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sabato 9 marzo 2019

App Per Fare Scherzi Telefonici: JuasApp, JokesPhone, PrankDial, ComiCall

Tra le applicazioni più note per fare scherzi telefonici c'è sicuramente l’app JuasApp o la sua app clone JokesPhone (sono identiche).
Le due app sono scaricabili gratuitamente soltanto per dispositivi Android.
Scaricata ed installata l'app, noterai che il funzionamento è semplicissimo, ci sono 3 schermate: lista (con tutti gli scherzi da mandare), esempi (per ascoltare gli scherzi e scegliere il preferito), i miei scherzi (per ascoltare gli scherzi effettuati).
Le chiamate effettuate sono completamente anonime, sono effettuate dall’app tramite Internet e non scalano il credito telefonico.
Come detto, lo scherzo viene registrato in modo tale che tu possa ascoltare la reazione della vittima.
A parte il primo scherzo gratuito una volta installata l'app, per effettuare uno scherzo telefonico è necessario acquistare gli scherzi, singolarmente o in pacchetti, tramite l'app.
Acquistare un singolo scherzo costa 0,99€, ma è possibile acquistare fino a 60 scherzi al prezzo di 19,99€ (più scherzi si comprano contemporaneamente e maggiore sarà lo sconto).
Premendo invece il pulsante Raccomanda Juasapp, una volta che avrai effettuato il collegamento con Facebook, potrai consigliare l’applicazione agli amici indicando il tuo ID utente. Per ogni scherzo telefonico acquistato dagli amici tramite il tuo ID Utente, riceverai gratis la stessa quantità di scherzi acquistata.
Il funzionamento di JokesPhone è identico, idem gli scherzi.
Sfruttando la cosa, potrete fare due scherzi free (1 per app).


PRANKDIAL
L’applicazione PrankDial è invece scaricabile gratuitamente per Android e iOS.
A differenza di Juasapp, l’applicazione ha sicuramente un’interfaccia utente più completa, pensata per un pubblico giovanile.
Installata l'app si può notare che gli scherzi sono divisi in "Popolari" e "I più recenti".
Per ogni scherzo potrai ascoltare l’anteprima del messaggio registrato.
Rispetto a Juasapp, il messaggio registrato ha una cadenza molto più naturale.
La caratteristica più interessante di PrankDial è il sistema di valutazione tramite Mi Piace/Non Mi piace e Commenti; potrai così mettere un voto positivo o negativo allo scherzo, scrivendo anche eventualmente un commento.
Gli scherzi sono numerosi, troverai in quest’app gli scherzi più classici e semplici, ma anche quelli più originali e meno prevedibili.
A differenza di Juasapp, PrankDial non permette di programmare la chiamata.
L’app è scaricabile gratuitamente su dispositivi Android e iOS, ma presenta alcune limitazioni.
Con PrankDial è possibile fare solo uno scherzo gratuito al giorno e inviare la chiamata gratuitamente solamente a numeri nazionali. Alla fine della chiamata, inoltre, lo scherzo si concluderà con una risata registrata e un messaggio preimpostato che avviserà che si trattava soltanto di uno scherzo.
Per uno scherzo più riuscito è però possibile disattivare questa funzione, acquistando dei gettoni virtuali che permettono di eliminare le limitazioni dell’app.
I prezzi per l’acquisto dei gettoni sono vari e vanno da 1,99€ per 4 gettoni fino a 30,99€ per 85 gettoni.
Tra le funzionalità premium dell’app, sbloccabili attraverso tali gettoni, vi è anche la possibilità di effettuare chiamate dopo le 23 e prima delle 7, oltre che ottenere un tempo extra per la registrazione della reazione.
Se non vuoi spendere per utilizzare l’app, puoi ottenere gettoni gratuitamente attraverso vari metodi, tra cui l’invito all’installazione dell’app, la visualizzazione di video pubblicitari o l’installazione di app sponsorizzate.
Anche utilizzando PrankDial per fare uno scherzo telefonico la chiamata verrà registrata; alla fine della conversazione potrai riascoltare la reazione dell’amico chiamato.
Anche qui le chiamate avvengono tramite internet, senza scalare credito ovviamente.


COMICALL
Anche utilizzando Comicall, gli scherzi telefonici possono essere inviati a qualsiasi numero, a prescindere dal sistema operativo dello smartphone e dall’operatore telefonico. Le chiamate sono effettuate dall’applicazione, lo scherzo resterà anonimo e non verrà scalato il credito telefonico.
Tendenzialmente però gli scherzi sono abbastanza comici e facilmente smascherabili, pera quanto le voci sono molto naturali.
Comicall ti offre uno scherzo gratuito di prova; gli scherzi successivi sono invece a pagamento e andranno acquistati con prezzi variabili. Premi il simbolo + per vedere tutti i prezzi degli acquisti in app che potrai fare per acquistare gli scherzi. L’app ti permette di acquistare scherzi singoli, al costo di 0,99€ ma anche pacchetti composti da 20 scherzi, al prezzo di 9,99€.

giovedì 7 marzo 2019

A Che Serve Accorciare Un Link? I Servizi Migliori

Accorciare l’URL di un sito web può essere importante per recuperare spazio che può essere molto utile per le condivisioni dei nostri post, pensiamo ad esempio a Twitter e al suo limite di 140 caratteri nei tweet.
Abbreviare gli URL è molto semplice, esistono infatti diversi servizi che ci permettono di accorciare gli indirizzi web in maniera totalmente gratuita.
URL accorciate non ci daranno inoltre penalizzazioni in ambito SEO, visto che gli accorciatori di URL utilizzano il permanent redirect, ovvero il codice 301, il reindirizzamento preferito dai motori di ricerca.
Google con il suo Google URL Shortener, nel 2018, ha ormai interrotto il suo servizio che proseguirà solo per i vecchi utenti sino a marzo 2019, tuttavia sono tanti i siti che offrono un servizio di questo tipo!


BITLY
Sicuramente è il più famoso sistema per accorciare URL. Con questo programma possiamo ottenere uno short URL partendo da un qualsiasi indirizzo web, ma non è tanto questo il punto di forza del software.
Sito web: Bit.ly


OW.LY
Messo a disposizione da HootSuite è semplicissimo da usare e da monitorare.
Il programma, inoltre, offre un interessante set di API per sviluppatori.
Sito web: Hootsuite (Ow.ly)

Altri servizi online sono: Tinyurl ed Urly

lunedì 4 marzo 2019

La Legge Di Metcalfe: Previsioni Su Network, Computer e Bitcoin

La legge di Metcalfe è un utile calcolo matematico usato per prevedere la diffusione (e l'utilità) di sistemi di telecomunicazioni (quali computer, fax, world wide web, etc).
Ciò che ci chiediamo é: si può adattarla a Bitcoin? Il loro valore è giusto, sovrastimato o sottostimato?
Questa legge afferma che il valore di un network è direttamente proporzionale al quadrato del numero degli utenti attivi, quindi in caso di sviluppo degli utilizzatori vi è una cosiddetta crescita quadratica nel valore del network.
Un telefono da solo è inutile (a chi chiamerei?) infatti la legge ci dice che 1-1=0.
Con 5 telefoni avrò un valore della rete di 25-5 (cioè 20), ovvero 5 al quadrato - n (cioè 5).
Con 10 telefoni, il valore sarà 100-10=90.
E così via.
Lo stesso vale per i fax: più fax ci sono e maggiore è la probabilità che vengano inviati più documenti.
E per i social? Più utenti ci sono e più una comunità è florida.
L'errore alla base di questa legge è che non si può considerare tutti gli apparecchi (o gli utenti) uguali.
Vale per i telefoni, per i fax ma anche per i computer (un PC singolo non può essere equiparato e conteggiato come 1, alla stregua di una macchina server che magari collega 100 utenti quindi 100 PC).
E i telefoni e i fax? Se un'azienda possiede 100 telefoni o 100 fax, il valore non può essere equiparabile a 100 telefoni di 100 famiglie (1 per casa).
Inoltre vanno considerati, in questi casi, altri problemi quali ad esempio la barriera linguistica.
Per i social non si può fare un conteggio globale, non prescindendo magari da utenti fake, bot, cloni o inattivi.
Valore e crescita di una rete dovrebbero essere spiegati tramite funzioni logaritmiche, affinchè la crescita sia meno ottimistica quindi più reale.


LEGGE DI METCALFE SUI BITCOIN
In ogni caso, Daniel Traian Pele e Miruna Mazurencu-Marinescu-Pele hanno cercato di provare, scientificamente, se il valore di BTC è coerente con questa legge (quindi non basandosi su ipotetici costi di mining ma sul dato della sua effettiva diffusione).
Prima di fine 2017 alcuni matematici come Peterson avevano provato ad applicare la legge ed avevano avuto dei risultati che parevano confermare le valutazioni, ma poi l'aumento improvviso e il successivo crollo avvenuto fra il 2017 e 2018 aveva condotto ad un certo scetticismo sulle possibilità valutative della legge matematica.
I ricercatori Pele e Mazurencu-Marinescu-Pele hanno cercato, partendo dal numero di wallet attivi, di verificare se c'è una certa attinenza con la legge.
Secondo loro, nel breve periodo la varianza risulta troppo elevata per confermare la legge ma, nel lungo periodo, cioè su una distanza temporale superiore ai 200 giorni, la legge di Metcalfe viene confermata.
Quindi potrebbe esistere una correlazione quadratica fra valore e numero di indirizzi attivi quotidiani, solo che non può essere utilizzata per le valutazioni su base settimanale o peggio giornaliera (proprio per l'alta volatilità del Bitcoin ciò sarebbe inutile ma se la moneta si stabilizzasse un po', cosa comunque avvenuta sotto certi versi, le cose cambierebbero e di molto).
Inoltre, i due ricercatori hanno provato che il modello LPPL (Log Periodic Power Law), che permette di valutare l’esistenza o meno di un fenomeno di bolla alla quotazione di un asset, può essere applicato a BTC, permettendo quindi di capire se si è vicini o meno all’esplosione di una bolla speculativa.
Questi studi e queste teorie potrebbero quindi permettere una gestione degli asset virtuali meno approssimativa e più sicura, almeno sul lungo periodo.

domenica 3 marzo 2019

Guida Sicurezza Informatica (Contro Il Phishing, Malware ed Ingegneria Sociale)

La pericolosità sempre più elevata di subire attacchi di phishing (furto di credenziali), Malware (ransomware in primis che criptano tutti i vostri dati) e le onnipresenti backdoor (controllo del vostro PC a distanza) mi ha spinto a scrivere questo breve articolo con le cose da non fare per limitare quantomeno il problema.
Ho tenuto in considerazione sia la vita di tutti i giorni (dispositivi elettronici, reti internet, social) che un eventuale lavoro in un'azienda.
Fermo restando che il noto principio di Gene "Spaf" Spafford ovvero "L'unico computer sicuro è quello spento, gettato in una colata di cemento, sigillato in una stanza rivestita da piombo e protetto da guardie, ma anche in quel caso ho i miei dubbi" rimane sempre valido, be' è possibile (per sommi capi) limitare le probabilità che il vostro sistema venga compromesso.


-Informazioni sensibili importanti: Nome, Cognome, Luogo e Data di nascita, Mail, Numero di telefono (fisso e cellulare), Social e siti dove siete iscritti, Foto sui social, Nomi e cognomi di parenti stretti (tutte queste info possono essere usate per un furto d'identità o attacchi d'ingegneria sociale ovvero qualcuno che si spaccia per chi non è e sapendo gran parte di queste info l'attacco sarà molto credibile)

-Un altro grave errore, soprattutto se lasciate libera casa per un bel po', è mettere continui selfies sui social facendo capire al ladro di turno che la vostra casa è vuota

-Mai accettare richieste d'amicizia sui social di persone che sembrano avere il profilo palesemente falso (c'è sempre un doppio fine)

-Fare attenzione agli indirizzi di posta elettronica che v'inviano mail: ufficiopostale@poste.it è ben diverso da ufflciopostale@p0ste.it (apparentemente sembrano uguali ma è stata utilizzata la "l" al posto della "i" e lo "0" al posto della "o". Un'altra tecnica è quello di aggiungere qualcos'altro al nome del servizio tipo ufficiopostale@posteIT.it), si tratta di situazioni pericolose perchè di solito mail del genere contengono allegati con Malware o link di phishing

-Come detto sopra, gli allegati, sono molto pericolosi. Anche l'estensione del file potrebbe far sembrare il file per quello che non è. Ad esempio, l'attaccante potrebbe modificare l'estensione o scrivere come nome del file foto.jpg (se avete le estensioni dei files invisibili/nascoste, non vi accorgerete che in realtà la vera estensione è ad esempio ".exe", ad esempio foto.jpg.exe vi comparirà come foto.jpg ma jpg è il nome del file e non certo l'estensione che è nascosta!)

-Nelle mail i links non vanno mai cliccati nè fatto il login dal sito riportato (una volta fatto il login, nel 99% dei casi, si tratta di siti mirror creati ad hoc. Cioè hanno una grafica identica al sito per cui si spacciano ma in realtà servono solo per rubare le vostre credenziali d'accesso)

-Nessun ufficio bancario, postale, sito di scommesse, etc vi chiederà mai la vostra password. E' assolutamente impossibile che succeda. Quando capita ciò si tratta di una truffa. Idem per quanto riguarda l'aggiornamento di password nella mail. L'aggiornamento della password vi verrà notificato quando proverete a fare il login sul sito stesso, non certo per mail

-Anche siti accertati e sicuri potrebbero subire attacchi di "Spear Phishing", cioè i siti vengono compromessi e quando credete di comunicare con il gestore del sito, state invece parlando con un criminale pronto ad inviarvi qualche backdoor nella posta elettronica ma in questi (rari) casi potrete farci ben poco (se non stando sempre attenti e non dando niente per scontato, anche se l'indirizzo mail è lo stesso del fornitore di servizi. Lo stesso vale per gli indirizzi dei vostri amici, del resto questa tecnica era utilizzata negli anni 90 dai worm per propagarsi tramite mail. I Worm prendevano il controllo della casella di posta elettronica del PC infetto e si auto-inviavano negli indirizzi presenti in rubrica. Inutile dire che il messaggio mail vi giungeva direttamente dal vostro amico che aveva il PC infetto quindi sembrava del tutto lecito e l'allegato veniva aperto senza problemi. Così facendo il Worm si diffondeva su milioni di PC in tutto il mondo)

-Lasciare la propria rete internet aperta non è mai una bella idea perchè gran parte del traffico può essere intercettato
-Allo stesso modo connettersi ad una rete aperta (pubblica ma anche privata, forse lasciata aperta come "esca") vuol dire esporsi ad eventuali attacchi del proprietario della rete o di altra gente connessa. Vengono anche create reti "fake", nel mentre state connessi cercando di capire quale sia il problema, rovistano sul vostro PC

-Per una questione di sicurezza PC, tablet, smartphone, etc vanno resettati prima di essere buttati. Anche quando li si porta in assistenza, i dati sensibili presenti sul dispositivo dovrebbero essere il meno possibile ma forse qui è chiedere troppo

-Mai utilizzare i PC degli altri per navigare su siti importanti. Fare il login su siti di banche, carte di credito e (in misura minore) social potrebbe essere pericoloso se non sapete con chi avete a che fare (se sul PC che state utilizzando fosse installato un keylogger, l'attaccante ruberebbe tutte le vostre credenziali di accesso)

-Jailbreak e root dei dispositivi possono essere pericolosi per la sicurezza dei vostri dispositivi mobili. In primis perchè sarete soggetti anche ad app truffaldine, in secondo luogo perchè rendereste il vostro sistema operativo instabile

-Mai scaricare software su PC aziendali

-Mai fornire la propria password, neanche a colleghi di lavoro (questo serve ad evitare che qualcuno si spacci per un vostro collega e tramite un attacco d'ingegneria social rubi le vostre credenziali d'accesso)

-Mai inoltrate mail sospette a colleghi o comunque ad altre gente. Può essere fatto solo mettendogli in guardia che a voi la mail pare strana

-Gli ingegneri sociali sono gente molta astuta: riescono ad apparire per quello che non sono. Inoltre riescono a manipolare facilmente la vittima. A domande banali ed assolutamente innocue come del tipo "che ore sono sul vostro computer?" o "avete effettuato l'ultimo aggiornamento di Windows 10?" inframezzano il vero succo della chiamata truffaldina (nella maggior parte dei casi le vostre credenziali d'accesso o altre informazioni sensibili). Le domande scontate ed innocue, servono non solo a prendere confidenza con la vittima ma anche a far sembrare la chiamata normale routine di un controllo predisposto dalla vostra azienda stessa. Come detto potrebbero spacciarsi per chiunque ed essere assolutamente credibili, così come sembrare di esser stati chiamati in causa da un vostro superiore. A volte si tratta di vero e proprio spionaggio informatico. Per uscire da questa situazione basta ricordare che nessuno vi chiederà mai le vostre credenziali d'accesso

sabato 2 marzo 2019

Come Pagare Con L'App YAP: Conto Corrente Gratuito Con IBAN

YAP è un’app di mobile banking (simile ad Hype) che offre la possibilità di pagare con lo smartphone in tutti i negozi, inviare e chiedere denaro agli amici e comprare online.
L’app funziona in tutti i ristoranti (italiani e non ) che accettano pagamenti contactless con Mastercard avvicinando lo smartphone al lettore.
Essa consente di inviare e richiedere denaro senza costi, utile per raccogliere soldi, pagare o riscuotere un debito.
L’applicazione permette di effettuare acquisti online in modo facile e sicuro come con una normale carta ricaricabile e si ricarica con carta di credito, un’altra app YAP, in contanti presso bar e tabaccai SISAL point, oppure dal conto corrente di qualsiasi banca.
L’applicazione contiene un conto corrente con IBAN italiano accompagnato da una carta di debito utilizzabile anche da minorenni (minimo 12 anni).
Il tutto ovviamente a costi zero, totalmente gratis.
Essa è dedicata ad un pubblico giovane che vuole essere sempre pronto a pagare anche senza avere la carta fisicamente in mano.
Il suo funzionamento è facilissimo: vi basterà iscrivermi, inserire codice fiscale, foto del documento e rispondere a qualche altra domanda.
YAP possa essere sottoscritto da clienti minorenni.
Tra i difetti c'è l’impossibilità di domiciliare le utenze e di pagare bollettini (bianchi, precompilati oppure MAV e RAV).
Insomma è un conto corrente un po’ limitante però ottimo se integrato a qualcos'altro (nel senso che sino a quando siete senza lavoro va bene come metodo di pagamento veloce, poi serve altro).
Sito ufficiale: Yap

mercoledì 27 febbraio 2019

TG Soft Scopre Una Backdoor In Github (Operazione Pistacchietto)

La campagna di spionaggio denominata "Operazione Pistacchietto" riguarda una backdoor italiana diffusasi inizialmente nel 2016 ed attiva ancora oggi.
Ad individuare il trojan sono stati gli analisti di TG Soft, software house veneta  specializzata nella realizzazioni di antimalware della linea Vir.IT.
La diffusione della minaccia avviene tramite mail con link che inviterebbero a visitare un dominio italiano, dal quale si viene invogliati a scaricare un file per un (presunto) aggiornamento Java chiamato WIN.bat.
Piuttosto che scaricare una versione aggiornata di Java, Win.bat ha l’obiettivo di contattare la pagina github.com/pistacchietto/Win-Python-Backdoor: esso include documenti e fogli di calcolo con macro malevole, il suddetto Win.bat e altro ancora.
Il listato Batch scarica i diversi componenti della backdoor sul sistema, e la componente principale della minaccia è un eseguibile (wup1.exe) che l’antivirus Vir.IT identifica come Backdoor.Win32.Pistacchietto.A (hash MD5: DD58EAB17F853A4C26B49FCE21B53A38).
La backdoor è in grado di comunicare con tre diversi domini di comando & controllo localizzati in Italia (sui server di Aruba, Wind e Cloudflare).
Una volta infettato il sistema, il trojan è in grado di eseguire nuovi file, chiudere processi, dare privilegi di accesso ad altri utenti e molto altro ancora. Il malware usa tool legittimi come wget per raggiungere i suoi scopi malevoli.
Non è chiaro, al momento, se il bersaglio della backdoor sia un’organizzazione o un soggetto specifici o se si tratti piuttosto di un progetto malevolo ancora in fase di evoluzione, la cosa certa è che dietro dovrebbe esserci un italiano o un gruppo d'italiani.
L'analisi completa della minaccia e il meccanismo di attacco lo trovate descritto sul sito ufficiale del team di ricerca: TG Soft

lunedì 25 febbraio 2019

La LIBS e Il Plasma: Motori Elettrici, Satelliti, VASIMR e Stampanti 3D

Plasmi indotti da Laser ad alta potenza sono ormai utilizzati a livello spaziale (micro-propulsori di satelliti) ed utili a livello esplorativo nello spazio.
Il principio fisico che regola il plasma è che quando una radiazione Laser è focalizzata su un campione (solido, liquido o gas), l’energia della radiazione elettromagnetica si trasforma in eccitazione elettronica.
Se l’energia del Laser supera una certa soglia dipendente dalle caratteristiche del campione e dai parametri del Laser utilizzato, si avrà l’evaporazione e la parziale ionizzazione del campione.
I plasmi indotti da Laser in poche parole sono “gas” di particelle cariche.
Perciò un fascio Laser di breve impulso ed elevata energia focalizzato su un campione converte istantaneamente un elemento finito del campione nei suoi costituenti in fase vapore.
A seguito di ciò, la nube di plasma si espande. Sia l’elevata densità elettronica sia l’elevata temperatura sostengono un plasma che evolve rapidamente attraverso una serie di meccanismi cinetici.
Tramite tecniche spettroscopiche è possibile svolgere analisi chimiche e quant'altro.
Se non si usa un Laser troppo potente la tecnica è, si, micro-distruttiva ma crea solo piccoli solchi nel campione utilizzato (in termini tecnici si parla di "ablazione").
Questo principio è già sfruttato da anni per lanciare satelliti in orbita nello spazio.
Operativo nell’orbita geostazionaria 35.800 chilometri dalla Terra, Eutelsat172B, costruito da Airbus per Eutelsat, è uno dei principali operatori satellitari al mondo, che combina 13 kW di potenza del suo carico utile, con una massa di soli 3.550 kg. Lanciato a bordo di un razzo Ariane 5 da Kourou, nella Guiana francese, il 1° giugno 2017, ha raggiunto con successo l’orbita iniziale attorno alla Terra. I propulsori elettrici hanno guidato il satellite verso la sua posizione definitiva, consumando circa sei volte in meno la massa di propellente utilizzata per un satellite a propulsione chimica.
Esso è utilizzato per fornire servizi di telecomunicazione, banda larga e connettività in volo nella regione Asia-Pacifico.

Nicolas Chamussy, a capo del settore sistemi spaziali di Airbus: "Siamo la prima compagnia ad utilizzare la propulsione elettrica per satelliti di questa dimensione e capacità, consentendone il lancio in totale efficienza. Inoltre, grazie al nostro sistema di progettazione, la strategia operativa e la tecnologia di propulsione al plasma che abbiamo implementato, abbiamo completato il trasferimento in orbita geostazionaria a propulsione elettrica più veloce che mai, condizione che permetterà a Eutelsat di far entrare in servizio il proprio satellite elettrico in tempi record"

Yohann Leroy, responsabile Tecnico di Eutelsat, ha aggiunto: "Eutelsat 172B combina la propulsione elettrica, l’elevata capacità trasmissiva, i bracci meccanici e le tecniche di stampa 3D, il nostro nuovo satellite riflette inoltre la capacità dell’Europa di promuovere l’innovazione per aumentare la competitività del nostro business"
Lo sviluppo di satelliti Airbus Eurostar completamente elettrici è stato supportato da ESA (Agenzia Spaziale Europea) e dalle agenzie spaziali dei paesi europei, in particolare in Francia dal CNES, l’agenzia spaziale francese, nell’ambito del programma PIA (Plan d’Investissements d’Avenir) e nel Regno Unito dall’Agenzia spaziale britannica.


MOTORE ELETTRICO AL PLASMA PER AEREI
Tra i tanti utilizzi del LIBS (o LIPS) al plasma, c'è anche quello di sostituire i motori a carburante con quelli elettrici al plasma.
Si tratta di propulsori al plasma, che come carburante usano l’argon.
In questo motore il gas eccitato cioè il plasma (le cui molecole sono state private di elettroni), viene spinto all'esterno ad alta velocità attraverso un ugello. Per effetto della reazione al getto in uscita la navicella viene spinta in avanti, esattamente come avviene con un motore a combustibile chimico.
Il plasma potrebbe essere prodotto attraverso l'elettricità (prodotta da pannelli solari) o con un reattore nucleare (si avrebbe così plasma ad altissima energia, che darebbe all’astronave una velocità molto elevata).
Questi tipi di motori sono stati studiati e analizzati in laboratorio per decine d’anni, teorizzandone l’utilizzo solamente per spostare satelliti nello spazio.
L'idea, secondo una ricerca di un'università tedesca del 2017, è quella di montare i motori al plasma direttamente sugli aerei.
Grazie a ciò è possibile superare l' altitudine di 30 km raggiunta dai jet più avanzati; con i motori al plasma si potrebbe addirittura arrivare ai confini dell’atmosfera e viaggiare nello spazio aperto.
I motori degli aerei tradizionali generano una spinta miscelando e bruciando aria compressa con del carburante: questa miscela ardente si espande rapidamente ed è espulsa dal motore con forte pressione, spingendo in avanti il corpo a cui è legato come detto.
Invece i motori al plasma usano l’elettricità per generare campi elettromagnetici, che comprimono ed eccitano un gas (come ad esempio l’argon) che viene trasformato in plasma, similmente a ciò che si osserva in una fusione nucleare o all’interno di una stella.
I motori dei jet attuali tendono a funzionare bene a basse pressioni con una sufficiente scorta di gas, quelli al plasma non sono condizionati dalla pressione atmosferica e funzionano ugualmente bene sia alla pressione del suolo che a quella dei limiti dell’atmosfera, con una velocità che arriva a 20 km/s. La spinta dei motori al plasma sarebbe data da micro-scariche elettriche, riuscendo così a muovere un aereo in ogni direzione.
Durante i test di laboratorio di fine 2017 furono utilizzati mini propulsori con un diametro di 80 millimetri, ma questo significherebbe che un aereo dovrebbe montarne circa 10.000.
Un altro problema è legato alla scorta di elettricità necessaria per il volo: per alimentare una stringa di propulsori al plasma occorre così tanta corrente che in pratica l’aereo avrebbe bisogno di una centrale elettrica interna.
Come già detto, secondo i ricercatori, una soluzione potrebbe essere l’installazione di pannelli solari al di fuori dell’aeromobile.
Un altro gruppo di ricerca sta lavorando anche ad un motore ibrido, che combina l’azione del plasma con quella del carburante, cercando un compromesso tra risparmio energetico, miglioramento delle prestazioni e fattibilità del progetto.


IL VASIMR DELLA NASA
A fine 2018, la NASA ha affiancato una compagnia texana, la Ad Astra Rocket, nella realizzazione di un rivoluzionario motore: il VASIMR.
VASIMR è un nuovo motore per l’esplorazione spaziale, acronimo di Variable Specific Impulse Magnetoplasma Rocket. Esso è un propulsone elettromagnetico che renderebbe possibile per un’astronave raggiungere Marte in appena 39 giorni.
Secondo i progetti, il razzo di Ad Astra Rocket viaggerà dieci volte più velocemente di qualsiasi razzo attualmente esistente, utilizzando un decimo del carburante.
Il VASIMR dovrebbe accorciare di mesi il viaggio verso Marte, rendendo la colonizzazione del pianeta rosso sempre più probabile.

Franklin Chang Diaz, astronauta della NASA ed ora CEO di Ad Astra Rockets: "Il VASIMR non è paragonabile ad altri razzi visti in precedenza. Stiamo parlando di un razzo al plasma, il VASIMR non verrà impiegato per lanciare dispositivi, ma sarà impiegato per la ‘propulsione intra-spaziale’, interagendo con oggetti già in orbita"
Il VASIMR surriscalda il plasma, un gas elettricamente caricato, a temperature incredibilmente alte utilizzando onde radio.
Il sistema quindi offre la spinta incanalando il plasma surriscaldato dagli ugelli posteriori del motore.
Il risparmio sarà di milioni di dollari.
In altre parole il sistema spinge il plasma caldo fuori dalla parte posteriore del motore, scatenando una potenza incredibile a un decimo del carburante.


STAMPANTI 3D AL PLASMA
Un'altra applicazione della tecnica sono sicuramente le stampanti a getto di plasma, sviluppate da un team NASA guidato da Ram Gandhiraman.
Stampanti in grado di generare un sottile getto di particelle di semiconduttore su substrati di materiale flessibile ed economico, per esempio stoffa, così da produrre, per esempio, dispositivi elettronici indossabili.
Che genere di dispositivi? Anzitutto sensori progettati per monitorare parametri vitali, per misurare la concentrazione di neurotrasmettitori quali la dopamina e la serotonina, o ancora per rilevare la presenza nell’ambiente di particolari molecole, per esempio l’ammoniaca. Sensori cruciali per la sopravvivenza in ambienti ostili, come appunto quello marziano, ma soggetti a usura.
Il processo di stampa messo a punto dalla NASA è pensato per garantire gli approvvigionamenti anche in assenza di materie prime ad hoc.
"La nostra stampante dovrebbe essere in grado di fabbricare, nello spazio, i dispositivi on-demand facendo uso sia di risorse già presenti su Marte sia di rifiuti o altro materiale di scarto"

Analoga indipendenza dalle scorte anche per quanto riguarda i gas, per esempio l’elio, necessari a generare il flusso di plasma (su Marte dovrebbero essere disponibili nell'atmosfera).
La stessa NASA sta varando anche ad un processo produttivo che utilizza batteri in grado di riciclare, durante le missioni di lunga durata, i metalli necessari all’elettronica per trasformarli nell' "inchiostro" con il quale riempire le cartucce della stampante a getto di plasma.


FISSIONE E FUSIONE NUCLEARE
Se il plasma può farci arrivare su Marte in tempi relativamente brevi, per arrivare più lontano serve altro ad esempio, un propulsore a fissione nucleare, alimentato da elementi radioattivi.
Cioè una piccola centrale nucleare.
Il Rubbiatron è un sistema che prevede l'utilizzo di torio e persino plutonio: questi elementi, bombardati da neutroni a loro volta prodotti dal bombardamento di protoni (generati da un acceleratore di particelle) sul piombo. Il risultato finale è che si produce energia che riscalda idrogeno che, espulso dall'ugello, può arrivare a spingere una navicella a 50 km al secondo.
Perché il Rubbiatron non è mai stato utilizzato rimane un mistero. Dopotutto pochi chili di materiale radioattivo potrebbero bastare per missioni su Marte di un anno con sette-otto mesi di permanenza sul Pianeta.
Il torio rimane altamente radioattivo ed uno dei limiti è che quello polverizzato s'incendia facilmente.
Per via dell' alta disponibilità di uranio e della sua maggiore predisposizione nell'assorbimento di neutroni, quest'ultimo ad esempio rimane preferibile per la costruzione di ordigni nucleari; il vantaggio del torio è che viene smaltito prima ed ha una radiotossicità sul lungo periodo...inferiore (è smaltito molto prima rispetto all'uranio). La disintegrazione d'isotopi instabili produce il radon, gas altamente radioattivo esso stesso.
Il plutonio invece è utilizzato per bombe atomiche e nei reattori nucleari.

Tuttavia per l'inizio di una vera esplorazione dello Spazio servono almeno motori a fusione nucleare, dove a produrre energia sono gli atomi di idrogeno che si fondono insieme, come nelle stelle.
Un progetto (concettuale) della NASA ipotizza che con questa tecnologia un’astronave potrebbe trasportare un carico utile di 150-200 tonnellate a 400 chilometri al secondo, che vuol dire raggiungere Giove in 3 mesi.


ANTIMATERIA
Per andare ancora più in là, nello Spazio, bisogna pensare ai propulsori ad antimateria, ossia motori dove fare annichilire materia e antimateria (cioè particelle identiche alle ordinarie ma con carica opposta), generando energie straordinarie, miliardi di volte quella possibile con gli attuali propulsori chimici.
Con 100 microgrammi di antimateria (prodotta da un acceleratore di particelle) si potrebbe arrivare oltre Plutone...in 50 anni.


EM DRIVE
Em Drive invece è un sistema di propulsione a spinta elettromagnetica.
Quando parliamo di motori a reazione (non quelli delle automobili quindi, che sono pensati per muovere un mezzo su strada) la costante è la terza legge di Newton: ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Per andare in avanti, dunque, questi motori propellono qualcosa all’indietro: che sia acqua, nei motori ad idrogetto, aria in quelli degli aerei o i gas di scarico nel caso dei motori spaziali tradizionali. Per funzionare necessitano dunque di carburante, qualcosa da spingere nella direzione contraria a quella desiderata.
Ci sono alternative quali le vele solari ovvero strutture che accelerano le astronavi sfruttando la pressione della radiazione magnetica proveniente dal Sole. Ma i risultati, in termini di velocità raggiungibile e facilità di utilizzo non sono esattamente quelli sperati.
O ancora lo Starshot, il progetto che mira ad accelerare le astronavi da Terra, sparando un raggio laser estremamente potente che funga da sistema di propulsione esterno per l’apparecchio.
L’Em Drive sarebbe invece un motore che non necessita di carburante o fonti esterne di propulsione, capace di produrre una spinta sufficiente per accelerare, fino a raggiungere in tempi accettabili gli altri pianeti del nostro Sistema solare.
Come funziona? Per ora rimane un mistero, anche per il suo inventore, l’inglese Roger Shawyer.
Il dispositivo consiste sostanzialmente in una cavità metallica conica al cui interno vengono fatte rimbalzare delle onde elettromagnetiche.
Un sistema chiuso, da cui non viene emesso nulla che possa giustificare la formazione di una spinta in avanti. Messo alla prova prima da Shawyer nel 1999, e più di recente anche dai ricercatori della NASA, l’Em Drive sembra produrre una leggera spinta in direzione del lato anteriore della cavità.
In sostanza, le onde elettromagnetiche che rimbalzano sull’interno della parete frontale del dispositivo sembrano riuscire a spingerlo in avanti.
Una circostanza impossibile, assicurano i fisici: è come se fosse possibile muoversi spingendosi da soli sulla schiena, o come spostare un automobile colpendo il parabrezza dall’interno. Eppure gli esperimenti svolti fino ad oggi hanno continuato a dare risultati positivi.

sabato 23 febbraio 2019

Come Avere Più Account Di Un App Sullo Smartphone (WhatsApp, Facebook, Giochi)

Non tutti sanno che "clonando" un app, è possibile usare due account in contemporanea sui vostri social, giochi, app preferite o altro sul vostro device Android.
Questa funziona è fornita dall'app Parallel Space.
Si tratta in pratica di un "ambiente" che virtualizza le app e permette di farne girare due in contemporanea.
Ad esempio, nel caso di telefono dual SIM potrete gestire due account WhatsApp in modo completamente separato l'uno dall'altro (con numero diverso quindi doppia identità, senza che nessuno se ne accorga).
Parallel Space è compatibile con quasi tutte le app disponibili sul Play Store, ed è molto semplice da usare.
Ovviamente avere due copie della stessa app installata vorrà dire doppio spazio occupato (quindi per giochi ed app dispendiose, i giga occupati potrebbero essere diversi!). Inoltre, aumenterà anche il consumo di risorse e batteria, specialmente per le app che funzionano in background (app social e instant messenger che richiedono le notifiche push).
Ad ogni modo, Parallel Space occupa solo 2 MB di spazio una volta installata.
Dato il fine dell'app, non c'è da stupirsi che la lista dei permessi necessari a farla girare è estremamente lunga.
Ma non potrete fare altrimenti.
Non è invece necessario avere i privilegi di root abilitati sul proprio device.
Per il download: Parallel Space

Trovate altre app simili qui:
Multiple Accounts - Parallel App (Play Store)
Multiple Accounts - 64Bit Engine (Play Store)
Dual Space - Multiple Accounts & App Cloner
2Accounts (Play Store)

giovedì 21 febbraio 2019

Come Tracciare I Bitcoin: Metodo FIFO (Taintchain)

Un team di ricercatori della università inglese di Cambridge avrebbe individuato un modo per tracciare i Bitcoin, anche se evidentemente riciclati.
Il tutto è descritto in "Tendrils Of Crime: Visualizing the diffusion of stolen Bitcoins" dei tre autori Mansoor Ahmed, Ilia Shumailov e Ross Anderson.
Lo studio completo lo potete trovare qui: Tendrils Of Crime: visualizing the diffusion of stolen Bitcoins
Come si sa il Bitcoin è semi-anonimo (da un lato le transazioni sono pubbliche, dall'altro non si sa a chi appartengono, soprattutto se alla criptovaluta le si fa perdere le "tracce", come si dice in gergo), tuttavia non è facile tracciare i fondi rubati, seguire il flusso di denaro e risalire a chi effettua le transazioni.
Le unità stesse (Bitcoin e sotto-multipli quali i Satoshi) sono impossibili da tracciare in quanto non hanno identificatori univoci.
La modalità più utilizzata per nascondere le tracce dei Bitcoin rubati è il riciclaggio.
Ad esempio, spostando Bitcoin rubati e mischiandoli a quelli "puliti" gli si fa perdere le tracce.
Questi stessi Bitcoin potrebbero essere trasferiti su un gran numero di wallet, rendendo impossibile stabilire quali siano puliti e quali no.
Un altro problema che emerge è come determinare chi deve essere risarcito, in caso di furto o riciclaggio.
I ricercatori hanno costruito un algoritmo che si rifà ad una legge britannica del 1800 che stabilisce una serie di regole semplici per dividere i soldi rimanenti quando una banca va in bancarotta.
Questa legge è diventata la base per l’assegnazione di denaro in una vasta gamma di situazioni.
Alla base di tutto un'udienza del 1816 per il caso Clayton, in cui la decisione presa dal giudice in quel momento fu che chiunque abbia messo i propri soldi per primo, deve avere il diritto di riceverli prima.
Ciò ha portato al concetto FIFO (first-in-first-out), che poi è diventato il metodo standard per identificare i legittimi proprietari di denaro in caso di beni rubati.
In poche parole, se in mezzo a 5 Bitcoin...2 sono stati rubati, l’algoritmo presume che i primi 2 che escono nelle prossime transazioni del wallet incriminato siano quelli rubati e li segue fino al loro prossimo indirizzo, dove poi viene ri-applicata la stessa regola.
Gli altri 3 Bitcoin non vengono seguiti.
L’algoritmo Taintchain mostra quindi i risultati in modo da poter consentire la visualizzazione di pattern comportamentali sospetti.
Ovviamente il grande volume di transazioni rende comunque difficile l'attuazione di questo metodo, ma il team è stato in grado di identificare una serie di comportamenti legati al riciclaggio di denaro.

martedì 19 febbraio 2019

Tutte Le Funzioni Di HiJackThis Fork v3 e Dove Ricevere Supporto

La pubblicazione nel 2012 del codice sorgente dello storico HiJackThis (lanciato nel 2004 ed ormai non più aggiornato da anni) diede il via ad una serie di altri programmi antimalware, di cui il migliore è sicuramente HiJackThis Fork v3. Cominciamo con il dire che esso garantisce piena compatibilità con tutte le versioni di Windows, comprese quelle a 64 bit. Il programma non richiede installazione.
Per il download: HiJackThis Fork v3 (Download) Al primo avvio, Windows SmartScreen mostrerà un messaggio di avviso: per avviare HiJackThis basta fare clic su "Ulteriori informazioni" quindi su "Esegui comunque". HiJackThis, è un po' diverso dai soliti software antivirus, cioè lui mostra liste degli oggetti scansionati dove estensioni e programmi legittimi si mescolano ad altri indesiderati o dannosi.


SCANSIONE
HiJackThis, così come la versione originale, effettua una scansione delle aree del sistema operativo più "infestate" dai componenti indesiderati e permette all'utente di rimuovere le singole voci (che provocano il caricamento di malware e PUP, potentially unwanted programs) semplicemente spuntando la casella corrispondente e cliccando sul pulsante "Fix Checked". Il programma, per impostazione predefinita, crea un backup di tutti gli elementi rimossi nella sezione accessibile cliccando sul pulsante "Config" quindi su "Backups". Con la voce "Registry, Key unlocker", è possibile assumere il controllo delle chiavi del registro che non risultassero direttamente modificabili mentre cliccando su "Files, unlock & delete files", si potrà disporre la cancellazione di quegli elementi che risultassero ineliminabili.


ALTRE FUNZIONI UTILI
Altre funzioni inglobate sono quelle di "Uninstall manager" (permette la rimozione dei programmi installati compresa l'eliminazione di voci orfane ancora presenti nella finestra Programmi e funzionalità di Windows), Process manager (un gestore dei processi in esecuzione) e StartupList (un modulo per ottenere informazioni dettagliate su tutti gli oggetti caricati automaticamente all'avvio del sistema operativo).


SUPPORTO ONLINE
Se non sapete come interpretare i log dei report ottenuti dalle scansioni, sono tante le risorse online a vostra disposizione. Ad esempio: Forum Hwupgrade oppure Forum Tomshw