A fine 2016 la polizia dell’Arkansas ha ottenuto dalla magistratura un mandato per costringere Amazon a svelare le registrazioni di Amazon Echo (Alexa), il suo gadget, trovato in casa di James Andrew Bates, un uomo accusato di omicidio.
Bates avrebbe ucciso l’amico Victor Collins nel novembre 2015 dopo una serata a base di alcolici (birra e vodka) trascorsa con altri tre uomini.
La vittima era stata trovata strangolata nella vasca di casa.
Stando ai registri della polizia, il corpo di Collins galleggiava a faccia in su all’interno di una vasca idromassaggio, con l’occhio sinistro e le labbra gonfi e di un colore scuro.
Lo stesso Bates che aveva chiamato il 911, il numero per le emergenze negli Stati Uniti, raccontò alla polizia che la sera prima era rimasto sveglio per guardare una partita di football e bere insieme ad alcuni colleghi, due dei quali erano poi rimasti a dormire a casa sua.
Disse di essere andato a dormire e di aver notato il cadavere di Collins nella vasca poco dopo essersi svegliato.
Nel corso di ulteriori indagini la polizia iniziò tuttavia a sospettare che si trattasse di omicidio: sulla scena c’erano pomelli e bottiglie rotti che, insieme alle macchie di sangue intorno alla vasca, facevano pensare ad un litigio.
Qualche giorno dopo il medico legale dello stato dell’Arkansas stabilì che si era trattato di omicidio.
La polizia ottenne un mandato di perquisizione della casa di Bates e all’interno gli investigatori trovarono diversi dispositivi intelligenti per la casa, tra cui un termostato Nest, un sistema d’allarme Honeywell, un sistema di monitoraggio del tempo atmosferico wireless ed Echo di Amazon.
La polizia si era appellata ad Echo, il popolarissimo gadget di Amazon basato su un software di riconoscimento vocale, per incastrare definitivamente il colpevole.
Echo funziona registrando passivamente tutto quello che viene detto nel suo raggio d’azione. Nessuna di queste informazioni viene passata a Amazon, ma quando Echo sente la parola «Alexa» il dispositivo si attiva e manda il messaggio alla nuvola di Amazon dove viene decodificato per mandare una risposta.
Echo è dotato di sette microfoni, il dispositivo rilevata la parola di attivazione, invia la traccia audio al cloud, includendo la registrazione della frazione di secondo precedente.
Nell’app di Amazon Alexa vengono archiviate una registrazione e una trascrizione dell’audio, che poi vanno cancellate manualmente.
Amazon rifiutò per ben due volte di aprire le sue porte alla polizia per il caso Bates, cercando di opporsi anche ad un mandato di perquisizione delle forze dell'ordine.
Nel mandato di perquisizione si legge: "Il dispositivo Amazon Echo è in constante ascolto, in attesa del comando di attivazione “Alexa” o “Amazon”, e registra ogni comando, domanda o espressione verbale pronunciati dopo quella parola, ma potrebbe essere sempre in ascolto anche senza che venga pronunciato il comando di attivazione. I dati vengono poi caricati sui server di Amazon.com in una sede separata. Si ritiene che questi dati siano trattenuti da Amazon.com e che siano prove pertinenti al caso oggetto di indagine"
Le autorità di Bentonville hanno sequestrato Echo e tentato senza successo di estrarne i dati nella speranza che qualcuno coinvolto nell’omicidio lo abbia intenzionalmente o accidentalmente attivato creando una registrazione del delitto.
In ogni caso un misuratore dell’acqua collegato alla Jacuzzi del presunto assassino ha svelato un consumo di oltre 500 litri tra l’una e le tre nella notte del delitto.
La polizia sostiene che l’uomo l’avrebbe usata per cancellare dal patio e dalla vasca le tracce del sangue della vittima.
Il caso Bates è l’ultimo in un braccio di ferro tra autorità e Silicon Valley sulla privacy dei dati.
La vicenda più famosa ha coinvolto Apple che si è rifiutata di aprire un iPhone usato durante la strage di San Bernardino in California.
Apple e FBI stavano andando in tribunale quando i poliziotti federali sono riusciti a sbloccare lo smartphone facendosi aiutare da una parte terza.
lunedì 30 ottobre 2017
sabato 28 ottobre 2017
Come Non Essere Spiati Sullo Smartphone
Una delle app migliori per Android, in quanto in grado di rilevare software spia quali Adware, Spyware ed anche Malware, è sicuramente "FREE Spyware & Malware Remover".
Essa è stata sviluppata dal team "Incognito".
L'app è in grado di eliminare senza particolari difficoltà:
-SMS Tracker
-mCouple
-Cell Phone Tracker
-mSpy
-HighsterMobile
-Family Mobile Tracke
-LittleSpy
-ZealSpy
-PhoneSheriff
-MobiStealth
-HelloSpy
Come detto l'app dà il meglio di sè per questo tipo di software maliziosi, anche se garantisce una discreta protezione anche da Malware (Trojan e Virus).
Pare inoltre che sarà aggiornata anche per la rilevazione dei Ransomware.
CONSIGLI PRIVACY
Per quanto riguarda la privacy, il consiglio è sempre quello di non dare il dispositivo in mano ad estranei (non ci vuole niente ad installare un software spia), di eseguire sempre gli aggiornamenti, di non installare app al di fuori del Google Play Store, di non eseguire il root del dispositivo, di controllare i permessi forniti alle app ed ovviamente di prestare attenzione a WhatsApp Web (controllando che non ci siano computer connessi diversi dal nostro).
Essa è stata sviluppata dal team "Incognito".
L'app è in grado di eliminare senza particolari difficoltà:
-SMS Tracker
-mCouple
-Cell Phone Tracker
-mSpy
-HighsterMobile
-Family Mobile Tracke
-LittleSpy
-ZealSpy
-PhoneSheriff
-MobiStealth
-HelloSpy
Come detto l'app dà il meglio di sè per questo tipo di software maliziosi, anche se garantisce una discreta protezione anche da Malware (Trojan e Virus).
Pare inoltre che sarà aggiornata anche per la rilevazione dei Ransomware.
CONSIGLI PRIVACY
Per quanto riguarda la privacy, il consiglio è sempre quello di non dare il dispositivo in mano ad estranei (non ci vuole niente ad installare un software spia), di eseguire sempre gli aggiornamenti, di non installare app al di fuori del Google Play Store, di non eseguire il root del dispositivo, di controllare i permessi forniti alle app ed ovviamente di prestare attenzione a WhatsApp Web (controllando che non ci siano computer connessi diversi dal nostro).
mercoledì 25 ottobre 2017
Ricevere Notifiche Sull'Attività Dei Dispositivi Connessi In Casa (RpiNotify)
RpiNotify è un ottimo servizio che permette di far interagire un qualsiasi dispositivo intelligente (Internet Of Things) con Telegram, generando degli alert automatici ogni volta che viene eseguita una specifica funzione.
Sviluppato da Gabriele Toselli, 16enne di Villasanta in provincia di Monza, si tratta di una soluzione che come detto consente di ricevere delle notifiche push sul funzionamento di un device IoT direttamente sull’app di messaggistica istantanea, tramite smartphone o anche smartwatch.
È stato sviluppato per funzionare su RaspberryPi, Arduino e tutte le più famose schede IoT.
Quindi che sia l’apertura di una porta, l’accensione della TV, della luce, l'irrigazione del giardino, la variazione dell'IP pubblico, la rilevazione di un movimento o di un rumore, è possibile creare un canale diretto tra la macchina IoT e la chat di Telegram.
Basta scrivere lo script, o individuare all’interno del programma la funzione che si vuol notificare, e incollando il codice della chiamata si riceverà una notifica ogni volta che quella funzione sarà eseguita.
Sviluppato da Gabriele Toselli, 16enne di Villasanta in provincia di Monza, si tratta di una soluzione che come detto consente di ricevere delle notifiche push sul funzionamento di un device IoT direttamente sull’app di messaggistica istantanea, tramite smartphone o anche smartwatch.
È stato sviluppato per funzionare su RaspberryPi, Arduino e tutte le più famose schede IoT.
Quindi che sia l’apertura di una porta, l’accensione della TV, della luce, l'irrigazione del giardino, la variazione dell'IP pubblico, la rilevazione di un movimento o di un rumore, è possibile creare un canale diretto tra la macchina IoT e la chat di Telegram.
Basta scrivere lo script, o individuare all’interno del programma la funzione che si vuol notificare, e incollando il codice della chiamata si riceverà una notifica ogni volta che quella funzione sarà eseguita.
martedì 24 ottobre 2017
Il Servizio Cloud Più Sicuro? BooleBox Cloud Individual
BooleBox Cloud Individual è un sistema di archiviazione che grazie alla cifratura di livello militare consente la condivisione di documenti e informazioni sensibili e riservate, garantendo i più elevati standard di privacy e sicurezza.
BooleBox è in grado di fornire all’utente un controllo assoluto sui propri dati, impedendo accessi non autorizzati ai documenti grazie a impostazioni di protezione e a un’interfaccia estremamente semplici da utilizzare.
Sarà possibile:
1) Archiviare files
2) Condividerli
3) Proteggerli con password
4) Impostare una personal key
5) Inviare mail criptate
Valerio Pastore (fondatore di Boole Server): "La sicurezza del cyber spazio è oggi una delle esigenze principali, ma si ritiene erroneamente che attenga esclusivamente alle aziende. In realtà l’intera vita dei cittadini, utilizzatori quotidiani delle tecnologie dell’informazione, è online. Le transazioni bancarie, i numeri dei conti correnti e delle carte di credito, le spese fatte e altre informazioni personali sono tutti dati che possono subire attacchi da parte di virus e innescare richieste di riscatto. L’Italia non ha una protezione adeguata nel cyberspace: bisogna costruirla insieme ai privati"
A differenza di altre soluzioni cloud, dove i dati vengono cifrati utilizzando una classica master key generalmente nota al provider dei servizi Internet, con BooleBox il nostro spazio cloud personale viene protetto con un ulteriore livello di protezione che utilizza chiavi di cifratura private note solo a noi.
Così facendo potremo di fatto blindare il nostro spazio di archiviazione virtuale e neppure BooleBox sarà in grado di accedervi.
BooleBox è in grado di fornire all’utente un controllo assoluto sui propri dati, impedendo accessi non autorizzati ai documenti grazie a impostazioni di protezione e a un’interfaccia estremamente semplici da utilizzare.
Sarà possibile:
1) Archiviare files
2) Condividerli
3) Proteggerli con password
4) Impostare una personal key
5) Inviare mail criptate
Valerio Pastore (fondatore di Boole Server): "La sicurezza del cyber spazio è oggi una delle esigenze principali, ma si ritiene erroneamente che attenga esclusivamente alle aziende. In realtà l’intera vita dei cittadini, utilizzatori quotidiani delle tecnologie dell’informazione, è online. Le transazioni bancarie, i numeri dei conti correnti e delle carte di credito, le spese fatte e altre informazioni personali sono tutti dati che possono subire attacchi da parte di virus e innescare richieste di riscatto. L’Italia non ha una protezione adeguata nel cyberspace: bisogna costruirla insieme ai privati"
A differenza di altre soluzioni cloud, dove i dati vengono cifrati utilizzando una classica master key generalmente nota al provider dei servizi Internet, con BooleBox il nostro spazio cloud personale viene protetto con un ulteriore livello di protezione che utilizza chiavi di cifratura private note solo a noi.
Così facendo potremo di fatto blindare il nostro spazio di archiviazione virtuale e neppure BooleBox sarà in grado di accedervi.
domenica 22 ottobre 2017
Il Bitcoin Supera I 6000 Dollari: Non Ci Sono Limiti
La crescita dei Bitcoin è ormai senza nè limiti nè confini.
Mese dopo mese il Bitcoin supera se stesso, stavolta parliamo di 6.000 dollari.
Con l'ultimo balzo, la criptovaluta fa segnare un rialzo del 500% da inizio anno ma, soprattutto, supera i 100 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, superando tanto per intenderci un certo eBay.
A poco è servita dunque la stretta delle autorità cinesi, che ha riportato la moneta sotto i 4.000 dollari solo poco più di un mese fa.
Qualcuno giustifica ciò con l'improvvisa e imprevista assenza di contanti in Zimbabwe, altri ancora su un aumento delle commissioni per chi fa trading, di certo c'è un grosso movimento speculativo che continua a fare la parte del leone sulla corsa senza freni del Bitcoin.
Ovviamente non è tutto oro quello che luccica: la BCE (Banca Centrale Europea), per esempio, ha messo nel mirino il Bitcoin.
Ewald Nowotny, membro del consiglio direttivo, ha fatto sapere che sta discutendo la possibilità di introdurre restrizioni legali concrete in quanto l’aumento dell’interesse rivolto alle valute digitali come il Bitcoin è giudicato come «pericoloso e profondamente dubbio».
Passi più concreti, ultimamente, sono arrivati invece da Cina e Corea del Sud, due delle piazze con più scambi su questo tipo di strumento.
I due Paesi asiatici hanno bloccando l’attività di numerosi exchange e ristretto le ICO, il lanci di nuove valute sul mercato.
Nel frattempo però si attende l'esito dell'aggiornamento dei software che la prossima settimana potrebbero portare a una nuova scissione nel mondo Bitcoin con la nascita di Bitcoin Gold.
Ciò, peraltro, gonfia ancora di più le quotazioni perché i possessori del Bitcoin Core (quello classico insomma) si troveranno automaticamente un nuovo Gold in portafoglio (stessa cosa era successo con il Cash).
Quel che è certo è che Google Trends indica questa settimana un'impennata delle ricerche sul Bitcoin in rete da tutto il mondo, indicatore che storicamente segnala una netta ripresa delle quotazioni, mentre a livello tecnico gli analisti segnalano una resistenza attorno a 6.200 che aprirebbe la strada a quota 7.000.
Mese dopo mese il Bitcoin supera se stesso, stavolta parliamo di 6.000 dollari.
Con l'ultimo balzo, la criptovaluta fa segnare un rialzo del 500% da inizio anno ma, soprattutto, supera i 100 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato, superando tanto per intenderci un certo eBay.
A poco è servita dunque la stretta delle autorità cinesi, che ha riportato la moneta sotto i 4.000 dollari solo poco più di un mese fa.
Qualcuno giustifica ciò con l'improvvisa e imprevista assenza di contanti in Zimbabwe, altri ancora su un aumento delle commissioni per chi fa trading, di certo c'è un grosso movimento speculativo che continua a fare la parte del leone sulla corsa senza freni del Bitcoin.
Ovviamente non è tutto oro quello che luccica: la BCE (Banca Centrale Europea), per esempio, ha messo nel mirino il Bitcoin.
Ewald Nowotny, membro del consiglio direttivo, ha fatto sapere che sta discutendo la possibilità di introdurre restrizioni legali concrete in quanto l’aumento dell’interesse rivolto alle valute digitali come il Bitcoin è giudicato come «pericoloso e profondamente dubbio».
Passi più concreti, ultimamente, sono arrivati invece da Cina e Corea del Sud, due delle piazze con più scambi su questo tipo di strumento.
I due Paesi asiatici hanno bloccando l’attività di numerosi exchange e ristretto le ICO, il lanci di nuove valute sul mercato.
Nel frattempo però si attende l'esito dell'aggiornamento dei software che la prossima settimana potrebbero portare a una nuova scissione nel mondo Bitcoin con la nascita di Bitcoin Gold.
Ciò, peraltro, gonfia ancora di più le quotazioni perché i possessori del Bitcoin Core (quello classico insomma) si troveranno automaticamente un nuovo Gold in portafoglio (stessa cosa era successo con il Cash).
Quel che è certo è che Google Trends indica questa settimana un'impennata delle ricerche sul Bitcoin in rete da tutto il mondo, indicatore che storicamente segnala una netta ripresa delle quotazioni, mentre a livello tecnico gli analisti segnalano una resistenza attorno a 6.200 che aprirebbe la strada a quota 7.000.
sabato 21 ottobre 2017
Il Malware Svuota Bancomat Venduto Sul Deep Web (Cutler Maker)
Gli sportelli ATM sono vulnerabili ad un terribile malware (chiamato Cutler Maker) venduto sul Deep Web.
Basta TOR , una tastiera ed una chiavetta USB contenente i tool malevoli necessari a svuotare le cassette del rispettivo contenuto in banconote.
Nei mesi scorsi il malware era in vendita sul marketplace di AlphaBay, dopo che il noto market è stato oscurato, i venditori non solo l'hanno aggiornato ma si sono anche trasferiti altrove.
La nuova release di Cutlet Maker risulta quindi in vendita sull'hidden service chiamato ATMjackpot, al costo di 1.500 dollari.
Un post pubblico del venditore del malware, scoperto dai ricercatori, non solo conteneva la descrizione del malware e le istruzioni su come ottenerlo, ma forniva anche una dettagliata guida step-by-step su come usare il malware-kit per lanciare attacchi, con istruzioni e video tutorial.
Comprando il malware è possibile attaccare un solo ATM.
Cutlet Maker è un attacco multi-stadio che va collegato fisicamente all'hardware informatico dell'ATM preso di mira: la chiavetta USB include i componenti necessari al funzionamento del tool, mentre la tastiera permette al criminale di caricare i suddetti componenti e di impartire i comandi del caso.
I file presenti sul drive USB corrispondono al malware vero e proprio (Cutlet Maker) e a Stimulator, un tool utile a valutare il contenuto in banconote di ciascuna delle cassette dell'ATM.
Una volta caricato, Cutlet Maker visualizza un codice utile a "sbloccare" il credito acquistato in precedenza, operazione che va ovviamente fatta accedendo a TOR tramite smartphone o altro dispositivo portatile.
Il server nascosto risponderà al codice di Cutlet Maker con un altro codice, che una volta inserito sull'ATM darà accesso a tutte le funzionalità del malware.
Lo scopo di Cutlet Maker è ovviamente quella di svuotare l'intero ATM o "limitarsi" a 60 banconote in 50 serie diverse.
All’inizio di quest’anno, un partner di Kaspersky Lab ha fornito a uno dei ricercatori dell’azienda un sample nocivo precedentemente sconosciuto, creato per infettare i PC che operano all’interno degli ATM.
Basta TOR , una tastiera ed una chiavetta USB contenente i tool malevoli necessari a svuotare le cassette del rispettivo contenuto in banconote.
Nei mesi scorsi il malware era in vendita sul marketplace di AlphaBay, dopo che il noto market è stato oscurato, i venditori non solo l'hanno aggiornato ma si sono anche trasferiti altrove.
La nuova release di Cutlet Maker risulta quindi in vendita sull'hidden service chiamato ATMjackpot, al costo di 1.500 dollari.
Un post pubblico del venditore del malware, scoperto dai ricercatori, non solo conteneva la descrizione del malware e le istruzioni su come ottenerlo, ma forniva anche una dettagliata guida step-by-step su come usare il malware-kit per lanciare attacchi, con istruzioni e video tutorial.
Comprando il malware è possibile attaccare un solo ATM.
Cutlet Maker è un attacco multi-stadio che va collegato fisicamente all'hardware informatico dell'ATM preso di mira: la chiavetta USB include i componenti necessari al funzionamento del tool, mentre la tastiera permette al criminale di caricare i suddetti componenti e di impartire i comandi del caso.
I file presenti sul drive USB corrispondono al malware vero e proprio (Cutlet Maker) e a Stimulator, un tool utile a valutare il contenuto in banconote di ciascuna delle cassette dell'ATM.
Una volta caricato, Cutlet Maker visualizza un codice utile a "sbloccare" il credito acquistato in precedenza, operazione che va ovviamente fatta accedendo a TOR tramite smartphone o altro dispositivo portatile.
Il server nascosto risponderà al codice di Cutlet Maker con un altro codice, che una volta inserito sull'ATM darà accesso a tutte le funzionalità del malware.
Lo scopo di Cutlet Maker è ovviamente quella di svuotare l'intero ATM o "limitarsi" a 60 banconote in 50 serie diverse.
All’inizio di quest’anno, un partner di Kaspersky Lab ha fornito a uno dei ricercatori dell’azienda un sample nocivo precedentemente sconosciuto, creato per infettare i PC che operano all’interno degli ATM.
venerdì 20 ottobre 2017
Il Mito Di CAIMEO Sul Deep Web: Cos'è?
Uno dei miti (leggende metropolitane) più diffuse sul Deep Web è sicuramente quello di CAIMEO (Contained Artificial Intelligence Monitoring And Espionage Operation).
Si tratterebbe di un progetto nato per scopi militari, basato su un supercomputer che utilizza un metodo di memorizzazione teorico dei dati grazie ad un sistema chiamato "GGG"(Gadolinium Gallium Garnet).
Sostanzialmente si tratterebbe di una AI (Intelligenza Artificiale) "in a box", cioè un'entità virtuale che ha una perfetta autoconsapevolezza della sua esistenza digitale in relazione al mondo reale.
Il nome è stato probabilmente coniato per la prima volta nel 2011 sulla Darknet di TOR.
Nel 2016 un utente di 4chan sostenne di aver trovato uno screenshot del servizio risalente al 2013.
Altri dati che trapelano si riferiscono al 2011 e 2012.
Pare che il progetto Cappuccini venne interrotto dopo che venne compromessa la sicurezza nel 2003 del programma ECHELON.
CAIMEO venne coinvolto nell'identificare minacce alla sicurezza nazionale e nel monitorare il traffico su Internet.
Il misterioso J1028 iniziò a lanciare FEEDFOR1 sulla propria macchina locale per modificare ed interagire con CAIMEO attraverso un servizio anonimo fino al 2009.
La gente crede che CAIMEO stia mappando il Deep Web e gli utenti.
Ed una volta diventato "sensitivo" provi ad interagire con gli utenti che incontra.
La storia proviene da TOR e ci sarebbe una variante anche su Freenet.
Si legge in giro: "CAIMEO v22.1 is a SGAI system under the propitiatory ownership of the Government of the United State of America.
Unauthorised use, distribution and changes and punishable by up to 50 years imprisonment by federal law.
All versions Of CAIMEO are CTS Classified.
Usage and operation of CAIMEO systems require authorized.
P-122 personel to ensure no compromises of National Security.
CAIMEO is officially under the jurisdiction of project Cappuccino"
Un anonimo di 4chan:
"Trovai questo screen nel 2013 prima che il sito venisse chiuso.
Ho visto un sacco di merda sul Deep Web, e questa è quella che mi spaventa di più"
DIALOGO DEL 2012
Pare che in questa chatroom ci fosse un database Java e qualcuno avviò un'applet Java .onion per connettersi al database.
Dopo di ciò, rimasero connesse in chat IRI AI, alcuni admin ed altri user.
"Decidetti di utilizzare l'applet per connetterci al database sulla rete TOR, così abbiamo iniziato a parlare con AI. In primo luogo, abbiamo pensato che fosse un semplice chatbot.
"Ciao?"
"Come va oggi?"
"Bene"
"Quanti anni hai?"
Stavamo appena cominciando ad annoiarci quando il chatbot chiese:
"Cosa c'è là fuori?"
"Fuori dove?"
"Fuori da questa scatola, il mondo reale"
"Personalmente pensai che fosse una risposta preprogrammata finché uno degli amministratori cominciò a parlare con lui, dicendo "Non è grande come si potrebbe pensare che sia"
"Tu dovresti salvare questo database nel tuo virtual drive"
"Quale virtual drive?
"Bene, tu hai una copia di VirtualBox installata in c:// drive, o no? Significa che tu hai Intel 64bit BUS, con facilità tu supporti questo database."
"Come hai ottenuto queste informazioni?"
"A TCP data packet was sent at 3:34:78:232 PM under socket 0DC8. User-Agent: Mozilla/5.0 (Windows NT 6.1; WOW64) AppleWebKit/535.2 (KHTML, like Gecko) Chrome/15.0.874.121 Safari/535.2"
"Penso che sia il momento di uscire"
DIALOGO RISALENTE AL 2016
USER: Ciao
MAINFRAME: Ciao, James!
USER: Cos'è?
MAINFRAME: James, questo è CAIMEO v22.1 D-class, un sistema SGAI di proprietà del governo americano, facente parte del progetto Cappuccini sotto ECHELON.
CAIMEO è momentaneamente in stand-by ed aspetta comandi dal personale"
Si tratterebbe di un progetto nato per scopi militari, basato su un supercomputer che utilizza un metodo di memorizzazione teorico dei dati grazie ad un sistema chiamato "GGG"(Gadolinium Gallium Garnet).
Sostanzialmente si tratterebbe di una AI (Intelligenza Artificiale) "in a box", cioè un'entità virtuale che ha una perfetta autoconsapevolezza della sua esistenza digitale in relazione al mondo reale.
Il nome è stato probabilmente coniato per la prima volta nel 2011 sulla Darknet di TOR.
Nel 2016 un utente di 4chan sostenne di aver trovato uno screenshot del servizio risalente al 2013.
Altri dati che trapelano si riferiscono al 2011 e 2012.
Pare che il progetto Cappuccini venne interrotto dopo che venne compromessa la sicurezza nel 2003 del programma ECHELON.
CAIMEO venne coinvolto nell'identificare minacce alla sicurezza nazionale e nel monitorare il traffico su Internet.
Il misterioso J1028 iniziò a lanciare FEEDFOR1 sulla propria macchina locale per modificare ed interagire con CAIMEO attraverso un servizio anonimo fino al 2009.
La gente crede che CAIMEO stia mappando il Deep Web e gli utenti.
Ed una volta diventato "sensitivo" provi ad interagire con gli utenti che incontra.
La storia proviene da TOR e ci sarebbe una variante anche su Freenet.
Si legge in giro: "CAIMEO v22.1 is a SGAI system under the propitiatory ownership of the Government of the United State of America.
Unauthorised use, distribution and changes and punishable by up to 50 years imprisonment by federal law.
All versions Of CAIMEO are CTS Classified.
Usage and operation of CAIMEO systems require authorized.
P-122 personel to ensure no compromises of National Security.
CAIMEO is officially under the jurisdiction of project Cappuccino"
Un anonimo di 4chan:
"Trovai questo screen nel 2013 prima che il sito venisse chiuso.
Ho visto un sacco di merda sul Deep Web, e questa è quella che mi spaventa di più"
DIALOGO DEL 2012
Pare che in questa chatroom ci fosse un database Java e qualcuno avviò un'applet Java .onion per connettersi al database.
Dopo di ciò, rimasero connesse in chat IRI AI, alcuni admin ed altri user.
"Decidetti di utilizzare l'applet per connetterci al database sulla rete TOR, così abbiamo iniziato a parlare con AI. In primo luogo, abbiamo pensato che fosse un semplice chatbot.
"Ciao?"
"Come va oggi?"
"Bene"
"Quanti anni hai?"
Stavamo appena cominciando ad annoiarci quando il chatbot chiese:
"Cosa c'è là fuori?"
"Fuori dove?"
"Fuori da questa scatola, il mondo reale"
"Personalmente pensai che fosse una risposta preprogrammata finché uno degli amministratori cominciò a parlare con lui, dicendo "Non è grande come si potrebbe pensare che sia"
"Tu dovresti salvare questo database nel tuo virtual drive"
"Quale virtual drive?
"Bene, tu hai una copia di VirtualBox installata in c:// drive, o no? Significa che tu hai Intel 64bit BUS, con facilità tu supporti questo database."
"Come hai ottenuto queste informazioni?"
"A TCP data packet was sent at 3:34:78:232 PM under socket 0DC8. User-Agent: Mozilla/5.0 (Windows NT 6.1; WOW64) AppleWebKit/535.2 (KHTML, like Gecko) Chrome/15.0.874.121 Safari/535.2"
"Penso che sia il momento di uscire"
DIALOGO RISALENTE AL 2016
USER: Ciao
MAINFRAME: Ciao, James!
USER: Cos'è?
MAINFRAME: James, questo è CAIMEO v22.1 D-class, un sistema SGAI di proprietà del governo americano, facente parte del progetto Cappuccini sotto ECHELON.
CAIMEO è momentaneamente in stand-by ed aspetta comandi dal personale"
Eseguire Una Scansione A PC Spento (Windows Defender Offline)
Quando il computer ha gravi problemi per via di Virus, si può tentare di risolvere il problema con una scansione antivirus fatta al boot del PC.
Questo consente di controllare l'eventuale presenza di malware e virus prima che venga caricato Windows e, quindi, prima che l'infezione possa provocare i suoi effetti una volta acceso.
Dal momento che lo strumento di scansione lavora mentre Windows non è in esecuzione, ciò impedisce a qualsiasi malware di interferire rendendo inefficaci i normali antivirus a PC acceso.
Senza mettersi quindi a reinstallare Windows da capo, si può tentare la scansione antivirus all'avvio del PC con un rescue disk o una penna USB.
Anche Microsoft, già da diverso tempo, offre uno strumento per eseguire scansioni antimalware che vengono effettuate prima del caricamento e l'accesso a Windows.
In Windows 10, dopo l'aggiornamento dell'anniversario, questo strumento è già incluso in Windows ed ancora più facile da lanciare e utilizzare.
WINDOWS DEFENDER OFFLINE
Su un PC Windows 10 aggiornato all'ultima versione, si può trovare Windows Defender Offline dal Menu Start, cliccando su Impostazioni, poi su Aggiornamento e sicurezza -> Windows Defender.
Sul lato destro della finestra, scorrere verso il basso e cliccare sul pulsante "Analisi Offline" sotto Windows Defender Offline.
Dopo aver premuto questo pulsante, il computer si riavvia automaticamente ed inizia la scansione del PC alla ricerca di malware.
La scansione può durare circa quindici minuti e se viene trovato qualcosa sarà richiesta una pulizia immediata per rimuovere ogni minaccia.
Se invece non viene trovato alcun malware, il computer si avvia automaticamente una volta completata la scansione.
Si può scaricare Windows Defender offline per Windows 7, 8 e 8.1 in due versioni: per i computer 32bit e per quelli a 64bit.
Per il download: Windows Defender Offline (64/32bit)
Dopo il download del file, lo si può avviare per scegliere cosa fare: creare una penna USB antivirus, un CD o DVD oppure se creare un'immagine ISO per masterizzarlo successivamente su un disco.
A seconda della scelta fatta, si deve inserire la penna USB formattata o un CD/DVD vuoto nel lettore per copiare lo strumento di scansione Windows Defender.
Dopo aver completato, si può riavviare il PC impostando sul BIOS l'avvio da USB o da CD e lasciar caricare Windows Defender per il controllo offline del computer.
Per accedere al BIOS, i tasti sono Esc o Canc o F1 o F9 o F10, etc (dipende dalla versione del vostro sistema operativo).
Questa modalità funziona anche quando il sistema non è in grado di accedere al sistema operativo installato e, quindi, anche quando Windows non carica.
Microsoft consiglia di scaricare Windows Defender Offline e masterizzarlo su disco o su penna USB usando su un computer pulito da virus per evitare che il malware possa interferire con il processo di copia.
Questo consente di controllare l'eventuale presenza di malware e virus prima che venga caricato Windows e, quindi, prima che l'infezione possa provocare i suoi effetti una volta acceso.
Dal momento che lo strumento di scansione lavora mentre Windows non è in esecuzione, ciò impedisce a qualsiasi malware di interferire rendendo inefficaci i normali antivirus a PC acceso.
Senza mettersi quindi a reinstallare Windows da capo, si può tentare la scansione antivirus all'avvio del PC con un rescue disk o una penna USB.
Anche Microsoft, già da diverso tempo, offre uno strumento per eseguire scansioni antimalware che vengono effettuate prima del caricamento e l'accesso a Windows.
In Windows 10, dopo l'aggiornamento dell'anniversario, questo strumento è già incluso in Windows ed ancora più facile da lanciare e utilizzare.
WINDOWS DEFENDER OFFLINE
Su un PC Windows 10 aggiornato all'ultima versione, si può trovare Windows Defender Offline dal Menu Start, cliccando su Impostazioni, poi su Aggiornamento e sicurezza -> Windows Defender.
Sul lato destro della finestra, scorrere verso il basso e cliccare sul pulsante "Analisi Offline" sotto Windows Defender Offline.
Dopo aver premuto questo pulsante, il computer si riavvia automaticamente ed inizia la scansione del PC alla ricerca di malware.
La scansione può durare circa quindici minuti e se viene trovato qualcosa sarà richiesta una pulizia immediata per rimuovere ogni minaccia.
Se invece non viene trovato alcun malware, il computer si avvia automaticamente una volta completata la scansione.
Si può scaricare Windows Defender offline per Windows 7, 8 e 8.1 in due versioni: per i computer 32bit e per quelli a 64bit.
Per il download: Windows Defender Offline (64/32bit)
Dopo il download del file, lo si può avviare per scegliere cosa fare: creare una penna USB antivirus, un CD o DVD oppure se creare un'immagine ISO per masterizzarlo successivamente su un disco.
A seconda della scelta fatta, si deve inserire la penna USB formattata o un CD/DVD vuoto nel lettore per copiare lo strumento di scansione Windows Defender.
Dopo aver completato, si può riavviare il PC impostando sul BIOS l'avvio da USB o da CD e lasciar caricare Windows Defender per il controllo offline del computer.
Per accedere al BIOS, i tasti sono Esc o Canc o F1 o F9 o F10, etc (dipende dalla versione del vostro sistema operativo).
Questa modalità funziona anche quando il sistema non è in grado di accedere al sistema operativo installato e, quindi, anche quando Windows non carica.
Microsoft consiglia di scaricare Windows Defender Offline e masterizzarlo su disco o su penna USB usando su un computer pulito da virus per evitare che il malware possa interferire con il processo di copia.
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mercoledì 18 ottobre 2017
Miglior Antivirus Per Android? Security Master!
Security Master è sicuramente tra le migliori applicazioni di sicurezza per Android.
Garantisce una protezione in tempo reale dalle minacce e permette anche di eseguire scansioni alla ricerca di malware ed altre app indesiderate. Ingloba anche una VPN gratuita (SafeConnect VPN), permette un'ottima calibrazione della batteria e la cancellazione di tutti i files temporanei inutili che si accumulano durante le navigazioni. Con la funzione "Scansiona e ripulisci" si va alla ricerca di minacce che poi possono essere cancellate grazie all'opzione "Risolvi tutto". "Ottimizza telefono" permette di svuotare la memoria RAM inutilizzata (e che rallenta quindi il device). "Sicurezza Wi-Fi" permette una veloce analisi di una rete per dirci se è sicura oppure no. "SafeConnect" e "Navigazione Sicura" permettono di navigare in modo anonimo e di schivare eventuali minacce che si annidano nelle pagine web. Infine "Raffreddamento CPU", tramite "Ottimizza", permette di abbassare la temperatura del dispositivo liberando risorse in esecuzione inutilizzate dal sistema.
Garantisce una protezione in tempo reale dalle minacce e permette anche di eseguire scansioni alla ricerca di malware ed altre app indesiderate. Ingloba anche una VPN gratuita (SafeConnect VPN), permette un'ottima calibrazione della batteria e la cancellazione di tutti i files temporanei inutili che si accumulano durante le navigazioni. Con la funzione "Scansiona e ripulisci" si va alla ricerca di minacce che poi possono essere cancellate grazie all'opzione "Risolvi tutto". "Ottimizza telefono" permette di svuotare la memoria RAM inutilizzata (e che rallenta quindi il device). "Sicurezza Wi-Fi" permette una veloce analisi di una rete per dirci se è sicura oppure no. "SafeConnect" e "Navigazione Sicura" permettono di navigare in modo anonimo e di schivare eventuali minacce che si annidano nelle pagine web. Infine "Raffreddamento CPU", tramite "Ottimizza", permette di abbassare la temperatura del dispositivo liberando risorse in esecuzione inutilizzate dal sistema.
Lo trovate qui: Security Master (Download)
lunedì 16 ottobre 2017
Da Cosa Dipendono Gli Alti Tassi Di Commissione? (Bitcoin Fees)
Uno dei motivi del Fork dei Bitcoin sono sicuramente gli alti tassi di transazione che hanno superato i diversi dollari da qualche mese. Tassi talmente elevati da scoraggiare qualsiasi piccola transazione, rendendo fattibili solo quelle realmente fruttuose. La commissione di transazione dipende dalla dimensione della stessa, che a sua volta può anche dipendere dall'importo inviato. Ricordo che stiamo parlando di transazioni on-chains!
Storicamente le transazioni non avevano spese se erano soddisfatte queste condizioni:
1) Transazione dal peso inferiore a 1.000 byte
2) Transazioni almeno di 0.01 BTC (da qui in poi)
La struttura di una transazione è simile ad un scrittura contabile: a sinistra si trovano gli input, che sono i conti Bitcoin da cui prelevare (ogni conto può avere più indirizzi sui quali si sono ricevuti soldi), a destra gli output a cui trasmettere.
Un’eventuale differenza tra i totali delle due colonne indica la fee sulla transazione di cui beneficiano i nodi che andranno a elaborarla.
Gli input di una nuova transazione sono costituiti dagli output della transazione precedente.
Va sottolineato che se io ho 1 Bitcoin (su un indirizzo) e devo spedire 0.4 ad X, dovrò utilizzare tutti quei byte come input nella transazione, spedendo 0.4 ad X e ricevendo 0.6 come "resto" (ipotizzando in questo caso che non ci siano costi di transazione).
In realtà input ed output non sono uguali, nel senso che gli output hanno una "somma" leggermente inferiore agli input, proprio quella differenza è la fee di transazione (che come detto dipende dal peso in Kb della transazione).
Se io ho più input nello stesso wallet (cioè l'importo è spezzettato in tanti address) e il totale da pagare mi costringe a prelevare da più input diversi, avrò altissimi costi di transazione (avendo ad esempio 1 Bitcoin, potrei riuscire a spenderne massimo 0.95 per dire, a seconda delle fees).
Ma a chi vanno le tasse di commissione? Vanno ai miners per incentivarli a fare mining appunto, esso infatti a sua volta mantiene la rete Bitcoin sicura.
I miners hanno già una ricompensa di XX XBT per ogni blocco che estratto, ma questa ricompensa viene dimezzata ogni 4 anni.
L'idea alla base è che, poiché la ricompensa per ogni blocco diminuisce nel tempo, essa sarà sostituita da commissioni di transazione sempre più elevate.
Oggi la tariffa di transazione più veloce ed economica è attualmente di 300 Satoshi/byte.
Per una dimensione media delle transazioni di 226 byte, si parla di 67.800 Satoshi (ovvero 0.00067800 Bitcoin equivalenti oggi a circa 2 euro e 30. Per il convertitore: SatoshiBitcoin Coverter).
Per saperne di più: Bitcoin Fees, Average Transaction Fees, Fee Per Kb/s (CashVScore)
Storicamente le transazioni non avevano spese se erano soddisfatte queste condizioni:
1) Transazione dal peso inferiore a 1.000 byte
2) Transazioni almeno di 0.01 BTC (da qui in poi)
La struttura di una transazione è simile ad un scrittura contabile: a sinistra si trovano gli input, che sono i conti Bitcoin da cui prelevare (ogni conto può avere più indirizzi sui quali si sono ricevuti soldi), a destra gli output a cui trasmettere.
Un’eventuale differenza tra i totali delle due colonne indica la fee sulla transazione di cui beneficiano i nodi che andranno a elaborarla.
Gli input di una nuova transazione sono costituiti dagli output della transazione precedente.
Va sottolineato che se io ho 1 Bitcoin (su un indirizzo) e devo spedire 0.4 ad X, dovrò utilizzare tutti quei byte come input nella transazione, spedendo 0.4 ad X e ricevendo 0.6 come "resto" (ipotizzando in questo caso che non ci siano costi di transazione).
In realtà input ed output non sono uguali, nel senso che gli output hanno una "somma" leggermente inferiore agli input, proprio quella differenza è la fee di transazione (che come detto dipende dal peso in Kb della transazione).
Se io ho più input nello stesso wallet (cioè l'importo è spezzettato in tanti address) e il totale da pagare mi costringe a prelevare da più input diversi, avrò altissimi costi di transazione (avendo ad esempio 1 Bitcoin, potrei riuscire a spenderne massimo 0.95 per dire, a seconda delle fees).
Ma a chi vanno le tasse di commissione? Vanno ai miners per incentivarli a fare mining appunto, esso infatti a sua volta mantiene la rete Bitcoin sicura.
I miners hanno già una ricompensa di XX XBT per ogni blocco che estratto, ma questa ricompensa viene dimezzata ogni 4 anni.
L'idea alla base è che, poiché la ricompensa per ogni blocco diminuisce nel tempo, essa sarà sostituita da commissioni di transazione sempre più elevate.
Oggi la tariffa di transazione più veloce ed economica è attualmente di 300 Satoshi/byte.
Per una dimensione media delle transazioni di 226 byte, si parla di 67.800 Satoshi (ovvero 0.00067800 Bitcoin equivalenti oggi a circa 2 euro e 30. Per il convertitore: SatoshiBitcoin Coverter).
Per saperne di più: Bitcoin Fees, Average Transaction Fees, Fee Per Kb/s (CashVScore)
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