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venerdì 6 gennaio 2017

Come Guadagnare Con Foto e Selfie: Migliori App

Secondo una ricerca condotta dalla società Human Highway e da Samsung, nel 2014, gli italiani già scattavano circa un milione di selfie al giorno.
Numeri che, trattandosi solo di selfie, fanno impressione anche perchè il sondaggio risale a 3 anni fa.
Ebbene, data la mole incredibile di fotografie digitali realizzate con i sempre più numerosi smartphone (in media ogni italiano ne possiede più di uno), qualcuno ha pensato di offrire una concreta opportunità di monetizzazione all’esercito di “fotografi” più o meno amatoriali che hanno anche un minimo di dimestichezza con i social network.
In quest'articolo citerò tre app che permettono di guadagnare grazie ai proprio selfie.


FRIENDZ
Con l'app Friendz tutti possono guadagnare con selfie e foto, diventando il volto del proprio brand amato.
Con questa app, infatti, ognuno può essere protagonista dei messaggi pubblicitari postando le foto su Facebook e ricevendo in cambio qualcosa.

Il team di sviluppo: "Siamo convinti che sia un canale efficace perché si tratta di un passaparola in versione digitale, un messaggio che passa da qualcuno che si conosce off line"
"Una volta che una foto con un prodotto viene immessa su Friendz (scattata o caricata dalla galleria, ndr) viene controllata e solo dopo aver superato gli standard finisce su Facebook, abbiamo un algoritmo che attribuisce una serie di crediti a ogni scatto, per motivare la persona a fare altre foto ma anche a farle di qualità"

Lo storytelling, del resto, è uno dei segreti per una pubblicità di successo.
E per il successo, naturalmente, serve disciplina.
Per ogni selfie approvato, caratterizzato da un hashtag, possono essere dati "da 50 centesimi fino anche a 2,5 euro" in base a qualità, creatività e originalità.
Soldi che ognuno potrà spendere sui siti di e-commerce con cui l'azienda sta stringendo parternship.
Immagini che, naturalmente, devono essere totalmente originali e non prese da internet (i controlli servono a verificare anche questo aspetto).
Per saperne di più: Friendz


PAY YOUR SELFIE
Pay Your Selfie è una start up co-fondata da Michelle Smyth, imprenditrice di Chicago.
Questa app per il momento attiva solo in Nord America, permette agli utenti di scattarsi delle fotografie con i propri smartphone mentre usano certi prodotti, e di ricevere in cambio dei soldi.
Farsi pagare da grandi società per pubblicare sui social network delle foto che promuovano i loro prodotti è una pratica molto diffusa, ma solitamente coinvolge solo quegli utenti con centinaia di migliaia follower: la particolarità di Pay Your Selfie è che è rivolta agli utenti “normali”, indipendentemente da quanti follower hanno.
Analizzando i selfie scattati con Pay Your Selfie le società possono capire cose sulle abitudini e le preferenze dei consumatori.
Gli utenti di Pay Your Selfie, non possono scattarsi i selfie come vogliono e con i prodotti che vogliono, ma sono le aziende a commissionare delle specie di consegne: possono chiedere ad esempio agli utenti di fotografarsi mentre mangiano o usano il sapone.
Per ogni consegna completata, gli utenti dell’app ricevono una cifra che va dai 20 centesimi al dollaro.
Non si possono scattare più fotografie per la stessa consegna.
Una volta accumulati 20 dollari di credito, gli utenti possono riscuotere i propri soldi.
Per ogni foto che ritengono accettabile, le società danno a Pay Your Selfie due dollari, una parte dei quali va all’utente.
Crest, una marca di dentifrici della multinazionale Procter & Gamble, ha ad esempio scoperto con Pay Your Selfie che moltissime persone si lavano i denti tra le 16 e le 18 di pomeriggio.
Con questo tipo di informazioni, le società possono modificare ad esempio le proprie strategie di marketing sui social network.
L’app permette agli utenti di condividere le foto sui propri profili sui social network, ma non è un obbligo: ci si può anche scattare una foto e caricarla solo sul database di Pay Your Selfie, privatamente.
Alex Blair, proprietario di quattro negozi di Freshii, una catena di supermercati canadese che vende snack biologici, ha usato Pay Your Selfie per chiedere agli utenti di scattarsi delle foto mentre mangiavano “snack salutari”.
Moltissime delle foto raccolte mostravano persone con barrette Snicker quindi non esattamente biologiche e questo, ha detto Blair, ha modificato l’approccio della società al mercato di massa.
Jean McLaren, presidente di Marc USA, un’agenzia pubblicitaria americana, ha detto al New York Times di apprezzare l’idea di ricostruire la dispensa di una persona mettendo insieme i suoi selfie: è un modo più economico e veloce di ottenere informazioni importanti, anche se al consumatore possono sembrare inutili.
La trovate qui: PayYourSelfie


WEARING THAT
Wearing That è una startup bolognese che si prefigge di dare valore alle foto degli utenti, consentendo al vasto pubblico dei social di monetizzare con i selfie appunto.
Come metodo di raccolta è stato scelto il Crowdfunding, l'app dovrebbe essere lanciata nei primi mesi del 2017.
Che si tratti di un profilo privato o di professionisti dei social quali blogger, Wearing That offre al popolo dei social la possibilità di guadagnare dalla produzione e condivisione dei contenuti virtuali.
Per saperne di più: WearingThat

Domenico di Leone (uno dei promotori dell'iniziativa): "Riflettendo sui possibili modelli di business legati a un prodotto di questo tipo, ho capito che fare la pubblicità all’interno di una foto poteva essere un’ottima soluzione.
"Ogni singolo utente sarà retribuito e otterrà medaglie e riconoscimenti virtuali. Le classifiche finali e i vari premi raccolti, a discrezione degli utenti, saranno mostrate alle aziende clienti di Wearing That. In questo modo, diamo la possibilità alle aziende di poter ingaggiare i vari utenti per portare avanti campagne indipendentemente da noi!

Si scelgono le campagne, s'inseriscono i loghi/prodotti proposti nella foto e poi si condivide il selfie nei canali social.
Così facendo si collezionano like e condivisioni e quindi guadagni.
Wearing That pagherà in denaro tutti i like, commenti e condivisioni.
Inizialmente sarà Wearing That a pagare le campagne pubblicitarie.
Verrà avviata anche PIT-STOP, una funzione innovativa dove i Brand potranno mettere a disposizione degli utenti prodotti (gratuiti o a prezzi super scontati), gadget e carte regalo.

"Daremo in cambio simpatici gadget e delle ricompense in stile “finanziamento a medio termine”.  
In pratica gli utenti che decidono di finanziarci avranno indietro i loro soldi più una percentuale molto alta (es: +20% per una donazione di 50 euro, +30% per una donazione di 100 euro e così via). Perché questo? Perché la nostra reale missione non è fare soldi ma creare un sistema che permetta di dare lavoro e quindi far guadagnare gli utenti!"

"Un utente abituale dei Social Network che pubblica fino a 10 foto al giorno ottenendo in media 100 like per foto, alla fine dell’anno potrà guadagnare 3.650€!
Gli influencer esperti che ogni giorno collezionano migliaia di like potranno avere un guadagno mensile con cifre davvero invidiabili e in più diventano famosi agli occhi dei nostri Brand"

giovedì 5 gennaio 2017

Risparmiare Comprando Auto Online? Sarà Possibile Con Amazon

Ovviamente non si tratta di una novità assoluta ma rimane singolare la collaborazione tra Amazon e Fiat Chrysler Automobiles, essa infatti permetterà agli utenti di acquistare 500, 500L e Panda direttamente online, per il momento solo in Italia.
L’accordo tra Fiat Chrysler Automobiles (FCA) e Amazon, oltre a permettere la vendita di auto online, offrirà un ulteriore sconto agli acquirenti italiani, anche se resta ancora limitato a soli tre modelli, i più venduti della casa.
Amazon ha reso più facile la ricerca di auto online, ma in realtà l’acquisto sarà comunque complesso. I clienti dovranno ancora recarsi in una concessionaria per completare l’acquisto, ma con il vantaggio di uno sconto aggiuntivo per aver utilizzato la formula dell’acquisto online.
Per maggiori info fate un salto qui: Fiat Store (Amazon)


FIAT STORE E WELCOME KIT
Nel salone automobilistico telematico, oltre a decidere il modello, sarà possibile scegliere il colore e gli allestimenti.
Per quanto riguarda il ritiro, bisogna ancora muoversi fisicamente. Fino al concessionario, dove verrà finalizzato l’acquisto.
Questo perché, secondo un sondaggio realizzato da Fiat, quasi il 100% degli italiani preferisce che la consegna avvenga nel luogo tradizionale.
Nei risultati dell’indagine è emerso che la disponibilità degli italiani ad acquistare un veicolo online è alta: più di una persona su due ha risposto in modo affermativo.
Andando nella citata sezione del Fiat Store di Amazon, bisognerà acquistare il Welcome Kit.
Basterà scegliere l’automobile fra quelle disponibili e, dopo una spesa iniziale di 180 euro, si verrà contattati telefonicamente dal call center Amazon per scegliere una delle concessionarie aderenti al programma.
Dal concessionario sarà poi necessario mostrare il codice fornito da Amazon insieme al numero identificativo dell’ordine per ricevere, via email, i dati per concludere l’acquisto.


CONVIENE?
Gli ordini dovrebbero essere pronti nel giro di circa due settimane, secondo quanto afferma Fiat.
Ma conviene? Come si può facilmente verificare, una Fiat 500 Lounge 1.2 69 CV costa 11.480 euro (anziché i 16.000 del prezzo di listino), Ipt e contributo Pfu esclusi.
Insomma un bel risparmio in ogni caso.


QUALE SARA' IL FUTURO?
L’accordo tra Amazon e Fiat è un evidente stimolo per i prodotti di punta della casa, Panda e 500 appunto, le cui vendite potrebbero essere incentivate dalla convenienza dell’offerta dedicata all’eCommerce.
Non si tratta di un taglio netto con la vendita attraverso le concessionarie, quindi.
Per altre auto si era tentata la strada dell’eCommerce, ma solo come operazione temporanea e non sistematica, come nel caso delle cento Maserati vendute su AliBaba in 18 secondi.

Gli Attacchi Di DataStream Cowboy e Kuji All'Air Force e Alla NATO (1994)

"DataStream Cowboy" e "Kuji" furono i nomi di battaglia di due hacker britannici che nel febbraio 1994 misero in ginocchio la base USAF di Griffith (Air Force) e altre centinaia di sistemi informatici militari, tra cui la NASA e l'Istituto di Ricerca Atomica coreano. La particolarità di questi attacchi è che furono tra i primi a larga scala, su base militare.

I due protagonisti furono:
1) "DataStream Cowboy" inglese, aveva solo 16 anni quando verrà individuato ed arrestato.

2) "Kuji" invece non verrà individuato ai tempi. Verrà arrestato 2 anni dopo, precisamente nel 1996. Il suo nome era Matthew Bevan ed era gallese. Bevan era intenzionato a dimostrare un ipotesi di complotto UFO; il suo unico strumento è stato un Commodore Amiga caricato con un programma BlueBoxing chiamato Roxbox.

Secondo Jim Christy  dell'Air Force l'intendo dei due era quasi quello d'iniziare "una terza guerra mondiale". Il 21 giugno 1996 venne arrestato per via degli attacchi ad USAF, alla NASA, alla NATO, il lab Rome (Washington), il Pentagono e per aver rubato dati sensibili.
Furono circa 150 gli attacchi informatici. Inoltre furono compromessi 100 user account in cui furono rubate le credenziali d'accesso. Ai tempi il Senato degli Stati Uniti aveva male interpretato gli attacchi etichettandoli come di origine europea orientale. Bevan aveva hackerato anche il sistema telefonico, infatti riusciva a chiamare a costo 0. Gli attacchi informatici citati invece, avvenivano di notte.
Richard Pryce (DataStream Cowboy) invece, rubò dati sensibili dalla banca Atomic Research Institute sul sistema USAF. I due hacker nei sistemi attaccati lasciavano Sniffer, per "sniffare" il traffico della rete. Caso che ricordò molto quello dello scozzese Gary McKinnon: forse l'attacco Hacker più grande di tutti i tempi. Pryce venne multato di 1.200 sterline ed accusato di 12 reati, tra cui intrusione in sistemi informatici, furto di dati e spionaggio. Si stimarono circa 312.000 sterline di danni ai sistemi informatici.

martedì 3 gennaio 2017

Errori S.M.A.R.T. Sugli Hard Disk: Precauzioni e Tools Di Diagnostica

Quando il sistema segnala un errore S.M.A.R.T. sull'unità del disco rigido, non è mai una bella notizia.
Sostanzialmente si tratta di scansioni effettuate sul disco rigido dal sistema stesso, ovviamente vengono poi segnalate sottoforma di rapporto mediante errori. Gli errori S.M.A.R.T. sono un anticipo della rottura dell’unita quindi potrebbe capitare che riavviando il PC scompaiano (momentaneamente, per poi ricomparire a breve e forse in modo definitivo). In poche parole si tratta di una predizione che il test diagnostico provocherà uno stato di "Fail" Il sistema segnala un errore quando viene raggiunta una soglia S.M.A.R.T.


TIPO DI ERRORI
L'unità controlla vari settori del disco: in lettura, in scrittura, lenta rotazione, alta temperatura, troppi settori non validi, errori nei vari settori, etc Non esistono limiti o specifiche di queste soglie poichè gli intervalli variano da prodotto a prodotto.

-Codice di Errore 0142: questo errore indica che il disco rigido è andato a male e richiede l'immediata sostituzione. La sostituzione del cavo SATA o IDE, non risolve definitivamente il problema.
"Hard Drive (d) - S/N (s), auto-test non riuscito. Status = (x)"

-Codice di errore 0145: qui il test non viene completato a causa di un timeout.
La causa più comune è un guasto dell'SSD del disco rigido.
"Hard Drive (nome) – L'Auto Test non è stato completato"

Codice di errore 43
Questo errore si applica a Windows 7, server 2008, 2012 e Vista. Il driver del dispositivo Windows notifica che il dato dispositivo, in questo caso il disco rigido, non è riuscito a lavorare, ciò è dovuto ad errori dei driver del dispositivo.

Codice di errore 7
Le principali cause: BIOS non regolare, RAM difettosa, problemi del registro di sistema.
"il file I386\ntkrnlmp.exe. potrebbe non essere caricato. Il codice di errore è 7".

Codice di errore 301 e 1720
Questo tipo di errore riguarda gli HP. Anche qui i problemi sono dovuto a settori danneggiati ed errori vari sull'hard disk. Con il secondo errore la rottura è imminente.


PRECAUZIONI
1) Creazione di un punto di ripristino su Windows
2) Backup dei propri files
3) Aggiornamento del firmare dell'unità disco (dipende dalla marca del vostro HDD)
4) Scandisk ("Eseguendo come Amministratore" il "Prompt dei comandi" ovvero CMD e digitando il comando: SFC /SCANNOW )
5) Deframmentazione dell'unità


DIAGNOSTICA
Potete anche scaricare ed eseguire il test di diagnostica con Seatools (Download).
SeaTools testerà i parametri S.M.A.R.T. ed eseguirà altri test separati, per effettuare un controllo completo dell'integrità del disco rigido.
Se il test genera un errore, significa che l'unità deve essere sostituita.
Altri tools:
1) HDTune (Download) per il controllo di USB, SSD e dischi meccanici.
2) DriveDx sempre diagnostica ma per i MAC.
3) CrystalMark (Download) sempre diagnostica per Windows (indica lo stato di salute del disco).
4) CrystalDiskMark (Download) per testare le velocità di scrittura e lettura degli Hard Disk.
5) Blackmagic Disk Speed Test (Download) sempre velocità ma per i MAC.
6) Support WDC (Download) software e firmware adatti in base al proprio disco rigido.
7) Come Testare La RAM a volte può essere utile testare la RAM, eseguendo un Memtest.
8) Recuperare Dati Cancellati Dal PC Con Recuva Portable USB infine con questo software potrete provare a recuperare files cancellati dall'Hard Disk (per vostro errore o per via di settori danneggiati sul disco rigido).


RISOLUZIONE ERRORI
Quando compaiono questi errori la prima cosa da fare (se non l'avete già fatta) è eseguire il backup dei dati, il più presto possibile. Un avvertimento basato sulle alte temperature può essere corretto talvolta migliorando la ventilazione. Prima va controllato se il sistema ha una ventilazione adeguata e che tutte le ventole sono in buona condizione. Se trovate un problema di ventilazione e lo rettificate, la temperatura media scende a un livello normale quindi l'errore dovrebbe andare via. Altri tipi di errori, soprattutto se s'interviene con ritardo, sono irreversibili. A questo punto non vi rimane che provare a contattare il produttore del vostro HDD.

Quanto Guadagnano Venditori ed Hacker Sul Deep Web?

Secondo le stime di Europol, criminali informatici e venditori sulle Darknet guadagnano tra i 1000 e i 200.000 dollari al mese.
Il guadagno medio invece oscilla tra i 1000 e i 3000 dollari al mese: non c'è che dire, proprio un bel business.
E soprattutto redditizio.
Il tutto grazie ad attacchi Hacking e con Malware (in primis Ransomware).
Le analisi sono state condotte grazie allo studio dei crimini informatici attuali e al monitoraggio delle attività sui forum/market.
Circa il 20% dei criminali informatici presi in esame guadagnano circa 10 volte rispetto al restante 80% (si parla di circa 20.000 dollari al mese, rispetto ai 2.000 dollari al mese della media).
Per una manciata di questo 20%, si può arrivare sino a 200.000 dollari al mese.
Tutti i guadagni ovviamente sono in nero e semi-anonimi, grazie ai Bitcoin.
Un tipico gruppo (nella vita reale) è così organizzato: per intanto è controllato da una mente sola "boss", una persona molto intelligente e altamente istruita che comprende anche banchieri con ampie connessioni nel settore finanziario per organizzare il riciclaggio di denaro e i fondi rubati.
I falsari sono responsabili dei documenti falsi e di supporto, invece i project manager professionisti sorvegliano gli aspetti tecnici delle operazioni (eseguite poi da ingegneri del software ed Hacker esperti).
Alcuni gruppi includono ex agenti di polizia, infatti la loro familiarità con le tecniche investigative utilizzate come forze dell'ordine può rivelarsi molto utile in questi casi.
Ogni gruppo generalmente ha un portafoglio diversificato di investimenti mantenendo la propria presenza nel settore immobiliare o d'impresa.
Infatti, la maggior parte dei criminali informatici non hanno la fedina penale sporca e sono molto attenti quando si tratta di nascondere la loro identità online, rendendo molto più difficile la loro cattura.
I cyber-criminali si distaccano sempre dai criminali ordinari da strada e dai gangsters di tutti i giorni, preferendo rimanere nell'ombra ed evitare inutili attenzione sia da parte di forze dell'ordine che da rami mafiosi locali.
Tuttavia, in determinate occasioni, richiedono l'intervento di un vasto numero di "troopers", spesso, legati alle grandi operazioni di cash-out (cioè utilizzando un vasto numero d'intermediari, ignari e non).
Sarà banale dirlo ma le aziende ovviamente non dovrebbero mai informarsi su eventuali strategie di sicurezza informatica sui forum del Deep Web.

Il Mail Bombing Di Johnny [X]Chaotic Ai Politici (1996)

Uno dei primi attacchi (storici) di Mail Bombing, attraverso sottoscrizioni non volute (List Linking) fu perpetrato da un Cracker conosciuto con lo pseudonimo di Johnny [X]Chaotic.
Era l'agosto del 1996 e i sistemi antispam erano quello che erano.
Questa pratica consisteva nell'utilizzare particolari tool che permettevano l'invio massivo di migliaia di mail, utilizzando link di mailing list a sottoscrizione.
Si trattò di un attacco davvero di larga scala, basta dire che vennero colpiti tantissimi politici, grossi uomini d'affari e altri individui.
Queste vittime furono iscritti iscritti (a loro insaputa) a mailing list di siti (Usenet) e spammers su Internet.
Il sistema era (anzi è) ovviamente irreversibile: una volta iniziato l'attacco da parte degli spammers infatti non si ha più nessun controllo per poterlo arrestare.
L'invio di pubblicità sarà sempre destinato ad aumentare e mai a fermarsi.
L'abile sistema generò, per ogni casella mail, oltre 20.000 messaggi in un solo weekend.
Come prassi, grandi quantitativi di e-mail vennero inviati ad ogni singolo destinatario provocandone l'intasamento della casella di posta.
Inutile dire che al di là dell'impossibilità di utilizzare la casella di posta elettronica, ci furono anche altre conseguenze quali l'impossibilità di usare la connessione Internet, il rallentamento e il crash dei server impegnati nella scansione antispam e antivirus dei messaggi stessi.
Insomma, anche se molto diverso, sostanzialmente si trattava di un vero e proprio attacco DDoS.
[X]Chaotic pubblicò anche un manifesto in rete che spiegava perché aveva scelto ciascun obiettivo.
Il responsabile di questo attacco non fu mai individuato.

giovedì 29 dicembre 2016

Che Valore Raggiungerà Il Bitcoin Nel 2017? Previsioni

Il Bitcoin, alle soglie del 2017, ha superato i 900 dollari (mentre scrivo 935, per l'esattezza) e si avvicina a gran velocità su cifre a 3 zero.
La situazione politica è instabile (con i rapporti tra USA, Cina e Messico in deterioramento), se a ciò aggiungiamo i mercati cinesi e giapponesi che ci stanno puntando molto, le transazioni abbastanza floride nei mercati neri delle Darknet (guadagno mensile che oscilla dai 1.000 ai 200.000 dollari) e la svalutazione di beni più tradizionali quali l’oro (che tende a viaggiare in tandem con il Bitcoin quando la domanda per i beni rifugio è forte ma è in calo in questo trimestre a causa del rialzo dei tassi negli Stati Uniti), be' si può facilmente immaginare come il 2017 potrebbe essere l'annata dei Bitcoin.
Nell’ultime settimane la valuta ha guadagnato oltre il 15%, portando quasi al 125% il guadagno messo a segno nel corso dell’anno (430 dollari a gennaio 2016) e facendo registrare il valore più alto da quasi tre anni a questa parte, ovvero da gennaio 2014 (poco prima il valore aveva raggiunto i 1160 dollari).
Nel corso del 2016 nessun’altra moneta, indice di Borsa o materia prima, ha avuto simili rialzi.
La domanda ha subito l’ennesima impennata dopo l’omicidio dell’ambasciatore russo in Turchia e l’attentato terroristico del tir a Berlino.
Si evince che la moneta è scarsamente influenzata dalle scelte politiche e dai regolamenti governativi ma ci sguazza nell'instabilità generale derivata dall'indebolimento finanziario a livello mondiale.
Anche se generalmente la valuta non è correlata con gli altri mercati finanziari, rimane un’alternativa di investimento quando gli altri asset si deprezzano.
Il rischio percepito a livello geopolitico, in altre parole, spinge gli investitori alla ricerca di asset alternativi.
Il calo negli ultimi anni si ebbe quando Mt.Gox , società con sede a Tokyo che gestiva il 21% di tutte le transazioni in Bitcoin, scomparve improvvisamente dal Web.


CINA, INDIA,VENEZUELA, RUSSIA
Pechino è attraversata da ingenti deflussi di capitali da oltre un anno.
Il cambio tra yuan  e dollaro è scivolato del 6,5% a quasi 7 quest’anno, ma gli analisti stimano che possa indebolirsi ulteriormente nel 2017.
Proprio queste aspettative pessimistiche sullo yuan, ai minimi da 8 anni e mezzo, starebbe spronando gli acquisti di Bitcoin da parte degli investitori cinesi.
Quindi secondo Cryptocompare, società che fornisce analisi di mercato sulla moneta digitale, la svalutazione dello yuan è tra i fattori che hanno determinato il picco della valuta.
I volumi di trading in Cina sono passati dai 10 milioni di Bitcoin tra ottobre e novembre ai 3,5 milioni al giorno.
Anche India e Venezuela stanno contribuendo a risollevare le sorti dei Bitcoin.
Entrambi i paesi hanno di recente ritirato dalla circolazione le banconote dal taglio più elevato, pari rispettivamente all’86% e al 48% del contante disponibile.
E nel paese sudamericano si sta puntando molto sui Bitcoin, mentre nel sub-continente asiatico sarebbero raddoppiati gli investimenti nella moneta digitale, pur restando relativamente bassi.
Essendo inoltre privi di autorità superiori ed indipendente da qualsiasi governo o banca centrale, nazioni quali la citata Cina e la Russia potrebbero considerare nel corso del nuovo anno,  i Bitcoin come un’alternativa sempre più credibile al dollaro USA e ai metodi di pagamento tradizionali, scenario che con facilità potrebbe raddoppiare se non triplicare il valore della criptovaluta.


APPUNTAMENTI ELETTORALI EUROPEI E STERLINA INGLESE
Non mancheranno nuove tensioni nei mesi prossimi, come i diversi appuntamenti elettorali nell’Eurozona (Olanda, Francia, Germania e Italia), le difficoltà della Grecia con probabile nuova corsa agli acquisti di Bitcoin.
Anche ciò potrebbe influenzare nel bene o nel male la valuta virtuale.
Stesso discorso per quanto riguarda la situazione della sterlina in Inghilterra, dopo l'uscita dall'UE (Brexit).


PREVISIONE DI SAXO BANK
Saxo Bank sta parlando dell’altisonante cifra di $2.000, indicativo di una performance di circa il +160% rispetto al valore di oggi.
I Bitcoin sono sempre stati circondati da molte attenzioni e da aspettative piuttosto esigenti ma ora, con l’insediamento di Donald Trump, molti meccanismi potrebbero contribuire concretamente alla realizzazione di questo scenario.
Più volte il neo eletto alla Casa Bianca ha parlato di voler introdurre nuovi stimoli economici, con particolare riferimento alla riforma fiscale e all’aumento della spesa pubblica.
Saxo Bank evidenzia come un approccio di questo tipo porterebbe ad un incremento del debito nazionale statunitense, già ingente, oltre che ad un aumento del deficit degli USA.
Le conseguenze si concretizzerebbero in un aumento dei prezzi, con seguente rialzo dei tassi di interesse per tenere sotto controllo l’inflazione.
Una politica di rialzo dei tassi sostenuta nel tempo aumenterebbe il "valore" e l'interesse vero il dollaro americano, il cui valore crescerebbe senza sosta durante tutto il corso del 2017.
Questo porterebbe ad un effetto domino nei mercati emergenti che cercheranno delle forme alternative di pagamento e di investimento per uscire dal vortice determinato dalla coppia Fed-Trump.


PREVISIONE DI VINNY LINGHAM
Vinny Lingham, cofounder di civic.com, dice: "Il collasso economico è spesso seguito da un periodo di tassi a basso interesse quindi da inflazione.
Mi aspetto una crescita generale nel 2017 per la coppia USD / BTC di 2 o 3 volte rispetto il valore odierno. 
Ciò potrebbe comportare che il valore dei Bitcoin rispetto ad altre valute aumenti da 4 a 7 volte, ma penso che sia giusto rapportare la valuta virtuale al dollaro americano"
Egli ritiene inoltre che il Bitcoin possa mantenere un tasso di volatilità relativamente basso per i suoi canoni, dimostrando la sua efficienza come riserva globale nei momenti d'instabilità geopolitica e finanziaria.
Pur mantenendo il suo tasso di volatilità basso, il tasso di crescita sarà comunque costante.
Secondo Lingham alcuni paesi cercheranno di vietare/limitare le negoziazioni in Bitcoin.
Tuttavia, questo accrescerà ulteriormente la domanda di Bitcoin nel mercato nero, che agirebbe sicuramente come fattore positivo.
Rimane il fatto che superato il massimo storico (1160 dollari) le previsioni probabilmente perderanno ogni possibile riferimento reale, in ogni caso se lo scenario grigio atteso dalle politiche di Trump dovesse prendere forma, il 2017 potrebbe essere eccome l'annata dei Bitcoin.



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Cos'è La Truffa Money Mule?

Spesso si sente parlare di "Money Mule" (o "Smurfer") ma in sostanza di cosa si tratta?
In poche parole di una finta offerta di lavoro, che non offre un vero lavoro, ma conduce l’aspirante lavoratore in un giro di riciclaggio di denaro, punibile dalla legge con la reclusione da 4 a 12 anni.
Un “mulo” è una persona che trasferisce il denaro rubato o merci da un paese all'altro, sia di persona, attraverso un servizio di corriere, o con mezzi elettronici.
Ovviamente le vittime (generalmente) non sono a conoscenza che il denaro o le merci che trasferiscono sono state rubate (su eBay e siti simili).
In questo modo il truffatore tramite l’ignaro mulo spedisce il denaro o i beni a se stesso o in giro per il mondo.
Questo processo oscura la vera identità del truffatore e la sua posizione geografica.
Il mercato criminale delle false identità e delle truffe porta ai malviventi tecnologici sia dati personali che denaro e riesce a fare molto profitto.
La truffa avviene tramite mail, i criminali possono spacciarsi per chiunque: da banche a concessionari di automobili famosi, passando per marche di capi di lusso.
Gli espedienti fraudolenti non risparmiano neanche i noti portali di annunci di lavoro che periodicamente inviano agli iscritti email con le varie proposte o social network come Facebook. L'importante, infatti, per chi truffa è entrare in contatto con la vittima in maniera affidabile e inaspettata.
Cosa si ottiene in campo? Uno stipendio (presunto o vero che sia) o una % per ogni tot euro/dollari trasferiti (anche qui, la % può essere presunta o vera).
Infatti la maggior parte di queste aziende “illecite” vi pagheranno tramite sistemi come Money Gram o Western Union che non sono controllati come può accadere con PayPal o un bonifico.


MONEY MULE SCAMS
Partiamo dal modello principale di "Mule Scams", ovvero quelle frodi che hanno per oggetto somme di denaro.
La vittima in questo caso viene contattata da uno sconosciuto che si spaccia per un dipendente di una nota azienda, l'offerta di lavoro è abbastanza allettante e l'ambito di impiego è connesso con l'e-commerce e le transazioni online.
Il lavoro consiste solitamente nel ricevere sul proprio conto corrente alcuni pagamenti da parte della fantomatica società e girarli in seguito a c/c esteri intestati a terzi, ricevendo come compenso una % sul totale trasferito.
Già, in apparenza, non fosse altro che quel denaro proviene da attività illecite compiute in Rete (Phishing ed altre truffe simili) e che il truffatore di turno ha messo in scena il tutto per usare il nostro conto corrente bancario (o meglio ancora un account per i pagamenti online come quello di PayPal) per "trasportare" il denaro illecito verso mete lontane e farlo apparire così "pulito" di fronte a potenziali controlli antifrode da parte di banche e autorità investigative.
Una peculiarità, quest'ultima, che solo un conto corrente datato o un account "verificato" possono offrire ai truffatori.
Il criminale incassato il denaro sul conto/account estero sparirà nel nulla mentre per la vittima potrebbero iniziare i guai, col rischio di vedersi contestare reati come la ricettazione o il riciclaggio.


PARCEL MULE SCAMS
Queste truffe usano le vittime come "muli" per far circolare pacchi contenenti merce acquistata con denaro di provenienza illecita.
Si tratta di una variante delle "Money Mule Scams", che si differenzia per la dinamica leggermente diversa e la tipologia di "aggancio" un po' più varia (offerta di lavoro di una nota azienda che chiede di custodirgli i pacchi).
Il truffatore chiede di trattenere presso la propria abitazione per conto del mittente determinati pacchi, con la rassicurazione che dopo tot giorni passerà un furgone a ritirarli.
La verità è che quelli custoditi altro non sono che articoli acquistati in Rete con carte di credito clonate o violando conti correnti bancari, accounts di sistemi di pagamento etc.
Beni che vengono sì ritirati da un finto corriere alla data fissata, ma la cui natura resta abilmente celata al "mulo" di turno, con i soliti potenziali risvolti penali.


FINALITA'
Il ricorso a queste tecniche consente di occultare la reale provenienza e il luogo in cui sono conservati denaro o merci di provenienza illecita.
Nella descrizione della finta offerta di lavoro figurano spesso le parole: «responsabile regionale» o «possibilità di lavorare da casa».
Gli autori agiscono in maniera professionale e convincente.
Spesso creano addirittura siti Internet di aziende legalmente iscritte nel registro di commercio.
Le persone che si mostrano interessate ricevono dai truffatori maggiori dettagli sul posto.
La comunicazione avviene quasi esclusivamente tramite posta elettronica, il contratto di lavoro inviato sembra molto verosimile e contiene istruzioni di lavoro ben precise.
Alla vittima viene chiesto di mettere a disposizione un conto corrente ed eseguire in seguito bonifici all’estero.
Tali operazioni rientrerebbero nell’ambito di una relazione commerciale con clienti all’estero.
Una volta accettata l’offerta, di norma la persona riceve, direttamente sul proprio conto oppure tramite servizio di pagamento, una somma compresa tra i 3000 e i 6000 franchi da versare in seguito a una terza persona all’estero tramite un servizio di pagamento.
Chiunque effettua simili transazioni finanziarie, indipendentemente che sia a conoscenza oppure no degli intenti criminali, potrebbe rendersi colpevole di riciclaggio di denaro.
I criminali sono inoltre alla ricerca di persone in buona fede che mettano a disposizione il proprio indirizzo per prendere in consegna pacchetti postali, e in seguito imballarli e spedirli nuovamente.
In questo modo i truffatori minimizzano il rischio di essere scoperti.
In realtà, i pacchetti postali contengono spesso beni di valore ordinati dai truffatori stessi che non hanno tuttavia provveduto a saldarne l’acquisto.
Alla fine le vittime, invece del compenso pattuito, ricevono solleciti da parte dei negozi online o ingiunzioni di pagamento.


SINTOMI DELLA TRUFFA
-Mail con contatti inaspettati, tramite portali di lavoro o social network
-Opportunità di lavoro senza opportune richieste di competenza tecnica e professionalità
-Tutti i trasferimenti di denaro sono online
-Annunci di offerta di lavoro dall'estero
-Il lavoro offerto non è descritto in modo chiaro, uso del vostro corrente a parte per trasferire soldi
-Essendo spesso truffatori stranieri, il messaggio conterrà errori grammaticali e/o di sintassi
-Indirizzo mail simile a quello di società famose con lievissime variazioni nella sintassi (non possono esistere due indirizzi mail uguali)

martedì 27 dicembre 2016

Perchè Vengono Cancellati Messaggi e Post Su Facebook? Il Codice Etico

I moderatori di Facebook, devono garantire che il social network creato da Mark Zuckerberg rimanga un luogo vivibile e che non allontani gli utenti. Più le persone pubblicano notizie, foto e informazioni che suscitano dibattito e aumentano i "like", più costa la pubblicità sul sito e maggiori sono i ricavi di Facebook. Perciò è compito dei moderatori scoraggiare comportamenti di cattivo gusto che fanno scappare gli utenti. Un post una volta segnalato viene preso in considerazione dai moderatori che decidono se cancellarlo o meno.


CODICE ETICO SEGRETO
A scoprire le regole sottostanti questa filosofia sono stati due giornalisti tedeschi della Süddeutsche Zeitung. Till Krause e Hannes Grassegger hanno avuto accesso ai documenti interni dei moderatori e li hanno pubblicati spiegando quali sono i criteri che decidono la cancellazione di certi post e non di altri. Facebook, invece, si era sempre rifiutato di rendere pubbliche le regole di cancellazione dei contenuti scorretti pubblicati sulla sua piattaforma.

"Facebook non è un posto per la diffusione di discorsi di odio, razzismo o appelli alla violenza. Valutiamo seriamente tutti i contenuti che ci vengono segnalati"

Ma un manager che vuole mantenere l'anonimato spiega le ragioni della "segretezza" che finora aveva coperto le regole di cancellazione: "È per evitare che una volta apprese i soliti furbi trovino il modo di aggirarle".


LE REGOLE DI CENSURA
I documenti trapelati contengono criteri basati sul buon senso e categorie di persone da proteggere.
Così si scopre che i moderatori sono particolarmente attenti al bullismo online e all'hate speech rivolto a categorie come giovanissimi e anziani, docenti, donne e disoccupati. I post che contengono ingiurie, toni sprezzanti, violenti e minacciosi verso categorie protette in base a razza, etnia, religione, provenienza nazionale, orientamento sessuale e identità di genere devono essere cancellati. In generale sono protetti i singoli utenti (ad esempio il cattolico o il buddista) ma non la religione nel suo complesso (che può essere criticata, anche aspramente). E lo stesso vale per i singoli Paesi: si può parlare male di Russia e Francia ma non di russi e francesi. Si può anche dire che "i migranti sono sporchi" ma non che "sono sporcizia".

Esempio di post cancellati:
- L'immagine di una donna che vomita in pubblico (commento: "Oh, Dio. Sei un adulto. È disgustoso". Il commento viene interpretato come bullismo, attraverso l'espressione di disgusto per funzioni corporee).
- Una foto commentata di una ragazza accanto alla foto di uno scimpanzé con l'espressione facciale simile (chiaro confronto di un essere umano con un animale).
- Un video, in cui un uomo viene torturato, è cancellato se c'è un commento simile "Mi piace vederlo soffrire".
Inoltre, naturalmente, immagini di organi sessuali di uomini e donne sono vietati.
E' inoltre vietato che le immagini di violenza siano "incitate".
Quello che si vede nelle immagini, invece non importa (video ed immagini violente non vengono cancellate perchè a loro dire aumenterebbero la consapevolezza nel non fare ciò che si vede nel video/immagine. Infatti Facebook 2 anni fa ha detto si ai video gore, splatter e violenti).

Fare inoltre una graduatoria delle persone in base all'aspetto fisico è considerato bullismo online e quindi non è permesso. Atteggiamenti "autolesionistici" come i tatuaggi e il piercing estremo possono essere pubblicati se non invitano gli altri a "farlo da sè". Come ogni servizio editoriale anche Facebook distingue le figure pubbliche dai semplici cittadini. Chi ha più di 100 mila followers, va in televisione, fa dichiarazioni pubbliche è una persona famosa e come tale può essere oggetto di irrisione e critiche anche pesanti. Persino se le celebrità vengono fotografate mentre espletano funzioni corporali il post che li riguarda va ignorato. Il singolo utente invece è protetto (o censurato, a seconda dei casi).

Come Sbloccare e Visualizzare I Video Protetti Su Youtube

In questo breve articolo vedremo un piccolo trucchetto per visualizzare facilmente su Youtube (senza installare nulla), video protetti ed accessibili solo facendo il login nel proprio account (per via di restrizione in dati paesi o per regole anagrafiche).

Un video su Youtube ha questo format: https://www.youtube.com/watch?v=jx69XkobpN8 (link casuale ed inventato).

Nel caso questo video fosse bloccato (cioè accessibile solo effettuando l'accesso con il proprio account o ristretto per qualche motivo), vi basterà sostituire " watch?v= " con:

1) v/

oppure

2) embed/

Quindi il vostro link diverrà:

https://www.youtube.com/v/jx69XkobpN8

oppure

https://www.youtube.com/embed/jx69XkobpN8