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mercoledì 5 agosto 2026

Come Proteggersi Da 5$ Wrench Attack (Bitcoin)

Nel campo della sicurezza e del mondo digitale, il termine “$5 Wrench Attack” ci indica chiaramente che anche i sistemi crittografici più complessi (e duri da attaccare) possono essere compromessi "spendendo" semplicemente 5$. Il nome deriva da una situazione ipotetica in cui un aggressore riesce a eludere una complessa crittografia digitale semplicemente utilizzando una chiave inglese da 5$ per estorcere la password ad un utente con minacce o/e un attacco fisico. Ciò evidenzia che l'efficacia delle misure di sicurezza digitale dipendono anche dalla sicurezza fisica e dalla resilienza psicologica dell'individuo quindi fattori umani rappresentano spesso l'anello più debole nella catena della sicurezza.


TECNICHE DI DIFESA
Innanzitutto è fondamentale che un utente adotti misure di sicurezza operativa (OPSEC) robuste per evitare di attirare l'attenzione su se stesso o sulle proprie informazioni sensibili. Ciò include mantenere un basso profilo, usare metodi di comunicazione sicuri ed evitare routine prevedibili che potrebbero renderli un facile bersaglio per la coercizione. Inoltre, la formazione sulla gestione dello stress e la resistenza agli interrogatori può essere fondamentale per garantire che un utente non soccomba alle minacce fisiche. In senso più ampio, l'attacco da 5 $ Wrench funge da monito per organizzazioni e individui sull'importanza di approcci di sicurezza olistici. Ciò include non solo l'investimento in solidi sistemi di sicurezza digitale, ma anche nella formazione fisica e psicologica del personale che ha accesso a informazioni sensibili. Non importa quanto sia sicura la crittografia di un portafoglio, questa può diventare inutile se un aggressore può semplicemente minacciare il proprietario del portafoglio finché non accetta di trasferire i suoi Bitcoin.


CONSIGLI
-Privacy: mantieni privati ​​i tuoi BTC ed evita di condividere pubblicamente informazioni sui tuoi investimenti, il che potrebbe esporti a minacce digitali (phishing) e attacchi fisici. 

-Sicurezza domestica: migliora le misure di sicurezza fisica a casa o ovunque tu conservi la tua frase seed e i dispositivi hardware. Ciò potrebbe includere telecamere di sicurezza, sistemi di allarme, serrature migliori o casseforti per scoraggiare potenziali ladri e aggressori.

-Distribuisci il capitale su più wallet: alcuni con piccoli importi da fornire all'aggressore (wallet sia software che hardware) in caso di necessità.

-Portafoglio decoy: con una configurazione singlesig (dispositivo hardware), crea un portafoglio secondario con una quantità inferiore di BTC che puoi trasferire se costretto, soddisfacendo l'attaccante e mantenendo al sicuro i tuoi fondi principali di cold storage. Ciò può essere ottenuto creando un "portafoglio nascosto" con una passphrase (hidden wallet).

-Separazione geografica: conserva le tue seed phrase in luoghi sicuri, separati dai tuoi hardware wallet, dentro o fuori casa. Ciò riduce la possibilità che un aggressore ottenga le tue 12-24 parole di recupero. Con una configurazione di vault multisig, potresti anche separare geograficamente i tuoi dispositivi hardware.

-Shamir’s Secret Sharing: conserva frammenti delle parole in luoghi diversi. Questo rende complesso per un aggressore recuperare tutti i pezzi necessari per accedere ai fondi.

-Multisig: implementa un portafoglio multi-firma in cui sono necessarie più chiavi private per autorizzare l'accesso o spostare i tuoi BTC. Le chiavi possono essere locate anche in luoghi geografici diversi. Utilizzando questa strategia, anche se un aggressore ottiene l'accesso a una chiave, i BTC conservati in un caveau multisig rimangono protetti poiché l'aggressore avrebbe necessità di chiavi private aggiuntive. 

-Custodia condivisa multisig: organizzati con persone fidate per richiedere a più parti l'accesso ai tuoi fondi. Questo distribuisce il rischio e rende più difficile per un aggressore accedere ai tuoi fondi tramite coercizione. 

-Utilizza un Vault con Ritardo di Tempo (Time-locked Wallet): configura un wallet che consente l'accesso ai fondi solo dopo un certo tempo dall’inizio della transazione.

-Usa Accesso Biometrico o Fattore di Autenticazione Esterno: proteggere l’accesso ai dispositivi o ai wallet con autenticazione biometrica (impronte digitali o riconoscimento facciale) aggiunge un livello di sicurezza e protegge nel caso qualcuno ti costringa a lasciargli il dispositivo.

-Usa Hardware Wallet con PIN e Funzione di "Bricking": alcuni hardware wallet possono essere configurati con PIN specifici che causano la cancellazione immediata del contenuto se inseriti erroneamente un certo numero di volte. In caso di minaccia, questo può proteggere i fondi eliminando l'accesso.

venerdì 19 giugno 2026

Come Funziona BitLocker: Crittografare Il Disco Rigido

BitLocker è un sistema di crittografia che protegge l’intero disco rigido. Non si limita a singoli file o cartelle: cifra tutto il contenuto, compresi i file di sistema e quelli temporanei. Esso fu introdotto a partire da Windows Vista, anche se viene molto utilizzato da Windows 10 e 11 (Pro, Enterprise e Education, non è disponibile nella versioni Home). L’idea alla base è semplice: i dati vengono trasformati in una forma illeggibile tramite algoritmi di crittografia, e possono essere decifrati solo da chi possiede la chiave corretta. 


COME FUNZIONA
BitLocker usa AES (Advanced Encryption Standard) a 128 o 256 bit.
Il chip TPM (Trusted Platform Module), se presente, memorizza le chiavi di cifratura e garantisce che il disco venga sbloccato solo su quel computer, riducendo i rischi di furto della chiave.
L’utente può sbloccare l’unità con una password, una smart card, una chiavetta USB o tramite autenticazione automatica se il dispositivo è conforme.
Al momento dell’attivazione, Windows genera una chiave di backup (in formato testo o file) che va conservata in modo sicuro: è l’unico modo per accedere ai dati in caso di problemi.
In questo caso si avrà protezione totale dei dati: se qualcuno rimuove fisicamente il disco, non potrà leggerne il contenuto. Bitlocker è utile in caso di furto o smarrimento di laptop aziendali o personali.
Va considerato che la perdita della chiave di ripristino equivale a perdere definitivamente l’accesso ai dati.


CHIAVE DI RIPRISTINO
La chiave può essere salvata su chiavetta USB o online sul proprio account Microsoft. E' sicuro conservarla online? Mi sentirei di dire di si perchè anche se il proprio account Microsoft venisse hackerato la chiave è completamente inutile se non viene eseguita sul dispositivo quindi un eventuale hacker dovrebbe rubare la chiave e anche il dispositivo. Andando in sistema/privacy e sicurezza/crittografia dispositivo è possibile selezionare il disco da crittografare e la password. Poi va scelto dove salvare la chiave di ripristino. Se viene salvata nel proprio account Microsoft, basta fare accesso account.microsoft.com/devices/recoverykey e leggerai "nome dispositivo", ID Chiave (che identifica il proprio computer) e "codice di ripristino" (che va inserita nella schermata iniziale, quando richiesto) lungo 48 numeri (a serie di 6).


sabato 13 giugno 2026

Come Malware Vengono Nascosti In Immagini (Steganografia)

Chi ha un minimo di dimestichezza con l'Informatica è abituato a temere i file .exe perchè eseguibili non identificati nella maggior parte dei casi sono malware ma tendiamo a trattare le immagini come sfondi digitali: innocue e sicure. Purtroppo, è proprio su questa fiducia che si basa un nuovo tipo di attacco che poi tanto nuovo non è, è stato solo perfezionato. Una nuova ondata di attacchi, recentemente soprannominata "Operazione SilentCanvas", sta dimostrando che le immagini JPEG vengono utilizzate per diffondere anche malware. Gli aggressori utilizzano un file immagine apparentemente innocuo per introdurre di nascosto una versione infetta di "ScreenConnect". Se non ne avete mai sentito parlare, ScreenConnect è un tool legittimo per controllare e riparare i computer da remoto. 


COME SI VIENE INFETTATI
Come fa una semplice immagine a prendere il controllo del computer? Il segreto sta in una tecnica chiamata Steganografia. Storicamente, la Steganografia veniva utilizzata per nascondere messaggi (payload eseguiti senza lasciare il file .exe, scaricare configurazioni, comunicare con server, evitare rivelamenti di antivirus) in altri files, ma nel 2026 è stata potenziata per il cybercrimine. Oggi viene utilizzata anche per nascondere codice dannoso all'interno dei pixel di un file immagine senza alterarne l'aspetto all'occhio umano. Questo permette al file di eludere molti filtri di sicurezza tradizionali perché, per l'antivirus, appare come un normale e innocua JPEG.
Quando un utente interagisce con il file (spesso dopo essere stato ingannato da un'email di phishing estremamente realistica), viene attivato uno script nascosto (PowerShell), che si connette a un server controllato dall'attaccante. Questo script scarica e installa il software ScreenConnect infetto da Trojan. Poiché questo malware utilizza come base un'applicazione legittima e firmata digitalmente (ScreenConnect), spesso può nascondersi nel Task Manager, rendendo estremamente difficile per i sistemi di rilevamento standard individuarlo. Una volta installato questo strumento di accesso remoto, gli hacker possono monitorare/controllare il vostro schermo, rubare le vostre password (installando anche keylogger che salvano tutto quello che viene digitato sulla tastiera), seed, documenti, prendere screenshot, infettare il browser o persino utilizzare il vostro computer per lanciare attacchi informatici. Va comunque sottolineato che un’immagine da sola normalmente non "esegue malware" semplicemente aprendola. Di solito è necessario un malware già presente nel computer (o un exploit su librerie Windows o bug su programmi non aggiornati) che sa leggere il payload steganografico. Ricorda di non eseguire mai allegati .exe/.scr/.js/.vbs (mascherati come aggiornamenti) perchè sono il vettore alla compromissione del sistema quindi all'esecuzione di immagini steganografiche (difficilmente rivelabili poi dagli antivirus).


IL RUOLO DELL'INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Ad oggi il problema di attacchi di questo tipo è che sono diventati "polimorfici". In passato, le aziende di sicurezza potevano creare un'impronta digitale per un malware permettendo l'identificazione mediante antivirus. Ma ora l'IA può riscrivere il codice del malware al volo, garantendo che ogni singola vittima riceva una versione leggermente diversa del virus. Questo rende gli antivirus basati sulle firme praticamente inutili. L'intelligenza artificiale viene utilizzata anche per perfezionare la fase di invio di questi attacchi. Stiamo assistendo all'impiego di strumenti basati sull'IA per creare campagne di phishing personalizzate, indistinguibili da vere email provenienti dalla banca, da amici o familiari. Immaginate di ricevere un'email che rispecchia perfettamente lo stile di scrittura di un vostro collega, che fa riferimento a un progetto a cui avete lavorato ieri e che vi chiede di dare un'occhiata a questo screenshot. Un livello di ingegneria sociale simile è difficile da bloccare, se non si conoscono queste tecniche. Inoltre, i modelli generativi vengono addestrati specificamente per individuare le vulnerabilità zero-day (falle di sicurezza di cui nessuno è ancora a conoscenza) e sfruttarle automaticamente. Per limitare questo tipo di problemi, bisogna iniziare ad adottare una mentalità di "zero trust". Questo significa presumere che qualsiasi file, per quanto innocuo possa sembrare o da chi sembra provenire, possa rappresentare una minaccia. Infine, va valutato l'utilizzo di strumenti di sicurezza specifici che analizzino il comportamento degli utenti anziché limitarsi a identificare i tipi di file. Poiché i malware basati sull'intelligenza artificiale cambiano costantemente aspetto, è necessario un sistema in grado di rilevare quando una foto inizia improvvisamente a tentare di eseguire script amministrativi o a connettersi a server sconosciuti in un altro Paese. 

domenica 8 marzo 2026

I Protagonisti Delle Crypto Wars: Da Zimmermann a Durov

Con il termine "Crypto Wars" si fa riferimento a una serie di scontri legali e politici legati alla regolamentazione di tecnologie che possono garantire libertà, anonimato e privacy degli utenti (crittografia). Satoshi Nakamoto, inventore di Bitcoin, non è mai stato incriminato perchè non è mai stato individuato. Non perchè Bitcoin sia illegale ma semplicemente perchè è lo strumento più potente per quanto riguarda la libertà di ogni singolo individuo. Tra le figure colpite invece, troviamo Phil Zimmermann, Julian Assange, Chelsea Manning, Edward Snowden, Barrett Brown, Aaron Swartz, Ross Ulbricht, Alexey Pertsev, Roman Storm, Roman Semenov, William Lonergan Hill, Keonne Rodriguez e Pavel Durov, coinvolti in diversi casi di censura e repressione legati all'uso di tecnologie basate sulla privacy online. Vediamo i dettagli su ciascuno di loro.


Phil Zimmermann: creatore di PGP (Pretty Good Privacy) (1991).
Si tratta di una figura centrale nelle prime "Crypto Wars" degli anni '90. Nel 1991, Zimmermann sviluppò PGP, un software di crittografia che consentiva agli utenti di criptare le loro email e i loro file, proteggendo così la loro privacy. PGP divenne rapidamente popolare tra attivisti e persone preoccupate per la sorveglianza governativa. Negli USA, il governo considerava la crittografia come un' "arma da guerra senza licenza". Di conseguenza, Zimmermann fu indagato per anni dal governo degli Stati Uniti per violazione delle leggi sulle esportazioni, poiché PGP veniva distribuito su scala globale. La vicenda suscitò un dibattito acceso sulla crittografia e sui diritti alla privacy. Alla fine, il caso contro Zimmermann fu abbandonato nel 1996, ma il suo lavoro segnò una pietra miliare nella difesa della privacy online e diede il via al concetto di blockchain e Criptovaluta.


Bradley/Chelsea Manning: ex analista di intelligence dell'esercito degli Stati Uniti (2010).
Chelsea, all'epoca conosciuta come Bradley Manning, era un'analista dell'intelligence militare degli Stati Uniti. Durante il suo servizio in Iraq, Manning ha avuto accesso a una vasta quantità di documenti, che includevano video, rapporti diplomatici e comunicazioni militari riservate.
Nel 2010, Manning ha trasmesso centinaia di migliaia di documenti riservati a WikiLeaks, la piattaforma fondata da Julian Assange. Tra i materiali più noti, c'è il video "Collateral Murder", che mostrava un attacco aereo statunitense in Iraq in cui vennero uccisi civili e giornalisti.
Manning è stata arrestata nel maggio 2010 e accusata di violazione dell'Espionage Act e altri crimini. Nel 2013, è stata condannata a 35 anni di prigione, una delle condanne più severe mai inflitte per la divulgazione di documenti riservati. Tuttavia, nel 2017, la sua pena è stata commutata dall'allora presidente Barack Obama, e Manning è stata rilasciata dopo aver scontato 7 anni.


Julian Assange: Fondatore di WikiLeaks (2010).
E' il fondatore di WikiLeaks, una piattaforma che ha pubblicato grandi quantità di documenti riservati (alcuni dati arrivati grazie all'aiuto della citata Manning), rivelando corruzione e attività illegali a livello governativo e aziendale. WikiLeaks ha accettato donazioni in Bitcoin per garantire l'anonimato dei suoi sostenitori.
Assange è stato accusato di vari crimini, inclusi spionaggio e hacking, e ha trascorso diversi anni rifugiato nell'ambasciata ecuadoriana a Londra per evitare l'estradizione. La sua vicenda è diventata un simbolo della lotta per la libertà di informazione e per la privacy online, e il suo utilizzo delle criptovalute ha sottolineato il ruolo di queste ultime come strumenti per sfuggire al controllo statale.


Aaron Swartz: programmatore, scrittore e attivista (2011).
Swartz fu un brillante programmatore e un sostenitore della libertà di informazione e dell'open source. Founder di Redidit, è stato coinvolto nello sviluppo del formato RSS (per la distribuzione dei contenuti su internet) e nell'organizzazione di Creative Commons (utilizzo e condivisione di un'opera liberamente). Swartz è anche noto per il suo ruolo nella lotta contro SOPA (Stop Online Piracy Act) negli Stati Uniti. Swartz fu arrestato nel 2011 per crimini informatici e per aver scaricato milioni di articoli accademici da JSTOR, un archivio digitale, con l'intento di renderli pubblicamente disponibili. Sebbene le accuse originali fossero relativamente minori, il governo federale le trasformò in accuse gravi che avrebbero potuto portare a decenni di carcere. Swartz si suicidò nel 2013, a soli 26 anni, mentre affrontava la prospettiva di una lunga condanna, il che portò a un intenso dibattito sul trattamento riservato ai whistleblower e agli attivisti digitali.


Ross Ulbricht: creatore ed admin del black market Silk Road (2011).
Conosciuto come "Dread Pirate Roberts" è noto per aver creato e gestito Silk Road, un mercato nero online che operava sul Dark Web, utilizzando TOR (1999) per la navigazione anonima e BTC come principale metodo di pagamento. Silk Road permetteva agli utenti di comprare e vendere anonimamente una vasta gamma di beni, inclusi droghe e altri articoli illegali.
Nel 2013, Ulbricht fu arrestato e successivamente condannato all'ergastolo per una serie di crimini, tra cui riciclaggio di denaro, traffico internazionale di droga, cospirazione e tentato omicidio (anche se le accuse di omicidio su commissione non furono mai provate). Fu condannato all'ergastolo senza possibilità di libertà condizionale. Ulbricht creò l'infrastruttura ma venne accusato ufficialmente dell'illegalità compiute dagli utenti che usavano Silk Road. Il market fu sequestrato e chiuso nel 2013 ma poi ne nacquero altre centinaia. Se vuoi approfondire: Come è Stato Arrestato Ross Ulbricht (Silk Road)


Barrett Brown: attivista Anonymous (2012).
Brown è un giornalista e attivista noto per il suo lavoro con Anonymous, il gruppo di hacktivisti. Egli è stato coinvolto nella divulgazione di informazioni riservate tramite il progetto Stratfor, un'operazione di hacking che ha portato alla pubblicazione di milioni di email rubate dalla società di intelligence privata Stratfor. Brown è stato arrestato nel 2012 e ha affrontato una serie di accuse, inclusi crimini informatici e minacce contro un agente federale. Sebbene non fosse direttamente coinvolto nel furto delle email, Brown fu condannato per aver condiviso un link a dati riservati. La sua condanna ha sollevato preoccupazioni sulla libertà di stampa e sulla criminalizzazione della condivisione di informazioni pubblicamente accessibili.


Edward Snowden: ex consulente per la National Security Agency (NSA) e whistleblower (2013).
Snowden era un amministratore di sistema e analista per la NSA, l'agenzia di intelligence degli Stati Uniti responsabile della sorveglianza elettronica globale. Nel 2013, Snowden decise di raccogliere e divulgare una vasta quantità di documenti riservati per rivelare l'estensione dei programmi di sorveglianza della NSA. Snowden fornì questi documenti a giornalisti del "The Guardian" e del "The Washington Post". Le rivelazioni mostravano che la NSA stava raccogliendo massicciamente i dati telefonici e le comunicazioni elettroniche di cittadini americani e stranieri, spesso senza mandato e al di fuori di un adeguato controllo legale. Dopo aver reso pubbliche queste informazioni, Snowden fuggì dagli Stati Uniti e si trasferì in Russia, dove risiede tuttora. Negli Stati Uniti, Snowden è stato accusato di violazione dell'Espionage Act e rischierebbe una lunga pena detentiva se venisse rimpatriato.
Le rivelazioni di Snowden aprirono ad un acceso dibattito internazionale sulla sorveglianza di massa, la privacy digitale, e i diritti civili. 


Alexey Pertsev, Roman Storm e Roman Semenov: founder e sviluppatori di Tornado Cash (2022).
Tornado Cash è uno strumento che consente agli utenti di rendere anonime le loro transazioni in criptovalute, mescolandole con quelle di altri utenti. Nel 2022, Alexey Pertsev è stato arrestato nei Paesi Bassi con l'accusa di aver facilitato il riciclaggio di denaro tramite questo strumento. Le autorità sostengono che Tornado Cash sia stato utilizzato da criminali e hacker, tra cui il gruppo nordcoreano Lazarus, per nascondere i fondi rubati. Questo arresto ha sollevato preoccupazioni su possibili forme di censura nei confronti degli sviluppatori di software che creano strumenti per la privacy. Oltre a Pertsev, anche Storm e Semenov sono stati perseguiti per il loro coinvolgimento nello sviluppo e nella gestione di Tornado Cash. Le accuse contro di loro si concentrano sull'accusa di facilitare il riciclaggio di denaro e violazioni delle sanzioni internazionali. 


William Lonergan Hill e Keonne Rodriguez: creatori di Samourai Wallet (2024).
Samourai Wallet è un portafoglio Bitcoin focalizzato sulla privacy, creato per garantire la massima sicurezza e anonimato nelle transazioni. È noto per integrare una serie di funzionalità avanzate che permettono agli utenti di evitare la sorveglianza e migliorare la privacy delle loro transazioni Bitcoin (che nativamente, ricordiamo, ha un registro pubblico dove tutte le transazioni eseguite da un address sono sempre visionabili). Tra le features di Samourai, un mixer che consente agli utenti di mescolare le loro transazioni Bitcoin con quelle di altri, rendendo più difficile tracciare l'origine dei fondi.
Stonewall e Ricochet sono altre tecniche utilizzate per garantire maggiore privacy alla tracciabilità delle transazioni, diversificando i percorsi. PayNyms invece consente agli utenti di ricevere pagamenti senza rivelare i loro indirizzi Bitcoin. I due nel 2024 sono stati accusati di riciclaggio di denaro perchè alcuni utenti lo hanno utilizzato in questo modo.


Pavel Durov: fondatore di Telegram e di TON (Telegram Open Network) (2024).
Durov, noto per la sua visione libertaria e per il suo impegno a favore della privacy, ha sviluppato Telegram, una piattaforma di messaggistica che offre funzionalità di crittografia avanzate. Ha anche lanciato la chain TON e la criptovaluta, Toncoin, finita sotto l'occhio dalla SEC (Securities and Exchange Commission) degli Stati Uniti, con l'accusa che si trattasse di un'offerta di titoli non registrata. Durov è considerato un difensore della privacy digitale, e il suo lavoro lo ha messo in contrasto con diversi governi, tant'è vero che ad agosto 2024 è stato arrestato in Francia con l'accusa di riciclaggio di denaro, spaccio internazionale di droga, terrorismo, frode e condivisione di materiale illegale. Anche in questo caso è colpevole di crimini commessi da alcuni utenti che utilizzano TON.

mercoledì 4 settembre 2024

Quali Differenze Ci Sono Tra Ethereum e Solana? Decentralizzazione, Sicurezza, Issuance

In questo articolo vedremo gli aspetti positivi e negativi inerenti una chain ultrascalabile come Solana ed una maggiormente decentralizzata e sicura ma molto meno scalabile come Ethereum. La gran parte di questi spunti di riflessione/critiche/pareri sono stati esposti da A.Yakovenko (founder di Solana) e J.Drake (ricercatore di Ethereum). Per chi non è nel mondo blockchain, la prima cosa da capire è che ogni chain prova a risolvere il Trilemma:

-Sicurezza
-Decentralizzazione
-Scalabilità (velocità ed economicità)

Tanto più una chain è scalabile (Solana), tanto più pecca in sicurezza e decentralizzazione. Tanto più una chain è sicura e decentralizzata tanto più è poco scalabile (Bitcoin/Ethereum).


ASPETTI POSITIVI ETHEREUM
-Rete distribuita enorme con molti nodi fisici (Data Avaibility Sampling) quindi maggiore sicurezza

-Differenziazione dei client che rende Ethereum più resistente agli attacchi


ASPETTI POSITIVI SOLANA
-Elevato TPS (Throughput), fee basse

-User experience quindi maggiore adozione (crescita di utenti e transazioni)

-Global State Machine (a differenza di altre chains che possono avere stati parzialmente aggiornati o coerenti solo localmente, Solana mantiene uno stato unico e coerente attraverso la rete. Inoltre tutte le transazioni inviate alla blockchain sono elaborate in modo che tutte le modifiche di stato siano applicate in modo atomico, ovvero tutte le operazioni di una transazione vengono completate con successo o nessuna viene applicata. Solana utilizza un approccio parallelo per gestire le transazioni, sfruttando l'hardware per processare migliaia di transazioni al secondo senza compromettere la coerenza del stato globale)

-Synchronous Composability (si riferisce alla capacità degli smart contracts di interagire tra loro in modo sincrono all'interno di una singola transazione. Durante una transazione, un programma può chiamare un altro programma e attendere il suo risultato prima di continuare. Grazie alla sincronia delle chiamate, tutte le interazioni tra i programmi sono atomiche. Se una delle chiamate fallisce, l'intera transazione viene annullata. Gli sviluppatori possono costruire programmi che si basano su altri programmi, creando un'architettura modulare e riutilizzabile. Ad esempio, una dapp di lending potrebbe utilizzare uno smart contract per la gestione degli asset e un altro per la gestione degli interessi. Tutto ciò riduce la latenza aumentando l'efficienza delle transazioni, le interazioni sincrone riducono la possibilità di stati incoerenti o parziali e fornisce la possibilità di costruire dapps complesse combinando modulo riutilizzabili)


ASPETTI NEGATIVI ETHEREUM
-Difficoltà di parallelizzazione (ovvero impossibilità di esecuzione simultanea di più transazioni, infatti Ethereum utilizza un'esecuzione sequenziale dove le transazioni vengono validate una per una aggiornando lo stato globale dopo ogni transazione. Ciò comporta problemi perchè a volte le transazioni sono dipendenti una dall'altra: se una transazione A riguarda un balance e una transazione B dipende dallo stesso, se non viene eseguita A, neanche B può essere eseguita. La velocità di calcolo ne risente di questa sequenzialità utilizzata dai nodi, ciò porta basso TPS e alte fee a causa della congestione della rete: affinchè una transazione possa essere eseguita più velocemente bisogna pagare più gas)

-Difficoltà del mantenimento del settlement sul Layer1 (si riferisce all'esecuzione delle transazioni direttamente sulla mainnet) e delega dell'esecuzione sui Layer2 (si riferisce all'utilizzo di rollup, plasma e canali di stato che gestiscono transazioni al di fuori della mainnet di Ethereum; il tutto viene elaborato off chain e finalizzato sulla mainnet, ciò porta a riduzione della gas fee e maggiori velocità ma anche a maggiore centralizzazione, eventuali problemi di sicurezza sui Layer2 e frammentazione di liquidità quindi dell'ecosistema)

Alcune soluzioni che potrebbero risolvere questi problemi sono: Shared Sequencer (Sequencer Distribuiti) e l'integrazione delle Zero Knowledge Proof. I sequencer distribuiti sono meccanismi che ordinano le transazioni in un network Layer2 in modo coordinato e decentralizzato. Questi sequencer gestiscono l'ordinamento delle transazioni in un ambiente Layer2, assicurando che le transazioni siano processate in modo coerente e senza conflitti. Invece di avere un sequencer centralizzato, il compito di ordinare le transazioni è distribuito tra vari partecipanti del network, aumentando la resilienza e la sicurezza. Questo può facilitare la comunicazione e la sincronizzazione tra diverse soluzioni Layer2, permettendo un'operabilità cross-chain senza la necessità di fidarsi di un singolo punto centrale aumentando scalabilità e sicurezza.
Le ZK-Proof invece permettono di verificare la correttezza di una transazione senza rivelare i dettagli della transazione stessa. Esse forniscono prove di validità per transazioni o stati, permettendo di verificare l'integrità di una transazione senza esporre le informazioni sensibili.
I rollup ZK utilizzano ZK-Proof per aggregare molte transazioni off-chain in un'unica transazione on-chain. Solo la prova della validità viene registrata sulla blockchain principale, riducendo significativamente i costi del gas in quanto c'è una minore quantità di dati che devono essere registrati on-chain, migliorando l'efficienza della rete. Le ZK-Proof mantengono un alto livello di sicurezza crittografica, garantendo che solo transazioni valide vengano accettate. Inoltre proteggono la privacy degli utenti non rivelando i dettagli delle transazioni.


ASPETTI NEGATIVI SOLANA
-Centralizzazione della chain nella propagazione dei dati (da parte delle infrastrutture più veloci)

-Minore sicurezza (in quanto manca un sistema che separa costruttori di blocchi da coloro che li propongono. La separazione aumenta la latenza di trasmissione ma previene la censura e la centralizzazione della chain. Su Solana infatti, la stessa entità può essere responsabile sia della costruzione che della proposizione dei blocchi. I validatori sono incaricati di entrambe le funzioni. Solana utilizza il Proof Of History come meccanismo per ordinare le transazioni cronologicamente, il che aiuta a velocizzare il processo di validazione e mantenere un throughput elevato. La separazione tra costruttori e propositori aumenta la latenza di trasmissione, poiché introduce un ulteriore passaggio nel processo di creazione e proposizione del blocco. Tuttavia, ciò può anche agire come misura di sicurezza perchè la separazione delle funzioni può aiutare a prevenire la censura, poiché diversi partecipanti con ruoli distinti rendono più difficile per un singolo attore censurare le transazioni. Con ruoli separati, gli attori malevoli avrebbero più difficoltà a manipolare la rete, migliorando la sicurezza complessiva e riducendo la possibilità di censurare transazioni, poiché il controllo è distribuito tra diverse entità)

-Blackout della rete (l'alta scalabilità con bassissime fee rende economicamente fattibili spam attack)

-Mancanza di client differenziati

-Associazione con un ente truffatore (FTX/Alameda) tra i principali finanziatori


ISSUANCE: DUE VISIONI OPPOSTE
La questione se l'issuance (emissione/inflazione) di una cripto rappresenti un costo per il network è un dibattito interessante nel mondo delle criptovalute. La differenza tra Solana e Ethereum riflette diverse filosofie e approcci alla progettazione e alla gestione delle blockchain.

Solana: l'issuance non è un costo
-Incentivi per i Validatori: l'emissione di nuove monete serve come incentivo per i validatori (o nodi) a partecipare alla rete e mantenere la sicurezza e l'integrità della blockchain. In questo senso, l'issuance è vista come un investimento per garantire che ci siano sufficienti validatori che proteggano la rete.
-Crescita dell'Ecosistema: inflazione avvicina utenti ed incentiva lo sviluppo di applicazioni 
-Aumento di stakers: offrire ricompense in nuove monete può attirare nuovi partecipanti al network, aumentando la decentralizzazione e la sicurezza complessiva.

Ethereum: l'issuance è un costo
-Diluzione degli Holders Esistenti: ogni volta che vengono emesse nuove monete, il valore delle monete esistenti si diluisce. Questo rappresenta un costo per gli attuali holders dell'asset, che vedono il valore della loro partecipazione ridursi.
-Costo Opportunità: l'emissione di nuove monete rappresenta un costo opportunità perché le risorse allocate alle ricompense per i validatori potrebbero essere utilizzate in modi alternativi, come il miglioramento delle infrastrutture del network o altre iniziative.
-Inflazione: l'emissione costante di nuove monete può portare all'inflazione, che può ridurre l'attrattiva della moneta come riserva di valore. Questo può essere visto come un costo per il network in termini di perdita di fiducia e adozione a lungo termine.
-Efficienza Economica: secondo questa visione, un modello di sicurezza che minimizza l'emissione è più efficiente. La sicurezza dovrebbe essere garantita con il minor costo possibile, riducendo così l'inflazione e preservando il valore delle monete esistenti.

Solana prioritizza la crescita rapida e l'attrazione di validatori con ricompense elevate. La sicurezza e la decentralizzazione sono garantite incentivando un gran numero di partecipanti a unirsi alla rete.
Ethereum cerca di minimizzare i costi di emissione e di mantenere l'efficienza economica, anche tramite burn delle gas fee (ciò per il momento avviene anche su Solana ma il quantitativo di gas burnato è enormemente differente). Si focalizza sulla sostenibilità a lungo termine e sulla protezione del valore delle monete esistenti.

martedì 23 maggio 2023

Come Recuperare La Password Del WiFi

A volte potrebbe capitare di dover recuperare la password del nostro WiFi e per quanto sia un'operazione semplice da effettuare ci sono vari passaggi da seguire. In primo luogo, tu puoi recuperare la tua password entrando nel pannello di configurazione del tuo router 192.168.1.1 e digitando questo indirizzo web nella barra (di solito user e pass sono Administrator ed "admin" se non le si è mai cambiate). Questo è l'indirizzo di Telecom, se hai Fastweb o Vodafone potrebbe cambiare (ma entrambi questi provider potrebbero avere lo stesso indirizzo).
Un altro modo per recuperare la tua password è direttamente dal pc, se sei connesso al WiFi. Per fare questo ti basta andare su:

-Pannello di Controllo
-Rete ed Internet (Visualizza Attività e Stato Della Rete)
-Schiacciare sulla propria connessione
-Proprietà Wireless
-Sicurezza
-Mostra Caratteri

Fatto questo, comparirà la vostra password del WiFi.

lunedì 2 agosto 2021

Tipi Di Seed e Recupero Delle Chiavi Private (Wallet)

In questo articolo vedremo come convertire i vari seed e come recuperare, dal seed, le chiavi private.
Lo standard BIP39 è utilizzato per la generazione del seed (generazione del mnemonic e conversione in un seed binario). Dal seed è possibile ricavare le private key (ricordo che quando si ricevono delle cripto, l'indirizzo di ricezione, è derivato da una chiave pubblica a cui è associata sempre una chiave privata. Per motivi di privacy alcuni wallet cambiano sempre indirizzo di ricezione quindi private key. Ma immaginate che fatica sarebbe salvarsi un centinaio di private key? Stesso discorso per i wallet che supportano più cripto. Ecco spiegato il motivo per cui è stato inventato il seed).
Ma cos'è il seed? Si tratta di 12, 18 o 24 parole associate alle nostre cripto. "Fisicamente" parlando, le cripto non risiedono nel wallet (come potrebbe essere per i nostri euro su un conto bancario o Paypal) ma sono associate a questa sequenza di parole (e alla private key). Perso il seed, le nostre cripto sono perse (molto probabilmente) per sempre. Trattandosi di wallet non custodial non è possibile recuperarlo da nessuna parte. Per questi motivi è fondamentale stamparlo/salvarlo fisicamente (e custodirlo gelosamente). Chiaramente il seed non è vincolato a nessun wallet ma può essere importato in qualsiasi wallet non custodial che lo supporta.


TIPI DI SEED
I più noti sono il BIP32 e il BIP39 ma esistono anche il BIP44, BIP49 e BIP141 Tipicamente, la maggior parte dei wallet per criptovalute utilizza i primi tre.
Qualsiasi portafoglio che riporti la dicitura "BIP 32/39/44 compatibile" genererà una frase da 12 a 24 parole creando in modo deterministico un seed da 512 bit. Quest’ultimo verrà dunque utilizzato per creare una master key di tipo BIP32. Da essa infine, verranno poi create le chiavi private.
Per saperne di più: BIP39 (Github)


IAN COLEMAN
L’utilizzo di differenti implementazioni dei seed nei principali wallet può portare a problemi: i wallet hardware Trezor e Ledger Nano S supportano seed BIP39 e 44. Electrum (wallet non custodial software tra i più noti per BTC) invece, usa il BIP32. 
Dunque alcuni portafogli come Ledger utilizzano una passphrase di 24 parole, altri invece, come Exodus, sono in grado di leggere una passphrase di 12 parole. Come risolvere?
Per questo motivo dunque, potrebbe essere necessario convertire il proprio seed BIP39 o BIP44 nella Master Key BIP32, sfruttando alcuni generatori, come quello di Ian Coleman (le operazioni possono essere fatte anche offline).
Utilizzando questo strumento, infatti, è possibile ottenere tutte le informazioni necessarie per recuperare i fondi associati al wallet semplicemente digitando il seed. In primo luogo, l’applicazione ricaverà gli indirizzi e le chiavi private, i quali potranno essere utilizzati per recuperare i fondi (anche tramite chiavi private).
Il tool per recuperare dal seed le private key o per fare le conversioni è: IanColeman (BIP39 Converter).
Ad esempio Trust Wallet utilizza un seed di 12 parole e sono presenti centinaia di cripto/token. Non è possibile recuperare la chiave privata di ognuna ma si può ricavare dal seed tramite il tool visto sopra.
Cosa fare quindi se un wallet sta "chiudendo"? La cosa più banale è effettuare il prelievo, controllando sui vari exchange dove quei token sono listati. In secondo luogo è possibile, dal seed, recuperare le chiavi private per ogni token che si possiede.
Nel tool dovrete settare la lunghezza del vostro seed e digitarlo (BIP39 Mnemonic). In coin mettete la cripto in cui intendi recuperare la private key. Per Ether puoi settare BIP32, per BTC invece BIP49 per segwit o BIP84 (nella sezione Derivation Path). Questi valori dipendono sostanzialmente dal vostro wallet. Sse non sapete quale utilizzare è possibile andare per tentativi sino a trovare il vostro indirizzo in "derived addresses" (qui appunto sarà presente l'indirizzo pubblico e la corrispondente chiave privata che poi potrà essere importata dove preferisci).
Qui per saperne di più sul progetto e per scaricare il tool (meglio svolgere le operazioni offline): IanColeman (GitHub)


ATTENZIONE!
Questa guida è solo a scopo informativo. Soprattutto se non si è esperti, prima di svolgere qualsiasi operazione, bisogna informarsi e capire come funziona il tutto.
Noi non abbiamo nessun collegamento con Ian Coleman (il tool comunque è consigliato anche da molti wallet non custodial per il recupero delle private key).

domenica 30 maggio 2021

Fare Il Backup Di Google Authenticator: E' Possibile Recuperare I Codici?

Google Authenticator è un'app semplicissima da usare che dà maggiore sicurezza ai nostri siti di banking online. Sostanzialmente si tratta di un'autenticazione a 2 fattori (2FA): fatto il login in un sito (o app) ci viene richiesto un codice. Basta avviare quest'app e se avremo appunto registrato quel sito sull'app avremo un codice per effettuare il login (questo codice cambia ad ogni riavvio dell'app).
Ma come aggiungere siti all'app? Indipendentemente dal servizio che state usando, quando attivate questa funzione, scaricata l'app (Google Authenticator: Play Store) sarà sufficiente scansionare un codice QR, oppure immettere al suo interno un codice identificativo, entrambi forniti dal servizio in questione.
Quando viene installata Google Authenticator e la si inizia a configurare per i vari siti, è fondamentale fare uno screenshot della schermata, stampare la foto del QR code (o il codice 2AF) e tenerlo in un posto sicuro! In questo modo se ti capiterà di perdere il telefono o romperlo, scannerizzando il QR code si potrò recuperare il vecchio account di Google Authenticator.
Purtroppo, per una questione di sicurezza, nel caso lo smartphone si rompesse non c’è nessun altro modo per risolvere questo problema (non si può contattare neanche il support perchè i dati sono salvati in locale), in quando una volta installata l’app su un nuovo telefono, non c’è la possibilità di riavere i codici che avevi nel vecchio telefono.
Nel caso non si siano prese le dovute precauzioni, l'unica alternativa è quella di contattare il supporto dei siti web sulla quale avevi il codice Google Authenticator installato. 


BACKUP
Nel caso tu non abbia fatto lo screenshot e temi di perdere l'accesso all'app, la cosa da fare è effettuare l’accesso sulla piattaforma disattivare il 2FA, poi aprire l’app Google Autenticator, e rimuovere l’account relativo alla piattaforma in cui hai disattivato il 2FA, quindi tornare sulla scheda di quest’ultima e riattivare 2FA, quindi la piattaforma ti assegnerà un nuovo codice, a questo punto non ti rimane che stampare il QR code. Scannerizzando con il tuo smartphone il nuovo codice, automaticamente verrà creato il nuovo account!

venerdì 2 aprile 2021

Come Funziona Dongle USB: Dispositivi Anti-Copia

Il Dongle USB è un componente hardware che protegge dispositivi dati ma anche software da copie illegali. Ovviamente la funzione diviene attiva solamente quando il dispositivo, una volta collegato, viene attivato. Nonostante nell’aspetto somigli alle pendrive USB, il dongle è un vero e proprio sistema di sicurezza che previene il furto di dati personali; ad esempio può essere utile per chi, all’interno del computer, conserva tutti i progetti e le bozze del proprio lavoro. Esso è dotato di una chiave di licenza che consente di poter effettuare in sicurezza una serie di operazioni. Ogni dispositivo è dotato di un codice di protezione che, data la sua univocità, garantisce un certo livello di sicurezza. Questo sistema è utilizzato anche per prevenire il furto della proprietà intellettuale. Questi dispositivi dispongono di una tecnologia che previene il reverse engineering, perché dotati di chiavi di sicurezza studiate appositamente per rendere sicuri i sistemi sui quali vengono installati. Esso impedisce la clonazione dei dati presenti sui computer ma anche quello hardware e software, tanto che alcuni produttori hanno associato al dispositivo una smart card, ovvero una carta fornita di chip, tramite la quale vengono memorizzati dei dati. Queste card al loro interno custodiscono le informazioni che consentono di accedere ad alcuni servizi. Uno degli ultimi sistemi di sicurezza dei dongle prevede anche l’inserimento di un codice di sicurezza, che consente l’esecuzione della corretta chiave di licenza (rendendo quasi impossibili il crack di un software).

Diversi tipi di utilizzo:
1) Memoria
2) Protezione e sicurezza (contengono una chiave che dà accesso ad una rete, ad un software, etc)
3) Chiavetta Wi-Fi (per individuare il segnale)
4) Bluetooth (per passare files da più devices)


Chiaramente, prima di effettuare qualsiasi acquisto, bisogna verificarne la compatibilità con ciò che intendi fare. Tra i migliori: Dongle USB (Amazon)

sabato 6 giugno 2020

Come Disinstallare Antivirus Bloccati (ESET AV Remover)

ESET AV Remover è un ottimo tool che vi aiuterà a rimuovere tutti gli antivirus precedentemente installati sul sistema. Alcuni potrebbero non vederne l'utilità, in realtà alcuni antivirus sono difficili da rimuovere una volta installati.
Sia per motivi di sicurezza che altro.

Questo tool supporta i principali antivirus, tra cui:
-AVG
-Avira
-Avast
-BitDefender
-Comodo
-Dr Web
-NOD32
-Gdata
-Kaspersky
-McAffee
-Microsoft Security Essentials
-Norton
-Panda

Una volta installato, avremo un elenco di ciò che è possibile disinstallare.
Basta schiacciare su remove e poi riavviare.
Per il download: ESET AV Remover (Download)

giovedì 4 giugno 2020

Come Funziona La Truffa Sim Swap e Come Difendersi

Circa 2 settimane fa, la piattaforma di interessi passivi inerente criptovalute BlockFi, è stata colpita da una Sim Swap fraud.
In realtà questi attacchi abili a contrastare anche i sistemi di autenticazione a 2 fattori (cioè il classico codice numerico che ci arriva tramite SMS per confermare un'operazione che sia finanziaria o di login) sono in voga da ormai diversi mesi (i primi attacchi risalgono ad anni fa).
Semplicemente viene sostituita la sim originaria e così vengono svuotati i conti.
Questo sistema a 2 fattori si è aggiunto alle credenziali di accesso per rendere l'internet banking più sicuro.


SIM SWAP
Ma come funziona la frode Sim Swap? Basta avere dei documenti falsi della vittima per sostituire la sim card utilizzata nel fattore di autenticazione (tra l'altro attraverso lo stesso numero telefonico si ottengono dalla banca anche le credenziali per operare sul conto corrente online).
In poche parole la sim viene prima disattivata e poi sostituita.
I truffatori denunciano il furto o smarrimento e poi duplicano la scheda in un centro assistenza.
I truffatori rispondono alle domande di sicurezza raccogliendo i dati sulla vittima: attraverso email di phishing, ricerche sui social network, sul Dark Web (files zippati che contengono interi siti hackerati dove potreste esservi iscritti), social network o con malware/spyware installati sul vostro computer.
La cosa importante è impostare domande di sicurezza non riconducibili al nome dei vostri familiari o alla vostra data di nascita, etc
Una volta ottenuto il numero di cellulare, i truffatori possono accedere alle comunicazioni tra voi e la banca, e soprattutto possono intercettare i messaggi di testo. E' così che ricevono codici o reset di password inviati a quel telefono.
La vittima come primo avvertimento noterà che il segnale è assente (o riceverà notifiche per mail di attività sospette) ma potrebbe essere già troppo tardi perchè basta qualche minuto per trasferire i soldi su carte prepagate anonime.
Ovviamente ci vuole anche una certa abilità del truffatore perchè sappiamo che la duplicazione della sim in caso di furto non è istantanea (quindi vengono scelti orari e giorni ad hoc).
Qualche tempo fa ad un uomo sono stati rubati 50mila euro in un attimo. I soldi sono spariti dal conto corrente tramite quattro bonifici.
Joel Ortiz è stato accusato di avere rubato milioni di dollari in criptovalute utilizzando questa tecnica.
Nicholas Truglia è stato arrestato e accusato di aver sottratto 24 milioni di dollari da un criptowallet di Michael Terpin, che ha poi di recente ottenuto un risarcimento record di oltre 75 milioni di dollari in una causa civile intentata contro lo stesso Truglia a dicembre, dopo aver denunciato ad agosto la stessa AT&T che ha avallato il cambio di SIM richiesto dall’hacker.


COME DIFENDERSI
Visto che questo metodo di protezione potrebbe rivelarsi un'arma a doppio taglio, meglio ripiegare su app di autenticazione (Google Authenticator o Authy).
E' possibile utilizzare anche una verifica via mail (proteggendo l’autenticazione a tale casella mail con un meccanismo di autenticazione a due fattori più sicuro, basato sull’utilizzo di un’app di autenticazione).
Un’altra via è l’utilizzo di device hardware come Google Titan Security Key o YubiKey.
Inoltre se il nostro provider di telefonia mobile lo permette, è opportuno chiedere l’impostazione di un pin (o passcode) per accedere all’account e dare disposizione di richiederne sempre l’utilizzo per effettuare ogni modifica, cambio di sim card compresa.

venerdì 29 novembre 2019

Esportare ed Importare Le Password Dai Browser (Chrome, Firefox, Opera, Edge)

Tutti i browser posseggono un password manager che consente di salvare le password dei siti che visitiamo ("vuoi salvare le credenziali di accesso per questo sito?"), per evitare di digitare password e nome utente ogni volta.
Ovviamente queste password possono essere trasferite da un browser all'altro, qualora ci fosse la necessità.
Per vedere tutte le password salvate, in Chrome, nella barra dove scrivete i siti internet per navigare digitare:
chrome://settings/passwords

ESPORTARE LE PASSWORD IN FORMATO CSV
La procedura da fare è più o meno sempre la stessa: il concetto è quello di esportare le password in formato CSV (foglio di calcolo tipo Excel) dal browser dove sono salvate e poi importarle nel nuovo.
Ad esempio se dovessimo esportate le password salvate in Chrome, la procedura è questa: aperto Chrome, in alto a destra schiacciare sui 3 puntini verticali, poi "Impostazioni" e "Password".
A lato della scritta "Password Salvate", troviamo di nuovo i 3 puntini in verticale, schiacciando apparirà "Esporta Password" (una volta comparso l'avviso di sicurezza, schiacciare su esporta).
Fatto ciò non ci rimane che salvare il file sul desktop o dove preferiamo.


IMPORTARE LE PASSWORD IN FIREFOX
Molti browser permettono l'importazione delle password direttamente dal browser, senza aver bisogno di importare il file CSV.
Chiuso Chrome (ad esempio) ed aperto Firefox, in alto a destra ci sono 3 segmenti sovrapposti (menù), "opzioni", poi a sinistra "privacy e sicurezza", scorrere sino alla sezione "Accessi e Password", "Accessi Salvati" e nella nuova sezione schiacciare su "Importa".
A questo punto scegliamo Chrome ad esempio, "Avanti", poi lasciare la spunta solo su "Password Salvate", infine "Avanti".


IMPORTARE LE PASSWORD IN UN NUOVO CHROME O DA UN FILE CSV
Se avete cambiato PC ed avete un account Google le password possono essere ripristinate da Chrome al nuovo Chrome facendo il login.
Tuttavia se intendete importare password da un file CSV, questa è la procedura da fare: nella barra degli indirizzi scrivere chrome://flags/ e invio.
Nella pagina che si apre, nella barra di ricerca scrivere "password import", accanto alla voce appena ricercata selezionare "Enabled", poi in basso a destra su "Relaunch Now".
Fatto ciò, riavviato Chrome, sempre puntini verticali in alto a destra, poi "Impostazioni", "Password", tre punti, infine "Importa Password" (scegliere nella cartella dove avete salvato il file CSV).


OPERA ED EDGE
Ricordiamo invece che per svolgere queste operazioni su Opera, sulla barra d'indirizzo va digitato: opera://flags#password-import-export
Per Opera vi consiglio questo articolo: Importare ed Esportare Password (Opera)
Per il browser di Microsoft ovvero Edge, fate riferimento a questa guida: Importare Preferiti, Coookies e Password In Edge

domenica 15 settembre 2019

Banche e Carte Di Credito Introducono Un Sistema a Doppia Autenticazione (2019)

Come si sa, i conti online presentano chiavette token che generano i codici di accesso per procedere al pagamento. Sabato 14 settembre è entrata in vigore l’ultima parte della direttiva europea dedicata ai servizi di pagamento digitali, la cosiddetta PSD2 che servirà a limitare le frodi.

UE: "I consumatori europei saranno più protetti contro le frodi online e avranno miglior accesso a forme più innovative di pagamenti online e via smartphone"

Il nuovo sistema d’identificazione basato su due fattori, come l’impronta digitale e un codice pin, sarà obbligatorio per tutti i pagamenti online e mobile superiori ai 30 euro.
E' stato implementato un doppio fattore indipendente di autenticazione (pin più un codice usa e getta) e tramite la password generata sarà possibile compiere solo un'operazione.
In precedenza era possibile compiere un numero indefinito di operazioni di pagamento con la medesima password. Con la nuova normativa, invece, ogni bonifico richiede un nuovo codice usa e getta (un po' quello che succede utilizzando sistemi quali lettori BancoPosta).
Tale codice è quindi collegato a una singola e unica operazione di pagamento che avviene nei confronti di un solo e unico beneficiario.
Si è scelto di sostituire il vecchio token fisico con i nuovi codici generati direttamente dal proprio smartphone tramite app o inviati via SMS (in verità, alcuni circuiti, per elargire pagamenti su determinati siti già richiedevano un'autenticazione tramite codice da confermare sull'app o pin recapitato tramite SMS sull'intestatario del conto ma con questa nuova normativa i fattori saranno obbligatoriamente congiunti).
Tuttavia, in alcuni casi, la chiavetta che tutti conosciamo è rimasta: essa va però utilizzata in combinazione con altri requisiti di sicurezza.
Tutto ciò andrà sotto il nome di "Strong Customer Authentication".
Questa procedura inoltre impone alle banche di verificare l’identità dell’utente e l’autenticità delle operazioni di pagamento attraverso l’utilizzo di due o più fattori tra loro indipendenti che facciano riferimento ad esempio al pin, a qualcosa che solo l'utente possiede (ad esempio l’OTP, One Time Password, generata dal proprio cellulare) e all’impronta digitale (Biometria).
Ricapitolando, l'autenticazione forte richiede per tutti i pagamenti online l'autorizzazione con almeno 2 elementi di autenticazione a scelta fra 3 opzioni:

1) un oggetto che possiede solo il cliente (lo smartphone)
2) una caratteristica che possiede solo il cliente (l’impronta digitale o un altro fattore biometrico)
3) un’informazione nota solo al cliente (una password o pin)

In sostanza all’utente viene richiesto un doppio fattore di autenticazione per accedere al proprio conto ed effettuare i pagamenti.
Sbagliato per 5 volte di seguito, il pagamento è bloccato.
Questo sistema è mutuato da siti exchange per criptovalute, visto che molti di questi (ad esempio LocalBitcoins) possiedono un sistema a due fattori per accedere al conto (un po' diverso da questo ma comunque il sistema è quello).
Sostanzialmente richiedono: mail + password.
Infine il sistema a due fattori con un codice fisso più una centinaia di codici (fissi) corrispondenti ad un centinaia di login (ad esempio il login numero 1 avrà un certo codice, il numero 2 un altro e così via. Il tutto però sempre accoppiato ad un codice fisso uguale per tutti i login).

martedì 19 febbraio 2019

Tutte Le Funzioni Di HiJackThis Fork v3 e Dove Ricevere Supporto

La pubblicazione nel 2012 del codice sorgente dello storico HiJackThis (lanciato nel 2004 ed ormai non più aggiornato da anni) diede il via ad una serie di altri programmi antimalware, di cui il migliore è sicuramente HiJackThis Fork v3. Cominciamo con il dire che esso garantisce piena compatibilità con tutte le versioni di Windows, comprese quelle a 64 bit. Il programma non richiede installazione.
Per il download: HiJackThis Fork v3 (Download) Al primo avvio, Windows SmartScreen mostrerà un messaggio di avviso: per avviare HiJackThis basta fare clic su "Ulteriori informazioni" quindi su "Esegui comunque". HiJackThis, è un po' diverso dai soliti software antivirus, cioè lui mostra liste degli oggetti scansionati dove estensioni e programmi legittimi si mescolano ad altri indesiderati o dannosi.


SCANSIONE
HiJackThis, così come la versione originale, effettua una scansione delle aree del sistema operativo più "infestate" dai componenti indesiderati e permette all'utente di rimuovere le singole voci (che provocano il caricamento di malware e PUP, potentially unwanted programs) semplicemente spuntando la casella corrispondente e cliccando sul pulsante "Fix Checked". Il programma, per impostazione predefinita, crea un backup di tutti gli elementi rimossi nella sezione accessibile cliccando sul pulsante "Config" quindi su "Backups". Con la voce "Registry, Key unlocker", è possibile assumere il controllo delle chiavi del registro che non risultassero direttamente modificabili mentre cliccando su "Files, unlock & delete files", si potrà disporre la cancellazione di quegli elementi che risultassero ineliminabili.


ALTRE FUNZIONI UTILI
Altre funzioni inglobate sono quelle di "Uninstall manager" (permette la rimozione dei programmi installati compresa l'eliminazione di voci orfane ancora presenti nella finestra Programmi e funzionalità di Windows), Process manager (un gestore dei processi in esecuzione) e StartupList (un modulo per ottenere informazioni dettagliate su tutti gli oggetti caricati automaticamente all'avvio del sistema operativo).


SUPPORTO ONLINE
Se non sapete come interpretare i log dei report ottenuti dalle scansioni, sono tante le risorse online a vostra disposizione. Ad esempio: Forum Hwupgrade oppure Forum Tomshw

lunedì 18 febbraio 2019

Smartphone Caduto In Acqua? Il Riso è Davvero Utile? Alcuni Test

Quando uno Smartphone cade in acqua, serve davvero immergerlo nel riso (crudo) per cercare di assorbire l'umidità e renderlo nuovamente funzionante?
Sicuramente il riso ha alcune proprietà assorbenti, il problema è che dipende sostanzialmente da quanto ogni chicco riesce ad assorbire: cioè, al fine di asciugare un cellulare bagnato, quasi niente.
In generale c’è chi consiglia di usare una particolare qualità di riso, chi di aggiungere del sale, chi di usare una busta sigillata o una scatola per scarpe immergendo il device elettronico in mezzo ai chicchi di riso.
Secondo Michael Zelenko uno dei primi messaggi su internet riguardanti il riso e le sue qualità assorbenti risale al 2000, quando un utente chiese su Yahoo Answers un consiglio su come asciugare internamente il suo Nokia 5310 finito in acqua, e gli fu consigliato di immergerlo nel riso per rimuovere l’umidità.
È probabile che il consiglio di usare il riso sia una naturale evoluzione di alcune pratiche seguite ben prima che esistesse Internet.
Alcune decenni fa i fotografi consigliavano di usare foglie di tè, carta da pacchi e riso per ridurre l’umidità nelle scatole in cui venivano conservate apparecchiature e pellicole fotografiche. E già all’epoca c’era chi metteva in dubbio l’effettiva efficacia di questi sistemi, ricordando che la loro capacità di assorbire l’umidità "è così minima che sono necessarie grandi quantità per ottenere un qualche effetto".
Negli anni per la conservazione all’asciutto di particolari oggetti si è comunque diffuso l’utilizzo del gel di silice, un composto del silicio che ha buone capacità assorbenti e deidratanti: sono le bustine che si trovano spesso nelle scarpe o nei prodotti elettronici.
Qui effettivamente si tratta di un qualcosa di provato scientificamente, il fatto è che parliamo comunque di quantità irrisorie di umidità assorbite (a meno di usare diverse decine di migliaia di queste bustine).
Online si legge effettivamente di gente che è riuscita a "recuperare" un cell caduto in acqua, immergendolo nel riso.
Il problema è che non c'è la controprova.
Cioè non si può stabilire cosa sarebbe successo, lasciando il cellulare a riposo qualche giorno lasciandolo semplicemente asciugare all'aria aperta.
Probabilmente il danno non era elevato al punto da compromettere definitivamente il device.


ALCUNI TEST CON AGENTI ESSICCANTI
Qualche anno fa sono stati condotti dei test, da cui è emerso che il riso non ha alcun effetto nella rimozione dell’umidità dal telefono, mentre possono avere un minimo effetto la sabbia usata per le lettiere dei gatti, il cuscus e l’avena.
Secondo i risultati dei test, la soluzione migliore è lasciare spento il telefono all’aria per almeno un giorno, in modo che l’acqua al suo interno evapori.
Il test prevedeva di immergere 9 cellulari (5 Samsung S III, 3 iPhone 4S ed 1 iPhone 3GS) in un contenitore d'acqua.
2 Samsung si sono spenti subiti, 3 con un po' più di fatica.
Gli iPhone invece si sono dimostrati quelli più resistenti, almeno apparentemente.
Gli apparecchi poi sono stati rimossi dall'acqua ed asciugati con carta, infine ne è stata rimossa la batteria.
Una volta aperti e lasciati asciugare, incredibilmente, i Samsung si son dimostrati quelli più resistenti in quanto sono stati quelli meno esposti all'acqua e che meglio sono riusciti a proteggere i circuiti interni (sicuramente aiutò la batteria rimovibile).
Poi sono state provate le qualità assorbenti di alcuni "materiali" per vedere quali di questi fosse in grado di assorbire più acqua, in 24 ore, da una spugna bagnata:

Lettiera per gatti
Couscous
Farina d'avena classica rotolata
Farina d'avena
Riso precotto
Gel di silice
Riso crudo

Il riso convenzionale secco e crudo si è dimostrata la peggiore delle 7 opzioni testate. Ha assorbito la minima quantità di acqua in 24 ore, rispetto al silica gel, lettiere per gatti, couscous, farina d'avena, avena classica e riso precotto.
La stessa spugna poi è stata lasciata all'aria aperta e l'acqua assorbita è stata incredibilmente maggiore rispetto a qualsiasi agente essiccante.
Dunque sembra che lasciare il telefono (a riposto per diversi giorni) su uno scaffale possa essere l'opzione migliore.
Il test lo trovate qui: Gazzelle.com (Water Damage Smartphone)
Anche secondo l'azienda TekDry, evapora più acqua lasciando uno Smartphone all’aria rispetto al metodo di chiuderlo in una scatola sommergendolo con chicchi di riso.
Secondo Zelenko, comunque, il sistema del riso offre un vantaggio: seppellito sotto i chicchi e chiuso in una scatola, non si ha la tentazione di provare ad accenderlo per vedere se funziona. La cosa peggiore che si possa fare è infatti accendere uno Smartphone quando c’è ancora molta umidità al suo interno: si potrebbero creare cortocircuiti ed ossidazioni che danneggiano in modo irreversibile alcuni componenti.
Anche il Phon non è molto consigliato perchè il getto di aria calda sposterebbe l'acqua sui circuiti (ci sono possibilità che ciò avvenga, soprattutto quando il dispositivo è ancora bagnato).
All’aria aperta o nel riso, uno Smartphone talvolta riesce a sopravvivere dopo avere subito un tuffo accidentale in acqua ma ciò dipende, oltre che dalle sue caratteristiche, anche da quanto tempo rimane sommerso.
Scelta una strada (riso o migliori soluzioni quali il gel di silice)...c'è chi riesce a farlo resuscitare e chi no ma non ci sarà mai la controprova se il sistema si è rivelato utile oppure no, appunto perchè non è possibile svolgere 2 test contemporaneamente nè sapere cosa sarebbe successo lasciandolo semplicemente all'aria aperta o usando un altro essiccante.

giovedì 12 luglio 2018

Come Recuperare La Password Di Accesso Su Windows 10

Grazie all'aggiornamento "Fall Creators Update" di Windows 10, il recupero della password di accesso è più facile rispetto alle versioni precedenti.
Se si dimentica il PIN o la password di accesso e si sta utilizzando un account Microsoft, infatti, è possibile, direttamente dalla schermata di blocco, avviare la procedura di recupero, utilizzando gli indirizzi email di backup o il numero di telefono (impostati nelle opzioni di sicurezza).
Basta schiacciare sulla riga dov'è scritto "password" o "PIN" dimenticato.
La procedura guidata chiederà poi di confermare l'indirizzo email dell'account Microsoft e di compilare il CAPTCHA anti-robot.
Nella schermata successiva è possibile indicare l'indirizzo email di recupero, alternativo a quello Microsoft di cui non si ricorda la password, per ricevere il codice di reset.
Premendo sul pulsante con la freccia verso il basso si può anche scegliere di ricevere il codice tramite SMS sul numero di telefono fornito oppure di utilizzare un'applicazione Authenticator, se è stata attivata la verifica in due passaggi per l'account Windows e Microsoft.
Una volta ricevuto il codice, si può creare una nuova password e accedere al PC .
Nel caso non si abbia ancora configurato un sistema di recupero efficiente della password dell'account Microsoft, conviene farlo subito, andando alla pagina delle opzioni di sicurezza, dove è possibile aggiungere un indirizzo di riserva ed un numero di telefono.
Dunque sarà facile accedere ai PC di ignari utilizzatori? La risposta è no.
Questa procedura infatti non funziona se si utilizza un account locale oppure se il PC a cui si vuol accedere utilizza un account Microsoft che non possiamo resettare per la mancanza di opzioni di recupero (per esempio se non è nostro).

giovedì 22 marzo 2018

Cos'è Lo Spionaggio Informatico? Metodi Di Attacco e Protezione

Con il termine "spionaggio informatico" s'indica l'insieme di attività atte a ricercare informazioni riservate (password, mail, progetti, etc) su un dato sistema.
Lo spionaggio serve per carpire segreti, solitamente da rivali o nemici, per ottenere
vantaggi militari, politici od economici,attraverso opportune operazioni segrete.
Viene attuato non solo da Hacker in carne ed ossa ma anche da Malware (che generalmente colpiscono grosse aziende/industrie, ecco perchè in questi casi si parla di spionaggio industriale).
Durante la prima e la seconda guerra mondiale si possono individuare molti movimenti e organizzazioni di spionaggio che furono fondamentali per il conflitto che si stava fronteggiando.
Un esempio molto importante fu quello relativo al codice Zimmermann, nell’ottica dell’entrata in guerra degli USA.
E' invece nel periodo della guerra fredda che troviamo una grande opera di spionaggio soprattutto da parte dei sovietici che riuscirono ad entrare in possesso della documentazione dei laboratori americani nucleari.
Negli anni 90 si diffonde lo “spionaggio informatico” in senso stretto, ovviamente in concomitanza con la nascita e la diffusione di Internet.
Storicamente l’attenzione dei cyber-criminali si è spostata dal furto di informazioni personali
alla sottrazione di capitale intellettuale di aziende e organizzazioni internazionali.
Il cyber-spionaggio da parte di attori statali è estremamente difficile da distinguere dal cyberspionaggio da parte di individui o gruppi.
Le tecniche di attacco possono essere molto simili.
L’Operazione Aurora mirata su Google ed almeno altre 30 società, ha rappresentato un attacco
sofisticato progettato per rubare capitale intellettuale.
Secondo Google l’attacco avrebbe avuto origine in Cina, sfruttando le falle nella sicurezza degli allegati di posta elettronica, al fine di introdursi nelle reti interne di grandi corporate finanziarie e di difesa.
Altri attacchi di maggiore importanza sono stati attribuiti ad Anonymous.
Anonymous è un fenomeno di Internet che rappresenta l’insieme delle attività, intraprese da una singola persona o gruppi di persone,volte a raggiungere uno scopo comune.
Dal 2006 ad oggi sono molte le operazioni di spionaggio in rete, con conseguenti arresti, attribuite ad Anonymous.
La nascita di questo movimento rappresenta ormai una completa rivoluzione ed evoluzione del sistema politico-economico.


CYBER WARFARE
Con la Cyber Warfare si realizza un nuovo assetto delle concezioni organizzative militari.
Le regole base di questa guerra sono :
1) minimizzare la spesa di capitali e di energie produttive e operative
2) sfruttare appieno tecnologie che agevolino le attività investigative e l’acquisizione di dati,
l'elaborazione di questi ultimi e la successiva distribuzione dei risultati ai comandanti delle
unità operative
3) ottimizzare al massimo le comunicazioni, i sistemi di posizionamento e l'identificazione
amico-nemico (IFF - "Identification Friend or Foe")

In questo conflitto si è soliti arruolare Hacker mercenari capaci di aggredire un sistema informatico protetto, orientandosi in complessi sistemi informatici e telematici.
Gli attacchi legati a questa metodologia di guerra sono di 3 tipi:
1) Attacchi ai sistemi
2) Attacchi ai dati
3) Attacchi alle reti

Gli attacchi al sistema danneggiano il sistema operativo di un computer.
Sono relativi alla paralisi totale degli elaboratori, a modifiche al software di
base, danneggiamento di programmi applicativi, interruzione di assistenza e manutenzione.
Gli attacchi ai dati hanno l’obiettivo di determinare quali computer ed apparati di rete siano attivi, raccogliendo informazioni.
In seguito, attraverso altri programmi che sfruttano queste vulnerabilità, si entra di forza nei sistemi bersaglio e li si manipola per prenderne il controllo completo.
Come in ogni attività illegale, si cerca poi di coprire le tracce informatiche inevitabilmente lasciate da questa attività  intrusiva.
Quindi spesso questo tipo di attacchi sono legati ad operazioni di cancellazione e
modifica dei database, inserimento indebito di dati falsi, furti.
Gli attacchi alla rete hanno il compito di “infettare” la rete Internet attraverso varie
operazioni: blocco del traffico dei dati, distruzione di un dato sito Web, intercettazione
delle comunicazioni non autorizzate, inserimento di comunicazioni indebite per
disturbare il traffico, propaganda di messaggi politici.


SCHEMA D'ATTACCO
-Raccolta delle informazioni: questa fase consiste nel mettere insieme il massimo di informazioni
possibili riguardanti le infrastrutture di comunicazione della rete oggetto dell'attacco.
-Scansione delle porte: tecnica con lo scopo di prelevare informazioni da un computer connesso ad
una rete, stabilendo quali porte siano aperte.
-Localizzazione delle falle: una volta completata la scansione, l’attaccante deve determinare se ci sono delle falle nel sistema di sicurezza così da poter bloccare i servizi attivi sulla rete.
-Intrusione: dopo aver schematizzato una mappa di attacco, l’Hacker può procedere all’intrusione vera e propria.
Per introdursi nella rete gli attaccanti fanno ricorso a diversi metodi tra cui l’Ingegneria Sociale (cioè si spacciano per uno dell'azienda stesso o per qualcuno che dovrebbe aiutare l'azienda a risolvere un qualsiasi problema, informatico e non).
-Estensione dei privilegi: l’Hacker cerca di ottenere l’accesso root per ottenere nuovi privilegi.
Tramite Sniffer o un Keylogger, un pirata cerca di recuperare le credenziali d'accesso (login/password) che gli permettono di accedere agli account con dei privilegi estesi.
-Compromissione: questa tecnica d'usurpazione d'identità, chiamata Spoofing, permette al pirata
di penetrare delle reti privilegiate alle quali il terminale compromesso ha accesso.
-Porta aperta: una volta compromesso un terminale, l’attaccante installa una Backdoor per controllare il computer da remoto.
-Pulizia delle tracce: quando l'intruso ha raggiunto un livello di conoscenza sufficiente della
rete, non gli resta che cancellare le tracce del suo passaggio eliminando i file che ha creato e
pulendo i file di log dei terminali nei quali si è introdotto.


PROTEZIONE
La protezione dagli attacchi informatici viene ottenuta intanto ponendo i server in luoghi il più possibile sicuri, dotati di sorveglianza e di controllo degli accessi.
Le violazioni possono essere molteplici: vi possono essere tentativi non autorizzati di accesso a
zone riservate, furto di identità digitale o di file riservati, utilizzo di risorse che l'utente non
dovrebbe poter vedere/utilizzare.
La sicurezza informatica si occupa anche di prevenire eventuali attacchi DoS.
Un sistema di autenticazione è utile soprattutto nelle aziende per verificare l'identità di un utente.
Altre tecniche di sicurezza sono l'impronta digitale o la verifica vocale.

mercoledì 18 ottobre 2017

Miglior Antivirus Per Android? Security Master!

Security Master è sicuramente tra le migliori applicazioni di sicurezza per Android.
Garantisce una protezione in tempo reale dalle minacce e permette anche di eseguire scansioni alla ricerca di malware ed altre app indesiderate. Ingloba anche una VPN gratuita (SafeConnect VPN), permette un'ottima calibrazione della batteria e la cancellazione di tutti i files temporanei inutili che si accumulano durante le navigazioni. Con la funzione "Scansiona e ripulisci" si va alla ricerca di minacce che poi possono essere cancellate grazie all'opzione "Risolvi tutto". "Ottimizza telefono" permette di svuotare la memoria RAM inutilizzata (e che rallenta quindi il device). "Sicurezza Wi-Fi" permette una veloce analisi di una rete per dirci se è sicura oppure no. "SafeConnect" e "Navigazione Sicura" permettono di navigare in modo anonimo e di schivare eventuali minacce che si annidano nelle pagine web. Infine "Raffreddamento CPU", tramite "Ottimizza", permette di abbassare la temperatura del dispositivo liberando risorse in esecuzione inutilizzate dal sistema.

Lo trovate qui: Security Master (Download)

venerdì 8 settembre 2017

Eagle Dell'Amesys ed Altri Sistemi Per La Sorveglianza Di Massa

Nel 2009 l'azienda Amesys ha venduto alla Libia il sistema di intercettazioni "Eagle": uno strumento destinato sia alle forze di polizia che all'intelligence.
Lo scopo primario è l'analisi del traffico e la sorveglianza di massa.
Analizzando i dati, i governi possono localizzare un individuo, le persone a lui associate e i membri di un gruppo, come gli oppositori politici
Eagle permette di intercettare di tutto: dalle e-mail alle chat, dalle chiamate via VoiP fino ai dati della navigazione, passando per gli allora usati SMS.
Può essere usato per monitorare delinquenti e terroristi, ma anche per colpire gli oppositori di un regime.
La Libia è solo uno dei tanti Paesi che in Medio Oriente e nel Nordafrica utilizzano sofisticate tecnologie acquistate all’estero provenienti tra l’altro da USA, Europa, Canada e Cina per reprimere le rivolte.
L’accesso a internet era stato totalmente bloccato in Libia dopo le rivolte dello scorso marzo 2011.
Il Paese è rimasto "offline" diverso tempo, quando i ribelli hanno preso il controllo di Tripoli.
Ai tempi furono 40 gli indirizzi e-mail, presumibilmente, intercettati con la centrale fornita a Tripoli da Amesys.
Si trattava di dissidenti storici del regime di Gheddafi, come Ashur Shamis: "È un oppositore di alto profilo del regime, rifugiatosi a Londra" spiega Heba Fatma Morayef, per anni responsabile per la Libia dell'associazione Human Rights Watch.

Ashur Shamis: "Sono stato buttato fuori dall'Università di Bengasi, dove insegnavo giornalismo, nel 1976. Sono stato incarcerato e torturato fino a entrare in coma. Nel 2003 ho creato con alcuni amici il Forum per lo sviluppo umano e politico della Libia. Il nostro sito è stato aggredito dagli Hacker tante volte e le nostre e-mail compromesse dall'intelligence libica, che mi ha inserito nella lista dei ricercati dell'Interpol. Hanno rubato la nostra corrispondenza privata e l'hanno usata per attaccarci"

Younis Fannush: "Sono stato messo sotto sorveglianza perché ero un attivista dell'opposizione al regime. Io e la mia famiglia abbiamo subito molte forme di persecuzione: un mio fratello è stato impiccato in pubblico"

Un’altra conversazione mostrava le difficoltà di due utenti nel condividere un video contro Gheddafi caricandolo su Internet. Tutte le società di software e tecnologia collegate al regime libico sono state contattate dal Wall Street Journal ma nessuna ha commentato le loro attività e i loro rapporti con Muammar Gheddafi.
Tra i file diffusi, oltre allo scambio di battute tra i due innamorati, c’è un video anti-Gheddafi condiviso da due internauti il 6 giugno 2011, una email del 16 settembre del 2010 in cui un uomo si chiede se credere alle riforme promesse da uno dei figli di Gheddafi, Seif-al-Islam.
La posta elettronica di Heba Morayef’s, un difensore dei diritti umani, è scandagliata il 12 agosto del 2010.


AMESYS E NON SOLO
Ma Eagle di Amesys non è di certo l'unica azienda a fare affari con le dittature, si può citare anche Sophos (quartier generale a Oxford), Qosmos (specializzata in sonde che consentono di estrarre metadati, bloccare o controllare siti internet, sorvegliare le mail, decrittare le password: insomma il cosiddetto DPI, Deep Packet Inspection), Phonexia (in Repubblica Ceca), Utimaco vanta tecnologie per l'immagazzinamento delle informazioni intercettate (telefonate fatte e ricevute, e-mail, siti Web visitati e posizione geografica dell'utente) capaci di assorbire fino a 100 mila dati al secondo: tutto viene conservato in un unico archivio e in questo modo è possibile fare ricerche in database di miliardi di dati in pochi secondi, stando alle brochure dell'impresa.
Anche la cinese ZTE (attrezzature di TLC) ha venduto la sua tecnologia al regime libico per operazioni di sorveglianza.
Inoltre una piccola azienda del Sudafrica, VasTech SA Pty Ltd, ha aiutato gli uomini del Rais a intercettare le telefonate internazionali in entrata e in uscita dalla Libia.
Riguardo alle telefonate intercettate da VasTech ci sono in archivio dai 30 ai 40 milioni di minuti al mese di conversazioni registrate nel corso degli anni.
Le leggi europee impediscono l'esportazione di strumenti per torturare, ma non fanno nulla per vietare la vendita di tecnologia che in Paesi come Siria, Iran, Bahrain aiuta i torturatori.
È quantomeno opinabile che le aziende continuino a fornire legalmente sistemi che individuano la posizione degli oppositori e sorveglino i loro siti.
I documenti tolgono ogni dubbio sul fatto che la stragrande maggioranza delle ditte lavori sia per la magistratura sia per i servizi segreti.


INTERCETTAZIONI LEGALI O MENO?
Il confine tra le intercettazioni legali, regolarmente autorizzate dai magistrati in base a precise leggi nazionali, e quelle dei servizi segreti, usate per lo spionaggio e quindi sottratte al controllo di un giudice, sembra sempre sottile.
La possibilità di monitorare in modo passivo un enorme numero di linee telefoniche è diventata sempre più importante. In questo caso tutte le comunicazioni vengono intercettate passivamente, senza un intervento della rete delle comunicazioni.
Questo è un metodo ideale per raccogliere informazioni per le agenzie di intelligence, ma anche per identificare gli obiettivi per le intercettazioni legali.
Il numero delle registrazioni in questo caso è molto più grande di quello che si ha in caso di intercettazioni legittime.
In pratica questi sistemi pescano nel mucchio e quando individuano un soggetto criminale, si passa alle intercettazioni legali: nel database, però, ci finiscono tutti.
In un regime, gli oppositori sono ricercati come criminali e terroristi: lo confermano i cablo della diplomazia USA rivelati da Wikileaks, dove sono citati decine di casi di scandali gravissimi che hanno al centro le intercettazioni illegali, ordinate dalla polizia o dai servizi di intelligence contro giornalisti, giudici e politici.
Dal Brasile alla Bulgaria, dalla Turchia a Panama, dal Perù al Libano.
Anni fa il Chaos Computer Club, scoprì un Trojan capace di installarsi nei computer e di rubare informazioni.
Era un prodotto dalla tedesca DigiTask, censita negli "Spy Files", e commercializzato come uno strumento destinato all'autorità giudiziaria.
Stando però agli esperti del Chaos Computer Club, quel Trojan non era solo in grado di intercettare tutti i dati del proprietario del computer, ma era anche capace di inserire file esterni: cioè poteva essere utilizzato per mettere prove false nel PC di un "sospetto" o di un nemico politico scomodo.

Andy Mueller Maguhn (membro storico e portavoce del Chaos Computer Club): "È proprio questa caratteristica che lo squalifica come uno strumento di prova legale, perché si tratta di un apparato progettato anche per contaminare la memoria"