai nel nostro profilo ufficiale.
Va comunque sottolineato che foto di nudo verranno comunque cancellate e il profilo chiuso.