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venerdì 30 giugno 2017

Hashcash e Le Sue Funzioni: Dai Filtri Antispam Ai Bitcoin (Proof Of Work)

Hashcash, inventato nel 1997 da Adam Back (anche se il primo abozzo del sistema è datato 1992, essendo stato proposto da M.Dworkin e Nair), è un sistema "Proof Of Work" importantissimo che ha avuto tante modalità d'impiego a livello informatico. Utilizzato inizialmente per limitare lo spam di e-mail e gli attacchi di tipo D.o.S. , più recentemente è diventato noto per il suo impiego nell'algoritmo di mining dei Bitcoin. Hashcash per le e-mail utilizza una codifica testuale (un contrassegno Hashcash) che viene aggiunto all'intestazione di una mail per dimostrare che il mittente ha speso una certa quantità di CPU prima di inviare l'e-mail. In altre parole, come mittente ha impiegato una certa quantità di tempo (modesta) per generare l'hash ed inviare l'e-mail, è dunque improbabile si tratti di uno spammer (visto che inviano milioni di mail al minuto). Il ricevente può, ad un costo computazionale trascurabile, verificare che il timbro è valido. L'ipotesi alla base è che gli spammers, il cui modello di business si basa sulla loro capacità di inviare un gran numero di messaggi di posta elettronica con il minimo costo per messaggio e in pochissimo tempo, limiteranno la loro attività essendoci un piccolo costo computazionale per ogni mail inviata. Entrando maggiormente nel gergo tecnico, se i primi 20 bit dell'hash (impronta) sono tutti zero, allora questa è un'intestazione accettabile (vengono calcolati i primi 160 bit comunque). In caso contrario, il computer del mittente incrementa il contatore e prova a ricreare l'hash. La possibilità che l'hash casualmente inizi con 20 zeri è di 1 su 220. 2140 hash sono i valori accettabili. Il numero di volte che il mittente ha bisogno di provare e riprovare prima di ottenere un valore hash accettabile è modellato dalla distribuzione geometrica. L'hash è calcolato in 1 secondo ma il tempo aumenta esponenzialmente in base agli zero presenti (che aumentano quando l'intestazione non è valida. Per un'intestazione valida, la potenza computazionale richiesta e il tempo sono ininfluenti e quindi trascurabili). Un utente normale su un PC desktop non sarebbe disturbato dal tempo di elaborazione necessario per generare la stringa di Hashcash (inviando 1 sola mail o più di qualcuna alla volta). Invece per gli spammers, il problema è molto diverso (essendo diverse migliaia di messaggi al secondo). Il computer del destinatario della mail verifica se l'indirizzo della e-mail (nella stringa di hash) corrisponde ad uno degli indirizzi di posta elettronica validi registrati da parte del destinatario (mailing list a cui il destinatario è sottoscritto). Se non viene trovato, la stringa di hash non è valida. La stringa hash, per mail valide, è inserita in un database. Se la stringa hash passa a tutti i test è considerata lecita. Dunque su questo sistema si basano i filtri anti-spam.


BLOG E SPAMMERS
Alcuni gestori di siti e blog usano gli script Hashcash scritti in linguaggio JavaScript per limitare (anzi rallentare) commenti spam. Altri quali WP-Hashcash usano un meccanismo simile.


BITCOIN
Hashcash è utilizzato anche per i Bitcoin governati da una rete p2p che internamente regola la quantità di lavoro. Se le mail hanno bisogno di modesti e poco costosi 20 bits (1 trilione di milione) per la produzione di un blocco di Bitcoin nel 2015 se ne richiedevano 67.5 di bits (200 milioni).
Concettualmente il discorso è simile: tutti i calcoli complessi per fare mining (di un blocco) servono a rendere molto complesso invertire e contraffare il lavoro svolto sino a quel momento.
Il costo computazionale del Blockchain rende infatti impossibile alterare le transazioni (occorrerebbe sostituire tutti i nodi precedenti).

giovedì 29 giugno 2017

Come Aggiungere Citazioni e Frasi Ad Un'Immagine

In quest'articolo elencherò i migliori siti per aggiungere citazioni quindi frasi alle vostre immagini.
Molti di questi siti permettono anche di creare cartoline virtuali e permettono l'editor delle stesse o dei font.


AGGIUNGERE CITAZIONI E FRASI ALLE IMMAGINE
Notegraphy: https://notegraphy.com/

Pinwords: http://www.pinwords.com/

Recite This: http://www.recitethis.com/

Be Happy: http://behappy.me/

Quotes Cover: http://quotescover.com/

UseChisel: http://www.usechisel.com/

ThingLink: http://www.thinglink.com/

Skitch: http://evernote.com/intl/it/skitch/

Quozio: http://quozio.com/

Pinstamatic: http://pinstamatic.com/

Canva: http://www.canva.com/


MODIFICARE IMMAGINI
Jpeg Mini: http://www.jpegmini.com/

Pixlr: https://pixlr.com/

Pic Mokey: http://www.picmonkey.com/

Be Funky: http://www.befunky.com/

Social Image Resize Tool: http://www.internetmarketingninjas.com/seo-tools/favicon-generator-crop-images/

martedì 27 giugno 2017

Come Ridimensionare Le Immagini Sui Social Network

A volte la realizzazione del layout grafico su alcuni social potrebbe rilevarsi complicato perchè ogni social utilizza immagini con date dimensioni.
Per molti utenti questo aspetto può rivelarsi complesso, se non addirittura impossibile, soprattutto quando si è iscritti su più social.
Non tutti hanno dimestichezza con i software di grafica e foto ritocco, così come bisogna ricordare le dimensioni esatte delle immagini che caratterizzano gli elementi della timeline.
Ci viene in soccorso il tool online Social Media Image Marker che permette di ridimensionare ed adattare le immagini di background, profilo e copertina per:

Facebook , Twitter, Google Plus, Flickr, Vimeo, Pinterest, Youtube, Skype, Tumblr, LinkedIn, Gravatar, Xing, Viadeo, Slideshare, Foursquare e About Me

Il sito non richiede alcuna registrazione ed è abbastanza intuitivo: basta soltanto scegliere il Social Network che ci interessa e caricare le immagini, in formato .Jpg e .Png, seguendo la procedura indicata.
Successivamente sarà possibile ruotarle e ritagliarle (altezza e larghezza a seconda delle esigenze), mentre nel terzo ed ultimo step avremo la possibilità di applicare dei filtri sullo stile di Instagram.
A questo punto non resta che scaricare il file ottenuto e caricarlo sull'account voluto.

domenica 25 giugno 2017

Comandare Droni In Realtà Aumentata Con DronePrix AR

DronePrix AR è tra le prime app in Realtà Aumentata per droni DJI, sviluppata da Edgybees.
Essa può essere utilizzata dai possessori di un multicottero DJI in sostituzione a DJI Go, ed è pensata per l'utilizzo sia interno che esterno.
Tra gli altri è compatibile con i droni Phantom 3,il Phantom 4 e il Mavic Pro.
Sono proposte diverse modalità di gara, dove le immagini reali si mescoleranno con quelle virtuali create ad hoc, potremo così assistere alla creazione di veri e propri circuiti, navigare tra ostacoli, etc.
Il gioco è incentrato sul far volare il drone attraverso una corsa a ostacoli virtuale mentre si raccolgono premi e si evitano gli impedimenti lungo il percorso.
E' possibile competere per la miglior prestazione, punteggio e tempistica e ottenere un piazzamento nel ranking che comprende anche altri piloti di droni in tutto il mondo.
Si tratta del primo gioco sociale in realtà aumentata progettato specificamente per questo.


MODALITA' DI GIOCO
1) Modalità Solo e Competition: bisogna provare a battere il tuo record o quello di altri utenti sparsi nel mondo.
L'obbiettivo è scalare la classifica.
2) Flight Assistant: una guida assisterà il pilota nello spazio 3D mentre naviga tra gli ostacoli per raccogliere monete e premi.
Per accedere ai tracciati successivi bisogna aver ottenuto punti "stars".
3) Multiple Course: con oltre 30 percorsi a ostacoli e difficoltà variabili adatte a piloti esperti e principianti.
4) Social Engagement: i piloti possono connettersi al proprio account Facebook attraverso il loro identificativo utente e condividere i propri traguardi con i migliori piloti.


COME FUNZIONA
Una volta che il drone, il telecomando e la app mobile sono accesi e connessi, l’utente visualizzerà la videocamera del drone sulla app, quindi potrà selezionare il percorso e iniziare a volare.
Sullo smarthpone o sul tablet vengono visualizzate in live streaming le immagini riprese dalla telecamera del drone con però sovraimpresso il gioco in realtà aumentata.
In sostanza, circuiti virtuali disegnati in aria in tempo reale da percorrere con il drone in volo in scenari indoor e outdoor per compiere il record del giro più veloce, per gareggiare contro altri piloti, per acquisire più punti possibili raccogliendo coins e premi lungo il percorso.


COMPATIBILITA'
DronePrix AR è scaricabile, al momento gratuitamente almeno per il primo livello,  sul Play Store per i dispositivi Android e sull' App Store per i device iOS.
Non è la prima volta che la realtà aumentata entra nel mondo dei droni, Walkera l'estate scorsa ha sviluppato un sistema simile per il drone Aibao (ex Airbot).
Per maggiori info e per il download: Edgybees (DronePrix Ar)

venerdì 23 giugno 2017

Le Nuove Minacce Sugli Smartphone: Adnet ed Information Stealers

Nuovi Malware che colpiscono i dispositivi mobili (Android) sono gli Adnet e gli Information Stealers.
I primi mostrano pubblicità “illegittima”, grazie alla quale i suoi ideatori generano profitti senza alcuna difficoltà.
I secondi rubano le informazioni conservate sul dispositivo (foto, video, messaggi, etc).
Tra i Malware più pericolosi rintracciati c’è Loki, che è un misto tra un Adnet ed un Information Stealer, ma molto resistente.
Non appena si accende il terminale, infatti, si installa sul sistema, ottenendo il pieno controllo del dispositivo.
Ben 6 delle minacce trovate sono state piazzate sulla ROM con permessi di amministratore e pertanto non possono essere rimosse dall’utente (a meno che non si effettui il flash della ROM fornita dalla casa produttrice).
I ricercatori di Check Point Security hanno rilevato che ben 36 dispositivi mobili Android sono stati immessi sul mercato già infetti.
Spiccano i Samsung Galaxy Note2-5 e Note Edge, Galaxy S4, S7, A5 e Galaxy Tab S2, LG G4, Xiaomi Mi 4i e Redmi, Asus Zenfone 2 e Lenovo S90 e A850.




mercoledì 21 giugno 2017

Armi Sempre Più Dipendenti Dai Software (Meeting Software Solarium)

Il primo meeting “Software Solarium”, svoltosi a settembre 2016 ad Aberdeen Poling Ground, è stato organizzato per sottolineare l'ormai cronica dipendenza degli armamenti e in generale delle armi da guerra al software.
A febbraio 2017 si è tenuto il secondo di questi incontri, denominato “Software Solarium II“, che ha visto la partecipazione di esercito, aziende private, università ed altri del settore.
La presenza del software è ormai pervasiva in tutte armi moderne, che siano elicotteri, artiglieria, carri armati, navi, sistemi di trasporto, fucili, senza scordarci di radar, missili e droni.
Secondo Bruce Crawford (Comandante del Communications Electronics Command) non esistono armi con una qualche rilevanza nel campo di battaglia moderno che non siano pesantemente dipendenti dal software.
Questo ovviamente apre scenari interessanti per quanto riguarda la sicurezza delle piattaforme Hardware (patch, eventuali bug, ovviamente aggiornamenti), includendo anche azioni di guerra cibernetica atte a disabilitare le armi cinetiche.


Per approfondire riguardo armi autonome (intelligenti) vi rimando a questo articolo: Tutti I Tipi Di Lethal Autonomous Weapons Systems: Robot, Droni, Missili Autonomi

lunedì 19 giugno 2017

Magic Leap e Il Progetto Segreto Della "Realtà Cinetica"

Magic Leap, la start-up Hollywoodiana su cui Google ha puntato oltre 500 milioni di dollari per proseguire il suo ambizioso progetto nell’universo della realtà aumentata, ha ormai ben 7 anni sul groppone.
Eppure l'ambizioso progetto rimane ancora top secret, anche se l'intento è quello di realizzare un chip fotonico a campo luminoso.
Essa viene considerata dagli addetti ai lavori come una delle più innovative nel settore della realtà aumentata, se non la più innovativa in assoluto.
Nel mondo consumer nessuno la conosce ed a ragione, visto che di fatto non ha alcun prodotto sul mercato, né ha mai presentato pubblicamente un suo prototipo o rilasciato software, anche in beta, almeno agli sviluppatori.
Niente di niente.
A breve distanza dalla notizia che dà ormai per certo il suo debutto nel mondo della telefonia, ecco arrivarne un’altra che, mai come in questo caso, supera i confini della realtà.
Dovrebbe trattarsi di dispositivi indossabili, in grado di conciliare e sfruttare al massimo le potenzialità della realtà virtuale e della realtà aumentata.
Spulciando tra le immagini dei brevetti depositati presso l’USPTO (United States Patent and Trademark Office) è già possibile formulare le prime ipotesi: c'è chi parla di "Realtà Cinetica".
Se infatti i visori finora progettati si limitano a sovrapporre delle immagini in pixel all'ambiente circostante, le lenti Magic Leap riuscirebbero a regolare profondità e colore in modo tale da annullare la differenza fra elementi virtuali ed elementi reali.
Mettere in commercio delle lenti simili vorrebbe dire aprire scenari completamente nuovi, spianando la strada a un concetto di interazione con la tecnologia senza precedenti in tantissimi ambiti diversi, dall'intrattenimento ai videogames, senza scordarci ovviamente dei servizi sanitari.
Il progetto non dovrebbe essere molto dissimile da Microsoft HoloLens, ma è decisamente più evoluto.
Chi ha avuto modo di provare un loro visore sostiene infatti che la sensazione della presenza fisica delle immagini è incredibile e il livello di dettaglio impressionante: anche avvicinandosi a pochi centimetri dall'oggetto rappresentato non si vedono pixel ma solo dettagli nitidi e realistici.
Per dirla in parole povere: stanno cercando di sovrapporre immagini 3D generate al PC sugli oggetti del mondo reale!


Per saperne di più: Qual è La Differenza Tra Realtà Virtuale, Aumentata e Mista?

sabato 17 giugno 2017

Dall'ITS-G5 Al Blind Spot Detection: Le Tecnologie Per I Veicoli Del Futuro

La tecnologia è sempre più nella vita di tutti i giorni: non solo Computer, Smartphone, Smart Home, IOT ma anche GPS, macchine che si guidano da sole e quant'altro.
Ma a livello automobilistico, quali sono le novità nell'immediato futuro?
L'ABS che serve a mantenere stabile la macchina esiste da decenni ma l'ultima evoluzione permette persino di frenare in curve molto inclinate e a "tornanti".
Il controllo a trazione invece previene le scivolate su fondi a scarsa aderenza (fango, terriccio o in caso di pioggia).
Non è neanche molto lontano l'introduzione dell'eCall (che probabilmente sarà reso obbligatorio): sostanzialmente si tratta di un dispositivo che effettua una chiamata di soccorso in modo autonomo (a seguito di gravi incidenti).
Ovviamente sarà possibile utilizzare il dispositivo anche volontariamente in caso di necessità.
Il "Blind Spot Detection" invece monitora il traffico circostante grazie a dei sensori "live".
Inoltre quando un veicolo da dietro ci sorpassa, si accende un retrovisore sul motoveicolo (infatti sarà disponibile non solo per le macchina ma anche per le moto: BMW-Blind Spot Detection), avvisandoci dell'imminente sorpasso.
Saranno inoltre implementati anche nuovi cruscotti HD capaci di replicare sul display le app del proprio Smartphone, il navigatore, la musica, oltre a permettere di ricevere/effettuare chiamate.
Infine, forse l'invenzione più innovativa, sarà lo standard ITS-G5 (Intelligent Trasport Systems) in grado di riconoscere il pericolo, ancor prima che l'occhio umano possa accorgersi dell'eventuale collisione.
Il tutto tramite etere.

venerdì 16 giugno 2017

Cos'è Anti Public? Un Enorme Archivio Di Password Rubate è Sul Deep Web

Anti Public potrebbe tranquillamente essere il furto di dati più importante della storia del Web.
Esso conterrebbe non solo password e mail degli utenti comuni, ma anche account di aziende, istituzioni militari e di sicurezza, e anche organi europei.
L'archivio rintracciato sul Deep Web contiene ben 17 GB di dati, suddivisi in file txt.
In tutto al loro interno sono contenuti 13 milioni di domini mail e oltre 500 milioni di mail univoche, tutte con relative password.
Tutte le password presenti nel file sono in chiaro, per cui visibili da chiunque ne venga in possesso.
A scoprire il files è stata la Cyber Division di Var Group, Yarix, azienda italiana, che a seguito di alcune indiscrezioni trapelate negli ambienti underground delle Darknet si è subito messa al lavoro per verificare le informazioni.
Il nome Anti Public deriva proprio dal sostantivo con cui i Cybercriminali chiamano l'archivio nel Deep Web.
Seppur un archivio datato con dati trafugati diversi anni fa, questo enorme database è stato creato nel dicembre 2016, ma ha iniziato a circolare solo a partire da maggio 2017, tramite una piattaforma cloud russa.
Nessuna informazione è stata trovata sui creatori di questo archivio, che rimane per ora senza una paternità certa, aumentando il mistero intorno alla sua creazione.
Da una verifica fatta sugli account presenti al suo interno, è stato rilevato che si stratta di account autentici, in alcuni casi ancora utilizzati.
Il report diffuso da Yarix include infatti, solo in Italia, forze dell'ordine e della Polizia, Vigili del Fuoco, ministeri, ospedali e università.
A livello globale sono stati trovati account associati alla Casa Bianca, alle Forze Armate USA, all'Europol e al Parlamento Europeo.
Secondo l'agenzia di sicurezza, alla base di questo leak di portata planetaria ci sarebbe il fenomeno del "Password Reuse", cioè l'utilizzo della stessa password per tutti i siti web utilizzati.
Un errore comprensibile per l'utente comune, che dovrebbe comunque evitarlo, ma assolutamente inaccettabile per grosse infrastrutture (a maggior ragione se statali, militari e soprattutto governative).
Chiunque comunque può controllare se la propria email è stata coinvolta nell'illecita operazione, tramite la piattaforma "Have I Been Pwned" (HIBP) che aggrega le informazioni su tutti i megabreach i cui dati sono finiti nel Deep Web.

MacRansom e MacSpy? Il Pericolo Arriva Dal Deep Web

Pare che sul Deep Web sarebbero presenti dei Malware "fai da te" pronti a colpire computer macOS.
Il primo è chiamato“MacRansom” e, sebbene si tratti di un Ransomware, non risulta essere troppo dannoso per il computer.
Anche perchè usa un algoritmo di tipo simmetrico, integrando le chiavi di decodifica all'interno del codice sorgente stesso.
Il funzionamento è lo stesso usato dagli altri Ransomware: cripta i files sul computer colpito e richiede un riscatto che, se non pagato, porta alla cancellazione completa dei documenti se non si effettua il pagamento entro una settimana.
Secondo i ricercatori, il Ransomware sarebbe dotato di un trigger associato ad una sorta di interruttore a tempo che si attiva in automatico.
Tuttavia, appena lo si prova ad installare, viene riconosciuto dal sistema come dannoso.
Il riscatto richiesto ammonta a 0,25 Bitcoin, oggi l’equivalente di 700 Dollari.
Il secondo invece è "MacSpy", forse il più sofisticato spyware di sempre per i Mac, essendo in grado di superare le limitazioni studiate da Apple e per questo quasi impossibile da riconoscere.
MacRansom e MacSpy sono stati creati dalla stessa persona.
L'autore è evidentemente un cyber-criminale capace di configurare un servizio MaaS (Malware-as-a-Service) attraverso cui distribuire le proprie creazioni sulla Darknet di Tor.
Non si tratta di codici troppo complessi ma entrambi i Malware, seppur ancora poco diffusi, meritano un certo rispetto.
Una prima caratteristica interessante di tutta l'operazione è la natura "chiusa" della distribuzione dei due Malware, con l'autore che va contattato via posta e che gestisce in maniera manuale l'invio dei pacchetti per poi contrattare sui costi.
La particolarità dei due Virus è appunto il fatto che colpiscano i Mac.