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martedì 23 maggio 2023

Come Recuperare La Password Del WiFi

A volte potrebbe capitare di dover recuperare la password del nostro WiFi e per quanto sia un'operazione semplice da effettuare ci sono vari passaggi da seguire. In primo luogo, tu puoi recuperare la tua password entrando nel pannello di configurazione del tuo router 192.168.1.1 e digitando questo indirizzo web nella barra (di solito user e pass sono Administrator ed "admin" se non le si è mai cambiate). Questo è l'indirizzo di Telecom, se hai Fastweb o Vodafone potrebbe cambiare (ma entrambi questi provider potrebbero avere lo stesso indirizzo).
Un altro modo per recuperare la tua password è direttamente dal pc, se sei connesso al WiFi. Per fare questo ti basta andare su:

-Pannello di Controllo
-Rete ed Internet (Visualizza Attività e Stato Della Rete)
-Schiacciare sulla propria connessione
-Proprietà Wireless
-Sicurezza
-Mostra Caratteri

Fatto questo, comparirà la vostra password del WiFi.

mercoledì 19 aprile 2023

Come Limitare La Banda In Download Per Gli Update (Fall Creators e Gpedit.msc)

Windows 10 permette di ottimizzare automaticamente la banda riservata ai download degli aggiornamenti di sistema (update) e alle applicazioni presenti nello Store ufficiale.
Ovviamente ciò ha i suoi pro e contro. Se da una parte funziona quando nella rete c'è un solo dispositivo (visto che analizza il traffico internet sul computer specifico dove eseguire il download), dall'altra parte non può analizzare l'intero stato della rete locale. Se qualcun altro usa la stessa connessione ad internet, può verificarsi un crollo generale delle prestazioni.
Proprio per questo Microsoft ha implementato su Windows 10 Fall Creators Update (v 1709) una nuova opzione che consente di limitare manualmente la banda in download e upload utilizzata da Windows Update. Per fare ciò: Impostazioni (dal Menu Start l'icona con l'ingranaggio stilizzato)/Aggiornamento e sicurezza/Opzioni avanzate/Opzioni recapito/Opzioni avanzate.
Poi sotto "Impostazioni di download" trovate la voce "Limita il quantitativo di larghezza di banda utilizzato per scaricare gli aggiornamenti in background".
Attivandola si può selezionare la % di banda da dedicare agli aggiornamenti.
Nella pagina è presente anche "Impostazioni caricamento", che funziona in maniera analoga ma serve a limitare la banda per gli aggiornamenti da caricare agli altri PC su internet
L'ultima voce è relativa al "Limite caricamento mensile", con il quale è possibile impostare una soglia massima di banda da destinare mensilmente al caricamento (e non al download) degli aggiornamenti su altri computer.
Un'altra possibilità è quella di utilizzare gpedit.msc (lanciandolo da esegui) e trovare Group Policy/Computer Configuration/Administrative Templates/Network/QoS Packet Scheduler/Limit Reservable Bandwidth. Poi Enabled e in Limit Bandwidth impostare il valore 0.

martedì 17 dicembre 2019

Differenze Di Collegamento Tra Router: LAN to LAN e LAN to WAN (Configurazioni)

A volte per gestire tanti dispositivi e grandi distanze per coprire l'intera casa si può scegliere di collegare un router all'altro.
Il nuovo router otterrà la connessione dal vecchio e la distribuirà a tutti i dispositivi connessi.
Esistono due modi di collegare gli apparecchi: LAN to LAN e LAN to WAN.
Per gestire i vari collegamenti ci basterà conoscere l'IP dei router.
Ma qual è l'indirizzo del router? Aprite il DOS (Start/CMD) e scrivete ipconfig/all
Leggerete l'IP del router in "gateway".
Prima della configurazione vera e propria, spieghiamo brevemente cosa vuol dire LAN, WAN e le differenze tra queste due reti.


RETE LAN
La rete LAN (Local Area Network) rappresenta una rete locale quale potrebbe essere quella di un'azienda o una casa. In questo caso un gruppo di dispositivi viene collegato ad un singolo dispositivo di rete, che sia un server o un router, e la connessione viene distribuita più o meno equamente tra i vari dispositivi.
Non a caso nei router sono presenti, in generale, 4 porte LAN. Questo perchè è possibile collegare fino a 4 PC contemporaneamente alla stessa rete internet tramite il cavo LAN.


RETE WAN
WAN sta per Wide Area Network ed indica una rete di carattere geografico: infatti questa rete può coprire anche interi territori, facendo collegare molti più dispositivi.
Di questa categoria fanno parte tutte quelle linee che permettono di collegare diversi dispositivi posti in aree differenti, come ad esempio i servizi offerti dai provider ISP.
In generale la linea parte da un cabinet centrale e poi viene smistata alle varie abitazioni. Nel caso della fibra ottica, il collegamento parte direttamente dal cabinet più vicino all’abitazione, solitamente entro 300m, permettendo una velocità nettamente maggiore rispetto ad una comune ADSL.
Internet ad esempio è una gigantesca rete WAN dove chiunque nel mondo può comunicare, anche a centinaia di migliaia di km di distanza.
Ma passiamo alle varie configurazioni tra router.


LAN TO LAN
Unico host dove sono collegati tutti i dispositivi.
In questo caso i due router condividono la stessa rete, accesso ad internet e gli stessi indirizzi. Dunque la rete del secondo router è una semplice estensione della prima.
In questo caso se l'indirizzo IP del router è 192.168.1.1 (esempio), quello del secondo avrà la stessa tipologia d'indirizzo (ad esempio 192.168.1.2).
Alla fine della fiera, il secondo router connesso alla rete figura come un normale dispositivo (quale può essere una TV, smartphone, PC, etc) solo che fa da "ponte" estendendo il segnale.


LAN TO WAN
Due o più host collegati ad un'unica rete.
Qui si tratta di due reti separate (indipendenti) che però condividono lo stesso accesso ad internet.
Per evitare conflitti d'indirizzi IP: qui un router avrà 192.168.1.1 (con i dispositivi connessi a questi che avranno la stessa tipologia d'IP, ovvero 192.168.1.2 o 192.168.1.8 e così via), l'altro 192.168.0.1 (stessa cosa qui, ovvero 192.168.0.2 oppure 192.168.0.5 e così via).
Con questa soluzione possono essere collegati molti più dispositivi.


CONFIGURAZIONE LAN TO LAN
Disconnettere dal vecchio router tutti i dispositivi e riavviarlo.
Collegare al PC il nuovo router (anche tramite WiFi) ed entrare nel pannello di configurazione del router (di solito è 192.168.1.1 ma abbiamo visto ad inizio articolo come ricavarlo).
Come detto, se l’IP del vecchio router è 192.168.1.1, al nuovo dovremo assegnare 192.168.1.2 come IP. Se il vecchio ha come gateway 192.168.0.1: in questo caso assegneremo 192.168.0.2.
Assicurati inoltre che sia gateway, DNS e Subnet Mask del router puntino all’indirizzo IP del modem/router dell’operatore telefonico (per la terza è 255.255.255.0).
Inoltre, dovrai disabilitare sul nuovo router NAT, Firewall e DHCP (sempre nel pannello di configurazione del router).
A seconda del router che stai configurando, potresti trovare una voce che dice "solo Access Point (AP)": se c’è, puoi abilitarla.
Ovviamente i due router vanno poi collegati: individua la porta LAN (Ethernet) sia sul nuovo che sul vecchio router. A questo punto, collega il cavo Ethernet a entrambe. Non saranno necessarie né la porta DSL del vecchio router né la porta WAN (Internet) del nuovo router.
In questo modo, adesso puoi connettere i vari dispositivi via cavo o tramite il Wi-Fi al nuovo router o al vecchio indifferentemente.
Cambierà soltanto l’indirizzo IP.
I dispositivi collegati a un router o all’altro potranno comunicare fra loro, proprio perché faranno parte della stessa rete.


CONFIGURAZIONE LAN TO WAN
Anche qui, come prima cosa, vanno scollegati tutti i dispositivi dal router dell’operatore e riavviato. Poi, sarà necessario collegare il nuovo router al PC e quindi entrare nell’interfaccia web dello stesso.
A questo punto, dovrai cambiare l’indirizzo IP del router.
Per esempio se l’indirizzo del vecchio router è 192.168.1.1, nel nuovo potremo mettere 192.168.2.1 per poter effettuare la configurazione.
A differenza del metodo LAN to LAN, stavolta DHCP, Firewall e NAT vanno lasciati attivi per un corretto indirizzamento dei dispositivi che collegherai in seguito.
Per quanto riguarda la Subnet Mask, dopo aver modificato l’IP del nuovo router puoi impostarla a 255.255.255.0.
E anche in questo caso adesso il nuovo router è pronto per essere collegato al router dell’operatore con un cavo Ethernet.
Una parte del cavo va collegato a una porta LAN (Ethernet) del vecchio router, mentre l’altro cavo andrà nella porta WAN (Internet) del nuovo router. Adesso, potrai collegargli tutti i dispositivi, che avranno indirizzo IP 192.168.2.X.

giovedì 7 novembre 2019

Come Trovare Wi-Fi Lontani Gratuiti Con L'App Facebook

La funzione dell'app Facebook "Trova Wi-Fi" è sicuramente tra le meno conosciute ma, sotto certi versi, in alcune situazioni si rivela abbastanza utile per non consumare giga sulle nostre offerte mobili. Rilasciata nel 2017 in via sperimentale in una manciata di stati, questa funzione consente di conoscere le reti Wi-Fi ad accesso libero presenti nelle vicinanze.
Fondamentale, in questo senso, la collaborazione delle migliaia di attività commerciali e produttive presenti su Facebook con una Pagina: sono loro, infatti, a fornire alla rete sociale e ai suoi utenti informazioni sulla presenza o meno di un hotspot gratuito (stiamo parlando di bar, pizzerie, hotel, etc che nella loro pagina indicano la presenza o meno di una connessione internet).
Per poter trovare Wi-Fi libere nelle nostre vicinanze è innanzitutto necessario verificare che l’app per Android o iOS sia aggiornata all’ultima release.
Verificato ciò, tutto quello che si dovrà fare sarà lanciare Facebook, schiacciare sulle tre strisce in alto a destra e scorrere in basso sino alla "T" di "Trova Wi-Fi".
Attivata la geolocalizzazione e il Wi-Fi (sempre che non li avevate già attivi), Facebook mostrerà un elenco delle attività commerciali nelle vostre vicinanze che mettono a disposizione il Wi-Fi gratuito. L’utente, inoltre, potrà scegliere di passare dalla visualizzazione a elenco alla modalità "Mappa", così da potersi muovere con più facilità verso l’hotspot gratis più vicino.
Sulla mappa sono indicati anche i tempi di percorrenza per ogni hotspot.
Un qualcosa di simile è stato fatto anche con l'app Free Wi-Fi (Wiman) che però c'indicherà non solo le reti aperte ma anche quelle protette a cui sarà possibile connettersi gratuitamente grazie a questa community che condivide (in modo sicuro) la propria connessione.
L'app scandaglia le connessioni nelle vicinanze e se ne trova una si connetterà (le connessioni sono divise in: verificate, non verificate e pubbliche con login necessario ma con le password non visualizzate in chiaro per motivi di sicurezza).

venerdì 4 ottobre 2019

Cosa Sono Gli RCS? I Messaggi Multimediali Del Futuro

Anche se non si sono ancora diffusi, si parla ormai da tempo di RCS (Rich Communication Services): per chi non lo conoscesse ancora, si tratta di un protocollo di telefonia mobile che dovrebbe sostituire gli SMS con messaggi arricchiti (che supportano invio di contenuti multimediali ovvero foto, video, audio,  trasferimento file, chat di gruppo e molto altro. Un'evoluzione degli MMS).
Attualmente, in Italia, oltre a Telecom, solo Vodafone ha introdotto ufficialmente il supporto ad RCS, che viene sfruttato tramite l’app dell’operatore chiamata Message+.
Utilizzando le chat RCS è possibile inviare immagini senza pagare alcunché, inoltre, i Rich Communication Services introducono anche i rapporti di consegna (Consegnato e Letto) ed un popup quando l’interlocutore sta digitando, proprio come una qualsiasi app di messaggistica istantanea.
Il protocollo RCS include anche alcune funzioni legate alle chiamate: supporto alle videochiamate, condivisione di file e posizione geografica durante la telefonata e molto altro.
Ormai da tempo Google spinge verso l’adozione del protocollo RCS, che porterebbe gli utenti Android di tutto il mondo a poter chattare senza neanche bisogno di scaricare un’app di terze parti: BigG collabora da tempo con gli operatori di tutto il mondo per implementare il protocollo in questione e, da poco più di 1 anno, il servizio funziona negli USA e in Messico, ma solo per il settore business.
A parte i costi nulli (vantaggio rispetto ai vecchi SMS e MMS), rispetto a WhatsApp la differenza risiede nel poter inviare messaggi appunto senza connessione ad internet.
Sicuramente non è niente di innovativo però tramite questo protocollo sarà possibile unire il meglio di WhatsApp con gli SMS.

domenica 7 aprile 2019

Router e Connessione Internet Lenta? Ecco Cosa Fare

Per fare un check-in alla vostra connessione internet ci sono degli strumenti irrinunciabili che possono permettervi di fare ciò.
Come ormai molti avrete notato comunque, ormai i router supportano tre ma più spesso due bande: a 2,4 GHz e 5 GHz.
La banda a 5 GHz è utile nel momento in cui, nelle vicinanze, fossero presenti molte reti wireless a 2,4 GHz.
Una WiFi sui 5 GHz ha un raggio di copertura inferiore rispetto a una rete a 2,4 GHz: quindi una WiFi a 2,4 GHz riesce a coprire un'area più ampia rispetto ad una rete 5 GHz.
Il segnale sui 5 GHz non riesce a penetrare gli oggetti in maniera efficace come il segnale a 2,4 GHz: le zone di un'abitazione raggiungibili coi 5 GHz sono quindi più ridotte rispetto a connessioni wireless a 2,4 GHz.
Il segnale a 2,4 GHz ha il vantaggio di superare meglio gli ostacoli ma è più soggetto a disturbi ed interferenze (altri WiFi, telefoni cordless, trasmettitori per l'apertura di porte e cancelli automatici, etc).
Le WiFi sui 5 GHz garantiscono prestazioni migliori in fase di trasferimento dati.
In definitiva sui 5 GHz si otterranno prestazioni migliori su corto raggio mentre coi 2,4 GHz si sarà certi di coprire aree nettamente più ampie ma con velocità minori.
Ovviamente per la banda a 2,4 GHz va evitato di rinchiudere il router ad esempio all'interno di un mobile e vanno evitati nelle vicinanze cordless, forni a microonde e speaker bluetooth.
Anche il disabilitare l'SSD (cioè nascondere il nome della rete) può influire sulle prestazioni, inoltre se utilizzate portatili molto vecchi tramite un adattatore Netgear A6150 potrete migliorarne la velocità (serve per aggiornare il dispositivo all'ultimo standard dei router cioè 802.11ac; ah proposito anche un router che utilizzasse standard ormai obsoleti quali il 802.11n o 802.11g andrebbe cambiato).


SPEED TEST
Per problemi di velocità, in prima approssimazione viene in mente di eseguire uno speed test sulla vostra LAN: SpeedTest o con Thinkbroadband (che fornirà anche alcuni consigli).
Per verificare la velocità del Wi-Fi tramite Android possiamo usare: Meteor (Play Store).
In entrambi i casi i test devono essere eseguiti senza altri dispositivi connessi e senza che siano attivi download, video in streaming e tutto ciò che può falsare il test.


ROUTER HACKERATO?
Un'altra cosa importante è controllare che il vostro router non sia stato hackerato: Router Checker.
Ciò è molto importante per scongiurare attacchi DNS HiJack (cioè il vostro traffico internet verrà estradato su alcuni siti phishing).


POTENZA DEL SEGNALE NELLE ZONE DELLA CASA
Invece tramite un Misuratore Di Potenza Del Segnale (Play Store) è possibile verificare la copertura in casa del Wi-Fi, evitando zone in cui per qualche motivo (interferenze o altre fonti di attenuazione) il segnale è più debole.
Scontato dire che il decadimento del segnale è proporzionale alla distanza dal router.
Tramite HeatMapper muovendovi con un portatile potrete realizzare addirittura una mappa dove evidenziare le zone con minor/maggior segnale (zone rosse/verdi).
Qui trovate maggiori info: Guida HeatMapper


ESTENDERE IL SEGNALE DEL WIFI
Per estendere il segnale del router è possibile usare un extender, cioè un ripetitore WiFi, a poco prezzo quale potrebbe essere il Netgear EX7700 (Wireless Extender).
Cioè il segnale emesso dal nostro router è catturato da questo ripetitore ed amplificato.
Se invece volete qualcosa di ancora più potente e che non influenzi assolutamente la velocità del segnale potrete comprare un adattatore Home Plug.
Vengono connessi alle prese a muro e trasmettono i dati tramite i cavi elettrici.
Otterremo una nuova rete WiFi con un altro nome a cui potremo connetterci.


MONITORAGGIO BANDA UTILIZZATA E DISPOSITIVI CONNESSI
Per quanto riguarda il monitoraggio della banda utilizzata da software e dispositivi, un ottimo software è Glasswire.
Oltre ad entrare nel pannello di controllo del router (digitando ad esempio 192.168.1.1), per verificare i dispositivi connessi alla nostra rete potremo usare: Wireless Network Watcher esso tramite beep ci avviserà anche su nuovi device appena connessi.


CANALE RADIO E BANDA
Per scegliere il canale radio più adatto per il vostro WiFi e per la vostra casa (in quanto soprattutto nei condomini molti canali potrebbero essere affollati di dispositivi) potrete usare l'app: WiFi Analyzer (Play Store)
Anch'essa visualizza la potenza del segnale ma in più permette di scegliere il canale radio migliore per la vostra connessione.
Di solito per le connessioni a 2,4 GHz i canali più affollati sono l'1, 6 e 11.
Ovviamente scelto il canale migliore potrete modificarlo entrando nel router.
Riguardo la banda, con quest'app potremo vedere nelle vicinanze (condominio soprattutto o case di fronte) anche i dispositivi che usano una banda a 2,4 o 5 GHz.
Va anche sottolineato che alcuni router permettono di sfruttare entrambe le bande contemporaneamente: ciò vuol dire che potremo utilizzare la banda 2,4 per la navigazione su internet e la 5 per vedere film o eventi in streaming.
Ciò porta notevoli vantaggi.
Altri router, tramite il quality of service, permettono di suddividere la banda privilegiando alcuni dispositivi piuttosto che altri (ad esempio dare maggiore banda alla Smart TV piuttosto che allo smartphone con cui navighiamo solo su Facebook o Instagram).
Inoltre se la casa è sovraffollata di dispositivi una soluzione potrebbe essere comprare un router tribanda (con 1 banda a 2,4 GHz e 2 a 5 GHz) con 6 antenne: ad esempio il Netgear R8000 UKS Nighthawk.

martedì 29 gennaio 2019

Qual è La Copertura e La Velocità Del 4G In Italia? Ce Lo Dice OpenSignal

Tramite il servizio (ed app) OpenSignal è possibile conoscere la copertura di un operatore telefonico mobile in un paese/città.
Grazie ad una mappa saranno notificate le varie coperture (3G, 4G, etc) sul nostro territorio.
Oltre alla connettività è possibile anche scegliere filtrare ogni singolo operatore.
Sul loro sito inoltre sono presenti anche continui test di velocità (download, upload, latency, etc) per le principali città italiane.
Dai loro test risulta che in ambito velocità 4G, l'operatore più performante sia Vodafone e a seguite Tim.
Male invece 3 e Wind.
Per l'ormai vecchio 3G, Tim è l'operatore guida.
A livello di latenza, il migliore è risultato Tim (male ancora una volta Wind).
Per ulteriori info e per scaricare l'app: OpenSignal App

lunedì 21 gennaio 2019

Bloccare L'Accesso Ad Alcuni Siti (File Hosts Di Windows)

Se si ha l'esigenza di bloccare l'accesso su alcuni siti internet, per motivi di sicurezza o per evitare che i propri figli finiscano in siti pericolosi o di dubbio gusto, si può utilizzare il file "hosts" presente in Windows.
Per bloccare un sito internet è sufficiente aggiungerlo al file hosts di Windows, il cui compito è di convertire le URL testuali, come www.facebook.com ad esempio, in un indirizzo IP numerico.
Cosa faremo? Modificheremo il file hosts re-indirizzando la URL del sito web indesiderato all'indirizzo IP del sistema locale, ovvero il proprio computer, in maniera tale che tale sito non possa essere mai caricato.


FILE HOSTS E PRIVILEGI DA AMMINISTRATORE
Per prima cosa è necessario disporre di un account utente con diritti di amministratore. Soddisfatto tale requisito aprire ora il Blocco note di Windows come amministratore: basta aprire il menu start e digitare notepad; una volta visualizzato "Blocco note" nel menu Start, farci sopra un clic destro di mouse e nel menu contestuale cliccare l'opzione "Esegui come amministratore".


TROVARE ED APRIRE IL FILE HOSTS
Nel Blocco note adesso portarsi in File/Apri e seguire il percorso Disco locale (C:)/Windows/System32/drivers e poi aprire il file dal nome hosts.
Se non viene visualizzato nessun file assicurarsi che nella finestra "Apri" sia selezionata l'opzione "Tutti i file (*.*)" e non "Documenti di testo (*.txt)".


MODIFICHE FILE HOSTS
Aperto il file hosts, scendere in fondo due righe sotto l'ultimo "#"digitando l'indirizzo IP del sistema locale ovvero 127. 0.0.1 seguito da uno spazio e dalla URL del sito internet che si desidera bloccare.
Ad esempio:

# ::1  (ultima riga da non modificare)

127.0.0.1 www.facebook.com
127.0.0.1 www.diretta.it
etc

Dunque se si desidera aggiungere un altro sito web da bloccare allora andare a capo di una riga e ripetere la stessa procedura, ovvero digitare l'indirizzo IP del sistema locale seguito da uno spazio e dalla URL del sito.
Una volta terminato non resta che salvare le modifiche cliccando nella barra dei menu del Blocco note File/Salva, chiudere il Blocco note, riavviare il browser internet e verificare così che i siti internet in questione risultano ora effettivamente inaccessibili.
Per sbloccare i siti, basta ripetere la stessa procedura e cancellarne il nome.

venerdì 27 luglio 2018

Arriva Il WPA3: Tutte Le Novità Introdotte

Qualche settimana fa è stata introdotta la nuova versione di protezione delle connessioni Wi-Fi: il WPA3 (Wi-Fi Protected Access). Si tratta quindi della terza versione del protocollo, nata per rispondere alla domanda crescente di sicurezza. Sicurezza che è stata più volte messa in discussione anche di recente, con vulnerabilità tipo KRACK (Key Reinstallation Attack) che è in grado di bypassare totalmente i controlli di sicurezza di WPA2 (introdotto ormai 20 anni fa). Uno dei principali problemi di WPA2 ad esempio riguarda le reti Wi-Fi aperte (aeroporti, stazioni, centri commerciali, etc): in questi casi infatti le singole comunicazioni all'interno di queste reti non sono cifrate e questo consente potenzialmente a chiunque di intercettare i dati di tutte le altre comunicazioni sullo stesso network.


PASSWORD PIU' SICURE
WPA3 si concentrerà sull'anello debole della sicurezza domestica: la complessità delle password. Questo nuovo protocollo sarà quindi sicuro anche se la password dell'utente risultasse essere troppo debole. Lo farà tramite il sistema SAE (Simultaneous Authentication Of Equals), una tecnica di scambio della password P2P che garantirà una sicurezza simile a quella di una crittografia tramite certificato. Questo nuovo sistema di sicurezza sarà inoltre immune da attacchi di tipo passivo, attivo o tramite dizionario (attacchi brute force che tentano tutte le combinazioni grazie all'uso di lunghe liste di parole. Qui puoi verificare con un tool online in quanto tempo verrebbe craccata una password con un brute force). SAE è stato implementato nelle reti Mesh 802.11 e può essere utilizzato in qualsiasi altro tipo di rete Mesh.


WI-FI EASY CONNECT
Il nuovo standard, pensato per durare anni, è rivolto anche al futuro e al mondo dei dispositivi della Internet Of Things (IoT). Per questo motivo è stato introdotto Wi-Fi Easy Connect, un sistema che semplifica la connessione dei dispositivi, in particolar modo quelli senza display.
Easy Connect utilizzerà un dispositivo terzo dotato di un'interfaccia più completa (come potrebbe essere uno smartphone) per scannerizzare un codice di sicurezza QR.
Ci si collega con lo smartphone alla rete creata dal nuovo dispositivo e si scansione il codice QR per collegarsi alla rete Wi-Fi. Una volta che il nuovo dispositivo e connesso, ci si ricollega col proprio smartphone alla rete Wi-Fi domestica.


WI-FI CERTIFIED ENHANCED OPEN
E' stato rilasciato anche lo standard Wi-Fi CERTIFIED Enhanced Open, un sistema tramite il quale le connessioni saranno sicure (grazie alla crittografia peer-to-peer) e semplici da stabilire, addirittura senza la necessità di inserire la password. Enhance Open è basato su OWE (Opportunistic Wireless Encryption) e utilizza la crittografia anche a livello di hand-shake, ovvero nella fase in cui vengono scambiare le credenziali per permettere a un dispositivo di connettersi a una rete.
OWE renderà impossibili l'uso di tecniche di snooping (il furto dei dati in una rete altrui) o di sniffing (letteralmente, la tecnica con cui si "sniffano" dati trasmessi in una rete). Tutto ciò annullando del tutto, le fasi noiose come l'immissione di una password. Connettersi a una rete pubblica dotata di Wi-Fi CERTIFIED Enhanced Open consisterà quindi in un semplice click sul nome della rete esattamente come faremmo ora. A quel punto però non ci verrà chiesta nessuna password e tutto, dalla fase di hand-shaking alla trasmissione dei dati, verrà criptato e reso sicuro da OWE.
WPA3 promette dunque maggiore semplicità di utilizzo ed ovviamente maggiore sicurezza.

mercoledì 25 luglio 2018

Ho.Mobile Contro Iliad: Qual è Il Migliore? Offerte e Servizi

Il nuovo operatore Iliad è entrato nel mercato della telefonia mobile qualche settimana fa scuotendo il mercato grazie ad offerte semplicemente pazzesche.
Vodafone ha risposto con il suo nuovo operatore virtuale ho.mobile che si mette in perfetta concorrenza proprio con la nuova Iliad.
Entrambe propongono chiamate illimitate e 30 GB di traffico dati.
Anche la Wind, ormai da qualche settimana, per alcuni clienti ha proposto offerte simili: 30 GB, 1000 minuti a 5 euro al mese.


SOSTANZIALI DIFFERENZE
Riguardo Iliad ed ho.mobile la differenza è di un solo euro in più da pagare a ho.mobile che dunque chiede 6,99€ al mese per avere minuti chi chiamate illimitati, SMS illimitati e 30 GB di traffico dati. Stesso piano per Iliad con le medesime quote di servizi ma agli utenti chiede invece 5,99€.
In tal caso i prezzi sono fissi per tutti coloro che la sottoscriveranno attualmente.
La differenza però sta nel fatto che Iliad ha dichiarato di poter acquistare la proprio offerta a questo prezzo vantaggioso fino al raggiungimento del milione di SIM vendute e poi successivamente gli utenti per attivarla da nuova dovranno pagare 9,99€.
Per quanto riguarda invece ho.mobile al momento l'offerta a 6,99€ per il bundle è sottoscrivibile fino al 31 luglio 2018.


VELOCITA' DI NAVIGAZIONE
Riguardo la velocità di navigazione, ho.mobile ha deciso di impostare la limitazione della velocità della propria rete 4G+ a 60Mbps in download e a 52Mbps in upload.
Iliad invece non pone alcun limite nelle proprie velocità e l'utente potrà sfruttare la massima velocità del 4G+ senza alcuna limitazione (segnale a parte).
Nelle clausole dell'operatore francese si parla di una velocità massima in download fino a 390Mbps e di 50Mbps in upload.


COPERTURA
Entrerà in gioco anche la copertura che i due operatori possono garantire agli utenti.
Da una parte Iliad ha dichiarato di appoggiarsi almeno al momento alla rete Wind-Tre fino a quando le proprie infrastrutture permetteranno di garantire l'autonomia all'operatore.
Ho.mobile invece si appoggia alla rete Vodafone.
Tornando ad Iliad pare comunque che in alcune zone d’Italia ci sia un problema che affligge le chiamate in entrata, e in particolare quelle sotto copertura 4G.
Il problema non ha nulla a che vedere con la il segnale delle Rete.
L’assenza di comunicazione si verifica anche quando la rete Iliad è perfettamente funzionante. Nonostante i dati vengano scaricati correttamente, insomma, il destinatario non riceve alcuno squillo in entrata, mentre il mittente viene di norma dirottato sulla segreteria telefonica o riceve un messaggio di numero non raggiungibile.
Secondo l'operatore, il problema è legato al passaggio tra le tecnologie in 4G e in 3G, e non in tutte le zone. E' stato effettuato un aggiornamento che dovrebbe risolvere il problema.


COSTI IN EXTRAEUROPA
Qualche piccola differenza nei costi extra Europa visto che Iliad permette di avere minuti di chiamate illimitati verso i fissi in oltre 60 paesi e addirittura minuti illimitati verso fissi e mobili in USA, Canada, Alaska e Hawaii. Per il resto del mondo invece la tariffazione è specificata con dettagliati prezzi.


COSTI DI ATTIVAZIONE
Per quanto riguarda i costi di attivazione abbiamo visto come per entrambi la scelta sia stata fatta su di un marketing online.
Ossia gli utenti possono tranquillamente acquistare la loro SIM Iliad o ho.mobile recandosi nei rispettivi portali.
I costi di attivazione della SIM risultano essere identici ossia di 9,99€ sia per Iliad che per ho.mobile comprensivi anche di spedizione della SIM a casa.
A questi però deve essere aggiunto nell'immediato il costo del primo rinnovo dell'offerta e dunque per Iliad di 5,99€ mentre per ho.mobile di 7€ (anche se il mensile è 6,99€).
Nell'offerta come detto per entrambe vengono forniti 30 GB di traffico dati da poter usare nell'arco di 30 giorni.
Esauriti questi 30 GB i costi per i due operatori sono diversi.
Iliad infatti farà pagare un prezzo di 0,90 centesimi di euro per ogni 100MB ossia 9€ ogni GB. Ho.mobile invece permetterà di usufruire della funzione "Restart" che al prezzo di un altro mensile farà ripartire appunto l'offerta da capo spostando così la data poi di rinnovo.

giovedì 14 giugno 2018

Tutti I Modi Per Navigare Su Internet (Senza Connessione)

Spesso quando si parla d'Internet si pensa subito al WiFi o alle connessioni mobili, in realtà ci sono altri metodi che non sfruttano le onde radio nè tantomeno quelle cellulari.
Come tutti saprete, oltre alla canonica connessione internet (ADSL), alla fibra ottica e alle varie:

3G (42 mbps)
4G (150 mbps)
4G+ (100 mbps)
LTE (300 mbps)
4,5G (700 mbps)
5G (inizialmente 1 gbps)

esistono molti altri metodi per navigare su internet: vediamone i principali.
Alcuni anche se poco noti sono già molto utilizzati, altri per il momento non sono aperti al mercato domestico ma lo saranno in un prossimo futuro.


METODI INSOLITI PER NAVIGARE
-Mobile WiFi (navigazione attraverso una rete di telefonia mobile, i principali operatori garantiscono il 4G)

-Internet Satellitare (se oltre a WiFi e Fibra, mancano anche le reti cellulari. Velocità simili al WiMax e quindi alle ADSL. Operatori: SkyDSL, Tooway e il Project Loon di Google)

-WiMax (se abitiamo in una zona non coperta da internet e dalle bande larghe. Si usa un modem apposito ed un'antenna, non c'è bisogno di avere una linea fissa. Velocità sono simili alle ADSL: sino a 20 mbps. Principali provider: Linkem, Aria, Eol e FreeMax)

-Reti Mesh (si tratta di antenne Wireless che tramite nodi fanno da ricevitori e ripetitori WiFi.
Tra i principali ad offrire il servizio è Ninux. Cosa serve? Un router compatibile con il firmware OpenWRT ad esempio il TP-Link VR841N vers. 8.x, un'antenna che sfrutta le microonde a 5 GHz tipo l'Ubiquiti Nanostation M5 ed un portatile).

-Comunicazioni via Radio (si usa il software Echolink che permette di creare uno o più collegamenti in fonia con i radioamatori, tramite la connessione sarà possibile parlare con i radioamatori tramite VOIP. La rete più usata è l'ampr.org)

-Navigare sott'acqua (è il progetto Wsense che si basa sulla sostituzione delle onde radio con quelle acustiche e sull'adozione di nuovi protocolli in grado di adattarsi a variazioni ambientali quali T, P e salinità. Tramite ciò viene creata una rete sottomarina tramite sensori, boe e robot interconnessi tra loro)

-Scheda audio e microfono (non si tratta di una navigazione in senso stretto ma usando il plugin Google Tone con Chrome, alzando il volume e schiacciando su Tone...si aprirà su tutti i computer nelle vicinanze la stessa pagina che visualizziamo noi. Ovviamente tutti devono aver installato il plugin e devono navigare con Chrome)

-LiFi (navigazione attraverso la luce, a differenza del WiFi che usa onde radio. La luce diramata da una semplice lampadina a led viene ricevuta da un rilevatore foto-sensibile. Il principale svantaggio è che la connessione non attraversa le pareti e i dispositivi connessi devono per forza vedersi)

-Internet Quantistico (verranno usati satelliti del calibro di Micius che nel 2007 ha permesso una videoconferenza quantistica tra due continenti mettendo in comunicazione la Cina con l'Austria

domenica 3 giugno 2018

I DNS Più Veloci? Quelli Di Cloudflare

I DNS (Domain Name System) sono un sistema gerarchico che traduce i nomi di dominio rendendoli facili da ricordare (come google.com) dagli indirizzi IP numerici (142.250.185.132) che i computer usano per localizzare i siti web, rendendo la navigazione possibile. L'utilizzo di DNS diversi può velocizzare il caricamento delle pagine o permettere la navigazione su siti oscurati in una certa nazione.

La società americana Cloudflare (content delivery network), ha ufficializzato il nuovo DNS 1.1.1.1, che ripone particolare attenzione al tema della privacy, senza tralasciare la velocità di navigazione.
Tramite questo nuovo server DNS (che convertono gli indirizzi IP dei siti web in nomi più facili da ricordare, ad esempio www.google.it), Cloudflare assicura di non archiviare gli indirizzi IP dei propri utenti e, soprattutto, di rimuovere tutti i log dal proprio sistema dopo massimo 24 ore.
Secondo Cloudflare la maggior parte dei server DNS, per impostazione predefinita, non sono sicuri in quanto non crittografati.
Non a caso, gli ISP avrebbero iniziato a monitorare le abitudini di navigazione degli utenti: i dati crittografati trasferiti su HTTPS sono protetti, ma se si usa il resolver DNS predefinito fornito dal proprio ISP, quest'ultimo sarà in grado di visualizzare le richieste effettuate su siti web specifici.
Come detto però la privacy non è però l'unico aspetto su cui si è soffermata l'azienda statunitense. Sembra infatti che il DNS 1.1.1.1 sia candidato a diventare il servizio più veloce di questo genere, con Cloudfare già a lavoro per ridurne ulteriormente la latenza tra gli utenti che effettuano una richiesta sul web e i propri server a meno di 10 millisecondi.
In tal senso, tramite i test effettuati sul portale DNSPerf, la soluzione di Cloudflare risulta già essere quella più veloce con 13.85 ms. Per poter fare un paragone, basti pensare come i DNS di Google (ad oggi tra i più veloci), nella medesima prova, abbiano messo a segno un risultato pari a 34,47 ms.
Cloudflare fornisce anche l'indirizzo 1.0.0.1, nel caso in cui ci sia un tempo di inattività per quello primario.
L'azienda statunitense ha anche scelto due indirizzi IPv6 che usano solo numeri, sempre per semplicità: 2606:4700:4700::1111 e 2606:4700:4700::1001.
In ogni caso, l'azienda statunitense ha messo a disposizione ulteriori dettagli e informazioni su come impostare i propri server DNS su https://1.1.1.1/
Come impostarli? Fatto click sul nome della propria connessione andare su centro connessioni di rete e condivisione, poi scelta la scheda di rete: modifica impostazioni scheda/proprietà/IPV4/proprietà e poi cliccare su utilizza i seguenti server DNS (ed inserite 1.1.1.1 e 1.0.0.1 come secondario).

venerdì 27 aprile 2018

Cos'è Il Lag e Come Eliminarlo (Lag Offline ed Online)

Lag (Latency Gap) letteralmente vuol dire "ritardo d'informazioni", ci si riferisce generalmente al ritardo di visualizzazione di texture in un gioco rispetto alle stesse texture "percepite" degli altri utenti.
Più il Lag è basso e migliore sarà l'esperienza di gioco.
Esso si verifica soprattutto giocando online: se la propria connessione è lenta, i pacchetti del gioco vengono scaricati in ritardo rispetto alla visualizzazione corretta delle texture in quel momento.
Si tratta di una problematica che affligge molti giochi, soprattutto gli sparatutto, infatti chi ha tempi di risposta molto lenti perde sempre perchè quando fa un movimento lo vede in ritardo rispetto agli altri venendo ucciso.


LAG OFFLINE
Anche offline è possibile essere afflitti da Lag, è la classica situazione che si presenta quando il gioco va a "scatti".
Quando si gioca offline (ma direi in generale) è buona norma avere un'ottima scheda video e gli ultimi driver aggiornati.
In caso contrario è possibile abbassare la risoluzione (ciò diminuisce i FPS) finche non si raggiunge un framerate fluido (ad esempio, ridurre la risoluzione da 1920×1080 a 1600×900 pixel, genera un incremento del 20% del numero di fotogrammi visualizzati al secondo).
Ciò è possibile farlo anche eliminando le ombre (Shadow Quality), gli effetti di AntiAliasing (che rendono più reali scenari e personaggi).


LAG ONLINE
Premettendo che i consigli visti per il Lag offline valgono anche per quello online, per quest'ultimo le due parole magiche sono:
1) Connessione internet e di conseguenza ping.
Ping buoni sono sotto il 50.
Ping oltre questi valori (avvicinandosi ai 100 ed oltre) portano al Lag.
2) Un altro problema può essere il DNS usato (nelle proprietà del Wi-Fi della vostra connessione internet, utilizzate quelli di Google ad esempio: 8.8.8.8 e 8.8.4.4).
3) Il cavo Ethernet va sempre preferito al Wi-Fi.
4) Se proprio non potete fare a meno di usare una rete senza fili è buona norma non stare troppo lontani dal router (scontato che all'aumentare della distanza la potenza del segnale si affievolisce e di conseguenza la velocità della connessione).
5) Avendo un Hard Disk SSD, l'esperienza di gioco migliora in quanto è possibile caricare le mappe un attimo prima degli altri giocatori e questo può dare un vantaggio.
6) Altra causa del Lag può essere una RAM non adeguata o comunque saturata (questo dipende anche dagli effetti speciali del gioco stesso e dai programmi aperti in contemporanea. A questo proposito potrete usare GameBooster).
7) Disabilitare tutti gli altri dispositivi connessi (che siano cavi Ethernet o Wi-Fi), compresi gli Smartphone.
8) Anche la deframmentazione del disco può avere la sua utilità.
9) Infine è sempre buona norma fare una scansione con antivirus ed antiadware (se presenti, oltre a provocare danni, consumano banda a vostra insaputa) e poi pulire cache e cookies con Ccleaner.

martedì 24 aprile 2018

Slingshot, Il Malware Che Attacca I Router

Il Malware Slingshot, individuato da Kaspersky Lab, attacca i Router trasformandoli in cavalli di Troia.
Si tratta di un codice malevolo in grado di spiare i PC prendendo di mira i router MicroTik.
Il Virus prima sostituisce una libreria con un codice malevolo che scarica gli altri componenti, poi sferra un attacco infettando la macchina.
Si tratta, stando ai dettagli descritti dagli esperti di Kaspersky, di un attacco multilivello che riesce a raggiungere memoria e storage, mantenendo "vivo" e quindi operativo il Malware che agisce attraverso gli applicativi Canhadr e GollumApp.
Slingshot inoltre crea un file system virtuale crittografato che gli consente di attivare le procedure eludendo i controlli di sicurezza.
Eseguendosi in modalità Kernel, il Malware prende il pieno controllo del computer: catturando schermate, audio, dati di rete e password digitate.
Se utilizzate un router MikroTik e un software di gestione WinBox, il consiglio è quello di aggiornare il router all’ultima versione del proprio sistema operativo.
La modalità di Slingshot fa pensare che sia stato lanciato per colpire e controllare le macchine nei Paesi a rischio terrorismo e finora risultano essere un centinaio le istituzioni prese d'assalto tra Iraq, Afghanistan, Giordania, Libia e Turchia.

venerdì 29 dicembre 2017

Creare Profili Manuali Per Ogni Connessione Internet (NetSetMan)

NetSetMan consente di memorizzare differenti profili per le impostazioni di rete del PC tra cui alcune opzione che permettono di richiamarli velocemente, a seconda delle esigenze.
Il software è molto utile per gli utenti costretti a passare da reti cablate a reti wireless, ognuna con peculiarità diverse l'una dalle altre, evitando di modificare ogni volta a mano le impostazioni di IP, gateway, DNS ed a volte prevedere anche l'uso di server WINS e proxy.
Dopo avere avviato NetSetMan, ci si presenta l’interfaccia principale da cui possiamo configurare
fino a 6 profili, ognuno dei quali può essere rinominato cliccandoci sopra col tasto destro e scegliendo "Rinomina".
Per ogni profilo possiamo impostare diversi parametri come Indirizzi IP, Gateway, DNS, Nome computer, Gruppo di lavoro, Stampante predefinita e altro ancora.
Dunque per ogni connessione di rete è possibile creare una propria configurazione personalizzata.
Per farlo andiamo nella scheda relativa al primo profilo e dal menu a tendina scegliamo l’adattatore (Ethernet, Wi-Fi o altro).
Nella scheda in basso specifichiamo i vari parametri con IP, Gateway, Mask e DNS.
Nella sezione £Altre impostazioni" possiamo abilitare altre modifiche su come gestire le connessioni Wi-Fi.
Altra utile impostazione è quella relativa a "Sistema" che ci permette di specificare alcune personalizzazioni per il computer come lo sfondo del desktop, la risoluzione del monitor, il volume degli altoparlanti o quale combinazione usare per il risparmio energia del notebook.
Una volta configurati i vari profili, possiamo anche passare alla modalità compatta.
Per attivare un profilo non dobbiamo far altro che selezionarlo e cliccare sul pulsante "Attiva".
Automaticamente i parametri della scheda di rete e tutte le altre impostazioni verranno applicati
automaticamente con un notevole risparmio di tempo e senza fare nessuna fatica.

domenica 2 luglio 2017

La Storia Del Wi-Fi e Le Classi 802.11

Nel 1999 nasceva ufficialmente il Wireless Fidelity che ai più non dirà niente, anche perchè il significato dell'acronimo rimane molto controverso.
Formalità nominali a parte, stiamo parlando della tecnologia che ha rivoluzionato la rete Internet: il Wi-Fi.
Da allora il Wi-Fi è diventato uno dei principali standard per la trasmissione dei dati in formato digitale tra più dispositivi ed ovviamente senza fili.
Il simbolo quindi i colori bianco e nero si intrecciano tra loro a indicare la possibilità di scambio di informazioni, tramite onde radio (e quindi campi elettromagnetici).


I PRIMI ESPERIMENTI
I primi esperimenti assimilabili allo sviluppo della tecnologia Wi-Fi risalgono addirittura al 1971, con gli studi su una rete wireless basata sulle comuni frequenze radiotelevisive UHF.
Anche se la Wireless History Foundation, attribuisce la nascita della rete wireless addirittura al 1896 e al primo messaggio telegrafico inviato senza fili da Guglielmo Marconi.
Tornando invece nel 1900, precisamente a metà anni 80 la sperimentazione si è intensificata in particolare negli USA, grazie anche alla decisione della Federal Communication Commission (FCC) di aprire la ricerca su alcuni spettri di trasmissione wireless senza necessità di alcuna licenza governativa.
Nel giro di pochi anni sono arrivati i primi risultati di rilievo: nel 1991, ad esempio, sono stati prodotti i primi apparecchi wireless.
Si chiamavano WaveLAN e hanno rappresentato uno dei principali precursori dello standard 802.11.


LA NASCITA UFFICIALE
La prima versione ufficiale del protocollo denominato “IEEE 802.11” nasce nel 1997.
Questa connessione raggiungeva la velocità di 2 Mbit al secondo.
Due anni più tardi, nel 1999, ha visto la luce il protocollo 802.11b, quindi la nascita ufficiale è questa.
Da quel momento, lo sviluppo di questa tecnologia e il suo propagarsi non si sono ancora arrestati, anzi fanno registrare nuovi record anno dopo anno.

Nicola De Carne, CEO di Wi-Next:
"Ho visto il Wi-Fi passare attraverso diversi anatemi per cui doveva perire per fare spazio a tecnologie che, secondo gli analisti, sarebbero state più affidabili e pervasive, prima l’UMTS, poi, dopo qualche anno, il WiMax, a seguire le chiavette USB-3G e adesso la tecnologia LTE, commercialmente conosciuta come 4G, che promette la possibilità di collegarsi ad Internet in mobilità ad una velocità prossima ai 300 Mbps.
Con il passare degli anni il Wi-Fi non solo è sopravvissuto all’affacciarsi di queste tecnologie, che in alcuni casi a loro volta hanno dovuto cedere il passo come per il WiMax, ma si è dimostrata una delle poche tecnologie di comunicazione Wireless in grado di evolversi continuamente affermandosi di fatto come l’unica soluzione sostanzialmente standard in tutto il mondo, economica, semplice da utilizzare e soprattutto, libera"

Grazie alle sue caratteristiche, esso è stato utilizzato come veicolo principe per la connessione a Internet in ogni ambito di utilizzo: domestico, aziendale, sportivo, commerciale, etc.
Sempre più veloce, efficiente e adattabile, il wireless ha contribuito ad abbattere i costi della diffusione di Internet, ha aperto alle piccole e medie imprese la possibilità di fare business attraverso la Rete e, grazie all’impiego di sistemi Wi-Fi, ha permesso anche alle piccole attività di condurre campagne di marketing.


MA COME FUNZIONA?
Una rete Wi-Wi è identificata attraverso un SSID (Service Set IDentifier), ovvero un nome pre-impostato o scelto dall’utente che permette di riconoscere una data rete.
Ogni rete può essere composta da uno o più access point (o hotspot), ovvero di un punto d’accesso o più punti di accesso alla rete stessa che fungono da “sorgente” del segnale, e uno o più client che si connettono alla rete.
Il segnale wireless di un singolo access point, solitamente copre un’area di una 50ntina di metri, ma può essere esteso in diversi modi.
Si può amplificare, ad esempio, attraverso il collegamento di differenti access point tramite cavo; oppure creando  un “ponte” wireless con ripetitori di segnali come gli amplificatori Wi-Fi che “catturano” il segnale di un access point e lo ritrasmettono amplificato (si tratta di onde radio).
La funzione del router o detto anche access point è quella di trasmettere ogni 100 ms, un pacchetto dati, chiamato beacon contenente lo SSID della rete e altre informazioni, come il protocollo di sicurezza utilizzato.
Il client (un computer dotato di scheda Wi-Fi o un ripetitore di segnale) si collega alla rete di un SSID noto (ossia a una rete alla quale già ci si è connessi in precedenza), oppure a quella dal segnale più forte e che quindi garantisce le prestazioni migliori.
Nel caso in cui la rete sia protetta, l’utente dovrà inserire la password.
Esistono differenti protocolli di sicurezza: WEP, WPA e WPA2.
Tra questi tre il più sicuro è il WPA2 dato che permette di crittografare le chiavi di sicurezza con l’algoritmo AES (Advanced Encryption Standard) a 256 bit.


CLASSI WI-FI
Le classi Wi-Fi sono identificate dal numero 802.11 seguito da una lettera dell’alfabeto.
La prima certificazione, rilasciata nel 1999, è la 802.11a, seguita poco dopo dalla certificazione 802.11b.
Nel giugno 2003 viene rilasciata la certificazione 802.11g, che fa segnare un netto miglioramento nelle prestazioni (sia per la forza del segnale sia per i picchi di velocità raggiungibili) rispetto ai due predecessori.
Lo standard 802.11g lavora sulla banda di frequenza da 2,4 GHz, copre aree di circa 100 metri e permette teoricamente la trasmissione di dati fino a 54Mbps (Mega bit per secondo).
Un ulteriore avanzamento delle prestazioni si è avuta con la certificazione 802.11n, rilasciata nel 2009.
Questo nuovo standard si basa sull’utilizzo di diverse antenne MIMO che lavorano sulle frequenze di 2,4 GHz e 5 GHz.
Così facendo, si può rafforzare ulteriormente il segnale e raggiungere velocità sino a 600 Mbps.
Altro standard è lo 802.11ac, che funziona esclusivamente sulla banda da 5GHz con velocità teoriche di 3 Gb/s (3 milione di bit per secondo).

martedì 23 maggio 2017

Parte In Italia La Sperimentazione Sul 5G

Iniziate in Italia le fasi di sperimentazione delle reti di quinta generazione (5G) che permetteranno maggiori velocità di trasferimento dei dati ma soprattutto dovrebbero aprire la porta a nuove destinazioni d'uso in un mondo sempre più interconnesso.
La sperimentazione italiana partirà da 5 città: l'area metropolitana di Milano, Bari, Prato, L'Aquila, e Matera.
Sebbene il 4G sia stato fondamentale per la progettazione e lo sviluppo delle nuove tecnologie di rete, il 5G è sostanzialmente una tecnologia in forte discontinuità con il passato per quanto riguarda la velocità, il tempo di latenza, la copertura ed efficienza dei segnali nettamente migliore.
Nel suo Action Plan per il 5G l'Europa ha invitato gli stati membri ad individuare entro il 2018 almeno una città dove avviare le sperimentazioni.
Oltre alla prova delle nuove frequenze e reti in 5G nelle 5 città viene chiesto di presentare progetti che saranno valutati sia rispetto alla parte infrastrutturale che a quella dei servizi che saranno sperimentati.
La sperimentazione avrà termine nel 2020, anno in cui il 5G dovrà essere consolidato sul territorio nazionale.
Le città sono state selezionate mediante criteri relativi alla distribuzione geografica e alla capillarità attuale di connettività ultra-veloce.

lunedì 30 gennaio 2017

Dan Farmer e Gli Analizzatori Di Reti: S.A.T.A.N., S.A.I.N.T. e S.A.R.A.

Dan Farmer è uno sviluppatore americano che a metà anni 90 ebbe i suoi momenti di gloria grazie alla realizzazione di un software chiamato S.A.T.A.N. (Security Administrator Tool For Analyzing Networks).
Oltre a Farmer, anche Wietse Venema (programmatore olandese) ebbe la sua importanza nello sviluppo di questo tool rivoluzionario.
Sostanzialmente si trattava di uno scanner usato dagli Amministratori di sistema per l'analisi della sicurezza delle reti.
Il software era in grado di esaminare a fondo sistemi, o anche intere reti, per scovare bug ed altri punti critici di sicurezza.
Il 5 aprile 1995 S.A.T.A.N. fece la sua entrata trionfale su Internet, il suo intento come detto era quello di interrogare milioni di daemon in tutto il mondo nel tentativo di scoprire segreti e debolezze che rendevano i sistemi dell'epoca vulnerabili.
Gli attacchi informatici erano in voga oggi quanto allora.
Basti dire che nel 1994 erano state 2.241 le intrusioni illegali nei network su Internet, quasi il doppio dell'anno precedente: questo il dato riportato dal Computer Emergency Response Team (CERT), l'agenzia para-statale statunitense che segue l'andamento degli "attacchi" su Internet.
Sempre nello stesso anno, oltre la metà delle 1270 grandi aziende interpellate subì perdite finanziarie dovute ad intrusioni nei propri sistemi computerizzati, con 17 compagnie che dichiarano perdite superiori al milione di dollari.
Oltre 500 milioni di dollari era l'ammontare delle perdite dovute a "furti elettronici" dei numeri di carte di credito, mentre gli acquisti effettuati illegalmente via carta di credito raggiungevano un valore di 300.000 dollari.
Tornando a S.A.T.A.N. il tool analizzava vulnerabilità ISS, TFTP, RSH, dei server, l'accesso REXD e i filesystem NFS.
La grande rivoluzione fu il fatto che oltre all'individuazione delle succitate vulnerabilità, i programma forniva anche descrizioni dei problemi riscontrati e soluzioni per risolverli.
Malgrado ciò, Farmer e Venema finirono sotto gli occhi del ciclone: probabilmente il loro intento era nobile ma oltre che agli admin di sistema, un tool del genere era una manna dal cielo per gli Hacker che in poco tempo potevano scoprire eventuali vulnerabilità dei sistemi e allo stesso tempo attaccarli.
In seguito svilupparono un altro scanner per ricercare vulnerabilità: Titan (parteciparono al progetto anche Brad Powell e Matt Archibald, gli stessi creatori della conferenza L.I.S.A. ovvero Large Installation System Administration Conference, dove dal 1986 si riuniscono tutti gli amministratori di grandi reti).


S.A.I.N.T., S.A.R.A., NESSUS
Malgrado le critiche per l'uso improprio di S.A.T.A.N., qualche anno dopo, il codice dello stesso venne aggiornato: vedrà la luce S.A.I.N.T. (Security Administrator'S Integrated Network Tool).
Si trattava di un aggiornamento importante, visto che vennero aggiunte funzioni tra le quali vulnerabilità CGI, Buffer Overflow dei servizi di rete, soluzioni per attacchi DDoS e POP Server.
Venne anche semplificata l'interfaccia utente e quindi l'usabilità del tool.
Nel 1999 da S.A.I.N.T. nasce S.A.R.A. (Security Auditor's Research Assistant) aggiungendo il supporto degli standard CVE.
Nessus invece costruito secondo il modello Client/Server venne scritto da Renaud Deraison, questo analizzatore di rete sfruttava il linguaggio di programmazione N.A.S.L. (Nessus Attack Scripting Language).


THE CORONER'S TOOLKIT
Farmer e Venema invece, balzarono di nuovo agli onori della cronaca nel 2005 quando progettarono The Coroner's Toolkit: un software di analisi Forense che permetteva di recuperare dati da computer distrutti.

domenica 29 gennaio 2017

Come Navigare Gratis Su Internet: Italia WiFi Free

Il progetto Italia WiFi Free è molto interessante: 28 mila punti d'accesso e un'unica password per accedervi.
Per navigare gratis ovunque quindi in alberghi, treni, ristoranti, bus, musei.
La cosa interessante è l'identità digitale unica.
Questo progetto partirà i primi mesi del 2017, grazie a due milioni di euro di fondi già stanziati.
Sarà la prima rete WiFi di livello nazionale, in grado di seguire l'utente in ogni suo spostamento (preferibilmente il turista, ma chiunque potrà usarla in Italia).
L'utente medio si collegherà con un app dedicata a qualsiasi punto WiFi che trova, aderente a questa rete: potrà farlo gratis e con un'identità unica, valida su tutto il territorio nazionale.
Gli italiano potranno utilizzare il proprio SPID, gli stranieri invece nell'immediato dovranno dare al sistema un proprio numero di cellulare per ricevere una password usabile per sempre.
La piattaforma saprà dove sono andati gli utenti, quali mezzi pubblici utilizzano, gli alberghi e i ristoranti che hanno scelto (ovunque ci sia un accesso WiFi).
Dunque il sistema turistico italiano avrà una conoscenza approfondita delle abitudini dei turisti: potrà quindi calibrare le proprie strategie e l'utente potrà ricevere offerte personalizzate (da soggetti pubblici o privati) attinenti ai suoi gusti e all'itinerario scelto (consigli di viaggio, di mezzi da prendere, mostre, eventi e così via).
I due milioni di euro della prima fase serviranno appunto all'app e creare la piattaforma, che collegherà in una rete unica i 28 mila punti di accesso.
Le prime zone coperte saranno: territori di Firenze (comune e provincia), Prato, altre zone della Toscana e dell’Emilia Romagna (soprattutto sulla costa romagnola), a Milano, Roma (comune e provincia), Bari, la provincia di Trento, alcune zone del Polesine (Veneto) e in un primo museo
(le Scuderie del Quirinale a Roma).
Entro dicembre 2017, anche tutte le stazioni ferroviarie faranno parte di questa rete.

mercoledì 16 novembre 2016

Cos'è Fiber To The Home? Enel Open Fiber e TIM

Le principali abitazioni oggi sono coperte con la tecnologia FTTCab (Fiber To The Cabinet) il cui collegamento viene effettuato in fibra ottica dalla centrale fino alla cabina esterna a cui è collegato l'immobile dell'utente, mediamente entro 1 km, mentre il collegamento da cabina esterna fino all'abitazione rimane in rame (quindi la perdita di velocità dipende dallo stato di usura del rame e dalla lunghezza tratto di collegamento finale).
Invece sostanzialmente con la nuova tecnologia FTTH (Fiber To The Home), il collegamento in fibra ottica raggiunge il limite esterno della singola unità abitativa (ad esempio una scatola sulla parete esterna di una casa).
In poche parole, fibra ottica che sostituisce il doppino di rame.


TIM E TELECOM FTTH
Le prime 5 città italiane coperte da questa tecnologia offerta TIM sono state: Milano, Torino, Bari, Catania e Perugia (1000 Mb/s).
TIM prevede di raggiungere 3 milioni e mezzo di abitazioni entro il 2018.
Lo stesso operatore mobile e l'ANACI (Associazione Nazionale Amministratori Condominiali Immobiliari) hanno anche firmato un accordo per accelerare lo sviluppo nel paese delle infrastrutture a banda ultralarga di TIM in tecnologia FTTH.
Grazie a questa intesa TIM, nelle aree comuni degli edifici previsti dal piano nazionale delle 100 città, provvede all’installazione e alla manutenzione della fibra ottica collegando direttamente, e senza alcun onere per il condominio, il cabinet stradale alle abitazioni e agli uffici.
Invece Telecom Italia sta accelerando nella realizzazione di bande ultralarghe per portare la fibra ottica con tecnologia FTTH fino alle abitazioni, consentendo connessioni super-veloci a partire da 100 Megabit al secondo (e potenzialmente fino a 1 Giga) che garantiscono una ancora più elevata qualità nella fruizione di contenuti video in HD e una migliore esperienza di navigazione.
Il piano nazionale di cablaggio in tecnologia FTTH (Fiber To The Home), comunicato al Ministero dello Sviluppo Economico attraverso Infratel, prevede entro marzo 2018 100 città italiane cablate in FTTH.


ENEL OPEN FIBER
Entro il 2018 la città di Bari sarà quasi interamente cablata con la fibra ottica a banda ultralarga (BUL) dell'Enel.
Il Comune ed Enel Open Fiber (EOF), la società di Enel per lo sviluppo di una infrastruttura nazionale per la banda ultra larga, hanno inaugurato il cantiere su viale Madre Teresa di Calcutta (quartiere Poggiofranco) per la posa di fibra sull'intero territorio comunale.
Il progetto per il capoluogo pugliese prevede una copertura del 50% delle unità immobiliari entro settembre 2017 e dell'80 per cento entro settembre 2018, per un totale di circa 120mila unità immobiliari cablate, 600 chilometri di rete di cui 400 interrati, per un investimento complessivo pari a 40 milioni di euro.
Bari è tra le prime 5 città in Italia, insieme a Perugia, Catania, Venezia e Cagliari, ad aver avviato i cantieri per il cablaggio della rete ultra veloce (a seguire Palermo, Firenze, Napoli, Genova e Padova).
La fibra è in grado di supportare velocità di trasmissione di 1 Gb per secondo sia in download che in upload.
Enel costruirà l'infrastruttura che sarà poi messa a disposizione di tutti i gestori di telefonia che ne vorranno usufruire.
Il progetto prevede di coprire 270 città in tutta Italia entro il 2021.
Come già avvenuto per le prime 4 città già annunciate all'interno dei nuovi accordi, anche nel caso di Bari verranno utilizzati, in parte, i cavidotti già esistenti in città per l'installazione della fibra.
Il tutto nell'ottica della sostenibilità economica e del risparmio del consumo di suolo e dove non sarà possibile verranno aperti dei micro cantieri.