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venerdì 14 aprile 2017

Perchè Il Neonato Piange? Ce Lo Dice Cry Translator

Il dottor Antonio Portugal Ramìrez, spagnolo e primario della clinica Juaneda Menorca, grazie all'aiuto della Biloop Technologic è riuscito ad inventare un' app (Cry Translator) che interpreterebbe il pianto di un neonato.
Affamato, assonnato, seccato, arrabbiato o annoiato?
Messo l'Ipod a distanza di circa 30 centimetri dal bambino, va schiacciato il tasto "start".
L'app dirà a mamma e papà con un colore diverso per quale motivo il bambino piange.
Sostanzialmente viene analizzata la sua onda sonora.
Il programma utilizza una tecnologia rivoluzionaria che riesce a identificare velocemente se il pianto del bimbo sia basato su uno dei cinque stati psicologico-emozionali: la fame, la fatica, il fastidio, la tensione o la noia.
Queste cinque caratteristiche sono universali in tutti i bambini indipendentemente dalla cultura e dal linguaggio
Il margine d'errore, secondo gli sviluppatori, è del solo 4%.
Utile app o semplice trovata pubblicitaria?

Per iPhone: Cry Translator (Download)

mercoledì 12 aprile 2017

La Storia Dei Dispositivi Indossabili: Dagli Anni 50 ad Oggi

Il cortometraggio "Clothing Of The Future, Clothing In The Year 2000", già negli anni 30 aveva previsto la tecnologia degli abiti e dei device indossabili (Wearable Technology). Vediamo i primi esempi e prototipi di questa tecnologia sempre più presente nella vita di tutti i giorni. Lo Zhusuan fu il primo device indossabile, sostanzialmente si tratta di anello abaco, largo 1,2 centimetri e alto 0,07 e si può infilare al dito. Siamo nel 17 ° secolo, quando un designer pionieristico cinese, creò quest' "anello intelligente" con funzioni di calcolatore. Nonostante le dimensioni ridotte, funzionava come strumento di conteggio, permettendo agli operatori di eseguire calcoli rapidi. L'abaco cinese si pensa sia stato creato da un famoso matematico Cheng Dawei della dinastia Ming tra il 1368 e il 1644. L'anello ha nove aste con nove perline su ciascuna asta e grazie alle sue dimensioni, le sfere possono essere spostati solo con piccoli utensili quali spine o spilli.
In epoca recente (1957) risale la creazione dell' "Electric Dress", cioè un kimono di luci appartenente all'artista d’avanguardia Atsuko Tanaka morta a 78 anni nel 2005. In vita lavorò principalmente per arti figurative e quant'altro.
Edward O. Thorp e Claude Shannon nel 1961 avevano creato un piccolo computer “indossabile” (a forma di scarpa) da utilizzare alla roulette: il dispositivo, però, venne impiegato solo per breve tempo.
Shannon fu uno dei grandi geni matematici ed informatici di tutti i tempi (Teoria Dell'Informazione).
Thorp professore di matematica era affascinato dalle teorie matematiche legate al gioco d'azzardo ed è diventato famoso per aver pubblicato il libro "Beat The Dealer" in cui presnetò una strategia per vincere matematicamente al BlackJack. Era già affascinato dalla fisica della roulette e dalla possibilità teorica di prevedere il punto di caduta della pallina quando incontrò Shannon, che trovò l'iniziativa di Thorp interessante. Comprarono una roulette regolamentare ed iniziarono gli esperimenti con telecamere e sensori per analizzare curve e traiettorie per poi trasformarle in algoritmi da dare in pasto ai computer.

Thorp: "Perdevamo parecchio tempo a prepararci nella stanza d'albergo per indossare e calibrare l'apparecchiatura. Era una fatica terribile mettere tutto insieme. Un procedimento tanto semplice concettualmente quanto lungo e noioso in pratica"

I risultati furono ottimi, calcolarono che con il computer su una roulette leggermente inclinata avrebbero avuto un vantaggio medio del 44% nei confronti del banco.
Iniziarono a progettare e costruire l'attrezzatura per poter applicare il sistema sul campo a Las Vegas. Costruirono un computer da nascondere in un pacchetto di sigarette, azionato da un interruttore in una scarpa e in grado di trasmettere un segnale ad un apparecchio acustico . Il computer avrebbe calcolato la traiettoria ed inviato un segnale sotto forma di note musicali: "do.re.mi.fa.sol.la.si.do".
Ad ogni nota corrispondeva il settore di cinque numeri da giocare denominato  "octant" (ottina). (Avevano diviso la ruota in 8 gruppi da 5 con due settori che si sovrapponevano per un numero).
Nella primavera del 1962 partirono con le rispettive mogli alla volta di Las Vegas dove misero alla prova il loro computer con la roulette del casinò Riviera. L'esperimento si rivelò un flop, per problemi tecnici, primo fra tutti il sottilissimo filo che collegava l'auricolare che continuava a spezzarsi.
L'esperimento fu in seguito abbandonato, anche se avevano dimostrato che in determinate condizioni era quindi possibile battere il banco con l'aiuto di un computer, dando origine ad una nuova "scienza" nel campo della roulette, che ha avuto ed ha ancora molti seguaci. Seguirono la stessa idea due studenti: Farmer e Packard (chiamati Eudaemons). Un incidente di percorso causò lo scioglimento degli Eudaemons: la complice che giocava al tavolo verde ricevette una scarica elettrica dai solenoidi nascosti sotto il vestito, i quali, non essendo ben isolati, le procurarono una vistosa bruciatura sulla pelle. Farmer, che in quell’occasione svolgeva il ruolo di osservatore, si rese conto che qualcosa non andava. Allo scopo di salvaguardare la salute della collega, o magari con il timore di venire scoperto insieme a lei, si allontanò dal tavolo obbligando anche la complice alla ritirata. Il progetto venne abbandonato ma i due fondatori degli Eudaemons riuscirono comunque nel loro esperimento, gettando le basi per l’analisi predittiva, disciplina che si occupa dello studio di dati allo scopo di trarre previsioni per il futuro. Morton Heilig negli anni 50 creò il Sensorama. Inventò in seguito una macchina fotografica 3D e un proiettore in aggiunta al Sensorama, produsse anche 5 film per dimostrare le capacità del Sensorama. Si trattava a tutti gli effetti di un visore VR per la realtà aumentata (o quantomeno simile a quelli di oggi).
In seguito inventò il Telesphere che era in tutto e per tutto un auricolare video 3D, invece di connettersi a uno smartphone o un PC, utilizzava tubi TV. Si trattava di un display da indossare come un casco che generava diapositive, suoni e un "generatore di odore". Nel 1963 Hugo Gernsback anticipò il futuro: la TelEyeGlass, cioè una televisione indossabile Hugo è il padre della moderna fantascienza, si trasferisce a New York, morirà nel 1967. Nella metropoli americana ha fondato aziende e magazine, progettato oggetti bizzarri, scritto romanzi e racconti. Negli anni '50 cerca di avvicinare Isaac Asimov (un amico con il quale condivideva la passione per Marte) per fondare un nuovo magazine.
Nel 1958 cerca di pubblicare il suo terzo romanzo, ma non trova nessun editore disposto a spendere denaro per stamparlo. Così Hugo dopo aver frequentato i più grandi intellettuali dell'epoca, i più importanti scienziati e inventori si ritrova abbandonato. Anche se in un numero di Life nel 1963, quattro anni prima della sua morte, troviamo un lungo ritratto scritto da Paul O'Neil con illustrazioni e foto bellissime. Si intitola "Barnum Of The Space Age".
C'è il suo primo piano con il monocolo sull'occhio destro e anche l'immagine in cui indossa i TelEyeGlasses, un archetipo dei visori per la realtà virtuale e dei Google Glass che aveva pensato nel 1936, ma che era riuscito a sviluppare solo negli anni '60. La foto di Life mostra Hugo che indossa gli occhiali per la TV e al suo fianco spunta il volto di Nikola Tesla, che in realtà è la maschera di morte voluta da Gernsback per ricordare l'amico, con cui aveva avuto lunghe discussioni sulle onde radio (Tesla morì nel 1943 nella stanza del New Yorker Hotel nella quale viveva da dieci anni).
L'articolo di Life ricorda anche l'altissimo numero di nemici di Hugo. Tra questi c'è Brian W. Aldiss che nel 1973 definisce Ralph 124C 41+, il primo romanzo di Gernsback, come "uno dei peggiori disastri mai capitati alla fantascienza". Nel 1965, nel tentativo di forzare la retina umana per ricevere un'immagine 3D, piuttosto che la percezione data dall’occhio di due immagini sovrapposte, l'informatico Ivan Sutherland inventò la Spada di Damocle (Visore Di Sutherland).
Era una sorta di casco che proiettava immagini 3D, inoltre aveva una interfaccia visuale semi-trasparente per la visualizzazione grafica. Ma l'invenzione era così ingombrante che doveva essere fissata al soffitto con un braccio meccanico.
Sreve Mann inventava dispositivi e visori indossabili già negli anni 70 e 80. Il suo EyeTap si è evoluto da un dispositivo ingombrante come un casco, a una sottile protesi che si adatta elegantemente sul viso. Esso utilizza un divisore, consentendo di operare come una macchina fotografica, come un registratore, e un display che proietta immagini.
Nel 1989 è la volta dei Private Eye, cioè un visore portatile che ha anticipato di circa 5 lustri i
moderni Google Glass. Righe di LED e uno specchio mobile erano combinati per creare un'interfaccia in cui delle righe di testo sembravano sovrapposte alla realtà. Una batteria dentro una borsa a tracolla alimentava il Private Eye. L'invenzione è stata incorporata in diversi progetti, tra cui KARMA, e ha permesso che schemi tecnici e istruzioni apparissero sovrapposti su apparecchiature (per essere riparate).
Nel 1994, epoca nella quale la comunicazione wireless era praticamente inesistente, il già citato Steve Mann diede vita a una webcam indossabile e senza fili, capace di trasferire in streaming video (Webcasting) immagini dal dispositivo permettendo ai naviganti della rete di vedere ciò che la sua Webcam vedeva e registrava. Negli stessi anni vedono la luce, soluzioni visionarie come quelle sperimentate nel film The Terminator, usate per mostrare su display la percezione della realtà da parte di un cyborg (anticipazione dei Google Glass), o i primi apparecchi auricolari per audiolesi, di scarso successo al tempo (1985) per le loro dimensioni e batterie dalla durata troppo limitata.
Nello stesso anno Mike Lamming e Mike Flynn della Xerox EuroPARC, presentarono Forget – Me – Not, un sistema indossabile per la registrazione delle interazioni tra persone e dispositivi e la loro memorizzazione in un’apposita banca dati per future interrogazioni.
Il dispositivo era in grado di interagire, attraverso idonei trasmettitori wireless, con i dispositivi presenti in una area definita in modo da registrare chi era presente e le loro attività, quali erano gli oggetti disponibili (ad esempio telefoni) e usati.
Sempre nel 1994 Edgar Matias e Mike Riucci dell’Università di Toronto crearono il primo computer da polso, a partire da un sistema palmtop modificato HP 95LX,  dotato di tastiera, display indossabili, che fornì un approccio alternativo alle soluzioni HUD indossabili. Il sistema era composto da un display e da una tastiera allacciati ai due avambracci. Unendo le due braccia era possibile scrivere e guardare al tempo stesso il display. Nel 1994 DARPA finanziò il progetto Smart Modules Program finalizzato alla produzione di computer, sistemi radio di navigazione trasportabili, indossabili e dotati di interfacce studiate per un utilizzo sia commerciale che militare. Nella seconda metà degli anni 90 nasce Xybernaut Corporation (1996) e i suoi prodotti indossabili pensati per soddisfare i bisogni di militari, tecnici e esperti di manutenzione e customer service. Ad esempio la ViA Inc. produsse un computer flessibile che poteva essere indossato come una semplice cintura e che era capace di connettersi con il mondo esterno. Vitatron portò sul mercato la sua C-Series, dispositivi digitali e utilizzabili come pacemaker ma anche capaci di raccogliere informazioni cliniche sul paziente utilizzatore i pochi secondi. Nel 1998 Steve Mann creò il suo primo prototipo di computer da polso usando una piattaforma GNU Linux. Il dispositivo comprendeva una applicazione di video-conferenza (capacità di streaming a 7fps con una risoluzione da 640x480 e colori a 24-bit) e fu mostrato in una conferenza ISSCC dell’anno 2000. Il passaggio da un utilizzo del computer da polso come semplice orologio o come strumento di video-conferenza era gestito da una funzionalità denominata SECRET che permetteva di passare da una funzione all’altra in base alle necessità. Eyeborg nel 2003 fu più una necessità che altro. A Neil Harbisson venne diagnosticato una acromatopsia quando era bambino, ovvero vede il mondo in bianco e nero. Con la collaborazione dell'esperto di cibernetica Adam Montandon, ha sviluppato la sua prima “Eyeborg” nel 2003, quando era uno studente presso la Dartington College Of Arts in Inghilterra.
Il dispositivo è ora permanentemente incorporato nel cranio di Harbisson e gli permette di "vedere" ("sentire") i colori. Uno schermo sospeso davanti agli occhi rileva le onde luminose e poi le converte in frequenze sonore. Tuttavia, le frequenze risultanti sono alterate a volte, e Harbisson vive tale esperienza traducendola in opere d'arte di suoni e colori.
Cute Circuit di Ryan Genz e Francesca Rosella sono vestiti "tecnologici" (Cute Circuit, viene da Circuit Bending). Sostanzialmente si tratta di abiti interattivi. Infatti tramite un’applicazione per iPhone è possibile “comandare” le luci a led inserite nella trama del tessuto, decidendone i colori, le fantasie e la frequenza dei led. La vera innovazione apportata da Francesca e Ryan tuttavia non è aver reso gli abiti luminosi, bensì quello di essere riusciti a coniugare perfettamente la moda con le nuove tecnologie, facendo così nascere nel 2004 la "Weareable Technology". Si può ad esempio citare la Iminiskirt, una minigonna che prende ispirazione dal vestito realizzato per Nicole Scherzinger, entrambi infatti possono essere collegati con un account Twitter dal quale è possibile scrivere un tweet da visualizzare sulla gonna. O la Hugshirt, una serie di camicie interamente ricoperte di sensori che permettono di “inviare” abbracci virtuali a distanza ad un’altra persona che indossa la stessa camicia, ricreando la stessa sensazione di un abbraccio vero.
Nel 2007 lo stilista Hussein Chalayan presenta nella sua collezione primavera/estate gli Animatronic
Dress, strepitosi abiti trasformabili che si adattano all’umore di chi li indossa. Il tutto tramite Lilypad Arduino.

martedì 11 aprile 2017

Cos'è Windows 10 Cloud e a Cosa Serve?

Negli ultimi tempi sono comparse online le prime versioni ISO di Windows 10 Cloud, nuova piattaforma basata su Windows 10 (per hardware poco potenti) che Microsoft presenterà ufficialmente al pubblico prossimamente.
Il sistema si comporta esattamente come Windows 10, almeno se ci si limita a eseguire app UWP prelevate dall'apposito Store di contenuti digitali controllato da Redmond.
Provare a lanciare un vero software per computer (x86) porta alla visualizzazione di un messaggio di errore, e questa sarebbe la dimostrazione del fatto che Windows 10 Cloud potrebbe non essere altro che incarnazione di Windows RT (basato su Windows 8).
Il progetto Windows RT sembrava oramai non avere più un futuro, mentre con Windows 10 Cloud il concetto di sistema basato sulle app in versione Microsoft riprenderebbe slancio per lanciare ancora una volta la sfida ai Chromebook (PC a prezzi accessibili e di buona qualità).
Tornando a Cloud si tratta di una versione leggera del sistema operativo pensata per eseguire soltanto app UWP, come detto.
La finestra di errore fa infatti notare che “la versione è studiata per proteggere l’utente e il dispositivo eseguendo solo app dal Windows Store”, affermazione che lascia quindi potenzialmente la porta aperta per i programmi Win32 pubblicati su di esso grazie allo strumento Microsoft Desktop App Converter.
Tra le probabili novità: PowerShell (predefinito al posto del CMD),

Per maggiori info, download ed installazione:  Windows Cloud Download (WindowsBlogItalia)

Guadagnare Su YouTube? Servono Almeno 10.000 Visualizzazioni

A livello di monetizzazione, YouTube ha introdotto diverse novità per i propri partner: i creatori di video non saranno più in grado di chiedere l'affiliazione finché non raggiungeranno almeno le 10.000 visualizzazioni complessive sul loro canale.
YouTube ritiene che tramite questa soglia sarà raccogliere, grazie a Google, informazioni sufficienti su un canale per sapere se i contenuti sono propri (originali) e soprattutto legali.
Come si evince, raggiunta questa soglia e se accettati da YouTube, cominceranno a comparire gli annunci.

Ariel Bardin, VP del Product Management di YouTube: "In poche settimane, aggiungeremo anche un processo di revisione per i nuovi creatori che chiedono di entrare a far parte del Programma Partner di YouTube. Quando un utente raggiunge 10 mila visualizzazioni complessive sul suo canale, esamineremo la sua attività rispetto alle nostre politiche"

Oltre a garantire la correttezza dei contenuti questo provvedimento offrirà anche maggior sicurezza a tutte le aziende che investono decine di migliaia di euro per pubblicizzare i loro prodotti sui video di YouTube, escludendo così canali che potrebbero arrecare un danno di immagine.
Il problema è nato in questi giorni, quando alcune famose testate (Times e il Wall Street Journal) hanno fatto notare come le pubblicità di alcune delle aziende più famose campeggino anche all’inizio di video dai contenuti “volgari e pericolosi”.
Ovvero produzioni dai toni eccessivamente volgari o addirittura razzisti.
Contenuti che, secondo i due giornali, finirebbero per affossare l’immagine dei rispettivi sponsor.
Molte grosse aziende, come Pepsi e Starbucks hanno già concordato: essere avvicinati ad alcune di queste figure è pericoloso e, per questo motivo, hanno deciso di abbandonare YouTube.
Ora, chiunque militava sotto una di queste aziende si è ritrovato a non poter più monetizzare sui propri contenuti.
Anche Pewdiepie (lo Youtuber con più iscritti al mondo), sta vivendo momenti particolarmente difficili.
Prima accusato di razzismo e costretto a chiudere lo show stanziato da YouTube, ora si ritrova senza la sua primaria fonte di guadagno. Come lui, così tanti altri.

Lo stesso youtube svedese ha poi dichiarato: "Quanti video ci sono su Youtube? 9 miliardi? E le aziende hanno paura di soli 4 o 5 video?. Concordo, è un problema grave, ma davvero tutti gli Youtuber devono essere penalizzati da cinque razzisti?”

Alla fine, Pewdiepie ha confermato di aver già iniziato i preparativi per spostarsi su Twitch, dove inaugurerà una nuova serie settimanale.

L'Hacker Andrew Garrett e Back Orifice (1998-2001)

A fine anni 90, la storia dell'Hacker Andrew Garrett è emblematica su quanto ai tempi (ma anche oggi) fosse facile infettare computer e rubare password.
Un apparentemente innocente gioco per computer chiamato "Potato" fu al centro di un caso di Hacking internazionale che alla fine (2001) finì in tribunale, dopo quasi tre anni di procedimenti giuridici vari.
Garrett fu accusato di aver violato diversi account avendo rubato password dal provider Telecom Xtra, ottenendo l'accesso gratuito a internet.
L'uomo venne accusato di frode, falso, danni informatici intenzionali e per aver defacciato 4.500 pagine personali di clienti del provider.
Garrett utilizzò come vettore dell'attacco la storica Backdoor, mascherata in un semplice gioco per computer inviato come allegato e-mail.
Il gioco, oltre che per invogliare l'utente ad eseguirlo, serviva appunto per mascherare il cavallo di Troia "Back Orifice", che infettava i computer dei clienti Telecom Xtra appena aperto l'allegato diffuso tramite mail.

Peter Griffin: "Chi ha aperto l'allegato per eseguire il gioco, si trovò installato sul PC il Trojan Horse Back Orifice"

Il Trojan consentiva non solo di rubare le password ma anche di mandare in crash i degli utenti.
I giurati si presentarono con prove schiaccianti, ottenute quando la polizia sequestrò il computer di Garrett nel marzo 1999 (mandato di perquisizione) e comprendenti una serie di Trojan usati appunto per compromettere i computer degli ignari utenti.
Garrett sempre da remoto inoltrò anche messaggi ai titolari dei conti, minacciandoli di danni materiali.

"Io ti consiglio di trovarti un altro ISP. Altrimenti sarò costretto a formattarti il computer e non credere che non possa"

Tuttavia nel giugno 2001, i processi inerenti Garrett subirono una battuta d'arresto quando due giudici di pace rilevarono che molti clienti colpiti erano azionisti Telecom.
Alla radice delle azioni di Garrett, secondo i giudici, ci fu la la sua insoddisfazione per la decisione di Telecom di tagliare le sue linee telefoniche nel 1997 (per via di pagamento ritardati e di una situazione finanziaria instabile), chiudendo di fatto la sua attività di lavoro su internet chiamata "The Hive".
Insomma Garrett già dal novembre 1998, rubando password e mandando messaggi da remoto stava cercando di far capire agli azionisti e ai clienti che utilizzavano Telecom Xtra che il servizio fosse insicuro.
L'avvocato difensore Michael Levett sottolineò anche che il file Back Orifice che si trovava sul computer di Garrett era compresso, e non vi era alcuna prova che era stato "decompresso", una azione necessaria affinchè il software fosse usato maliziosamente.
Ad ogni modo, qualche mese dopo, Garrett verrà dichiarato colpevole di quattro capi di accusa per riproduzione di software con l'intento di frodare più minacce di danni materiali.
Le accuse di frode si riferivano appunto all'ottenimento di password tramite il Trojan.
6 mesi più 200 ore di servizi sociali.
La cosa interessante è che ai tempi, in Nuova Zelanda, non era stata emanata alcuna legge contro reati informatici (le password rubate non erano viste come un qualcosa di "materiale").

sabato 8 aprile 2017

Il Rapporto Meter Contro La Pedofilia (Deep Web)

Il rapporto semestrale Meter Onlus (contro la pedofilia) ha messo in evidenza che negli ultimi 6 mesi i pedofili hanno lasciato i social network (circa 3000 segnalazioni in meno rispetto all'anno passato), scegliendo forme più sofisticate per scatenare le loro perversioni: il Deep Web.
Le foto sarebbero 1.946.898, in netto aumento rispetto al 1.180.909 di un anno e mezzo fa.
I video rilevati erano 76.200 nel 2015, ora sono 203.047 (3 volte di più).
La condivisione avviene tramite servizi come Dropfile che consente lo scambio temporaneo di file rendendo il materiale disponibile per un tempo limitato (al massimo 24 ore).
Poi si cancella, senza lasciare tracce.
Molto utilizzato anche iCloud: le segnalazioni totali sono 314 contro le 80 del Report 2015.
Nel novembre del 2016, Meter segnala un indirizzo .onion di pedopornografia contenente 82.046 video pedopornografici (quasi 500mila download).
A marzo 2017 sullo stesso portale sono presenti 109.535 video: in 4 mesi sono stati caricati 27.489 video e 685.590 utenti li hanno scaricati.
I protagonisti sono bambini tra 0 e 3 anni, sino ad un massimo di 13.


NAZIONI PEDOFILE
Tonga (4.156 segnalazioni), seguita da Russia (635) e Nuova Zelanda (312) sono le nazioni che hanno subito le maggiori segnalazioni.
In questa triste classifica anche la Slovacchia.
L’Italia si ferma a quota 15.
Per le Americhe: Colombia, Groenlandia, Canada (22, 16, 4).
Asia: India, Iran, Giappone (56, 16, 5).
Africa: Libia, Gabon, Mauritius (167, 43, 32).
Oceania: Tonga, Nuova Zelanda, Palau (4.156, 312, 62).
Facendo un podio dei continenti, la testa è dell’Oceania (4.613), seguita da Europa (868) e Africa (259).
Senza voler demonizzare nessuno (perchè tutto il mondo è paese), questi dati riguardanti Oceania e in particolare Tonga (senza scordarci di Australia e Nuova Zelanda), malgrado le ridotte dimensioni rispetto ad altri continenti, non devono sorprendere.
Ad esempio in Australia si parla infatti di 4500 accuse di pedofilia in 35 anni, accuse inerenti solo preti (più precisamente 1880 sacerdoti implicati, circa il 7%).
Inoltre non va dimenticato che il terribile Peter Scully è australiano, idem Matthew Graham e Grant McCoole.
Tutte persone arrestate ed implicate in casi di CP sul Deep Web.
Tutte persone con collegamenti con l'Oceania.

giovedì 6 aprile 2017

Come Scaricare Da Server FTP (Download ed Upload)

Oggi vedremo come scaricare file da internet tramite un client FTP.
Parleremo nel particolare di X-FileZilla forse il più noto programma per la gestione di connessioni FTP, anche se come vedremo, sono tanti i software di questo tipo.
X-FileZilla permette di caricare e scaricare file facilmente tramite i protocolli FTP, FTP, FTPS ed SFTP in maniera facile e veloce tramite un'interfaccia a schede.
Scaricato il programma (X-FileZilla Download) non vi resta che scompattarlo in una cartella qualsiasi ed avviare l’installazione.
Come prima cosa, ci serviranno gli indirizzi FTP dei file residenti su internet, per reperirli ci dobbiamo affidare a motori di ricerca.


GESTORE SITI (RUBRICA)
A questo punto, trovati i link dei file da scaricare bisogna ritornare al programma scaricato precedentemente ed iniziare ad aggiungere i file da scaricare.
Apriamo il programma, clicchiamo su “File” e “Gestore Siti” , quindi nella colonna di sinistra selezioniamo “I Miei Siti” e successivamente su “Nuovo Sito”.
Assegniamo un nome al sito che stiamo aggiungendo, in "Host" inseriamo il nome del server quindi il link copiato precedentemente dal motore di ricerca (che sarà tipo ftp://ftp.sito.com oppure un indirizzo IP) e nella scheda “Avanzate” clicchiamo su sfoglia in modo da specificare il percorso dove il file da scaricare verrà memorizzato, a questo punto non ci rimane altro che cliccare sul tasto “connetti”.


AUTENTICAZIONE TRAMITE USER E PASS
Alcuni server richiedono l’autenticazione tramite user e password, se il file che vuoi scaricare è protetto, basta ritornare sul motore di ricerca e dovreste trovare user e pass per accedere al server.
Salviamoli e ritorniamo a X-FileZilla, nella finestra creata in precedenza troviamo un menù a tendina, selezioniamo “Normale” e inseriamo i dati copiati (la porta, di solito, è la 21. Non va inserita, a meno che non sia appunto diversa dalla 21).

Dunque avremo:
Host: l'indirizzo del server
Protocollo: deve essere impostato a FTP - Protocollo trasferimento file
Criptazione: scegliere "Usa se disponibile FTP esplicito su TLS"
Tipo di accesso: la voce da scegliere è "Normale"
Utente: digitare lo username
Password: immettere la password associata


CONNESSIONE RAPIDA
Senza utilizzare "Gestore Siti", si può inserire User e Pass e poi schiacciare su "Connessione Rapida" (ma consiglio di usare la funzione "rubrica" citata in precedenza perchè per i futuri accessi è molto più comodo in quanto come detto creerete una sorta di "Preferiti", senza dover ogni volta inserire il link e le credenziali di accesso per quel server FTP).


DOWNLOAD ED UPLOAD
Per far partire il download di un file presente sul server FTP a cui ti sei collegato, basta navigare fra le cartelle del server e selezionare tramite doppio click il file che intendi scaricare.
Invece per caricare un file sul server FTP a cui ti sei collegato, basta utilizzare il riquadro collocato in basso a sinistra nella finestra principale di X-FileZilla e fare doppio click sul documento da spedire al server.


ALTRI SOFTWARE
Cyberduck è altrettanto gratuito ed open source e disponibile per Windows e Mac OS X.
E' possibile caricare e scaricare file di ogni genere da server FTP, SFTP, WebDAV, Windows Azure ed altri sistemi.
Da citare anche FireFTP, dato che si tratta di una popolare estensione gratuita che permette di trasformare Mozilla Firefox in un client FTP ricco di funzioni avanzate.
L’estensione si può richiamare in qualsiasi momento tramite un pulsante presente nella toolbar del browser e supporta i protocolli SSL/TLS/SFTP.
Winscp è un programma avanzato per la gestione di file su server FTP.
Permette di caricare/scaricare file da FTP/SFTP e SCP ma anche di rinominare file e cartelle, modificare le proprietà dei file, creare collegamenti e nuove cartelle sui server remoti.

martedì 4 aprile 2017

Caricare Files In Modo Temporaneo ed Anonimo: Dropfile

Dropfile è un servizio per la condivisione temporanea ed anonima di file.
E' l'ideale per la condivisione di video, foto, musica a "scadenza".
Nel senso che i files, scompaiono, dopo 24 ore.
Viene data una chiave di accesso per ogni file caricato.
È possibile accedere alla gestione dei files con l'aggiunta di un carattere "+" al link del download (se il link per il download è https://dropfile.to/rKDfy, la gestione del file sarà raggiungibile al: https://dropfile.to/rKDfy+).
È possibile caricare fino a 5 file alla volta.
La dimensione massima del file supportato è 1 GB.
I files possono essere scaricati simultaneamente da un numero illimitato di persone con velocità illimitata.
L'anonimato è garantito dal fatto che i gestori di Dropfile non conservano nessun log nè cookie, nè servizi di tracking (Google Analytics), nè pulsanti di social media che potrebbero permettere il tracciamento (Facebook, Twitter).
Inoltre non ci sono annunci che potrebbero tenere traccia di voi nè banner pubblicitari.
Non c'è comunque un servizio di crittografia (bisognerebbe crittografare il file per conto proprio e poi caricarlo).
Il sito lo trovate qui: Dropfile

domenica 2 aprile 2017

Arresti A Bari e In Emilia Romagna Per Riciclaggio e Frodi (Deep Web)

Sgominato un complesso sistema di bagarinaggio online messo in piedi da sette persone denunciate dai Carabinieri di Carpi nelle settimane scorse.
Il gruppo, cui è contestata l'associazione a delinquere, avrebbe pagato centinaia di euro (150/200 euro) a pensionati in crisi economica affinché aprissero conti Postepay dove, poi, i truffatori facevano confluire il ricavato di biglietti per i concerti, venduti nel Deep Web.
Le indagini sono partite quando un 30enne di Carpi ha presentato la terza denuncia per smarrimento di una sim telefonica nel giro di poco tempo.
Comportamento sospetto, attuato spesso da chi non vuole essere controllato.
Tutto ciò per cambiare numero telefonico ogni volta.
I Carabinieri hanno monitorato la situazione per 7 lunghi mesi, scoprendo un flusso di denaro per quasi 20mila euro, ma si suppone che le cifre finite sui conti intestati ad anziani siano state, nel tempo, ben più alte.
I 7 provenivano dalla provincia di Reggio Emilia (3), Carpi (1), Modena (1) e dalla città di Bari (2).
Gli indagati mettevano in scena vere e proprie truffe, con annunci trappole a fronte dei quali non avveniva mai la consegna dei biglietti per gli eventi.
I biglietti sono stati venduti in Spagna, Portogallo, Germania ed Andorra.
Le indagini sono state coordinate dalla Procura distrettuale di Bologna.
Le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata alla frode informatica e al riciclaggio.

sabato 1 aprile 2017

Differenze Tra Hacker, Cracker, Phreaker, Script Kiddie, Industrial Spy e Lamer

L' essere Hacker è più una cultura, un modo di pensare e di vivere. In poche parole niente di lontanamente paragonabile al significato negativo che viene dato normalmente a questo termine. In inglese "To Hack" significa fare a pezzi, anche se il noto e storico Jargon File dà diversi significati:

"Persona che si diletta ad esplorare nel dettaglio i sistemi programmabili e ad estenderne le loro capacita"
"Chi programma con entusiasmo (anche ossessivamente) piuttosto che teorizzare semplicemente sulla programmazione"

Dunque, un significato condannabile è proprio quello di colui che cerca di ottenere delle informazioni scardinando password, reti e sistemi. In realtà si tratta di White Hat (se vogliamo "Hacker Buoni").


CRACKER
Più precisamente per gli individui che hanno conoscenze e che fanno danni, si usa il termine "Cracker".
Un Cracker è una persona che agisce in modo criminale penetrando nei sistemi informatici e rubando password. Questa categoria può essere spinta da varie motivazioni, una di queste è il guadagno economico (tipicamente coinvolti in operazioni di spionaggio industriale o in frodi). Si tratta di Black Hat.


PHREAKER
Un "Phreaker" (Phreaking) è un Cracker che scardina i sistemi telefonici, per esempio per fare delle telefonate senza pagare (in realtà parliamo della telefonia di 40 anni fa ed estendibile sino agli anni 90. Oggi le cose sono un po' cambiate). A volte alle spalle delle compagnie telefoniche, altre volte d'ignari utenti. Anche qui si tratta di Black Hat.
Si ricordino: Joe Engressia (Joybubbles), John Draper, Kevin Poulsen.


SCRIPT KIDDIE
Gli "Script Kiddie" esplorano Internet alla ricerca di siti o sistemi vulnerabili (portscan) , quando trovano qualcosa la sfruttano. Molti degli strumenti usati sono automatici e richiedono solo qualche configurazione. Gli script sono spesso automatici e per entrare nei sistemi ed infettarli su utilizzano Backdoor e Rootkit. In questa categoria si ricordino i vari Mafiaboy (e i suoi attacchi DDoS) e Pastore (ricordato per aver sfruttato i bug del sistema operativo Windows causando diversi anni fa molti danni. Danni che hanno portato all'espansione dei service pack e di ulteriori misure di sicurezza).


INDUSTRIAL SPY
Qui si parla di spionaggio industriale, queste persone svolgono determinate mansioni per soldi. Altamente capaci, con moltissima esperienza. In questa categoria rientrano molti "Insider", vale a dire le persone che accedono illegalmente a informazioni sensibili, all'interno della loro stessa azienda, per un utile personale.


WANNABE
Chi si autodefinisce Hacker viene considerato un "Wannabee", ossia un falso Hacker, una persona che vorrebbe essere tale ma non lo è. Non lo è per conoscenze e per etica.


LAMER
Invece un "Lamer" è una persona che pur non essendo affatto esperta in un dato settore, riesce a raggiungere degli obiettivi sfruttando il lavoro fatto dagli altri, quindi scaricando ed utilizzando programmi pericolosi. Sono (anzi erano) detti volgarmente Hackers falliti. Il nome deriva da un Worm che girava sull'Amiga e che corrompeva i vari cluster dei floppy che in seguito all'infezione presentavano la scritta Lamer! Era inoltre usato nelle chatroom come insulto (per coloro che dossavano gli utenti o che facevano i Takeover dei canali e delle stanze, soprattutto su IRC).
Tuttavia l'utilizzo del termine può essere usato anche in ambiente di giochi online, per indicare una persona che disturba la propria squadra di proposito, anche nei luoghi di ritrovo (come i forum), per sottolineare la mancanza di conoscenze e presunzione di un utente.