La tecnologia sta portando sicuramente molti benefici ma ciò non toglie che l'informatizzazione potrebbe togliere nell'immediato futuro tanti posti di lavoro.
A breve anche il personale dei call center verranno sostituiti da bot, idem assicurazioni e dichiarazioni di redditi verranno fatte esclusivamente online.
Già da tempo sono attivi servizi quali Uber, autobus (Amburgo e Berlino) ed autocarri (USA) a guida autonoma.
SERVIZI AUTOMATICI
Ad esempio la catena di fast-food di McDonald's offre già terminali touch per fare le ordinazioni.
Inoltre a breve i clienti potranno fare prenotazioni tramite app per poi ritirarle al bancone.
Nei market Edeka (attivi in Germania) i prodotti vengono scansionati e pagati con carta di credito senza passare dalla cassa.
A Seattle è attivo invece Amazon Go un supermarket che lavora quasi senza personale: videocamere e sensori rilevano e monitorano il cliente che compra i prodotti.
Poi, gli stessi, vengono addebitati sul proprio conto Amazon.
CONSEGNE
I droni di Amazon già consegnano pacchi da anni negli USA.
Anche il servizio Hermes utilizza piccoli robot per la consegna pacchi, inoltre sono in fase di sperimentazione furgoni a guida autonoma in grado di fermarsi davanti alla casa del cliente (che tramite un codice potrà aprire lo scompartimento del furgone prelevando il pacco ordinato).
INDUSTRIA
I responsabili del funzionamento delle macchine industriali verrà sostituito da una computer.
Questi saranno in grado di monitorare l'intero processo produttivo e di dialogare con i robot impiegati nella realizzazione del prodotto.
Robot che verranno impiegati anche nei settori edili e per erigere muri.
MEDICINA
Negli ospedali vengono già utilizzati robot che con il passare del tempo saranno in grado di compiere interventi sempre più complicati.
Il supercomputer Watson dell'IBM è in grado di analizzare con precisione le radiografie e i risultati di una risonanza magnetica o di una TAC potendo diagnosticare anche le malattie in modo abbastanza affidabile.
Le stampanti 3D potranno anche "stampare" protesi dentarie e quant'altro.
mercoledì 29 agosto 2018
domenica 26 agosto 2018
Cosa Sono Le Dash Cam e Come Funzionano
Molto simili alle "action cam", le "dash cam" (o taxicam se montate sui taxi) vengono montate sul parabrezza di un autoveicolo e possono rivelarsi molto utili in caso d'incidenti, per girare film(!) o semplicemente per riprendere il paesaggio.
Il nome deriva da "dashboard camera", cioè telecamera da cruscotto.
Montate sul parabrezza attraverso appositi supporti, le dash cam servono a riprendere la strada o l'abitacolo.
Se utilizzate per riprendere l’abitacolo, si rivelano per esempio utilissime per i taxisti, che possono filmare così eventuali aggressioni o rapine e denunciare i malviventi, ma sono usate anche dalla Polizia americana.
Le dash cam hanno un prezzo mediamente più basso delle action cam: si va dai 40-45€ ad un massimo di circa 250, ma la maggior parte arriva sui 100-150€.
Non necessitano di impermeabilizzazione o di materiali particolarmente robusti, visto l'utilizzo nell'abitacolo.
Sono dotate anche di sensori di movimento e sensori G che si attivano in caso di urto o forte decelerazione (per esempio una frenata improvvisa), salvando alcuni secondi di filmato prima e dopo l’evento. Se dotate di GPS, possono "localizzare" l'automobile su cui sono installate e rendere così tracciabile la posizione e la velocità del mezzo.
In alcuni modelli è inoltre presente la funzione Time-Lapse, cioè la possibilità di scattare una serie di istantanee a breve distanza per poi "montarle" in un video, risparmiando spazio di registrazione.
Alcune sono alimentate dalla presa accendisigari a 12V, altre hanno batteria ricaricabile al litio.
Presente ovviamente anche lo slot per scheda micro SD, si cui vengono memorizzati i filmati (conviene prendere cam di almeno 16 GB).
Può esserci in alcuni modelli l'interfaccia Wi-Fi che consente di interagire con smartphone o tablet attraverso una app e consentire così il Live View, il salvataggio dei file e l'invio via email.
Per saperne di più: Dash Cam su Amazon
Il nome deriva da "dashboard camera", cioè telecamera da cruscotto.
Montate sul parabrezza attraverso appositi supporti, le dash cam servono a riprendere la strada o l'abitacolo.
Se utilizzate per riprendere l’abitacolo, si rivelano per esempio utilissime per i taxisti, che possono filmare così eventuali aggressioni o rapine e denunciare i malviventi, ma sono usate anche dalla Polizia americana.
Le dash cam hanno un prezzo mediamente più basso delle action cam: si va dai 40-45€ ad un massimo di circa 250, ma la maggior parte arriva sui 100-150€.
Non necessitano di impermeabilizzazione o di materiali particolarmente robusti, visto l'utilizzo nell'abitacolo.
Sono dotate anche di sensori di movimento e sensori G che si attivano in caso di urto o forte decelerazione (per esempio una frenata improvvisa), salvando alcuni secondi di filmato prima e dopo l’evento. Se dotate di GPS, possono "localizzare" l'automobile su cui sono installate e rendere così tracciabile la posizione e la velocità del mezzo.
In alcuni modelli è inoltre presente la funzione Time-Lapse, cioè la possibilità di scattare una serie di istantanee a breve distanza per poi "montarle" in un video, risparmiando spazio di registrazione.
Alcune sono alimentate dalla presa accendisigari a 12V, altre hanno batteria ricaricabile al litio.
Presente ovviamente anche lo slot per scheda micro SD, si cui vengono memorizzati i filmati (conviene prendere cam di almeno 16 GB).
Può esserci in alcuni modelli l'interfaccia Wi-Fi che consente di interagire con smartphone o tablet attraverso una app e consentire così il Live View, il salvataggio dei file e l'invio via email.
Per saperne di più: Dash Cam su Amazon
sabato 25 agosto 2018
Quali Problemi Accaddero Durante Il Millennium Bug? (Y2K)
Nel 1999 non si fece altro che parlare del tanto temuto Millennium Bug che sarebbe accorso allo scoccare della mezzanotte, con l'entrata quindi del nuovo millennio.
TG, film, serie TV, giornali, riviste e qualsiasi mezzo di comunicazione dedicava sempre uno spazio più o meno ampio a questo evento.
L’allarmismo era davvero ai massimi livelli.
Principalmente questo errore risiedeva nel fatto che, per rappresentare le date, diversi software utilizzavano solo due cifre decimali per memorizzare l'anno; tali cifre potevano assumere i valori compresi da "00" a "99", dando per sottinteso, come base di partenza, l'anno 1900.
Quindi al raggiungimento dell'anno 2000, i sistemi avrebbero segnato l'1 gennaio 1900.
Il problema di fondo dell’utilizzo di un numero ridotto di cifre (2 al posto di 4), rappresentava la necessità di utilizzare il numero minore di byte di memoria possibile (del resto la capacità di memoria dei sistemi operativi era molto ridotta, se rapportata a quello di oggi. E non solo perchè poi i software si sono evoluti).
In realtà alcuni problemi comparvero già 12 anni prima ovvero nel 1988, quando un lotto di carne in scatola era stato rifiutato da un supermercato perché sembrava essere scaduto da più di 80 anni.
Quattro anni dopo (nel 1992), Mary Bandar di Winona, nel Minnesota, fu invitata a frequentare una scuola materna perché, secondo il computer, aveva 4 anni.
In realtà ne aveva 104 anni quindi declinò l'invito.
Dal 1951, quando Joe Lyons introdusse i primi computer aziendali, le date come detto erano state abbreviate per risparmiare spazio ed accelerare l'elaborazione: il secolo venne omesso, quindi il gennaio 1900 era 01/00 e il dicembre 1999 era il 12/99, così come è ancora oggi sul fronte di ogni carta di credito.
In realtà quella carne in scatola aveva una data di scadenza del gennaio 2000 e Mary Bandar nacque nel luglio 1888; queste date, 01/00 e 07/88, assomigliavano al gennaio 1900 e al luglio 1988, rendendo la carne scaduta da 88 anni (del resto il fatto successe nel 1988) e la 104enne Maria ringiovanita al punta da esser invitata per frequentare l'asilo nel 1992.
QUALI PROBLEMI PROVOCO' IL MILLENNIUM BUG?
Il costo totale dell'aggiustamento software e sistemi operativi svolti in previsione dell'Y2K è stato stimato di oltre 300 miliardi di dollari (oggi circa 426 miliardi di dollari oggi, presa in considerazione l'inflazione).
IDC ha calcolato che gli Stati Uniti spesero circa 134 miliardi di dollari (190 miliardi di dollari oggi).
-ci furono problemi nello United States Naval Observatory che gestisce il master clock (ora ufficiale del paese), diede la data sul suo sito Web come 1 gen 1900
-problemi in un centinaio di slot machine nel Delaware, USA
-sempre negli Stati Uniti, il sistema di elaborazione dei messaggi della Guardia costiera venne interrotto
-alla base offshore delle forze aeree a sud di Omaha, nel Nebraska, non fu possibile accedere alle registrazioni delle parti di manutenzione degli aeromobili
-ci furono interruzioni di corrente alle Hawaii
-all'aeroporto nazionale di Reagan, le linee di attesa del check-in si sono allungate dopo che i programmi di smistamento bagagli sono stati colpiti
-in Giappone alcuni sistemi di raccolta di informazioni di volo ebbero diversi problemi
-a Ishikawa, in Giappone, le apparecchiature per il monitoraggio delle radiazioni smisero di funzionare a mezzanotte; tuttavia, i funzionari dichiararono che non c'era nessun rischio per gli abitanti
-la centrale nucleare di Onagawa ebbe qualche problema di raffreddamento, non a caso suonò l'allarme 2 minuti dopo mezzanotte
-ad Osaka, Giappone, una compagnia di telecomunicazioni, ha riscontrato errori nella parte di gestione delle date della rete aziendale. Il problema venne risolto alle 02:43
-NTT DoCoMo , il più grande operatore di telefonia mobile del Giappone, riferì che il 1° gennaio 2000 alcuni modelli di telefoni cellulari stavano cancellando nuovi messaggi ricevuti, anziché i vecchi messaggi, a mano a mano che la memoria si riempiva
-sempre in Giappone, circa il 5% degli erogatori di contanti dell'ufficio postale non funzionò e si ebbero problemi anche negli uffici meteorologici
-a Sheffield, Regno Unito, ci furono valutazioni errate del rischio per la sindrome di Down inviate a 154 donne gravide e sono stati effettuati due aborti come risultato diretto del bug Y2K (errore di calcolo dell'età della madre). Quattro bambini affetti da sindrome di Down sono nati da madri a cui era stato detto che si trovavano nel gruppo a basso rischio (cioè praticamente zero le possibilità che succeda una cosa del genere)
-nel Regno Unito ci furono anche problemi con le transazioni di denaro
-sempre nel Regno Unito, le macchine per le biglietterie automatiche ("Quickfare") stamparono i biglietti con la data "00 JNR 00" per 3 mesi fino a metà marzo 2000. Questi erano incompatibili con gli ATG presso la stazione ferroviaria di Reading
-il sistema missilistico antiaereo del Regno Unito Rapier presentava un errore Y2K che gli avrebbe impedito di sparare
-molti sistemi di carte di credito e bancomat andarono in crash. Alcuni clienti hanno ricevuto fatture con 100 anni di interesse
-la stazione di pompaggio dell'olio a Yumurtalik fallì, tagliando le forniture a Istanbul
-i computer del governo andarono in crash in Cina ed ad Hong Kong
-un cliente di un negozio di noleggio video dello stato di New York si trovò sul conto $ 91.250
-anche in Australia si ebbero problemi con il sistema di convalida dei biglietti dell'autobus
-tribunali in Sud Corea e Spagna che riportavano documenti datati 1900
-in Italia i principali problemi li ebbe la Telecom con alcune bollette che riportavano la data 1900
-in Francia, il servizio nazionale di previsioni meteorologiche, Météo-France, indicò che la data sulla loro pagina Web mostrava una mappa con le previsioni del tempo di sabato "01/01/1900"
-in Bulgaria, i documenti di polizia sono stati emessi con le date di scadenza del 29 febbraio 2005 e del 29 febbraio 2010 (che non sono anni bisestili)
-alcuni software non hanno riconosciuto correttamente il 2000 come anno bisestile e hanno quindi lavorato su un anno di 365 giorni. L'ultimo giorno del 2000 (giorno 366) questi sistemi hanno mostrato vari errori trovandosi sfasati (31 dicembre 2000 e 1 gennaio 2001). In particolare alcuni treni norvegesi si ritrovarono ritardati fino a quando i loro orologi non furono rimessi indietro di un mese
TG, film, serie TV, giornali, riviste e qualsiasi mezzo di comunicazione dedicava sempre uno spazio più o meno ampio a questo evento.
L’allarmismo era davvero ai massimi livelli.
Principalmente questo errore risiedeva nel fatto che, per rappresentare le date, diversi software utilizzavano solo due cifre decimali per memorizzare l'anno; tali cifre potevano assumere i valori compresi da "00" a "99", dando per sottinteso, come base di partenza, l'anno 1900.
Quindi al raggiungimento dell'anno 2000, i sistemi avrebbero segnato l'1 gennaio 1900.
Il problema di fondo dell’utilizzo di un numero ridotto di cifre (2 al posto di 4), rappresentava la necessità di utilizzare il numero minore di byte di memoria possibile (del resto la capacità di memoria dei sistemi operativi era molto ridotta, se rapportata a quello di oggi. E non solo perchè poi i software si sono evoluti).
In realtà alcuni problemi comparvero già 12 anni prima ovvero nel 1988, quando un lotto di carne in scatola era stato rifiutato da un supermercato perché sembrava essere scaduto da più di 80 anni.
Quattro anni dopo (nel 1992), Mary Bandar di Winona, nel Minnesota, fu invitata a frequentare una scuola materna perché, secondo il computer, aveva 4 anni.
In realtà ne aveva 104 anni quindi declinò l'invito.
Dal 1951, quando Joe Lyons introdusse i primi computer aziendali, le date come detto erano state abbreviate per risparmiare spazio ed accelerare l'elaborazione: il secolo venne omesso, quindi il gennaio 1900 era 01/00 e il dicembre 1999 era il 12/99, così come è ancora oggi sul fronte di ogni carta di credito.
In realtà quella carne in scatola aveva una data di scadenza del gennaio 2000 e Mary Bandar nacque nel luglio 1888; queste date, 01/00 e 07/88, assomigliavano al gennaio 1900 e al luglio 1988, rendendo la carne scaduta da 88 anni (del resto il fatto successe nel 1988) e la 104enne Maria ringiovanita al punta da esser invitata per frequentare l'asilo nel 1992.
QUALI PROBLEMI PROVOCO' IL MILLENNIUM BUG?
Il costo totale dell'aggiustamento software e sistemi operativi svolti in previsione dell'Y2K è stato stimato di oltre 300 miliardi di dollari (oggi circa 426 miliardi di dollari oggi, presa in considerazione l'inflazione).
IDC ha calcolato che gli Stati Uniti spesero circa 134 miliardi di dollari (190 miliardi di dollari oggi).
Non successero eventi catastrofici/apocalittici come descritti all'avvicinarsi dell'evento, anche se qualche problema accorse, vediamone i principali.
-problemi in un centinaio di slot machine nel Delaware, USA
-sempre negli Stati Uniti, il sistema di elaborazione dei messaggi della Guardia costiera venne interrotto
-alla base offshore delle forze aeree a sud di Omaha, nel Nebraska, non fu possibile accedere alle registrazioni delle parti di manutenzione degli aeromobili
-ci furono interruzioni di corrente alle Hawaii
-all'aeroporto nazionale di Reagan, le linee di attesa del check-in si sono allungate dopo che i programmi di smistamento bagagli sono stati colpiti
-in Giappone alcuni sistemi di raccolta di informazioni di volo ebbero diversi problemi
-a Ishikawa, in Giappone, le apparecchiature per il monitoraggio delle radiazioni smisero di funzionare a mezzanotte; tuttavia, i funzionari dichiararono che non c'era nessun rischio per gli abitanti
-la centrale nucleare di Onagawa ebbe qualche problema di raffreddamento, non a caso suonò l'allarme 2 minuti dopo mezzanotte
-ad Osaka, Giappone, una compagnia di telecomunicazioni, ha riscontrato errori nella parte di gestione delle date della rete aziendale. Il problema venne risolto alle 02:43
-NTT DoCoMo , il più grande operatore di telefonia mobile del Giappone, riferì che il 1° gennaio 2000 alcuni modelli di telefoni cellulari stavano cancellando nuovi messaggi ricevuti, anziché i vecchi messaggi, a mano a mano che la memoria si riempiva
-sempre in Giappone, circa il 5% degli erogatori di contanti dell'ufficio postale non funzionò e si ebbero problemi anche negli uffici meteorologici
-a Sheffield, Regno Unito, ci furono valutazioni errate del rischio per la sindrome di Down inviate a 154 donne gravide e sono stati effettuati due aborti come risultato diretto del bug Y2K (errore di calcolo dell'età della madre). Quattro bambini affetti da sindrome di Down sono nati da madri a cui era stato detto che si trovavano nel gruppo a basso rischio (cioè praticamente zero le possibilità che succeda una cosa del genere)
-nel Regno Unito ci furono anche problemi con le transazioni di denaro
-sempre nel Regno Unito, le macchine per le biglietterie automatiche ("Quickfare") stamparono i biglietti con la data "00 JNR 00" per 3 mesi fino a metà marzo 2000. Questi erano incompatibili con gli ATG presso la stazione ferroviaria di Reading
-il sistema missilistico antiaereo del Regno Unito Rapier presentava un errore Y2K che gli avrebbe impedito di sparare
-molti sistemi di carte di credito e bancomat andarono in crash. Alcuni clienti hanno ricevuto fatture con 100 anni di interesse
-la stazione di pompaggio dell'olio a Yumurtalik fallì, tagliando le forniture a Istanbul
-i computer del governo andarono in crash in Cina ed ad Hong Kong
-un cliente di un negozio di noleggio video dello stato di New York si trovò sul conto $ 91.250
-anche in Australia si ebbero problemi con il sistema di convalida dei biglietti dell'autobus
-tribunali in Sud Corea e Spagna che riportavano documenti datati 1900
-in Italia i principali problemi li ebbe la Telecom con alcune bollette che riportavano la data 1900
-in Francia, il servizio nazionale di previsioni meteorologiche, Météo-France, indicò che la data sulla loro pagina Web mostrava una mappa con le previsioni del tempo di sabato "01/01/1900"
-in Bulgaria, i documenti di polizia sono stati emessi con le date di scadenza del 29 febbraio 2005 e del 29 febbraio 2010 (che non sono anni bisestili)
-alcuni software non hanno riconosciuto correttamente il 2000 come anno bisestile e hanno quindi lavorato su un anno di 365 giorni. L'ultimo giorno del 2000 (giorno 366) questi sistemi hanno mostrato vari errori trovandosi sfasati (31 dicembre 2000 e 1 gennaio 2001). In particolare alcuni treni norvegesi si ritrovarono ritardati fino a quando i loro orologi non furono rimessi indietro di un mese
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giovedì 23 agosto 2018
Chi Può Vedere Il Mio Stato WhatsApp?
Rispetto al vecchio stato di WhatsApp in cui chi aveva il numero poteva visualizzarlo, i nuovi stati, invece, sono impostati per default su "I miei contatti".
Ciò vuol dire che soltanto chi è registrato nella nostra rubrica può guardarli (a meno di cambiare appunto l'opzione di default).
Insomma sono stati resi privati anziché pubblici, se così si può dire.
Per controllare ciò, aperto WhatsApp, vai su: Impostazioni > Account > Privacy.
I nuovi Stati WhatsApp, per motivi di sicurezza, non si possono impostare su "Tutti".
CHI SI E' SALVATO IL MIO NUMERO? PERCHE' NON VEDO LO STATO DI UNA PERSONA?
Se ci pensate questa funzione dello stato impostata su "tutti" indica ai proprio contatti che li avete salvati nella vostra rubrica.
Potrebbe sembrare una cosa scontata, visto che ovviamente chi riceve un vostro messaggio sa che avete il suo numero però pensate a questa situazione: siete iscritti su un gruppo universitario di 50 persone e vi salvate qualche numero da quel gruppo, pur non iniziando conversazioni in privato con i numeri appena salvati. Se condividere uno stato con "Tutti", i contatti salvati di nascosto (se vogliamo parlare in questi termini), sapranno che vi siete salvati il loro numero.
D'altro canto se vi compare uno stato di qualcuno che non conoscete vorrà dire che avrà salvato il vostro numero nella sua rubrica.
Se invece non vi compare lo stato di una persona (salvato nella vostra rubrica), i motivi possono essere molteplici: o impostazioni della sua privacy (cioè condivide lo stato solo con alcuni contatti), siete stati bloccati o non vi ha salvato in rubrica.
PRIVACY SULLA VISUALIZZAZIONE DEL PROPRIO STATO
L’applicazione ovviamente permette di scegliere chi può vedere lo Stato di WhatsApp.
Quindi è possibile scegliere i nomi dei contatti che possono o non possono visualizzare.
Per modificare ciò: Impostazioni > Account > Privacy > Stato > Privacy dello Stato.
Visualizzerai così le opzioni:
1) I miei contatti
2) I miei contatti eccetto
3) Condividi solo con
La funzione "I miei contatti eccetto" serve per mostrare lo Stato a tutte le persone registrate in rubrica tranne alcune.
Seleziona invece "Condividi solo" per condividerlo esclusivamente con dei contatti specifici.
In entrambi i casi, ti verrà chiesto di impostare i nomi dei contatti.
A questo punto, avrai scelto chi può vedere lo Stato di WhatsApp.
Puoi sapere chi lo ha visto toccando l’occhio di fianco ad ogni stato che pubblichi.
Puoi trovarlo toccando i tre pallini in Stato > Il mio Stato.
Ciò vuol dire che soltanto chi è registrato nella nostra rubrica può guardarli (a meno di cambiare appunto l'opzione di default).
Insomma sono stati resi privati anziché pubblici, se così si può dire.
Per controllare ciò, aperto WhatsApp, vai su: Impostazioni > Account > Privacy.
I nuovi Stati WhatsApp, per motivi di sicurezza, non si possono impostare su "Tutti".
CHI SI E' SALVATO IL MIO NUMERO? PERCHE' NON VEDO LO STATO DI UNA PERSONA?
Se ci pensate questa funzione dello stato impostata su "tutti" indica ai proprio contatti che li avete salvati nella vostra rubrica.
Potrebbe sembrare una cosa scontata, visto che ovviamente chi riceve un vostro messaggio sa che avete il suo numero però pensate a questa situazione: siete iscritti su un gruppo universitario di 50 persone e vi salvate qualche numero da quel gruppo, pur non iniziando conversazioni in privato con i numeri appena salvati. Se condividere uno stato con "Tutti", i contatti salvati di nascosto (se vogliamo parlare in questi termini), sapranno che vi siete salvati il loro numero.
D'altro canto se vi compare uno stato di qualcuno che non conoscete vorrà dire che avrà salvato il vostro numero nella sua rubrica.
Se invece non vi compare lo stato di una persona (salvato nella vostra rubrica), i motivi possono essere molteplici: o impostazioni della sua privacy (cioè condivide lo stato solo con alcuni contatti), siete stati bloccati o non vi ha salvato in rubrica.
PRIVACY SULLA VISUALIZZAZIONE DEL PROPRIO STATO
L’applicazione ovviamente permette di scegliere chi può vedere lo Stato di WhatsApp.
Quindi è possibile scegliere i nomi dei contatti che possono o non possono visualizzare.
Per modificare ciò: Impostazioni > Account > Privacy > Stato > Privacy dello Stato.
Visualizzerai così le opzioni:
1) I miei contatti
2) I miei contatti eccetto
3) Condividi solo con
La funzione "I miei contatti eccetto" serve per mostrare lo Stato a tutte le persone registrate in rubrica tranne alcune.
Seleziona invece "Condividi solo" per condividerlo esclusivamente con dei contatti specifici.
In entrambi i casi, ti verrà chiesto di impostare i nomi dei contatti.
A questo punto, avrai scelto chi può vedere lo Stato di WhatsApp.
Puoi sapere chi lo ha visto toccando l’occhio di fianco ad ogni stato che pubblichi.
Puoi trovarlo toccando i tre pallini in Stato > Il mio Stato.
mercoledì 22 agosto 2018
Fortnite Denuncia Diversi Utenti Per Cheating
Fortnite della Epic Games sta avendo un sacco di successo, anche se negli ultimi mesi è stato oggetto di diverse controversie e di denunce in tribunale.
Ad ottobre dell'anno scorso l'Epic Games aveva denunciato due giocatori di Fortnite, accusandoli di aver utilizzato trucchi in modalità Battle Royale, violando così i termini di servizio e il contratto accettato al momento dell'installazione del gioco.
La compagnia ha citato i due utenti presso la Corte Federale del North Carolina (conosciuti con i nickname di Mr.Broom e Mr.Vraspir), entrambi responsabili di aver creato un sito per diffondere trucchi e cheat per Fortnite.
La stessa casa produttrice bannò migliaia di cheater nei mesi successivi.
Un altro utente portato in tribunale è un quattordicenne che faceva anch'egli uso di cheat nel gioco.
La difesa della madre, sottolineava che sua figlio non aveva partecipato in alcun modo alla realizzazione del cheat software e, infine, sottolineava come lei stessa non abbia firmato alcun accordo sui termini di servizio del gioco, in quanto il figlio minorenne.
Epic Games, dal canto suo, risponde di non apprezzare "il continuo cheating o la violazione del copyright, indipendentemente dall'età dei coinvolti".
Nella richiesta alla corte sono stati inclusi anche quattro punti fondamentali contro l’accusa: Epic non può provare che il ragazzo abbia modificato del codice di Fortnite protetto da copyright, Epic ha pubblicato illegalmente il nome del ragazzo minorenne, Epic non può provare di aver diritto al risarcimento danni e, infine, il contratto stipulato con il ragazzo (i termini di utilizzo del software), non possono essere ritenuti validi, poiché il ragazzo era minorenne e quindi non aveva il consenso di un genitore.
AIMBOT E TRIGGERBOT
Il problema degli Aimbot è un qualcosa che si perde nella notte dei tempi e principalmente da quando si è iniziato a giocare online.
Un Aimbot praticamente è un Bot che gioca da solo o facilita la vita dell'utente umano.
Sono di due tipi:
1) i più efficienti basati sulla scheda video (riuscendo ad individuare le forme 3D prima che compaiono sullo schermo) ma facilmente individuabili dai bot anti-cheat
2) bot a scansione (basati sul colore degli avversari da colpire, ciò avviene analizzando pixel per pixel) difficilmente individuabili ma poco efficaci
I Triggerbot invece possono aumentare altre caratteristiche quali la velocità, munizioni, aumentare la visuale Radar e le percezioni extrasensoriali.
BAN E SOSPENSIONI
Ad ottobre dell'anno scorso l'Epic Games aveva denunciato due giocatori di Fortnite, accusandoli di aver utilizzato trucchi in modalità Battle Royale, violando così i termini di servizio e il contratto accettato al momento dell'installazione del gioco.
La compagnia ha citato i due utenti presso la Corte Federale del North Carolina (conosciuti con i nickname di Mr.Broom e Mr.Vraspir), entrambi responsabili di aver creato un sito per diffondere trucchi e cheat per Fortnite.
La stessa casa produttrice bannò migliaia di cheater nei mesi successivi.
Un altro utente portato in tribunale è un quattordicenne che faceva anch'egli uso di cheat nel gioco.
La difesa della madre, sottolineava che sua figlio non aveva partecipato in alcun modo alla realizzazione del cheat software e, infine, sottolineava come lei stessa non abbia firmato alcun accordo sui termini di servizio del gioco, in quanto il figlio minorenne.
Epic Games, dal canto suo, risponde di non apprezzare "il continuo cheating o la violazione del copyright, indipendentemente dall'età dei coinvolti".
Nella richiesta alla corte sono stati inclusi anche quattro punti fondamentali contro l’accusa: Epic non può provare che il ragazzo abbia modificato del codice di Fortnite protetto da copyright, Epic ha pubblicato illegalmente il nome del ragazzo minorenne, Epic non può provare di aver diritto al risarcimento danni e, infine, il contratto stipulato con il ragazzo (i termini di utilizzo del software), non possono essere ritenuti validi, poiché il ragazzo era minorenne e quindi non aveva il consenso di un genitore.
AIMBOT E TRIGGERBOT
Il problema degli Aimbot è un qualcosa che si perde nella notte dei tempi e principalmente da quando si è iniziato a giocare online.
Un Aimbot praticamente è un Bot che gioca da solo o facilita la vita dell'utente umano.
Sono di due tipi:
1) i più efficienti basati sulla scheda video (riuscendo ad individuare le forme 3D prima che compaiono sullo schermo) ma facilmente individuabili dai bot anti-cheat
2) bot a scansione (basati sul colore degli avversari da colpire, ciò avviene analizzando pixel per pixel) difficilmente individuabili ma poco efficaci
I Triggerbot invece possono aumentare altre caratteristiche quali la velocità, munizioni, aumentare la visuale Radar e le percezioni extrasensoriali.
BAN E SOSPENSIONI
Prima abbiamo visto i casi di alcuni ragazzi portati addirittura in tribunale ma di solito come ci si comporta in questi?
Ci sono kick (fuoriuscite temporanee dai server di gioco, a scopo di avvertimento), sospensioni temporanee di alcuni giorni (per insulti principalmente), ban definitivo (aggirati però utilizzando VPN, server proxy, cambiando connessione internet o indirizzo MAC), hellban (cioè i giocatori vengono spostati in ambienti speciali dove giocano solo cheaters), demotion (cioè retrocessione del giocatore nel ranking più basso...cioè come se s'iniziasse da capo) ed infine progress-removal (anche qui vengono azzerati i progressi fatti).
CAUSA CONTRO LA EPIC
Abbiamo detto della denuncia della Epic Games contro suoi giocatori imbroglioni ma anche la stessa casa, circa 1 anno fa, ricevette una denuncia (per plagio).
Bluehole infatti, publisher di PlayerUnknown's Battlegrounds, l'ha accusata di aver plagiato il suo gioco per realizzare Fortnite.
Secondo gli autori di PUBG, Epic Games avrebbe approfittato della sua collaborazione alla realizzazione tecnica del gioco per "scippare" l'idea della Battle Royale. Quando Fortnite debuttò, a luglio 2017, includeva la modalità Save The World, che impegnava i giocatori nella costruzione e nella difesa di mura.
Poi venne invece pubblicata la modalità free Battle Royale, che ha determinato il boom di popolarità del gioco.
Un'idea che, secondo Bluehole, il titolo di Epic Games ha ripreso proprio da PlayerUnknown's Battlegrounds.
I numeri fatti registrare da PUBG e Fortnite fanno capire che le cifre in ballo tra le software house autrici dei due giochi sono assolutamente pazzesche: PlayerUnknown's Battlegrounds ha venduto oltre 30 milioni di copie solo su PC, con un picco di giocatori attivi contemporaneamente che ha superato i 3.2 milioni. Con il crescente successo di Fortnite, però, i suoi numeri sono andati calando e, da gennaio a maggio, gli utenti attivi sul gioco Bluehole si sono più che dimezzati.
Da Fortnite invece, Epic Games ha incassato oltre 300 milioni di dollari.
martedì 21 agosto 2018
Cos'è Fortnite Battle Royale: I Motivi Del Successo
Fortnite, sviluppato da Epic Games e People Can Fly, è stato lanciato nel luglio 2017.
Il successo non è stato immediato, pur tuttavia nel 2018 c'è stato un vero e proprio boom mediatico.
Inizialmente disponibile per PC e console, a marzo è arrivato anche sugli Smartphone, aumentando utenze (oltre 125 milioni di giocatori in tutto il mondo) e guadagni.
Il gioco ha due versioni, una a pagamento e una gratuita (ma con acquisti in-app).
La prima è ambientata in un futuro distopico, nel quale gli umani superstiti lottano per la sopravvivenza e per salvare quello che resta del mondo.
Durante il gioco l'utente è invogliato a comprare monete virtuali per ricevere aggiornamenti.
Il format gratuito è quello che ha resto Fornite un fenomeno: si gioca come singoli, coppie o a piccole squadre. Gli utenti sono catapultati su un'isola dove si tiene la “battaglia reale” (Battle Royale): 100 giocatori si affrontano fino a quando non ne resta solo uno.
Una trama all'apparenza violenta, resa però soft da una grafica da cartone animato.
Nel mondo di Fortnite si può giocare gratis.
Ma poi gli utenti sono invogliati a spendere per progredire all'interno del gioco.
In circa 1 anno, Fortnite è diventato il gioco con base gratuita di maggior successo di sempre, meglio anche di Minecraft.
A maggio, "Fortnite: Battle Royal" è diventato videogioco gratuito con il maggiore incasso nel singolo mese.
Secondo un'analisi di SuperData Research, gli utenti hanno speso su console, PC e mobile 318.3 milioni di dollari.
Per rendere l'idea: Lineage M incassò 223.6 milioni nel luglio 2017 e Dungeon Fighter Online ne ha ottenuti 222.7.
Pokemon Go, ad esempio, nel suo mese più splendente (agosto 2016) ha incassato 203.5 milioni di dollari.
Gli utenti inoltre vedono Fortnite come uno spettacolo.
Ecco perché è diventato il gioco con maggiore pubblico su YouTube e Twitch, la piattaforma di Amazon dedicata a videogame ed e-sport.
Un singolo evento (nel quale sono scesi in battaglia il rapper Drake e il giocatore professionista Ninja) ha avuto 628mila spettatori.
Si, appunto, sono stati anche personaggi del mondo dello sport (e dello spettacolo) a renderlo un nuovo trend.
A tal proposito, sorprende l’ultima tendenza in voga negli Stati Uniti per cui alcuni genitori sono disposti a pagare lezioni private ai loro figli affinché questi ultimi diventino giocatori molto bravi nella modalità Battle Royale citata. A quanto riportato qualche giorno fa da The Guardian, infatti, esistono diversi siti web come Gamer Sensi in cui ci sono centinaia di allenatori, e tra questi numerosi specializzati in Fortnite, che si fanno pagare tra i $10 e i $25 l'ora, offrendo vere e proprie lezioni che permettono agli aspiranti campioni di migliorare le proprie abilità in gioco.
Tra questi, ad esempio, c’è un insegnante chiamato Convertible, il quale è stato un giocatore professionista in squadre eSports molto importanti, oltre ad essere il coach del team Fortnite per Samsung.
Convertible: "Una sessione tipica con me include un’autoanalisi dei propri errori, un'analisi individuale delle statistiche e la revisione del VoD"
Vista la crescente popolarità che gli eSports stanno acquisendo negli Stati Uniti, alcune università del Paese hanno iniziato a offrire borse di studio anche ai loro team eSports al pari di altre squadre sportive, come quelle di Basket, Baseball e Football Americano. Visti i costi particolarmente elevati per le tasse universitarie dei college statunitensi, la possibilità di accedere ad una borsa di studio entrando a far parte di una squadra di giocatori digitali professionisti permetterebbe ad un maggior numero di studenti di frequentare l’università.
Ad esempio un club eSport, chiamato Tespa, ha annunciato che per il prossimo anno accademico metterà a disposizione oltre 1 milione di dollari in borse di studio e premi agli studenti che decidono di allenarsi e competere a livello professionistico in sei videogiochi differenti, tra cui Fortnite.
Per giocare: Fortnite Battle Royale (Epic Games)
Il successo non è stato immediato, pur tuttavia nel 2018 c'è stato un vero e proprio boom mediatico.
Inizialmente disponibile per PC e console, a marzo è arrivato anche sugli Smartphone, aumentando utenze (oltre 125 milioni di giocatori in tutto il mondo) e guadagni.
Il gioco ha due versioni, una a pagamento e una gratuita (ma con acquisti in-app).
La prima è ambientata in un futuro distopico, nel quale gli umani superstiti lottano per la sopravvivenza e per salvare quello che resta del mondo.
Durante il gioco l'utente è invogliato a comprare monete virtuali per ricevere aggiornamenti.
Il format gratuito è quello che ha resto Fornite un fenomeno: si gioca come singoli, coppie o a piccole squadre. Gli utenti sono catapultati su un'isola dove si tiene la “battaglia reale” (Battle Royale): 100 giocatori si affrontano fino a quando non ne resta solo uno.
Una trama all'apparenza violenta, resa però soft da una grafica da cartone animato.
Nel mondo di Fortnite si può giocare gratis.
Ma poi gli utenti sono invogliati a spendere per progredire all'interno del gioco.
In circa 1 anno, Fortnite è diventato il gioco con base gratuita di maggior successo di sempre, meglio anche di Minecraft.
A maggio, "Fortnite: Battle Royal" è diventato videogioco gratuito con il maggiore incasso nel singolo mese.
Secondo un'analisi di SuperData Research, gli utenti hanno speso su console, PC e mobile 318.3 milioni di dollari.
Per rendere l'idea: Lineage M incassò 223.6 milioni nel luglio 2017 e Dungeon Fighter Online ne ha ottenuti 222.7.
Pokemon Go, ad esempio, nel suo mese più splendente (agosto 2016) ha incassato 203.5 milioni di dollari.
Gli utenti inoltre vedono Fortnite come uno spettacolo.
Ecco perché è diventato il gioco con maggiore pubblico su YouTube e Twitch, la piattaforma di Amazon dedicata a videogame ed e-sport.
Un singolo evento (nel quale sono scesi in battaglia il rapper Drake e il giocatore professionista Ninja) ha avuto 628mila spettatori.
Si, appunto, sono stati anche personaggi del mondo dello sport (e dello spettacolo) a renderlo un nuovo trend.
A tal proposito, sorprende l’ultima tendenza in voga negli Stati Uniti per cui alcuni genitori sono disposti a pagare lezioni private ai loro figli affinché questi ultimi diventino giocatori molto bravi nella modalità Battle Royale citata. A quanto riportato qualche giorno fa da The Guardian, infatti, esistono diversi siti web come Gamer Sensi in cui ci sono centinaia di allenatori, e tra questi numerosi specializzati in Fortnite, che si fanno pagare tra i $10 e i $25 l'ora, offrendo vere e proprie lezioni che permettono agli aspiranti campioni di migliorare le proprie abilità in gioco.
Tra questi, ad esempio, c’è un insegnante chiamato Convertible, il quale è stato un giocatore professionista in squadre eSports molto importanti, oltre ad essere il coach del team Fortnite per Samsung.
Convertible: "Una sessione tipica con me include un’autoanalisi dei propri errori, un'analisi individuale delle statistiche e la revisione del VoD"
Vista la crescente popolarità che gli eSports stanno acquisendo negli Stati Uniti, alcune università del Paese hanno iniziato a offrire borse di studio anche ai loro team eSports al pari di altre squadre sportive, come quelle di Basket, Baseball e Football Americano. Visti i costi particolarmente elevati per le tasse universitarie dei college statunitensi, la possibilità di accedere ad una borsa di studio entrando a far parte di una squadra di giocatori digitali professionisti permetterebbe ad un maggior numero di studenti di frequentare l’università.
Ad esempio un club eSport, chiamato Tespa, ha annunciato che per il prossimo anno accademico metterà a disposizione oltre 1 milione di dollari in borse di studio e premi agli studenti che decidono di allenarsi e competere a livello professionistico in sei videogiochi differenti, tra cui Fortnite.
Per giocare: Fortnite Battle Royale (Epic Games)
Siti Internet Degli Anni 90: Pagine Web Abbandonate (Preistoria Informatica)
Il World Wide Web (WWW), ovvero Internet come lo conosciamo oggi, nasce nel 1991.
Sono passati quasi 30 anni e da allora di acqua sotto i ponti ne è passata.
In primis la velocità delle connessioni: si è passato dal vecchio 56 k alle fibre ottiche.
Ciò ha permesso la realizzazione di siti più accurati ed oserei dire completamente diversi.
Sono scomparse le gif e i midi in sottofondo (in realtà abbastanza fastidiosi, al di là delle nuove opportunità del Web 3.0) per lasciare spazio ad elementi molto più pesanti quali video ed animazioni.
Negli anni 90 ciò era una vera e propria utopia, in quanto, come detto, le connessioni erano lentissime.
Basti dire che oggi con una connessione "media/veloce" che scarichi a 10 megabyte/s è possibile scaricare 1 gigabyte in 1 minuto e mezzo.
Negli anni con un 56 k che scaricava a circa 4 kilobyte/s, sarebbero occorse poco più di 69 ore!
Ovviamente il calcolo è esponenziale: se oggi scarico 10 giga in 15 minuti, negli anni 90 li avrei scaricati in 690 ore (cioè in 29 giorni tenendo il computer acceso 24 ore su 24).
Senza contare che il telefono sarebbe stato inutilizzabile e senza considerare le continue disconnessioni.
Il download da un sito web interrotto a seguito di una disconnessione avrebbe comportato l'iniziare da capo il download.
Altra epoca direte voi.
Ciò è sicuramente vero ma com'erano i siti web degli anni 90? Esistono ancora?
Si, qualcuno esiste ancora e qui ne elencherò una lista per fare un tuffo nel passato.
Info CERN (1991)
Netscape Navigator (1994)
WWW94 (1994) (prima conferenza mondiale che si è tenuta sul web!)
Italy On The Web (1994)
Strawberry (1994)
Cam Di San Francisco (1994) in realtà è stata aggiunta qualcosa in tempi recenti ma il sito è rimasto al 1994
Astro-Link (1995)
Fluffy's World (1995)
Dole Kemp (1996)
Pagina CNN Su OJ Simpson (1996)
Fantasy Baseball (1996)
Space Jam (1996)
Cyber Beach (1996)
Jurassic Park: Il Mondo Perduto (1997)
Mystical Smoking Head Of Bob (1997)
Clyde Virtual University (1997)
Pentax (1997)
IE Is Evil (1998)
Babylon (1998)
Plug It Provider (1999)
Danny's Page Julie's Page (1999)
(1999)
Willow Home (1999)
Spectranet (2001)
Japan Corner (2002)
Su 404PageFound invece, potrete trovare siti degli anni 90 abbandonati (o ancora attivi che non hanno mai modificato la grafica).
Sono passati quasi 30 anni e da allora di acqua sotto i ponti ne è passata.
In primis la velocità delle connessioni: si è passato dal vecchio 56 k alle fibre ottiche.
Ciò ha permesso la realizzazione di siti più accurati ed oserei dire completamente diversi.
Sono scomparse le gif e i midi in sottofondo (in realtà abbastanza fastidiosi, al di là delle nuove opportunità del Web 3.0) per lasciare spazio ad elementi molto più pesanti quali video ed animazioni.
Negli anni 90 ciò era una vera e propria utopia, in quanto, come detto, le connessioni erano lentissime.
Basti dire che oggi con una connessione "media/veloce" che scarichi a 10 megabyte/s è possibile scaricare 1 gigabyte in 1 minuto e mezzo.
Negli anni con un 56 k che scaricava a circa 4 kilobyte/s, sarebbero occorse poco più di 69 ore!
Ovviamente il calcolo è esponenziale: se oggi scarico 10 giga in 15 minuti, negli anni 90 li avrei scaricati in 690 ore (cioè in 29 giorni tenendo il computer acceso 24 ore su 24).
Senza contare che il telefono sarebbe stato inutilizzabile e senza considerare le continue disconnessioni.
Il download da un sito web interrotto a seguito di una disconnessione avrebbe comportato l'iniziare da capo il download.
Altra epoca direte voi.
Ciò è sicuramente vero ma com'erano i siti web degli anni 90? Esistono ancora?
Si, qualcuno esiste ancora e qui ne elencherò una lista per fare un tuffo nel passato.
Info CERN (1991)
Netscape Navigator (1994)
WWW94 (1994) (prima conferenza mondiale che si è tenuta sul web!)
Italy On The Web (1994)
Strawberry (1994)
Cam Di San Francisco (1994) in realtà è stata aggiunta qualcosa in tempi recenti ma il sito è rimasto al 1994
Astro-Link (1995)
Fluffy's World (1995)
Dole Kemp (1996)
Pagina CNN Su OJ Simpson (1996)
Fantasy Baseball (1996)
Space Jam (1996)
Cyber Beach (1996)
Jurassic Park: Il Mondo Perduto (1997)
Mystical Smoking Head Of Bob (1997)
Clyde Virtual University (1997)
Pentax (1997)
IE Is Evil (1998)
Babylon (1998)
Plug It Provider (1999)
Danny's Page Julie's Page (1999)
(1999)
Willow Home (1999)
Spectranet (2001)
Japan Corner (2002)
Su 404PageFound invece, potrete trovare siti degli anni 90 abbandonati (o ancora attivi che non hanno mai modificato la grafica).
domenica 19 agosto 2018
Cosa Sono Le Challenges Su Youtube? Le Migliori
Oltre ai noti video dove gente si riprende giocando ai videogames, altri video noti sulla piattaforma Youtube sono quelli delle challenge.
Ma di cosa si tratta? Sfide (assurde, spesso idiote) che imperversano su Youtube.
Dai ragazzi della #Rainbow Milk Challenge che imbrattano i marciapiedi con il loro vomito rosa, azzurro, rosso o verde dopo essersi tracannati litri di latte colorato alle sfide di ustionarsi con sale e cubetti di ghiaccio (#Salt And Ice Challenge), a quelle di soffocamento (#The Best Cinnamon Challenge ma anche #Ghost Pepper Challenge), del coma etilico (#Neknominate) ad altre pericolose come il #Knockout Game.
Altre più o meno divertenti come il #Kiss Or Kick (si lancia la moneta in aria e a seconda che esca testa o croce, la ragazza prescelta dovrà dare un bacio o un calcio nelle palle all'interessato).
Una delle più grandi promotrici di #Challenge è GloZell Green, “an American comedian and YouTube personality” (una commediante americana e una personalità di YouTube), come descrive la pagina Wikipedia a lei dedicata.
Dalla sua casa di Hollywood le ha provate (quasi) tutte: #The Best Cinnamon Challenge, la sfida di ingurgitare un cucchiaino di cannella, è stata vista più di 54 milioni di volte (quasi tutti gli abitanti dell'Italia).
Un sfida innocua solo all’apparenza: “La cannella è ricavata dalla corteccia di un albero. Le fibre della cellulosa non si dissolvono tanto in fretta” e quando finisce nei polmoni (succede spesso) può causare lesioni permanenti. Come è successo a Dejah Reed, una 16enne alla sua quarta challenge: “Stavo ridendo, ho tossito, e ho mandato la cannella nei polmoni non riuscivo più a respirare”.
Il padre l’ha trovata con il viso bluastro, si è fatta quattro giorni di ospedale e da allora vive attaccata al suo inalatore.
Sulla #Fire Challenge, la sfida a darsi fuoco, per fortuna, è stata gettata abbastanza acqua, tanto che ora su YouTube circolano più video dei ragazzi ustionati che ammoniscono gli aspiranti ad astenersi dalla sfida.
Poi la #The Raw Onion Challenge (cipolla protagonista), #The Rubber Challenge (a base di mollette in faccia), #The Eating Cactus Challenge (mangiare cactus), #Foot Challenge (a base di piedi), #Diet Coke And Mentos Challenge, #The Cereal Challenge, #Hamburger Challenge (il nome dice già tutto), #The Banana Sprite Challenge (rutti e banane, a volontà), #The Swirly Challenge (shampoo al sapore di cesso).
Insomma, a volte, per diventare noti, basta solo un po' di fantasia (e follia).
Per altre challenges note: Challenges Youtube e Lista Challenge Youtube 2018
Lo Smart Speaker Di Google Riconosce Le Voci Delle Persone
Una funziona abbastanza rivoluzionaria del 2018 è lo Smart Speaker Google Home che è in grado di riconoscere fino a sei voci diverse (in mezzo alla folla), in modo da fornire a ognuno informazioni personalizzate.
Il processo di configurazione è molto semplice: basta connettere più account al dispositivo e poi pronunciare più volte “Ok Google” oppure “Hey Google”.
L’aggiornamento riguarda al momento solo gli USA e il Regno Unito, gli unici due territori nei quali attualmente è possibile acquistare Home.
In seguito all’installazione, ognuno potrà chiedere ad esempio informazioni a proposito degli impegni fissati per la propria giornata, ottenendo una replica puntuale e basata sulle informazioni personali.
Il segreto risiede negli algoritmi di riconoscimento vocale impiegati da Google, capaci di distinguere tra una voce e l’altra, analizzando la forma d’onda del segnale audio (frequenza) alla ricerca di pattern che identifichino i diversi utenti.
Ad esempio se è stata effettuata la prenotazione di un viaggio ed è giunta l’ora di mettersi in auto per raggiungere l’aeroporto, lo speaker avviserà l’utente con un messaggio audio, in modo simile a quanto avviene da tempo con le schede di Google Now e dell’Assistente Google, senza attendere di dover essere interpellato.
Il metodo di Google utilizza un modello audio-visivo ed è incentrato sull’isolamento delle voci nei video.
La tecnologia osserva i movimenti della bocca di una persona per identificare meglio le voci su cui concentrarsi in un dato punto e per creare tracce vocali individuali più accurate.
I ricercatori hanno sviluppato questo modello raccogliendo 100 mila video di “conferenze e discorsi” su YouTube, estraendo quasi 2 mila ore di segmenti da quei video con un discorso senza ostacoli, quindi mixando quell’audio per creare un “Synthetic Cocktail Party” con rumore di sottofondo artificiale aggiunto.
Il sistema è in grado di selezionare quale sorgente audio appartiene a quale faccia in un determinato momento e creare tracce vocali separate per ciascun altoparlante.
Il processo di configurazione è molto semplice: basta connettere più account al dispositivo e poi pronunciare più volte “Ok Google” oppure “Hey Google”.
L’aggiornamento riguarda al momento solo gli USA e il Regno Unito, gli unici due territori nei quali attualmente è possibile acquistare Home.
In seguito all’installazione, ognuno potrà chiedere ad esempio informazioni a proposito degli impegni fissati per la propria giornata, ottenendo una replica puntuale e basata sulle informazioni personali.
Il segreto risiede negli algoritmi di riconoscimento vocale impiegati da Google, capaci di distinguere tra una voce e l’altra, analizzando la forma d’onda del segnale audio (frequenza) alla ricerca di pattern che identifichino i diversi utenti.
Ad esempio se è stata effettuata la prenotazione di un viaggio ed è giunta l’ora di mettersi in auto per raggiungere l’aeroporto, lo speaker avviserà l’utente con un messaggio audio, in modo simile a quanto avviene da tempo con le schede di Google Now e dell’Assistente Google, senza attendere di dover essere interpellato.
Il metodo di Google utilizza un modello audio-visivo ed è incentrato sull’isolamento delle voci nei video.
La tecnologia osserva i movimenti della bocca di una persona per identificare meglio le voci su cui concentrarsi in un dato punto e per creare tracce vocali individuali più accurate.
I ricercatori hanno sviluppato questo modello raccogliendo 100 mila video di “conferenze e discorsi” su YouTube, estraendo quasi 2 mila ore di segmenti da quei video con un discorso senza ostacoli, quindi mixando quell’audio per creare un “Synthetic Cocktail Party” con rumore di sottofondo artificiale aggiunto.
Il sistema è in grado di selezionare quale sorgente audio appartiene a quale faccia in un determinato momento e creare tracce vocali separate per ciascun altoparlante.
venerdì 17 agosto 2018
La Falsa Lettera Del Padre Di Marta Danisi (Ponte Morandi, Genova)
Le fake news, le catene di Sant'Antonio, il business e l'astio politico non si fermano neanche durante le tragedie.
Come tutti saprete il Ponte Morandi a Genova è crollato, portandosi con sè 39 vittime e dai 10 ai 20 dispersi (oltre ad un numero imprecisato di feriti).
Eppure, sui social, lo sciacallaggio è sempre in agguato.
Gira da qualche ora su Facebook una lettera scritta dal padre di una delle vittime di Genova (Marta Danisi).
"Ricevo e condivido, tra le lacrime, questo struggente grido di dolore di un genitore.
❤️
<<Scrivi quando arrivi>>
“Mi avevi pregato tanto per andare in Sardegna col tuo fidanzato. Ti avevo detto che, fosse stato per me, non ci saresti andata. Però poi ho visto il tuo sorriso mentre programmavi i tuoi itinerari di viaggio, le escursioni, le giornate al mare. Ti ho detto di sí. Dovevi tornare a casa e raccontarmi come fosse stato. Dovevi dirmi che quel ragazzo ti aveva chiesto di sposarlo sulle note di quella canzone che cantavi sempre sotto la doccia, quella che hai messo anche oggi, prima di uscire. Prima di dirmi che mi volevi bene, stringendomi in un abbraccio. Tu con la tua testa sulla mia spalla e io con le mie mani ad accarezzarti quei capelli che non pettinavi mai. “Papà sono ricci.” E non era vero che “ogni riccio, un capriccio”. Per ogni tuo riccio si scatenavano dieci tempeste. Però eri buona. Eri tanto buona. Eri tua madre, senza la sua paura di vivere, con tanta voglia di guardare le cose belle del mondo.
Ti ho dato un bacio sulla fronte “scrivi quando arrivi, prima di prendere il traghetto”. “Scrivi quando arrivi”, era il mio dirti che ti volevo bene, che ero un papà preoccupato, ma felice di vederti felice a tua volta.
Poi ho sentito un boato, forte. Ho pensato a cosa potesse essere stato, ho cercato risposte, poi la notizia. Il ponte crollato, le vittime, era un inferno, dicevano. Ho sperato che mi chiamassi piangendo, dicendomi: “hai visto papà, c’è stato un crollo, ma io sono stata fortunata, avevo già attraversato il ponte” Avrei puntato il dito contro i politici corrotti, la scarsa manutenzione, la noncuranza di chi aveva compiuto una tale mattanza, ma avrei ringraziato di vedere di nuovo i tuoi occhi nocciola.
Ho sperato che tra quei morti non ci fossero i vostri nomi. Ho sperato di non vedervi ridotti ad una riga su un quotidiano.
Vorrei sapere di chi è la colpa, chi si è portato via le tue mani affusolate o le tue magliette sempre a maniche corte. Chissà cosa hai provato. Chissà come ti stava il terrore addosso.
Mai avrei pensato di poter avere cucita su di me la consapevolezza che fosse finita e che non avresti avuto più possibilità dalla vita. Niente laurea. Niente nuovi posti del mondo da fotografare, niente più “ti scrivo quando arrivo, papà”.
E mi chiedo come staranno gli altri genitori. Come starà chi ha perso il figlio senza una parola di cortesia. O un marito, una madre, un pezzo di cuore.
Mi chiedo perché. Perché tu. E non ottengo risposte se non un disperato silenzio. Ho pianto. Ho fatto scorrere quelle lacrime che tu mi recriminavi. Mi faccio pervadere dal dolore consapevole che non ti vedrò più. Consapevole che non ti accompagnerò all’altare. Consapevole che qualcuno, magari un padre come me, ha ignorato il problema per anni e ora parla di vincoli europei, governi precedenti e altre idiozie, cercando invano qualcuno contro cui puntare il dito, mentre ha addosso l’odore di morti che continuano ad aumentare. Consapevole che non ci sarai. Mai più.
Voglio che tu sappia che sono fiero di essere tuo padre. Fiero di averti avuta accanto. Fiero dei tuoi abbracci che mi hanno fatto diventare un uomo migliore. Fiero di averti accompagnata nelle tue piccole vittorie e nelle tue grandi sconfitte. Sono fiero di averti vista crescere. Con una morsa al cuore per non poterlo fare più.
E mentre c’è chi dal posto caldo dietro la propria scrivania discute sui vaccini, gli immigrati, le famiglie arcobaleno, mentre l’Italia crolla a pezzi, io piango chiedendo a Dio la forza per svegliarmi domani e vivere con la tua stessa volontà. Riposa in pace figlia mia.
Scrivi quando arrivi, in paradiso
Scrivi quando arrivi.
Per sempre tuo,
papà"
Si tratterebbe di una fake news ed una missiva assolutamente falsa che contiene le stesse parole di una vecchia lettera che riguardava una delle vittime del Bataclan (la strage di Parigi nel 13 novembre 2015).
In questi casi si parla di simulazioni letterarie.
Parte di quella missiva copiata (che potrete trovare trascritta qui: lettera vittima Bataclan):
"Dovevi tornare a casa e raccontarmi come fosse stato. Dovevi dirmi che Thomas ti aveva chiesto di sposarlo sulle note di quella canzone, se così possiamo chiamarla, che mettevi sempre quando litigavamo. Quella che hai messo anche stasera. Prima di uscire. Mi chiedo perchè. Perchè tu"
Più altri passaggi leggermente modificati ma sostanzialmente derivanti della stessa bufala.
Scrivere una lettera del genere citando una vittima appena morta sotto le macerie del Morandi, firmata da un padre (per di più morto quando lei aveva 14 anni) è quello che più si avvicina al concetto di bastardaggine ingiustificata e vigliacca.
Non si può parlare neanche di goliardata ma piuttosto di oltraggio alla memoria di una giovane vittima di una tragedia, segno dei tempi (cupi, bui e decadenti) della nostra nazione.
A chiarire l’impossibilità della veridicità di quella lettera è lo zio della giovane vittima: "Il papà di Marta, Antonio, è morto all’età di 41 anni per un tumore".
Nella lettera sono tanti i punti che non coincidono con la vita di Marta: la giovane non è genovese, ma siciliana, non stava partendo per la Sardegna e, soprattutto, era orfana di padre da molti anni.
Marta Danisi, 29 anni, siciliana, e il fidanzato Alberto Fanfani, anche lui ritrovato sotto le macerie.
I due ragazzi avevano accompagnato la mamma di lei all’aeroporto di Genova, dopo che aveva trascorso qualche giorno con loro ad Alessandria.
I due ragazzi si erano conosciuti tra le corsie dell’ospedale di Cisanello dove entrambi lavoravano, poi si sono trasferiti insieme ad Alessandria e nel 2019 avrebbero dovuto sposarsi.
Per quale ragione il popolo del Web ha creato una missiva del genere?
Una lettera ricca di spunti e critiche verso la politica italiana.
Una lettera da migliaia di condivisioni, in alcune parti toccante (come abbiamo visto scopiazzata da un'altra missiva di qualche anno fa), in altre intrise di astio politico.
Ma sui social, si sa, la condivisione è quasi compulsiva, soprattutto quando c’è da far circolare l’indignazione a buon mercato (e le catene di Sant'Antonio).
Ma la storia della falsa lettera deve far riflettere, tutti, su come ormai le informazioni arrivino ai cittadini.
Le fake news invece tempestano le bacheche Facebook, facendo spesso leva su rabbia ed indignazione colpendo i sentimenti di chi, naturalmente, è sensibile ad una tragedia come quella di Marta (e delle altre vittime) che ha scosso l’Italia.
Una lettera all’apparenza scritta da un padre, molto poetica e toccante, in cui vengono elencati tre o quattro aspetti del recente dibattito politico che si fissano facilmente in testa.
Attaccare chi si è occupato di vaccini, immigrati, diritti ai gay fa capire che c'è qualcosa di creato a tavolino.
Come tutti saprete il Ponte Morandi a Genova è crollato, portandosi con sè 39 vittime e dai 10 ai 20 dispersi (oltre ad un numero imprecisato di feriti).
Eppure, sui social, lo sciacallaggio è sempre in agguato.
Gira da qualche ora su Facebook una lettera scritta dal padre di una delle vittime di Genova (Marta Danisi).
"Ricevo e condivido, tra le lacrime, questo struggente grido di dolore di un genitore.
❤️
<<Scrivi quando arrivi>>
“Mi avevi pregato tanto per andare in Sardegna col tuo fidanzato. Ti avevo detto che, fosse stato per me, non ci saresti andata. Però poi ho visto il tuo sorriso mentre programmavi i tuoi itinerari di viaggio, le escursioni, le giornate al mare. Ti ho detto di sí. Dovevi tornare a casa e raccontarmi come fosse stato. Dovevi dirmi che quel ragazzo ti aveva chiesto di sposarlo sulle note di quella canzone che cantavi sempre sotto la doccia, quella che hai messo anche oggi, prima di uscire. Prima di dirmi che mi volevi bene, stringendomi in un abbraccio. Tu con la tua testa sulla mia spalla e io con le mie mani ad accarezzarti quei capelli che non pettinavi mai. “Papà sono ricci.” E non era vero che “ogni riccio, un capriccio”. Per ogni tuo riccio si scatenavano dieci tempeste. Però eri buona. Eri tanto buona. Eri tua madre, senza la sua paura di vivere, con tanta voglia di guardare le cose belle del mondo.
Ti ho dato un bacio sulla fronte “scrivi quando arrivi, prima di prendere il traghetto”. “Scrivi quando arrivi”, era il mio dirti che ti volevo bene, che ero un papà preoccupato, ma felice di vederti felice a tua volta.
Poi ho sentito un boato, forte. Ho pensato a cosa potesse essere stato, ho cercato risposte, poi la notizia. Il ponte crollato, le vittime, era un inferno, dicevano. Ho sperato che mi chiamassi piangendo, dicendomi: “hai visto papà, c’è stato un crollo, ma io sono stata fortunata, avevo già attraversato il ponte” Avrei puntato il dito contro i politici corrotti, la scarsa manutenzione, la noncuranza di chi aveva compiuto una tale mattanza, ma avrei ringraziato di vedere di nuovo i tuoi occhi nocciola.
Ho sperato che tra quei morti non ci fossero i vostri nomi. Ho sperato di non vedervi ridotti ad una riga su un quotidiano.
Vorrei sapere di chi è la colpa, chi si è portato via le tue mani affusolate o le tue magliette sempre a maniche corte. Chissà cosa hai provato. Chissà come ti stava il terrore addosso.
Mai avrei pensato di poter avere cucita su di me la consapevolezza che fosse finita e che non avresti avuto più possibilità dalla vita. Niente laurea. Niente nuovi posti del mondo da fotografare, niente più “ti scrivo quando arrivo, papà”.
E mi chiedo come staranno gli altri genitori. Come starà chi ha perso il figlio senza una parola di cortesia. O un marito, una madre, un pezzo di cuore.
Mi chiedo perché. Perché tu. E non ottengo risposte se non un disperato silenzio. Ho pianto. Ho fatto scorrere quelle lacrime che tu mi recriminavi. Mi faccio pervadere dal dolore consapevole che non ti vedrò più. Consapevole che non ti accompagnerò all’altare. Consapevole che qualcuno, magari un padre come me, ha ignorato il problema per anni e ora parla di vincoli europei, governi precedenti e altre idiozie, cercando invano qualcuno contro cui puntare il dito, mentre ha addosso l’odore di morti che continuano ad aumentare. Consapevole che non ci sarai. Mai più.
Voglio che tu sappia che sono fiero di essere tuo padre. Fiero di averti avuta accanto. Fiero dei tuoi abbracci che mi hanno fatto diventare un uomo migliore. Fiero di averti accompagnata nelle tue piccole vittorie e nelle tue grandi sconfitte. Sono fiero di averti vista crescere. Con una morsa al cuore per non poterlo fare più.
E mentre c’è chi dal posto caldo dietro la propria scrivania discute sui vaccini, gli immigrati, le famiglie arcobaleno, mentre l’Italia crolla a pezzi, io piango chiedendo a Dio la forza per svegliarmi domani e vivere con la tua stessa volontà. Riposa in pace figlia mia.
Scrivi quando arrivi, in paradiso
Scrivi quando arrivi.
Per sempre tuo,
papà"
Si tratterebbe di una fake news ed una missiva assolutamente falsa che contiene le stesse parole di una vecchia lettera che riguardava una delle vittime del Bataclan (la strage di Parigi nel 13 novembre 2015).
In questi casi si parla di simulazioni letterarie.
Parte di quella missiva copiata (che potrete trovare trascritta qui: lettera vittima Bataclan):
"Dovevi tornare a casa e raccontarmi come fosse stato. Dovevi dirmi che Thomas ti aveva chiesto di sposarlo sulle note di quella canzone, se così possiamo chiamarla, che mettevi sempre quando litigavamo. Quella che hai messo anche stasera. Prima di uscire. Mi chiedo perchè. Perchè tu"
Più altri passaggi leggermente modificati ma sostanzialmente derivanti della stessa bufala.
Scrivere una lettera del genere citando una vittima appena morta sotto le macerie del Morandi, firmata da un padre (per di più morto quando lei aveva 14 anni) è quello che più si avvicina al concetto di bastardaggine ingiustificata e vigliacca.
Non si può parlare neanche di goliardata ma piuttosto di oltraggio alla memoria di una giovane vittima di una tragedia, segno dei tempi (cupi, bui e decadenti) della nostra nazione.
A chiarire l’impossibilità della veridicità di quella lettera è lo zio della giovane vittima: "Il papà di Marta, Antonio, è morto all’età di 41 anni per un tumore".
Nella lettera sono tanti i punti che non coincidono con la vita di Marta: la giovane non è genovese, ma siciliana, non stava partendo per la Sardegna e, soprattutto, era orfana di padre da molti anni.
Marta Danisi, 29 anni, siciliana, e il fidanzato Alberto Fanfani, anche lui ritrovato sotto le macerie.
I due ragazzi avevano accompagnato la mamma di lei all’aeroporto di Genova, dopo che aveva trascorso qualche giorno con loro ad Alessandria.
I due ragazzi si erano conosciuti tra le corsie dell’ospedale di Cisanello dove entrambi lavoravano, poi si sono trasferiti insieme ad Alessandria e nel 2019 avrebbero dovuto sposarsi.
Per quale ragione il popolo del Web ha creato una missiva del genere?
Una lettera ricca di spunti e critiche verso la politica italiana.
Una lettera da migliaia di condivisioni, in alcune parti toccante (come abbiamo visto scopiazzata da un'altra missiva di qualche anno fa), in altre intrise di astio politico.
Ma sui social, si sa, la condivisione è quasi compulsiva, soprattutto quando c’è da far circolare l’indignazione a buon mercato (e le catene di Sant'Antonio).
Ma la storia della falsa lettera deve far riflettere, tutti, su come ormai le informazioni arrivino ai cittadini.
Le fake news invece tempestano le bacheche Facebook, facendo spesso leva su rabbia ed indignazione colpendo i sentimenti di chi, naturalmente, è sensibile ad una tragedia come quella di Marta (e delle altre vittime) che ha scosso l’Italia.
Una lettera all’apparenza scritta da un padre, molto poetica e toccante, in cui vengono elencati tre o quattro aspetti del recente dibattito politico che si fissano facilmente in testa.
Attaccare chi si è occupato di vaccini, immigrati, diritti ai gay fa capire che c'è qualcosa di creato a tavolino.
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